28 Aprile 2026
Appunti di Storia

Italia: le “grandi imprese” della Seconda Guerra Mondiale. La motonave “Iseo” – Gianluca Padovan

Mitragliare i civili inermi.

Potrei sbobinarvi la “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”, ben sapendo che anche Vico approverebbe.

Ma posso, invece, e lo faccio, trascrivere un passo di Lodovico Galli, tratto dal suo lavoro del 1975: Incursioni aeree su Brescia e provincia 1944-1945.

Ecco lo stralcio: «Desta particolare impressione l’attacco sferrato sullo specchio d’acqua prospiciente Monte Isola e su Sale Marasino. Alle 10,15 la motonave “Iseo” proveniente da Tavernola viene ripetutamente mitragliata a circa 300 metri dall’imbarcadero di S. Siviano da 3 apparecchi staccatisi da una formazione di 9 caccia. Scaricano raffiche di mitraglia che investono la galleria e la saletta affollate di passeggeri. Il pilota, rimasto fortunatamente illeso, coadiuvato dagli altri membri dell’equipaggio pure illesi meno il motorista leggermente ferito ad una gamba, ha la prontezza di spirito di dirigere il piroscafo verso una insenatura, ad attraccare faticosamente alla riva in località Agostinel. Incredibili scene di panico si verificano a bordo. Quattro passeggeri si gettano disperatamente in acqua per tentare di salvarsi, ma vengono miseramente inghiottiti dal lago» (Galli Lodovico, Incursioni aeree su Brescia e provincia 1944-1945, Supplemento ai Commentari dell’Ateneo di Brescia, Tipo-Lito F.lli Geroldi, Brescia 1975, p. 71).

Indagini recenti.

Le cronache d’epoca parlano di una quarantina di civili morti e di poco più di trenta civili feriti. Mi sono recato a Mont’Isola e poco sotto il Santuario Madonna della Ceriola, eretto sui resti di un’antica fortificazione, vi è la grande lapide che ricorda il mitragliamento e i morti causati.

Ovviamente, a fine guerra, nessuna inchiesta è stata aperta e una voce che “girava” (e che tutt’oggi gira) è che fossero stati “caccia” inglesi a compiere il massacro. In ogni caso non venne intentato alcun processo per “crimini di guerra”. Ovviamente.

Sul Giornale di Brescia (www.giornaledibrescia.it) del 5 novembre 2021 si ricorda il proditorio eccidio ricordando che la “grande impresa” è stata condotta da aerei americani e contro il battello Iseo sono stati sparati “3100 colpi da 12,7 mm”, da aerei P-47 Thunderbolt.

Ovviamente.

Difatti, perché sottacerlo, gli episodi di attacchi contro i civili da parte di aerei statunitensi sono stati più che numerosi. Non si dimentichi che a bordo di tali aerei vi erano certamente piloti statunitensi, ma anche francesi, inglesi e brasiliani.

Altrettanto ovviamente, allora quanto oggi, tali crimini di guerra sono stati ampiamente giustificati con le storielle più incredibili affastellate “alla bisogna” e che tutt’oggi non vengono recisamente smentite.

Qui potete leggervi l’articolo: https://www.giornaledibrescia.it/sebino-e-franciacorta/il-terribile-5-novembre-1944-3100-colpi-contro-il-battello-iseo-rxfplsju

Il pusillanime perde il pelo ma non il vizio.

Ho scritto questo “pezzo” perché ho letto e sentito varie versioni sull’argomento, ma quella più accreditata, in un certo ambito, è proprio di quest’anno e parla di “aerei da caccia italiani che hanno per sbaglio mitragliato il traghetto Iseo”.

Se non cerchiamo di mettere un minimo d’impegno e di critica personale nel rammentare le vicende del passato finiremo per vedere che i posteri saranno certi del fatto che gli “angloamericani” sono venuti a liberare l’Italia. E si scorderà che dopo averla “liberata” vi hanno impiantato 112 basi militari operative ad oggi esistenti, sempre per tenerla “libera”.

Ancora non comprendo per quale motivo si affibbi al povero lupo la perdita del pelo, ma non del vizio. Sia come sia, la Storia insegna ed è bene ricordarla.

Sfogliate gli ultimi report bellici di questo XXI secolo e poi ditemi chi perde il pelo, ma non il vizio, quando si tratta di bombardare e mitragliare i civili inermi.

Un colpo al cerchio… un colpo alla botte.

Lodovico Galli, nella prefazione al già citato testo, scrive: «Incomprensibile è il mancato attacco alla Gardesana Occ. [rotabile ovest del Lago Bènaco o “di Garda”. N.d.A.], dove, tra l’altro, dall’aprile ’44 erano state sistemate alcune officine aeronautiche della Fiat di Torino. Così come misterioso, rimane il fatto della mancanza di attacchi su Salò, Toscolano, Gargnano, luoghi di residenza di alti gerarchi tedeschi e italiani, nonché sede di vari ministeri del governo della R.S.I. Per quanto riguarda Brescia, gli 11 pesanti bombardamenti e i ripetuti mitragliamenti stanno a significare la vera e propria odissea che vide tutta la città in quel periodo che va dal 14 febbraio ’44 fino alla fine della guerra che ebbe nel 13 luglio ’44 e nel 2 marzo ’45 i giorni più funesti. Una città indifesa e di nessun valore strategico; certamente un centro industriale, ma i grandi stabilimenti industriali, se si eccettua la Breda ubicata nella zona della ferrovia, furono risparmiati dalla furia delle fortezze volanti. Un altro enigma! Né si può addebitare a giustificabili errori tutto ciò» (Galli Lodovico, Incursioni aeree su Brescia e provincia 1944-1945, op. cit., p. 8).

Ah, stavo quasi per dimenticarlo… Siamo nel periodo della Repubblica Sociale Italiana, detta “Repubblica di Salò”: dove dimorava Benito Mussolini, sotto lo stretto controllo di ufficiali tedeschi? A Gargnano, a Villa Feltrinelli.

Dove aveva l’ufficio Benito Mussolini, sotto lo stretto controllo di ufficiali tedeschi? A Gargnano, a Palazzo Feltrinelli.

Mi sono sempre chiesto perché la si chiami “Repubblica di Salò” e non già “Repubblica di Gargnano”.

Comunque… la Famiglia Feltrinelli ha poi donato Palazzo Feltrinelli all’Università degli Studi di Milano.

Bene, ora fateVi qualche domanda!

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