Il regno di Bouvard e Pécuchet – Roberto Pecchioli
Da giovane mi meravigliavo dell’umana supponenza, dell’incrollabile convinzione di sapere tutto o quasi, della tenace volontà di dire la propria su qualsiasi argomento, specialmente su ciò di cui non si sa nulla. Critico della democrazia quantitativa (il ridicolo senno dei più) attribuivo ai tempi il chiacchiericcio ignorante che osservavo, alla mania della discussione vana, interminabile
