11 Agosto 2026
Politica

La sinistra ha un problema: il popolo – Roberto Pecchioli

Tutto si può dire contro i comunisti dei tempi andati, quelli pre-caduta del muro di Berlino, tranne che non avessero un rapporto fortissimo con il popolo. Nelle feste dell’Unità si parlava il dialetto, si gustavano i piatti tipici, veniva suonata la musica popolare e perfino i giochi a premi erano quelli della tradizione. Nel simbolo

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Società

IL furto del pensiero – Roberto Pecchioli

Qualcuno decide che i maschi devono rasarsi i capelli ai lati e tutti corrono dal parrucchiere, anzi dall’hair stylist. Gli stessi decidono un’ estetica che impone di tatuarsi il corpo e la massa si tatua felice, svuotando anche il portafogli. Altri decidono che in spiaggia donne e ragazze debbano mostrare le chiappe e, come per

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Attualità

La disavventura di un povero cristiano – Roberto Pecchioli

L’avventura di un povero cristiano è un libro di Ignazio Silone che rievoca la vicenda umana e spirituale di Pietro di Morrone, l’ anziano eremita della Maiella eletto papa nel 1294 dopo un conclave turbolento segnato dai conflitti tra i cardinali. Il povero Pietro, divenuto Celestino V, atterrito dall’ambiente in cui si trovò catapultato, dagli

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Politica

Prima gli stranieri! – Roberto Pecchioli

Ho rotto gli indugi e, usando un vecchio lenzuolo sdrucito, ho dispiegato uno striscione alle finestre di casa: prima gli stranieri! Sissignore, con il punto esclamativo. Poiché ai ragazzi di un liceo di Cesena scrivere “Prima gli italiani” è costato il sei in condotta e la punizione ulteriore di seguire un corso di ricondizionamento mentale

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Società

La ribellione contro l’Intelligenza Artificiale – Roberto Pecchioli

Non sono un convertito alla pseudo-religione ecologica, non intendo salvare il pianeta comprando un’auto elettrica, né espiare i peccati della civiltà industriale con una batteria al litio. Tuttavia accolgo con soddisfazione la ribellione montante negli USA – centro e motore dell’Impero – contro i data center dell’alta tecnologia, oggi dedicati in buona parte all’intelligenza artificiale.

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Attualità

Caso Roggero: colpirne uno per educarne cento – Roberto Pecchioli

Italia mia, benché ‘l parlar sia indarno, è l’incipit di una celebre lirica di Francesco Petrarca dedicata ai mali del Bel Paese, già vivi nel XIV secolo. Il poeta aretino sa di parlare invano ma non può tacere. A un livello infinitamente più basso, abbiamo la stessa sensazione. A che serve elencare i mali dell’Italia

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Politica

La legge elettorale nella postdemocrazia plutocratica – Roberto Pecchioli

«Che barba, che noia!» Il tormentone della grande Sandra Mondaini si attaglia perfettamente all’opinione corrente sulle leggi elettorali. La sconfitta del governo per un solo voto (segreto) su un emendamento teso a reintrodurre parzialmente le preferenze nella nuova, astrusa legge elettorale è stata accolta da urla di giubilo dell’opposizione – sempre in prima linea quando

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Attualità

L’arco costituzionale europeo – Roberto Pecchioli

Lasciate che per una volta lo scrivano deponga il fioretto e impugni lo spadone: quando ci vuole, ci vuole. Ricordate il cosiddetto arco costituzionale, lo ius primae noctis eretto per un duplice obiettivo, dare piena legittimazione al PCI finanziato dall’URSS ed escludere il Msi da alleanze, interlocuzione istituzionale, agibilità politica? L’alibi era distinguere chi aveva

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Filosofia

Quella strana pulsione di morte – Roberto Pecchioli

In Francia, dopo aver inserito l’aborto come diritto fondamentale nella costituzione, adesso tocca all’eutanasia, ossia al suicidio (o omicidio) di Stato. In Canada almeno il cinque per cento di tutti i decessi sono dovuti all’ampia legalizzazione di tale pratica, così come in Belgio e Olanda, estesa ai minori; la Spagna corre sulla medesima strada. Nella

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Attualità

Il tempo degli sciacalli e delle iene – Roberto Pecchioli

Il passo più intenso del Gattopardo, il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è per noi quello in cui il Principe di Salina dialoga con il piemontese Chevalley, rappresentante dei nuovi padroni della Sicilia, che gli offre uno scranno di senatore del neonato Regno d’Italia, rifiutato dal vecchio aristocratico, che suggerisce per quel ruolo l’arrivista

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