di Gianluca Padovan
C’è sempre un perché.
Stavolta il perché è molteplice.
1. Ci occupiamo di Architettura Militare.
2. In contrapposizione alla storia revisionata (innanzitutto da “studiosi” francesi) con questo libro fotografico e di ricostruzione storica abbiamo ricordato che:
A) la prima fortificazione fatta costruire e ampliare dal Ducato di Savoia tra XVII e XVIII secolo è ancora ben visibile e riconoscibile;
B) solo il giorno 8 maggio 1945 il presidio dei Soldati Italiani della Divisione Monterosa della RSI ha ceduto il Forte Traversetta e con l’onore delle armi non già alle truppe francesi che lo assediavano da diversi giorni, bensì a quelle americane, intervenute in Valle d’Aosta per bloccare il tentativo dei soldati di De Gaulle di annettersi la Valle d’Aosta e alcune valli piemontesi.
3. Per dirla fino in fondo in Valle d’Aosta si sono riunite sotto un’unica Bandiera Italiana e contro l’esercito invasore sia i Soldati della Repubblica Sociale Italiana, sia i Soldati del Regio Esercito che dopo l’8 settembre 1943 erano passati all’opposizione, ovvero almeno nominalmente alle forze partigiane.
Un Forte per Tutti.
Il Forte Traversetta, o Fort de la Traversette, fa parte della Storia tanto dell’Italia quanto della Francia. A ben vedere un po’ più di quella italiana, dal momento che agli inizi del XVII secolo il Ducato di Savoia comincia a fortificare la linea di cresta oggi in territorio francese e denominata Col de la Traversette; solo tra la fine del XIX e il 1939 la Francia lo potenzia. E questo senza contare che i primi e gli ultimi suoi difensori sono stati i Soldati italiani: 1793-1796 e aprile-maggio 1945.
Recentemente il Forte è stato oggetto di qualche restauro che ha interessato innanzitutto la cinta esterna e la parte sommitale, dove sono poi state installate delle antenne.
Quello che abbiamo osservato in questi ultimi anni è la costituzione di una enorme discarica a due passi dall’opera difensiva e l’installazione di un grande impianto sciistico, il quale promette di espandersi ulteriormente e a detrimento del luogo storico. Così abbiamo deciso di fermare nel tempo quest’architettura militare, prima che venga o parzialmente spianata oppure trasformata in un’attrattiva turistica mascherata da “polo culturale”.
Il libro offre una base storica e architettonica, ma soprattutto un servizio fotografico in dettaglio del Forte allo stato attuale e, difatti, le fotografie sono state scattate da noi tra il 2016 e il 2024. È poi diviso in sei settori di visita, con un ulteriore capitolo dedicato ai graffiti presenti tanto all’interno quanto all’esterno dell’avamposto.
Gli ultimo due capitoli sono dedicati alla vicina seicentesca caserma sabauda e ad alcune opere difensive francesi degli Anni Trenta del XX secolo.
Auspichiamo che la visione di questo lavoro Vi stimoli la curiosità di recarvi direttamente sul territorio e, magari, v’induca a vostra volta a scrivere un altro tassello affinché tale monumento non cada nell’oblìo.
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ATTENZIONE: l’opera militare è pericolante, quindi guardatela dall’esterno. Non raccogliete eventuali residuati bellici, ma segnalateli prontamente alle Autorità Competenti.












