8 Ottobre 2025
Tradizione celtica

I Celti e la transizione altomedioevale, seconda parte – Fabio Calabrese

Un regno pittico sopravvisse fino alla metà del IX secolo, quando fu definitivamente annesso al regno di Scozia e i Pitti si fusero con gli altri scozzesi. Va detto però che non svanirono senza lasciare traccia, ad esempio Alba, che è il nome con cui gli Scozzesi chiamano la Scozia  (conoscerete il famoso grido di

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Archeostoria

I Celti e la transizione altomedioevale, prima parte – Fabio Calabrese

A noi, visto il modo in cui l’istruzione scolastica ci ha insegnati e abituati a concepire la storia, può sembrare che la transizione tra l’antichità e il medioevo, il crollo dell’impero romano sia per cause endogene, sia per la pressione delle popolazioni barbariche, sia stata un evento traumatico, una tragedia dopo la quale dovette partire

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Cultura

Di nuovo sulla spianata del Ferdinandeo – Fabio Calabrese

Anche quest’anno 2025, come è ormai consuetudine da un quarto di secolo a questa parte, a fine giugno, più o meno in coincidenza con il solstizio estivo, si è tenuto a Trieste il festival celtico Triskell. Come da molti anni a questa parte, ha avuto sede sulla spianata in cima al colle Ferdinandeo, e ancora

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Storia dei Celti

Sulla spianata del Ferdinandeo – Fabio Calabrese

    Sulla cima del colle boscoso che i triestini conoscono come “il Boschetto” per antonomasia, si trova la villa del Ferdinandeo, oggi sede di un istituto di studi economici. Questo edificio fu fatto erigere dall’arciduca d’Austria Massimiliano d’Asburgo, il fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, quello che poi andò a morire in Messico, a Queretaro, che

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Archeostoria

Ritorno nel mondo dei megaliti, prima parte – Fabio Calabrese

Penso che mai come questa volta sia necessaria una premessa a tutto il discorso. Ormai da diversi anni tengo una serie di conferenze al festival celtico triestino Triskell, e una buona parte di esse ha avuto come oggetto la nostra storia più remota, in particolare ho dedicato moltissimo spazio al fenomeno megalitico. Voi potete capire

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Cultura

Un druido di nome Dante Alighieri, seconda parte – Fabio Calabrese

Tuttavia, diciamolo, i poemi del Ciclo Bretone, soprattutto nella forma data loro da Chretien de Troyes, erano patrimonio comune della cultura europea e delle persone colte all’epoca di Dante, di per sé la loro conoscenza e il riferimento ad essi in vari punti della Divina Commedia sarebbe un po’ poco per parlare di Dante come

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Cultura

Un druido di nome Dante Alighieri, prima parte – Fabio Calabrese

Questo è il testo della mia conferenza tenuta al festival celtico di Trieste Triskell, per ricordare i settecento anni dalla morte del Poeta, evidenziando i suoi rapporti con il mondo celtico.   Era, direi, quasi ovvio che gli organizzatori del Triskell mi chiedessero di tenere una conferenza su Dante Alighieri e i suoi rapporti con

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Archeostoria

Il triveneto preromano, celtico e megalitico, seconda parte – Fabio Calabrese

Che ne è oggi di questa forte impronta celtica testardamente sopravvissuta nei secoli? Il termine “Carnia” ossia “la terra dei Galli Carni” indicava fino al II secolo avanti Cristo, fino ai tempi della fondazione della colonia romana di Aquileia un territorio grosso modo corrispondente all’attuale Friuli. La sua accezione si è poi ristretta come la

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Archeostoria

Il Triveneto preromano, celtico e megalitico, prima parte – Fabio Calabrese

Come gli anni scorsi, anche nel 2020 e nel 2021 ho preparato una conferenza da tenere al festival celtico tiestino, il Triskell. Con questa, dell’edizione 2020, la quinta dedicata a questa tematica, concludo il discorso sul femomeno megalitico. Al riguardo, vale sempre la stessa avvertenza degli anni scorsi: rivolgendosi a un pubblico generalista e non

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Tradizione Tradizione celtica

I misteri di Stonehenge, seconda parte – Fabio Calabrese

Secondo un’antica leggenda, la Britannia sarebbe stata nell’epoca più remota nota come “Glas Myrddin”, il “Recinto dell’Uomo Sacro (o degli Uomini Sacri)” su cui era posto un tabù all’immigrazione delle popolazioni celtiche dalla Gallia che solo in un secondo tempo sarebbe stato rimosso. Abbiamo la testimonianza di Cesare che nel “De Bello Gallico” racconta che

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