17 Luglio 2024
Attualità

 Il lato oscuro della dittatura – Umberto Bianchi

Strano a dirsi per un paese come l’Italia, ma sembra che si stia assistendo ad un quanto mai miracoloso sciorinar di dati trionfalistici, da parte dei media “embedded”, riguardanti un po’ tutti gli aspetti della vita della nostra povera nazione. A partire dal medagliere olimpico sino ad arrivare ai dati sull’andamento dell’economia del nostro paese, esaltati e magnificati dall’immarcescente Presidente Mattarella, tutto sembra procedere verso un gioioso e luminoso futuro di speranza… ma a ben vedere, non è proprio così. Anzi.

Le conseguenze della forzosa quarantena imposta alla nostra economia, stanno iniziando solo ora, a manifestare i propri deleteri effetti. A migliaia le imprese e le attività commerciali chiuse, poichè non in grado di sostenere spese e fiscalità eccessive, in rapporto a pubblici risarcimenti, la cui ridicola entità suona come una amara beffa nei confronti di chi lavora. Idem dicasi per i posti di lavoro dipendente andati perduti e per le famiglie ridotte sul lastrico; questo sia per quanto attiene i giovani che, dato ancor più drammatico, per persone “over age”, ovverosia sopra i quaranta ed i cinquanta anni di età. Questo, senza parlare del peggioramento delle condizioni di salute, di tutti coloro che soffrono di patologie gravi ed invalidanti, dai tumori alle malattie cardiocircolatorie ed a quelle del sistema endocrino, tutte amorevolmente trascurate dalla pubblica sanità per far fronte ad una pandemia dalla quale, in una percentuale ulteriore al 99% si esce illesi, il tutto senza nulla toglier alle sofferenze ed ai disagi che questa, come tutte le malattie che si rispettino, ha provocato o può provocare.

Il vero e proprio colpo di grazia, però, lo ha dato l’approvazione del cosiddetto “certificato verde/green pass”. Si badi bene, però, il male non è il voler effettuare preventivi controlli sulla salute di chi lavora per evitare la diffusione di un contagio. Tutto il “vulnus” della questione, sta nel fatto di voler imporre, con la scusa dei controlli, il vaccino anti Covid, qui visto quale unica panacea a tutti i mali del mondo, lasciando, invece, a carico del cittadino indifeso i costi del tampone, qualora questi non voglia o non possa vaccinarsi. La qual cosa, ci fa ritornare a bomba sul nocciolo dell’intera questione, ovverosia su un’informazione parziale ed in malafede su essa effettuata.

Soluzioni alternative ad una massiccio ricorso al vaccino ve ne sarebbero potute essere e ve ne sono, eccome, trattandosi di una trattabilissima patologia infettiva delle vie polmonari che, con un minimo di attenzione e con le giuste misure di prevenzione sanitaria ( da una accorta distanza interpersonale, al coprirsi in presenza di assembramenti, ad una vita sana, condotta all’aria aperta, all’assunzione di dosi di vitamine e sostanze in grado di far da scudo all’insorgere dell’infezione, sino alla possibilità di effettuare tamponi rapidi e gratuiti), avrebbe potuto esser gestita con un impatto molto meno disastroso. Ma, poiché quella della “pandemia” è solo stata una scusa per imporre al mondo intero una determinata direzione, qualsiasi discorso o ragionamento difforme dalla vulgata, è soggetto ad una forma di pesante ostracismo.

A dar man forte a questo clima di intolleranza, una propaganda volta a magnificare ed esaltare le “performaces” dell’“ancien regìme” globalista. Stranamente, alle Olimpiadi, la sfigata Italietta ha conseguito una serie di vittorie senza precedenti. Stranamente e nonostante il disastro economico che abbiamo or ora tratteggiato, Lor Signori ci parlano di cifre record dell’economia. “Stranamente”, l’Italia è l’unico paese del mondo, ad aver adottato il criminale obbligo di “green pass” sui posti di lavoro. Tutte coincidenze, magari implementate dal solito italico spirito di raffazzonata approssimazione, o altro? Purtroppo, di ben altro qui si tratta. L’Italia, ad oggi, costituisce per il Globalismo, il laboratorio ideale per realizzare un mostruoso esperimento di ingegneria socio politica, sulla falsariga di quanto accade in Cina.

E non è un caso, che l’Italia sia stato il primo paese al mondo, dopo la Cina, a subire le conseguenze dell’ondata pandemica. Quella che, dai media veniva magnificata quale panacea d’avanguardia ai problemi della nostra economia e quale ulteriore impulso a chissà quali novità in quel campo, ovverosia l’inaugurazione della cosiddetta “via della seta”, ha dimostrato, in verità, esser solo una “false flag” che nascondeva l’ulteriore svendita della sovranità economica dell’Italia al gigante asiatico. Primo passo proprio la scelta di Trieste da parte del gruppo cinese China Communication Construction Company, ci spiega meglio di qualsiasi altra cosa, quanto stiamo affermando.

La globalizzazione incede e la Cina scalpita per entrare all’interno dei Corridoi Europei, con i quali inevitabilmente la Nuova Via della Seta dovrà connettersi, creando di fatto un’unica grande piattaforma dalla Cina all’Europa, passando per il quadrante Nord dell’Europa mediterranea. Alla conquista di nuovi spazi geo economici in Africa e in Europa da parte del gigante asiatico, fa seguito un arretramento degli Stati Uniti, la cui implosione è cominciata quando non hanno più voluto investire sull’Europa, ma hanno continuato ad agire per la dissoluzione del Vecchio Continente, che resta, invece, un grande mercato economico.

L’ alleanza italiana con la Cina e la deindustrializzazione del nostro Paese (il caso Ilva è solo l’ultima propaggine di decenni di scelte errate e condotte con evidente malafede, sic!), assieme al disimpegno Usa ed alla debolezza politica dell’Europetta hanno aperto degli spazi al gigante asiatico, che ha saputo trarre dagli impulsi provenienti del sistema economico globale (Africa in primis), l’occasione per iniziare a creare una grande rete di interconnessioni e dipendenze economiche. Il controllo di queste reti, potrebbe dar l’impressione di conferire una totale supremazia culturale, economica e politica, a livello globale. Andando più a fondo, però, questi fenomeni, non sono frutto del caso, ma della precisa volontà da parte dei poteri globali (atlantici in primis…) di spostare sulla Cina il costo dell’organizzazione e della manutenzione di tali interconnessioni, preferendosi, invece, da parte di questi ultimi, il mantenimento del controllo assoluto del potere finanziario, potendo così, continuare a campare “di rendita”, con il minimo dello sforzo.

In tutto questo scenario, la cultura politica risulta aver subito un silenzioso, ma deciso cambiamento, in favore di una forma di strisciante dittatura “neo paternalista”, proprio sulla falsariga di quanto si può riscontrare con le “Tigri” del Sud Est Asiatico e la Cina. Come abbiamo già avuto modo di dire, con la scusa della pandemia, l’Italia è divenuta il laboratorio d’avanguardia per la realizzazione di questo orwelliano esperimento, che vede il parziale e progressivo accantonamento della democrazia partecipativa, attraverso la prassi di una legislazione “emergenziale” e sempre più limitante e penalizzante nei riguardi dei diritti dei cittadini, come nell’ultimo e clamoroso caso del “green pass”.

Ed il primo, evidente segnale di quanto descritto, sta proprio nelle ritrovate glorie economiche e sportive di un paese, sino a poco tempo fa, considerato sfigato e perdente, perché ritenuto inaffidabile, inefficiente e corrotto ed ora, stranamente, assurto ad una sinistra aura di gloria che, per noi tutti, non preannuncia nulla di buono.

UMBERTO BIANCHI

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