13 Maggio 2024
Appunti di Storia Storia

La volontà di rivincita: nascono i FdC, Torino 1919 (terza e ultima parte). A cura di Giacinto Reale

Arrivano, a novembre, le elezioni. Gioda accetta, poco convinto, ma per devozione a Mussolini, che il Movimento entri nel “Blocco della Vittoria”. Ma la forzata alleanza con borghesi e moderati dura poco. Il deludente risultato dà linfa ai suoi intendimenti rivoluzionari e mette in ombra De Vecchi. Il “fosco anno di fraternità e sofferenza” si

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La volontà di rivincita: nascono i FdC, Torino 1919 (seconda parte). A cura di Giacinto Reale

Gli Arditi, Gino Covre, Cesarino Revel e tanti altri, tra i quali non mancano anche personaggi molto “caratteristici”, come nel resto d’Italia, sono i protagonisti del primo fascismo cittadino, che affronta, senza timori riverenziali, la classe padrona industriale e le masse sovversive. Sarà anche per questo che molti di loro si troveranno, con Giuseppe Solaro,

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La volontà di rivincita: nascono i FdC, Torino 1919 (prima parte). A cura di Giacinto Reale

Il Fascio di Torino, fondato da Mario Gioda il 25 marzo del 1919, assume da subito caratteri “rivoluzionari” (volgarmente ed erroneamente detti “di sinistra”) sotto la guida dell’ex anarco-sindacalista, che prevale, in questa prima fase, sul monarchico-conservatore Cesare Maria De Vecchi. La vita, però, nella città delle masse operaie sindacalizzate, di Gramsci e de “L’Ordine

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“La libertà muore se il Fascismo muore” (24 settembre – 31 dicembre 1921)

   “Due anime ci sono nel Fascismo. O, più esattamente, un’anima sola ha il Fascismo. Ma al fascismo aderisce ancora qualche cosa che non è Fascismo, e da cui bisogna liberarci. C’è chi nel Fascismo non vede se non la forza del perpetuo rinnovamento della razza, la volontà di rompere tutti gli inciampi e le

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Il Fascismo non e’ un uomo, il Fascismo è un’Idea (4 giugno – 17 settembre 1921)

  “…neghiamo a Mussolini (al quale pure siamo legati da devozione e da affetto fraterno) l’esclusivo diritto di disporre, con l’autorità di padrone e di pater familias di romana memoria, della fortuna di questo nostro movimento, al quale tutti abbiamo dato la nostra anima, la nostra giovinezza, la nostra vita”. (1)   “IL FASCISMO NON

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“CONSIDEREREMO ALLA STREGUA DI DISERTORI COLORO CHE NON SI RECHERANNO ALLE URNE” (il 1921 sulle pagine de “L’Assalto”, giornale del Fascio bolognese di Combattimento) – 3° capitolo: 30 aprile -28 maggio)

“E’ semplicissimo. Vogliamo vincere. Vogliamo vincere perché sentiamo di essere degni della vittoria. Più ancora, perché il Paese attende da noi una parola rinnovatrice ed un’azione conclusiva, che realizzi quanto è contenuto nelle nostre premesse” (1) DALLE PIAZZE AL PARLAMENTO Contro ogni pregiudizio scaramantico, col numero 17, in edicola il 30 aprile, “L’Assalto” diventa quotidiano,

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“LA LOTTA DIUTURNA TRA CAPITALE E LAVORO ESISTE ED ESISTERÀ” (il 1921 sulle pagine de “L’Assalto”, giornale del Fascio bolognese di Combattimento) – 2° capitolo: 8 gennaio – 9 aprile

“L’Italia non è dei ricchi e degli oziosi, degli agrari e dei pescicani. L’Italia è vostra! A Trieste, a Ferrara, a Carpi, le Leghe degli operai e dei contadini hanno abbassato la bandiera rossa e innalzato il tricolore. Il tricolore deve essere la bandiera dell’Italia proletaria e lavoratrice. Viva l’Italia proletaria! Viva i fasci di

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“L’ASSALTO SI PUÒ DARE QUI E ALTROVE… È UN GIORNALE-BATTAGLIA” (il 1921 sulle pagine de “L’Assalto”, giornale del Fascio bolognese di Combattimento) – primo capitolo: 4 novembre-21 dicembre 1920

“Noi non eravamo nulla. Noi non chiedevamo di essere nulla. Noi non contrastavamo nessun divenire economico e politico delle classi. Noi guardavamo anzi, con fermo amore, a tutte le rivendicazioni politiche ed umane attraverso le quali si maturano i diritti di tutti i deboli e di tutti gli oppressi.“ (1)   IL FASCIO SI PRESENTA

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Il 1921 sulle pagine de “L’ASSALTO”, giornale del Fascio Bolognese di Combattimento – Premessa. A cura di Giacinto Reale

  “Una ventina di fascisti, intanto, sparsi dappertutto, urlano il titolo del nuovo giornale fascista di Bologna, uscito col primo numero nel giorno fatidico (il 4 novembre 1920 ndr), scritto, redatto e stampato in sedici ore, con una fotografia di un valoroso artefice della vittoria, Filippo Corridoni. (1) PERCHE’ IL 1921 L’intuizione di Angelo Tasca

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Racconti Squadristi – recensione di Mario Michele Merlino

Racconti squadristi – titolo o sottotitolo di ‘Se non ci conoscete…’ –, gusto un po’ naif della parola, eco di quel fascismo da ‘strapaese’ tanto caro a Mino Maccari e Curzio Malaparte, eresia spavalda irriverente e un po’ cialtrona, diciamola tutta, erede diretto di alcune delle pagine più esaltanti di libri quali, ad esempio, il

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