17 Luglio 2024
Controstoria

Una Vittoria mutilata: le ragioni della Grande Guerra – Umberto Bianchi

Quella della grande Guerra, è sempre stata una rievocazione “totalizzante” che ha, cioè, sempre coinvolto emotivamente tutti gli strati e le componenti ideologiche, politiche e sociali della società italiana ed europea, senza ambiguità di sorta, se non quelle a malapena sussurrate da un timido e malconcio pacifismo. Cosa questa, assolutamente non riscontrabile per quanto attiene,

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Punte di Freccia

Mia madre mio padre… – Mario Michele Merlino

Di mia madre ho sempre parlato poco e poco scritto. Come le radici profonde che si nascondono nel terreno eppure, senza la loro tenacia, il tronco dell’albero i suoi rami e frutti cederebbero al primo soffio di vento autunnale. Ella tenne dritta la barra tra marosi avversi fino al giorno in cui la sua mente

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Julius Evola

Evolofobia, o dell’invidia – Luigi Morrone

Non si sa perché, nel mondo che si richiama al neofascismo è riscontrabile una recrudescenza degli attacchi alla figura di Evola, sia sul piano personale, sia su quello delle idee. Abbiamo coniato il termine “evolofobi”[1] per designare questa categoria di persone, stranamente appartenenti a quel mondo a cui comunque ha fatto costante riferimento Evola nella

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Risorgimento

Bismarck e Cavour: licet parva componere magnis? – Luigi Morrone

Improbabile parallelismo tra unificazione tedesca ed unificazione italiana Nella retorica risorgimentale, tra i vari “miti”, c’è ogni tanto qualcuno che, sulle orme di Plutarco, traccia le “vite parallele” di Bismarck e Cavour. Sostanzialmente, chi si lancia in questa operazione, sostiene che: 1) La Prussia fu detta “Piemonte di Germania” 2) Bismarck ebbe Cavour come modello.

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Risorgimento Storia

Le due facce del risorgimento, seconda parte – Fabio Calabrese

Non è possibile sapere se gli accordi di Plombiers sottoscritti da Cavour per il Piemonte sabaudo con la Francia di Napoleone III non siano stati sottoscritti con delle riserve mentali da parte dello statista piemontese, ma il progetto di risistemazione dell’Italia che disegnavano, funzionale agli interessi del liberalismo internazionale e della massoneria, di nazionale e

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Risorgimento Storia

Le due facce del risorgimento, prima parte – Fabio Calabrese

Devo dire che qui a Trieste siamo proprio un bel gruppo. Forse dipende dal fatto che la città giuliana ha avuto una storia tormentata, il cui destino è rimasto in bilico per nove anni dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, e per tutta l’epoca della Guerra Fredda è stata uno scomodo balcone, un antemurale

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Risorgimento

Scoprire il Risorgimento ∼ 3a parte

Con la sconfitta nella seconda guerra mondiale, nonostante la statura di un popolo si misuri proprio nei momenti tragici, l’Italia subì un crollo identitario e una regressione spirituale e psicologica senza precedenti, da cui praticamente non si è più ripresa. Se la ricostruzione materiale e la rinascita economica ebbero successo permettendo alla nazione di procurarsi

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Massoneria

La Massoneria, una questione controversa in politica come in Tradizione

di Stefano Sogari La questione della Massoneria è ancora oggi un argomento di discussione appassionante e controverso nella cosiddetta “area” sia essa vista come contenitore d’organizzazioni militanti attivistiche sia come militanza metapolitica e tradizionalista. Ma cosa è la Massoneria veramente? Se ne parla spesso e volentieri, ma possiamo dire bene che oggi se ne discute

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Risorgimento

Scoprire il Risorgimento ∼ 2a parte

Nel 1840 il celebre scienziato svizzero Auguste De la Rive affermò pubblicamente in un convegno ciò che tutti gli scienziati europei pensavano, e cioè che la frammentazione politica dell’Italia rappresentava il più grande ostacolo alla crescita della Scienza Italiana e, conseguentemente, al riconoscimento del suo valore a livello internazionale. Dunque, la mancata Unità, l’esser costretti

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Risorgimento

Scoprire il Risorgimento ∼ 1a parte

C’è ormai un’idea fissa, fra le tante, alcune aberranti, date a bere nello smarrimento generale del nostro tempo, e cioè che il Risorgimento fu opera di una minoranza, una sorta di “quattro gatti” non si sa come ritrovatisi, ai quali la gran maggioranza del popolo italiano, contadina e analfabeta, rimase estranea se non addirittura refrattaria

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