16 Aprile 2024
Società

SIC! – Livio Cadè

“Tutti gli uomini hanno per natura il desiderio di sapere” dice Aristotele[1]. Oggi potremmo parlare piuttosto di un naturale desiderio di ‘essere informati’. La nostra società è infatti basata sull’informazione, la vita stessa ci appare come un flusso di informazioni. Tuttavia, ogni naturale impulso può andare soggetto a corruzione e perversione, divenire vizio e malattia. E oggi il progressivo dilatarsi della dimensione mediatica, il moltiplicarsi dei suoi strumenti, hanno di fatto favorito la crescita di ‘info-patologie’.

Tra queste, la SIC (Sindrome da Informazione Compulsiva, o Sicness) è sicuramente la più diffusa. Poco credito ha trovato la tesi secondo cui “la SIC è nata con l’homo sapiens, circa 170.000 anni fa, parallelamente allo sviluppo delle abilità comunicative riscontrabile nel Paleolitico Superiore, e ha poi sempre accompagnato l’uomo, benché in passato fosse malattia di un’élite intellettuale, un po’ come la gotta era malattia di una minoranza aristocratica”[2]. Pare più probabile che la Sicness sia, come certe patologie causate dall’inquinamento ambientale, fenomeno recente, legato allo sviluppo e alla diffusione di un’informazione sempre più capillare e pervasiva.

In Europa i dati più recenti indicano che il 92% della popolazione complessiva presenta sintomi sicotici di varia entità. Le persone che ne sono affette soffrono di un impulso persistente e incontenibile a tenersi informate, anche se in modo superficiale e confuso, su ogni cosa, peregrinando senza sosta tra dati e concetti relativi agli ambiti più disparati: politici, economici, scientifici, storici, umanistici, metafisici ecc. Perciò Heinrich von Stade, padre della sicologia moderna, parla della SIC come di una “inflazione multipla della coscienza, perversione di un normale impulso conoscitivo, moderna caricatura dell’enciclopedismo”[3].

La nosologia corrente[4] distingue due forme di SIC, una collegata all’informazione ‘ufficiale’ (α-SIC), l’altra all’informazione ‘alternativa’ (β-SIC). Si calcola che la forma Alfa, talvolta detta “Sindrome del gregge”, interessi l’87% della popolazione sopra i dodici anni, ma alcuni studi dimostrerebbero che i prodromi della malattia sono frequenti già in età pre-scolare[5]. La forma Beta, definita anche “sociopatia paranoica” o “morbo del complottista”, sembra colpire una fascia di popolazione poco inferiore al 9% (per il momento appare irrilevante il numero di malati Beta-sicotici tra i soggetti minorenni)[6].

La SIC è una disfunzione del sistema neuro-cognitivo e affettivo del soggetto. Nelle forme più gravi determina anomalie comportamentali e pregiudica la capacità di percepire obiettivamente la realtà[7]. Alcuni studiosi ritengono che si diffonda per contagio o infezione psichica, attraverso specifici canali di trasmissione[8]. Secondo altri, termini come ‘virale’ o ‘epidemico’ vanno intesi in senso metaforico[9]. Per il Rinecker la SIC produrrebbe nel malato dei tipici “infomi, formazioni neoplastiche del tessuto cognitivo, sorta di tumori della personalità che solo un’idonea psico-chirurgia può ridurre o rimuovere”[10]. Alcune ricerche sembrerebbero associare la SIC a una predisposizione genetica o a tendenze ereditarie, ma tali ipotesi non sono state sperimentalmente confermate[11]. Controversa è anche la relazione con l’ambiente familiare, la fede politica, il titolo di studio, il censo, la professione, il sesso.

Le due forme di Sicness presentano aspetti opposti e complementari. Il malato Alfa presenta una passiva credulità e un’acritica fiducia nei confronti dell’informazione proveniente da fonti ufficiali, organismi governativi, mass-media. Il dubitarne viene percepito come una minaccia non solo alla propria integrità morale e intellettuale ma anche alla propria struttura ontologica. La Beta-sicosi (o ‘bsicosi’) consiste all’opposto in un atteggiamento di incredulità e sfiducia (che può evolvere in totale rifiuto e disprezzo) nei confronti di un sistema massificante di informazione, percepito come radicalmente ingannevole e maligno, ma anche in una fiducia spesso infondata nella cosiddetta contro-informazione. Alcuni vi vedono quindi il semplice rovesciamento del quadro Alfa[12].

La maggioranza degli studiosi considera l’α-SIC come una forma di immuno-deficienza mentale, in quanto il malato appare privo di anticorpi psichici che lo difendano dal potere ‘plagiante’ di fattori esterni. Di fronte all’informazione accreditata, all’opinione degli esperti, al pensiero dominante, non oppone alcuna resistenza, alcun senso critico, alcuna obiezione. Ma tale rilievo viene mosso anche ai malati bsicotici e alla loro fede quasi religiosa nell’informazione non allineata, dissidente[13].

Secondo il Levy, la SIC di tipo Alfa sarebbe espressione di una “nevrosi paradossa”, ovvero del conflitto tra l’individualismo narcisista dell’uomo contemporaneo e la sua tendenza a farsi “io-massa, io-altro, mimetizzato, ritratto sullo sfondo del quadro, perso in una folla anonima”[14]. Questo “annullarsi nella folla, nel magma del pensiero comune” dice il Levy “da un lato rassicura il soggetto, mitiga la sua paura della solitudine, dall’altro gli permette di espandere i propri limiti, godere di un Io potenziato, benefici che paga cedendo gran parte della propria libertà di pensiero”[15].

Nella β-SIC il Levy vede per converso “un’affermazione dell’individualismo, dell’io-io, dell’autonomia intellettuale, una sfida al pensiero adeguativo e convergente dell’uomo medio, cui si oppone un pensiero eccentrico e divergente, ribellione al Super-Io sociale”[16]. La duplicità sindromica della SIC andrebbe letta allora come “scelta personale tra l’accettazione di un sistema di tabù, ritualità, interdizioni culturali, e la loro trasgressione”[17]. Così, mentre l’α-SIC avrebbe “carattere eminentemente servile”, per Levy la bsicosi sarebbe “focolaio di resistenza a un sistema di potere psico-manipolante, rivolta orgogliosa e spesso pagata con un senso di disadattamento, emarginazione, solitudine”[18].

Lo Swoboda, fautore di una ‘sicologia del profondo’, vede nell’α-SIC un meccanismo di negazione e di difesa contro l’affiorare di contenuti rimossi, legati all’infantile ostilità verso “modelli genitoriali autoritari e regolatori”[19]. Il malato “si adegua docilmente alle direttive e alle opinioni ufficiali, perché l’insubordinazione evoca in lui i fantasmi dell’evirazione e della fame”[20]. Per converso, respinge come falsa e pericolosa la contro-informazione perché “fa emergere la sua intima contrarietà e i suoi latenti sensi di colpa”[21].

Al contrario, la forma Beta, secondo lo Swoboda, “delatentizza spinte pulsionali legate a una rivolta contro gli archetipi della Madre avvelenante e del Padre castrante”[22] razionalizzandole e proiettandole su un sistema mass-mediatico “tossico e censorio”. Avremmo quindi non una deficienza ma un eccesso di reazione immunitaria diretta contro l’informazione ufficiale e il cosiddetto mainstream.

I danni più significativi causati dalla Sicness appaiono a carico delle funzioni psichiche superiori. Perciò v’è chi vorrebbe inquadrarla nella categoria delle demenze benché, diversamente da altre forme demenziali “sembra che nella SIC non si registrino gravi compromissioni dei centri motori, della memoria o del linguaggio”[23]. Vi hanno comunque un certo rilievo alcuni tipici disturbi sicosomatici. Specie nella sindrome di tipo Beta il malato può presentare anomalie delle funzioni intestinali e vescicali, alterazioni del normale ciclo sonno-veglia, disturbi dei comportamenti alimentari e della libido[24].

A orientare il medico verso una diagnosi di β-SIC è di solito una presunta componente paranoica. Il soggetto si sente minacciato da forze oscure, vittima di complotti orditi da gruppi di potere politico ed economico, da “entità psicomitiche”[25], il cui scopo sarebbe di sterminare il genere umano o di impoverirlo, condurlo verso forme di schiavitù fisica e mentale, rimpiazzarlo con intelligenze artificiali, pervertirne la sessualità ecc. In molti bsicotici si registra però anche una fissazione di segno opposto, ossia “l’attesa di un evento salvifico, una soteriologia basata su interventi alieni, avventi messianici, catarsi cosmiche, rigenerazioni apocalittiche, scuotimenti rivoluzionari”[26].

Il controverso studio compiuto nel 2023 dal dottor Spencer e dalla sua équipe presso il Centro Psico-diagnostico dell’Università del Colorado, sembra però dimostrare che solo l’11% dei casi di β-SIC palesa un danno grave al senso di realtà o una personalità paranoica. Per lo Spencer, “la SIC contro-informativa è “una pseudo-patologia, un’invenzione delle classi dominanti, che permette di screditare a priori ogni forma di contestazione e ogni proposta di una società alternativa più giusta e più onesta”[27]. Per lo Spencer, “l’inattendibilità delle idee bsicotiche è solo pregiudizio pseudo-scientifico e convenienza politica”[28].

Il Kennedy, insieme ad altri sicologi[29], vorrebbe invece abolire la distinzione tra le due forme di SIC (Unitary sychosis theory), sottolineando il fatto che in entrambe si nota un adattamento passivo e irriflesso a informazioni e opinioni esterne. Nonostante il loro apparente antagonismo, le due sindromi poggerebbero su alcuni fondamenti comuni, ovvero “la tendenza a individuare capri espiatori, il feticismo dell’informazione (ufficiale o alternativa), la monotonia interpretativa nelle spiegazioni causali”[30].

Secondo lo sichiatra statunitense, informazione e contro-informazione servirebbero entrambe “a controllare e orientare la pulsionalità sociale”[31]. La prima indurrebbe un “conformismo di massa”, l’altra “un conformismo di nicchia, alternativo”, permettendo al soggetto di “deresponsabilizzarsi e desocializzarsi”[32]. Il malato sicotico “si affida alle Autorità riconosciute o a dei loro contraltari, cui delega il compito di rispondere ai suoi bisogni e ai suoi dubbi, attribuendo alla malignità di forze o figure esterne la colpa delle sue difficoltà esistenziali e delle sue frustrazioni”[33].

Soprattutto, secondo il Kennedy, la SIC sarebbe “il segno di una transizione epocale, di una involuzione dall’autocoscienza alla etero-coscienza, una mutazione delle specie che vedrà gradualmente atrofizzarsi le naturali facoltà cognitive dell’uomo in parallelo con lo svilupparsi di linguaggi sempre più stereotipati e coatti, di una cultura massificata e banalizzata, di protesi artificiali che sostituiranno la naturale intelligenza umana”[34].

Il Meyer ritiene che nella bsicosi siano presenti elementi di aggressività auto-diretta, autolesionistica. Il malato bsicotico mostrerebbe nel 33% dei casi una struttura masochistica della personalità, “un io imprigionato in una coazione a ripetere che è ricerca metodica e ossessiva di una controinformazione negativa, pessimista, angosciante, che aggravi il suo malessere interiore, producendo in lui stati di ansia, turbamento, afflizione, impotenza, appagando un segreto desiderio di soffrire o l’inconscio bisogno di auto-punizione” [35].

Scrive il Meyer: «spinto da un ineradicabile prurito mentale, il bsicotico fruga febbrilmente nella Rete cercando quello che lo fa star male, e quando lo trova vi si attacca succhiando avidamente. Da sé si flagella, da sé si tortura»[36]. Anche la solidarietà tra bsicotici, il mutuo scambio di informazioni “negativizzanti”, apparentemente riferito a motivi ideali, servirebbe a rinforzare un piacere masochistico.

Va infine ricordato il Cooper, figura assai discussa, il quale ha definito l’informazione “una schiavitù, la peggior droga della storia, spacciata a ogni angolo di strada, alla portata di ciascuno, consumata da tutti. Droga approvata e sostenuta dal Potere, per impedire alla gente di pensare autonomamente, per sostituire la realtà con l’informazione e l’azione con la sterile discussione”[37]. Il Cooper tratta dunque la SIC come una tossico-dipendenza da cui è necessario liberarsi con la graduale astinenza “dai contenuti psicomimetici, narcotici e allucinogeni dell’informazione”[38].

Nella sua clinica a Baltimora – l’ormai celebre SIC TRANSIT Hospice – i malati vengono privati di smartphone, computer, giornali, tivù – i brain-killers, come li definisce il Meyer – e sottoposti a quotidiane sedute di ‘rimodulazione cognitiva’.  Il Cooper si propone di “restituire all’uomo quella capacità, libertà, autonomia di pensiero di cui un apparato iper-informativo lo ha privato”[39]. Alcuni risultati ottenuti dal sichiatra americano e dal suo staff appaiono incoraggianti, specie in casi di soggetti psicoplegici, nei quali viene ripristinata una sufficiente motilità mentale. Tuttavia, il 99% dei pazienti è soggetto a recidive[40].

Non hanno dato migliori risultati le sicoterapie cognitive o comportamentali, la sicoanalisi o i sicofarmaci. Le remissioni appaiono sempre parziali e temporanee. I soggetti sottoposti a elettroshock hanno invece soggetto rapide oscillazioni tra l’una e l’altra delle due sindromi, stati confusionali e profonde crisi di identità[41].

Da quanto detto fin qui appare evidente che siamo ancora lontani dall’avere risposte chiare e unanimi alle numerose difficoltà teoriche e pratiche che la SIC ci pone. D’altro canto, la sicologia è una scienza giovane, e in essa si intersecano problematiche non solo mediche ma anche antropologiche, politiche, culturali.

Inoltre, nella grande maggioranza dei casi, il malato di SIC non si considera tale e non ritiene necessario curarsi. Il tipo bsicotico considera la sua divergenza dal ‘Sistema’ una virtù civile, morale e intellettuale, e nel caso della forma Alfa è evidente il vantaggio psicologico che essa rappresenta per il malato, consentendogli una forma di adattamento tranquillizzante alle aspettative della società.

Occorre per altro ricordare che quasi il 90% della popolazione presenta sintomi da Alfa-sicness. Essa fa parte ormai del costume, è divenuta struttura sociale, e appare perciò sempre più discutibile farne un fenomeno patologico. L’OMS ha infatti annunciato di volerla derubricare dalla International Statistical Classification of Diseases (come già ha fatto in passato con perversioni d’altra natura e assai meno diffuse). Secondo le direttive dell’OMS “la scienza non deve più vedere nell’αsicness una malattia, una morbosa e alienante dipendenza, ma una normale espressione del pensiero e del comportamento, attraverso cui l’uomo realizza il suo naturale desiderio di conoscenza”[42].

Questa decisione ci permetterà di guarire miliardi di persone senza ricorrere a terapie di alcun tipo. La medicina dovrà preoccuparsi solo di quella ridotta minoranza di persone bsicotiche che a causa della contro-informazione presentano turbe mentali, forme maniaco-ossessive e ansioso-depressive. Conformarsi all’informazione ufficiale sarà invece segno di sanità mentale. Questo non risolverà tutti i problemi della sicologia ma se non altro li dimezzerà, e questo è indubbiamente un grande progresso.

Ma la risoluzione dell’OMS ha anche un’implicita finalità politica. Infatti, come intuì per primo lo stesso von Stade “il giorno in cui accettassimo il fatto che oltre il 90% degli elettori è composto da individui mentalmente squilibrati, il nostro sistema democratico ne verrebbe scosso dal più imo fondamento”[43].

© 2024 Ulrike Lumpe (per gentile concessione di Sichiatrical Magazine)

Note  

[1] Metafisica, I, 1.

[2] R. Remagnin, SIC e preistoria, Genova 2014

[3] H. von Stade, La SIC nella società dell’informazione coatta, Dresda 1999, trad. it. S. Jacobbi, Milano 2010

[4] Cfr. International Statistical Classification of Diseases

[5] M. Anderson, SIC et simpliciter, Los Alamos 2014.

[6] H. Kung, The sychiatric compass, New York 2019, pag. 42: “Si registra solo uno 0.6% di casi di β-SIC in soggetti minorenni”.

[7] H. Potter, SIC and loss of realistic inference, London 2020, trad. it. A. Cappellazzi, Compromissione dell’inferenza realistica nella SIC, Crema 2023.

[8] M. Anderson, op. cit. e D. Suzuki, Seminario su SIC: infectious disease?, Nagasaki 2021.

[9] A. M. Ferrarini Amighetti Sforza, Atti del congresso su SIC e società moderna, Rimini 2023 e J. Fourier, La SIC et nous, Paris 2022.

[10] F. Rinecker, Psychische Tumoren, Wolfsberg, 2014

[11] K. Klauserwitz, Information und Genetik, Hannover 2016

[12] È questa l’opinione della Sicology School di Buenos Aires.

[13] Vedi nota precedente.

[14] A. Levy, SIC et liberté, Paris 2022

[15] Ibidem.

[16] Ibidem.

[17] Ibidem.

[18] Ibidem.

[19] K. Swoboda, Atti della conferenza SIC and Unconscious, tenuta al “Bratislava SIC Institute”, 2023.

[20] Ibidem.

[21] Ibidem.

[22] Ibidem.

[23] C. M. Schulz, SIC und Demenz, Berlin 2015

[24] L. M. Gualazzi-Sforza, La SIC in corpo, Firenze 2023

[25] C. M. Schulz, op. cit.

[26] Ibidem.

[27] R. Spencer, SIC – Reality, myth and social narrative, Denver 2023

[28] Ibidem.

[29] B. Kennedy, L. Ventura, G. Albrecht, Ming Sao Ching, SIC. New perspectives, Shangai 2023. Vedi anche note 10-11.

[30] F. Fitzgerald, SIC and social conflict, Buffalo 2018.

[31] Ibidem.

[32] Ibidem.

[33] Ibidem.

[34] Ibidem.

[35] C. Meyer, Information und Masochismus, Lipsia 2022, tr. it. P. Carra, Masochismo e informazione, Parma 2023.

[36] Ibidem.

[37] F. Cooper, Thought vs. information, Baltimora 2012.

[38] F. Cooper, SIC-Drug, Baltimora 2021.

[39] Ibidem.

[40] Ibidem.

[41] I. Nakamura, Kioto SIC Center e G. Ramirez, Guadalajara Hospital.

[42] Cfr. documento OMS su SIC e depatologizzazione, Honolulu, 2024.

[43] Von Stade, op.cit.

19 Comments

  • Livio Cadè 25 Febbraio 2024

    Con affetto* all’amico P.C.
    (*affetto da un infoma β ormai incurabile).

  • José Ignacio Vivas 25 Febbraio 2024

    Ja,ja,jajaja. Mi mujer es psicóloga y aún nos estamos riendo…de nosotrros mismos…jajajajaj

    • Livio Cadè 25 Febbraio 2024

      Muy bien!

      “L’UMORISTA”
      Personaggi: L’UMORISTA – IL NEGOZIANTE
      La scena rappresenta un negozio di «cereali, riso e pasta».
      L’UMORISTA (affacciandosi dalla strada nel negozio): Avete riso?
      IL NEGOZIANTE: Sì.
      L’UMORISTA: E allora l’effetto è raggiunto. Via.”
      Achille Campanile – Tragedie in due battute

  • io 27 Febbraio 2024

    Io ce l’ho!!! credo che per curarmi sia necessario prima informarsi bene però…

    • Livio Cadè 27 Febbraio 2024

      Gentile Io, o tu, certamente è necessario contattare un sicologo esperto che provveda innanzitutto a prescrivere gli opportuni esami per stabilire il tipo di sicosi e la sua gravità. Fatta una diagnosi si può procedere con una adeguata terapia. Diffidare dei sicologi improvvisati che girano sulla Rete. Se vuole si può rivolgere all’Istituto Nazionale di Sicologia, con sede a Gallicianò, che la saprà indirizzare correttamente.
      Distinti saluti

  • io 28 Febbraio 2024

    …però ragazzi è vero che la dipendenza è brutta, ma quando ti regalano certe perle (notizie ufficiali) come in questi giorni, tipo il morbo “del cervo zombie”, o i volontari sottoposti a respirare ossido di grafene (chiamato “materiale delle meraviglie”) per due ore, riportando solo “piccoli coaguli di sangue”, affè mia, è difficile staccarsi… mettono il buonumore per giorni… spero ne conveniate…

    • Livio Cadè 29 Febbraio 2024

      Gentile Io, La rinvio alle parole del Meyer citate nell’articolo. La SIC è come il prurito. Fa piacere grattarsi, ma nessun uomo sensato vorrebbe avere la scabbia.
      Perciò, Le consiglio di mettersi al più presto in contatto con un Centro Sicologico. Se Lei abita al Nord, può contattare la dottoressa Remagnin (riceve a Nervi), che è una delle maggiori esperte nella cura della SIC. Come prima cosa Le farà un esame del DNA per stabilire se Lei è un Neandhertal, un Cro-Magnon o un Sapiens. In base a ciò saprà sicuramente trovare la terapia adatta al Suo caso.
      Con rispetto

  • Paola 29 Febbraio 2024

    Forse Sniffa Sniffa, il comico (ex…o no?), quello che vuole le liste dei nemici, ci può illuminare sugli effetti di questa inalazione…cercasi info. Eh, sì, anch’io sono affetta dalla patologia descritta. Perché è vero, tra cervi morti viventi, pippata di grafene, malattia x in arrivo (come prevedono loro, nessuno…), non si può sfuggire alla SIC.

  • Paola 29 Febbraio 2024

    * sulla malattia x : è come se ce l’avessero pronta…ma no, cosa dico…è solo che le loro capacità predittive sono sovrarettiliane. Penso queste cose a causa della patologia.

    • Livio Cadè 29 Febbraio 2024

      Gentile Paola, non posso che ripetere a Lei quello che ho detto a Io. Occorre però aver fiducia nei medici. Infatti molti bsicotici credono che anche la sicologia sia al servizio di forze oscure, di multinazionali, di entità aliene etc. Il malato resta così chiuso in una specie di cerchio magico dal quale non può e non vuole uscire. Ma se non crediamo più neanche nella scienza, in cosa possiamo credere?

  • Paola 29 Febbraio 2024

    Ha ragione. Devo tentare di guarire, di credere. Nella scienza, o nella UE, che ci vuole tanto bene. Quando vedrò il musino di Urzula, dovrò fidarmi, cercare di sentirmi protetta. Come se avessi su di me una copertina. Di legno, con tanta terra greve sopra. Sì. Ci vogliono bene. Dobbiamo credere e guarire.

  • Livio Cadè 29 Febbraio 2024

    La vera Urzula, senza trucco, lontana dall’ufficialità:
    https://www.youtube.com/watch?v=Gi58pN8W3hY&ab_channel=Disney

    • Paola 29 Febbraio 2024

      Lei è molto cattivo con Urzula 🙂

  • Paola 29 Febbraio 2024

    E, viceversa, non dobbiamo credere a quelle cose brutte brutte, cattive cattive, false false che ci raccontano. Come quella della donna canadese molto danneggiata da elisir che ha chiesto un risarcimento alla casa produttrice, ma intanto le sarebbe stata offerta l’eutanasia dall’ospedale. Cioè, non so, mi sto incartando.Non dobbiamo crederci o invece e tutto vero ma dobbiamo capire che lo fanno per il suo bene? Magari è pazza, dice cose brutte brutte sull”elisir e loro sono buoni, perché lei non può guarire dalla sua pazzia e allora meglio un’altra punturina, definitiva.
    Non capisco. Vado a prendere un antisicotico.

    • Livio Cadè 29 Febbraio 2024

      È una tipica confusione sicotica. Ma non si allarmi. Perseveri nella cura. Prima o poi troveranno anche un vaccino anti-SIC.

  • Paola 29 Febbraio 2024

    * è tutto vero (mancavano occhiali e antisicotico).

  • Rita Remagnino 29 Febbraio 2024

    Grazie Livio della colta citazione di cui alla nota “2” ti devo un favore, quindi puoi cominciare a preoccuparti

  • Livio Cadè 29 Febbraio 2024

    Ho creduto importante offrire alle persone dei sicuri punti di riferimento per difendersi dal dilagare di questa malattia.

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