26 Febbraio 2024
Cinema

“Dante” diretto da Pupi Avati – Fabio S. P. Iacono

Pupi Avati agli spettatori e ai cineasti superficiali spesso appare presuntuoso. Dopo essere uscito dal Cinema Lumière, a Ragusa Superiore, mi è personalmente risultato pre-sontuoso. “Dante” Alighieri, che Pupi Avati ha cercato di trasporre in pellicola già da anni, è una creazione cinematografica non soffocata e resa sterile dalla gigantesca letteratura mondiale pubblicata da secoli intorno, probabilmente,

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Cinema

Una lettura di “CINEMA E SOCIETÀ” di Riccardo Rosati. A cura di Francesco G. Manetti

Nell’introduzione al suo prezioso volume Cinema e Società (Tabula Fati, 2020) il critico cinematografico Riccardo Rosati – producendo l’esempio di un saggio di Mario Praz (1896 – 1982) – ci informa con sintesi e precisione qual è l’obbiettivo del suo lavoro, ideale continuazione e complemento di una sua precedente opera, Lo schermo immaginario (Tabula Fati,

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Cinema

Joker – Luigi Angelino

Il film Joker è stato uno dei successi cinematografici del 2019, attualmente ancora proiettato in molte sale italiane. La pellicola, diretta da Todd Philips, si basa sull’omonimo personaggio dei fumetti DC Comics (1), di cui costituisce una storia originaria, pur non essendo direttamente collegata con i film del DC Extended (2) Universe. Joker ha ricevuto

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Cinema

Frazer, Kurtz e l’abisso dell’anima: “Apocalypse Now” compie quarant’anni. – Simöne Gall

“Abbiamo un problema: rendere credibile la nostra potenza. Il Vietnam è il posto giusto per dimostrarlo” Il Presidente Kennedy, con la sua politica delineata nella campagna per la presidenza del 1960, riteneva indispensabile, al fine di rafforzare la posizione statunitense sul piano mondiale, una dimostrazione di potenza politico-militare nel sud-est asiatico come banco di prova

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Cinema Tradizione Romana

Il Primo Re, di un’altra qualche tradizione – Giacomo Petrella

Il Primo Re è un film decisamente italiano. E con il termine “italiano” dovrebbe intendersi quel complesso di cultura nazionale squisitamente moderno. Da un punto di vista cinematografico risulta infatti piuttosto autoreferenziale, noioso, lento, ridond ante: tipicamente italiano, insomma, nella sua pesante impostazione intellettuale. Il neo-post-vetero-realismo pseudoscientifico e pseudo-archeologico del regista (vi ricordate i cartoni

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Cinema Tradizione Romana

Il Primo Re: la fondazione della Roma … coatta! – Umberto Bianchi

Se uno lo va a vedere senza alcuna profondità d‘intenti, che non sia quella del puro svago, allora “Il Primo Re”, il film italo – belga da qualche giorno in proiezione nei cinema italiani, altro non passa che per un bel brogliaccio d’azione, dal ritmo sicuramente avvincente, accompagnato da alcune panoramiche e da una fotografia

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Cinema

“Dove finisce l’arcobaleno”. Il simbolismo esoterico in ‘Eyes Wide Shut’. Di Simöne Gall

“C’è inoltre un romanzo di Arthur Schnitzler, Doppio Sogno, che vorrei realizzare ma sul quale non ho ancora cominciato a lavorare”. Così dichiarava Stanley Kubrick nel corso di un’intervista agli albori degli anni Settanta. Il testo di Schnitzler lo aveva stregato (“Esplora l’ambivalenza sessuale di un matrimonio felice equiparando l’importanza dei sogni agli ipotetici rapporti sessuali con

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Cinema

Il “Ribelle” nella società dell’anestetizzazione di massa: i messaggi della cinematografia – Stefano Sogari

Tempi addietro, mi addentrai in una lettura definita come “classica” ma che funzionò come un ordigno a scoppio ritardato: “Il Trattato del ribelle” di E. Jungher. L’autore non ha bisogno di presentazioni: figura vasta e poliedrica di filosofo, ricercatore sulle Vie dello Spirito ma anche aristocratico soldato dell’antica Germania post-romantica, scrisse quel testo nel Dopoguerra

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Cinema

2001, Odissea nello spazio. Attualità di un’opera archetipica – Federica Francesconi (2^ parte)

Venendo ai nostri giorni, è possibile attualizzare il tesoro simbolico che il film di Kubrick racchiude dentro di sé? Nel film è chiaramente simbolizzato sotto forma di immagini il tema dell’esplorazione del proprio Sé, che raggiunge la sua massima esplicazione nella scena finale, quella in cui Bowman specchiandosi vede riflessa la sua immagine invecchiata e

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Cinema

La donna che visse due volte di Hitchcock: il romantico che perturba la modernità – Piervittorio Formichetti

“Non riesco mai a lavorare bene con ciò che è mediocre, non mi trovo mai a mio agio nell’ordinario, nel quotidiano. Alfred Hitchcock Dobbiamo ritornare nel passato“. Scottie Ferguson (James Stewart) Vi sono coincidenze surreali tra il film di Alfred Hitchcock Vertigo-La donna che visse due volte, e alcuni episodi di vita di chi scrive.

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