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	<title>Mario Draghi Archivi - EreticaMente</title>
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	<title>Mario Draghi Archivi - EreticaMente</title>
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		<title>Il signor Mario – Lorenzo Merlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2022 06:06:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Merlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stupido o comandato? In ogni caso, anello della catena del nuovo ordine della vita a punti, imperativo categorico per un’egemonia occidentale tanto in sgretolamento quanto disposta a tutto per mantenere la posizione. &#160; L’opera del signor Mario Il signor Mario ci rassicura che il vaccino è indispensabile per non morire e che il grinpaz permette [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Stupido o comandato? In ogni caso, anello della catena del nuovo ordine della vita a punti, imperativo categorico per un’egemonia occidentale tanto in sgretolamento quanto disposta a tutto per mantenere la posizione.</em></p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L’opera del signor Mario</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il signor Mario ci rassicura che il vaccino è indispensabile per non morire e che il <em>grinpaz</em> permette di ritrovarsi in ambiente asettico dal Sars-Cov2. Ma tanta fluida impudenza allude a essere presi dall’esaltante emozione del dominio. Un’esperienza ordinaria quando si ha a che fare con chi consideriamo senza valore, impaurito, impotente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire. Non ti vaccini, contagi, lui o lei muoiono” e “Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. È una misura che dà serenità, non che toglie serenità”</em>(1).<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-53472" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2022/05/mario_draghi-liquidatore-300x160.jpeg" alt="" width="300" height="160" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il signor Mario si esprime nei confronti del parlamento come nei confronti di un sottoposto. E intima anche di non fargli perdere la pazienza sennò pianta tutto e ci lascia a piedi.</p>
<p><em>“Il governo è qui per fare le cose, il Parlamento per garantirgli i voti” </em>(2).</p>
<p style="text-align: justify;">Il signor Mario senza indugio alcuno, come d’obbligo al primo della classe, dichiara che manderà armamenti all’Ucraina. Per la pace naturalmente. Davvero non si avvede dell’incongruenza? Davvero non sa la storia?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’invio di armi e l&#8217;applicazione di sanzioni, dannose anche per noi, sono strumenti necessari che dobbiamo usare per difendere l’Ucraina e la nostra democrazia, la nostra libertà e i nostri valori fondanti”</em> (3).</p>
<p style="text-align: justify;">Il signor Mario, infatti, chiede se preferiamo la pace o l’aria condizionata a chi gli fa presente gli inconvenienti nazionali dell’adesione alla politica delle sanzioni alla Russia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Quello che vogliamo è lo strumento più efficace per la pace. Ci chiediamo se il prezzo del gas può essere scambiato con la pace. Di fronte a queste due cose, cosa preferiamo? La pace o star tranquilli con l’aria condizionata tutta l’estate? Lei cosa si risponde su questo? Preferisce la pace o il condizionatore acceso? È questa la domanda che ci dobbiamo porre”</em> (4).</p>
<p style="text-align: justify;">Il signor Mario dice di non sapere bene cosa significhi il pagamento in rubli del gas russo, né il pagamento in euro o dollari poi riconvertito in rubli. Ma balbettare corrisponde a sostenere qualcosa che non coincide al pensiero, mentre si teme di essere <em>visti</em>.</p>
<p><em>“Non ho capito bene quel che ho capito, ma, ripeto, posso sbagliare” </em>(5).</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi non lo sapesse, il signor Mario non è stato eletto da nessuno. In nessun modo è nostra espressione. In tutti i modi è espressione di potentati, le cui ramificazioni e il cui potere hanno gittate e forze che sovrastano la nostra possibilità di concepirle. Possiamo solo temere che possano fare di noi più o meno ciò che torna loro utile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, il signor Mario, nonostante quanto su riferito, non può essere considerato stupido. Visto che si tratta di bugie e/o di espressioni e scelte contrarie alla nostra nazione, il suo è un esercizio di raffinata lucidità.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe più semplice sostenere siano stupidi il signor Di Maio, il signor Letta e i loro signori sodali. Ma, anche per questi, vedremmo che crederli stupidi non permetterebbe di trovare l’origine di come tante idiozie possano essere politicamente impunemente pronunciate. E poi, il signor Mario non ha mai ritenuto di doversi scusare o di ravvedersi per quanto detto e fatto. Anche se gli stupidi scelgono di far finta di niente, per una persona del suo calibro non si può credere abbia scelto di non ammettere le sue malefatte per meschina fuga. È più pertinente temere lo abbia fatto per scelta. E, in questo caso, allora, c’è una ragione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La ragione del signor Mario</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E se il signor Mario non può e non deve essere considerato uno stupido, cosa si può addurre per comprendere come abbia potuto e possa esporsi tanto?</p>
<p style="text-align: justify;">Si può addurre sia comandato. Del resto, è stato messo lì da un’autorità nascosta, con una modalità non corrispondente alla democrazia, come già i signori Ciampi, Dini e Monti. Non è un politico, ma un tecnocrate. La sua azione è di tipo imprenditoriale, a lui interessa il profitto. In questo caso, da intendersi secondo la logica del Great reset. Un profitto che si identifica con l’attestazione della nuova normalità: <em>sviluppo sostenibile, intelligenza artificiale, resilienza, 6G, valute e tracciamento digitali, transumanesimo </em>(6), affinché denaro e potere possano essere ulteriormente risucchiati dall’umanità<em>.</em> Un profitto irrinunciabile dopo l’impegno e gli investimenti profusi per lunghi anni. Necessario all’esigenza dell’egemonia economico-militare sul mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con Fukuyama tutto stava filando liscio (le guerre <em>loro</em> non le contano), ma non era stato previsto il colpo di coda dei terzomondisiti. E, adesso che c’è, sembra che l’Occidente, pur di non contraddire la sua predizione, pur di confermarla, sia disposto ad usare ancora una volta la forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Comandato si diceva. Infatti, come sennò legittimare, nel senso di trovare <em>rispettabile</em> logica e origine, tanta sfrontatezza, tanta dichiarata svendita di ciò che è nostro, tanta dedizione agli armamenti, tanta <em>dimenticanza</em> dei servizi sociali e tanta serenità nel pronunciare puttanate che costerebbero il posto a chiunque già dopo le prime sillabe?</p>
<p style="text-align: justify;">E anche, come non dare importanza all’eventualità che il signor Mario, sospinto da un’ola d’entusiasmo per <em>il migliore</em>, avviata dalla <em>curva</em> dei media sottomessi e mercenari, divenga a breve presidente di una Repubblica presidenziale? Tipo di stato il cui consenso è in via di pasturazione da tempo. E tipo di stato che nulla ha a che fare con ciò che fino a ieri intendevamo. L’epoca della consapevolezza analogica è stata spinta nel cesso. Quella della <em>stretta di mano</em> non è che un graffito scolpito in una morale che ormai sa di leggenda, della quale in futuro si dubiterà l’effettiva apparizione nella storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo, quindi, in attesa di una Repubblica presidenziale della nuova normalità, ad ammiraglio tecnocratico-digitale. Non è solo un’evoluzione, non è solo un’esponenzializzazione di quella analogico-<em>tradizionale</em>. Non sarà solo sburocraticizzazione ed efficienza. È un tassello mancante. Nella logica globalista, la guerra per la supremazia occidentale, la volontà di egemonia, il terrore di vedersi ridurre l’onnipotenza del <em>Destino manifesto</em>, il rischio di sedersi sul banco degli imputati in numerosi processi di varie Norimberghe, certificano e garantiscono un robotico <em>made in risolutezza</em> che una volta era vanto delle stirpi che la protodemocrazia non esitava a mandare a morte. Stalin, Hitler e via dicendo, uomini analogici, impiegavano la brutalità. Ora si usa il controllo, la persuasione, il punteggio, il volontariato obbligatorio. Ora che non si capisce più nulla, il signor Mario può affermare posizioni analogicamente senza speranza di seguito, ma digitalmente ordinarie e funzionali.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-53473" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2022/05/estraneo.png" alt="" width="300" height="168" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il signor Mario sta dunque solo seguendo la procedura del dichiarato progetto della <em>Quarta rivoluzione industriale</em> (7).</p>
<p style="text-align: justify;">Vista così, la stupidità diviene intelligenza. E l’intelligenza espressione di un potere di cui evidentemente non abbiamo unità di misura per stimare le dimensioni. Al massimo possiamo arrivare a certificare che è sufficiente per proteggere quanto il signor Mario ha dimostrato di poter dire e fare.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è da chiedersi cosa la cricca abbia promesso al signor Mario, la segreteria della Nato forse? O alla Nato hanno promesso un uomo fedele e fidato? E se ha venduto certamente bene se stesso, anche noi sì, stupidamente, siamo stati venduti, se non portati in dono, affinché l’Italia torni grande anche e soprattutto in quanto roccaforte occidentale della Nato.</p>
<p>Del resto, nel do ut des, se l’affare è buono si può anche far finta di essere stupidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Note</strong></p>
<ol>
<li>Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri, 22 luglio 2021. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/22/lappello-a-non-vaccinarsi-e-lappello-a-morire-draghi-gela-salvini-senza-protezione-si-deve-chiudere-tutto-di-nuovo-video/6270717/" target="_blank" rel="noopener">Il Fatto Quotidiano on line</a>  &#8211;  <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/07/22/draghi-green-pass-e-garanzia-di-tranquillita_e7c97abf-b797-4495-b31f-cb5452c2cab1.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa on line</a></li>
<li>Draghi ai capi delegazione delle forze di maggioranza, chiedendo chiarimenti sul governo battuto sul milleproroghe per quattro volte, 17 febbraio 2022. <a href="https://tg24.sky.it/politica/2022/02/17/draghi-governo-quirinale" target="_blank" rel="noopener">Sky tg 24</a>  &#8211;   <a href="https://www.adnkronos.com/governo-draghi-striglia-i-capidelegazione_1IeTXaYnp2PeCtw5J4P1Cs" target="_blank" rel="noopener">Adnkronos on line</a></li>
<li>Draghi durante la conferenza stampa seguita alla riunione del governo, durante la quale è stato adottato il decreto “Riaperture”, 31 marzo 2022. <a href="https://www.rainews.it/articoli/2022/03/draghi-con-le-armi-allucraina-difendiamo-i-nostri-valori-leuropa-sta-gi-facendo-moltissimo-1d97b14a-94be-4d40-87c9-91ee2d53d251.html" target="_blank" rel="noopener">rainews.it/on line</a></li>
<li>Draghi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, 6 aprile 2022. <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/04/06/blocco-import-gas-russo-per-draghi-la-domanda-da-porsi-e-preferiamo-la-pace-o-il-condizionatore-acceso/6551324/" target="_blank" rel="noopener">ilfattoquotidiano.it/on line</a></li>
<li><a href="https://www.la7.it/laria-che-tira/video/gas-in-rubli-mario-draghi-riferisce-le-parole-di-putin-i-contratti-esistenti-rimangono-in-vigore-e-31-03-2022-431885" target="_blank" rel="noopener">la7.it/on line</a></li>
<li>World Government Summit, Dubai, 29-30 marzo 2022.</li>
<li>Schwab Klaus, <em>La quarta rivoluzione industriale</em>, Milano, Franco Angeli, 2016.</li>
</ol>

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		<title>La dittatura del Drago – Umberto Bianchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 07:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[umberto bianchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tutta la complicata vicenda ingeneratasi in Italia ed in Europa con la pandemia, il varo del governo Draghi costituisce, di per sé, un vero e proprio salto di qualità. Mario Draghi, anzitutto, è stato elevato al soglio di Premier, senza passare per quel certificato di consenso popolare dato dalla prova delle urne, rimarcando ulteriormente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In tutta la complicata vicenda ingeneratasi in Italia ed in Europa con la pandemia, il varo del governo Draghi costituisce, di per sé, un vero e proprio salto di qualità. Mario Draghi, anzitutto, è stato elevato al soglio di Premier, senza passare per quel certificato di consenso popolare dato dalla prova delle urne, rimarcando ulteriormente (se mai ve ne fosse stato il bisogno&#8230;sic!) quella che senza mezzi termini, possiamo definire una involuzione autoritaria del nostro sistema democratico. Ma l’elemento di maggior novità, nell’intero contesto, è sicuramente rappresentato dal fatto che, tramite la carismatica figura di Mario Draghi, i centri dei poteri finanziari globali, hanno direttamente assurto le redini del governo di una paese, senza passare per la mediazione politica, come poteva essere per il caso del precedente premier Conte o nel caso del governo Monti che, sebbene, al pari di Draghi, fosse un “tecnico”, di questo non aveva la caratura e l’alto profilo operativo, in termini di precedenti incarichi e responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, partendo da queste premesse, evitando la tentazione di fin troppo facili e superficiali scorciatoie e semplificazioni, bisognerebbe cercare di capire, quali sono le prospettive ed in quale direzione va il nuovo esecutivo. E qui veniamo all’ulteriore elemento di novità, rappresentato dalla massiccia compresenza nella compagine esecutiva, di quasi tutte le forze dell’arco parlamentare, con l’eccezione di una parte di Sinistra Unita, di Nicola Fratoianni e di Fratelli d’Italia, di Giorgia Meloni. Da più parti, si parla di un esecutivo scombinato e raffazzonato, la cui eterogenea composizione, prima o poi, ne causerà la paralisi ed infine la caduta, nel solco di una italica consuetudine, tutta all’insegna di un’endemica instabilità politico-istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">A riannodare il bandolo dell’intera matassa, l’elemento che abbiamo poc’anzi messo in risalto, dato dal fatto che quella di Draghi non è un nomina né casuale né pro tempore, bensì il frutto di un preciso indirizzo,dettato da quei centri di potere finanziario, (di cui Bruxelles è l’espressione più visibile), a cui l’intera politica italiana ha clamorosamente e sfacciatamente, deciso di abiurare e delegare le proprie funzioni di coordinamento. In questo contesto, i partiti politici, nel tentativo di non perdere la faccia davanti all’opinione pubblica ed al fine di trarre dei benefici elettorali, hanno deciso di entrare a gamba tesa in un esecutivo tecnico, senza andar troppo per il sottile.</p>
<p style="text-align: justify;">I Cinque Stelle, sempre più divisi e lacerati al proprio interno tra favorevoli e contrari al nuovo esecutivo, dopo la disastrosa gestione del governo Conte, con la coscienza di un sempre più deciso sfaldamento delle proprie fila,cercano di rimanere, ora più che mai, attaccati alle proprie poltrone, accettando qualunque tipo compromesso con la figura del neo Premier. La sinistra istituzionale (Pd e Leu…), invece, abiurata definitivamente qualsiasi valenza libertaria, qualunque istanza di difesa dei ceti meno abbienti e più deboli, sta sempre più assumendo al ruolo di stampella dell’ala liberista dei centri di potere globale, attraverso una prassi politica sempre più connotata da un liberticida emergenzialismo e dal supporto ad una serie di odiose ed ottuse forme di burocratismo e di fiscalismo, addolcite con delle forme di ridicolo pseudo assistenzialismo; e qui basterebbe pensare alla politica dei “ristori” alle attività colpite dai provvedimenti “anti pandemia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dall’altro versante dell’arco istituzionale, la scelta collaborativa di partiti come Forza Italia o di Italia Viva, non meravigliano più di tanto, quello che invece dà maggiormente nell’occhio, è lo sfaldamento della italica destra, frettolosamente definita “sovranista” e/ o “identitaria”, divisa tra il nuovo indirizzo “collaborativo” della Lega di Salvini e la sinora tiepida, opposizione di Fratelli d’Italia. Nel primo caso, la Lega e la figura del suo leader, Matteo Salvini, hanno dimostrato di non essere assolutamente all’altezza del ruolo di capofila di tutta un’area di istanze declinate all’insegna del sovranismo. Dall’anti europeismo, alla contrarietà alla moneta unica, sino alle politiche fiscali, passando per le politiche sul fenomeno del traffico di esseri umani, chiamato “immigrazione”, la Lega, schierandosi con chi, di “euro forever”, ha fatto il proprio manifesto politico ed esistenziale, ha de facto totalmente abiurato a quelli che diceva essere i propri principi fondativi, sempre più, pertanto, condannandosi ad un ruolo di irrilevanza o, comunque, accettando di assurgere al ruolo di componente interna di “destra”, all’interno dello schieramento globalista. <img decoding="async" class="alignleft wp-image-48848 size-full" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2021/02/U-2-1.jpg" alt="" width="279" height="181" />Capitolo a parte merita, invece, Fratelli d’Italia. Ad ora, non si capisce se il suo è l’inizio di un vero e proprio percorso di dura opposizione politica o se è, soltanto, una forma di diversivo che, attraverso un’opposizione di “sua maestà” possa recuperare quei voti di destra che, scontenti delle scelte leghiste o italo forzute, verrebbero successivamente re immessi nell’alleanza di centro destra. A dimostrazione di quanto detto, potrebbero andare le recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni, sul proseguio dell’alleanza di centro destra alle elezioni amministrative. Ma, anche in questo caso, il “se” è d’obbligo. C’è la concreta possibilità che il leader della Lega, sostenendo l’esecutivo Draghi, abbia voluto “coprirsi le spalle”, sia per dare un volto di maggior rispettabilità politica al suo partito che, non ultimo, per cercare di frenare la corrosione del suo bacino elettorale da parte di Fratelli d’Italia. De facto, ad oggi la Lega, assieme a Forza Italia governa con la sinistra ed i Cinque Stelle e la tentazione di far fuori, nel tempo, uno scomodo “competitor politico”, potrebbe farsi sempre più strada nella mente sia del leader leghista, che in quella del suo co-inquilino politico, Silvio Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di là di tutto, però, un fatto è certo. Da una parte, l’Europa Comunitaria, non poteva accettare che i soldi del “recovery fund” finissero nelle mani di Pentastellati o Piddini, magari bruciati o dispersi nei meandri dell’italica burocrazia e nelle tasche dei suoi gregari. Dall’altra, l’incubo di un repentino cambio di rotta della politica italiana e l’ipotesi di un uso dei fondi comunitari, per operazioni nel reale interesse del paese, era sempre presente. L’imposizione dall’alto di Draghi a guida dell’attuale esecutivo, va proprio in questa direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">I soldi del “recovery”, debbono andare per tutte quelle operazioni gradite a Bruxelles. E, al di là delle belle parole e dei salamelecchi vari, Draghi ha subito dato prova di quanto abbiamo detto. Il progetto di modificare il sistema tributario italiano, attraverso l’istituzione di una tassazione progressiva, (ponendo così, una pietra tombale sui vari progetti di flat tax…), la proroga delle misure restrittive, la proposta di ancor più restringere le già scarse elargizioni di risarcimenti , ad un sempre minor numero di aventi diritto, sono tutti segnali che vanno nella direzione di quanto abbiamo sinora detto. Con buona pace di una classe politica e di un sistema democratico che, lo ripetiamo, hanno oramai, definitivamente abiurato e ceduto i propri ambiti di competenza, al liberismo finanziario, mantenendo solo, le solite, comode, immarcescenti poltrone, con “benefit” annessi. Alla faccia delle attività che chiudono, dei posti di lavoro che vanno in fumo e dei conti da pagare…</p>
<p>UMBERTO BIANCHI</p>

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		<title>Il banchiere della provvidenza &#8211; Enrico Marino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 07:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Marino]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Draghi è tutto quello che occorre per cambiare nel breve il giudizio sull’Italia, perché i mercati ora vedono il binomio “Draghi-Italia” come una cosa possibile, sensata, credibile. E quindi ecco che, in un mercato ricco di liquidità, l’Italia ridiventa un posto appetibile per comprare un po’ di tutto. Il primo a reagire è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mario Draghi è tutto quello che occorre per cambiare nel breve il giudizio sull’Italia, perché i mercati ora vedono il binomio “Draghi-Italia” come una cosa possibile, sensata, credibile. E quindi ecco che, in un mercato ricco di liquidità, l’Italia ridiventa un posto appetibile per comprare un po’ di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo a reagire è stato lo Spread BTP-Bund e subito dopo il mondo che Mario Draghi meglio rappresenta, ovvero le banche. Inoltre, se prima il Recovery Fund era un’incognita, oggi per il mercato sarà una pratica seguita da Super Mario e quindi verrà portata a termine con successo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è fiducia e la credibilità del soggetto fa il resto. Perciò, a parte l’usuale sudditanza servile dei media mainstream e le consuete indecenti giravolte dei politici, anche tanti imprenditori, commercianti, lavoratori, un’ampia fetta di popolo, ripongono le loro speranze nel deus ex machina, nel risolutore carismatico dei mali del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Indubbiamente l’uomo è un professionista competente, che poi faccia gli interessi di chi&#8230; questo è un altro paio di maniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiama Draghi al plurale e, infatti, c’è n’è più di uno.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è quello che ha elogiato la separazione fra Tesoro e Banca d’Italia operata da Ciampi e Andreatta, che ha gettato le basi sia della futura moneta unica europea, sia del fallimentare modello economico neoliberista in cui viviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è quello che, DG del Tesoro, nel 1992 incontrò alti rappresentanti della comunità finanziaria internazionale sul panfilo Britannia della regina d&#8217;Inghilterra, dando inizio alla stagione delle privatizzazioni-svendita delle industrie italiane, in collaborazione con Prodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu Draghi, ancora nella veste di DG del Tesoro, che fece sottoscrivere allo Stato italiano una serie di derivati (finalizzati a mascherare la reale entità del debito pubblico italiano) – i cui dettagli non sono noti perché coperti dal segreto di Stato – che negli anni sono costati al nostro paese svariati miliardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre Draghi scrisse la nuova normativa in materia di mercati e finanza, che portò all’abrogazione della legge fascista del ’36 che imponeva la divisione delle banche commerciali dalle banche d’affari, da una parte le banche dedicate al credito per famiglie e imprese, dall’altra le banche che giocano in borsa con i soldi degli investitori privati (Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58).</p>
<p style="text-align: justify;">C’è quello che operò ai vertici del ramo europeo della Goldman Sachs, quando questa speculava contro l’Italia e che vendette alla Grecia i 3000 miliardi di derivati che contribuirono al suo default.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è quello della lettera Trichet-Draghi (conosciuta anche come lettera della BCE all&#8217;Italia) cioè della corrispondenza riservata con cui, il 5 agosto 2011, i vertici entranti e uscenti della Banca Centrale Europea indirizzarono al Governo italiano una serie di richieste volte a condizionare il sostegno europeo all&#8217;Italia a drastiche misure di risanamento, cioè “una profonda revisione della pubblica amministrazione”, compresa “la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali”, “privatizzazioni su larga scala”, “la riduzione del costo dei dipendenti pubblici, se necessario attraverso la riduzione dei salari”, “la riforma del sistema di contrattazione collettiva nazionale”, “criteri più rigorosi per le pensioni di anzianità” e persino “riforme costituzionali che inaspriscano le regole fiscali”. Tutto ciò, si sosteneva, era necessario per “ripristinare la fiducia degli investitori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente, però, Draghi deve aver ritenuto insufficienti gli sforzi del Governo italiano e pochi mesi dopo (come ammesso dallo stesso Mario Monti qualche tempo fa) decise di cessare gli acquisti dei titoli di Stato italiani da parte della BCE, per far schizzare in alto lo spread e costringere Berlusconi alle dimissioni, spianando così la strada all’ascesa del Governo “tecnico” di Monti. È difficile immaginare uno scenario più inquietante di quello di una Banca centrale, teoricamente indipendente e apolitica, che ricorre al ricatto monetario per estromettere dalla carica un Governo eletto e imporre la propria agenda politica. Tuttavia, questo è quanto ha fatto Draghi nel 2011 nei confronti dell’Italia;</p>
<p style="text-align: justify;">Non contento, Draghi lanciò l’idea di un “patto fiscale”, cioè “una revisione fondamentale delle regole a cui le politiche di bilancio nazionali dovrebbero essere soggette in modo da risultare credibili”. Ciò comportò, nel marzo del 2012, l’adozione di una versione ancora più rigorosa del Patto di stabilità e crescita istituito dal trattato di Maastricht: il cosiddetto Fiscal Compact, che è un’invenzione di Draghi, per garantire che “Non c’è alternativa al consolidamento fiscale, il modello sociale europeo appartiene già al passato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu sempre Draghi a coniare il concetto di “pilota automatico” in riferimento alle politiche economiche dell’eurozona, grazie al nuovo regime di governance economica che egli stesso aveva contribuito a costruire, i risultati delle elezioni non avrebbero contato più nulla. Come avrebbe detto qualche anno più tardi il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble: “Le elezioni non cambiano nulla. Ci sono delle regole”.</p>
<p style="text-align: justify;">È precisamente questo processo di spoliticizzazione delle politiche economiche che ha permesso a Draghi di pronunciare il suo famoso discorso che “ha salvato l’euro” nell’estate del 2012. In quell’occasione, Draghi annunciò l’istituzione del programma OMT (Outright Monetary Transactions), con il quale la BCE si impegnava, se necessario, a effettuare acquisti illimitati di titoli di Stato, l’ormai mitico “whatever it takes”, sui mercati obbligazionari secondari “per preservare l’euro”. L’annuncio di Draghi fu sufficiente a far scendere immediatamente i tassi di interesse nei paesi interessati dalla crisi, a conferma del fatto che gli interessi sui titoli di Stato sono determinati dalla politica monetaria della banca centrale, non dalla “fiducia dei mercati”, come lo stesso Draghi aveva ripetutamente affermato fino a quel momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, se da un lato questo ha aiutato i paesi in crisi (come l’Italia) a evitare l’insolvenza, ha fatto ben poco per sostenerli in termini di rilancio delle loro economie: questo avrebbe richiesto politiche di stimolo fiscale (cioè deficit più elevati), che era esattamente ciò che il nuovo quadro di governance fiscale inaugurato da Draghi proibiva.</p>
<p style="text-align: justify;">L’accesso a un programma OMT, infatti, comporta l’adesione da parte del Paese in questione a un rigido programma di austerità fiscale e alle famigerate “condizionalità” della troika (liberalizzazione del mercato del lavoro, privatizzazione degli asset statali, compressione dei salari ecc.), all’interno della cornice del Meccanismo europeo di stabilità (MES).</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, proprio le varie innovazioni istituzionali introdotte da Mario Draghi nel corso degli anni, che gli sono valse così tanti elogi, non hanno trasformato la BCE in un prestatore di ultima istanza, su cui i governi nazionali possano fare affidamento sempre e comunque, ma le hanno conferito il potere di sfruttare le difficoltà economiche dei paesi per ricattarli, costringerli a cessioni di sovranità e a implementare politiche di matrice neoliberista.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è diventato evidente nell’estate del 2015, quando, nel bel mezzo del negoziato tra le autorità greche e la troika, la BCE ha deliberatamente destabilizzato l’economia greca, interrompendo il supporto di liquidità alle banche, per costringere il Governo greco ad accettare le dure misure di austerità contenute nel suo memorandum, un fatto pressoché senza precedenti nella storia. Tutti questi episodi dimostrano che è soprattutto merito di Draghi se oggi l’eurozona è l’area economica al mondo in cui non è la banca centrale a essere dipendente dai governi, ma sono i governi a essere dipendenti dalla banca centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce del suo “curriculum”, ci sarebbe da esprimere riserve alla prospettiva di un governo (tecnico?) guidato da Draghi. Invece, il fatto che oggi non ci sia in pratica nessun politico in Italia, esclusa Giorgia Meloni, che non invochi questa soluzione dà il senso della caratura della nostra classe politica.</p>
<p style="text-align: justify;">E appare quantomeno stravagante che a salvare l&#8217;Italia sia designato, dal presidente della Repubblica, Mattarella, proprio chi a suo tempo l&#8217;ha condannata.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, Draghi è una persona di grande spessore, una figura prestigiosa e autorevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è sempre e solo un nemico di grande spessore, prestigioso e autorevole.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa prima fase non adotterà misure impopolari come fece Monti, anche perché la situazione è differente e bisogna arrivare al semestre bianco per eleggere un nuovo presidente europeista (lui stesso?) o replicare un Mattarella bis.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bello verrà dopo, a più lunga scadenza, dopo l’oscena convivenza tra centrodestra e PD, Leu e M5S.</p>
<p style="text-align: justify;">Draghi adotterà la strategia da manuale del buon liberista: privatizzare i profitti in tempo di “pace”, con politiche di austerità a vantaggio del grande capitale ecc. e socializzare le perdite in tempo di “guerra”, con un’espansione della spesa pubblica – ovviamente a debito – per tenere a galla il grande capitale (istituti finanziari in primis). Passata la bufera del covid-19 si potrà poi tornare allegramente a privatizzare i profitti con ancora più veemenza di prima, adducendo proprio l’aumento del debito come scusa per implementare politiche di austerità ancora più severe.</p>
<p style="text-align: justify;">Con alcuni provvedimenti, momentaneamente e apparentemente condivisibili, Draghi darà un po’ di ossigeno all’economia, per prosciugare il bacino del dissenso e depotenziare i sovranisti, così il progetto globalista avrà tempo per chiudere definitivamente la gabbia e scongiurare qualunque reazione popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, parafrasando Brecht, possiamo affermare “beato quel popolo che non ha bisogno di Draghi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Enrico Marino</p>

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		<title>Il varano di Bruxelles – Umberto Bianchi</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2021 12:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per carità, nulla da dire sulla professionalità e sulle competenze del Prof. Mario Draghi. A differenza di certi nostri parlamentari, che non sanno neanche parlare in buon italiano, per non parlare dello scrivere poi,  Mario Draghi non può certo essere accusato di essere un improvvisato apprendista stregone dell’economia e della finanza, di cui conosce sin troppo bene i meccanismi, avendo diretto in tempi recenti una prestigiosa istituzione come Eurobanca ed oltretutto, avendo alle spalle un cursus honorum di altrettanti, prestigiosi, incarichi. A questo punto, che al Draghi venga poi il vezzo di proporsi come leader politico, ci potrebbe pure stare, rientrerebbe in una certa logica esistenziale. A far da nota stonata in tutto questo contesto c’è, però, un piccolo, ma significativo particolare. Draghi non si è proposto all’italico elettorato, quale candidato di spicco. No, il Nostro è stato direttamente chiamato all’incarico di premier, direttamente per cooptazione, bypassando qualunque normale e democratica procedura, come oramai, da troppo tempo accade in Italia, senza che alcuno abbia da dire alcunché. Ed anche qui, le nostre “opposizioni” parlamentari stanno offrendo uno spettacolo pietoso. Dopo i continui tentennamenti e barcamenamenti durante i vari “lockdown”, ora si presentano agli occhi dell’opinione pubblica, divise tra la tentazione di governi “d’emergenza”, in compresenza con gli avversari politici o propalatrici di astensionismi di maniera.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo, oramai, al quarto esecutivo, in pochi anni, formato senza il consenso elettorale. Con la presidenza Conte, con la scusa dell’emergenza sanitaria, siamo arrivati alla sospensione dei fondamentali diritti costituzionali, al coprifuoco ed alla decretazione d’urgenza come metodo di governo. Se Conte era, per lo meno, un premier non eletto, ma frutto della mediazione farlocca di due partiti politici ora, invece, quegli stessi partiti sono stati disinvoltamente bypassati da un Presidente della Repubblica, intento quanto mai, ad impedire il confronto elettorale, evocando le più improbabili scuse.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando un momento sui nostri passi, andrebbe ricordato a chi  si sta dando a quanto mai facili e superficiali entusiasmi, “chi” realmente è Mario Draghi. A parte la sbandierata del “quantitative easing”, una manovra economica più di facciata che di sostanza, il Nostro è dichiaratamente stato ed è tuttora, uno strenuo difensore degli euro-equilibri di Bruxelles e naturalmente, di quell’Euro che, per il nostro paese e l’Europa intera, ha rappresentato l’inizio di un irrefrenabile declino. Pertanto anche qui, come per tutto il resto, a parlare sono i fatti. Sicuramente quello di Mario Draghi rappresenta il volto più rassicurante ed accattivante di quell’eurocrazia, agli ordini dei poteri forti di quel Globalismo, il cui conclamato intento, è quello di un generale immiserimento, tutto a favore di un’elite di pochi, fortunati, speculatori. Il voler mettere simili personaggi alla guida di un paese normale, significa la conclamata volontà di svenderne il futuro, alla speculazione internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivate le cose a questo punto, però, non ci pare azzardato affermare che la democrazia in Italia è finita, o comunque, sta entrando in un irreversibile fase comatosa. Al suo posto, invece, va sostituendosi una forma di neopaternalismo, sorretto e diretto dal diktat dei mercati e delle grandi entità sovranazionali. Un neopaternalismo che, adesso, non ha neanche più il bisogno di nascondersi, conferendo direttamente incarico ai propri operatori, come nel caso di Mario Draghi. In questo, l’Italia sta facendo da battistrada a tutti i paesi d’Europa e del mondo occidentale, in quanto laboratorio per una nuova forma di autoritarismo da esportare poi, a livello globale. Il tutto, condito da un martellamento propagandistico intriso di un ipocrita anti autoritarismo di maniera. Dai continui memento dei tragici fatti dell’ultimo conflitto mondiale, sino alla sfacciata condanna di Russia, Bielorussia, Birmania, Egitto e via discorrendo, non c’è giorno che in Italia non si strilli contro la presunta cattiveria e l’ingiustizia di qualcuno, in totale spregio e dimenticanza di quanto accade da noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sta tramontando la democrazia, ma la pubblica opinione non ne ha sentore. La fragrante violazione dei più elementari diritti del cittadino (di movimento, associazione, etc.) è oramai divenuta prassi quotidiana. Figure istituzionali, come quella del Presidente della Repubblica, che dovrebbero avere un ruolo di garanzia, effettuando rilievi sulle violazioni di quella tanto propalata Costituzione, hanno invece di gran lunga scavalcato il proprio ruolo, avallando e rendendo usuale la prassi della nomina di Presidenti del Consiglio, de facto privi di consenso elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">E, si badi bene, non è solamente alla presidenza Mattarella, che può esser imputata una  simile prassi. L’esempio di quanto accaduto con la presidenza Napolitano, attraverso la nomina di Mario Monti a premier, ce la dovrebbe dire lunga. Prima o poi, l’opinione pubblica si sveglierà. Ma sarà il doloroso risveglio, in un paese svenduto alla speculazione internazionale, malato di povertà, degrado e sperequazione sociale. Con buona pace di tutti cantori dei toni conciliatori e del bon ton istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">UMBERTO BIANCHI</p>

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