<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>coronavirus Archivi - EreticaMente</title>
	<atom:link href="https://www.ereticamente.net/tag/coronavirus/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ereticamente.net/tag/coronavirus/</link>
	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Mar 2024 14:04:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2024/01/cropped-ereticamente-logo-favicon-32x32.png</url>
	<title>coronavirus Archivi - EreticaMente</title>
	<link>https://www.ereticamente.net/tag/coronavirus/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Vita quotidiana e nostalgia ai tempi del Coronavirus: le riflessioni di Giuseppe Del Ninno &#8211; Giovanni Sessa</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/vita-quotidiana-e-nostalgia-ai-tempi-del-coronavirus-le-riflessioni-di-giuseppe-del-ninno-giovanni-sessa/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/vita-quotidiana-e-nostalgia-ai-tempi-del-coronavirus-le-riflessioni-di-giuseppe-del-ninno-giovanni-sessa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 14:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libreria]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Sessa]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Del Ninno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=48698</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pandemia da Covid-19 con la quale ci stiamo confrontando da circa un anno, oltre ad aver determinato la tragedia sanitario-economica che grava su di noi, ha dissolto molte illusioni scientemente costruite dai paladini dall’«intellettualmente corretto». Improvvisamente, al primo manifestarsi del virus, è risultato chiaro che la corsa sfrenata della globalizzazione avrebbe incontrato una significativa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/vita-quotidiana-e-nostalgia-ai-tempi-del-coronavirus-le-riflessioni-di-giuseppe-del-ninno-giovanni-sessa/">Vita quotidiana e nostalgia ai tempi del Coronavirus: le riflessioni di Giuseppe Del Ninno &#8211; Giovanni Sessa</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La pandemia da Covid-19 con la quale ci stiamo confrontando da circa un anno, oltre ad aver determinato la tragedia sanitario-economica che grava su di noi, ha dissolto molte illusioni scientemente costruite dai paladini dall’«intellettualmente corretto». Improvvisamente, al primo manifestarsi del virus, è risultato chiaro che la corsa sfrenata della globalizzazione avrebbe incontrato una significativa battuta d’arresto mentre la conseguente «dittatura sanitaria», imposta in Italia a colpi di DPCM e proclami televisivi, avrebbe rivelato di non essere affatto una risposta allo «stato d’eccezione» sanitario. <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-48699 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2021/02/S-2-1-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" srcset="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2021/02/S-2-1-185x300.jpg 185w, https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2021/02/S-2-1.jpg 526w" sizes="(max-width: 185px) 100vw, 185px" />Il virus ha rappresentato l’occasione, attesa lungamente dai padroni del vapore, per portare a termine l’espropriazione della sovranità popolare. Le democrazie liberali sono in cammino verso il nuovo regime della <em>governance. Ab origine</em>, infatti, come ben comprese il filosofo Andrea Emo, il sistema parlamentare è stato connotato dal tratto epi-demico (mai espressione fu più appropriata), dal suo volersi sovrapporre al popolo, dal volerlo tacitare. Con la quarantena, con la «reclusione forzata», per fortuna, c’è stato chi ha ritrovato il gusto per l’introspezione e per l’interrogazione critica. Tra questi va annoverato Giuseppe Del Ninno, che ha dato alle stampe,<em> La vita quotidiana ai tempi del Coronavirus</em>, uscito per i tipi di Solfanelli (per ordini: <u>edizionisolfanelli@yahoo.it</u>, 335/6499393, pp. 171, euro 12,00). Ha colto nel segno Gennaro Malgieri nel sostenere, nella <em>Presentazione</em>, che questo libro è: «<em>probabilmente il più maturo e sentito tra i numerosi che </em>(Del Ninno)<em> ha scritto […] anche il più bello e il più riuscito stilisticamente</em>» (p. 9). L’autore presenta questa sua fatica quale «diario minimo» dei giorni di quarantena, in realtà è qualcosa di più: un’autobiografia intellettuale e sentimentale, attraversata dalla evocazione del ricordo e della nostalgia. A parere di chi scrive, la nostalgia è sentimento nobile, è incontenibile anelito all’origine: in queste pagine essa assume il volto dei «passati», siano essi i genitori o gli avi dell’autore, oppure i grandi della storia e della cultura d’Italia e d’Europa, coloro che hanno concesso identità al nostro essere nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">   Il concetto di nostalgia fu teoricamente elaborato dal neoplatonismo, coniato dai primi traduttori dell’Odissea, la cui vicenda si conclude, è noto, con il ritorno di Ulisse ad Itaca. Le evocazioni di Del Ninno non sono, <em>sic et simpliciter</em>, connotate dal rimpianto ma, a muovere dal presente pandemico, sono esposte sul futuro, pensato con i tratti dell’ <em>incipit vita nova</em>. La prosa ha tratto affabulatorio, come è proprio dello scrittore di vaglia e consente al lettore di partecipare emotivamente al narrato.</p>
<p style="text-align: justify;">   Premette Del Ninno: «<em>nel diario si troverà di tutto: sensazioni intime e pubbliche indignazioni, gusti e disgusti per questo o quel libro […] Ci saranno “pensierini” sulla politica e la religione, la famiglia e la scuola, lo sport e l’amore, i giovani e i vecchi</em>» (p. 15). Resta il fatto che la vera protagonista del narrato è la casa. Essa, nei mesi di chiusura, è divenuta cosmo, mondo, come lo fu per Xavier de Maistre nel suo, <em>Viaggio attorno alla mia camera</em>. La casa intesa, quindi, quale luogo della custodia degli affetti e della memoria. L’esercizio scrittorio, suscitato dai «particolari» più diversi, dalle rose sul terrazzo, dalle volute del fumo della pipa nelle serate solitarie e malinconiche, dalle foto di famiglia, è praticato dallo scrittore quale atto di tutela esistenziale, di custodia della vita: atto di speranza in un futuro diverso dal cupo presente. Il libro si pone in sequela di una ben individuata tradizione letteraria: quella della trattatistica erudita dei grandi moralisti francesi come Montaigne, filosofo amato e citato. Del Ninno, infatti, pare aver contezza dell’assunto goethiano: l’universale può essere esperito solo nel particolare. Il grande tedesco rimproverava ad Hegel, lo ricorda Löwith in una pagina memorabile, che meglio avrebbe fatto ad occuparsi del tenace lavoro del suo giardiniere, delle piccole cose quotidiane, piuttosto che della gesta di Napoleone, al fine comprendere il senso delle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">   Ecco, allora, la penna di Del Ninno presentarci, con tratto agile, una giornata di guerra nella sua Napoli: «<em>E’una bella giornata: cielo terso, aria frizzante; i miei genitori, entrambi ventenni, si sono fidanzati da poco</em>» (p. 60). Seduti in un caffè, i loro sguardi di innamorati vengono interrotti dall’allarme che li mise in guardia dell’imminente bombardamento: «<em>Non so cosa si dissero, ma la decisione fu di sicuro motivata dal fatto che l’eventualità di morire sotto le bombe non li spaventava, perché l’avrebbero affrontata insieme</em>» (p. 61). La morte da Covid-19, al contrario, uccide l’amore, isola, distanzia gli affetti, è davvero il morire degli «uomini soli» della post-modernità. L’amore, del resto, riempie di sé, e non potrebbe essere diversamente, le pagine di Del Ninno. Innanzitutto, l’amore per la compagna di una vita, conosciuta sui banchi del liceo Visconti, con la quale ha condiviso anche le meste giornate della quarantena, più in generale, poi, quello per la famiglia, per figli e nipoti, la cui lontananza, soprattutto in occasione dei compleanni di alcuni di loro che cadevano nei giorni di reclusione forzata, induce l’autore a pensare al momento in cui avrebbe potuto (forse) riabbracciarli. Per non dire di Athos, cane fedele, divenuto durante la quarantena «capellone», come il suo proprietario. Con lui lo scrittore ha condiviso, meditabondo, alternando momenti di malinconia ad altri di gaiezza, le passeggiate a «non più di 200 metri da casa».</p>
<p style="text-align: justify;">La nostalgia non è suscitata in Del Ninno solo delle persone amate. Da questo diario-autobiografia si evince una profonda nostalgia per i luoghi dell’anima, che tanta parte hanno nel definire il nostro mondo interiore: «<em>quando il cielo è azzurro, avverto il richiamo del Mediterraneo, che per me s’identifica nell’isola di Ischia, dove affondano in parte le mie radici familiari</em>» (p. 123) e nei cui giardini i ricordi del mito trovano sintesi con quelli personali. Oppure per le città amate, Parigi su tutte: «<em>altro luogo del cuore e delle memorie familiari, con le mille passeggiate ed escursioni […] il “pellegrinaggio” laico dei simenoniani come me, da place Dauphine, con la </em>brasserie<em> dove ordinava le sue birre e i panini Maigret, fino a place des Vosges</em>» (p. 65), ma anche per i centri storici di Roma e Napoli. Oltre alla casa e alla famiglia, Del Ninno rivolge le sue attenzioni ad un oggetto, per molti desueto: il libro. Lo fa descrivendo i volumi della sua biblioteca o discutendo di quelli sui quali si è speso e si è formato.</p>
<p style="text-align: justify;">   Oltre alle notazioni politiche e d’attualità, sempre puntuali e informate, rinviamo il lettore all’insegnamento più significativo che è possibile trarre da questo volume. L’esperienza di vita e pensiero del nostro scrittore è connotata da <em>giovinezza spirituale</em>, in quanto egli è rimasto fedele, come insegnò Cicerone nel, <em>Cato maior de senectute</em>, che viene citato, al modello di vita e di ideali che scelse in gioventù. E questo, al tempo del Coronavirus e della post-modernità, risulta essere cosa rara e preziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Sessa</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-48698 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="48698">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">154</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/vita-quotidiana-e-nostalgia-ai-tempi-del-coronavirus-le-riflessioni-di-giuseppe-del-ninno-giovanni-sessa/">Vita quotidiana e nostalgia ai tempi del Coronavirus: le riflessioni di Giuseppe Del Ninno &#8211; Giovanni Sessa</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/vita-quotidiana-e-nostalgia-ai-tempi-del-coronavirus-le-riflessioni-di-giuseppe-del-ninno-giovanni-sessa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coronavirus e Paura – Simone Santamato</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/coronavirus-e-paura-simone-santamato/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/coronavirus-e-paura-simone-santamato/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 06:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Santamato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=47830</guid>

					<description><![CDATA[<p>Alcune considerazioni filosofiche &#160; “[…] tutta l’infelicità degli uomini viene da una sol cosa, e cioè dal non saper rimanere tranquilli in una camera.” (B. Pascal, Pensieri, Santarcangelo di Romagna, Rusconi, 2014, p.157) &#160; I – Per una filosofica introduzione del Virus &#160; Impressa come fosse un’epigrafe, riteniamo che la frase ivi in apertura propostavi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/coronavirus-e-paura-simone-santamato/">Coronavirus e Paura – Simone Santamato</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Alcune considerazioni filosofiche</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“[…] tutta l’infelicità degli uomini viene da una sol cosa, e cioè dal non saper rimanere tranquilli in una camera.” (</em>B. Pascal<em>, Pensieri, </em>Santarcangelo di Romagna<em>, </em>Rusconi, 2014, p.157<em>)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I – <em>Per una filosofica introduzione del Virus</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Impressa come fosse un’epigrafe, riteniamo che la frase ivi in apertura propostavi sia efficiente per descrivere il momento – difficile e dal dubbio comfort – che, tutti nel Paese, nei mesi precedenti di clausura, abbiamo vissuto. Praticamente rinchiusi in quella che è la nostra umile dimora, abbiamo passato la maggior parte del tempo tentando di ammazzarlo in qualsiasi modo, anche il più semplice: siamo andati alla caccia di un purchessia <em>divertissement</em>, sempre rifacendoci al Blaise. C’è stato chi ha riscoperto il piacere della condivisione famigliare, chi ha approfittato del tempo libero per dedicarlo ad un’intima introspezione che sperava potesse essergli utile non appena sarebbe tutto finito, chi si dedicava a facezie videoludiche, chi, in modo ipocondriaco, misurava ogni ora la propria temperatura corporea e faceva una rassegna dei propri sintomi inesistenti<sup>1</sup> e chi, come noi, ha tentato di riflettere filosoficamente circa quanto stava e sta tutt’ora accadendo.</p>
<p>“<em>Prendiamola con Filosofia</em>”, abbiamo pensato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>II – <em>Il rapporto tra la malattia, la conoscenza e la Paura</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Filosoficamente parlando, riflettendoci, il protagonista indiscusso di tutta questa situazione non è tanto il virus Covid-19 che sta mettendo piede dappertutto, ma la <em>Paura</em>: la grande piaga che sta divorando il popolo Italiano<em> <strong>non</strong> </em>è il virus in quanto tale, bensì la paura collettiva nei confronti dello stesso. La paura di contrarre il virus non deriva tanto dalla gravità sintomatologica che il virus porta con sé, bensì dalla totale ignoranza collettiva circa l’agente patogeno. Il Covid-19 – o meglio, com’è conosciuto dalla comunità scientifica: il SARS-CoV-2 – è arrivato, piombato, nella nostra quotidianità in modo dionisiaco, scombussolandola, ribaltandola, disordinandola, senza darci occasione minima di poter prendere consapevolezza e coscienza del problema che ora, repentinamente, stiamo affrontando al meglio delle nostre possibilità, tanto individuali quanto collettive. <img decoding="async" class="alignleft wp-image-47836 " src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/12/S-2-258x300.jpg" alt="" width="219" height="255" />Non c’è stato alcun momento – tutt’altro, lo stiamo vivendo proprio e ancora adesso – di maturazione conoscitiva della malattia. “[…]basta ben giudicare, per ben fare, e giudicare meglio che si può, per fare anche meglio che si può, e cioè per acquistare tutte le virtù, e con esse tutti gli altri beni[…]” (Cartesio, <em>Discorso sul Metodo,</em> Firenze/Milano, Bompiani, 2018, p.141): è proprio questo quanto è mancato, quanto attualmente purtroppo ancora ci manca pur essendo certamente gli studi progrediti, un giudizio determinante della cosa, della malattia che stiamo cercando di sconfiggere; la conseguenza di questa deficienza gnoseologica<sup>2</sup>, come ci dice Cartesio, è la mancata acquisizione delle virtù – calma, atarassia, placidezza – che ci restituirebbero “tutti gli altri beni” (tranquillità, serenità). Al contrario siamo in preda della percezione concreta, dilaniante, spaesante, claustrofobicamente asfissiante, della <em>morte</em>: della possibilità che questa possa trovarsi dietro l’angolo, attaccata battericamente sullo schermo dei nostri telefoni, sul nostro mouse, sulla nostra scrivania, sulla nostra tavola, sulle nostre posate, sulle nostre mani, <em>all’interno di noi.</em> “[…] non è una cosa naturale morire. E da quando sapevo che stavo per morire, più niente mi sembrava naturale, né quel mucchio di carbonella, né quella panca, né il brutto muso di Pedro”; “Nello stato in cui mi trovavo […] non tenevo più a niente, in un certo senso ero calmo. Ma era una calma orribile […]” (J.P. Sarte, <em>La Nausea/Il Muro,</em> Milano, Narrativa Club, 1982, p.184/187). Sentiamo l’esser-ci della possibilità della morte come fosse un miasma che s’aggira ovunque osiamo muoverci e mettere mano.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure – qui il paradosso, qui l’altra faccia della realtà – quanto stiamo affrontando non rappresenta letalità certa, anzi, l’abbiamo sopraddetto, è una letalità tutta possibile solo nel particolare e circoscritta all’individuo. Ma allora da dove scaturisce questa paura, questo sentimento di morte, questo strozzante accusare distopiche allucinazioni circa il prossimo futuro? Secondo Spinoza, “<em>la conoscenza del primo genere (quella derivata esclusivamente</em> <em>dai sensi, dall’esperienza sensibile, quella empirica, ndr) è l’unica causa della falsità</em>”<sup>3</sup>, ossia: la conoscenza frettolosa, superficiale e non totalmente attendibile dei soli sensi senza la ragione, senza la riflessione di quanto si percepisce, rende visibili le cose, e la realtà, “in modo mutilato” (Spinoza). Collegando la riflessione spinoziana circa il primo grado – di tre – di conoscenza al nostro tema di attualità, ci vien reso immediatamente evidente dove risieda e nasca la paura incontrollata: la non-totale-conoscenza di quello che stiamo affrontando ci regala una realtà parzialmente vera, “mutilata”. Non abbiamo una presa conoscitiva totale sull’argomento, e questo ci terrorizza, poiché provoca un forte senso di disorientamento, di bivio, d’incertezza, di confusione. Tutto questo è, tra l’altro, alimentato fortemente dalla saturante sovra-informazione che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, riceviamo circa il virus: bollettini poco chiari che contengono numeri rappresentanti contagi, morti, certamente i guariti – pochi, questi, a quanto in confronto dovrebbero essere, a causa del tampone da noi effettuato, decisamente sensibile anche a piccole ed inattive tracce virali, come abbiamo già detto nella pagina – e quant’altro. Forse siamo anche stanchi di sentire tutto questo, forse siamo anche stanchi e saturi di questo mondo che sembra essersi oscurato. Stiamo sentendoci non più padroni del mondo, ma <em>gettati</em> al mondo, come ha riflettuto Martin Heidegger.</p>
<p style="text-align: justify;">La disperazione e la paura incontrollata, in ogni caso, non sono comunque la risposta: reagire consapevolmente – magari anche calmandoci e riflettendo con lentezza e fermezza, dopo che questo mondo in preda ad una tachicardica velocità ci sta inghiottendo – facendo leva sul pensiero che godiamo disposizioni precauzionali e dispositivi di protezione individuali, le mascherine, dovrebbe rasserenarci. Tutto sta, lapalissianamente, alla nostra responsabilità. Assettati, affamati, voracemente desiderosi di conoscenza, arriveremo anche alla piena comprensione di quanto oggi ci minaccia e che consequenzialmente domani non lo farà più. L’importante, nel frattempo, è mantenere la calma, essere lucidi, ragionare (come vorrebbe Spinoza) e tentare di fermare le passioni che ci rendono turbolenti(come vorrebbe Cartesio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>III – <em>Per una positiva e filosofica conclusione: Leopardi e “La Ginestra</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">L’importante, in questi momenti di grande incertezza, di chiaro trapasso – non solamente dal peggio al meglio, ma sicuramente quanto stiamo globalmente vivendo ci sta portando ad un trapasso anche intellettuale, di pensiero – è essere sempre aperti col prossimo: stiamo soffrendo della stessa paura, tutti, nessuno escluso, anche chi fa finta di non essere minimamente toccato dalla situazione. Compatire positivamente l’altro, riuscire a percepire nel suo dolore il nostro, potendolo così consolare porta a consolare efficacemente anche noi stessi. A questo proposito, vorrei ricordare, portando il tutto in seno alla letteratura Italiana, quanto poeticamente esprima Leopardi nella lirica “La Ginestra”: un fiore contraddistinto dal colore giallo, che fiorisce in quei luoghi poco ospitali dove non ci sarebbe spazio per la vita il quale, a poco a poco, dà seguito ad arbusti sempre più grandi, folti e resistenti, con una forza di coesione simbiotica che l’umano può solamente invidiargli; <em>“[…] quell’orror che</em> <em>primo/contro l’empia natura/strinse i mortali in <u>social catena</u></em><em><u><sup>4</sup></u></em><em>[…]</em>” (G. Leopardi, La Ginestra, vv.146-149). La “social catena”<sup>5</sup> di cui parla qui Leopardi è l’equivalente del tenerci strettamente per mano, consapevoli di soffrire insieme dello stesso male, e proprio grazie al fatto che si condivida lo stesso patema, consolarci l’un l’altro della reciproca condizione; eppure, ricordiamoci come in Leopardi si combatta contro un – leopardianemente – male inestinguibile, totalmente indifferente nei confronti dell’uomo, la Natura, quella matrigna. Noi combattiamo contro qualcosa di tutt’altro che inestinguibile: un virus che attende solamente di essere determinatamente conosciuto per potersi dire finalmente sconfitto. Possiamo certamente farcela, se ci terremo per mano, lenendo vicendevolmente le nostre paure e le nostre insicurezze.</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-47837 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/12/S-3-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></p>
<p>Ce la faremo, come sempre, anche stavolta, anche la prossima, <em>insieme</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Note:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Oltre costoro, ci sono state persone che hanno, purtroppo, esperito momenti di puro terrore a causa di un marito – o moglie – violento, che hanno dovuto, a causa della permanenza continuativa in casa, sopportare ancora più intensamente le minacce e le azioni deplorevoli di una persona mentalmente disordinata; ancora, ci sono state persone – un nucleo famigliare, per esempio – che hanno dovuto claustrofobicamente adattarsi a vivere per del tempo imprecisato in uno spazio risicato, minuto, con gravi problemi di privacy vicendevole, e di comfort generale. Ci vorrebbe una riflessione a parte per questi: è questa la motivazione per cui abbiamo omesso questa precisazione dal corpus del testo. Sembrava accennare ad un argomento ampio e complesso senza poi darne un decoroso approfondimento, non essendo tematica portante della riflessione filosofica che vi presentiamo.</li>
<li style="text-align: justify;">“Relativa la conoscenza”, “circa la conoscenza” (gnoseologia: filosoficamente, “Teoria della Conoscenza”; l’indagine filosofica che si occupa di studiare le possibilità di conoscenza umane, ed indagare il modo in cui la conoscenza è possibile, e se possibile, quanto incontrovertibilmente)</li>
<li>Spinoza, <em>Etica,</em> Firenze/Milano, Bompiani/Giunti, 2017, p.199</li>
<li style="text-align: justify;">Concetto già presente nella letteratura filosofica in periodi anche non troppo precedenti al nostro autore: Jean-Jacques Rousseau(1712-1778), infatti, parlava di un “contratto sociale” stipulato tra gli esseri umani che affermava la loro collaborazione nel combattere le avversità relative la giustizia e le proprie proprietà et cetera. Questo, però, a costo della risoluzione dell’individuo nella Comunità: l’uno diventa tutti; l’Io pone ormai non più sé stesso, ma la Comunità di cui fa parte. Infatti, da questo conseguirà una non più presenza della “Volontà Individuale”, la quale sarà sostituita dalla “Volontà Generale”, che viene considerata dal filosofo come inalienabile, poiché essenza stessa, motore, della Comunità in quanto tale.</li>
<li style="text-align: justify;">Questo concetto, ancora, è presente anche nella filosofia schopenhaueriana come “morale della compassione”: compatendo il dolore del prossimo riconoscendolo come proprio, l’uomo può sperare di liberarsi, perlomeno momentaneamente, dalla sofferenza – seppure schopenhauerianamente ontologica – che lo attanaglia.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Santamato Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-47830 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="47830">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">169</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/coronavirus-e-paura-simone-santamato/">Coronavirus e Paura – Simone Santamato</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/coronavirus-e-paura-simone-santamato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Virus Economy &#8211; Ilaria Bifarini</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/virus-economy-ilaria-bifarini/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/virus-economy-ilaria-bifarini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 06:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[bolla immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[e commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Friedman]]></category>
		<category><![CDATA[home working]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Bifarini]]></category>
		<category><![CDATA[Naomi Klein]]></category>
		<category><![CDATA[neoliberismo]]></category>
		<category><![CDATA[nuova normalità]]></category>
		<category><![CDATA[shock economy]]></category>
		<category><![CDATA[shock therapy]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=46328</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento… il politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile”: è la celebre affermazione di Milton Friedman che racchiude la logica della shock therapy,  al cuore della politiche di intervento neoliberiste. Ci sono cambiamenti così radicali e destabilizzanti che per essere imposti alla società, senza che questa opponga resistenza, devono essere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/virus-economy-ilaria-bifarini/">Virus Economy &#8211; Ilaria Bifarini</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="blog_post_title"></div>
<div class="blog_post_meta clearfix"></div>
<div class="entry-content blog_post_text blog_post_description">
<p style="text-align: justify;">“<em>Soltanto una crisi – reale o percepita – produce vero cambiamento… il politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile</em>”: è la celebre affermazione di <strong>Milton Friedman</strong> che racchiude la logica della <strong>shock therapy</strong>,  al cuore della politiche di intervento neoliberiste.<br />
Ci sono cambiamenti così radicali e destabilizzanti che per essere imposti alla società, senza che questa opponga resistenza, devono essere introdotti con immediatezza e tempestività: una situazione di forte crisi e disagio da parte della popolazione rappresenta la soluzione ideale perché vengano accettati.<br />
Dal <a href="https://ilariabifarini.com/il-primo-11-settembre-il-golpe-cileno/">colpo di stato di Pinochet in Cile nel ’73</a>, dove le redini economiche del Paese vennero immediatamente prese dai Chicago boys e dal loro maestro, Milton Friedman in persona, fino alla ricostruzione post tsunami in Thailandia, affidata ai grandi investitori internazionali, alla privatizzazioni selvagge nelle cosiddette Tigri asiatiche durante la crisi finanziaria del 1997-1998, passando per le riforme repentine e drastiche imposte alla Russia post sovietica: sono infiniti gli esempi di questa metodologia di governo, come ci racconta la scrittrice canadese Naomi Klein nel suo <strong>Shock Economy</strong>. Se questi casi così emblematici sono circoscritti su scala territoriale, oggi stiamo assistendo all’incredibile e inedita <strong>applicazione del metodo friedmaniano su scala planetaria</strong>. Lo stato di panico diffuso tra la popolazione mondiale per un virus sconosciuto proveniente dalla Cina, sebbene non così pericoloso e letale come le grandi pestilenze del passato, ha creato quell’humus ideale per introdurre cambiamenti sostanziali, che altrimenti troverebbero una radicata e inevitabile resistenza.</p>
<h3>La rinuncia ai diritti fondamentali</h3>
<p style="text-align: justify;">Forse senza precedenti nella storia dell’umanità, o quantomeno nella nostra memoria, abbiamo abdicato ai diritti considerati finora inalienabile per l’umanità, come quello alla <strong>mobilità</strong> e a esercitare il proprio <strong>lavoro</strong>; addirittura si è rinunciato ad assistere i propri cari nel momento del trapasso, alla loro <strong>commemorazione funebre</strong>, da sempre segno distintivo della spiritualità umana. In una situazione di tale accondiscendenza verso ogni imposizione liberticida che promettesse l’incolumità dal minaccioso virus, ogni novità introdotta sul piano tecnologico e di organizzazione lavorativa è passata in secondo piano, se non accolta con entusiasmo. Anche l’<em>homo consumens</em> ha accettato il cambiamento imposto al plusgodimento, apparentemente sospeso ma di fatto in cerca di una nuova conformazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se durante il confinamento sono crollati i consumi tradizionali, ad eccezione della grande distribuzione alimentare, con una perdita incommensurabile per i settori dell’abbigliamento, della ristorazione, dell’attività sportiva, del turismo e di tutte quei comparti legati alle relazioni umane reali, a crescere è stato il già fiorente settore dell’<strong>e-commerce</strong>, della <strong>tecnologia</strong> e della <strong>farmaceutica</strong>.<br />
Oltre ai tanti commercianti e liberi professionisti che hanno riportato perdite irrecuperabili alle proprie attività, alcune delle quali non riusciranno più a riaprire, ci sono infatti i grandi vincitori di questa crisi. Si tratta dei giganti dell’economia, la cui capitalizzazione raggiunge cifre pari a quelle dei Pil di interi Stati. A riportare maggiori utile sono, in ordine, oltre al solito <strong>Amazon</strong> (che per ora continua a tener testa al concorrente cinese <strong>AliBaba</strong>), la <strong>Microsoft</strong>, che in un solo giorno ha visto triplicare gli utenti della sua app di videochiamate Teams, e <strong>Tesla</strong>, altro gigante tecnologico. Hanno fatto affari d’oro anche la piattaforma di comunicazione <strong>Zoom Video</strong> e la cinese <strong>Tencent</strong>, attiva nel comparto delle chat e dei giochi online, che durante il lockdown hanno tenuto impegnati centinaia di milioni di giovani e non.</p>
<p><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/08/Ilaria-bifarini.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-46330" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/08/Ilaria-bifarini-300x180.jpg" alt="" width="625" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A vincere è stata l’economia digitale a scapito di quella reale e, come sempre nel <strong>sistema neoliberista</strong>, i giganti a scapito dei piccoli, i più ricchi a scapito dei più poveri, con un ulteriore<a href="https://ilariabifarini.com/neoliberismo-e-disuguaglianza/"> acuirsi di una già <strong>insostenibile disuguaglianza</strong>.</a><br />
Intanto, per sopravvivere le aziende che hanno potuto hanno dirottato la produzione verso il suo nuovo business: perché non siamo passati a un’economia green e ascetica, ma abbiamo solo dirottato i consumi. Così le imprese del tessile si sono riciclate nella produzione di <strong>mascherine e tute mediche</strong>, mentre la cosmetica ha virato verso i gel <strong>disinfettanti</strong>. E ancora, ventilatori polmonari, caschi, barriere in plexiglass, nuovi banchi scolastici… L’iperconsumo dannoso per l’ambiente non si è certo fermato, anzi, ha persino registrato un’impennata, se pensiamo solo ai milioni, milardi di <a href="https://www.internazionale.it/notizie/ann-gross/2020/07/30/pandemia-danno-ambientale">mascherine monouso che vengono utilizzate ogni giorno</a>.</p>
<h2>Smart working</h2>
<p style="text-align: justify;">Dal lavoro in ufficio si è passati al cosiddetto smart working (anche se in realtà si tratta di <strong>home working</strong>), da tanto tempo decantato e sempre difficile da applicare. Una soluzione sotto molti punti di vista ottimizzante, che permette al lavoratore di guadagnare tempo perso negli spostamenti, da poter dedicare ai propri hobby e alla famiglia, e al datore di lavoro di risparmiare sui costi dell’immobile, sull’erogazione dei buoni pasti e degli straordinari. Un circolo apparentemente virtuoso, ma a ben guardare nasconde numerosi rischi. Da quello sempre <a href="https://www.proiezionidiborsa.it/il-crollo-dellimmobiliare-potrebbe-essere-il-pegno-da-pagare-per-lo-smart-working/">più incombente di <strong>bolla immobiliare</strong></a>, dovuta alla possibilità per il lavoratore di spostarsi fuori dalle aree urbane, all’ingente perdita di fatturato, con rischio licenziamenti e chiusura, del settore della ristorazione legato agli uffici.</p>
<p style="text-align: justify;">Se da un punto di vista meramente economico si è creata una scossa destabilizzatrice, che necessiterebbe di un accurato piano di riorganizzazione e di un processo di accompagnamento, sostenuto da investimenti produttivi e capaci di generare lavoro, <strong>sul piano umano</strong> la rottura è ancora più insanabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Può l’uomo, animale sociale per antonomasia, rinunciare alle relazioni lavorative (anche se non sempre idilliache, per una serie di fattori, spesso di natura organizzativa e malagestione dirigenziale)  che lo inseriscono in una rete, una comunità con più attori? Cosa ne è del confronto e della generazione di nuove idee? Chi vive in situazioni di isolamento sarà privato dell’unico contatto umano? E le famiglie che sono costrette a dividere uno spazio domestico limitato e una rotazione degli strumenti lavorativi, aggravati dalla didattica a distanza?</p>
<div class="gs">
<div class="">
<div id=":1om" class="ii gt">
<div id=":1ol" class="a3s aXjCH ">
<div dir="ltr">
<div dir="ltr">
<p style="text-align: justify;">La risposta a questi interrogativi dipende da quanto la <em>crisi, reale e percepita</em>, durerà ancora.</p>
<p>Ilaria Bifarini</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-46328 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="46328">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">178</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/virus-economy-ilaria-bifarini/">Virus Economy &#8211; Ilaria Bifarini</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/virus-economy-ilaria-bifarini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame tra economia e mortalità: Lockdown e rischio suicidi &#8211; Ilaria Bifarini</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/il-legame-tra-economia-e-mortalita-lockdown-e-rischio-suicidi-ilaria-bifarini/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/il-legame-tra-economia-e-mortalita-lockdown-e-rischio-suicidi-ilaria-bifarini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2020 15:25:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Bifarini]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=44281</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un momento storico in cui l’opinione pubblica rivolge tutta la propria attenzione sulle statistiche relative ai decessi giornalieri può essere di beneficio riportare alcuni dati sulle principali cause di mortalità del nostro pianeta. Il fattore principale di mortalità a livello globale è, infatti, rappresentato dalle malattie cardiovascolari – quasi 18 milioni – seguita dai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/il-legame-tra-economia-e-mortalita-lockdown-e-rischio-suicidi-ilaria-bifarini/">Il legame tra economia e mortalità: Lockdown e rischio suicidi &#8211; Ilaria Bifarini</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In un momento storico in cui l’opinione pubblica rivolge tutta la propria attenzione sulle statistiche relative ai decessi giornalieri può essere di beneficio riportare alcuni dati sulle principali cause di mortalità del nostro pianeta. Il fattore principale di mortalità a livello globale è, infatti, rappresentato dall<a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/I-2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-43879 " src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/I-2-300x165.jpg" alt="" width="240" height="132" /></a>e malattie cardiovascolari – quasi 18 milioni – seguita dai tumori (oltre 9,5 milioni), dai disturbi respiratori e dalle infezioni delle basse vie respiratorie (in totale circa 6,5 milioni). A oggi i decessi con o da coronavirus nel mondo sono circa 80 mila, anche se il numero è inevitabilmente destinato ad aumentare ancora. Subito dopo l’HIV e prima della malaria, c’è un fattore di mortalità che miete ogni anno 800 mila vittime tra la popolazione mondiale, ossia una ogni 40 secondi, e rappresenta una delle principali cause di morte tra i giovani: il suicidio. Numeri sorprendenti e spaventosi, quanto verosimilmente sottostimati, se consideriamo che in alcuni Paesi togliersi la vita è considerato illegale e molti casi vengono classificati come morti per incidenti. Il tasso di incidenza tra i decessi totali di una popolazione segue matrici non ben identificabili: tra i Paesi con maggiori suicidi spicca la Groenlandia, con una percentuale di incidenza sui decessi nazionali addirittura pari 7,21%, segue la Corea del Sud col 5%, seguita dalla Guyana, il Qatar e lo Sri Lanka. In Europa la percentuale risulta più alta in Russia (2,45%), in Ucraina, in Bielorussia, ma anche in Francia, dove solo negli ultimi anni tale indicatore è sceso sotto il 2%, rappresentando con i suoi 11 mila casi registrati nel 2017 la settima causa di morte, prima delle malattie epatiche e del diabete. Regno Unito, Italia e Spagna registrano tassi inferiori all’1%, bassi rispetto alla media ma comunque numeri preoccupanti, pari a migliaia di decessi ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fattori di rischio</strong><br />
Tra i fattori di rischio riconosciuti nella letteratura scientifica come i più rilevanti nel fenomeno suicidario sono indicate le patologie mentali, quali la depressione e altri disturbi dell‘umore, spesso un riflesso delle difficoltà di adattarsi agli standard sociali e lavorativi richiesti al giorno d’oggi. E proprio il livello di disoccupazione e la situazione economica del Paese in cui si vive sono variabili che incidono fortemente sul tasso di suicidio. <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/04/B-2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-44282 " src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/04/B-2-300x202.jpg" alt="" width="322" height="217" /></a>Gli studi condotti su tale relazione sono numerosi e giungono a evidenze chiare e predittive: esiste una chiara correlazione tra recessione economica e andamento del tasso di suicidio, anche se non lineare, poiché è più forte nei paesi con un tasso di disoccupazione pre-crisi più basso. Analizzando gli effetti della crisi economica asiatica avvenuta tra il 1997 e il 1998, è stata riscontrata una correlazione con i tassi di suicidio, in particolare quello maschile, aumentati in modo evidente in Giappone, Hong Kong e Corea, mentre nel caso delle donne il tasso è rimasto pressoché invariato[1]. Come emerge palesemente dal grafico per la Corea del Sud, l’aumento avviene sia durante la crisi che negli anni successivi, essendo le ripercussioni di una crisi economica spalmate e durature nel tempo. Uno studio analogo è stato condotto in Europa, a seguito della crisi dei mutui subprime del 2008 che, nata in Usa, proprio nel Vecchio Continente sembra essere stata più deleteria e persistente, tanto che molti Paesi, come il nostro, non ne sono ancora usciti mentre si trovano ad affrontare uno shock economico mondiale ancora più travolgente, quello legato al coronavirus. Anche in questo caso è stato riscontrato un aumento del tasso di suicidi legato alle dinamiche economiche. Interessante è il focus sulla Grecia, il paese che più di tutti ha sofferto la crisi economica del 2008, con l’intervento della Troika che ha imposto misure durissime di austerity alla popolazione, ridotta allo stremo. Ebbene, proprio dal Paese ellenico, che in passato poteva vantare uno dei tasso di suicidi più bassi in assoluto, proviene l’incremento più significativo, con una crescita del 56% tra il 2007 e il 2011 e del 35% tra il 2010 e il 2012[2]. A seguito dei tagli draconiani apportati al settore della sanità sono stati rilevati anche peggioramenti nello stato di salute generale della popolazione: il virus dell’HIV è aumentato del 52%, si è assistito a un’epidemia di malaria che non si riscontrava dal 1974 e a un aumento della mortalità infantile. È la conferma che l’austerity uccide, come hanno dimostrato gran parte dei Paesi occidentali, in primis l’Italia, di fronte all’emergenza coronavirus: i tagli alla sanità hanno reso inadeguata la risposta ospedaliera allo scoppio di un’epidemia, peraltro prevedibile, con un numero di terapie intensive insufficienti ovunque, ad eccezione della Germania, dove il numero è 6 volte quello dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La situazione in Italia</strong><br />
In questi giorni di lockdown in Italia, come nel resto del mondo, l’allarme suicidi manifesta le prime avvisaglie. Numerosi sono stati i casi di persone che si sono tolte la vita per aver contratto il “male oscuro” o per il solo timore di essere contagiati, soprattutto tra il personale ospedaliero, il più esposto al virus, in particolare nel Nord Italia. Si tratta di una reazione istintiva alla paura della malattia da parte dell’essere umano, tanto che già Ovidio nelle Metamorfosi racconta: “si impiccarono, per uccidere le paure della morte con la mano della morte“. Diversi anche i casi di violenze domestiche, legate a una convivenza forzata e senza interruzione che ha esacerbato situazioni già problematiche, e degenerate in omicidi (dal ragazzo di Roma che ha decapitato con un coltello la madre alla studentessa messinese uccisa dal compagno). <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/04/B-3.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-44283 " src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/04/B-3-300x202.jpg" alt="" width="275" height="185" /></a>Nel torinese un ragazzo di 29 anni nei giorni scorsi si è tolto la vita perché la sua ditta a seguito del lockdown aveva chiuso e dunque aveva perso quel contratto di tirocinante tanto ambito. Analoga sorte per il 25enne di origini senegalesi a Milano. Di fatto stiamo vivendo una condizione innaturale per l’essere umano, che per sua natura è un “animale sociale” e nella comunità trova sostegno e riconoscimento, fondamentale soprattutto per le persone più fragili. L’attività lavorativa, oltre che necessaria al sostentamento economico, è una componente imprescindibile dell’equilibrio psichico dell’individuo e della sua integrazione nella collettività. L’attenzione per i decessi con coronavirus non deve farci dimenticare quelle 800 mila persone che ogni anno muoiono per sofferenze psicologiche, molte delle quali potrebbero essere salvate con maggiore sostegno sociale e attenzione verso di esse, e ricordarci sempre lo stretto nesso che esiste tra aspetto economico e sanitario, complementari e entrambi imprescindibili per il benessere della collettività.</p>
<p>Note:</p>
<p style="text-align: justify;">[1] Chang S-S, Gunnell D, Sterne JAC, Lu T-H, Cheng ATA. Was the economic crisis 1997-1998 responsible for rising suicide rates in East/Southeast Asia? A time-trend analysis for Japan, Hong Kong, South Korea, Taiwan, Singapore and Thailand. Soc Sci Med 68 (2009).</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Madianos MG, Alexiou T, Patelakis A, Economou M. Suicide, unemployment and other socioeconomic factors: Evidence from the economic crisis in Greece. Eur J Psychiatry. 2014;28(1):39–49. Rachiotis G, Stuckler D, McKee M, Hadjichristodoulou C. What has happened to suicides during the Greek economic crisis? Findings from an ecological study of suicides and their determinants (2003– 2012). BMJ Open. 2015;5(3):e007295.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ilaria Bifarini</strong>, (http://ilariabifarini.com/)<br />
è nata a Rieti l’1 aprile del 1980 e si è diplomata al Liceo classico “Terenzio Varrone”. Dopo essersi trasferita nel 1999 a Milano, nel 2004 si è laureata col massimo dei voti in Economia della Pubblica amministrazione e delle Organizzazioni internazionali all’Università “Luigi Bocconi” di Milano. In seguito ha frequentato la Scuola Italiana per le Organizzazioni Internazionali di Roma ed il Corso di Liberalismo presso l’Istituto “Luigi Einaudi” di Roma. Ha conseguito inoltre l’abilitazione alla professione di dottoressa commercialista e revisore contabile, oltre al SIOI (master in studi diplomatici). Dopo esperienze professionali nel pubblico e nel privato, attraverso un cammino fatto di studio ed introspezione, si è via via discostata dalla formazione prettamente neoliberista derivante dai suoi studi. Collabora con varie testate giornalistiche in rete e intervengo a convegni e trasmissioni televisive.</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-44281 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="44281">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">203</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/il-legame-tra-economia-e-mortalita-lockdown-e-rischio-suicidi-ilaria-bifarini/">Il legame tra economia e mortalità: Lockdown e rischio suicidi &#8211; Ilaria Bifarini</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/il-legame-tra-economia-e-mortalita-lockdown-e-rischio-suicidi-ilaria-bifarini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Suicidi e violenze: boom da quarantena &#8211; Ilaria Bifarini</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/suicidi-e-violenze-boom-da-quarantena-ilaria-bifarini/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/suicidi-e-violenze-boom-da-quarantena-ilaria-bifarini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 11:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Bifarini]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=44021</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ha fatto scalpore il suicidio del ministro delle Finanze tedesco dell’Assia, Thomas Schäfer, che a soli 54 anni si è tolto la vita gettandosi sotto a un treno ad alta velocità, disperato per l’impatto economico del coronavirus. Sposato con due figli, ministro di uno dei Land più ricchi in Germania, 6,5 milioni di abitanti e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/suicidi-e-violenze-boom-da-quarantena-ilaria-bifarini/">Suicidi e violenze: boom da quarantena &#8211; Ilaria Bifarini</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ha fatto scalpore il suicidio del ministro delle Finanze tedesco dell’Assia, Thomas Schäfer, che a soli 54 anni si è tolto la vita gettandosi sotto a un treno ad alta velocità, disperato per l’impatto economico del coronavirus. Sposato con due figli, ministro di uno dei Land più ricchi in Germania, 6,5 milioni di abitanti e sede di Francoforte, era dato favorito per la carica di presidente, ma non ha retto al carico eccessivo di stress. Un gesto estremo, straziante, mosso da una lucida visione delle conseguenze drammatiche che il lockdown porterà all’economia e alla vita di milioni di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se quello del ministro tedesco è il primo caso illustre di suicidio per coranavirus, non è certo un episodio isolato. Casi di suicidi legati alla quarantena si stanno verificando ovunque, in primis in Italia, dove le restrizioni sono iniziate prima che in altri Paesi occidentali e dove queste vengono applicate con un crescente rigore. Presi dal concitato bollettino di morti con coronavirus, i media lasciano poco spazio ad altre notizie di cronaca e, forse per non allarmare una popolazione già molto stressata dalla vicenda sanitaria, omettono alcune terrificanti notizie. Come il suicidio avvenuto due giorni fa nella provincia di Torino di un giovane di 29 anni, dopo aver ricevuto notizia del suo licenziamento da parte dell’azienda, costretta a chiudere a causa delle perdite economiche causate dal protrarsi del lockdown. Quel lavoro tanto ricercato, con un contratto da tirocinante iniziato 8 mesi fa, aveva regalato serenità a un ragazzo che, come tanti giovani di oggi, era sensibile alle difficoltà di una società senza certezze nel futuro. Le misure restrittive adottate per contenere il coronavirus non hanno risparmiato la sua vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di lui, una settimana fa, un altro giovane, un runner di 40 anni, che dall’attività fisica traeva probabilmente il proprio benessere psico-fisico, è stato ritrovato privo di vita, con un cappio al collo. Era scomparso da giorni, a seguito di quell’ondata di odio e intolleranza verso chi svolge attività fisica all’aperto, nonostante la stessa OMS ne raccomandi la pratica quale comportamento virtuoso durante l’emergenza coronavirus. Ma la lista, purtroppo, non si ferma qui: l’infodemia, intesa come quantità eccessiva di informazioni, doviziosa di particolari clinici e immagini di sofferenza provenienti dagli ospedali cui non eravamo abituati, non può non impressionare il cittadino comune, in un processo di ipocondrizzazione di massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Così un 65enne di Pavia, ricoverato per una forma di broncopolmonite e in attesa del risultato del tampone per la positività da coronavirus, si è buttato dal terzo piano dell’ospedale. Mentre a Salerno una donna di 52 anni, madre di due figli, in preda all’ossessione di poter essere contagiata dal COVID19, si è uccisa gettandosi dal balcone della sua abitazione. Più fortunato il 65enne di Lecce, salvato dall’intervento di un parente mentre tentava di togliersi la vita, convinto di essere positivo al malefico virus, quando in realtà i suoi problemi erano legati alle corde vocali come ha confermato l’esito negativo del tampone. <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/ilaria-bifarini-820x394.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-43892 " src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/ilaria-bifarini-820x394-300x144.jpg" alt="" width="400" height="192" /></a>Vicino al fiume Piave un pescatore ha ritrovato il corpo esanime di una donna di 49 anni, un’infermiera che lavorava in terapia intensiva. Aveva la febbre e temeva di aver contratto il virus: pur sapendo che le possibilità di sopravvivere per una donna della sua età fossero davvero alte, ha preferito rinunciare alla vita, forse assalita dal senso di colpa e dalla paura di aver contagiato dei pazienti. In queste ore arriva la notizia dell’omicidio di Lorena, studentessa all’Università di Messina, uccisa dal convivente, anche lui studente, che poi ha provato a tagliarsi le vene, dopo aver confessato il delitto al 112. Un femminicidio ai tempi della quarantena, quando la convivenza forzata, unita al clima di terrore e al pensiero costante di morte che accompagna le nostre vite, rende ogni dissidio esacerbato, insormontabile, fino a sfociare in gesti estremi. Sono tante le storie di violenze domestiche in questi giorni, come racconta Eliana D’Ascoli, psicologa per Telefono Rosa: “stare a casa forzatamente sta aumentando in maniera esponenziale gli episodi di violenza anche in situazioni in cui, fino a prima della quarantena, non si erano mai palesate dinamiche violente. La noia, l’ansia e il nervosismo che viviamo in questi giorni stanno accentuando ancor di più le dinamiche delle famiglie violente”. In un momento in cui l’attenzione è tutta concentrata sulla salute fisica, al pericolo del contagio e della malattia, non sottovalutiamo la salute mentale dell’individuo, messa a repentaglio da misure restrittive straordinarie, che spezzano le reti sociali, naturale supporto per le persone più fragili e meno fortunate.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia insegna che le misure di quarantena collettiva sono associate a un aumento dei numero di sucidi, così come di abusi in famiglia, disturbi psichici, divorzi e azioni criminali. Come spiega il prof. Maurizio Pompili, del Servizio per la prevenzione del suicidio, quando si perdono le aspettative per il futuro, il rischio di suicidi cresce. “Avremo nuovi casi, sopratutto per le ricadute economiche. Le risorse ridotte dovute al dover proteggere la popolazione dal contagio rischia di impoverire il sostegno alle persone in crisi. Ci sono categorie più esposte, ma il rischio è diffuso e bisogna prevenire.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ilaria Bifarini</strong>, (http://ilariabifarini.com/)<br />
è nata a Rieti l’1 aprile del 1980 e si è diplomata al Liceo classico “Terenzio Varrone”. Dopo essersi trasferita nel 1999 a Milano, nel 2004 si è laureata col massimo dei voti in Economia della Pubblica amministrazione e delle Organizzazioni internazionali all’Università “Luigi Bocconi” di Milano. In seguito ha frequentato la Scuola Italiana per le Organizzazioni Internazionali di Roma ed il Corso di Liberalismo presso l’Istituto “Luigi Einaudi” di Roma. Ha conseguito inoltre l’abilitazione alla professione di dottoressa commercialista e revisore contabile, oltre al SIOI (master in studi diplomatici). Dopo esperienze professionali nel pubblico e nel privato, attraverso un cammino fatto di studio ed introspezione, si è via via discostata dalla formazione prettamente neoliberista derivante dai suoi studi. Collabora con varie testate giornalistiche in rete e intervengo a convegni e trasmissioni televisive.</p>
<p>&nbsp;</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-44021 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="44021">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">691</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/suicidi-e-violenze-boom-da-quarantena-ilaria-bifarini/">Suicidi e violenze: boom da quarantena &#8211; Ilaria Bifarini</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/suicidi-e-violenze-boom-da-quarantena-ilaria-bifarini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I dubbi ai tempi del coronavirus &#8211; Enrico Gatto</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/i-dubbi-ai-tempi-del-coronavirus-enrico-gatto/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/i-dubbi-ai-tempi-del-coronavirus-enrico-gatto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 17:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Gatto]]></category>
		<category><![CDATA[tempi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=43955</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho aspettato e riflettuto molto per cercare di farmi un&#8217;idea più precisa e completa su questo tema drammatico e nevralgico. Non sono tuttora convinto di fare bene a contribuire, nel mio piccolo, al dibattito, poiché, col passare del tempo e il continuo evolvere dello scenario, non ho maturato alcuna certezza ma soltanto (e sempre più) [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/i-dubbi-ai-tempi-del-coronavirus-enrico-gatto/">I dubbi ai tempi del coronavirus &#8211; Enrico Gatto</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho aspettato e riflettuto molto per cercare di farmi un&#8217;idea più precisa e completa su questo tema drammatico e nevralgico. Non sono tuttora convinto di fare bene a contribuire, nel mio piccolo, al dibattito, poiché, col passare del tempo e il continuo evolvere dello scenario, non ho maturato alcuna certezza ma soltanto (e sempre più) dubbi. Consapevole poi che ciascuno di noi, chi più chi meno, si lascia inconsciamente dominare dai propri <em style="white-space: pre-wrap;">bias cognitivi</em> e tende a rifugiarsi nella propria rassicurante <em style="white-space: pre-wrap;">echo chamber,</em> non so nemmeno quanto possa essere utile il mio pur piccolissimo apporto alla discussione. Cartesio diceva però che <em style="white-space: pre-wrap;">il dubbio è l&#8217;inizio della conoscenza</em> e perciò condivido con chi mi leggerà questo modesto spunto di riflessione (rischiando pure di sbagliare su tutta la linea) cosicché qualcuno di più autorevole e preparato di me, magari, possa arrivare a delle valide conclusioni. Mi trattengo dall&#8217;esprimermi in ambito tecnico medico, sull&#8217;origine del virus, sui numeri e sulle percentuali poiché non ne ho le competenze (e tra chi le ha il dibattito è tutt&#8217;altro che concorde). Le uniche cose da poter dire con sicurezza sono che i tagli effettuati negli ultimi trent&#8217;anni, la (brutta) <em style="white-space: pre-wrap;">spesa pubblica improduttiva</em> da abbattere, non hanno fatto per nulla bene al Servizio Sanitario Nazionale [1] e che i tanto demonizzati medici e infermieri sono in realtà degli indispensabili eroi (ma demonizzarli era funzionale a ottenere l&#8217;appoggio dell&#8217;opinione pubblica a politiche di smantellamento del welfare a favore delle privatizzazioni spacciando alternativamente i diritti per &#8220;privilegi&#8221; o &#8220;sprechi&#8221;). <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/B-1-1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-43850 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/B-1-1-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Da questo punto di vista quindi, purtroppo a prezzo terribilmente alto, la crisi potrebbe anche dimostrarsi un&#8217;occasione per ravvedersi e invertire la rotta. Un&#8217;altra occasione da cogliere, offertaci da questa terribile emergenza, è quella di poterci riappropriare del tempo, liberi dalla consueta frenesia. La malattia, nella sua crudeltà, spesso può essere opportunità di cambiamento. Veniamo ai provvedimenti biopolitici adottati per la prima volta nella storia (non è un giudizio ma solo una constatazione): sono consapevole che le draconiane misure di contenimento al contagio siano con ogni probabilità necessarie (anche se altrove l&#8217;approccio è, per ora, diverso [2]), è da rilevare però un attrito in punto di diritto tra le libertà democratiche e fondamentali dell&#8217;Uomo e questa gestione emergenziale in <em style="white-space: pre-wrap;">stato d&#8217;eccezione </em>(Schmitt). Non suggerisco assolutamente di non dare priorità alla salute o di non rispettare i Decreti ma quantomeno di notare pure il <em style="white-space: pre-wrap;">vulnus</em> giuridico (tanto più marcato dopo decenni ove l&#8217;unico orizzonte è stato il liberalismo più sfrenato).</p>
<p style="text-align: justify;">Temo la pandemia possa venire strumentalizzata mutuando da Friedman la <em style="white-space: pre-wrap;">Shock Doctrine</em>: la crisi elevata a metodo di governo fa divenire politicamente inevitabile ciò che è socialmente inaccettabile. Questo renderebbe ancor più tragica la situazione sul lungo periodo. Non so se al rientrare dell&#8217;emergenza (rientrerà? [3]) il &#8220;sedimento che rimarrà&#8221;, che &#8220;renderà tutto non pienamente reversibile&#8221; [4], sarà &#8211; oltre che economico e giuridico &#8211; di carattere sociologico e antropologico: allo stadio attuale delle cose, &#8220;individualizzati&#8221; a forza, la realtà dei rapporti sociali (e lavorativi) è necessariamente sempre più mediata dalla tecnologia e chissà se nelle nostre coscienze si depositerà a fondo la docile obbedienza e la ferrea disciplina del #rispettiamoleregole. Rispettiamole, direi io, ma teniamo la mente criticamente accesa. Purtroppo però, essendo quasi tutti ai &#8220;domiciliari&#8221;, la cosa sempre accesa è la TV (che qualcuno definì <em style="white-space: pre-wrap;">il Potere in salotto</em>). Con questa psicotica &#8220;infodemia&#8221; (la sto alimentando a mia volta?!) ci sono già dei delatori che, presi dall&#8217;angoscia e dal panico indotto, si scagliano con ferocia contro alcuni &#8220;irresponsabili&#8221; concittadini accusandoli di uscire di casa per pericolose passeggiate mettendo a repentaglio la salute pubblica e facendo sì che si riempiano le rianimazioni. Questi paladini della salute e della legalità sembra esorcizzino la frustrazione della &#8220;reclusione&#8221; e l&#8217;angoscia nei confronti dell&#8217;impalpabile virus trasformandola in paura e odio verso un oggetto determinato: in questo caso il loro vicino di casa, l&#8217;untore [5] (c&#8217;è sempre bisogno del proprio Goldstein [6]). Poi ci sono pure i veri irresponsabili che, senza un briciolo di buon senso, non badano minimamente alle norme vanificando, con conseguenze potenzialmente esiziali, il sacrificio e il comportamento virtuoso della maggioranza. È comprensibile in una tale situazione si inneschino simili atteggiamenti e reazioni e la responsabilità credo sia attribuibile innanzitutto al &#8220;circo mediatico&#8221; (e alla martellante, ansiogena e macabra &#8220;conta dei morti&#8221;): l&#8217; &#8220;informazione&#8221; non dovrebbe né minimizzare né allarmare &#8211; <em style="white-space: pre-wrap;">in medio stat virtus &#8211; </em>ma nella <em style="white-space: pre-wrap;">società dello spettacolo</em> (Debord) si è scordato l&#8217;equilibrio. A mio avviso, se intorno a casa i luoghi sono poco frequentati, evitando assembramenti e mantenendo le distanze di sicurezza, una rilassante passeggiata [7] al sole (per la cruciale vitamina D) e all&#8217;aria aperta col proprio nucleo familiare credo possa fare solo bene al corpo, allo spirito e al sistema immunitario [8].</p>
<p style="text-align: justify;">Se al morbo (alla natura) non si comanda, se non cercando di contrastarne la diffusione (evitando i contatti stretti e combattendolo con le mutile ma eroiche forze sanitarie schierate in prima linea e con la ricerca), dal punto di vista economico, invece, si può (e si deve) fare tutto, affinché le ricadute socioeconomiche &#8211; che a loro volta si ripercuotono sulla salute &#8211; non siano più tragiche, a lungo termine, di quelle sanitarie. Non essendo l&#8217;economia una scienza dura, esatta, ma una scienza sociale, basata su idee, teorie, modelli, ideologie, &#8220;basta&#8221; la volontà politica di cambiare paradigma (l&#8217;origine e le criticità del modello attuale, causa di molte delle nostre sciagure, le ho provate a tratteggiare in un mio <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://telegra.ph/Il-Problema-contro-il-quale-unirsi-11-02">saggio</a> breve sul neoliberismo). <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/christine-lagarde-presidente-della-banca-centrale-europea.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-43778 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/christine-lagarde-presidente-della-banca-centrale-europea-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>È ovvio che con la &#8220;chiusura dell&#8217;Italia&#8221; le ripercussioni saranno devastanti [9], per centinaia di miliardi di Euro (non è un ragionamento grettamente economicistico in quanto il contesto socio-economico influisce tanto quanto i fattori biologici e comportamentali sulla nostra speranza di vita). Non si può ovviare ad un simile trauma straordinario (chiusura di imprese, calo della produzione e aumento della disoccupazione, calo delle entrate fiscali, caduta della domanda interna, calo dell&#8217;export) con interventi ordinari e convenzionali; occorre ricorrere alla <em style="white-space: pre-wrap;">helicopter money</em> (sbarazzandosi dello spauracchio dell&#8217;inflazione fondato su distorsioni della teoria e false credenze monetariste) per salvare aziende, lavoratori e, di conseguenza, il sistema-Italia (anche da potenziali e nefasti futuri disordini sociali). Deve divenire chiaro che le Banche Centrali creano <em style="white-space: pre-wrap;">moneta fiat</em> dal nulla [10], con un click, e il denaro, davanti la vita e la morte delle persone, non deve essere gestito nella logica della scarsità né tantomeno con la legge della domanda e dell&#8217;offerta come fosse una merce o con la fobia distorta del debito pubblico, ma, soprattutto, deve smettere di essere il fine e tornare a essere il mezzo di un&#8217;economia al servizio e a sostegno dell&#8217;essere umano. Nella congiuntura attuale è però molto complesso mettere in atto misure di questo tipo per una serie di problemi [11] legati alla struttura (profondamente ideologizzata) delle istituzioni e dei vincoli €uropei, alle competenze della BCE [12] e dei singoli Stati [13], alla forte competizione tra questi (stabilita dai Trattati [14]) e agli interessi nazionali perseguiti da ognuno senza quella solidarietà per decenni decantata [15] (la <em style="white-space: pre-wrap;">pappa del cuore </em>per le<em style="white-space: pre-wrap;"> anime belle</em> direi con Hegel).</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo nell&#8217;interregno dove <em style="white-space: pre-wrap;">il vecchio muore e il nuovo non può nascere </em>(Gramsci); manca una visione d&#8217;insieme, olistica. C&#8217;è urgente bisogno di grande intelligenza, umiltà e coraggio per una necessaria, radicale e decisiva svolta [16] (problematizzando ciò che sopra ho necessariamente semplificato). <em style="white-space: pre-wrap;">Tempi avversi creano uomini forti. Uomini forti creano tempi tranquilli. Tempi tranquilli creano uomini deboli. Uomini deboli creano tempi avversi.</em></p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">Note:</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">1. Il SSN come ogni servizio pubblico, o bene comune, dovrebbe rispondere a logiche diverse da quelle aziendalistiche del risparmio e del profitto per essere davvero efficace.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">2. Spunti interessanti nell&#8217;<a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="http://italiaeilmondo.com/2020/03/14/epidemia-coronavirus-due-approcci-strategici-a-confronto-di-roberto-buffagni/" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> di Roberto Buffagni intitolato &#8220;Epidemia Coronavirus: due approcci strategici a confronto&#8221; e nell&#8217;<a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/le-falle-dello-stato-di-polizia-anti-virale-in-italia-e-alternativa-britannica/" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> di Marco Faraci intitolato &#8220;Le falle dello “Stato di polizia anti-virale” in Italia e l’alternativa britannica&#8221;.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">3. Gabriele Capolino riferisce, in un suo <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.milanofinanza.it/news/non-torneremo-piu-alla-normalita-ecco-come-sara-la-vita-dopo-la-pandemia-202003181729195935" target="_blank" rel="noopener">articolo</a>, di un&#8217;indagine del MIT che esclude un ritorno alla normalità che conoscevamo.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">4. Il virgolettato è ripreso (e lievemente riadattato) da un <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://youtu.be/nTHN0yitxBU" target="_blank" rel="noopener">discorso</a> di Mario Monti sulla necessaria funzionalità delle crisi alle cessioni di sovranità.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">5. Ritengo condivisibile il pensiero di Dario Accolla espresso nell&#8217;<a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.linkiesta.it/it/blog-post/2020/03/19/runner-untori-e-il-bisogno-di-odiare-chi-esce-da-casa/28891/" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> intitolato &#8220;Runner, untori e il bisogno di odiare chi esce di casa&#8221;.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">6. &#8220;1984&#8221; di Orwell insegna ancora: Goldstein è il nemico pubblico, il capro espiatorio, contro il quale incanalare l&#8217;odio; ricordate, poi, i figli dei Parsons? Essi sono un maschietto e una femminuccia, rispettivamente di nove e sette anni. Entrambi sono stati cresciuti e allineati fin dalla nascita nell&#8217;ottica del Partito. Sono membri dell&#8217;associazione giovanile delle <em style="white-space: pre-wrap;">Spie</em>, crescono ovvero con lo scopo di rintracciare più traditori e <em style="white-space: pre-wrap;">psicocriminali</em> possibile. La figlia accuserà il padre Tom di <em style="white-space: pre-wrap;">psicoreato</em> spedendolo direttamente al <em style="white-space: pre-wrap;">Ministero dell&#8217;Amore</em>.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">7. Ad oggi, 16 marzo 2020, non ho ancora ben capito se tale pratica sia considerata eversiva ma, ai fini del Decreto, credo che questo ultimo e unico briciolo di libertà, non lesiva del prossimo, sia da considerarsi assimilabile a una &#8220;situazione di necessità&#8221;.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">8. Molti studi pubblicati hanno dimostrato la correlazione diretta fra stress (reclusione, isolamento e terrore lo aumentano) e incidenza di patologie infettive, ad esempio <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10204970" target="_blank" rel="noopener">qui</a>, <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20716708" target="_blank" rel="noopener">qui</a> e <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3008298/" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">9. Valida l&#8217;<a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="http://sbilanciamoci.info/le-conseguenze-economiche-del-coronavirus/" target="_blank" rel="noopener">analisi</a> di Mario Pianta.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">10. A riprova dell&#8217;assunto una <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://youtu.be/w7HlA_8EkUM" target="_blank" rel="noopener">risposta</a> eloquente di Mario Draghi.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">11. Descrive molto bene lo scenario economico Fabio Dragoni in questo <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://youtu.be/4wJpBjQb-7Q" target="_blank" rel="noopener">intervento</a>.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">12. Il Sistema di Banche Centrali €uropee ha come primo obbiettivo, a cui si subordinano tutti gli altri, la stabilità dei prezzi (vedi art. 127 del TFUE &#8211; Trattato di Lisbona).</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">13. Gli Stati dell&#8217;Eurozona hanno le mani legate dovendo sottostare all&#8217;indipendenza della BCE e non potendo adottare sovranamente le proprie politiche monetarie.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">14. Vedi art. 3 comma 3 del TUE &#8211; Trattato di Maastricht.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">15. Solidarietà tra Stati di fatto vietata dall&#8217;art. 125 del TFUE.</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">16. Delle valide linee guida (ma potrebbero essere altre) le abbozza Paolo Maddalena in questo <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.attuarelacostituzione.it/2020/03/16/covid-19-si-impone-una-svolta-radicale-sulla-nostra-posizione-in-europa/" target="_blank" rel="noopener">articolo</a> o un possibile <a style="border-bottom-color: rgba(0, 0, 0, 0.7); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 0.1em; color: inherit; text-decoration: none; -webkit-tap-highlight-color: rgba(0, 0, 0, 0.44); white-space: pre-wrap;" href="https://www.sovranitapopolare.org/2020/03/19/piano-di-emergenza-nazionale/" target="_blank" rel="noopener">piano</a> (tra i tanti) lo ha stilato Guido Grossi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin: 0px 21px 12px; padding: 0px; text-align: justify; color: rgba(0, 0, 0, 0.8); text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-size: 18px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; word-spacing: 0px; white-space: pre-wrap; counter-reset: list-1 list-2 list-3 list-4 list-5 list-6 list-7 list-8 list-9; orphans: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; overflow-wrap: break-word;">Enrico Gatto</p>
<p>&nbsp;</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-43955 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="43955">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">146</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/i-dubbi-ai-tempi-del-coronavirus-enrico-gatto/">I dubbi ai tempi del coronavirus &#8211; Enrico Gatto</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/i-dubbi-ai-tempi-del-coronavirus-enrico-gatto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo e sterile mondo di Covid &#8211; Umberto Bianchi</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/il-nuovo-e-starile-mondo-di-covid-umberto-bianchi/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/il-nuovo-e-starile-mondo-di-covid-umberto-bianchi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2020 07:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[umberto bianchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=43847</guid>

					<description><![CDATA[<p>Silenziosamente, come una mano nera, il Virus ha steso i suoi artigli sul resto d’Europa. Inizialmente partito, quale esotica maledizione dalla lontana Cina, è andato via via espandendo le sue grinfie, sino a raggiungere, per una tragica beffa del destino, quell’Italia scalcagnata, alle prese con problemi economici e politici di lunga data, per poi avvolgere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/il-nuovo-e-starile-mondo-di-covid-umberto-bianchi/">Il nuovo e sterile mondo di Covid &#8211; Umberto Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Silenziosamente, come una mano nera, il Virus ha steso i suoi artigli sul resto d’Europa. Inizialmente partito, quale esotica maledizione dalla lontana Cina, è andato via via espandendo le sue grinfie, sino a raggiungere, per una tragica beffa del destino, quell’Italia scalcagnata, alle prese con problemi economici e politici di lunga data, per poi avvolgere nella sua spirale di paura, il resto d’Europa ed ancorchè quegli Usa medesimi, che tanta tronfia sicurezza ostentavano. E, come per un perverso ed inaspettato sortilegio, le frontiere della tanto tollerante ed aperta Europa si sono chiuse, assieme a quelle di molte nazioni di quel Terzo Mondo, le cui masse, malate di endemica povertà, di quell’Europa, agognavano raggiungere i lidi in cerca di quanto mai improbabili fortune. <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/B-2-1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-43849 " src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/B-2-1-300x193.jpg" alt="" width="264" height="170" /></a>D’improvviso, dalle luci della civiltà del consumo, si è passati ad un silenzioso stato di guerra. Strade deserte, occhiuti controlli, le file davanti agli esercizi commerciali per i generi di prima necessità, quella che sembrava una gioiosa ed inarrestabile macchina da guerra, quella dell’economia liberista, ora fermata, rimessa in discussione in alcuni suoi punti salienti. Si potrà far politica di bilancio, eccome. Si potranno concedere assistenziali emolumenti a coloro che, causa virus, perdono il lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma più di tutto, una continua ed ossessiva propaganda, imperniata sulla spettacolarizzazione e l’amplificazione della paura. Di nulla più si parla, se non di Lui, dell’infinitamente piccolo, ma terribile, Coronavirus. Non c’è più spazio per nulla, neanche per la libertà dei singoli cittadini, ora sempre più di fronte alla prospettiva di una lunga detenzione domiciliare, estesa “sine die”. Inizialmente irrisa e sbeffeggiata, ora l’Italia è lodata e guardata dagli altri quale esempio portante, sulla falsariga di quanto realizzato in quel di Cina. Quella Cina portatrice di ben altro e più malsano virus, quello neopaternalista, in grado di far coincidere alla perfezione dittatura politica e libero, sfrenato, mercato. E l’Italia, paese le cui radici socio politiche, affondano in quel mix di ottuso burocratismo bizantino,nepotistiche signorie tardo rinascimentali, inquisitoriali stati pontifici, ha prontamente colto l’occasione al balzo, per riconfermare certe, mai veramente sopite, aspirazioni, oggi però, totalmente riadeguate e coniugate all’insegna di un nuovo, inedito scenario. Zygmunt Baumann, ci aveva preconizzato l’oscura “liquidità” ed incertezza del mondo Post Moderno, determinata da una basilare carenza di punti di riferimento forti, totalmente sostituiti o virtualizzati dall’assoluto predominio della Tecno Economia su tutto il resto. Un mondo attraversato da sentimenti “liquidi”, instabili e per ciò stesso letali, nel loro repentino apparire ed espandersi nell’illimitato territorio di uno spirito umano, depauperato nella sua egoica solitudine, come appunto la paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Cieca, incontrollata, impulsiva, essa controlla e domina incontrastata su coscienze, certezze, caratterialità, che, di fronte a Lei, si sbriciolano e si sfaldano come se nulla fosse. Ed allora ecco che, come tante cavallette impazzite, orde di massaie svuotano i supermercati, pur sapendo che, di una cosa simile, non vi è necessità. Ecco la gente rinchiudersi ciecamente in casa, cantare, sventolare bandiere, ad ore e tempi stabiliti, così seguendo pedissequamente istruzioni e disposizioni, amplificati dal sentimento di quella paura, che ora si fa dittatura. Paura di malarsi, morire, uscire dall’Essere, per mai più Essere. Nel parlare della filosofia occidentale quale “absurdum”, in grado cioè di concepire il “non essere” quale destinazione finale di un Ente, Emanuele Severino, forse, non ha tenuto conto della profonda ed umorale irrazionalità della Storia e dell’essere umano, oggi rappresentato dall’ “uomo-massa”. Il suo sogno di un onnipresente Essere, di una consustanziale eternità degli Enti, va infrangendosi contro le scogliere di un’atavica paura. Una paura che ha saputo avvolgere nelle sue spire, l’orbe terracqueo intero e da cui, l’unica vera uscita, sarà quella della prospettiva di un mondo nuovo, purificato, igienizzato, sterilizzato, dalla principale causa di quella paura che, sempre permarrà silente nel sottofondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le Utopie, si fanno portatrici di un’imago mundi, purificata, perfetta, cristallizzata, apparentemente liberata dalle paure del quotidiano ma che, dietro a sé cela, l’inquietante volto di un inamovibile ed altrettanto perfetto, meccanismo di tirannide. E non per niente, le Utopie sorgono proprio agli albori di quella civiltà che dell’assoluto primato dell’Economia farà il proprio “leit motiv”. Essa è dispensatrice di gioie e delizie prima inimmaginabili, da pagarsi al salato prezzo della perdita di una umanità che, sempre più avviluppata e condizionata dal cieco desiderio, assurto ad unico target esistenziale, a fronte di una sua non soddisfazione, sprofonda nell’abisso di un’insensata logica di paura. E così, il sogno, l’Utopia, dei Tommaso Campanella, dei Francis Bacon, dei Gott, degli Hartlib, dei Buonarroti, dei Fourier, va facendosi Distopia, grigio ed asettico Falansterio eretto a barriera, contro i marosi della paura e dell’incertezza. A fondamento assoluto del nuovo Falansterio, della nuova ideologia securitaria, sta l’idea della distanza e dell’isolamento nei rapporti individuali,attraverso i quali, ben si possono controllare individui, movimenti, pensieri. Un mondo asettico, sterilizzato, abitato da popoli indeboliti, rinchiusi in tanti piccoli domicili coatti, sfruttabili, gettabili e sostituibili in qualsivoglia momento….</p>
<p style="text-align: justify;">L’ideologia della sterilità, intesa quale impotenza a generare vita e pensiero, che non sia quello rappresentato dagli invalicabili canoni del buonismo e del pensiero “mainstream”. <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/B-3.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-43851 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/B-3-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a>Che sia stata una mutazione genetica di un virus, accompagnata dall’atteggiamento superficiale delle autorità cinesi o l’esperimento sfuggito di mano ad un laboratorio a gestione mista OMS, Cina e chissà chi altro, o che sia stata opera diretta dei falchi del globalismo made in Usa, poco fa. Che tutto questo serva a Cina, America o che sia la scusa per fiaccarci e sostituirci silenziosamente, con moltitudini di schiavi provenienti dal Terzo Mondo, è la stessa cosa ed il risultato non cambia. Sia come sia, questa rappresenta per il Globalismo l’occasione d’oro per instaurare quel Nuovo Ordine Mondiale, quella Cosmopoli, che già i greci, in Età Ellenistica preconizzavano. Una Cosmopoli grigia, asettica, sterile, soffocata dalle paure e dalle insicurezze della Post Modernità…Ma, in egual modo, queste vicissitudini, potrebbero divenire il canto del cigno del Globalismo e dei suoi portabandiera di qualunque nazione o colore essi siano.</p>
<p style="text-align: justify;">La malattia, le privazioni della libertà, la crisi economica, potrebbero a breve costituire il detonatore per l’esplosione di una rivolta senza precedenti, avente per epicentro proprio quell’Europa che, sinora codina esecutrice dei desiderata Globali, potrebbe ritornare ad avere un ruolo degno della sua plurimillenaria vicenda. D’altronde, la Storia ci ha insegnato a non fidarci mai completamente della logica delle apparenze, dell’immediato apparire di un qualcosa che poi, a ben vedere, tale non è. Un Essere che potrebbe Essere e non Essere al contempo. E ce lo dimostra, il subitaneo irrompere dell’irrazionale e del non senso nella storia di quell’Occidente, che, con le sue intrinseche contraddizioni, ancora una volta, ci ribadisce di essere un vero e proprio affascinante “unicum” nella Storia del Mondo. Con buona pace di tutti coloro che credono nella lineare e razionale sequenzialità delle vicende storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">UMBERTO BIANCHI</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-43847 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="43847">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">169</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/il-nuovo-e-starile-mondo-di-covid-umberto-bianchi/">Il nuovo e sterile mondo di Covid &#8211; Umberto Bianchi</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/il-nuovo-e-starile-mondo-di-covid-umberto-bianchi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Minaccia Coronavirus: il potere ambivalente della paura &#8211; Flavia Corso</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/minaccia-coronavirus-il-potere-ambivalente-della-paura-flavia-corso/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/minaccia-coronavirus-il-potere-ambivalente-della-paura-flavia-corso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 12:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Flavia Corso]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=43706</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Atene fu distrutta dalla paura della peste, non dalla peste.&#8221; (Tucidide) &#160; Oggi ci troviamo a dover gestire una condizione emotiva che, probabilmente, non si sperimentava ad un simile livello da molte generazioni: il cosiddetto panico collettivo come naturale risposta ad una reale o presunta minaccia per la nostra salute ma, soprattutto, per le nostre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/minaccia-coronavirus-il-potere-ambivalente-della-paura-flavia-corso/">Minaccia Coronavirus: il potere ambivalente della paura &#8211; Flavia Corso</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Atene fu distrutta dalla paura della peste, non dalla peste.&#8221;</p>
<p>(Tucidide)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi ci troviamo a dover gestire una condizione emotiva che, probabilmente, non si sperimentava ad un simile livello da molte generazioni: il cosiddetto panico collettivo come naturale risposta ad una reale o presunta minaccia per la nostra salute ma, soprattutto, per le nostre abitudini di vita ormai da lungo tempo acquisite e date per scontato. Minaccia presunta o reale, si diceva. Perché, nel caso del Covid-19, più che l’esistenza in sé del virus, è la percezione sociale di vulnerabilità e insicurezza di cui non avevamo più ricordo a catapultarci in uno scenario “nuovo”, sebbene in realtà già ripetutosi molte volte nel corso della storia umana. La sensazione di pericolo, di mancanza di protezione, di isolamento e casualità della sorte provoca, sia a livello individuale che sociale, turbamento nonché l’inevitabile e fisiologica reazione di attacco o fuga, un meccanismo di difesa ancestrale che ha permesso agli esseri umani di sopravvivere ed evolversi nel corso dei millenni.</p>
<p style="text-align: justify;">La reazione di attacco o fuga, tuttavia, può essere salvifica o dannosa. È salvifica all’interno di un contesto presociale e amorale simile allo stato naturale di Hobbes, in cui homo homini lupus, l’uomo è lupo per l’uomo, ed è l’individuo – guidato dalla volontà di sopravvivere anche a costo di combattere contro gli altri uomini – a organizzarsi da sé per mettersi in salvo e imporre la sua esistenza. In questa condizione, la paura per la propria incolumità si traduce immediatamente e direttamente in un’azione concreta, attacco o fuga, e la tensione psichica accumulata nella fase della percezione della minaccia viene in questo modo scaricata nell’atto difensivo. Il discorso si complica nel passaggio dallo stato di natura allo stato sociale, ovvero nel momento in cui l’individuo, in seguito al patto sociale, cede ad altri (al sovrano in senso ampio) la propria libertà in cambio della sicurezza, adottando pertanto una nuova strategia adattiva: quella dell’organismo sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, la cooperazione sociale ha senza dubbio portato innumerevoli benefici all’uomo, in questa sede non si intende certamente affermare il contrario. Ma è tuttavia importante evidenziare alcuni punti di difficile incastro tra l’istinto naturale dell’individuo e le esigenze della società nel suo insieme; tra questi, il panico collettivo è particolarmente emblematico. Diversamente da quanto accadeva nello stato di natura, l’individuo sociale non si trova più nella condizione di poter difendere se stesso, in maniera immediata e diretta, dalla minaccia, ma è costretto a delegare ad altri la sua naturale reazione di attacco o fuga. Non solo: il pericolo gli viene mostrato in tutte le sue angolazioni ogni giorno tramite i mass media, esasperando il senso di impotenza e smarrimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla percezione del pericolo, insomma, non scaturisce più il tempestivo atto di difesa, e l’impossibilità dell’individuo di trasformare la tensione emotiva in azione contribuisce ad alimentare ulteriormente il panico fino a tramutarlo in una pericolosissima psicosi collettiva. È questo il caso in cui la paura, di per sé benefica, si fa irrazionale e diventa persino dannosa per le persone. <a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/C-2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-43708 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2020/03/C-2-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Ed è in questa condizione psicologica che gli esseri umani sono più propensi a rifugiarsi nella figura del leader, del capo in grado di alleviare il senso di annebbiamento della mente, di appoggiarsi a chiunque si autoproclami la soluzione ai loro problemi. Occorre, in questo senso, focalizzare la nostra attenzione sul riconoscimento della paura nella sua accezione costruttiva e rivelatrice delle vere priorità individuali e collettive, combattendo attivamente affinché la politica non ci renda “prigionieri” del panico irrazionale e distruttivo; troppo spesso i governi hanno fatto della paura un uso strumentale incanalando l’apprensione emotiva delle persone, di per sé potenzialmente creatrice se seguita da azioni concrete, in un immobilismo collettivo con impatti psicologici rilevanti dovuti alla privazione forzata della libertà. Ed è proprio questa la condizione che dobbiamo evitare si ripeta.</p>
<p style="text-align: justify;">È incoraggiante, a tale proposito, osservare come gli italiani sotto la minaccia del Coronavirus stiano gradualmente trasformando la paura in energia creativa, in azione concreta. Un’azione diversa rispetto all’aperitivo in centro o alla palestra, ma senza dubbio più proficua per il futuro dell’Italia. Si stanno lentamente rimettendo in cantina gli addobbi grotteschi del politicamente corretto per dare maggiore spazio alla salvaguardia della salute dei propri connazionali, si sta scoprendo che l’Unione europea non è il nostro vero punto di riferimento e mai lo sarà, e che quell’orgoglio nazionale da tempo represso prima o poi riemerge per garantire la nostra sopravvivenza.</p>
<p>Flavia Corso</p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-43706 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="43706">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">127</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/minaccia-coronavirus-il-potere-ambivalente-della-paura-flavia-corso/">Minaccia Coronavirus: il potere ambivalente della paura &#8211; Flavia Corso</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/minaccia-coronavirus-il-potere-ambivalente-della-paura-flavia-corso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tutti a casa &#8211; Enrico Marino</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/tutti-a-casa-enrico-marino/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/tutti-a-casa-enrico-marino/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 12:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[automatica]]></category>
		<category><![CDATA[bozza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Marino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=43678</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel giro di neppure un mese siamo passati dal governatore della Toscana, il becero Enrico Rossi, che dava dei “fascio-leghisti” a chi voleva imporre dei controlli più stringenti sui cinesi di rientro in Italia, al decreto che ha trasformato il nostro Paese nel più grande lazzaretto europeo. Si è arrivati così all’8 settembre del governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/tutti-a-casa-enrico-marino/">Tutti a casa &#8211; Enrico Marino</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel giro di neppure un mese siamo passati dal governatore della Toscana, il becero Enrico Rossi, che dava dei “fascio-leghisti” a chi voleva imporre dei controlli più stringenti sui cinesi di rientro in Italia, al decreto che ha trasformato il nostro Paese nel più grande lazzaretto europeo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è arrivati così all’8 settembre del governo Conte-Badoglio, che ha riproposto il famoso “tutti a casa” ormai costituzionalmente innervato, quando le cose si mettono male, nella tradizione democratica di una certa genia di rinnegati nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che, questa volta, avrebbe dovuto essere non l’esortazione a squagliarsela senza onore, ma un imperativo a osservare una quarantena serrata e soprattutto tempestiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, si è arrivati a questa decisione con l’acqua alla gola, sotto la spinta degli eventi e di una situazione fuori controllo che diventava di ora in ora sempre più ingestibile.</p>
<p style="text-align: justify;">È francamente imperdonabile e surreale che, quando in Cina schieravano l’esercito a sparare a chiunque uscisse da Wuhan, per evitare che anche una sola persona lasciasse l’epicentro del Covid-19, qui ci fosse gente che lanciava iniziative ridicole come “abbraccia un cinese”. Maggiormente penoso che anche il Presidente della Repubblica si sia piegato a questa sceneggiata, improntata al “volemose bene” e al pericolo del solito “razzismo”. Tristi scene di ordinaria e ipocrita demenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in politica l’idiozia si paga. Così, una beffarda nèmesi ha contagiato anche Nicola Zingaretti, governatore del Lazio e segretario del PD che, nel balletto a chi sminuiva più e meglio il rischio del virus, s’era sperticato in un’azzardata e sfortunata profezia: ”l’influenza stagionale ci impegna di più”.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza offesa, poteva andare anche peggio a chi s’è reso responsabile della distruzione della Sanità regionale, chiudendo 16 ospedali, tagliando 3.600 posti letto e lasciando andare in malora il sanatorio Forlanini di Roma, un gioiello costruito dal Fascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo tripudio di incosciente leggerezza, la palma dell’incompetenza l’ha vinta la comunicazione istituzionale del governo, che è stata così incerta e contraddittoria da sottoporci a un infinito stop and go senza mai arrivare al punto.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo assistito all’alternarsi di bollettini incoerenti che in un primo tempo minimizzavano e successivamente allarmavano, fino a quando la fredda logica dei numeri dei contagiati e dei decessi ha imposto a tutti un’assunzione di realismo, seppure fino all’ultimo s’è tentato di destreggiarsi col pretesto che i morti erano “anziani” o che erano “affetti da altre patologie”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non si trattasse di genitori e nonni di qualcuno, ma soprattutto non fossero italiani che i nostri governanti non hanno saputo proteggere, sebbene si richieda proprio a loro di possedere capacità di analisi e lungimiranza, attitudine a prevenire e a risolvere le varie contingenze per tutelare e garantire i diritti dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, questa è un’insolita emergenza nazionale, ma l’avvocato con la pochette che ci governa s’è mostrato talmente dilettante da farsi addirittura sfuggire la bozza del decreto che imponeva le zone rosse prima della sua entrata in vigore.</p>
<p style="text-align: justify;">Così è finita che, in barba a ogni quarantena, migliaia hanno assalito la stazione per prendere il treno, fregandosene di infettare tutto il Paese. Altrove, intanto, si stava in fila per andare a sciare o per trascorrere l’happy hour del sabato sera nel locale trendy.</p>
<p style="text-align: justify;">Reazioni più che attendibili da chi è stato convinto che progresso infinito e globalizzazione fossero una buona cosa, che avrebbero portato benessere, sviluppo e prosperità per tutti e s’è ubriacato con il consumismo, la facilità di viaggiare e spostarsi da un paese e da un continente all’altro, con la disponibilità di beni superflui, l’accesso a internet, i social media e quant’altro, cioè col mondo fiabesco di un infinito Erasmus per un’umanità eternamente adolescente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opinione pubblica è stata spinta a collegare queste facilitazioni ai mercati aperti e all’omologazione di culture e abitudini all’americanizzazione dei costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ai media e alle pubblicità, il modello collettivo e le aspirazioni individuali sono stati conformati al consumismo come stile di vita, accompagnato dal propagarsi di una nuova morale, relativista e permissiva.</p>
<p style="text-align: justify;">In contrapposizione alle tradizioni s’è voluto affermare un nuovo tipo umano prodotto dalla globalizzazione, individualista e privo di ogni retaggio storico e identitario, proteso solo alla ricerca del benessere e del piacere individuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso, con il diffondersi del coronavirus, arriva un brusco risveglio dalle utopie e il risveglio appare anche più doloroso perchè si devono chiudere le frontiere per non diffondere il virus, si deve rinunciare alle abituali forme di socializzazione, si devono abolire circolazione e spostamenti, viaggi e trasferte, abolire crociere, gite e vacanze di gruppo, meeting, spettacoli e manifestazioni sportive, per imporre un obbligo generalizzato a chiudersi in casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora le scene di panico, la sensazione di un cupo destino incombente che risveglia nell’intimo ancestrali ricordi di paure e la scoperta di uno sconosciuto e inaspettato senso di fragilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Istinti primordiali si mischiano a calcoli opportunistici e sfociano nello scatenarsi dell’irrazionalità, nell’egoismo di inutili accaparramenti come in fughe irresponsabili, ovvero in forme rabbiose e criminali di ribellione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora che un fenomeno sanitario emergenziale si salda con una generalizzata rivolta nelle carceri – sostenuta, all’esterno, da forze distruttrici e nichiliste manovrate e asservite alla globalizzazione e ai suoi sostenitori delle centrali finanziarie e transnazionali – creando un clima incandescente e un’enorme tensione sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente arrivano al pettine nodi irrisolti e ataviche questioni, perché la verità è quella di un Paese lasciato alla deriva per troppi anni in tutti i settori e il problema non è un virus, peraltro non assassino, ma l’assenza di strutture sanitarie adeguate a fronteggiarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a tutto questo sommiamo le drammatiche ricadute economiche che questa situazione è destinata a generare nei prossimi mesi, appare evidente che il Paese è seduto su un vulcano in procinto di esplodere da un momento all’altro e, allo stesso tempo, è affidato alle cure di una compagine politica incapace, priva della fiducia e del mandato popolare, tenuta insieme solo dal tornaconto e dalla paura delle elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Avessimo un Presidente eletto dal popolo, potremmo aspettarci un’iniziativa per sciogliere il governo e nominare una giunta di emergenza, con persone che siano competenti e preparate a fronteggiare questo momento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nell’attuale situazione politica e istituzionale non possiamo nemmeno immaginare una simile soluzione. Dovremo solo rimboccarci le maniche e reagire con determinazione, con le forze migliori della nostra comunità nazionale, per uscire al più presto dalla palude e poi, senza più indugi né riguardi, cacciarli via.</p>
<p style="text-align: justify;">Enrico Marino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #333333;"><a style="color: #333333;" href="https://www.open.online/2020/03/11/coronavirus-conte-chiusi-tutti-i-negozi-tranne-alimentari-e-farmacie-domenico-arcuri-commissario-ad-hoc/" target="_blank" rel="noopener">Fonte Copertina</a></span></p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-43678 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="43678">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">143</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/tutti-a-casa-enrico-marino/">Tutti a casa &#8211; Enrico Marino</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/tutti-a-casa-enrico-marino/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Coronavirus: il Cigno Nero della Globalizzazione? – Roberto Pecchioli</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/coronavirus-il-cigno-nero-della-globalizzazione-roberto-pecchioli/</link>
					<comments>https://www.ereticamente.net/coronavirus-il-cigno-nero-della-globalizzazione-roberto-pecchioli/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=43617</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cigno nero è una fortunata metafora descritta nel libro omonimo del 2007, all’alba della crisi economica e finanziaria che stava per scuotere il mondo. L’autore del saggio, Nassim Nicholas Taleb, analista finanziario libanese trapiantato negli Usa, teorizzò che talora, nel corso della storia, eventi del tutto imprevisti o sottovalutati assumono un rilievo enorme. Sono, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/coronavirus-il-cigno-nero-della-globalizzazione-roberto-pecchioli/">Coronavirus: il Cigno Nero della Globalizzazione? – Roberto Pecchioli</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il cigno nero è una fortunata metafora descritta nel libro omonimo del 2007, all’alba della crisi economica e finanziaria che stava per scuotere il mondo. L’autore del saggio, Nassim Nicholas Taleb, analista finanziario libanese trapiantato negli Usa, teorizzò che talora, nel corso della storia, eventi del tutto imprevisti o sottovalutati assumono un rilievo enorme. Sono, appunto, i cigni neri, esemplari rarissimi in una specie dal piumaggio candido.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coronavirus, o virus Covid19, può effettivamente convertirsi in cigno nero per il futuro prossimo della Cina e forse della globalizzazione. E’ il secondo contagio proveniente dall’impero del Dragone in poco più di quindici anni – il primo fu la Sars, l’influenza aviaria – a dimostrazione che l’impressionante avanzata scientifica, tecnica ed economica cinese mantiene buchi neri molto pericolosi, anche a credere alla zoppicante versione ufficiale secondo cui il virus si sarebbe sviluppato in un mercato all’aperto di animali vivi. In attesa di verificare sulla nostra pelle le conseguenze di Covid19, con il suo carico di infettati e deceduti, è già possibile svolgere qualche considerazione di carattere geopolitico, oltreché commentare i primi, frammentari bilanci relativi ai costi economici. La Cina è da quasi un ventennio “la fabbrica del mondo”; gli eventi che la riguardano, in tempi di globalizzazione, si ripercuotono in tempo reale sulla vita e gli interessi dell’intero pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">I precedenti storici di pandemie devastanti non mancano. Durante la guerra del Peloponneso tra le città elleniche, nel V secolo prima di Cristo, si abbatté sulla Grecia un contagio misterioso e fulmineo, descritto da Tucidide nelle Storie. Chiamato semplicemente <em>“nòsos”</em>, la malattia, falciò in breve buona parte della popolazione, specie nell’Attica, attorno ad Atene. La politica di Pericle, uomo politico ateniese, era quella dell’accoglienza: c’era bisogno di uomini e commerci per la guerra. La pandemia travolse tutti, fuorché Sparta, lontana dalle rotte marittime e assai restia ad aprirsi a uomini e merci. Attorno alla metà del Trecento, una terribile pestilenza uccise in pochi anni addirittura un terzo della popolazione europea. Ne è testimonianza letteraria il Decameron di Giovanni Boccaccio, il cui espediente narrativo è la fuga in campagna di un gruppo di giovani fiorentini per sfuggire alla peste.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del Coronavirus, il solo esponente politico che abbia pronunciato parole all’altezza della storia è Giulio Tremonti. Esiste una relazione tra la globalizzazione, la rapidità dello sviluppo del contagio e le conseguenze economiche. Innanzitutto, l’irruzione dell’Asia ai vertici dell’economia, dell’industria e del consumo è un fatto storico di portata paragonabile alla scoperta dell’America alla fine del XV secolo. La globalizzazione, processo concreto di espansione alla totalità del globo dell’economia di mercato basata sullo scambio illimitato con i postulati produttivi indicati da David Ricardo – specializzazione, delocalizzazione, bassi salari – ha imposto per oltre un ventennio un mondo artificiale, fantasmagorico e felice, sovrapposto a quello reale. Fine della storia e una nuova geografia con baricentro a oriente.</p>
<p style="text-align: justify;">Giulio Tremonti avverte: il corona virus segna il ritorno della natura, il passaggio dall’artificiale al reale. Il mondo senza frontiere non è più un bel sogno, una nuvola rosa planetaria, ma contiene elementi da incubo, fa riaffiorare paure ancestrali che parevano rimosse, vinte da una scienza e da una tecnologia onnipotenti. La globalizzazione è anzitutto, con la terminologia marxiana, la <em>struttura</em> che sostiene una sovrastruttura ideologica – il globalismo mercatista – fondata sull’esaltazione della “società aperta” (Karl Popper). L’imperativo categorico è la circolazione vorticosa e continua di merci, capitali e soprattutto degli uomini, la forza-lavoro, l’esercito di riserva che abbassa i costi e destabilizza le comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste considerazioni non sono teorie astratte, ma spiegano lo choc immediato di queste settimane, oltre il numero di casi conclamati e dei decessi provocati dal virus. L’ossessione delle porte aperte, il ripudio delle frontiere, l’erosione degli Stati nazionali – i soli a poter agire nell’ emergenza, con potere di decisione nelle condizioni di eccezione, come sapeva Carl Schmitt – fanno parte delle concause metastoriche del contagio. L’impotenza che ci pervade affonda le radici anche nell’indiscutibilità della narrazione globalista: non siamo preparati in quanto mentalmente disarmati. Il resto lo fa la natura, con le sue rivincite e la sua imprevedibilità che batte in un attimo statistiche, algoritmi, modelli matematici dell’orgoglioso homo tecnologicus.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna persona di buon senso invoca chiusure isteriche, del resto inutili dinanzi all’avanzata di un nemico quasi immateriale e invisibile, ma è chiaro che l’assenza di limiti, la meccanica obbligata del laissez faire, laissez passer, l’impetuosa opera di demolizione di ogni argine – fisico, legislativo, psicologico – hanno la loro parte di responsabilità. Sotto il profilo economico, la convinzione di Tremonti è che le stime al ribasso siano fin troppo ottimistiche, probabilmente perché trascurano o non sono in grado di quantificare durata ed effetti psicologici del contagio. La Cina, inoltre, è cresciuta troppo in fretta. Tremonti ha mostrato una foto satellitare notturna del territorio del Dragone: a un’area costiera intensamente illuminata, fa da contraltare un immenso spazio interno buio.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la prova di un a contraddizione, una forzatura che ha creato grandi squilibri. Negli ultimi anni, il paese ha intrapreso una velocissima conversione dalla manifattura all’intelligenza artificiale, volano di un ulteriore squilibrio geografico tra aree iper sviluppate e ampi territori che vivono nell’era pre industriale. I dirigenti sembrano terrorizzati più dalle ricadute economiche che da quelle sanitarie. La proverbiale stabilità cinese ha subito un duro colpo, in parallelo con il quasi azzeramento della crescita del PIL impetuosa e in doppia cifra del Terzo Millennio.</p>
<p style="text-align: justify;">La geopolitica corre e, al netto delle teorie complottiste che attribuiscono il Coronavirus a un atto di guerra chimica “a bassa intensità”, non vi è dubbio che la percezione, fuori dalla Cina, specie in America, è di un doppio timore. Quello immediato concerne l’epidemia, ma l’altro, perfino più profondo, la paura di essere superati, l’effetto fibra 5G. Tremonti lo chiama “effetto Sputnik”, paragonandolo al trauma subito dagli Usa allorché i sovietici, mettendo in orbita le prime astronavi, mostrarono le loro capacità nella conquista dello spazio celeste.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà facile ricostruire le filiere produttive centrate sulla Cina. Per quanto ci riguarda, sarà probabilmente necessario- superando le rigidità ideologiche di un liberismo battuto in breccia dalla realtà, messo in crisi dal cigno nero- un forte piano di investimenti pubblici. I fatti hanno la pessima abitudine di venire a galla, smentire le previsioni e smascherare le bugie – moltissime- di questi tempi. Il primo a comprendere e misurare la portata di fenomeni naturali come le epidemie fu Daniel Defoe, lo scrittore inglese creatore del personaggio di Robinson Crusoe, trattato come un libro per ragazzi, mentre è un trattato di economia e antropologia individualista. De Foe fu il primo giornalista economico della storia. Come tale, mise sotto la lente dello scienziato sociale e dell’economista la peste olandese d’inizio XVIII secolo, che arrivò dal mare nei porti dei Paesi Bassi, nel pieno del loro gran secolo di potenza commerciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coronavirus proviene anch’esso dall’est e da una città portuale, Wuhan. Le sue conseguenze stanno agitando in poche settimane la catena di approvvigionamento delle aziende di tutto il mondo. Sono filiere globali dedite alla produzione e all’assemblaggio di parti, pezzi e componenti dei prodotti che utilizziamo. La stima più attendibile valuta che l’ottanta per cento del commercio mondiale sia costituito da queste filiere di approvvigionamento, al vertice delle quali ci sono le più grandi aziende del mondo. Il commercio di questi “beni intermedi” è circa il doppio rispetto allo scambio di prodotti finiti. Specialmente importante è il suo impatto sui processi industriali più avanzati, legati a materie prime e semilavorati provenienti da varie aree del mondo, che fanno capo all’industria di trasformazione cinese, come nell’industria automobilistica, nel settore telefonico e informatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il virus presenta il conto all’economia reale, ma anche a quella finanziaria. In sole sei sedute di borsa le cinque maggiori multinazionali tecnologiche, i GAFA più Microsoft, hanno lasciato sul terreno l’equivalente di 700 miliardi di dollari di capitalizzazione, quasi il quaranta per cento del PIL italiano. Questo, peraltro, dimostra che i primati messi a segno da Wall Street negli ultimi anni erano una bolla ulteriore, o un errore di valutazione degli attivi. Stavolta esistono serie ragioni di economia, geopolitica e psicologia di massa a giustificazione di ciò che sta capitando, al di là del consueto panico di Borsa per ogni evento imprevisto. Non si tratta, per capirci, di una “correzione tecnica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consumo cinese di carbone, che rappresenta il 60 per cento dell’energia consumata nel paese, è crollato del 40 per cento. La domanda di ferro e acciaio è scesa in misura simile e, per quanto consta agli osservatori indipendenti, solo una percentuale tra il 50 e l’80 per cento di chi lavora è al proprio posto. Ciò significa una caduta verticale nella catena produttiva. In un mondo globalizzato, ciò che accade in Cina si trasferisce immediatamente nel resto del mondo, a velocità non troppo dissimili da quelle del virus. L’ economia dei trasporti dà già segni di crisi. L’interscambio italiano con la Cina ha dimensioni enormi ed alimenta decine di comparti industriali. Nessuna nave diretta in Europa è salpata per giorni dal porto di Ningbo, il maggiore scalo merci cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto al 2003, l’anno della Sars, l’interdipendenza economica del pianeta è di gran lunga maggiore e la Cina dell’epoca era solo all’inizio della sua impressionante scalata produttiva. La globalizzazione è immensamente cresciuta, ma è anche divenuta più vulnerabile, più soggetta al “cigno nero”. Tutto ciò spiega la preoccupazione internazionale, in un contesto dove la Cina aveva già rallentato la corsa del PIL, trascinando con sé ampi settori delle nostre economie. In più, siamo nel pieno di un confronto geopolitico tra Cina e America impensabile nel 2003, anno in cui il PIL cinese crebbe del 10 per cento e quello mondiale di quasi il 4. Allora il Dragone rappresentava il 9 per cento dell’economia- mondo, nel 2020 ha più che raddoppiato la quota.</p>
<p style="text-align: justify;">Le previsioni non sono rosee: difficile che si realizzi un’uscita a V dalla crisi del coronavirus, cioè una caduta brusca a cui succede una ripresa intesa. La globalizzazione, sembra, non è più la soluzione, ma il problema. In pochi mesi, da ottobre 2019 alla fine di febbraio 2020, le misure economiche protettive (i dazi e le barriere extradoganali) sono aumentate del 27 per cento, interessando un volume d’affari di 750 miliardi di dollari. Vari fattori, virus a parte, fanno sì che le catene globali del valore perdano forza: incremento dei salari, protezionismo, avanzata della robotica. L&#8217; intelligenza artificiale incoraggia il ritorno di molte installazioni industriali nei paesi di origine; le tariffe doganali per alcuni prodotti sono entrate a regime, mettendo in crisi il ruolo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Il WTC non è in grado di dirimere controversie perché non ha né i giudici, né gli strumenti per farlo, soprattutto per volontà americana.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, il virus ha messo in allarme moltissime aziende sulla vulnerabilità delle loro catene di approvvigionamento, troppo dipendenti dalla Cina, il che potrebbe privilegiare la differenziazione, trasferendo alcune produzioni in siti con forniture garantite, anche se con costo del lavoro più elevato. A lungo termine, si tratterà di ricostruire le riserve, gli stock che permettano alle aziende di disporre di beni intermedi con minore dipendenza dalla Cina, specie nell’ Unione Europea. Lo scenario non è dei migliori. La politica monetaria è praticamente esaurita, salvo un ulteriore ribasso di circa mezzo punto entro giugno dei tassi americani, un margine su cui non può contare la BCE, ancora una volta colta in contropiede e senza interlocutori governativi. I danni economici riguarderanno l’offerta, per la caduta delle produzioni, su cui può influire poco la politica monetaria, in Europa già sul punto di penetrare nel tenebroso territorio dei tassi negativi.</p>
<p style="text-align: justify;">La politica fiscale, in assenza di sovranità economica e monetaria, ha serie limitazioni, non tutte addebitabili a Bruxelles. I margini statali per incoraggiare politiche di domanda sono minimi, se non cambia il paradigma, ovvero non si accetta di fare deficit virtuoso, opere pubbliche e ricerca, rovesciando il rapporto con il potere finanziario. Dal lato dell’offerta, nebbia fitta. Il poco di espansione degli ultimi terribili anni si è basato sul consumo privato, ma la propensione al risparmio aumenta con il crescere dell’incertezza. Ancora più rapidamente si diffonde l’avversione al rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi l’epidemia dovesse durare a lungo, la botta sarebbe pesantissima, con le implicazioni psicologiche sull’economia dei timori di massa, forse irrazionali, forse no, ma comunque ben reali. Che ne sarà allora del turismo e delle attività ad esso collegate, tanto importanti per la tenuta del nostro sistema, quali consumi e produzioni reggeranno? L’unica certezza è che la crisi scatenata dall’epidemia cinese è altrettanto grave sul terreno economico e sociale che su quello sanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">Unica speranza positiva del “cigno nero” è che faccia rinsavire non i popoli, che alla globalizzazione credono sempre meno, ma le classi dirigenti politiche, affinché riassumano il controllo della situazione, recuperino il potere perduto e abbandonino al loro destino la finanza, il monetarismo, il liberismo dissennato, il mercatismo e l’apertura indiscriminata. Occorrono confini, anche in economia. Occorre iniziare, con prudenza, con tutte le cautele del caso, ma con coraggio, un percorso di de-globalizzazione. Nel frattempo, lavorino gli specialisti per contrastare l’epidemia, si racconti la verità alla gente e si dica con chiarezza che la soluzione non è per domani.</p>
<p style="text-align: justify;">Deglobalizzare, imparando dalla lezione cinese. Anche la marcia più lunga inizia con un piccolo passo: Mao Tze Tung, un cinese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #333333;"><a style="color: #333333;" href="http://www.ilcambiamento.it/articoli/il-corona-virus-e-la-fragilita-della-globalizzazione" target="_blank" rel="noopener">Fonte copertina</a></span></strong></p>

    <div class="xs_social_share_widget xs_share_url after_content 		main_content  wslu-style-1 wslu-share-box-shaped wslu-fill-colored wslu-none wslu-share-horizontal wslu-theme-font-no wslu-main_content">

		
        <ul>
			        </ul>
    </div> 
<div class="post-views content-post post-43617 entry-meta load-static" data-pvc-type="post" data-pvc-id="43617">
				<span class="post-views-icon dashicons dashicons-chart-bar"></span> <span class="post-views-label">Post Views:</span> <span class="post-views-count">162</span>
			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/coronavirus-il-cigno-nero-della-globalizzazione-roberto-pecchioli/">Coronavirus: il Cigno Nero della Globalizzazione? – Roberto Pecchioli</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.ereticamente.net/coronavirus-il-cigno-nero-della-globalizzazione-roberto-pecchioli/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
