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	<title>Egitto Archivi - EreticaMente</title>
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	<title>Egitto Archivi - EreticaMente</title>
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	<item>
		<title>Due poli di telai del Fato: Giza delle Piramidi e Pechino. A cura di Gaetano Barbella (Terza parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 05:30:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione Primordiale]]></category>
		<category><![CDATA[Città Proibita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>7 I due “Telai del Fato” della mappa di Pechino (Cina) È necessario che ora ripeta ciò che ho scritto iniziando il capitolo 6.1 della seconda parte, perché si ha modo di capirlo appieno con delle prove. Ho scritto: «&#8230;E se il numero di “Telai” sparsi nel laboratorio del film è un segno da tener [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/due-poli-di-telai-del-fato-giza-delle-piramidi-e-pechino-a-cura-di-gaetano-barbella-terza-parte/">Due poli di telai del Fato: Giza delle Piramidi e Pechino. A cura di Gaetano Barbella (Terza parte)</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>7 I due “Telai del Fato” della mappa di Pechino (Cina)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È necessario che ora ripeta ciò che ho scritto iniziando il capitolo 6.1 della seconda parte, perché si ha modo di capirlo appieno con delle prove.</p>
<p>Ho scritto:</p>
<p style="text-align: justify;">«&#8230;E se il numero di “<em>Telai</em>” sparsi nel laboratorio del film è un segno da tener da conto, allora si può credere che la nostra Terra sia realmente sede di ipotetici “<em>Telai</em> <em>del Fato</em>” sparsi su tutta la sua superficie, specie attraverso centri urbani e località in genere: un’ipotesi verosimile&#8230;»</p>
<figure id="attachment_29469" aria-describedby="caption-attachment-29469" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-1-3^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-29469" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-1-3^-parte.jpg" alt="" width="625" height="584" /></a><figcaption id="caption-attachment-29469" class="wp-caption-text">Illustrazione 1: Immaginario “telaio del fato” della mappa di Pechino (Cina) rivolta al Sud.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ecco, ora ho modo di mostrare due “<em>Telai del Fato</em>” che permettono di mostrare «la lezione che ci viene dal male, una necessità da accettare come l’unica medicina per far nascere un “<em>bene</em><em>”</em>, che rende “perfetti”, altrimenti impossibile da trovare tramite il “bambino” innocente in noi, cioè il <em>bene</em> , ma allo stato nascente. Ricordarsi il proverbio, “<em>non tutti i mali vengono per nuocere</em>” (ma è ciò che ho detto in precedenza alla frase suddetta). Non aggiungo altro perché la lezione emergerà dai seguenti due immaginari “<em>Telaio del Fato</em>” della mappa di Pechino (Cina) cui seguiranno miei commenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’immaginario “<em>telaio del fato</em>” mappale di Pechino (Illustr. 1), una configurazione allegorica, si entra nei meandri della virtualità, della macchinazione che sta dietro le quinte della mente umana. Per eseguirlo, come si riscontra, mi ha aiutato la configurazione della mappa, fra strade ed altro del centro urbano. E si capisce che è in tal modo che si delinea l’ipotetico “telaio del fato”, come è stato per Giza delle tre piramidi e la sfinge.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando eseguii questo disegno, non mi fu tanto difficile portarlo a termine, perché fu come se i fatti dello scenario mi riguardassero personalmente, tanto da riflettervici. Questo al punto che fui portato a commentarla con i seguenti versi che fluivano dalla mia mente alla meno peggio, non essendo particolarmente versato nella poesia.</p>
<p style="padding-left: 60px;"><span style="font-size: 14pt;">Scenari di una mente turbinosa</span></p>
<p style="padding-left: 60px;">Un incipriato vanesio Cavaliere:<br />
lo tradiscono due nei sul viso.<br />
Con la realtà virtuale<br />
or si diletta, che portento.<br />
Gli sembra sano l&#8217;arto leso,<br />
e rinnovato, il calor del corpo.<br />
E, a coronar le sue delizie,<br />
una regale dormiente<br />
il suo bacio attende.</p>
<p style="padding-left: 60px;">Ma il ragazzo in lui non sembra dar ascolto.</p>
<p style="padding-left: 60px;">Vaghi ricordi d&#8217;innocenza mestizia:<br />
trasognate incerte gioie d&#8217;un giocar.<br />
Costruir giunche con fragili legni,<br />
e poi&#8230; sospinger mollemente.<br />
Pareva d&#8217;esser in lontano mar, felice,<br />
e pesci qua e là, ma il tempo<br />
il tempo, non era in lui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Si capisce che «il ragazzo in lui» sono io, come del resto ho anche detto all’inizio che «i fatti dello scenario mi riguardavano personalmente, tanto da riflettervici».</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre dire, a questo punto, che prima di aver scritto i suddetti versi avevo eseguito la configurazione allegorica di Pechino mappale a rovescio che mostro di seguito con l’illustr. 2 (in realtà è nella giusta direzione poiché di norma è secondo il Nord, mentre l’altra precedente è al contrario).</p>
<figure id="attachment_29470" aria-describedby="caption-attachment-29470" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-2-3^parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="wp-image-29470" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-2-3^parte.jpg" alt="" width="625" height="585" /></a><figcaption id="caption-attachment-29470" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 2: Immaginario “telaio del fato” della mappa di Pechino (Cina) rivolta al Nord.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ora si comprende l’arcano descritto nei versi suddetti: quando feci il secondo disegno relativo e la descrizione in versi che vi attenevano, dovetti ammettere che dovevo essere io a impersonare le due realtà che avevo concepito. Come spiegare questa significativa aderenza, chissà di una occulta interiorità che in questa circostanza si rivelava tanto forte? Riconosco comunque il mio carattere mite e riservato che si riscontra con molta aderenza nel ragazzo preso per il gioco con “la giunca”. Fatto è che la prima configurazione in relazione alla prima, lascia intendere il pericolo che l’uomo corre nel lasciarsi prendere da desideri morbosi, e che ad un certo stadio sembrano che possano portare a conseguenze irreparabili. Tuttavia questo pericolo in prospettiva ha un limite, perché grazie al fanciullo del secondo scenario, difficile da distogliere e dunque incorruttibile,  l’uomo ha sempre il modo per salvarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sovviene la trama del film Matrix<a href="#_edn1" name="_ednref1">15</a> del 1999 che è molto aderente alla rappresentazione scenica offerta dall’allegoria del “vanesio Cavaliere” con “due nei sul viso” di Pechino mappale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista del film Matrix, Neo scopre di essere vittima di un programma al quale è collegato e nel quale, fino a quel momento, ha inconsapevolmente vissuto. Morfeo è la persona che libera Neo dal programma. Poi Morfeo spiegherà a Neo che i terminali ai quali era collegato erano quelli che proiettavano l’intorno della sua vita virtuale e glielo dimostrerà portandolo in altre realtà virtuali per mostrargli come la realtà si possa creare. Nella realtà virtuale l’unico ed ultimo fattore che resta vigente per ricordarci che si tratta di una realtà simulata, è la coscienza, cioè la consapevolezza della virtualità della situazione in cui siamo immersi.</p>
<figure id="attachment_29471" aria-describedby="caption-attachment-29471" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-3-3^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="wp-image-29471" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-3-3^-parte.jpg" alt="" width="625" height="286" /></a><figcaption id="caption-attachment-29471" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 3: Scena del film Matrix. Dialogo tra Morpheus e Neo.</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>8 Dialogo tra Morpheus e Neo nel film Matrix (1999)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Neo (toccando una poltrona): “Questo non è reale?”</p>
<p style="text-align: justify;">Morpheus: “Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il mondo che tu conosci (Morpheus accende un televisore e mostra immagini del nostro mondo): il mondo com&#8217;era alla fine del XX secolo e che ora esiste solo in quanto parte di una neurosimulazione interattiva che noi chiamiamo Matrix. Sei vissuto in un mondo fittizio, Neo. Questo è il mondo che esiste oggi (Morpheus mostra le immagini di città distrutte, oscurate da una spessa coltre di nubi). Benvenuto nella tua desertica, nuova realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Un corpo umano genera più bioelettricità di una batteria da 120 volt ed emette oltre 6 milioni di calorie. Sfruttando contemporaneamente queste due fonti le macchine si assicurarono a tempo indefinito tutta l&#8217;energia di cui avevano bisogno. Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi, ho visto macchine liquefare i morti affinché nutrissero i vivi per via endovenosa. Dinanzi a quello spettacolo, potendo constatare la loro limpida raccapricciante precisione, mi è balzata agli occhi l&#8217;evidenza della verità. Che cosa è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo creato al computer per tenerci sotto controllo al fine di convertire l&#8217;essere umano in questa (Morpheus mostra una pila).”</p>
<p>Neo: “No! non è possibile! Io non ci credo!”</p>
<p>Morpheus: “Non ho detto che sarebbe stato facile: ho detto che ti offrivo la verità.”</p>
<p style="text-align: justify;">Il film Matrix ci invita a riflettere su due questioni, la prima quella sollevata da Morpheus nel suddetto dialogo, ossia come si possa essere sotto controllo di Matrix, al fine di convertire l&#8217;essere umano in un alieno. Ma questo controllo appartiene alla fantascienza, tuttavia è vero anche che dal punto di vista della realtà sulla corsa evolutiva della scienza delle concezioni virtuali si pongono non poche domande. «Cosa accadrebbe alle nostre vite se potessimo raggiungere un grado di simulazione del reale così perfetto da non poter più distinguere fra realtà e mondo virtuale. L’imitazione del reale è una vecchia sfida dell’uomo che fin dall’antichità ha sempre cercato di riprodurla e di inventare tecniche sempre più perfette che consentissero di creare delle copie o delle interpretazioni dello stesso. Sembra dunque lecito chiedersi cosa succederebbe se la tecnologia potesse in un futuro non troppo lontano sui sensi per condizionare la nostra percezione del reale. Inizieremmo a confondere la realtà reale con quella virtuale? O semplicemente scopriremmo che non esiste una vita reale, ma esistono solo delle simulazioni?»<a href="#_edn2" name="_ednref2">16</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di qui il ricongiungimento con il tema di Ahrimane sviluppato nel capitolo 5 dove si parla del film <em>Wanted &#8211; Scegli il tuo destino</em>. Si tratta di capire bene quale sia l’ideale di Ahrimane, secondo il pensiero di R. Steiner dopo aver fissato il suo intento con la forma fisica materiale. Il perdurare di tale forma statica gli permetterebbe di realizzare, appunto, il suo fine: l’umanità distaccata per sempre dai mondi spirituali e conducente un’esistenza perpetua nel mondo dei sensi. Ecco il senso della morte ahrimanica: morte spirituale. In relazione alla morte fisica Ahrimane ha come contropartita la generazione e la nascita, cioè ciò che a lui interessa è che la forma del discendente sia in tutto uguale a quella dell’ascendente. E fa sorgere la forza  dell’ereditarietà, della trasmissione della forza fisica. In questa sfera di attività parallela a quella in cui si vive, la Terra materiale è la prima realizzazione parziale del regno ahrimanico. Ahrimane è però costantemente attivo. Trasporta nel suo regno le forme che ruba alla vita eterna, le fissa nella morte e prepara i prototipi di nuove esistenze materiali, la sfera delle tenebre, dove ogni forma di esistenza tende a irrigidirsi, a condensarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ahrimane, come abbiamo visto, ha fatto sorgere nell’uomo il pensiero concettuale con il preciso intento di trasformarlo in un suo strumento finalistico. Il concetto ahrimanico è un’immagine vuota della realtà; sorge così quel concetto superastratto che è la causalità. Ed è in questa sfera che Matrix del film suddetto opera con le sue simulazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>9 L’uovo del “Mondo Superno” alchemico e la geometria  del “Bene” della “Perfezione”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>9.1 Introduzione alla “Città proibita”</strong></p>
<figure id="attachment_29472" aria-describedby="caption-attachment-29472" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-4-3^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29472" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-4-3^-parte.jpg" alt="" width="625" height="584" /></a><figcaption id="caption-attachment-29472" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 4: Immaginario “telaio del fato” della mappa di Pechino (Cina) rivolta al Sud. La città proibita.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Con l’illustr. 4 ripropongo l’immaginario “<em>telaio del fato</em>” della mappa di Pechino (Cina) rivolta al Sud, mostrato nel capitolo precedente. Qui è posta in evidenza (in azzurro) l’area della cosiddetta “<em>Città Proibita</em>” (S, ZǐjìnchéngP, letteralmente “Purpurea città proibita”), che fu il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing. Essa si trova nel centro di Pechino, la capitale cinese. Per quasi 500 anni, ha servito come abitazione degli imperatori e delle loro famiglie, così come centro cerimoniale e politico del governo cinese. Più da vicino mostro il relativo ingrandimento con l’illustr. 5, per far vedere nel dettaglio come è composta, con la nomenclatura delle varie parti:</p>
<figure id="attachment_29473" aria-describedby="caption-attachment-29473" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-5-3^parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29473" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-5-3^parte.jpg" alt="" width="625" height="743" /></a><figcaption id="caption-attachment-29473" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 5: Pianta della “Città Proibita” di Pechino. (Tratto da Wikipedia)</figcaption></figure>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Porta Meridiana [A]</li>
<li>Porta Divina Potenza [B]</li>
<li>Porta Gloriosa dell&#8217;Ovest [C]</li>
<li>Porta Gloriosa dell&#8217;Est [D]</li>
<li>Torri angolari [E]</li>
<li>Porta della Suprema Armonia [F]</li>
<li>Palazzo della Suprema Armonia [G]</li>
</ul>
</li>
</ol>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Palazzo dell&#8217;Eminenza Militare [H]</li>
<li>Palazzo della Gloria Letteraria [I]</li>
<li>I tre luoghi del sud [K]</li>
<li>Palazzo della Purezza Celeste [L]</li>
<li>Giardino Imperiale [M]</li>
<li>Palazzo dell&#8217;Educazione Mentale [N]</li>
<li>Palazzo della Tranquilla Longevità [O]</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>La linea tratteggiata divide approssimativamente la corte interna (nord) con l&#8217;esterna (sud).</p>
<p style="text-align: justify;">Sin d’ora, osservando la pianta della ”<em>Città Proibita</em>” di Pechino, si intravede la prima risposta al tema di questo capitolo, che è il “<em>bene</em>” della “<em>perfezione</em>”, che poi farò vedere in termini geometrici. Vediamo in particolare che alcuni palazzi e porte di accesso si legano all’ARMONIA e queste valgono come segni simbolici rassicuranti. Ma poi passando la pianta al vaglio della geometria avremo la prova che i costruttori della “<em>Città Proibita</em>” non furono da meno di quelli delle tre piramidi di Giza, per legare il <em>Tutto</em> architettonico all’<em>Uovo alchemico</em> del “<em>Mondo Superno</em>”, esaminato con l’apporto dell’alchimista Michael Maier (illustr. 11). Notare che non si tratta di un mondo legato alla “<em>pietra</em>”, come fu quello della piramidi di Giza, ma di un mondo legato al “<em>legno</em>”, perché la reggia degli antichi imperatori della Cina è tutta fatta con questo materiale. Nel 1987 la Città Proibita è stata inserita nell&#8217;elenco dei Patrimoni dell&#8217;umanità dell&#8217;UNESCO, che la riconosce come la più grande collezione di antiche strutture in legno che si sia conservato fino ai giorni nostri.</p>
<p>L&#8217;aggettivo “<em>Proibita</em>” deriva dal fatto che, a parte i membri della casa imperiale, nessuno vi poteva entrare senza l&#8217;esplicito permesso dell&#8217;Imperatore. Talvolta nel passato veniva chiamato anche “<em>Palazzo d&#8217;Inverno</em>”.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>9.2 L’Armonia l’attributo della perfezione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si passa la pianta della “<em>Città Proibita</em>” al vaglio della geometria, come previsto. Tralascio di farlo con la pianta dell’illustr. 6 perché non corrisponde alla realtà e preferisco farlo con quella tratta da Google Map che, ovviamente, invece è corretta. Con l’illustr. 18, espongo la prima rappresentazione geometrica che ho eseguito e fa vedere come si delinea l’“<em>uovo</em>” del “<em>mondo superno</em>” dell’emblema VIII  dell’<em>Atalanta fugiens</em> di Michael Maier, mostrato con l’illustr. 4 (capitolo 14.1) della seconda parte.</p>
<figure id="attachment_29474" aria-describedby="caption-attachment-29474" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-6-3^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29474" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-6-3^-parte.jpg" alt="" width="625" height="623" /></a><figcaption id="caption-attachment-29474" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 6: Pianta della “Città Proibita” di Pechino. (Google Map). L’“uovo” del “mondo superno” di Michael Maier.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Con A, B, C e D sono indicati i limiti assiali della “<em>Città Proibita</em>”, e con l’illustr. 6 seguente, viene spiegata la geometria che qui si delinea, su cui si basa, appunto, l’“<em>uovo filosofico</em>” che farà nascere “<em>l’augello</em>” di Maier (L’“<em>Araba Fenice</em>”) dell’ARMONIA. Per questa ragione è una geometria aurea in cui si delinea un triangolo isoscele che ha la sagoma della piramide cheopiana, cioè è conformata all’insegna della sezione aurea.</p>
<figure id="attachment_29475" aria-describedby="caption-attachment-29475" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-7-3^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29475" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-7-3^-parte.jpg" alt="" width="625" height="623" /></a><figcaption id="caption-attachment-29475" class="wp-caption-text">Illustrazione 7: Pianta della “Città Proibita” di Pechino. (Google Map). La piramide cheopiana della sezione aurea.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Questa condizione è dimostrata graficamente esaminando l’illustr.  7 tramite il rettangolo OEFD. La procedura in merito è la seguente:</p>
<ul>
<li>Si traccia il quadrato OCHG delineando il lato GH, di cui G appartiene al cerchio tangente ai due lati obliqui del triangolo ABC (che ha la sagoma della piramide cheopiana);</li>
<li>si traccia il lato DF del rettangolo OCFD, di cui D appartiene all’ellisse ABCD (l’“<em>uovo filosofico</em>”);</li>
<li>si traccia il segmento IL in modo da dividere a metà il quadrato OEFD;</li>
<li>si punta il compasso in L e si traccia l’arco di cerchio GF: questa è la prova che il rettangolo OEFD è aureo, cioè è relativo alla geometria della sezione aurea.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ed ora resta da capire a che implicazione porta la prova della <em>sezione aurea</em> che ha comportato dimostrare che il triangolo ABC è analogo a quello della piramide di Cheope. In particolare interessa capire bene la possibile relazione con il fine dell’ARMONIA, che è il miglior modo assoluto per pervenire al “<em>bene</em>” e, conseguentemente, il fine della “<em>perfezione</em>”. E questo per aver superato la “<em>prova del fuoco</em>”, rintuzzando l’azione nefasta dell’impatto con la sfinge, il coniglio e altri animali tentatori del “<em>Telaio del Fato</em>” di Pechino, dell’illustr. 1. Il mio disegno dell’illustr. 7 lo suggerisce chiaramente con la geometria della Piramide  di Cheope, cioè col punto G che appartiene al cerchio che vi è tangente. G indica che è stata valicata la Porta della suprema armonia, da considerare come segno tangibile che vi consegue. Averla superata, così come è visibile con l’emblema VIII di Michael Maier dell’illustr. 4 (capitolo 14.1) della seconda parte, col <em>piede</em> dell’armigero, ossia di Marte, ci permette di immaginare la sfolgorante bellezza dell’<em>Araba Fenice</em>, “<em>l’augello del mondo superno</em>” maierino, appunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La Dea Amaterasu nello Shinto giapponese,</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>la Porta della Suprema Armonia</strong></p>
<figure id="attachment_29476" aria-describedby="caption-attachment-29476" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-8-3^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29476" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-8-3^-parte.jpg" alt="" width="625" height="303" /></a><figcaption id="caption-attachment-29476" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 8: Stampa giapponese che ritrae Amaterasu mentre esce dalla caverna e torna ad illuminare la terra. (da Wikipedia)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo Shintoismo (il cui significato è “la via degli dei”), la religione originaria giapponese, Amaterasu è la Grande Dea Madre Sole, madre di tutti gli dei e non c’è una figura maschile di uguale rango al suo fianco. Da lei discende la famiglia imperiale giapponese e il Giappone stesso. E’ un culto antico di migliaia d’anni, quasi una forma di animismo che celebra la natura e la presenza della divinità in tutte le forme viventi collegate ad essa.</p>
<p>Viene considerata di sesso femminile anche se non è possibile vederla.</p>
<p style="text-align: justify;">Amaterasu (Luce dei Cieli) Omikami: Omi=Suprema, kami=divinità, è una dea solare, è espressione di luce. E’ simboleggiata e rappresentata da uno specchio poiché è così luminosa e brillante da non poter essere guardata a occhio nudo.</p>
<p style="text-align: justify;">Amaterasu  inventa l’arte della tessitura e vive in un’enorme sala colma di telai dove tesse le stoffe meravigliose che servono da modello per i kimono (secondo la tradizione i colori delle stoffe sono fonte di vita).</p>
<p style="text-align: justify;">Un giorno, il suo distruttivo fratello Susanowo invade la sala della tessitura e la devasta scatenando una tempesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Addolorata la Dea si rinchiude in una caverna e ci rimane per giorni facendo piombare il mondo nell’oscurità. La data in cui viene festeggiata l’uscita di Amaterasu dalla caverna è il 21 dicembre, solstizio d’inverno, con chiari riferimenti astronomici. Amaterasu entra ed esce dalla caverna e dopo la sua terza nascita crea il Giappone.</p>
<p style="text-align: justify;">La caverna (vulva grotta) è simbolo complementare, vale a dire che funge da ponte tra due realtà, due dimensioni; ci fu un tempo in cui la verità era la via: quando gli abitanti della terra erano Dei. Via via che l’umanità perse coscienza di sé la verità si ritirò nell’oscurità della caverna, al centro della montagna (questo è uno dei significati del mito di Amaterasu) e il mondo di fuori divenne quello interno: tutto si capovolse, ciò che prima era manifesto divenne celato e ciò che prima era superno divenne infero.</p>
<p style="text-align: justify;">La via che viene percorsa durante le tre rinascite iniziatiche è una via che collega l’Alto al Basso: asse verticale è tripartito: sole-montagna-caverna.</p>
<p style="text-align: justify;">Amaterasu non è visibile, perché è la rappresentazione del Sole Nero, il centro galattico dell’universo che è Madre. Per poter essere vista dalla sua discendenza imperiale, Amaterasu consegna al capostipite uno specchio attraverso il quale poterla ammirare. Lo specchio è custodito e protetto rigorosamente nel Naiku di Ise-shi, inaccessibile a chiunque tranne alla famiglia imperiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei secoli II e I a.C. il Giappone fiorì come una federazione di numerose comunità molte delle quali governate da donne che detenevano un solido e indiscusso potere. Il buddismo fu introdotto solo nel 300 d.C., fino a quel momento solo “la via degli dei” shin-to era riconosciuta dal popolo<a href="#_edn3" name="_ednref3">17</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref1" name="_edn1">15</a> Matrix (The Matrix) è un film di fantascienza del 1999 scritto e diretto da Larry e Andy    Wachowski. Ha vinto numerosi premi, tra cui 4 Oscar. Il titolo deriva dal termine latino matrix (generatrice/matrice), che a sua volta ha dato origine al vocabolo inglese matrix, ovvero “matrice di numeri”, un elemento di tipo tabellare derivante da strutture matematiche, molto utilizzato in informatica per associare dati, o sistemi di dati, tra loro. In questo caso, la matrice rappresenta una sorta di cyberspazio o realtà simulata creata dalle macchine. Fonte: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matrix">https://it.wikipedia.org/wiki/Matrix</a></p>
<p><a href="#_ednref2" name="_edn2">16</a> Tratto da: MIMESI E APPRENDIMENTO VIRTUALE di Andrea Alì – Abstract. Bollettino Itals Anno 12, numero 54 &#8211; Giugno 2014</p>
<p><a href="#_ednref3" name="_edn3">17</a> Fonte:   <a href="https://devanavision.it/articoli/le-dee-tessitrici-e-larte-di-tessere-come-atto-di-creazione-della-realta/">https://devanavision.it/articoli/le-dee-tessitrici-e-larte-di-tessere-come-atto-di-creazione-della-realta/</a></p>

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		<title>Due poli di telai del Fato: Giza delle Piramidi e Pechino. A cura di Gaetano Barbella (Seconda parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2018 06:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione Primordiale]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Barbella]]></category>
		<category><![CDATA[Giza delle Piramidi]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrato magico di Saturno]]></category>
		<category><![CDATA[Regno di Shamballa]]></category>
		<category><![CDATA[sfinge]]></category>
		<category><![CDATA[telai del Fato]]></category>
		<category><![CDATA[Wanted - Scegli il tuo destino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; 4 Correlazioni delle tre piramidi e la Sfinge col centro urbano di Giza Al capitolo 1 è stato intravisto nella topografia della mappa delle piramidi in studio una disposizione geometrica che suggerisce l’idea di un certo “varco”, da associarsi appunto al Telaio del Fato del titolo di questo lavoro. E così siamo giunti al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/due-poli-di-telai-del-fato-giza-delle-piramidi-e-pechino-a-cura-di-gaetano-barbella-seconda-parte/">Due poli di telai del Fato: Giza delle Piramidi e Pechino. A cura di Gaetano Barbella (Seconda parte)</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>4 Correlazioni delle tre piramidi e la Sfinge col centro urbano di Giza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al capitolo 1 è stato intravisto nella topografia della mappa delle piramidi in studio una disposizione geometrica che suggerisce l’idea di un certo “<em>varco</em>”, da associarsi appunto al <em>Telaio del Fato</em> del titolo di questo lavoro. E così siamo giunti al punto di verificare questa ipotesi sviluppando una geometria in diretta relazione delle tre piramidi e la Sfinge della piana di di Giza col relativo centro urbano limitrofo, una cosa mai accertata fin’ora. Osservando l’illustr. 1, a prima vista, la geometria in questione mostra effettivamente una chiara correlazione con alcune vie principale del centro urbano di Giza, che a sua volta fa parte della città Il Cairo.</p>
<figure id="attachment_29335" aria-describedby="caption-attachment-29335" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-1-2^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29335" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-1-2^-parte-300x223.jpg" alt="" width="625" height="465" /></a><figcaption id="caption-attachment-29335" class="wp-caption-text">Illustrazione 1: Mappa della piana di Giza e il centro urbano relativo. Il Pentalfa del potere delle Piramidi. Seguendo le traccie suggerite da alcune vie principali del centro urbano, si profila uno schema che conduce alla definizione geometrica di un pentagono. Di qui l’idea del noto emblema del Pentalpha, antico simbolo esoterico che per gli Egizi raffigurava Horus, figlio di Iside e di Osiride, il Sole.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ma andiamo per gradi per descrivere la procedura eseguita per elaborare il grafico a prova di quanto ho appena detto.</p>
<p style="text-align: justify;">A, B, C e D sono le posizioni delle tre Piramidi e la Sfinge e il punto O è il centro del cerchio passante per le tre Piramidi. Le linee in rosso, azzurro e verde, evidenziano le diverse peculiarità geometriche e prime fra queste le tre vie principali con cui le tre piramidi hanno relazione. Sono appunto queste “vie” a costituire altrettanti ipotetici “<em>tunnel</em>” per l’accesso nei due sensi alle tre piramidi A, B, C e D della Sfinge.</p>
<p>Ecco i vari passaggi punto per punto di ciò che elaborato:</p>
<ul>
<li>Una volta rintracciato il centro O ed eseguito il cerchio passante per A, B e C, si tracciano gli assi (color azzurro) verticale e orizzontale;</li>
<li>si traccia il segmento IL passante per O in relazione con la via Ring RD 31 in modo che sia ortogonale alla via Ring RD 75;</li>
<li>si traccia il segmento EF passante per O in modo che sia parallela alla via Al Mansoureya Rd;</li>
<li>si traccia il segmento IL passante per O ortogonale al segmento EF;</li>
<li>si traccia il segmento ST in modo che sia parallela al segmento IL;</li>
<li>si traccia il cerchio tangente al segmento ST;</li>
<li>si traccia il segmento BT tangente al cerchio interno appena eseguito in precedenza;</li>
<li>si traccia il segmento GC tangente al cerchio interno;</li>
<li>si traccia il segmento RB (linea verde) tangente al cerchio interno e si riscontra che passa per D, la posizione della Sfinge;</li>
<li>si traccia il segmento FA e si riscontra che anche questa linea passa per D, la posizione della Sfinge;</li>
<li>si traccia il segmento AQ passante per O (linea gialla);</li>
<li>infine si traccia il pentagono MNPLQ, avendo individuato il lato MN lungo la via Ring RD 75, e i punti L e Q.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Col pentagono appena tracciato è in bella mostra il <em>Pentalpha</em> del potere delle tre Piramidi e la Sfinge, che si può considerare al pari di una chiave di acceso al supposto potere. Il <em>Pentalfa</em> è un antico simbolo esoterico che per gli Egizi raffigurava Horus, figlio di Iside e di Osiride, il Sole. Rappresentava la materia prima alchemica, sorgente inesauribile di vita, fuoco sacro, germe universale di tutti gli esseri. Il <em>Pentalpha</em> è un simbolo ideato da Pitagora, dopo che ebbe risolto il problema del segmento aureo, la parte del raggio di in cerchio corrispondente all’alto del decagono in esso inscritto. Il termine significa &#8220;<em>cinque alfa</em>&#8220;, ossia cinque principi. Ai quattro già convalidati da Empedocle (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), Pitagora ne aggiunse un quinto ovvero lo spirito. Il Pentagramma era dunque il simbolo dei pitagorici, ed era tracciato con una circonlocuzione che significava un triplice triangolo intrecciato. Veniva usato nella loro corrispondenza a significare “sta bene”. Il P. dei greci significava natura, vita e salute<a href="#_edn1" name="_ednref1">4</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, come già supposto, ci si convince che la mappa di Giza possa costituire effettivamente una sorta di “<em>Telaio del Fato</em>” in cui le vie e quant’altro, costituiscano “<em>tunnel</em>” nei due sensi ‒ mettiamo della fisica quantistica<a href="#_edn2" name="_ednref2">5</a> ‒ per costituire un codice misterioso per l’accesso al presumibile potere celato nelle piramidi e sfinge, A B C e D di Giza. Di qui, portando avanti questa idea, si può concepire un immaginario viaggio in regioni eteriche, campo di ragionamenti metafisici degli alchimisti, facendo capo ad un quadrato magico, quello cosiddetto di Saturno che ha 9 caselle. Ho seguito la via della geometria e perciò continuo in modo matematico, anche se potrei seguire la via alchemica sostituendo il suddetto quadrato con un labirinto magico. In relazione alle piramidi dell’Egitto, secondo Erodoto, fu il faraone Amenemhet (1842-1797 a.C.) che costruì, come tomba, il labirinto egiziano ai piedi della piramide di Hawara.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo al quadrato di Saturno che ha giusto 9 caselle, pari alle fasi che bisogna attuare con un consenso, e in sequenza, per aprire l’ipotetico “<em>varco</em>” del supposto “<em>Telaio del Fato</em>” di Giza.</p>
<p style="text-align: justify;">Se a un quadrato di questo genere si riuniscono con rette i numeri successivi per ordine di grandezza, si ottiene una linea poligonale avente per estremi il numero più basso o più alto, che è  caratteristica del quadrato stesso. Molte volte tali linee sono di disegno elegante e potrebbero servire come aiuto mnemonico per ricordare la formazione del quadrato, la linea poligonale unica nel caso di n=3, è rappresentata nell’illustr. 9. È assai semplice e quindi facile a ritenere, e può essere di giovamento per la costruzione rapida di quadrati di modulo 3 a numero elevati, come pure per quella di quadrati composti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_29336" aria-describedby="caption-attachment-29336" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-2-2^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29336" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-2-2^-parte.jpg" alt="" width="625" height="359" /></a><figcaption id="caption-attachment-29336" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 2: Quadrato magico di Saturno.</figcaption></figure>
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<p style="text-align: justify;">La sequenza delle fasi segue il percorso della poligonale segnata in blu, partendo da 1 fino a 9 dell’illustr. 2. Di seguito sono elencate queste fasi.</p>
<ul>
<li>Numero 1: si attua il percorso ST;</li>
<li>Numero 2: ‘’ ‘’     ‘’      ‘’       IL;</li>
<li>‘’ 3:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’       NM,</li>
<li>‘’ 4:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’       EF;</li>
<li>‘’ 5:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’       GH;</li>
<li>‘’ 6:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’       GC;</li>
<li>‘’ 7:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’       BT;</li>
<li>‘’ 8:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’       BDR;</li>
<li>‘’ 9:  ‘’    ‘’     ‘’      ‘’</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Appena attuato l’ultimo numero, il 9, si apre il <em>varco</em>, per dar corso – mettiamo – ad un certo ipotetico viaggio iniziatico di nuova concezione. Lo scopo non è diverso da quello di un iniziato all’alchimia per perseguire la pietra filosofale.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, un film ci da l’abbrivio per traslare il significato riposto nel teorema della mappa delle tre piramidi di Giza che sembra indecifrabile. Questa mappa, col suo intreccio di vie, si può assimilare alle trame del “<em>Telaio del Fato</em>” del film del 2008, <em>Wanted &#8211; Scegli il tuo destino</em> (Wanted), diretto da Timur Bekmambetov.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>5 Il Telaio del Fato</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>5.1 Il Film</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il film <em>Wanted &#8211; Scegli il tuo destino </em>si incentra sulla storia di un gruppo armato di giustizieri agli ordini del Fato, appartenenti ad una Confraternita  che da secoli protegge l&#8217;umanità, annientando il Male e facendo il Bene. Non importa come si svolgono i fatti e se questo intento rispecchia veramente l’ideale scopo di pace nel mondo, mentre in realtà la Confraternita si dimostra invece un’organizzazione di superassassini. Poco o niente conta ai fini del messaggio offerto dalla trama di questo film, mentre risalta il ruolo di un telaio misterioso che sostituisce le capacità divinatorie dei precog della Confraternita, capaci di pre-vedere un omicidio, producendo il nome della vittima e del suo assassino (Minority Report). Si capisce che questo <em>Telaio del Fato</em> si lega alla trama delle vie della mappa delle tre piramidi di Giza, la base operativa del <em>quadrato magico di Saturno</em> dell’illustr. 9. Ma per vederlo legato non è facile capire come rintuzzare l’inganno perpetrato dalla Confraternita che non persegue scopi di pace e fraternità, come suddetto, perché questo conta per indirizzare il destino verso la vita, piuttosto che la morte spirituale. Ma questo  scopo potrà essere perseguito con lo studio di un altro “<em>Telaio del Fato</em>”, quello di una città che è stata annunciata col titolo di questo scritto, cioè Pechino.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso anticipare che si tratta di un doppio “<em>Telaio del Fato</em>”, di cui il primo configura l’inganno e ogni sorta di raggiro per illudere, mentre il secondo è l’emblema dell’innocenza innata, capace di rintuzzarla, un certo prezzo per far evolvere l’uomo elevando la sua capacità creativa, la sua forza e carattere. Per capire come, potrà scandalizzare un buon cristiano, ma dal male c’è molto da imparare, per far dire “<em>non tutti i mali vengono per nuocere</em>”. Ed è in questo senso che va interpretata la figura di Wesley Gibson, l’interprete del film in questione, quando conclude alla fine:</p>
<p style="text-align: justify;">«<em>Questo sono io che riprendo il controllo, da Sloan, dalla Confraternita, da Janice, dai rapporti su fatturato, dalle tastiere ergonomiche, dalle fidanzate che mi cornificano e dai migliori amici di merda. Sono io che riprendo il controllo&#8230; della mia vita.</em>», una frase che, naturalmente, va presa con le pinze.</p>
<p style="text-align: justify;">Il male di quest’epoca viene da Ahrimane, un’entità che nella storia è stata definita anche con altri nomi, i più famosi dei quali, almeno qui in occidente, sono Mefistofele e Satana. Il nome Ahrimane deriva dalla tradizione Persiana, in cui rappresentava l’oscurità in contrapposizione ad Ahura Mazda, dio delle Luce. Più che l’oscurità, tuttavia, credo sia più corretto dire che Ahrimane rappresenti la Materia, in contrapposizione con lo Spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo anzitutto capire che Ahrimane rappresenta la Materia, per poterci così fare un’idea di quali siano gli inganni e le opportunità che questa entità porta nei destini degli esseri umani. Il tratto caratteristico di entità come Ahrimane è la tendenza a voler far credere all’uomo di essere loro stesse l’unico vero Dio, l’entità principale, l’origine e la causa prima di tutto l’universo. Così, queste entità cercano di orientare la naturale ricerca della verità dell’essere umano verso una direzione a loro propizia. Ahrimane quindi, da buon dio della Materia, ha da secoli instillato nell’essere umano una visione materialistica dell’universo e, di conseguenza, ha orientato in quella direzione le risposte dell’essere umano alle domande fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il lato della ricerca scientifica secondo la quale risulta normale  cercare nella materia l’origine della vita, è il risvolto caratteriale di Ahrimane.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche sul “come” funziona la vita, come per esempio nel tentativo di comprensione delle malattie, si cerca da secoli una risposta di tipo materialistico. Per la mentalità odierna dell’uomo medio è assolutamente normale mettere all’origine di tutto la materia, e quindi anche le malattie non possono che essere causate da cattiva alimentazione, inquinamento, batteri e virus, genetica (intesa ovviamente solo come trasmissione di materiale genetico). Che le malattie possano avere un’origine diversa dalla materia, e una spiegazione più sensata e profonda, è considerata un’eresia da rogo, come ben sa. Per esempio R. Steiner<a href="#_edn3" name="_ednref3">6</a>, del quale sto riportando il suo pensiero su Ahrimane, e altri coraggiosi uomini come lui che sono andati contro corrente.</p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere, tutto il cosiddetto sapere odierno è stato inquinato dal dogma di base che recita: la Materia è l’origine di tutto. E l’influenza di Ahrimane, mascherandosi da scienza oggettiva, da ricercatrice disincantata della verità, ha al contrario nel tempo preso i connotati di una vera e propria fede, di una nuova religione.</p>
<p style="text-align: justify;">Presentato così, però, sembra che Ahrimane abbia soltanto caratteristiche negative, il che non è vero. La conoscenza della materia, la fisica e la chimica, la tavola periodica degli elementi, sono anch’essi frutto dell’influenza di Ahrimane, così come lo è lo sviluppo tecnologico straordinario che abbiamo avuto negli ultimi secoli. Quando si tratta di conoscere e sfruttare la materia inanimata, Ahrimane dà indubbiamente il suo importantissimo contributo.  Quando invece vuole mettersi al primo posto anche in tutto ciò che riguarda la vita, allora perde il suo contatto con la verità, e costringe i suoi seguaci ad infilarsi in quel labirinto di menzogne che è ben noto a chi conosce il mondo. E’ questa la principale tentazione di Ahrimane, ma rappresenta anche la maggior possibilità di evoluzione dell’essere umano. Se saremo capaci, in questi tempi difficili, di mettere ogni cosa al suo posto e di operare il discernimento, allora acquisiremo importanti qualità nella nostra anima e nel nostro spirito. Altrimenti, sarà un’occasione mancata<a href="#_edn4" name="_ednref4">7</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prova ne è – mettiamo – tutta la tematica in termini geometrici ed altro che ho esibito in questo scritto. Da dove mi viene, se non da entità ahrimaniche?</p>
<p style="text-align: center;"><strong>5.2 Il Telaio del Fato del film</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Affascinante e ben realizzato, il <em>Telaio del Fato</em> (illustr. 10) svolge un ruolo fondamentale nella storia del film <em>Wanted- Scegli il tuo destino</em>. La stoffa lavorata viene tessuta con fili perpendicolari tra loro: la trama (verticale) e l&#8217;ordito (orizzontale, tessuti a incrocio avanti e dietro). I difetti della tessitura, derivanti da un filo saltato, nel film vengono contati, inseriti in un modello binario che, convertito in testo, contiene una inequivocabile sentenza di morte. Un modo originale e ben riportato nel film per rappresentare il destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Per realizzare il <em>Telaio del Fato</em> la produzione del film si è ispirata al lavoro di oltre 300 fabbriche tessili dei dintorni di Praga. I responsabili di lavorazione del Telaio si sono recati presso le fabbriche per osservare modelli, metodi di lavorazione e manifatture delle stoffe, per poi unire tutte queste caratteristiche nel design originale del Telaio del film.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-3-2^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-29337" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-3-2^-parte.jpg" alt="" width="625" height="411" /></a>Il macchinario è stato costruito con parti noleggiate e pezzi nuovi, mescolando metallo nero, legno logoro e attrezzi di ottone. Il risultato è stato un look da XX secolo, arricchito con lenti di ingrandimento per ottenere una rifrazione dei raggi solari nelle tavole sottostanti il Telaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri telai, più piccoli, sono stati realizzati e disseminati nei set utilizzati per la sede della Confraternita. Alcuni sono stati anche posizionati sul soffitto, quasi a simulare originali archi gotici. Il risultato sono dei set particolari, che richiamano alla memoria architetture e atmosfere antiche, quasi da cattedrali o castelli (all&#8217;entrata della sede della Confraternita è presente un fossato)<a href="#_edn5" name="_ednref5">8</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>6 I<em>l mitico Regno di Shamballa</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>6.1 Il tunnel “</em><em>del mondo superno</em><em>”</em></strong></p>
<p>Dunque, ciò che emerge quasi prepotente dal film <em>Wanted- Scegli il tuo destino</em>,<em>  </em>prima esaminato, non può essere assolutamente sottovalutato. Per giunta è la lezione che ci viene dal <em>male</em>, una necessità da accettare come l’unica medicina per far nascere un “<em>bene</em><em>”</em>, che rende “perfetti”, altrimenti impossibile da trovare tramite il “bambino” innocente in noi, cioè il <em>bene</em> in noi, ma allo stato nascente. Ricordarsi il proverbio, “<em>non tutti i mali vengono per nuocere</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho descritto nei minimi particolari il lato del <em>Telaio del Fato</em> del film <em>Wanted- Scegli il tuo destino </em>sopra esaminato, perché sia evidente quanto esso si dimostri aderente alla realtà, con l’esempio suggerito dal caso della mappa delle tre piramidi di Giza. E se il numero di “<em>Telai</em>” sparsi nel laboratorio del film è un segno da tener da conto, allora si può credere che la nostra Terra sia realmente sede di ipotetici “<em>Telai</em> <em>del Fato</em>” sparsi su tutta la sua superficie, specie attraverso centri urbani e località in genere: un’ipotesi verosimile. È un suggerimento da non sottovalutare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sin dal passato l’uomo ha cercato di trovare appigli, al limite del razionale, per conoscere “<em>Shamballa</em>” che in sanscrito significa “<em>Terra nascosta</em>” o “<em>Terra occulta</em>”<a href="#_edn6" name="_ednref6">9</a>. E’ stato descritto come un luogo protetto dove predominano pace, quiete e felicità incontaminata: un paradiso sulla terra, o forse una Terra Pura. Secondo la tradizione del buddhismo tibetano, “<em>Shamballa</em>” è il nome di un regno mitico e segreto situato a nord dell&#8217;India, o a nord della regione himalayana circondata da montagne innevate e percorsa a nord dal fiume Sita (Tarim). Si  capisce che il ricorso a questo mondo nascosto, quasi surreale, è un mio modo per tentare di dimostrare che il mondo di “<em>Shamballa</em>” non è una chimerica speranza dell’uomo, un mito irraggiungibile. Si tratta solo di capire che questo mondo può esistere davvero, ma in forma eterica compenetrato al nostro pianeta Terra. Ne consegue che è l’uomo destinato a prendere coscienza del fatto di poter “<em>varcare</em>” la soglia di questo mondo e questo potrà essere possibile proprio grazie all’esempio dei “<em>Telai del Fato</em>” del film  <em>Wanted- Scegli il tuo destino</em>, a loro volta disseminati sulla crosta terrestre, come già anticipato. E allora così come ci appare il<em> Telaio del Fato</em>, intravisto nella mappa delle tre piramidi di Giza, che graficamente ha dato luogo ad un simbolico <em>Pentalpha</em> da poter essere gestito da un adatto <em>quadrato magico</em>, così potrebbe essere ‒ mettiamo ‒ per altrettante mappe della geografia terrestre, da stimarsi come possibili “<em>varchi</em>” adatti per ogni essere vivente “<em>pronto</em>” per il vagheggiato viaggio verso il “<em>futuro</em>” in “<em>Shamballa</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-4-2^parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-29338" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-4-2^parte.jpg" alt="" width="625" height="541" /></a>Si capisce che non si può entrare in “<em>Shamballa</em>” senza fasi preparatorie preliminari, come del resto insegna l’Opera dell’Alchimia che prevede, appunto, varie fasi, note come “<em>al Nero</em>” (Nigredo), “<em>al Bianco</em>” (Albedo), “<em>al Rosso</em>” (Rubedo). Inizialmente, appena entrati è come uscire dalla fase impura del Nigredo e entrare alla fase dell’Albedo, cioè come entrare solo con la punta del “<em>piede</em>” in <em>Shamballa</em>”. Ma questo non vuol dire che si entra con tutto il “<em>corpo</em>”, cosa diversa, perché è solo un modo per alludere a un certo inizio necessario. In alchimia questa possibilità è suggerita nel libro di Michael Maier, medico, alchimista e musicista tedesco (1568-1629)<a href="#_edn7" name="_ednref7">10</a>, <em>Atalanta fugiens</em>, con l’emblema VIII mostrato con l’illustr. 4. Con questa rappresentazione si ha modo di capire in modo straordinario il processo del “<em>varco</em>” alchemico che preannuncia il raggiungimento della conclusione della Grande Opera, fine che comporta la realizzazione della <em>Pietra Filosofale</em>. Si capisce che si tratta di un “<em>varco</em>” preliminare con il <em>piede</em> dell’armigero (il dio Marte) e successivamente, ad opera alchemica compiuta, con tutto il “<em>corpo</em>” nel “<em>Regno di Shamballa</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nell’emblema VIII, immaginato da Maier, che lo titola “</em><em>Prendi l&#8217;uovo e percuotilo con un gladio di fuoco</em><em>”, si nota chiaramente il destino previsto del contenuto dell’uovo di cui si parla nell’epigramma relativo che dice: “</em><em>Un augello sta nel mondo superno. E tua sola cura sia cercarne l&#8217;uovo. Un molle albume</em><em>”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si comprende che il destino dell’uovo porta al quadrato in alto giusto sullo stesso asse verticale di mezzeria. E poi un lungo percorso lo attende in un </em><em>tunnel</em><em> fino in fondo che appena si scorge. </em><em>Il lungo </em><em>tunnel, </em><em>che riprende la connessione con il </em><em>tunnel </em><em>della fisica quantistica</em><a href="#_edn8" name="_ednref8"><em>11</em></a><em>, nel quadrato ci riporta alle esperienze di pre-morte, per esempio di persone entrate in coma e poi ritornate in vita.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel libro “</em><em>Viaggi ai confini della vita. Esperienze di pre-morte ed extra-corporee in Oriente e Occidente: un&#8217;indagine scientifica</em><em>”, di Ornella Corazza, Editore: Feltrinelli, se ne parla compiutamente. La parte che più ci interessa, ossia del caso suddetto in merito al </em><em>tunnel</em><em> nel quadrato, è riportata in questo capitolo che replico in parte:</em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">«<em> Che cosa accade durante una NDE (iniziali di </em><em>near-death experience, “esperienza perimortale</em><em>” &#8211; N.d.A.)</em>?</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Nell’inverno del 1971 un diciottenne si ritrova in punto di morte a causa del virus dell’“influenza  asiatica”:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo essere stato a letto per un paio di giorni, ho perso conoscenza e mi sono sentito trascinato per un lungo tunnel, alla fine della quale c’era una Luce bianca molto brillante (ma non accecante). L’esperienza era assolutamente sublime, e mi ha infuso sentimenti di pace e gioia indescrivibili, come non li avevo mai provato prima. Quando sono emerso dal tunnel, mi sono trovato alle presenza di un potente Essere spirituale che irraggiava Luce tutto intorno a me. Mi sembrava di essere in un paesaggio meraviglioso, con montagne maestose, ampie valli e foresta. L’entità mi comunicò certe informazioni sulla finalità del mio essere in incarnazione, e parlò di vari eventi futuri della mia vita (molti dei quali sono già accaduti). Con mia delusione mi disse anche che</em><em> avrei dovuto tornare al mio corpo per realizzare il fine della mia vita – e pochissimo tempo dopo riacquistai gradualmente la coscienza. […] ».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ritornando al “<em>tunnel</em>” dell’emblema VIII (illustr. 11), è come se avesse inizio dalla base ABCDE (lettere in azzurro) a mo’ di doppio binario su cui è adagiato il tavolino con l’uovo in un equilibrio impossibile da immaginare in pratica. Il disegno che mi è venuto di sviluppare apre il sipario sul tema ermetico. <em>Calore</em> e <em>forza</em> concorrono sul piano orizzontale dell’asse xx per aprire la porta, come se fosse scorrevole e così permettere il varco della luce in relazione alla nascita del <em>Rebis</em> filosofale o <em>Reuccio</em> che era rinchiuso in potenza nell’uovo. La sua gestione vitale era affidata alla Madre che lo teneva in grembo per la gestazione, ma doveva alfine giungere il momento della sua nascita. E si capisce che si tratta dell’<em>uovo della Fenice</em> che poi è il nostro <em>uovo filosofico</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si riesce a comprendere che l’armigero con la spada, ossia il dio Marte, è in precisa intesa dell’azione del fuoco del dio Vulcano, che gli sta di fronte. Ma Vulcano è presente perché non si scorge una configurazione, attraverso le fiamme, del genere di <em>pareidolia</em><a href="#_edn9" name="_ednref9"><em>12</em></a>. Infatti Michael Maier ha tratteggiato fra le fiamme un volto che io ho posto in risalto colorandolo in rosso scuro. Non può che raffigurare Vulcano, ma si tratta di un dio connesso alle idee che dovevano essere in sovrabbondanza in persone quali Michael Maier. Come doveva essere, per esempio, per Leonardo da Vinci, questo per far capire che gli ermetisti sono un vulcano di idee, altrimenti non riuscirebbero a superare le barriere che li ostacolano continuamente lungo il loro procedere, talvolta a tentoni. È qui che va intravisto il vero calore vulcanico; occorre essere inventori di cose nuove, qui sta il segreto dei loro eventuali successi, senza trascurare la tradizione. Ma vediamo ora come spiegare il processo alchemico di cui stiamo parlando, in termini scientifici, cioè che funzione svolgono i due fattori di <em>Forza</em> e <em>Calore</em> che io ho rappresentato con due frecce sul piano dell’asse orizzontale xx. Si comprende che questa rappresentazione, nell’insieme, fa da “<em>valvola</em>” di passaggio della Luce. In più si capisce che l’energia occorrente per questa operazione è della stessa natura della Luce. Perché? Ce lo dice la direttrice rossa lungo la spada che termina in basso sul <em>piede</em> dell’armigero, ossia Marte, che con la punta relativa sfiora la Luce un po’ oltre la linea che diparte da E verso il punto di fuga P. Di qui si può immaginare il genere di “<em>valvola</em>” attraverso la quale passa il flusso della Luce di P, il punto di fuga relativo diretto al “<em>mondo superno</em>” di cui si parla nell’epigramma dell’emblema VIII. È il transistore dell’elettronica che più si presta a far da esempio pratico per questa funzione. In tal modo si perviene alla spiegazione sul potere del “<em>piede</em>”, un fatto importantissimo di questa fase alchemica appena descritta, cioè l’azione dell’Albedo.</p>
<figure id="attachment_29339" aria-describedby="caption-attachment-29339" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-5-2^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29339" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-5-2^-parte.jpg" alt="" width="625" height="377" /></a><figcaption id="caption-attachment-29339" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 5: Rubinetto idraulico che simula il funzionamento di un transistor.</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>6.2 Il transistore dell’elettronica</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il transistor più comune, il bipolare Bjt, una tipologia largamente usata, è un dispositivo con tre terminali realizzato da tre strati di semiconduttore alternato. Il funzionamento fa capo a elettroni, lacune, giunzioni e regioni di svuotamento, descrivendo tutto con alcune formule matematiche, corredate da grafici e tabelle. Più semplicemente un transistor è un dispositivo in grado di regolare il flusso di una corrente principale, utilizzando una piccola corrente di controllo.</em></p>
<p><em>Del transistor  due sono i punti fondamentali da tener sempre presenti:</em></p>
<p><em>&#8211; il transistor bipolare è analogo a una specie di rubinetto (illustr. 5);</em></p>
<p><em>&#8211; è un dispositivo che funziona a corrente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I terminali del transistor prendono il nome di base, emettitore e collettore. Il terminale chiamato base funziona da “manopola” del rubinetto. Utilizzando l’analogia idraulica, il transistor è un rubinetto comandato non dalla nostra mano, ma da un flusso di acqua che controlla la valvola principale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel transistor reale, una piccola corrente può controllarne una più grande che scorre tra collettore ed emettitore, così da poter comandare dispositivi che richiedono correnti elevate (un po’ come fa il relé) oppure per amplificare segnali deboli.</em></p>
<figure id="attachment_29340" aria-describedby="caption-attachment-29340" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-6-2^parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29340" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-6-2^parte.jpg" alt="" width="625" height="384" /></a><figcaption id="caption-attachment-29340" class="wp-caption-text"><br />Illustrazione 6: I due tipi di transistor.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><em>Se alla base non arriva corrente, è come se il rubinetto fosse chiuso e quindi non circuita corrente tra emettitore e collettore. Non appena una piccola corrente entra nella base (dell’ordine di μA), anche la via principale inizia ad aprirsi: la corrente che circola tra emettitore e collettore è dell’ordine dei mA. Nel transistor bipolare, la corrente della base raggiunge e si unisce la flusso principale</em><a href="#_edn10" name="_ednref10"><em>13</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è capito molto bene che il parallelo del transistore, con il varco della <em>Luce</em> alchemica del <em>Rebis</em> dell’emblema VIII, nel punto di fuga P, è coerente. Infatti è stato appena detto sul conto del transistore «<em>che  una piccola corrente può controllarne una più grande che scorre tra collettore ed emettitore</em>», cioè la corrente del piede di Marte che è piccola in confronto a quella che deve transitare nel punto P.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il lato del <em>Calore</em> di Vulcano il transistore dissipa abbastanza calore nello svolgere la sua funzione, infatti il supporto di questo componente è munito di un adeguato dissipatore, evitando così il suo surriscaldamento che provoca di conseguenza il malfunzionamento o l&#8217;arresto.  Secondo i casi, in relazione alla potenza del transistore, i dissipatori sono passivi o attivi. I dissipatori passivi sono costituiti da lamelle in rame o alluminio molto ravvicinate, tenute insieme da una struttura portante, anch&#8217;essa in rame e/o alluminio. I dissipatori attivi, invece, dispongono di un corpo dissipante alettato in alluminio o rame, attraverso il quale viene fatto passare un flusso d&#8217;aria generato da una ventola, che ne asporta il calore trasferendolo lontano dal componente<a href="#_edn11" name="_ednref11">14</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>6.3 Breve conclusione su<em>l tunnel “</em><em>del mondo superno</em><em>”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che lezione ci viene dall’aver posto sul piedistallo il potere acquisito dal “<em>piede</em>” attraverso le osservazioni dell’emblema VIII di Atalanta fugiens di M. Maier?</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle qualità dell’ermetista è quella di acuire l’osservazione ed è in tal modo che egli riesce a intravedere il “<em>piede</em>” destro dell’armigero con il gladio preso a percuotere l’uovo, che sfiora appena, appena, la via che porta al “<em>tunnel</em>” della rinascita. Ma senza la <em>pazienza</em>, una virtù indispensabile per i ricercatori che vanno avanti, appunto, passo passo e lentamente, non si giunge ad alcun risultato possibile nella Grande Opera. Ecco la virtù riservata appunto esclusivamente alla <em>pazienza,</em> emblema del “<em>piede”</em>, e perciò è degno di essere destinato a concepire in sé l’onore di essere il primo “<em>corpo</em>” a entrare nel “<em>Regno di Shamballa</em>”, una sorta di “<em>primo uomo</em>” tradotto in simbolo. Non è forse il <em>piede</em> a dover sopportare tutto il peso del corpo fin su alla testa?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTE</p>
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1">4</a> Fonte: <a href="http://numeramente.it/pentalfa.htm">http://numeramente.it/pentalfa.htm</a></p>
<p><a href="#_ednref2" name="_edn2">5</a> L&#8217;effetto tunnel è un effetto quanto-meccanico che permette una transizione ad uno stato impedito dalla meccanica classica.</p>
<p style="text-align: justify;">     Nella meccanica classica, la legge di conservazione dell&#8217;energia impone che una particella non possa superare un ostacolo (barriera) se non ha l&#8217;energia necessaria per farlo. Questo corrisponde al fatto intuitivo che, per far risalire un dislivello ad un corpo, è necessario imprimergli una certa velocità, ovvero cedergli dell&#8217;energia.</p>
<p style="text-align: justify;">    La meccanica quantistica, invece, prevede che una particella abbia una probabilità diversa da zero di attraversare spontaneamente una barriera arbitrariamente alta.</p>
<p style="text-align: justify;">  Infatti, applicando i postulati della meccanica quantistica al caso di una barriera di potenziale in una dimensione, si ottiene che la soluzione dell&#8217;equazione di Schrödinger all&#8217;interno della barriera è rappresentata da una funzione esponenziale decrescente. Dato che le funzioni esponenziali non raggiungono mai il valore di zero, si ottiene che esiste una piccola probabilità che la particella si trovi dall&#8217;altra parte della barriera dopo un certo tempo t.</p>
<p style="text-align: justify;">   È interessante notare che, per il principio di indeterminazione di Heisenberg, non è mai possibile osservare una particella mentre attraversa tale barriera, ma solo prima e dopo tale transizione.</p>
<p style="text-align: justify;">   L&#8217;effetto tunnel venne utilizzato per la prima volta nel 1928 dal fisico ucraino George Gamow per spiegare il decadimento alfa, nel quale una particella alfa (un nucleo di elio) viene emessa da un nucleo perché riesce a superarne la barriera di potenziale. Successivamente Max Born comprese che l&#8217;effetto tunnel non è esclusivo della fisica nucleare, ma si presenta anche in altri fenomeni fisici.</p>
<p style="text-align: justify;">     Sebbene l&#8217;effetto tunnel sia estremamente controintuitivo e possa sembrare per alcuni versi paradossale, esiste una enorme quantità di prove sperimentali a sostegno della sua reale esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">    Una delle prove più spettacolari ci è fornita dal nostro Sole e dalle stelle in genere: senza l&#8217;effetto tunnel, le temperature presenti nei nuclei delle stelle non sarebbero sufficienti a innescare le reazioni nucleari che costituiscono il “motore” di questi corpi celesti. Fonte: Emil Mezzadona, <em>Enciclopedia della Civiltà Atomica</em>. Vol. II, pag. 61. Edizione Il Saggiatore</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref3" name="_edn3">6</a> Rudolf Joseph Lorenz Steiner (27 (o 25) febbraio 1861 &#8211; 30 marzo 1925) fu un filosofo austriaco , riformatore sociale , architetto ed esoterista. Steiner ottenne il riconoscimento iniziale alla fine del XIX secolo come critico letterario e pubblicò opere filosofiche tra cui La filosofia della libertà . All&#8217;inizio del XX secolo fondò un movimento spirituale esoterico, l&#8217; antroposofia , con radici nella filosofia e nella teosofia idealista tedesca ; altre influenze includono la scienza goethiana e il rosacrocianesimo.</p>
<p><a href="#_ednref4" name="_edn4">7</a>  Fonte: <a href="https://usciredallorrore.wordpress.com/2014/11/24/linfluenza-di-arimane-nei-nostri-tempi/">h</a><a href="https://usciredallorrore.wordpress.com/2014/11/24/linfluenza-di-arimane-nei-nostri-tempi/">/</a><a href="https://usciredallorrore.wordpress.com/2014/11/24/linfluenza-di-arimane-nei-nostri-tempi/">ttps://usciredallorrore.wordpress.com/2014/11/24/linfluenza-di-arimane-nei-nostri-tempi</a><u>/</u></p>
<p><a href="#_ednref5" name="_edn5">8</a> Fonte: <a href="http://www.avmagazine.it/articoli/stampa/dvd/227/wanted_index.html">http://www.avmagazine.it/articoli/stampa/dvd/227/wanted_index.html</a></p>
<p><a href="#_ednref6" name="_edn6">9</a> Fonte: <a href="http://www.larchetipo.com/2010/dic10/esoterismo.pdf">http://www.larchetipo.com/2010/dic10/esoterismo.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref7" name="_edn7">10</a> Nato a Rendsburg, Holstein, Michael Maier frequentò l&#8217;Università di Rostock, nel 1589 quella di Norimberga, dal 1589 al 1591 fu a Padova, nel 1592 all&#8217;Università di Francoforte ove conseguì la Laurea in Lettere; nel 1596 all&#8217;Università di Bologna e nel 1596 all&#8217;Università di Basilea, dove conseguì la Laurea in Medicina e Chimica. Tornò a Rostock per esercitare la professione medica. Nel 1609 divenne medico ordinario e consigliere al servizio di Rodolfo II. Negli anni successivi alla morte di Rodolfo II, visitò più volte l&#8217;Inghilterra, conoscendo personalmente il celebre filosofo rosacrociano Robert Fludd.</p>
<p style="text-align: justify;">     La sua opera certamente più famosa è il libro di emblemi Atalanta fugiens pubblicato in latino, nel 1617. In essa sono rappresentate 50 incisioni simboliche, corredate di epigrammi e discorsi, che illustrano le fasi del processo alchemico. Il testo degli epigrammi è proposto anche in forma musicale di fuga (a tre voci). La musica rosacrociana di Maier viene utilizzata nel &#8220;Real Ordine degli Antichi Liberi Accettati Muratori&#8221;. Fonte: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Maier">https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Maier</a></p>
<p><a href="#_ednref8" name="_edn8">11</a> Ibidem cfr. 5.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref9" name="_edn9">12</a> <em>Pareidolia,</em> che viene dal greco, da <em>para</em> (παρά, sopra, al di là, oltre) e <em>eidōlon</em> (εἴδωλον, immagine, forma), è un fenomeno istintivo, cioè la tendenza a vedere forme ed oggetti riconoscibili nelle strutture amorfe che ci circondano. Si chiama anche <em>apofenia</em>, questa tendenza che abbiamo a interconnettere configurazioni di dati casuali (numeri, suoni, immagini) riconducendole a uno schema che ha un senso. La parola rimanda al greco <em>apò</em> (από, via da, lontano, separato) + <em>phàinein</em> (φαίνειν, mostrare, apparire, essere manifesto) ed è stata inventata dal neurologo Klaus Conrad. Il caso più diffuso di <em>apofenia</em> riguarda proprio le immagini.</p>
<p><a href="#_ednref10" name="_edn10">13</a> Paolo Aliverti, Elettronica per maker: guida completa.</p>
<p><a href="#_ednref11" name="_edn11">14</a> Fonte: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dissipatore_(elettronica">https://it.wikipedia.org/wiki/Dissipatore_(elettronica</a>)</p>

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		<title>Due poli di telai del Fato: Giza delle Piramidi e Pechino. A cura di Gaetano Barbella (Prima parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 07:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione Primordiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le dee tessitrici e l’arte di tessere come atto di creazione della realtà Le donne che si risvegliano, costruiscono il loro telaio e poi mettono su l’ordito e la trama della loro tela, tutte insieme, armoniosamente. L’Abisso, la “Grande Profondità”, in Egitto era personificato dalla dea Nut, precedente tutti gli dèi e dea tessitrice. Sta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Le dee tessitrici e l’arte di tessere come atto di creazione della realtà</strong></p>
<figure id="attachment_29218" aria-describedby="caption-attachment-29218" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-1-1^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29218" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-1-1^-parte-300x225.jpg" alt="" width="625" height="469" /></a><figcaption id="caption-attachment-29218" class="wp-caption-text">Illustrazione 1: L’arte di tessere come atto di creazione della realtà.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Le donne che si risvegliano, costruiscono il loro telaio e poi mettono su l’ordito e la trama della loro tela, tutte insieme, armoniosamente. L’Abisso, la “Grande Profondità”, in Egitto era personificato dalla dea Nut, precedente tutti gli dèi e dea tessitrice. Sta scritto: “l’unico Dio senza forma e sesso, che si autogenerò senza fecondazione, ed è adorato sotto forma della Madre”. “Nut è la Grande Madre, il Dio femminile dal quale derivano tutte le cose. Nut è il “Padre–Madre”, il suo nome significa “Io vengo da me stessa”, ossia autoconcepita. Ella si è autogenerata, come “Madre Originale”, una divinità androgina, che ingloba tanto l’aspetto femminile come quello maschile. Creare materia per esistere e vivere è una delle nature primarie di questa Dea nel processo della Creazione.</p>
<p>Tutte le antiche Dee partenogenetiche, create da se stesse senza l’aiuto del seme maschile, sono tessitrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nut è la Signora di Vita, cioè che fissa lo spirito nell’Essere umano attraverso la respirazione, che per analogia si trasforma nell’ordito e nella trama sul telaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tessere in un cerchio di donne e ritrovare l’essenza e la condivisione del femminino sacro: tessere, cantare, chiacchierare. Da sempre l’arte della tessitura è collegata alla Dea e al femminino sacro. Trama e ordito rappresentano yin e yang, inspiro ed espiro della vita. Tessitura è l’arte del Creare, All’incrocio tra ORDITO verticale e TRAMA orizzontale la Dea tesse attraverso gesti di armonia, il ritmo della creazione. Una meditazione attiva e utile anche a livello pratico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tessendo in cerchio tra sorelle, si incontra la Dea nei suoi differenti aspetti – Brigid la devozione, Isis la conoscenza, Afrodite la bellezza, Morrigan l’arditezza e, soprattutto, Amaterasu di cui la tessitura è il simbolo. Le leggende britanniche narrano che la spada di Artù, la sacra spada di Britannia che gli conferiva immortalità e invincibilità, non avrebbe funzionato senza il fodero cucito da Morgana, durante 3 giorni di digiuno e meditazione, e decorato con simboli druidici di protezione. Il contenitore è importante quanto il contenuto nella via sciamanica.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ago contiene 3 fili colorati e rappresenta la trama della Materia nella tridimensionalità; l’ago sale e scende dal duplice filo dell’ordito che rappresenta lo Spirito. L’ago porta nella dualità le tre dimensioni dell’esistenza (cielo, terra e inferi). I fili che prima sono sciolti poi si intrecciano formando la pezza. Così agisce anche la mente, tesse le stringhe di energia e forma le pezze di materia che chiamiamo realtà. Questo è il telaio della Dea, una eredità.di cui dobbiamo riappropriarci.</p>
<p>Simbolo sole : vita universale, circonferenza con un punto al centro.</p>
<p>Circonferenza: Madre Matrice Vita passività ricettività nel silenzio.</p>
<p>Punto: figlio-maschio manifestazione attiva istante per istante, causata dall’emissione di suono.</p>
<p style="text-align: justify;">Solve et coagula: coagula è il punto, l’istante della manifestazione dell’idea; solve è il ritorno alla matrice quando la manifestazione finisce. La creazione non finisce ma passa solo nel silenzio e nell’inazione in un altro piano di esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel sistole diastole e inspiro espiro è la contrazione coagula e il rilassamento solve della manifestazione in questo piano di esistenza: nel macrocosmo è Saturno Giove nascita ‒ morte sono i due momenti di inizio e fine della manifestazione del punto. Mentre la vita è infinita ed è la circonferenza la matrice passiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Giorno: posizione umana verticale ordito – Notte: posizione umana orizzontale trama. i due bracci della croce, i due momenti dell’esistenza umana nella manifestazione duale; ma poiché sia trama che ordito sono andata e ritorno, nella tessitura rappresentano le 4 direzioni e le 4 fasi della creazione:</p>
<p style="text-align: justify;">4 lati del telaio: genesi: acque superiori (aria), raggi (fuoco), terra e acque inferiori: 4 elementi alchemici sono le 4 direzioni (nord-terra, est-aria, sud-fuoco e ovest-acqua) del piano orizzontale.</p>
<p style="text-align: justify;">3 piani di esistenza (i 3 fili): macrocosmo cosmo, Uomo, microcosmo atomo: trinità sul piano verticale; mondi superni, superficie terrestre, mondi inferi.</p>
<p>La somma di 4 + 3 da 7: i 7 archetipi planetari, collegati ai 7 principali centri energetici nel corpo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">I tre fili portano nella dualità dell’ordito i 3 piani di esistenza: osservare la legge di azione e reazione: dentro fuori sopra e sotto sempre opposti. Subito dopo essere entrata devo uscire e sono opposta rispetto al giro inferiore. Così si crea la realtà percepibile ai sensi: azione e reazione yin yang.</p>
<p>Quando i fili si incrociano significa un passaggio in un altro piano di esistenza.</p>
<p>Ogni volta che vado verso sinistra vado verso ovest, la morte e rinascita; quando vado verso destra è la nascita est<a href="#_edn1" name="_ednref1">1</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>1 Le piramidi di Giza, Cheope, Chefren e Micerino correlate a tre stelle</strong></p>
<figure id="attachment_29219" aria-describedby="caption-attachment-29219" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-2-1^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29219" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-2-1^-parte-300x228.jpg" alt="" width="625" height="475" /></a><figcaption id="caption-attachment-29219" class="wp-caption-text">Illustrazione 2: Correlazione delle tre stelle della “cintura di Orione” con le piramidi e la Sfinge di Giza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, nell’insieme, in base a una teoria della piramidologia, sono state viste come riflesso del cielo stellato, (illustr. 2) della “cintura di Orione”, Alnitak, Alnilam e Mintaka, che fanno parte della omonima costellazione. È uno scrittore britannico, Robert Bauval, che sostiene questa tesi, ma è in contesa con un altro scrittore britannico, Andrew Collins , che invece sostiene che le tre piramidi sono correlate alle tre stelle della costellazione del Cigno, ε, γ e δ Cygni. Comunque resta il fatto che le tre piramidi, Cheope, Chefren e Micerino sono viste appunto come tre stelle, giusto in relazione al titolo di questo scritto,  Ma vedremo che è coerente questa relazione, intravedendo nella topografia della mappa delle piramidi in questione, una disposizione geometrica che suggerisce l’idea di un certo “<em>varco</em>”, da associarsi appunto al <em>Telaio del Fato</em> del titolo di questo scritto.</p>
<figure id="attachment_29220" aria-describedby="caption-attachment-29220" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-3-1^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29220" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-3-1^-parte-300x94.jpg" alt="" width="625" height="195" /></a><figcaption id="caption-attachment-29220" class="wp-caption-text">Illustrazione 3: Le piramidi di Giza (da sinistra): Micerino, Chefren Cheope.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L’immagine dell’illustr. 3 mostra il complesso monumentale della Necropoli di Giza situata nella piana omonima, alla periferia de Il Cairo dell’Egitto. Si tratta di uno dei siti archeologici più importanti del mondo, tanto da essere inclusa nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco nel 1979.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono in bella mostra, iniziando da sinistra, la Piramide di Micerino (o Mykerinus), la più piccola, poi quella di Chefren (o Khepren) e l’altra, che appena si vede, è la più grande, Cheope (o Khufu) posta su una base sottoposta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La piramide Cheope</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cheope (o Khnum-Khufu) (2566 a.C.) significa “che Dio mi protegga”, è stato un sovrano egizio della IV dinastia. Di lui ci è pervenuta solo un’immagine in pietra, anche se il suo culto durò ben 25 secoli. Egli difese le miniere del Sinai dalle incursioni dei beduini, curò la manutenzione di alcuni templi. Era, come tutti i Faraoni, un erudito, appassionato di storiografia sacra dell’Egitto, un re sapiente, dotato di uno spirito curioso e profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La piramide di Cheope ha una base di 230 metri per 230 metri e all’origine era alta 146 metri e 35 cm, mentre oggi raggiunge i 137 metri d’altezza a causa della totale rimozione del rivestimento in pietra calcarea che in passato la rivestiva, colpita da erosione naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa piramide doveva essere sormontata da un pyramidion d’oro che risplendeva sotto i raggi del sole al pari di una gemma enorme, visibile a chilometri di distanza.</p>
<p>Ufficialmente la sua edificazione è fissata tra il 2700 e il 2200 a.C. ma si tratta di dati incerti.</p>
<p>La piramide è stata realizzata in 3 progetti successivi:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Nel primo, la camera sepolcrale è sotterranea, a circa 31 metri di profondità nella roccia, raggiunta da un corridoio secondo un angolo di 26,5 °, ma si dovette trattare di un progetto abbandonato, come dimostra l’incompiutezza della stanza del sarcofago.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Il secondo progetto comprende la costruzione della camera sepolcrale per il re, poi la cosiddetta “Stanza della Regina”, anch’essa incompiuta, collegata con un corridoio di circa 80 metri al punto d’ingresso.</p>
<p>&#8211; Il terzo progetto comprende la “Grande Galleria”, quella sepolcrale e quelle di scarico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’esoterismo di base della piramide di Cheope, correlata a una formulazione matematica, rimando al saggio: <span style="color: #333333;"><a style="color: #333333;" href="https://www.ereticamente.net/2017/05/la-stele-dinventario-di-giza-la-sindone-della-grande-piramide-a-cura-di-gaetano-barbella.html" target="_blank" rel="noopener">La Stele d’Inventario di Giza la “sindone” della Grande Piramide</a></span>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La piramide Chefren</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chefren (Chephrèn, originariamente Khafre e Hor Userib) era il figlio di Cheope, il cui nome, in egiziano, significa “Ra quando sorge”. È stato un faraone della IV dinastia egizia. Di questo Faraone ci resta una statua in diorite proveniente dal tempio dell’accoglienza della sua piramide di Giza, che è da stimarsi la più perfetta scultura di tutta l’arte egizia. Sulla nuca di Chefren è posato il Falco Horo che, con le sue ali spiegate, protegge l’istituzione faraonica.</p>
<p style="text-align: justify;">La piramide di Chefren, se pur la seconda piramide più grande di tutto l’Egitto, ma appena di tre metri circa, dopo quella di Cheope suo padre, tuttavia appare più alta di quella di Cheope, poiché fu costruita sopra uno zoccolo di roccia più alto, circa 10 metri. La sua punta è ancora intatta, conservando la struttura in calcare bianco levigato che in origine copriva tutte le piramidi. Il suo interno è semplice con due discese convergenti che conducono a un’unica tomba. A differenza della stanza della tomba di Cheope è situata invece nella parte centrale della struttura, ed è scavata nella roccia, sotto la base della relativa piramide. Di interessante nella piramide c’è solo da vedere il sarcofano in granito del Re. L’accesso è tramite un unico corridoio discendente, facile da varcare a differenza di quella della piramide di Cheope.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’esoterismo di base della piramide di Chefren, correlata a una formulazione matematica, rimando al saggio: <span style="color: #333333;"><a style="color: #333333;" href="https://www.tanogabo.it/la-piramide-di-chefren-e-il-sigillo-della-triade-superna-del-giudizio-finale/" target="_blank" rel="noopener">La piramide di Chefren e il sigillo della triade superna del giudizio finale</a></span>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La piramide di Micerino </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Micerino (o Menkaura) (2512/2508 a.C) è il faraone successore di Chefren, salito al trono  regnandovi per una ventina di anni. A differenza di lui e il nonno Cheope, che erano stimati dei tiranni (ma sono dei dati incerti, però), Micerino fu giudicato buono (secondo Erodoto). Il suo nome significa “Divina è la piramide di Micerino”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già detto la piramide di questo faraone era molto più piccola delle altre due, un fatto che stigmatizza forse una certa decadenza faraonica. Inoltre non venne completata nella struttura, ma a questo supplisce frettolosamente poi Shepsekaf, il figlio che gli successe, terminandola. Questi Per sé non fece erigere piramidi per sé, ma solo una gigantesca mastaba nei pressi della Piramide di Snefru e Saqqara. La piramide di Micerino ha una base quadrata di lati di circa 103 metri, con quasi 66 metri di altezza in origine, mentre oggi raggiunge i 62. Gli archeologi hanno appurato che il rivestimento della piramide di Micerino fosse di bianco calcare di Tura, anche se pare che il progetto iniziale prevedesse il bellissimo granito rosso di Assuan. Il suo interno è complesso con un ingresso a nord a 4 metri di altezza e una discesa di 32 metri, rivestita in granito rosa. Il cunicolo conduce al vestibolo decorato con bassorilievi. Un ulteriore corridoio di circa 13 metri di lunghezza giunge nella camera funeraria posta 6 metri sotto il livello del suolo. La sala doveva contenere il sarcofago, andato purtroppo disperso.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’esoterismo di base della piramide di Micerino, correlata a una formulazione matematica, rimando al saggio: <span style="color: #333333;"><a style="color: #333333;" href="https://www.tanogabo.it/la-piramide-di-chefren-e-il-sigillo-della-triade-superna-del-giudizio-finale/" target="_blank" rel="noopener">La piramide di Chefren e il sigillo della triade superna del giudizio finale</a></span>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La Sfinge</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il quarto monumento della piana di Giza, che non appare nella foto dell’illustr. 3, è la Grande Sfinge una scultura di pietra calcarea raffigurante una sfinge sdraiata, ovvero una figura mitologica con la testa di un uomo e il corpo di un leone (nello specifico è detta anche androsfinge o sfinge andricefala).</p>
<p style="text-align: justify;">Ottenuta da un substrato roccioso, è la più grande statua monolitica tra le sfingi egizie: è lunga 73 metri (dalla coda alle zampe anteriori), alta 20 metri (dalla base alla punta della testa) e larga 19 metri; la sola testa ha un&#8217;altezza di 4 metri.</p>
<p style="text-align: justify;">La Sfinge è stata chiamata in diversi modi: per gli Arabi musulmani e per i Copti è ancor oggi Abū l-Hōl, ossia “padre del terrore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nome Sfinge che le attribuiamo deriva dal greco Sphynx, che significa strangolatrice, e deriva a sua volta dall&#8217;egizio traslitterato che significa “statua vivente”, nome attribuito alle statue di leoni con testa di uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo monumento pare che sia stato eretto (ma incertamente) attorno al 2500 a.C, al tempo del faraone Chefren (2520-2494 a.C) come simbolo protettivo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>2 Geometrie della mappa delle tre piramidi e sfinge di Giza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ed ora entriamo nel tema di questo scritto che è quello di esaminare la mappa delle tre piramidi e la sfinge della piana di Giza, peraltro un indagine eseguita da non pochi studiosi di archeoastronomia. Infatti nel capitolo precedente ho mostrato due casi in cui due ricercatori, Robert Bauval e Andrew Collins, entrambi britannici, hanno correlato le tre piramidi: il primo con la “<em>cintura di Orione</em>”, tramite le stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka della omonima costellazione; e il secondo con le stelle  ε, γ e δ Cygni, ovviamente della costellazione omonima.</p>
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<figure id="attachment_29221" aria-describedby="caption-attachment-29221" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-4-1^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29221" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-4-1^-parte-300x300.jpg" alt="" width="625" height="625" /></a><figcaption id="caption-attachment-29221" class="wp-caption-text">Illustrazione 4: Mappa della tre piramidi e la sfinge di Giza. La sagoma della piramide di Cheope</figcaption></figure>
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<p style="text-align: justify;">Noi ora, tralasciando questo scopo e cercheremo di occuparci della geometria cui sono informate le posizioni delle tre piramidi e la sfinge per verificare delle singolarità geometriche. Per far questo ho estrapolato dal web, tramite Google Map, la vista in elevazione ingrandita delle tre piramidi più la sfinge e ho eseguito una certa geometria dal risultato sorprendente che mostro con l’illustr. 4.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’eseguire il grafico si comincia considerando il centro di osservazione della piramide di Cheope e si tracciano due cerchi, il primo passante per il centro della testa della Sfinge e successivamente per il centro della piramide di Micerino.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi si congiunge l’asse della piramide di Cheope con quella di Micerino e il risultato è ciò che si può costatare osservando il nuovo elaborato attraverso l’illustr. 5.</p>
<p style="text-align: justify;">Capita che l’asse verticale della piramide di Cheope è in mezzeria tra Chefren e la Sfinge, tanto da poter tracciare un triangolo equilatero (in giallo). Questo triangolo ha a tutti gli effetti, la sagoma della piramide di Cheope: ecco il fatto straordinario che dimostra la singolare condizione di questa piramide con le altre e la Sfinge, come a costituire una occulta sudditanza.</p>
<p>Ma un’altra singolarità ora emerge allestendo una seconda geometria sui quattro monumenti sacrali con l’illustr. 5.</p>
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<figure id="attachment_29222" aria-describedby="caption-attachment-29222" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-5-1^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29222" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-5-1^-parte-300x300.jpg" alt="" width="625" height="625" /></a><figcaption id="caption-attachment-29222" class="wp-caption-text">Illustrazione 5: Mappa della tre piramidi e la sfinge di Giza. Poligono stellato a 40 punte. Concordanza fra Chefren, Micerino e la Sfinge</figcaption></figure>
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<p style="text-align: justify;">Le 40 corrispondenti corde, che si susseguono l’un l’altra partendo dalle punte, sono tangenti al cerchio passante per la piramide di Chefren. Successivamente si riscontra che anche per il cerchio passante per la Sfinge sussiste la condizione della suddivisione in 40 parti, cosa che è evidenziata con i cerchietti gialli, più quello nero relativo alla Sfinge. Se ne deduce che c’è concordanza d’intenti fra i tre monumenti di Giza, che nel prossimo capitolo verranno spiegati, come a riscontrare una singolare armonia che li informa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lettore attento, sempre disposto a vedersi illuminato da qualche spiraglio di luce insolita, sarà colpito dal <em>fine telaio</em> dell’illustr. 5 e non potrà evitare di ammirare la <em>fine tessitura</em> disposta, appunto, dal <em>fato</em> per le tre piramidi egizie.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>3 Il numero 40 dell’ascesa della barca solare di Cheope</strong></p>
<figure id="attachment_29223" aria-describedby="caption-attachment-29223" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-6-1^-parte.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29223" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-6-1^-parte-300x237.jpg" alt="" width="625" height="493" /></a><figcaption id="caption-attachment-29223" class="wp-caption-text">Illustrazione 6: Piramide di Cheope. Partic. imbarco dell’iniziato per il viaggio di ascesa verso il Tabernacolo di Osiride (lo Zed).</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il mistero delle 40 suddivisioni rilevate nel precedente capitolo è legato  al viaggio iniziatico del defunto faraone Cheope nella piramide omonima, cioè  il viaggio con la barca solare nella Grande Galleria (illustr. 6). Si tratta di concezioni di ordine alchemico che fanno capo alle ragioni della struttura architettonica della Grande Galleria appunto, dove si compie il viaggio di ascesa iniziatica. Naturalmente con un modello di barca solare non diversa, ma in proporzione ridotta, da quella di 47 metri di lunghezza di Cheope trovata accanto alla sua piramide a Giza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’illustr. 6 non ha bisogno di commenti eccetto far capire che il viaggio iniziatico è concepito per simulare l’altro “<em>viaggio</em>”, il vero che vi corrisponde e che si attua sul piano delle energie eteriche.</p>
<figure id="attachment_29224" aria-describedby="caption-attachment-29224" style="width: 625px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-7-1^-parte.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-29224" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2018/07/illustr.-7-1^-parte-300x198.png" alt="" width="625" height="413" /></a><figcaption id="caption-attachment-29224" class="wp-caption-text">Illustrazione 7: Punto di arrivo della Grande Galleria e ingresso dell’atrio della Camera del Re</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il mistero di Osiride, che vi attiene e che il Defunto faraone, in fase di ascesa verso il suo tabernacolo (la camera del Re della Piramide) si dispone ad attuare, inizia dalla base iniziale della Galleria invasa dall’acqua che è <em>mercuriale</em>, con la sua barca solare. Salendo conta sulla rampa di sinistra a ridosso della parete, 28 fori, il numero degli anni del regno di Osiride, il ciclo lunare della gestazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Guarda in alto il Defunto, iniziando la salita della Grande Galleria, e vede un soffitto formato da lastroni non allineati e ne conta 40, il numero della traversata (illustr. 7).</p>
<p style="text-align: justify;">Il soffitto infatti è composto da 40 lastroni di calcare, chiaramente definiti e sistemati in modo da formare una dentellatura, a voler rimarcare la loro presenza o il loro significato. Il numero 40 = 10&#215;4 è uno dei numeri fortemente usati negli insegnamenti misterici del popolo di Israele. Il passaggio attraverso l’oscurità dell’utero fino alla luce all’esistenza cosciente avviene in 40 settimane di 7 giorni per un totale di 280 giorni, visualizzati nei 280 cubiti dell’altezza della piramide (di Cheope). Il numero 40 indica il periodo della costruzione del tempio interiore che deve essere trascorso fra prove e solitudini prima che si possa varcare la porta che conduce alla camera del Re<a href="#_edn2" name="_ednref2">2</a> <a href="#_edn3" name="_ednref3">3</a>.</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p><a href="#_ednref1" name="_edn1">1</a> Fonte:   <a href="https://devanavision.it/articoli/le-dee-tessitrici-e-larte-di-tessere-come-atto-di-creazione-della-realta/">https://devanavision.it/articoli/le-dee-tessitrici-e-larte-di-tessere-come-atto-di-creazione-della-realta/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ednref2" name="_edn2">2</a> Per 40 anni Mosè rimase o attraversò il deserto, per 40 giorni dura la quaresima cristiana, ecc. Quaranta è il numero della traversata prima di giungere alla Terra Promessa, che non è di natura terrena ma celeste. In cima alla Grande Galleria vi era il grande gradino, di 0,909 metri, un cubito per la radice quadrata do tre, una salita verticale incommensurabile, per raggiungere un pianerottolo che faceva da atrio al cunicolo che portava alla Camera del Re.</p>
<p><a href="#_ednref3" name="_edn3">3</a> Esonet.ORG – I segreti delle piramidi – <a href="http://www.esonet.org/">http://www.esonet.org</a></p>

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			</div><p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/due-poli-di-telai-del-fato-giza-delle-piramidi-e-pechino-a-cura-di-gaetano-barbella-prima-parte/">Due poli di telai del Fato: Giza delle Piramidi e Pechino. A cura di Gaetano Barbella (Prima parte)</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
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		<title>La Stele d’Inventario di Giza la “sindone” della Grande Piramide &#8211; A cura di Gaetano Barbella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 May 2017 06:23:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gaetano Barbella]]></category>
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		<category><![CDATA[Tradizione Egizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Stele d’Inventario di Giza risalente al 1500 a.C., in cui si rivela una trama geometrica di una matematica nota solo 3200 anni dopo, pone la domanda se gli antichi egizi, che realizzarono questo reperto, non senza a priori l’edificazione della Grande Piramide, conoscessero la matematica e conseguentemente la geometria che io vi ho fatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Stele d’Inventario di Giza risalente al 1500 a.C., in cui si rivela una trama geometrica di una matematica nota solo 3200 anni dopo, pone la domanda se gli antichi egizi, che realizzarono questo reperto, non senza a priori l’edificazione della Grande Piramide, conoscessero la matematica e conseguentemente la geometria che io vi ho fatto derivare con questo studio?</p>
<p style="text-align: justify;">La ragione non può che far affermare che non dovevano conoscerla se non nei termini che sappiamo in base alle ricerche storiche, per esempio tramite i reperti del papiro di Rhind e di Mosca in cui si evidenziava il carattere pratico delle discipline scientifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti sappiamo quanto empirismo si rivelavano in questi antichi documenti, pur riconoscendo notevole il saper usare le frazioni, le radici quadrate e determinare la superficie e l&#8217;area di molti solidi (tra cui, appunto, le piramidi), ma però, senza dimostrazioni per i procedimenti che usavano.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il resoconto del presente studio dimostra invece che gli antichi egizi avevano le idee chiare sulla matematica di millenni più avanti del loro tempo, come si spiega?</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico modo per darvi spiegazione è chiederlo agli alchimisti, come il noto Fulcanelli del quale il presente saggio è ricco di citazioni in stretta relazione alle concezioni fatte sui geroglifici egizi e principalmente sulla piramide di Cheope.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è vero pure che nelle locuzioni di Fulcanelli non compare mai alcuna spiegazione riferentesi alla matematica e geometria, così come io ho fatto in questo studio, sia con i reperti egizi antichi, sia con l’alchimia. Nè posso fare la parte di un alchimista, non avendone la statura ma solo una certa conoscenza, e se in qualche caso ho commesso delle manchevolezze, chiedo scusa agli alchimisti dei quali ho preso a prestito i loro detti. È chiaro a questo punto che la scienza matematica scorre invisibile, “guidandoli”, nel pensiero eterico in relazione alle facoltà extrasensoriali degli alchimisti e così dovette essere anche per gli antichi sacerdoti egizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Potremmo arguire, senza sbagliare che la “guida” fondamentale in questione non poteva essere che l’antica chiave di Iside che è servita egregiamente a decifrare la Stele d’Inventario di Giza. E non ci si sbaglia a capire che la stessa chiave si è poi disposta, con l’avvento del Cristianesimo, a rivelarsi prodigiosa con la Croce cristica, tant’è che essa si è rivelata vincitrice con il detto « In hoc signo vinces ». È la storica frase latina, dal significato letterale: “con questo segno vincerai”, traduzione del greco ἐν τούτῳ νίκα (letteralmente: “con questo vinci”). La comparsa in cielo di questa scritta accanto a una croce sarebbe uno dei segni prodigiosi che avrebbero preceduto la battaglia di Ponte Milvio, vinta da Costantino imperatore di Roma. Brescia,</p>
<p style="text-align: justify;">23 maggio 2017</p>
<p><a href="https://drive.google.com/file/d/0BzEXDKsBA6EdOUNHdm9qdzNxMVk/view?usp=sharing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Stele d’Inventario di Giza la “sindone” della Grande Piramide (PDF)</a></p>

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		<title>Democrazia d&#8217;Egitto</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/democrazia-degitto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2013 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Calabrese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Fabio Calabrese In altri tempi il mese di agosto era un periodo vacanziero nel quale più o meno tutti quanti staccavano dalle attività quotidiane e si prendevano le agognate ferie, proiettandosi almeno per un po&#8217; in una dimensione diversa del vivere. Anche la politica nazionale e internazionale si prendeva una sorta di vacanza, e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2013/08/ereticamente_egitto.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="196" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2013/08/ereticamente_egitto-300x183.jpg" width="320" /></a></div>
<div align="right" style="background: #F4F4F4; line-height: 15.75pt; mso-hyphenate: auto; mso-pagination: widow-orphan; text-align: right; text-indent: 19.85pt;"><b><i><span style="background-position: initial initial; background-repeat: initial initial; color: #504945; font-family: Georgia, serif; font-size: 13pt;">di Fabio Calabrese</span></i></b><span style="color: #504945; font-family: &quot;Georgia&quot;,&quot;serif&quot;; font-size: 10.5pt; mso-fareast-font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-language: IT; mso-font-kerning: 0pt;"><o:p></o:p></span></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;;">In altri tempi il mese di agosto era un periodo vacanziero nel quale più o meno tutti quanti staccavano dalle attività quotidiane e si prendevano le agognate ferie, proiettandosi almeno per un po&#8217; in una dimensione diversa del vivere. Anche la politica nazionale e internazionale si prendeva una sorta di vacanza, e i direttori dei giornali avevano il loro daffare a trovare di che riempire le pagine dei quotidiani, a meno di non fare un massiccio ricorso al gossip balneare, una cosa che rispetto al tempo che stiamo vivendo oggi, sembra appartenere al paleolitico, se non proprio al giurassico.</span></div>
<p><a name='more'></a><o:p></o:p></p>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;;">Oggi, a prescindere dal fatto che le vacanze sono diventate un lusso che sempre meno italiani si possono permettere, né la politica nazionale né gli eventi internazionali sembrano conoscere più una qualche sorta di stacco, di riposo.<o:p></o:p></span></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;;">La notizia che ha maggiormente tenuto banco per quanto riguarda la politica interna, è stata indiscutibilmente la sentenza della Corte di Cassazione che ha reso </span><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">definitiva la condanna per frode fiscale inflitta a Silvio Berlusconi. Questa notizia, ho potuto constatare, è stata accolta da molti camerati con una soddisfazione che io trovo del tutto fuori luogo. A mio parere, costoro fanno malissimo a rallegrarsene.<o:p></o:p></span></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Da un lato è vero, è innegabile, Silvio Berlusconi è il leader di quella destra filo-capitalista, liberale, atlantista, borghese, conservatrice, filo-americana post-democristiana rispetto alla quale abbiamo il – direi sacrosanto – dovere di mantenere assolutamente distinte le nostre posizioni, soprattutto dopo il lungo abbraccio equivoco dei tempi della Guerra Fredda, di cui dobbiamo riconoscere con chiarezza l&#8217;incompatibilità con la nostra eredità ideologica e storica. Su questo non ci piove.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Dall&#8217;altro, però, non è possibile non guardare con viva preoccupazione a una sentenza che testimonia una volta di più il controllo che la sinistra, attraverso una magistratura non certo imparziale, ha sugli apparati dello stato, il suo potere di usare lo strumento giudiziario come arma di lotta politica. Non è purtroppo storia solo di oggi, anche Bettino Craxi fu liquidato nello stesso modo che si usa oggi per “il cavaliere”. Che Berlusconi sia l&#8217;onestà fatta persona, questo penso che proprio non lo creda nessuno, non si costruisce una fortuna economica come la sua nel pieno rispetto della legalità, ma non credo che sia più disonesto della maggior parte degli imprenditori italiani, e soprattutto non è questo che gli viene fatto pagare, ma il fatto di essere stato per vent&#8217;anni un ostacolo all&#8217;egemonia della sinistra, e se avete dubbi su questo, allora non avete capito in che razza di Paese viviamo.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">La stessa cosa accadde con Bettino Craxi. Certamente il PSI di Craxi era coinvolto nel sistema delle tangenti, della corruzione elevata a metodo di governo e regime (che non era certo iniziata né è finita con lui), ma non più di DC e PCI, ma quella stessa magistratura che gli diede una caccia implacabile, provvide a nascondere sotto il tappeto l&#8217;immondizia democristiana e soprattutto quella comunista. Democristiani e comunisti, compagni di ruberie, ieri finti avversari politici, oggi uniti in quell&#8217;associazione a delinquere che è nota come PD.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">In realtà, quel che si volle far pagare a Craxi era un progetto politico che, rovesciando i rapporti di forza all&#8217;interno della sinistra, avrebbe potuto porre fine alla democrazia bloccata, alla perenne anomalia italiana.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Cerchiamo di non avere la memoria tanto corta! Questi magistrati sono gli stessi o sono i diretti eredi di quelli che negli anni &#8217;70 mandavano in galera i nostri camerati sulla base di teoremi accusatori e complottisti inventati, o per reati di opinione, mentre omettevano di indagare su delitti come gli omicidi Ramelli e Mantakas, la strage di via Acca Larenzia, il rogo di Primavalle.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Quello che più colpisce – bisogna dirlo – è il fatto che il tentativo di eliminazione politica del suo leader attraverso lo strumento giudiziario, non ha influito sul sostegno dato dal PDL al governo “delle larghe intese”. I campioni del cosiddetto “Popolo della Libertà”continuano ad accettare un&#8217;alleanza che non solo li sta strangolando come forza politica, il che in tutta franchezza sarebbe il meno e non ci riguarderebbe, ma che soprattutto si rivela esiziale per l&#8217;Italia perché riconferma quell&#8217;egemonia che i “democratici” (ex PCI e DC) continuano a esercitare da settant&#8217;anni sulla nostra disgraziata nazione vanificando non – diciamo qualsiasi alternativa, ma anche la semplice alternanza normale nelle democrazie occid<br />
entali. Se dappertutto la democrazia è una finzione, in Italia è una tragica barzelletta.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Perché accettano un simile diktat? Non è difficile da capire: se il governo “delle larghe intese” entrasse in crisi, si aprirebbero due possibili scenari, o un governo PD cui basterebbe solo l&#8217;appoggio esterno di un po&#8217; di senatori ex grillini per “avere i numeri”, oppure elezioni anticipate in un momento in cui il PDL è ai minimi storici, e perderebbero quindi le poltrone ministeriali (bene che vada) e/o quelle parlamentari. Si tratta di gente che, esattamente come quelli del PD, non ha altri ideali al di fuori dell&#8217;interesse e del potere personali; l&#8217;unica differenza è che alle spalle di quelli del PD, c&#8217;è una regia molto più abile e accorta, oltre all&#8217;appoggio dei “poteri forti” nazionali e internazionali, di coloro che decidono davvero e poi il popolo “sovrano” volente o nolente, e soprattutto manipolato dai mezzi “d&#8217;informazione”, si adegua.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Il mese di agosto ha portato anche altre “belle” novità. Il presidente del Consiglio, l&#8217;ineffabile Enrico Letta ha annunciato trionfante che lo spread, il differenziale di rendimento fra i Buoni del Tesoro italiani e i Bund tedeschi è sceso ai minimi storici. Una buona notizia per i conti pubblici; lo sarebbe anche per l&#8217;economia reale se al miglioramento dei conti pubblici corrispondesse una diminuzione della pressione fiscale che sta strangolando le nostre aziende e in conseguenza di ciò, facendo perdere posti di lavoro a raffica, ma questo possiamo essere sicuri che NON succederà. In compenso, apprendiamo che la disoccupazione è salita al 25%, a un livello da Terzo Mondo, e si prevede che aumenterà ancora.<o:p></o:p></span></div>
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<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Una notiziola che risulta appena un fatterello nell&#8217;ambito di questo quadro sconfortante: un&#8217;azienda, mandati i dipendenti in ferie, ha cominciato a smontare gli impianti e i macchinari per trasferirli all&#8217;estero, costringendo i lavoratori a rinunciare alle ferie per presidiare la fabbrica. E&#8217; la bellezza di questa splendida estate: si va in vacanza e non si sa, quando si ritorna, se il posto di lavoro ci sarà ancora! Una triste realtà che basta da sola a rendere ridicoli gli entusiasmi trionfalistici del signor Letta per il calo dello spread.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Prima di passare a esaminare il principale evento estero di questo caldo agosto, voi sapete chi è l&#8217;attuale titolare del ministero degli esteri? Emma Bonino, nota esponente di punta del Partito Radicale. Forse ci sarebbe qualcosa da ridire sul fatto che a rappresentare “la faccia” dell&#8217;Italia all&#8217;estero sia stata chiamata un&#8217;esponente del più microscopico </span><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;;">partito italiano, da sempre il meno rappresentativo in termini di consenso, e magari porci anche qualche domanda sulla stranezza di questo partito-matrioska che in barba alle leggi elettorali maggioritarie, riesce sempre ad avere una rappresentanza facendo ospitare i propri candidati in liste altrui e che, in un modo o nell&#8217;altro riesce sempre ad avere una visibilità enormemente sovradimensionata rispetto al suo peso politico.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">La Bonino è da sempre “ministro degli esteri” dei radicali e in questa veste si è occupata di moltissime cosa, dalla Cecenia all&#8217;infibulazione delle donne africane; degli interessi italiani all&#8217;estero, per la verità, non si è mai occupata, e continua a non occuparsene nemmeno adesso che è effettivamente titolare della Farnesina, ma non preoccupatevi, non è mica lì per questo, il suo compito è un altro, quello che coincide con la vera ragion d&#8217;essere del Partito Radicale, ossia garantire la “fedeltà” europea agli USA e l&#8217;appoggio all&#8217;entità sionista. <o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Sembra di vivere in tempi di remake politici: se, per quanto riguarda le vicende di casa nostra, la persecuzione giudiziaria contro Berlusconi ricorda molto da vicino la sorte toccata a Craxi, a livello di politica internazionale, la drammatica situazione egiziana è la fotocopia di quella dell&#8217;Algeria di anni addietro, lo schema è lo stesso: elezioni vinte da un movimento fondamentalista islamico, guerra civile, colpo di stato militare, repressione sanguinosa.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">In Egitto c&#8217;è la complicazione in più della minoranza cristiana copta, da sempre oppressa e vessata dai mussulmani che, a quanto pare, non sognano altro che di vederla sparire, e questo porta a una precisa analogia con la situazione di un altro Paese della regione, il Libano, che fu travagliato da una durissima guerra civile che ha lasciato dietro di sé una realtà profondamente disgregata, di comunità ancora oggi sul piede di guerra, fra le quali rimangono fortissimi rancori e tensioni.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Un concetto che dovrebbe essere chiaro, eppure sembra rimanere nebuloso ai più, compresi i “grandi” che orchestrano la politica internazionale, è che quella che noi chiamiamo “democrazia occidentale” NON E&#8217; ESPORTABILE nel mondo arabo-islamico.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">IN TEORIA, MOLTO IN TEORIA, quella che noi chiamiamo democrazia, si dovrebbe basare su due principi complementari: diritto di decisione della maggioranza, e libertà e rispetto dei diritti per le minoranze.&nbsp; Ora noi sappiamo che in realtà non è così, che le cose realmente camminano in tutt&#8217;altro modo, che vi sono reati d&#8217;opinione, minoranze perseguitate per le loro idee, concetti che E&#8217; PROIBITO a termini di legge mettere in discussione a cominciare da quello del cosiddetto olocausto (conc<br />
etto più utile e dalle applicazioni più molteplici di un coltello svizzero, serve a indurre gli Europei a tollerare la dominazione americana e ad accettare qualsiasi porcata compiuta da Israele, e in più ha permesso agli eredi dei cosiddetti sopravvissuti di estorcere enormi quantità di denaro), poi c&#8217;è un efficiente sistema di plagio mediatico che serve a inculcare nella gente le idee che fanno comodo al potere, e a condannare all&#8217;assenza di visibilità le opinioni “non allineate”, ma diciamo che LA FACCIATA della democrazia regge abbastanza da permettere al sistema di rimanere in piedi.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Questo, in un contesto islamico fondamentalista NON E&#8217; APPLICABILE. L&#8217;islam vieta il rispetto dei diritti delle minoranze, incoraggia l&#8217;imposizione violenta dell&#8217;islam stesso, e ogni volta che si tenta l&#8217;attuazione della democrazia in questi Paesi, questo tentativo “premia” il fondamentalismo che con la sua intolleranza verso le minoranze porta a situazioni di guerra civile. Questa è l&#8217;altra faccia, quella reale, delle “primavere arabe” che del resto non sono state affatto un fenomeno endogeno della regione arabo-mediorientale, ma sono state indotte dall&#8217;esterno per omologarla al modello democratico-occidentale, e dietro cui ci sono certamente gli Stati Uniti.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Talvolta qualcuno paragona l&#8217;egemonia mondiale acquisita dagli Stati Uniti soprattutto dopo il crollo dell&#8217;Unione Sovietica all&#8217;impero romano, ma fra queste due realtà c&#8217;è una differenza fondamentale: I ROMANI NON ERANO UN POPOLO DI IDIOTI: confrontandosi con altri popoli, si rendevano conto di avere a che fare con culture diverse dalla loro, e le rispettavano.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Quante volte abbiamo visto la menzognera versione propagandistica della seconda guerra mondiale rappresentata sugli schermi, con folle festanti che si stringevano attorno ai blindati con la stella bianca. Certo, marginalmente scene di questo genere sono davvero avvenute, ma i Tedeschi resistettero fino all&#8217;ultimo con determinazione incrollabile fino all&#8217;ultimo, nonostante il calvario dei bombardamenti a tappeto sulle città, e così pure quella parte di italiani, che non fu così minoritaria come oggi si vuol far credere, che si riconobbero nel tricolore con l&#8217;aquila. Quanto al Giappone, certamente la resistenza incontrata a Ivo Jima e Okinawa ebbe un peso importante nel far decidere gli assassini yankee a compiere il crimine peggiore di tutta la guerra, i due bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Tuttavia, la menzogna è una cosa pericolosa, alla fine può fuorviare gli stessi ingannatori che finiscono per credere alle fole da loro stessi inventate. Gli yankee si sono auto-convinti che i popoli di tutto il mondo non desiderino altro che di essere “liberati” da loro e di condividere la democrazia e le delizie dell&#8217; “american way of life”.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Li abbiamo visti i superuomini yankee a Baghdad nel 2003, mostrati dall&#8217;occhio implacabile delle telecamere, basiti dal silenzio gelido che li aveva accolti, preludio della raffica di attentati che sarebbe costato loro un tributo in vite ben più pesante di quello della breve guerra, ammutoliti dalla mancata presenza di quelle folle festanti che credevano avessero accolto i loro padri e nonni nelle città “liberate” durante la seconda guerra mondiale.&nbsp; <o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Lo scriteriato sostegno a Israele dato dalle amministrazioni USA in conseguenza del potere condizionante delle lobby ebraiche americane, la politica dell&#8217;entità sionista di “genocidio al rallentatore” contro il popolo arabo palestinese, i soli veri abitanti della Palestina per diritto atavico, sono una spina nel fianco, un permanente motivo di risentimento per tutto il mondo islamico, ma gli esempi di cecità americana e “occidentale” verso il mondo islamico, cecità che non ha fatto altro che rinfocolare il fondamentalismo, non si limita a questo.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">E&#8217; un fatto che la politica USA e “occidentale” è andata proprio a stroncare quei movimenti autoctoni del mondo islamico che potevano costituire una remora all&#8217;emergere del fondamentalismo, a cominciare dall&#8217;Iran dove il governo del dottor Mossadeq fu stroncato per impedire la nazionalizzazione della produzione petrolifera, poi i movimenti di “socialismo islamico” Baas in Siria e in Iraq, ferocemente osteggiati dagli USA, e la stessa cosa si può dire del movimento di Nasser in Egitto. Perfino il governo israeliano e il Mossad hanno a lungo favorito in Palestina i fondamentalisti di Hamas allo scopo di creare problemi all&#8217;OLP di Arafat. C&#8217;è da ringraziare il Cielo che oggi in Siria il regime Baas di Bashar Assad stia non soltanto resistendo all&#8217;enorme pressione internazionale che appoggia, finanzia e arma i “ribelli” dell&#8217;ultima, più sanguinosa e più fittizia “primavera araba”, ma stia riguadagnando terreno, a dimostrazione che non si tratta, come vogliono farci credere, di una tirannide priva di consenso popolare, ma è più radicato nella popolazione di quanto vogliono darci a intendere con una calunniosa campagna di diffamazione internazionale.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Se riuscissero, le mene USA e “occidentali” sulla Siria, cosa otterrebbero? Semplicemente l&#8217;emergere di un nuovo fondamentalismo. Infatti, i “ribelli” siriani appartengono a gruppi fondamentalisti quando non sono semplicemente dei mercenari. Ci siamo forse scordati che Al Qaeda è stata creata dalla CIA come “legione straniera” islamica e impiegata al soldo degli USA in Afghanistan e in Jugoslavia?<o:p></o:p></span></div>
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<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language:
 AR-SA;">Le persone intelligenti imparano dai loro errori, gli stupidi no. Gli USA non imparano dai loro errori.&nbsp; <o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Le vicende dell&#8217;Egitto, l&#8217;inapplicabilità della democrazia al mondo islamico dovrebbe farci riflettere su questo sistema che si basa o dichiara di basarsi su di una serie di principi la cui validità avrebbe come presupposto un&#8217;universalità che – come ben vediamo – in realtà non esiste affatto.<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Anche in Italia la democrazia è in definitiva qualcosa di artificioso, che gli Americani ci hanno costretti a importare con i bombardamenti e con i tank. Guarda caso, da settant&#8217;anni siamo afflitti dal regime più corrotto e parassitario della nostra storia. Certo, i politici dell&#8217;epoca fascista, quelli dell&#8217;età giolittiana, i padri risorgimentali, erano uomini non privi di colpe e difetti, ma non si era mai giunti al livello attuale di una classe di predatori senza scrupoli, privi di qualsiasi ideale o finalità che non siano l&#8217;arricchimento e il potere personali. E la nostra lunghissima storia pre-unitaria? Vogliamo mettere Federico II o Lorenzo il Magnifico coi politici di oggi?<o:p></o:p></span></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"></div>
<div style="tab-stops: 29.25pt; text-align: justify; text-indent: 19.85pt;"><span style="font-size: 13.0pt; mso-fareast-font-family: &quot;Bookman Old Style&quot;; mso-fareast-language: AR-SA;">Anche la nostra, in fondo, è una democrazia d&#8217;Egitto.&nbsp; <o:p></o:p></span></div>
<p></p>
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