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	Commenti a: Verso la musica divina: note a margine del saggio di Antonello Cresti “La musica e i suoi nemici” – Roberto Siconolfi	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
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		Di: Primula Nera		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Primula Nera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jun 2021 13:09:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Antonello Cresti è uno dei migliori critici musicali in circolazione (perlomeno in Italia).Ho apprezzato molto il bellissimo &quot;Come to the sabbath&quot;(dove mostra un&#039;enorme conoscenza della musica underground britannica) e &quot;Lucifer over London&quot; (per quel che ne so,l&#039;unico testo in italiano dove si parla in modo approfondito di neofolk inglese).
Non ho ancora acquistato i suoi libri riguardanti il folk anni&#039;60 e il kraut rock, ma prima o poi lo farò(così come il libro che presentate nell&#039;articolo).
Concordo sull&#039;abbassamento generale della qualità artistica della musica proposta negli ultimi anni (specie tra le nuove leve).
Credo ,però, che la questione riguardante il conformismo e il finto ribellismo che anima attualmente tanta musica rock(e suoi dintorni)  abbia radici più profonde e trascenda la qualità artistica proposta (ad esempio gente come i Radiohead ,autori di musica di eccellente qualità, risultano insopportabilmente retorici e banali quando parlano di politica).
Da che mondo e mondo la stragrande maggioranza degli artisti(veri o presunti)fiuta i desiderata del potere e ci si adegua ; parlare in modo discordante (rispetto alle lobbies d&#039;interesse che dominano il nostro mondo) di tematiche come l&#039;immigrazione o l&#039;ideologia gender, potrebbe significare la fine della carriera per un musicista(o uno scrittore, un attore, etc) ; nella migliore delle ipotesi subirebbe boicottaggi o assalti delle squadracce dei centri sociali....
Questi sono i paradossi di un mondo(il nostro) che si definisce democratico , ma che sempre più mostra il suo carattere autoritario e totalitario. E che ha anche la faccia tosta di denunciare come liberticidi i governi di Russia ,Turchia o Nord Corea ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonello Cresti è uno dei migliori critici musicali in circolazione (perlomeno in Italia).Ho apprezzato molto il bellissimo &#8220;Come to the sabbath&#8221;(dove mostra un&#8217;enorme conoscenza della musica underground britannica) e &#8220;Lucifer over London&#8221; (per quel che ne so,l&#8217;unico testo in italiano dove si parla in modo approfondito di neofolk inglese).<br />
Non ho ancora acquistato i suoi libri riguardanti il folk anni&#8217;60 e il kraut rock, ma prima o poi lo farò(così come il libro che presentate nell&#8217;articolo).<br />
Concordo sull&#8217;abbassamento generale della qualità artistica della musica proposta negli ultimi anni (specie tra le nuove leve).<br />
Credo ,però, che la questione riguardante il conformismo e il finto ribellismo che anima attualmente tanta musica rock(e suoi dintorni)  abbia radici più profonde e trascenda la qualità artistica proposta (ad esempio gente come i Radiohead ,autori di musica di eccellente qualità, risultano insopportabilmente retorici e banali quando parlano di politica).<br />
Da che mondo e mondo la stragrande maggioranza degli artisti(veri o presunti)fiuta i desiderata del potere e ci si adegua ; parlare in modo discordante (rispetto alle lobbies d&#8217;interesse che dominano il nostro mondo) di tematiche come l&#8217;immigrazione o l&#8217;ideologia gender, potrebbe significare la fine della carriera per un musicista(o uno scrittore, un attore, etc) ; nella migliore delle ipotesi subirebbe boicottaggi o assalti delle squadracce dei centri sociali&#8230;.<br />
Questi sono i paradossi di un mondo(il nostro) che si definisce democratico , ma che sempre più mostra il suo carattere autoritario e totalitario. E che ha anche la faccia tosta di denunciare come liberticidi i governi di Russia ,Turchia o Nord Corea &#8230;</p>
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