Con la seconda parte del nostro intervento sui “giornali di trincea” terminava l’analisi delle pubblicazioni, per così dire, “regolari”. Con questa terza e ultima parte ci occupiamo invece dei periodici “irregolari”, dei numeri unici, dei bollettini di prigionia, etc. Come avevamo precisato introducendo le due parti precedenti, questo elenco non è completo, ma offre un quadro importante su questa particolare branca del giornalismo, ed è un elenco “di prima mano”, trattandosi infatti della rielaborazione in chiave “moderna” (con alcune correzioni e vari approfondimenti, quando è stato possibile) di uno storico servizio di Augusto Trabucchi (che fu responsabile dell’Archivio della Guerra presso il Museo del Risorgimento di Milano e scrisse di “editoria bellica” fin dagli anni ‘20) apparso su “La Cultura e il Libro” nel 1933, ad appena quindici anni dalla fine dei combattimenti. Alcune delle testate menzionate dal Trabucchi sono totalmente scomparse dall’orizzonte e non più rintracciabili. Specifichiamo infine che al titolo della testata in caratteri maiuscoli segue l’eventuale sottotitolo in minuscolo.

1. Notiziari e Numeri Unici per l’Esercito Mobilitato
ARDITO (L’) – Ricordo per gli arditi d’ogni arma della 1a Divisione d’Assalto
Numero unico di 6 pagine della grandezza dei quotidiani, venne pubblicato a Roma, daila Officina Poligrafica Italiana, nel febbraio 1919. Direttore responsabile: Capitano Spartaco Guazzaroni. La testata si fregia del fatidico grido degli arditi: A noi! Da non confondersi con l’omonimo “giornale dell’arditismo”.
ARMA OCCULTA! (L’)
Numero unico, uscito nell’ottobre 1918. Giornale stampato a Livorno dalla Tipografia Debatte, riproducente la conferenza tenuta ai soldati in zona di guerra dal tenente Bartolo Bottazzi della 1a Armata, Sezione “Р”.
BOLLETTINO DEL SOLDATO (IL)
Giornaletto senza indicazione di data, ma creato certamente dopo l’Armistizio e prima della smobilitazione dell’esercito. Si proponeva di illustrare al soldato le questioni e gli interessi che lo riguardavano come combattente e come cittadino. Veniva stampato dall’Istituto Veneto Arti Grafiche di Venezia in conduzione con la Società Bestetti e Tumminelli. Il primo dei tre soli numeri usciti nel 1919 reca la seguente dichiarazione d’intenti: Questo giornaletto si propone principalmente di parlarti di te, Fante d’Italia. In queste colonne troverai illustrate in modo semplice e piano le principali questioni che riguardano i tuoi interessi così di combattente e di cittadino. I problemi nazionali; le modalità della smobilitazione e i diritti che lo Stato ti accorda in premio dei sacrifici da te sostenuti per la Patria; i vari problema del tuo dopoguerra; i mezzi messi in opera per sottrarti alla minaccia della disoccupazione; l’emigrazione: tutto ciò che potrà esserti utile avere notizie precise e sicure tu troverai in queste pagine. Esse sono scritte unicamente per te, nella sola cura del bene di colui che ha tanto fatto e dato per l’Italia, e si raccomandano perciò alla tua benevola e diligente attenzione.

CANDELÙ – Pubblicazione dedicata ai soldati del 267° Fanteria
Numero unico di 4 paginette, uscito il 14 luglio 1918, in occasione della vittoriosa battaglia del Piave nella quale l’eroico reggimento si distinse tanto da meritare l’onore della citazione nel bollettino del Comando Supremo. Lo stampò la Tipografia della «Voce del Piave».
50a DIVISIONE (LA) – MCMXVI XI Novembre MCMXVIII
Numero unico a commemorazione dei fasti della Divisione, composta delle Brigate Aosta e Udine, del 20° reggimento artiglieria da campagna, del 3º Battaglione 1° Genio, etс. Venne stampato a Milano dallo Stabilimento Grafico Matarelli (che in anni successivi si specializzò in memorialistica sulla Prima Guerra Mondiale).
COMANDO X CORPO D’ARMATA – Notiziario
Sono foglietti a stampa, di formati vari, che il Comando del X Corpo diffondeva tra i soldati per le loro quotidiane conversazioni, per i loro quotidiani contatti con la popolazione borghese, e che riportavano in fascio le notizie date dai grandi quotidiani. Il primo numero usci il 10 maggio 1919; l’ultimo, il 20 giugno stesso anno.

COMANDO DELLA 1a ARMATA – Notiziario
Foglietto quotidiano a stampa di propaganda alla resistenza tra i combattenti dell’Armata.
FIAMME (LE) – Numero unico per le Truppe d’Assalto
È un fascicolo di 8 pagine, con illustrazioni a colori e foto in bianco-e-nero, che usci il 22 settembre 1918 dalle Officine della Società Anonima A. Mondadori di Ostiglia. Fu distribuito gratuitamente ai soldati e venduto a una lira ai “collezionisti”, come indicato in copertina. All’interno poesie, canti patriottici e vignette umoristiche.
GAGLIARDA (LA) – Notiziario della 1a Armata

Giornale a stampa che uscì irregolarmente nel 1919 a Trento ed iniziò le sue pubblicazioni il 15 luglio, in continuazione del giornale «L’Astico» e del «Bollettino» compilato dalla Sezione “Р” della 1a Armata. Uscirono tre numeri a cura della Sezione “P” suddetta (il n. 2 era datato 31 luglio e il n. 3 il 25 agosto).
IN BELLO NOVISSIMA – IN VICTORIA PRIMA
Numero unico di 4 pagine, pubblicato a Susegana (Treviso) il 7 settembre 1917 a cura degli allievi ufficiali bombardieri del corso Gamma. Venne stampato a Milano dallo Stabilimento Litotipografico “La Presse” e fu gerente responsabile Carlo Ghezzi. Il motto della testata venne usato più volte, in più contesti durante la guerra.

MITRAGLIERE (IL) – Numero unico in occasione 2° anniversario fondazione Scuola Mitraglieri
Fascicolo in 45 pagine che venne pubblicato a Brescia dalla Stamperia Geroldi nel giugno 1918, per conto dell’ufficio propaganda del reparto mitraglieri. In seconda pagina un appello firmato dal Tenente Carlo Bisocchi: Vecchi e giovani mitraglieri ne quali Brescia ha trasfuso l’anima di tutti i suoi eroi perché le battaglie aveste a vincere che quelli hanno iniziate, esultate! E il II anniversario della fondazione della vostra scuola vi trova saldi di fronte a quello stesso nemico del quale già i vostri padri hanno visto le terga, soldati della fede e del dovere, anelanti di correre ai confini segnati da Dio per piantarvi il Tricolore benedetto, per la grandezza e per l’onore d’Italia. All’interno disegni, foto di ufficiali e persino tavole a fumetti.
NOTIZIARIO DEI COMBATTENTI DELLA VII ARMATA
Settimanale con notizie sulla guerra mondiale, sulla popolazione delle Terre Invase italiane, sui nostri profughi, su questioni assistenziali dei combattenti, sui loro doveri e sulla fede nella vittoria. Il primo numero uscì il 23 giugno 1918 per i tipi della Stamperia Geroldi di Brescia. Con l’8 dicembre 1918 diventò il notiziario della I Armata. Continuò nel 1919.

NOTIZIARIO DELLA TERZA ARMATA
Foglietto quotidiano per i combattenti della III Armata. Usci nel 1918 e nel 1919, qualche volta irregolarmente, a cura del Comandante della III Armata. All’interno notizie inerenti alla vittoria e alla situazione politica internazionale (sul n. 49 vennero pubblicati i famigerati “quattordici punti di Wilson”). Il notiziario ebbe speciali supplementi, come Pasqua 1919, Ora e Sempre (uscito per il 1° maggio 1919), Ave o Piave (pubblicato per il primo anniversario della battaglia, il 15-24 giugno 1919), ed altri.
SOLDATO D’ITALIA! – Leggi e ricorda
Foglietto a stampa di propaganda alla resistenza, creato dal Comitato Civile. Uscì nel 1918.
UN PO’ DI RISO

Fu il primo numero della Serie “M” di fogli della Sezione “P” dell’Armata degli Altipiani, intesi a svolgere propaganda di resistenza. Non si tratta qui del riso che fa fare del buon umore, ma di quello che produce la terra, е si ammonisce il soldato a non disprezzarlo nell’ora grave in cui le risorse alimentari si esaurisconо. La data della pubblicazione non è precisata. Curioso è il motto, a firma di Napoleone, che fregia la testata: Il riso abbonda nella gavetta del soldato furbo. Le quattro pagine che costituiscono il fascicolo sono illustrate in colore rosso.
VITTORIA (LA) – Numero unico della Seconda Armata.
Pregevolmente illustrato fin dalla copertina, venne pubblicato in quattro pagine il 24 maggio 1918, in occasione del terzo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia. In seconda pagina una patriottica esortazione: Questo foglio vostro, soldati, è senza storie, senza novelle, senza declamazioni. Poche parole, una grande parola, di fede, di volontà. Il 24 maggio è un giorno sacro, che significa un destino, una grandezza, una nobiltà, nel quale l’Italia, compiuto il suo 21° anno, si alzò in piedi, inpugnò le armi, a solidale col vicino e coll’amico aggrediti da un brigante, a difendere altrui per proteggere se stessa, conquistare ciò che è suo. Da quel dì si iniziò una storia di gloria, di dolori, di sacrifici. Oggi, a tre anni di distanza, dopo il più grande orgoglio delle undici vittorie, dopo il dolore de l’umiliazione, dopo il sacrificio della resistenza eroica, siete davanti alla necessità di salvare e di liberare tutto e tutti quelli che sono al di là del Piave, fino al confine sacro. Oggi, un esercito solo, di tutti i combattenti, di tutto il popolo, rinnova a se stesso, a l’Italia, al mondo, la promessa e il giuramento ‘di combattere e di resistere fin che tutte le nostre terre siano libere e redente, fin che tutte le giustizie siano ristabilite e tutti i torti riparati, fin che la pace sia, non l’imposizione d’un tracotante nemico, la consacrazione del diritto e della libertà di tutti i popoli. Allora, deporremo le armi. Prima, no, mai. Soldati d’Italia! Il vostro dovere, il vostro diritto, il vostro sogno, la vostra vita, il presente e l’avvenire, tutto in questa sola parola : Vittoria!

VITTORIA (LA) – Numero unico dell’Ottava Armata
Usci nel luglio 1918, per i tipi Bertieri e Vanzetti di Milano. È un fascicolo di 8 pagine, con otime illustrazioni a colori. All’interno esortazioni di ogni tipo, proclami, e pungenti vignette satiriche sul nemico. In quarta di copertina appare un “fumetto” in otto vignette sullo stile de “La Tradotta” intitolato La dolorosa istoria.
3. Notiziari per le Terre Invase, a cura del Comandi Mobilitati
CORRIERE DELLE TERRE INVASE – Messaggio di fede a quelli che aspettano
Giornale pubblicato a cura della VI Armata nell’intento di dare ai militari delle prоvince invase del Veneto (Udine, Belluno, Treviso, Venezia), ogni notizia possibile dei loro familiari rimasti sotto il dominio dell’invasore, con appelli e comunicazioni varie. Il primo numero uscì il 12 maggio 1918 dalla Tipografia (Sezione Cartografica) della VI Armata.
NOTIZIARIO DELLE PROVINCIE INVASE
Giornaletto a stampa edito a cura della Sezione “P” della I Armata. Ebbe lo scopo di recare ai combattenti delle Province Invase il conforto dei loro familiari rimasti sotto il giogo del nemico. Incominciò a uscire il 1º maggio 1918 e uscì irregolarmente sino al 15 dicembre 1918. L’ultimo numero, datato da Trento, porta il titolo: «Notiziario delle Provincie Liberate».

POSTA AEREA – Per le famiglie dei territori invasi
Sono i notiziari, distinti per provincia, che raccoglievano le notizie dei militari delle Terre Invase per i loro familiari e che, a cura del Comando Supremo del Regio Esercito, venivano gettati dagli aeroplani militari italiani alle popolazioni interessate del Veneto. Ebbero effetto morale benefico e sortirono da prima in piccoli fogli, poi in dispense mensili di 8-10 fogli grandi.
4. Giornali di prigionia
ARALDO
Giornale manoscritto a fascicoli di 10 fogli e anche più, in ottavo grande. Fu l’organo dei pri-gionieri di guerra italiani al Campo di Mauthausen. Uscì senza un programma ben definito, sebbene lo scopo fosse quello di tenere uniti, nel sentimento puro della Patria, gli sventurati prigionieri. Il sottotitolo cambiò per ogni numero, ma il significato era pressoché lo stesso sempre. Nel primo numerо, uscito il 24 dicembre 1916, diceva: «Fra sogni e catene», e nei successivi «Fra speranze e dolori» o «Fra il soffrire e l’aspettare». Anima di questo giornale, scritto in copia unica e che veniva passato ai prigionieri per la lettura, con la raccomandazione scritta che fosse tenuto con cura, fu Athos, pseudonimo di Quirino Croce. Il giornale cesso le pubblicazioni assai presto, nel 1917.
ATTESA (L’)
Organo dei prigionieri di guerra italiani a Dunaszerdahely (nome ungherese del paese slovacco di Dunajská Streda, noto anche col nome tedesco di Niedermarkt). Il primo numero, pubblicato al ciclostile, usci 1’8 settembre 1917 in 9/10 pagine. Gerente responsabile: Foti. All’interno ritratti, caricature e racconti di vita del campo, oltre che notizie per resistere alla prigionia. Da non confondersi con l’omonimo giornale di prigionia pubblicato nel 1918 dagli Italiani internati nel lager di Celle (in Germania).

BARACCA (LA) – Giornale umoristico illustrato di Katzenau
Giornale a stampa di modeste dimensioni, venne pubblicato a Katzenau (il campo di prigionia austriaco presso Linz) e fu l’organo degli irredenti italiani, politicamente perseguitati dall’Austria, che vennero colà internati durante la guerra. Lo stampò la tipografia omonima, diretta da Oreste Cescon, che del giornale fu gerente responsabile.
BOLLETTINO DI GUERRA
Foglietto quotidiano poligrafato di informazione sugli avvenimenti della guerra, ad uso degli irredenti italiani al servizio militare dell’Austria e caduti prigionieri in Russia. Venne pubblicato a Kirsanov (Russia), a cura del giornale «La Nostra Fede» (vedi più avanti), organo degli stessi prigionieri. Dopo il 126° numero usci manoscritto per qualche tempo, malgrado il rigoroso divieto di pubblicazione dato dall’autorità militare russa, che ordinò il sequestro del poligrafo.
ECO DEL PRIGIONIERO (L’) – Periodico critico, letterario, autonomo
Giornale dei prigionieri di guerra italiani di Sigmundsherberg (Austria), che usci litografato e sotto la direzione di A. Gori prima e di altri poi. Il primo numero uscito è del 7 gennaio 1917; gli altri seguirono settimanalmente. Questo giornale, le cui testate sono differenti per ogni numero e portano disegni allegorici a motivo patriottico, aveva anche una propria rivista mensile illustrata che si intitolava «L’Eco Umoristicо» (vedi più avanti).
ECO UMORISTICO (L’)
È la rivista mensile che pubblicava a Sigmundsherberg, in veste litografica, l’organo dei prigionieri di guerra italiani «L’Eco del Prigioniero». Il primo numero usci nel febbraio 1917.
GAZZETTINO DI WOHNBARACCOPOLI –
Kriegsgefangenitalienischenofficierslagerillustriertezeitung,
Il giornale portava un lunghissimo sottotitolo in tedesco che significava letteralmente “Giornale illustrato del campo per gli ufficiali italiani prigionieri di guerra”; il nome della testata fa riferimento al termine tedesco Wohnbaracken (baraccamenti o baraccopoli). Si trattava del Notiziario settimanale degli Ufficiali prigionieri di guerra nel campo di Ellwangen (Germania). Giornale a stampa che iniziò le pubblicazioni il 5 maggio 1918. Lo diresse il Colonnello Alberto Porro e lo stampò la Druck der Buchdruckerei (tipografia) dello «Ipf- und Jagst-Zeitung», giornale di Ellwangen, ancora oggi pubblicato. Uscirono otto numeri soli, sino cioè al 23 gingno 1918, e stava per sortire il numero 9 quando un’ordinanza dell’autorità militare austro-tedesca ne sospese le pubblicazioni. Nota: come «Il Gazzettino di Wonbaraccopoli» è noto in storiografia (vedi per esempio i volumi di Giuseppe Ferraro sui giornali di prigionia pubblicati nel 2020 e nel 2024) un periodico pubblicato dagli internati di Dunaszerdahely, collegato a «L’Attesa»; Augusto Trabucchi colloca invece questa pubblicazione a Ellwangen (con la dizione “Wohnbaraccopoli”) e abbiamo deciso di mantenere questa impostazione.
NOSTRA FEDE (LA)
Giornale poligrafato degli irredenti italiani al servizio militare dell’Austria, caduti prigionieri dei russi e concentrati al campo di Kirsanov. Usci saltuariamente dal febbraio al giugno 1916, diretto dal fiumano Clemente Marassi. La direzione pubblicò quotidianamente anche il «Bollettino di Guerra». Nel 2017 il periodico fu oggetto di studio accademico da parte di Ida De Michelis perché nelle sue pagine era stata pubblicata una sorta di parodia della Divina Commedia di Dante; così la De Michelis: La Divina Commedia irredenta nasce sulle pagine del giornale “La Nostra Fede” che veniva poligrafato artigianalmente nel campo di Kirsanov in una quarantina di copie; portava come motto proprio un verso dantesco “non sbigottir ch’io vincerò la prova”, a testimoniare lo spirito di resistenza nazionale con il quale nasceva l’iniziativa. Viezzoli ricorda come accanto a questo giornale ne nacque il controcanto ironico che ribadiva che se non di solo pane si vive, il pane sarebbe comunque necessario alla sopravvivenza: «da alcuni si cominciò a scrivere un giornaletto umoristico, di cui uscì un solo numero, che parodiando “La Nostra Fede” portava il titolo “La Nostra fame” e aveva per emblema un pidocchio e per motto “Non sbigottir, che corvi ne mangeremo ancora”»11, come spiega Viezzoli «si alludeva ai giovani corvi da nido, che in primavera avevano fatto le spese dei nostri banchetti, ed erano stati trovati gustosi dai miseri affamati di Kirsanow»12. “La Nostra Fede” porta nel titolo la matrice collettiva, unitaria del suo scopo primario, e uscì dal 26 febbraio al 19 giugno 1916, per un totale di 11 numeri, accompagnato dal quotidiano bollettino di notizie del fronte bellico, quasi organo semi-ufficiale del campo, ed era organizzato da una redazione mista di trentini e giuliano-dalmati.

PACE DI DIO
Foglietto bimestrale pubblicato con il permesso dell’autorità ecclesiastica dalla Kirchliche Kriegshilfe (assistenza ecclesiastica in tempo di guerra) di Paderborn (Germania) nel periodo 1917-1918.
SCINTILLA (LA) – Settimanale letterario dei prigionieri di guerra italiani in Sigmundsherberg.
Organo a stampa, che nacque in sostituzione de «L’Eco del Prigioniero» (vedi prima) sotto la direzione di Guido Monaldi, il 4 novembre 1917. Lo stampò la Tipografia di Eggenburg, diretta da L. Hofer, e sorti da principio in foglio semplice, poi in doppio foglio. Cessò le pubblicazioni il 18 agosto 1918 in seguito ad ordinanza dell’Imperiale e Regio Ministero della Guerra austro-ungarico, che proibiva la pubblicazione di giornali ai prigionieri italiani a decorrere dal 24 agosto 1918. Il giornale ebbe due testate e venne ristampato nell’opera di Giovanni Casarico Esilio indomito (Edizione Casarico, Dogliani, 1925).
SURROGATO (IL) – Giornale degli ufficiali italiani prigionieri in Theresienstadt (Boemia)
Direzione, redazione, amministrazione: Camerata n. 77

