A 111 anni dall’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, pubblichiamo la seconda parte del nostro “dizionario enciclopedico illustrato”, organizzato in ordine alfabetico, dei più noti (e meno noti) periodici destinati ai soldati della Grande Guerra. Come avevamo precisato introducendo la prima parte, questo elenco non è completo, ma offre comunque un quadro importante su questa particolare branca del giornalismo, ed è un elenco “di prima mano”, trattandosi infatti della rielaborazione in chiave “moderna” (con alcune correzioni e vari approfondimenti, quando è stato possibile) di uno storico servizio di Augusto Trabucchi (che fu responsabile dell’Archivio della Guerra presso il Museo del Risorgimento di Milano e scrisse di “editoria bellica” fin dagli anni ‘20) apparso su “La Cultura e il Libro” nel 1933, dunque ad appena quindici anni dalla fine dei combattimenti. Alcune delle testate menzionate dal Trabucchi sono totalmente scomparse dall’orizzonte e non sono più rintracciabili.

Dopo la pubblicazione della prima parte dell’articolo di Tabucchi la redazione ricevette la seguente lettera, scritta dallo studioso e bibliotecario fiorentino Giuseppe Fumagalli (1863 – 1939), all’epoca Direttore dell’Istituto Italiano del Libro: Ill.mo Sig. Direttore, Nell’ultimo numero de “La cultura e il libro” ho visto l’interessante articolo di A. Trabucchi su “I giornali di guerra”, nel quale egli augura “che qualche penna sapiente assicuri alla storia in una esauriente trattazione la magnifica e vasta opera svolta dai giornalisti in guerra” e vi contribuisce con un elenco, di cui non è pubblicata per ora che una prima parte, dei giornali cosiddetti di guerra. Potrebbe essere utile di far sapere che il sottoscritto, che non aspira ad essere una “penna sapiente”, ha da molti anni compiuto un lavoro sui giornali di guerra, iniziato quando egli era alla Direzione della Biblioteca Universitaria di Bologna, dove creò la più vasta raccolta bibliografica di guerra che esista in Italia, continuata negli anni successivi. Questo lavoro era stato fatto perché vedesse la luce fra le cento e più monografe che il compianto Borelli voleva far pubblicare dall’Ufficio Storico della Mobilitazione. Dopo l’inchiesta che sciolse L’Ufficio due soli lavori si salvarono, avendone la Commissione raccomandata la pubblicazione, cioè quello dell’amico Dott. A. Bertarelli sulle Canzoni popolari di guerra e il mio. Mа in fatto né l’uno né l’altro fu mai pubblicato ed io aspetto sempre l’editore a cui l’argomento sorride. La saluto cordialmente.
Per quanto riguarda il “nostro elenco”, che è qualcosa di più di quello del Trabucchi e forse qualcosa di meno di quello del Fumagalli, specifichiamo che al titolo della testata in caratteri maiuscoli segue l’eventuale sottotitolo in minuscolo.
GIORNALE DI GUERRA 39° FANTERIA
Fu uno dei primi giornaletti compilati in trincea e vide la luce il 14 settembre 1915, in veste poligrafata. Fu ideato, diretto e quasi interamente scritto dal Colonnello Campolieti, con finalità altamente educative e pаtriottiche, ad uso riservato ai soldati del reggimento. Cessò col numero 9, il 16 ottobre 1915, in seguito all’allontanamento dal fronte del suo animatore causa ferite.
GRANDE SCARICA (LA) – Settimanale umoristico illustrato del 159° Reggimento Fanteria.
È stato uno dei primissimi giornaletti di trincea creati al fronte. Iniziò le pubblicazioni l’11 luglio 1915 col nome “La Scarica”, che poi mutò, ed ebbe anche numeri straordinari. Era poligrafato e, come da avvertimenti in testata, “esce quando può al campo” e “tutti possono scaricare le prоprie idee”. Direttore e proprietario fu Ottorino Sapelli, mentre il gerente responsabile era… Cecco Beсco.

GRAPPA (IL) – Per i soldati del 138° Fucilieri.
Nato nel Maggio 1918, non usci mai regolarmente. Nella testata, dopo il sottotitolo, si legge il motto “Più alto più oltre…” e la dicitura semiseria “Abbonamento gratis, inserzioni gratis е tutto gratis per Amor della Patria”. Pubblicava poesie, consigli per il soldato, cronache di guerra, recensioni e giochi. Fu gerente responsabile Ciccio Cocozza e si stampò a Padova, presso la Tipografia del Messaggiero, e poi a Valona, nella sede della Tipografia Italiana.
MARINA ITALIANA (LA) – Giornale del marinaio
Organo dei marinai combattenti, fu creato da apposito Ufficio Speciale al Ministero della Marina. Usci quindicinalmente a cominciare dal 15 Maggio 1918, stampato dalla Tipо- grafia Urbs di Roma e composto di 8 раgine in formato più piccolo dei quotidiani.
MARMITTA (LA) – Giornale del 137° Reggimento Fanteria.
Nasce l’11 febbraio 1918 come foglio dattiloscritto in 4 pagine dal taglio molto artigianale e dalla periodicità settimanale. Dal n. 10 del 14 aprile 1918 l’impaginazione è tipografica, molto più “pulita” e professionale; con l’uscita successiva aggiunge in testata la dicitura “Brigata Barletta”. Pubblicava cronache e lettere militari. Il gerente responsabile era indicato come Fifirino o Fifilino ed era stampato presso la Tipografia del Trulla.

MONTELLO (IL) – Quindicinale dei soldati del Medio Piave.
Iniziò le pubblicazioni il 20 settembre 1918, in bella veste tipografica e con illustrazioni a colori, a cura dello Studio Editoriale Lombardo di Milano; i colori erano forniti dalla Fabbrica Italiana Colori e Inchiostri da Stampa. La qualità artistica delle immagini umoristiche era notevole. Nel numero 4, il primo uscito nel novembre 1918, dopo il sottotitolo è aggiunta la seguente dichiarazione: Montello ancora e ancora Medio Piave, sebbene ce li siamo lasciati tanto lontani dietro le nostre spalle. Perché là attestammo e afforzammo la nostra Volontà, là cominciò nel nostro Giugno luminoso la Nostra Vittoria. A questo numero segui, pure in novembre, un numero straordinario col sottotitolo cambiato in “Giornale dell’Ottava Armata”. Direttore del periodico fu E. Beltrami, mentre Enrico Borioli era il gerente responsabile.
NOTIZIA AL FANTE (LA) – Giornale illustrato del 241° Reggimento Fanteria
Organo del reggimento poligrafato e dattiloscritto che aveva quattro rubriche fisse: Cronaca, arte, sport, umorismo. C’erano giochi e caricature degli ufficiali; le immagini erano del tutto amatoriali come tratto. Sul n. 1 del 6 marzo 1918, fra le varie amenità vengono riportate la Voce del Colonnello (“Riposando rinfrancati ma preparati”), la Voce del Cappellano (“Amore e disciplina”) e il Consiglio del Medico (“Temperanza e pulizia”). Direzione e Amministrazione: “Саsa Propria – Telefono da Campo”. Il gerente responsabile cambiava in ogni numero: V. Moschini, Pic Spada, Angeli Carlo, etc. Nella testata veniva indicata la periodicità: “Si pubblica a riposo: settimanalmente; in trincea: quando si può”. Veniva stampato presso lo Stabilimento Tipo-litografico Perrone – Cosimi e C.
PENDOLINO (IL) – Organo dei mitraglieri della Piceno
Di questo giornale manoscritto, diretto da Leo Pollini, usci un solo numero nel luglio 1918, con la data del giugno. Nella testata reca il motto “Pendere est necesse vivere non est necesse” ed aveva direzione e amministrazione sul Pasubio. Pollini (1891 – 1957), fascista della prima ora, fu promotore durante il Fascismo di alcune riviste letterarie di grande impatto, come “La Parola e il Libro” e “Alleanza Nazionale del Libro”.

POTENZA (LA) – Dei Fanti e dei Fantoni del 272° Regg. Fanteria.
Il valoroso reggimento faceva parte della Brigata Potenza e da qui si spiega l’origine del titolo, dato ad arte con l’intreccio geniale del nome del Comandante il reggimento, Colonnello Fantoni. L’interessante giornaletto è poligrafato, e, talvolta, in parte manoscritto; qualche numero è tirato al ciclostile. Nacque il 28 febbraio 1918 e mori alla fine di ottobre dello stesso anno. La testata cambia spesso con nuovi disegni, talvolta colorati, dovuti a Nicky. La pariodicità non è costante, lo dice il frontale stesso, che “esce quando vuole” oppаre “si pubblica quando si stampа”. Sulla prima pagina del n. 1 si legge “Il nostro programma”: Questo giornale, al quale collaborano anche gli analfabeti, è così ricco che non si vende, ed è tanto libero che si pubblicherà fino a quando vorrà. La sua redazione ! Prodigiosa ! Ogni Ufficiale, ogni soldato del nostro reggimento può mandare scritti e caricature. I collaboratori concorreranno anzi ogni settimana a dividersi il premio di 10 lire offerte da un fantone, anonimo, ma che s’indovina chi è.
RAGNO (IL)
Giornaletto umoristico pupazzettato della 7a Compagnia Telegrafisti. Si ritiene che fosse poligrafato.
RAZZO (IL) – Giornale di trincea della 7a Armata
Organo dei combattenti dell’Armata, il primo numero usci l’11aprile 1918. Sulla prima pagina del n. 1, in chiusura dell’editoriale programmatico appare il motto “La giovinezza è forza e la forza è vittoria”. Lo stampò а Brescia la Tipografia Geroldi ed ebbe diversi supplementi illustrati detti “razziate fuori programma”. La cura tipografica e la qualità delle vignette e delle illustrazioni erano notevoli e professionali. Il 20 giugno 1918 uscì il n. 900, dedicato appunto al XX secolo. Nel novembre 1918 pubblicò un numero straordinario per la conseguita Vittoria finale,

RICORDEVOLE
Giornaletto poligrafato dei combattenti di slocati nella zona montana del Cordevole, Lo diresse il Capitano Antonio Umana e cessò ben presto le pubblicazioni.
SANITÀ (LA)
Settimanale poligrafato, edito dalla 4a Compagnia Sanitaria di Milano. Direttore: Lega.
SAN MARCO – Giornale dell’Ottavo Corpo d’Armata
Usciva tre volte il mese, a cominciare dal 24 maggio 1918. Fu gerente responsabile Antonio Bonfanti, e si stampò a Milano presso lo Stabilimento per le Arti Grafiche Alfieri e Lacroix, che fungeva anche da editore. Era un vera e propria rivista, in tricromia, con illustrazioni di grande effetto realizzate professionalmente e inserzioni pubblicitarie di banche e case editrici. Vi collaborava, con le sue copertine, il grande Filiberto Mateldi (1882 – 1942), uno dei massimi illustratori italiani del ‘900.
SAVOIA! – Giornale del XXVIII Corpo d Armata
Il primo numero usci dalle Officine Grafiche Ferrari di Venezia il 27 giugno 1918. La testata si fregia delle parole di Emanuele Filiberto di Savoia: “Sul Piave si vince o si muore”. La grafica di testata mutò nei numeri successivi, ma l’impostazione tipografica rimase comunque professionale. Sul n. 1, uscì l’editoriale programmatico, del quale leggiamo un significativo passo: Questo primo numero del nostro giornale in tutte ed in ciascuna delle sue parti, in quella letteraria, in quella artistica, in quella tipografica, risente del momento in cui vede la luce. E si capisce. Quelli che dovevano scrivere – cronisti di gloriose Brigate – hanno gettato la penna e si battono sulle contrastate trincee: i disegnatori hanno imbracciato il fucile; i poeti, discesi dalle nuvole dell’Olimpo, hanno un tascapane pieno di bombe… Parrebbe, dunque, che questo non fosse il momento più opportuno per l’uscita di un giornale. È bene, invece, che, comunque, esso abbia visto la luce in questi giorni! Poiché il “Savoia!” è veramente l’espressione del contegno tenuto fin dalle primissime ore di questa lotta dai combattenti tutti di questo Corpo di Armata. Lo sanno le migliaia di cadaveri nemici che sono andate alla deriva nelle acque rosse del Piave, lo sanno i mucchi di morti e le torme di prigionieri che esso ha dovuto lasciare sulla nostra terra. Sempre attaccato, senza tregua, senza stanchezza, sbaragliato in cento e cento combattimenti da forze sempre inferiori alle sue di numero, ma terribilmente superiori in audace valore, il nemico ha imparate oramai chi sono i meravigliosi soldati del XXVIII Corpo d’Armata. Mai titolo di giornale avrà dunque meglio risposto alle qualità morali di coloro, ai quali esso è diretto; alle qualità morali e alla tradizione nobilissima dell’ente dal quale esso promana! Mai titolo di giornale sarà parso più opportuno mentre la lotta asprissima dura lungo tutto il fiume, la cui piena è fatta più di sangue che di acque: sangue nemico! “Savoia!” “Savoia!” “Savoia!”.

SEMPRE AVANTI… – Giornate del Soldato Italiano in Francia
Fu l’organo dei combattenti del II Corpo d’Armata italiano in Francia. Il primo numero usci a Parigi, in bella veste tipografica, l’8 settembre 1918, ma il giornale continuò a pubblicarsi anche nel 1919. Le copertine erano a colori e le scritte erano in tre lingue: italiano, francese e inglese. Numerose vignette umoristiche, poesie e persino fotografie impreziosivano le uscite. Sul n. 1, dopo una seconda pagina dedicata agli annunci pubblicitari di banche e industrie, apparve in terza pagina l’editoriale Ricordi di un ex-caporale, scritto con piglio semiserio dal Presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando.
SI COMBATTE, SI LAVORA E… SI RIDE
Uno fra i più rari giornali di trincea, fu l’organo del 2° Battaglione dell’82° Reggimento Fanteria. Fu pubblicato scritto a mano e poligrafato a partire dall’11 marzo 1918, ma si ignora per quante uscite. In prima pagina del primo numero una lettera ai soldati del Maggiore Favini. All’interno cronache semiserie dal fronte.
“SIGNOR SÌ” – Armata degli Altipiani
Venne stampato a Vicenza dalle Arti Grafiche Rossi. Iniziò le pubblicazioni il 27 giugno 1918 a fascicoli di 16 pagine, ed è ricco di illustrazioni in nero e colorate; presenti anche inserti fotografici sulla vita di t. Tra i collaboratori spicca Vamba, ovvero il fiorentino Luigi Bertelli (1860 – 1920), autore dell’immortale capolavoro per ragazzi Il giornalino di Gian Burrasca, pubblicato a dispense fra il 1907 e il 1908, che viene subito dietro Pinocchio e Cuore in questo genere di letteratura. Vamba scrisse per il “Signor sì” un editoriale di apertura in rima; divertente il finale: L’austriaco assassino / sentenziò che gli italiani / san menar solo le mani / per suonare il mandolino… / Ma l’Italia ardita e destra / preparata ha qui un’orchestra… – Il paese ove sei nato / è “il paese ove il sì suona”; / e perciò da buon soldato, / se a suonar or ti si sprona / chi oltraggiarlo sempre ardì, / tu rispondi… – “Signor sì”. Nel primo numero appare anche, come ulteriore spiegazione del significato del nome di testata, Come nacque il “Signor sì”, uno stornello a versi sciolti: – Bisogna fare un giornale – Signor sì – Un giornale pei soldati – Signor sì. – Pei soldati della nostra armata – Signor sì – Tutte le settimane – Signor sì – E ci vuole un titolo – Signor sì.

SOLDATO (IL) – Settimanale illustrato per i combattentі.
Giornale creato e diretto da Salvatore Lauro. Lo stampò l’Officina Tipografica Italiana in Roma. Iniziò ad uscire nel 1916. Di difficile reperibilità.
TASCAPANE (IL) – Giornaletto del soldato per i fanti delle Brigata Milano.
Altro raro giornale di trincea, venne stampato su carta bianca e su carta rosa, nel 1917. Non fu soltanto l’organo dei Fanti della “Milano”, ma fu anche il giornaletto dei combattenti della II Armata. Le sue uscite non sono numerate.
TELE E TENDE
Tra i più rari di questi mezzi di comunicazione, fu l’organo manoscritto degli allievi ufficiali del 32° Fanteria, diretto da Antonio Pescanzoli e dall’avv. Palumbo. Il giornale, formato da una ventina di pagine protocollo redatte in versi e in prosa, veniva letto ad alta voce in comitiva. Comparve fra il settembre e l’ottobre 1915 e mori col terzo numero.
TIGNOLA (LA) – Giornale umoristico settimanale II Unita Chirurgica Mobile.
Malgrado l’esplicita dichiarazione di organo settimanale, l’interessante giornaletto, tutto роligrafato, con vignette indovinatissime e riportante talvolta incollate autentiche fotografie di illustre personalità, uscì saltuariamente e senza data a cominciare dal 1917. Fu l’organo dell’Unità accampata a Pieris nel Carso e doveva essere diretto da A. Violi.
TIRA, GIGI!… E RIMARRÀ SPELATO!… – Giornale settimanale del Corpo d’Armata Territoriale di Palermо
Giornaletto impropriamente detto “di trincea” creato per stimolare – come avverte nel primo numero – le energie patriottiche dei militari del Corpo d’Armata Territoriale. Ebbe vita brevissima: con le sue otto pagine vide la luce domenica 20 ottobre 1918 per i tipi della Tipografia Nazionale di Palermo e cessò le pubblicazioni l’8 dicembre 1918. Le sue illustrazioni, dal taglio semi-professionale sono tutte opera dell’Autori. La spiegazione del nome è nel disegno di testata: due soldati italiani tirano i baffi a un soldato austriaco con l’intenzione di strapparglieli. L’editoriale di apertura del primo numero è firmato “Il Tira Gigi” ed è in rima: lo sono o almeno sembrovi un umile giornale / E, se si toglie il titolo, a tutti gli altri eguale; / Ma invece nelle pagine ch’io vi porró dinante, / Vibrerà audace un’anima commossa e palpitante. / Io cercherò di scuotere in fondo al vostro cuore / La corda più sensibile del più possente amore, / Di quel che unisce i popoli, di quel che fa gli eroi, / Di quel che per la Patria sentiamo tutti noi. / Ed or, senza preamboli o complimenti vani, / Io mi presento subito, in versi martelliani, / E, al par dei gran periodici e al par dei deputati, / Il mio programma spiffero, o cari miei soldati. / Pria d’ogni cosa giungavi dal novo mio liuto / Sinceramente fervido un augural saluto, / Che vi favelli memore della passata storia / E virilmente susciti i sogni della gloria. / In questi fogli poveri nella forma modesta / Apparirà la satira talor più manifesta, / Talor mordace ed agile al par d’uno staffile / Che fischi inesorabile sovra la guancia al vile, / Talor lieta e ridicola, talor gaia e festosa, / Ma sempre patriottica, ma sempre generosa. / Con prose o versi tipici, con salaci figure, / Con barzellette o articoli e con caricature, Senza timor né scrupoli commenterà la vita, / Scrutandone ogni fremito, ogni virtů sopita. / E spesso come balsamo, con animo sereno / Ad ogni umor bisbetico porrà pietosa un freno. / Vi porgerà benefica un’ora almen di gioia, / Di quella gioia semplice, schietta, serena, sana, / Che rende bella e facile quest’esistenza umana. / Qui scriveranno liberi e sempre contro il male / I soldati, dall’ultimo, in fino al generale; / Scriverá il vecchio, il giovane, il sano, il mutilalo, / Il combattente, il reduce, ma giammai l’imboscato. / Con me amerete i ripidi monti, le valli e l’onda / E il cel di questa italica terra che il mar circonda, / E le sue donne splendide al par dei nostri fiori / Dagli occhi grandi, fulgidi e ricchi di bagliori; / Ma qui spuntan le lagrime sui nostri afflitti cigli, / Ma qui tremando fremono i nostri cor di figli, / Pensando che ancor gemono tante belle contrade / Sotto la sferza austriaca di barbare masnade… / Soldati miei, pensateci, e se la Patria amate, / Di farla grande e libera con me tutti giurate.

TRADOTTA (LA) – Giornale settimanale della III Armata
Avendo già trattato a lungo della “Tradotta” su “EreticaMente” nell’estate del 2014, riportiamo qui, semplicemente, senza alcuna variazione o correzione, il breve testo del Trabucchi: “Iniziò le pubblicazioni il 21 marzo 1918, ma non sortì sempre regolarmente ogni settimana; talvolta uscì quindicinalmente, mensilmente o con maggiore irregolarità. Cessò col 25° numero, il 1 luglio 1919. Lo stampò l’Istituto Veneto di Arti Grafiche di Venezia.”
13 (IL) – Giornale di trincea settimanale
Fu l’organo dei combattenti del 13° Corpо d’Armata. Iniziò le pubblicazioni, in veste li- tografica, nel maggio del 1918 e non usci sempre regolarmente. In seguito cambiò il sottotitolo in: “Giornale del XIII Corpo e in Corpo 12”. L’indicazione nella testata: Non ha preferenze. Esce in un giorno qualunque della settimana, venne poi sostituita con questa: Si pubblica alla fronte, perché resti impresso nei cuori. Esce ogni volta che entra… in redazione carta sufficiente… . Nel giugno 1918 pubblicò un numero straordinario.
XXX REPARTO D’ASSALTO – Giornale degli Assaltatori
Fu l’organo degli Arditi, ma si ha motivo di credere che ne sia uscito un solo numero litografato e precisamente l’ultima stratta (cioè “l’ultimo strattone”), come si legge sotto il titolo. Questo numero fu poi ristampato con l’aggiunta di un cenno storico del Reparto. Fu gerente responsabile “Il pugnale a riposo”.
TRINCEA (LA) – Periodico del soldato
Giornale settimanale a stampa tipografica per i soldati del Grappa, che iniziò le pubblicazioni il 16 gennaio 1918 e le cessò il 16 gennaio 1919. Venne stampato prima a Vicenza e poi a Milano, e cambiò più volte il disegno della testata. Suo ultimo gerente fu Arsace Prestinari. In prima pagina del primo numero apparvero interventi di V. E. Orlando, Agostino Berenini (Ministro della Pubblica Istruzione) e di T. W. Wilson (Presidente USA). L’editoriale di apertura è significativo: È fatto per Voi soldati. Esso viene fra Voi, vicino a Voi il più possibile, come un buon amico per parlare ai vostri sentimenti ed al vostro cuore, per essevi sollecito di consigli e di affetti, per dirvi tutto ciò che il Paese fa per Voi e tutto ciò che chiede da Voi, per sostenere ogni causa buona nel vostro interesse, per farvi conoscere quanto di generoso si compie fra Voi, per narrarvi cose utili, amene ed interessanti. Questa la sua ragione. Ve lo affidiamo. È il giornale Vostro. Ed abbiamo speranza che Voi lo accoglierete con fiducia e con simpatia come un amico a cui potrete raccontare ogni opera bella ed esprimere ogni Vostra aspirazione, ogni Vostro desiderio. Sul primo numero, nell’ultima pagina, appare un breve racconto di Grazia Deledda (1871 – 1936), futura vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura.
VITTORIA! – Bollettino dal Campo dei Volontari. Prima e seconda Compagnia Volontari dal Campo di X
Giornale a stampa diretto dal soldato volontario Emilio Formentini, che fu pure il gerente responsabile e proprietario. Uscì all’inizio del nostro intervento alla guerra, pei tipi delle Arti Grafiche Valtellinesi di Sondrio. La testata è fregiata dei seguenti scritti: Chi per la Patria muor vissuto è assai e Non sui deboli ma sui forti la Patria riposa.

VOCE (LA) DEL PIAVE – XI Corpo d’armata
Fu il giornale settimanale dei combattenti dell’XI Corpo d’Armata, denso di notizie, curiosità, giochi, lettere, etc. Sotto la testata, realizzata con estrema perizia grafica, si legge la seguente curiosa dicitura: Si pubblica la Domenica quando non si combatte. Il titolo non è definitivo: potrebbe diventare “Voce del Tagliamento” o “dell’Isonzo”. Diventò infatti, durante l’avanzata italiana dell’ottobre 1918, “La Voce del Tagliamento”, per un numero unico pubblicato dagli ufficiali del Corpo stesso e divenne poi “Voce dell’Isonzo”, quotidiano politico di Gorizia, creato nel dicembre 1918, il cui titolo fu prescelto dai fondatori, in omaggio agli ufficiali del predetto Corpо. “La Voce del Piave” iniziò le pubblicazioni nella Pasqua del 1918, sotto la Direzione del Maggiore Bauzano; le cessò alla fine d’ottobre 1918. Veniva stampato in piena autonomia in zona di guerra dalla Tipografia della “Voce del Piave”.
VOCE DI VALONA (LA) – Zer’ I Vlores
Foglietto quotidiano a stampa e di modeste dimensioni che iniziò le pubblicazioni nel 1915. Dava, in lingua italiana e in quella albanese, le notizie sugli avvenimenti militari dei vari fronti, che raccoglieva dall’Agenzia Telegrafica Italiana. Fa l’organo dei militari del Corpo di Spedizione Italiano in Albania.
VOIUSSA (LA)
Fu il giornale settimanale dei soldati italiani in Albania; usciva la domenica e veniva distribuito gratis ai militari. Doveva il nome al fiume Voiussa, lungo al quale gli italiani erano accampati, corso d’acqua che nasce in Grecia e scorre poi in Albania, sfociando infine nell’Adriatico a nord di Valona. La testata, il cui disegno ogni tanto cambiava, si fregiò dei due motti: Tricolore e Grigioverde e Patria e Dovere. Il primo numero uscì per i tipi della R. Officina Tipografica Italiana di Valona, il 31 marzo 1918; l’ultimo, il 1 febbraio 1919. Redattore responsabile fu Gino Perez.
(fine seconda parte – continua)

