Si parla ma non si legge.
Oggi tanti “italiani” parlano di Islam e non hanno mai letto il Corano. Ancor più “italiani” parlano di Cristianesimo e di Antico e Nuovo Testamento, ma la maggior parte di loro ne ha letto forse quattro pagine.
Ma procediamo per gradi.
L’Islām è la religione monoteistica fondata da Maometto (Muhammad) agli inizi del VII secolo in Arabia. Nell’islamismo confluiscono elementi tratti dal paganesimo arabo, dal giudaismo, dal cristianesimo ed è basato sulla credenza in Allah (Dio) e nel suo profeta Maometto, a cui il verbo divino viene comunicato in più momenti dall’arcangelo Gabriele (Giabrā’īl), personificazione dello spirito divino. Sostanzialmente completa, tale religione raccoglie la parola dei precedenti profeti: Abramo, Mosè e Gesù; il sistema religioso, con aspetti culturali, sociali e politici è codificato nel Corano.
Il Corano è il libro sacro dell’islamismo: «scritto in lingua araba, è composto in prosa rimata e si divide in 114 capitoli (detti sure) i quali a loro volta si dividono in versetti (detti āyāt); talvolta il capitolo ha il titolo che si riferisce a qualche argomento significativo contenuto nella sura stessa. Il contenuto del libro è assai vario, comprendendo parti giuridiche e normative, esortazioni ai fedeli, leggende, parti di tono lirico ed immaginoso, e anche commenti alla cronaca spicciola quotidiana» (Istituto della Enciclopedia Italiana, Vocabolario della Lingua Italiana, vol. I, Milano 1986, pp. 948-949).
Se l’ortodossia islamica proibisce la traduzione del Corano in altre lingue, taluni gruppi religiosi di vedute, diciamo, più morbide, invece lo consentono.
Kāfirūna.
Occorre ricordare che il termine «kāfirūna» indica l’incredulo, meglio indicato come «infedele». Scorriamo assieme una delle traduzioni del Corano e cogliamo alcune brevissime parti all’interno delle sue numerose Sure, per assaporarne la fragranza antica e l’armonia.
All’inizio della Sura II, La Vacca, si comincia parlando del libro, ovvero del «libro guida sicura» come messaggio di Allah agli esseri umani; i versetti n. 6 e n. 7 così recitano: «E i kāfirūna? È loro del tutto indifferente che tu li metta in guardia: puoi anche tacere, non si persuaderanno mai. Pose il Dio un marchio sui loro cuori, pose un sigillo sulle loro orecchie, e sui loro occhi c’è una benda. Li aspetta un castigo terribile» (Peirone F. [traduzione e comento], Il Corano, vol. I, Mondadori, Milano 1980, p. 86).
Sempre alla Sura II, al versetto n. 191 apprendiamo le seguenti esortazioni: «Ammazzateli ovunque essi si incontrino! fateli uscire da dove essi vi han cacciato! La persecuzione è più forte della strage. Non combatteteli presso la moschea harām, a meno che essi vi diano battaglia in quei paraggi: ché se in verità vi attaccano, uccideteli! Questa è la fine dei kāfirūna!» (Peirone F. [traduzione e comento], Il Corano, vol. I, op. cit., p. 105).
Oriente e Occidente.
Ancora alla Sura II, al versetto n. 115, possiamo leggere: «Al Dio appartengono l’oriente e l’occidente. Dovunque voi giriate il volto, là c’è il volto di Dio. Dio è immenso e sapiente» (Peirone F. [traduzione e comento], Il Corano, vol. I, op. cit., p. 97).
Se pensate in modo aprioristico che solo «l’oriente» sia di pertinenza islamica (sempre secondo gli islamici), Voi state sbagliando.
Abbrustolire la pelle dei kafiruna.
Andiamo alla Sura IV “Donne, versetto n. 56, e leggiamo: «E coloro che nei nostri segni sono kafiruna, ben presto li butteremo nel fuoco: qui la loro pelle sarà abbrustolita – e bene – subito noi la sostituiremo con altre, affinché possano assaporare il castigo. Il Dio (Allah. N.d.A.) è veramente potente e saggio» (Peirone F. [traduzione e comento], Il Corano, vol. I, op. cit., p. 163).
Religione e maledizione.
Nel corso delle mie letture ho trovato particolarmente istruttivo soffermarmi su di un particolare sistema per immagazzinare l’acqua nelle regioni desertiche dello Yemen del Nord. Si tratta della costruzione d’una diga di sbarramento per chiudere il corso di un wadi, ovvero il letto incassato di un corso d’acqua temporaneo. Il bacino così formato ha carattere alluvionale e il suo riempimento dipende unicamente dall’incostante portata del wadi, che alterna periodi di secca ad altri di piena a seconda delle precipitazioni (vedere utilmente: Nicoletti M., Architettura e paesaggio nello Yemen del Nord, Bari 1985, p. 267).
Nel mitico regno preislamico di Saba, nel sud-ovest della penisola arabica, la più imponente era la diga di Ma’rib, che chiudendo il corso del Wadi Adhana si sviluppava per circa 600 metri e con un’altezza di 15 metri; era dotata di tre chiuse con le quali si regolava il flusso d’acqua necessario all’irrigazione dei sottostanti coltivi. Il Corano riporta il crollo della diga, avvenuto attorno alla metà del VI secolo.
In pratica vi sono alcune persone di fede islamica le quali, desiderando fare conoscere la parola e soprattutto la potenza del loro dio, si recano dai vicini in visita di cortesia:
«Ora andiamo dalle genti di Sabā: nel loro paese c’era sicuramente un segno per loro, e il segno si concretizzava in due gannat [giardini rigogliosi. N.d.A.], uno situato a destra, l’altro a sinistra: “Prendete. Saziatevi di ciò che vi ha donato il Signore. Siategli assai grati. Il paese è eccellente, il Signore è colui che perdona”. Che fecero quelli? Tornarono indietro. Scatenammo contro di essi acqua straripante dalle dighe, cambiammo i due gannat con altri due orticelli ricchi di piante amare, come le tamerici e le piante di loto. Ecco la maniera con cui ci vendicammo della loro incredulità. Castighiam forse tutti o solo gli ingrati?» (Peirone F. [traduzione e comento], Il Corano, vol. II, op. cit., pp. 599-600).
Concludendo…
Le leggende dicono che i due giardini fossero assai rigogliosi e così abbondanti di frutti commestibili che questi cadevano dagli alberi in continuazione: se una donna avesse attraversato uno dei due giardini tenendo una cesta sulla testa, ne sarebbe uscita con la cesta piena di frutti. Questo eccellente esempio di abbondanza è stato trasformato, come avete appena letto, in orti pieni di piante non commestibili.
Se ora dovessi trascrivervi tutti i “passi” scritti contro gli “infedeli” occuperei pagine e pagine. Penso che quanto riportato possa bastare.
Ora trovatemi tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Testamento un “passo” che mi dica che chi non segue la religione di Cristo va messo a morte.
Felice ed utile lettura del Corano e del Testamento.

