In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una recrudescenza dell’antifascismo di mestiere. La questione, se politica, poco ci interesserebbe e ne parliamo perché l’odio politico che si sta diffondendo a macchia d’olio, dopo lo sbandamento seguito al crollo del comunismo nei primi anni ’90, sempre più frequentemente infanga la memoria dei caduti della RSI.
Quindi, la questione è prima di tutto morale. Ma la moralità nel campo dell’odio militante non cresce e siamo costretti ad osservare lo scempio dell’offesa gratuita contro chi si è sacrificato per la Patria da parte di mestieranti della politica, che credono di incarnare il “bene assoluto” con una supponenza che lascia sconcertati.
Eppure ci sono degli episodi edificanti durante i quali l’odio è stato sconfitto dall’amor di Patria. Il primo in assoluto di cui abbiamo avuto documentazione avvenne nel lontano Dicembre 1954. Erano passati quasi 10 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e sembrava che gli odi di un tempo si stessero per estinguere, come è giusto che fosse. In questo contesto, avvenne a Terni una cerimonia che ebbe dell’eccezionale e sembrò inaugurare l’inizio di un percorso comune nella pacificazione nazionale. Un percorso che venne definitivamente stroncato alcuni anni dopo, nel Luglio 1960, quando il PCI scatenò la piazza per impedire il consolidarsi di un Governo di centro che lo avrebbe escluso ancora dal potere, resuscitando un fantasioso, quanto criminale, “antifascismo militante” con tutto l’armamentario politico ciellenista. Da allora, la storia d’Italia imboccherà una strada diversa, quella che porterà alla lotta armata, al motto “uccidere un fascista non è reato”, agli Anni di Piombo, al terrorismo…
Ebbene, come abbiamo detto, vi fu un momento, negli anni ’50, quando il MSI cominciò ad imporsi, in cui la pacificazione nazionale parve possibile. Un episodio simbolo rimane la cerimonia in ricordo dei due caduti della RSI avvenuta a Terni, all’epoca una delle “Stalingrado d’Italia”, il 4 Dicembre 1954.
I due caduti in questione erano gli studenti liceali Sergio Taddei e Umberto Gonnella, giovani Militi della Legione d’Assalto M “Tagliamento” caduti in combattimento contro i ribelli nel Nord Italia.
Per l’importanza dell’evento ci pare necessario riportare per intero la cronaca di quel giorno:
“Le salme giunte a Terni il giorno precedente alle ore 12 sono state poste nella camera ardente nella Chiesa di San Cristoforo dove durante tutto il pomeriggio del Venerdì e durante la notte e il giorno successivo fino alle 15:30 ha sfilato una folla innumerevole di ternani desiderosi di rendere omaggio ai due eroi, dimostrando di sapere dimenticare per un giorno l’odio di parte ed inchinarsi davanti al valore.
Durante tutta la permanenza delle salme nella camera ardente gli studenti della Giovane Italia si sono alternati in turni di guardia ai lati delle bare sommerse di fiori inviati dai camerati ed amici di Terni e della provincia. Sulle bare era stato messo un elmetto militare e le fotografie dei Caduti.
Fatto nuovo nelle vicende del dopoguerra la presenza di un picchetto armato dell’Esercito che forse per la prima volta in Italia ha reso gli onori militari a Caduti della RSI.
La presenza dei nostri cari soldati ha commosso tutti i camerati ed i cittadini di Terni ed è stato per loro un motivo di fiducia per l’avvenire della Patria che non può ignorare il valore dei suoi figli.
Alle esequie, svolte nella Chiesa di San Cristoforo hanno partecipato rappresentanti di tutte le associazioni militari e d’Arma, Nastro Azzurro, Ufficiali in congedo, Famiglie di Caduti in Guerra ed una rappresentanza del Corpo dei Vigilie del Fuoco.
In rappresentanza della Federazione Nazionale Combattenti Repubblicani era giunto da Roma il Comandante Renato Ricci e la Medaglia d’Oro Lina Barracu accompagnati da Fernando Gori, dalla Contessa Frezzotti e dalla vedova del Generale Grisci ultimo Comandante militare dell’Eritrea.
Imponente il corteo che ha accompagnato le salme al cimitero, preceduto dal picchetto armato composto da militari della Scuola Armaioli e dalla banda di Collescipoli. Seguiva la fila interminabile delle corone fra cui quella del Maresciallo Graziani, Comandante Borghese, Renato Ricci, Pino Romualdi, Fabio De Felice, MSI, Giovane Italia, associazioni combattentistiche, Famiglie Caduti in guerra, e le bandiere di tutte le associazioni.
Le bare erano state poste su di un camion dell’Esercito concesso dal Comando di Presidio.
Da notare che durante il percorso in Corso Tacito furono gettati fiori dalle finestre; in Piazza Mazzancolli il Corpo di guardia della caserma di P.S. ha presentato le armi al passaggio del feretro.
Giunti al vasto piazzale del cimitero il camion militare tutto imbandierato si ferma fra due ali di corone portati dagli studenti del MSI e della Giovane Italia.
Qui ha parlato Fernando Gori. Egli ha esaltato l’eroismo dei giovani umbri che si offrivano in olocausto alla Patria. Era presente, in rappresentanza del Governo, il Prefetto. I due eroi dell’Umbria sono i primi due caduti della RSI a cui vengono resi ufficialmente onori nazionali. La popolazione ha assistito commossa alla manifesta-zione funebre”.
Le Istituzioni – Prefetto, Esercito, Polizia – e la cittadinanza si schierarono commosse nell’omaggio ai figli d’Italia sacrificatisi per la Nazione, senza se, senza ma.
Diversi anni dopo, la città Terni donerà a loro il giusto riconoscimento, iscrivendo i nomi di tutti i Caduti della RSI ternani all’interno della cripta del Monumento ai Caduti cittadino.
A tanti anni dall’evento, purtroppo, di passi verso la definitiva pacificazione nazionale non se ne sono fatti. Anzi, si è tornati indietro. Agli anni cupi dell’odio antifascista. È giunta l’ora di rendere onore ai caduti per l’Onore d’Italia, ai caduti militari italiani legittimi belligeranti.
(“L’Ultima Crociata”, a. LXXIII, n. 8, Novembre 2023)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: P. Cappellari, Terni repubblicana 1943-1944. La Repubblica Sociale Italiana sull’Appennino Umbro-Laziale, Herald Editore, Roma 2020



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