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	<title>ogm Archivi - EreticaMente</title>
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		<title>EreticaMente intervista Cristina Coccia a cura di Andrea Consonni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 09:35:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Biografia di Cristina Coccia: Irpina, biologa della conservazione, Cristina Coccia ha pubblicato, per le Edizioni di Ar, Ortogenetica. Johann Gregor Mendel: la conservazione e l’ereditarietà delle forme organiche, ha curato la pubblicazione de La Città del Sole di Tommaso Campanella, con testo latino a fronte, insieme a Piero di Vona, scrivendo la postfazione ‘L’eugenetica di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ereticamente.net/ereticamente-intervista-cristina-coccia-a-cura-di-andrea-consonni/">EreticaMente intervista Cristina Coccia a cura di Andrea Consonni</a> proviene da <a href="https://www.ereticamente.net">EreticaMente</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Biografia di Cristina Coccia:</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Irpina, biologa della conservazione, Cristina Coccia ha pubblicato, per le Edizioni di Ar, <em>Ortogenetica. Johann Gregor Mendel: la conservazione e l’ereditarietà delle forme organiche</em>, ha curato la pubblicazione de <em>La Città del Sole</em> di Tommaso Campanella, con testo latino a fronte, insieme a Piero di Vona, scrivendo la postfazione ‘L’eugenetica di Tommaso Campanella’ nello stesso volume. È autrice dell’articolo <em>Sulle malattie genetiche: Telethon e la presunta cura</em>, per la rubrica <em>Cultrura</em> del sito web delle Edizioni di Ar, e della postfazione ‘Fondamenti genetici della suscettibilità all’autismo’ nel testo <em>Il giovane A. Un caso di autismo</em> di Renato D’Amore, per i tipi di Ar.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><strong>Buongiorno Cristina, comincio col chiederti come é nato il tuo amore per la genetica/ortogenetica e come é stato il tuo percorso universitario. E qual è la tua valutazione della scuola italiana e in cosa dovrebbe cambiare ? E in quale stato versa il mondo della ricerca?</strong></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Buongiorno Andrea, la domanda che mi poni mi dà la possibilità di parlare di argomenti che da tempo occupano i miei pensieri. Il mio percorso universitario non è mai stato fluido: come molti miei coetanei, sapevo già che il lavoro desiderato sarebbe stato quasi impossibile da ottenere in una situazione economica come quella attuale, quindi ho iniziato gli studi di biologia lungo una strada dettata dalla mia indole, ma il contesto che ho trovato all’interno delle aule universitarie non era conforme a quanto mi aspettavo. Ho deviato spesso dal mio iniziale percorso di studi a causa delle mie intolleranze verso la visione fisiologista e meccanicista della natura e verso l’insegnamento specialistico e riduzionista delle scienze moderne. Tuttavia, la genetica è stata il mio punto fermo, affiancata dalla chimica biologica e dalla zoologia. Il mio desiderio di conoscere le forme naturali e le leggi di analogia, le trasformazioni e l’ereditarietà che le regolano, alla fine, ha saputo indirizzarmi verso la conservazione biologica.<a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2016/09/ortogenetica.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-19833 size-medium" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2016/09/ortogenetica-206x300.jpg" alt="ortogenetica" width="206" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La scuola, nell’àmbito delle mie discipline di studio, non si discosta dalla condizione dell’insegnamento universitario, con in più una classe docente demotivata e, spesso, non aggiornata sulle più recenti ricerche. Purtroppo la biologia che si insegna è un rigido insieme di formule predefinite, sradicate dalla realtà e dalla natura. Eppure sarebbe sufficiente insegnare ai ragazzi poche cose: a muoversi sul proprio territorio, a conoscere le specie vegetali e animali tipiche della propria area geografica, a preservare l’ ambiente secondo i princìpi dell’ecologia e a comprendere come funzioni un ecosistema o un organismo in base alla legge dell’equilibrio organico. La nascita in un determinato luogo non è mai un fatto casuale e l’equilibrio di un individuo può essere preservato soltanto se si mantiene un costante dialogo tra ambiente e genoma nel quale ognuna delle due parti forma e arricchisce l’altra. Invece si tende sempre a vedere l’elemento genetico distaccato dall’ambiente e dall’educazione. Niente di più sbagliato. Si preparano gli alunni per entrare nel mondo del lavoro e per superare i quiz universitari, senza che essi siano consapevoli dell’ambiente che hanno di fronte e di quali siano i comportamenti più idonei per la sua difesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo delle ricerca risente da anni di una mancanza di fondi, ma quel che è più grave risente di una carenza di volontà di intraprendere strade inesplorate, magari con qualche rischio. In ambiente universitario, ho ammirazione per un ristrettissimo numero di docenti e ricercatori, che, però, non ho mai considerato coraggiosi, nelle loro ricerche. Soltanto uno di loro ha la mia più profonda ammirazione per coraggio e determinazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li style="text-align: justify;"><strong>Vorrei chiederti di raccontarci per sommi capi la figura di Mendel, le sue Leggi, le ragioni della sua grandezza e come e se il suo percorso si intreccia a quello di Darwin?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Il monaco agostiniano Johann Gregor Mendel fu uno scienziato estraneo all’ambiente accademico e privo di qualsiasi interesse economico. Incominciò la sua opera mosso unicamente da un’idea, quella di comprendere la natura organica e lo sviluppo delle sue forme. Superando ogni difficoltà economica, portò a termine un progetto lunghissimo compiendo un notevole passo in avanti rispetto ad altri studiosi di ibridazione del suo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può asserire che Mendel creò un mondo che prima non esisteva, un settore di studi che era occupato soltanto da allevatori e agricoltori, definendo le leggi matematiche della trasmissione dei caratteri nelle generazioni. In sintesi comprese che i caratteri, quindi i geni, non si mescolano, come si credeva in passato, ma si accostano per creare equilibri e dare origine a un organismo completo e ben definito. Le sue scoperte sull’ereditarietà si sintetizzano in due parole: gerarchia dei caratteri e differenziazione morfologica. Egli postulò la presenza di unità ereditarie, gli alleli, che si trovavano in coppie e che determinavano un dato carattere in un organismo. Operando con incroci di linee selezionate, o linee pure, di piante di pisello, dimostrò che alcuni caratteri si manifestano invariati nella prima generazione filiale e altri non si manifestano nella prima generazione, ma soltanto in quelle successive e in percentuale inferiore. Chiamò i primi caratteri <em>dominanti</em> e i secondi <em>recessivi</em>. Ciò significa che nella discendenza c’è sempre una tendenza a tornare alla forma originaria e che esistono caratteri che <em>mascherano</em> la presenza di tratti recessivi, i quali restano invece latenti nel genoma. Al presentarsi delle condizioni ambientali più adatte, probabilmente questi caratteri recessivi potrebbero manifestarsi ed essere trasmessi alle generazioni successive. Darwin non venne a conoscenza delle teorie di Mendel. <em>L’origine delle specie</em> fu pubblicato nel 1859 e i <em>Versuche</em> di Mendel nel 1866, ma i due studiosi non si conobbero mai. Darwin aveva indubbiamente più credito presso gli scienziati del suo tempo, mentre gli esperimenti di Mendel rimasero sconosciuti fino al 1900. Successivamente, nella teoria nota come <em>sintesi moderna</em> o <em>neodarwinismo</em>, i biologi (tra i quali Morgan, Fisher e Dobzhansky) elaborarono una teoria evolutiva integrando la teoria dell’evoluzione delle specie per selezione naturale di Charles Darwin, la teoria dell’ereditarietà di Gregor Mendel, le più moderne scoperte sulle mutazioni genetiche come sorgente della variazione nelle popolazioni e nelle specie e, infine, le analisi dei dati paleontologici. Non tutti i biologi e i paleontologi sono in accordo con questa teoria: in Italia Roberto Fondi e Giuseppe Sermonti la considerano, ad esempio, un prodotto dello scientismo. A mio avviso le loro critiche sono più che convincenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="3">
<li><strong>Cosa significano parole come: Razza, etnia, specie?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Inizio con il termine specie, che include le altre due suddivisioni. La specie, secondo la definizione di Ernst Mayr, che costituisce la definizione biologica di specie, è un “<em>gruppo di popolazioni naturali, effettivamente o potenzialmente interfeconde tra loro, riproduttivamente isolate da altri gruppi di popolazioni naturali</em>”<em>.</em> Si tratta però di una definizione chiaramente astratta che non si può applicare agli organismi che, ad esempio, si riproducono per via asessuata. Si utilizzano, perciò, altre definizioni, che si affiancano a questa, e si parla di specie morfologica, tipologica, genetica. La definizione biologica di Mayr è comunque la più utilizzata negli studi evolutivi e biologici in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il termine specie ha anche troppe definizioni, la razza è, al contrario, un termine odiato e condannato dalla scienza, quando viene impiegato per la specie <em>Homo sapiens</em>. Non esiste invece una parola più adatta a definire una continuità nelle generazioni e un patrimonio ereditario atemporale che si tramanda nelle specie e che si manifesta esteriormente con una somiglianza somatica, comportamentale e con il riconoscimento in una stessa idea, che dètta poi, ai singoli individui, un modo di essere, uno stile di vita. La moderna biologia e la filogenesi, legate alla concezione lineare e temporale dello sviluppo delle specie, negano il concetto di razza, con cui, invece, si può delimitare un insieme di caratteri condivisi da un gruppo di individui di una specie e che afferma, implicitamente, la volontà di tramandare, in maniera invariata, una stessa forma, ossia un particolare tipo di equilibrio tra ambiente e genoma.</p>
<p style="text-align: justify;">Le etnie sono, nello specifico, gruppi umani appartenenti ad una stessa comunità, differenziati dagli altri per affinità di caratteri fisico-somatici, ma anche culturali, linguistici e storici. In una stessa razza possono essere presenti più etnie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="4">
<li><strong>Il tuo libro si intitola Ortogenetica. Cos&#8217;é l&#8217;ortogenetica? E cosa sono i buoni geni e perché é importante affermare l&#8217;importanza di coltivare i buoni geni? Come coltivarli? Quali sono i rischi del meticciato? Chi sono gli individui puri?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">L’ortogenetica è la corretta genetica, la cura dei geni che possono contribuire a tramandare, nelle generazioni, i nostri caratteri migliori e ad accrescere la salute e la fertilità del nostro popolo e della nostra discendenza. Di recente sono stati proposti degli slogan pubblicitari mirati ad incrementare la fecondità degli Italiani, senza adeguate misure di aiuti economici e sanitari ai genitori. Mi chiedo per quali Italiani siano pensati. Questo è un aspetto che non si comprende. Non si riesce a comprendere che non è importante mirare alla quantità, ma alla qualità degli Italiani. Gli individui puri sono i più rappresentativi di quella continuità di cui parlavo prima, che si differenziano dagli altri per un basso grado di contaminazione esterna e che contribuiranno a tramandare, nella loro discendenza, la salute e la bellezza derivante dal profondo e radicato equilibrio tra genoma e ambiente al quale, nei millenni, un popolo si è adattato. I rischi del meticciato sono quelli di alterare questo equilibrio e generare una discendenza che non sia adattata ad alcun ambiente, che sia il risultato di una caotica e irrazionale sovrapposizione incontrollata di popolazioni e di geni, che sono, al contrario, programmati per adattarsi ad un luogo nel quale quelle popolazioni sono radicate. Un tipo umano siffatto non potrebbe che avere una salute in tutto dipendente dalle tecnologie farmacologiche. Del resto, un’ideologia che postuli l’esistenza di una umanità indifferenziata è mostruosa, contraria ad ogni legge naturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="5">
<li><strong>Che ruolo ha la malattia nella storia degli esseri viventi? La malattia ha tanta importanza per l&#8217;uomo che incontrandola, vivendo si interroga sul senso dell&#8217;esistenza. La malattia, la deformità non sono componenti essenziali della vita umana?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Se si arriva a pensare che la malattia sia addirittura ‘componente essenziale’ nella vita, allora l’idea di salute è stata totalmente eliminata dalla nostra esistenza. Questo è sempre stato lo scopo delle aziende farmaceutiche e se adesso il genere umano non è capace di vivere senza farmaci vuol dire che siamo diventati una società di malati cronici. Puoi capire quanto questo aspetto sia un chiaro sintomo di indebolimento di una specie. Quale altra specie animale conosci che sia incapace di vivere senza farmaci?</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="6">
<li><strong>A pagina 91 scrivi “Per cominciare un processo di recupero si dovrebbe procedere attraverso una riallocazione di questi individui selezionati, all&#8217;interno di aree isolate in cui possano riprodursi in maniera indisturbata. Spesso si procede in questo modo, ipotizzando un numero minimo (20) e massimo (30) di riproduttori, non imparentati tra loro (per conservare la necessaria variabilità genetica), facendoli accoppiare, monitorando il loro stato di salute e mantenendo la popolazione in isolamento, talvolta in cattività, fino al raggiungimento di una dimensione stabile. Le tre fasi fondamentali in questo tipo di programma di restauro sono quelle di fondazione, crescita e mantenimento della popolazione.” e ho trovato questo passaggio per certi versi anche disturbante, alienante. Non ti sembra qualcosa che rasenti la fantascienza?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che tu percepisca questa ipotesi come fantascientifica, indica che c’è un allarmante livello di assuefazione a un tipo di società che non può, in alcun modo, essere considerata naturale. Selezione naturale e procreazione, infatti, sono sempre stati i princìpi fondamentali del mantenimento delle condizioni vitali di una specie. Perché dovrebbero essere considerate fantascienza? La nostra popolazione è in costante declino demografico. Da questo grafico si può comprendere la situazione attuale.</p>
<figure id="attachment_19824" aria-describedby="caption-attachment-19824" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2016/09/Tabella1.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="wp-image-19824" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2016/09/Tabella1-300x182.png" alt="[Fonte: Rapporto Istat 2015 - http://demo.istat.it]" width="600" height="365" /></a><figcaption id="caption-attachment-19824" class="wp-caption-text">[Fonte: Rapporto Istat 2015 &#8211; http://demo.istat.it]</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, nel 2015, il numero di morti è salito dell’11,3%. In un anno ci sono stati 67mila decessi in più rispetto al 2014. Per trovare un’analoga situazione della mortalità, con ordini di grandezza comparabili, si deve tornare indietro sino al 1943 e, prima ancora, occorre risalire agli anni tra il 1915 e il 1918.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò significa che le attuali condizioni di salute stanno peggiorando, in altre parole che siamo più malati e meno longevi, nonostante il progresso della medicina e della farmacologia. Contemporaneamente diminuisce la natalità.</p>
<p>Questi sono gli attuali dati demografici relativi alla natalità e alla mortalità. Sono gravissimi.</p>
<p><a href="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2016/09/Tabella2.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="wp-image-19825" src="https://www.ereticamente.net/wp-content/uploads/2016/09/Tabella2-300x113.jpg" alt="[Fonte: Rapporto Istat 2015 - http://demo.istat.it]" width="600" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È abbastanza evidente che il problema demografico non è di secondaria importanza rispetto agli altri problemi politico-sociali che il governo dovrebbe affrontare. In una situazione del genere, come <em>extrema ratio</em>, è necessario pensare a un piano di recupero demografico della popolazione in pericolo. In biologia della conservazione, ciò si fa con un programma di fondazione, crescita e mantenimento di una popolazione minima vitale fino a quando essa non sia stabile e capace di riadattarsi al suo ambiente originario.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti propongo un modo per verificare di persona la validità della mia teoria: se fosse possibile selezionare degli individui riproduttori in condizioni di salute ottimali e in età fertile per questo programma di conservazione umana, tu ti sottoporresti all’esperimento?</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="7">
<li><strong>In un momento di crisi demografica, immigrazione di massa sostieni che sia in atto una sostituzione di un popolo con un altro. Ti va di spiegarci cosa s’intende con questa sostituzione? Cosa comporta e chi la sta favorendo a tuo modo di vedere. Ci stiamo estinguendo? Le religioni sono argine o complici di questa estinzione?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In un momento in cui la popolazione italiana è indebolita e il tasso di natalità in declino, portare nel nostro ambiente una tale quantità di individui di un’altra etnia provocherebbe un’ introduzione di caratteri nuovi nel nostro pool genico, che, lentamente, nelle generazioni, soprattutto con gli incroci tra individui di razze diverse, andrebbe a modificare i caratteri originari della nostra popolazione, il nostro pool genico, che potrebbe, nel tempo, essere perduto per sempre. Facendo un paragone zoologico, rischiamo di condividere la sorte di specie attualmente in pericolo come l’aquila finnica dalla coda bianca, il lupo appenninico o il capriolo italico. Le religioni monoteiste non si preoccupano della qualità di chi venga convertito, in quanto puntano alle folle, al grosso numero. In ciò, esse sono certamente complici della sostituzione dei popoli. Al contrario, la visione politeista e pagana si fonda sulla qualità e le differenziazione di chi si fa portatore di questa visione del mondo; essa conserva, riconosce le specificità, non procede per conversioni e, pertanto, non punta sulla quantità e sulla indifferenziazione dei credenti; così essa funge da argine a questo processo di sostituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="8">
<li><strong>Parli di salute nel tuo libro come condizione necessaria per mantenere buoni geni. Come vivere sani? Bisogna per forza allontanare i vizi?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Dipende da quali abitudini siano considerabili vizi. Credo, invece, che i vizi costituiscano solo la minima parte del problema. In realtà sono più pericolose le abitudini delle società moderne, i loro squilibri alimentari, la sedentarietà, la non curanza verso gli ingredienti dei cibi o verso la loro provenienza, la non ribellione verso i dettami dell’industria farmaceutica e alimentare. Prendere antidolorifici e antidepressivi non viene considerato un vizio, eppure è certamente peggio che bere un bicchiere di vino rosso dopo un pasto con un adeguato contenuto proteico e lipidico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="9">
<li><strong>Quale rapporto deve esistere fra etica e scienza, fra etica e ricerca scientifica?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">È molto semplice: è fondamentale non alterare gli equilibri naturali, tutto ciò che viene tolto dall’ambiente dev’essere restituito e tutto ciò che altera le nostre condizioni ottimali di esistenza è destinato a distruggerci. La comprensione delle leggi naturali è fondamentale per rispettarle. Sono leggi ben più severe di quelle umane. Per agire secondo etica, dovrebbero esserci ricercatori capaci di autodisciplinarsi e che non oltrepassino i propri limiti, cioè i limiti imposti dalla natura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="10">
<li><strong>Nel tuo libro si fa riferimento a donne che sono sempre meno madri. Cosa ne pensi a questo proposito di uteri in affitto, teorie gender, ideologia dei diritti, femminismo, fecondazione eterologa, adozioni per le coppie dello stesso sesso?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Credo che se il governo non decida seriamente di arginare l’attuale declino demografico, la popolazione italiana, a breve, potrebbe non esistere più. Il femminismo ha condotto la donna a deformarsi, ovvero a perdere la sua conformazione e bellezza originaria. Io, da femmina, sono la prima a respingere il femminismo e le sue isterie. La fecondazione artificiale è deleteria in quanto dà la possibilità a individui sterili di procreare, quindi va contro il principio naturale di selezione. Indebolisce la specie. Occorrerebbe spendere tempo e denaro, più che per questi inutili bisogni, queste suggestioni o mode, come preferisci  chiamarle, per programmare interventi di sostegno alle nuove generazioni e ai genitori, garantendo cure sanitarie gratuite e aiuti economici. Un altro intervento efficace sarebbe, inoltre, quello di condurre studi e analisi per comprendere le cause del calo della fecondità degli Italiani, che potrebbero essere legate, con ogni probabilità, allo stile di vita o alla loro alimentazione. Riguardo alle adozioni per le coppie dello stesso sesso,volendo guardare la questione soltanto da un punto di vista dello sviluppo comportamentale, penso che non si possa acquisire una buona e completa educazione con genitori dello stesso sesso. Ad ogni modo, i diritti degli omosessuali sono un tema che si discosta molto dal mio testo, quindi non mi riguarda e penso che sia al centro dei dibattiti mediatici per una semplice questione di moda del momento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol style="text-align: justify;" start="11">
<li><strong>Degli OGM, osteggiati da molti come dannosi, visti da altri come la possibilità per risolvere il problema della fame, cosa ne pensi?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Credo che la nostra conoscenza del genoma e della sua programmazione e mutabilità sia ancora a livelli che non ci permettono neanche lontanamente di ipotizzare un intervento umano nel materiale genetico. Il problema della fame si può avviare verso una soluzione ripensando gli stili alimentari dei cosiddetti paesi civilizzati, progettando coltivazioni ecosostenibili e curando maggiormente i nostri suoli, sempre più a rischio di perdita della componente organica, di erosione e di desertificazione. Pensare che gli OGM siano la soluzione al problema significa creare un problema ancora peggiore di quello della fame.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="12">
<li><strong>Che accoglienza hanno avuto le tue tesi? Sei osteggiata per quanto scrivi?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">L’accoglienza è quella che hai ben esposto prima, nelle domanda sulla pagina 91: fantascienza, per la maggior parte delle opinioni di chi è troppo legato ai dogmi della società moderna. In età antica, o, meglio ancora, nella preistoria, ai nostri primordi, le mie tesi sarebbero risultate talmente ovvie da non aver neanche bisogno di essere esposte. Noi discendiamo da società altamente selettive, quindi più sane della nostra, in grado di forgiare individui più forti di noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="13">
<li><strong>Attualmente vedi qualche possibilità che le tue tesi abbiano una diffusione?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Dipende tutto dalla volontà di tornare a porre la salute di un popolo al centro dell’agire politico. Se questa volontà dovesse manifestarsi di nuovo, le mie tesi avrebbero la loro giusta diffusione. Non ho scritto un romanzo rosa o una silloge di gastronomia regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="14">
<li><strong>Da quali pensatori, scrittori, politici prendi forza?</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La forza si prende dalle Idee, ma posso indicare certamente alcuni autori che hanno operato una catalisi nella direzione che hanno preso i miei studi. Sicuramente Goethe, Nietzsche, Konrad Lorenz, Walter Darré. Ma anche alcuni scritti di Plinio il Vecchio, di Aristotele, di Tommaso Campanella e di Giambattista Della Porta. Poi senza dubbio posso citare come autori indispensabili Evola, Guénon, Dàvila. A questi aggiungo Franco Freda, che con i suoi scritti e la sua attività editoriale ha definito l’unica linea politica possibile in questo momento, e altri autori delle Edizioni di Ar che ritengo indispensabili: Giovanni Damiano, Piero Di Vona e Massimo Pacilio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="15">
<li style="text-align: justify;"><strong>Chiudo questa intervista chiedendoti a cosa stai lavorando attualmente e quali sono i tuoi progetti futuri e ringraziandoti per la tua disponibilità.</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Opero per continuare a dare la possibilità, a chi non si riconosce nell’attuale contesto scientifico, di avere una visione alternativa della scienza e un’idea arcaica della natura. I progetti futuri non hanno mai avuto molto senso, per me, quindi non ne faccio. Proseguo le mie ricerche nella prospettiva di un possibile collegamento tra la visione tradizionale e la biologia, per ripristinare quella unione tra l’uomo e la natura che si è smarrita nell’epoca moderna. Per questo motivo, mi interessa un particolare àmbito della ricerca naturalistica: l’<em>etnobiologia</em>, ancora poco nota, ma dalle innumerevoli potenzialità. Ho scritto già degli articoli su aspetti simbolici o sacri legati ad alcuni animali. Conduco ricerche che in seguito sottoporrò ai lettori, con la certezza che ciò che scriverò sarà recepito soltanto da chi è privo di condizionamenti ideologici e capace di contribuire alla restaurazione di una società fondata su princìpi radicalmente opposti a quelli moderni, corrispondenti alle più profonde leggi di natura: oggi dimenticate, ma un tempo cuore delle società umane. Chi saprà ricordare l’importanza di queste leggi sarà anche in grado di ristabilire l’ordine e di tracciare nuovamente il destino della nostra razza.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Glifosato, Agrotossici, sementi Ogm. Le vere armi di distruzione di massa – Roberto Pecchioli</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 06:00:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel consueto silenzio dell’informazione scritta e televisiva, a Bruxelles si sta consumando un nuovo crimine contri i popoli europei. La Commissione UE, nella persona del commissario greco alla Salute ed alla Sicurezza Alimentare, sta cercando, ed ovviamente troverà il modo di rendere permanente l’autorizzazione all’uso del glifosato, il diserbante più usato al mondo. In queste [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel consueto silenzio dell’informazione scritta e televisiva, a Bruxelles si sta consumando un nuovo crimine contri i popoli europei. La Commissione UE, nella persona del commissario greco alla Salute ed alla Sicurezza Alimentare, sta cercando, ed ovviamente troverà il modo di rendere permanente l’autorizzazione all’uso del glifosato, il diserbante più usato al mondo. In queste settimane, c’è stato un fermo nelle iniziative legislative dei dittatori comunitari, che, giova ripeterlo sempre, sono immediatamente esecutive in tutti i 28 Stati una volta sovrani dell’Unione.</p>
<p style="text-align: justify;">In materia, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul cancro (IARC) ha da tempo affermato che il glifosato è “probabilmente cancerogeno per gli esseri umani”, e la serietà, soprattutto l’indipendenza di quella organizzazione è riconosciuta da oltre quarant’anni di attività scientifica.  Un prodotto, quindi, il glifosato, che diserba e, contemporaneamente, mina la salute di animali ed umani. Fin dal 2000, fortunatamente, in sede europea, è norma il cosiddetto “principio di precauzione”, che proibisce l’uso e la vendita di qualsiasi prodotto o ritrovato di cui non si conoscano ancora gli effetti, o su cui gravi , come nel caso del glifosato, il fondatissimo sospetto di nocività.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure…  Giova sapere che il diserbante è stato il più fortunato brevetto della Monsanto, e che, scaduti i diritti nel 2011, è oggi prodotto liberamente da più aziende, almeno un dozzina nella sola Italia. La variante resistente agli OGM, il cui nome commerciale è Roundup, è il prodotto più redditizio della gamma Monsanto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione Europea, tra le sue numerose, costose emanazioni  pagate con il denaro dei contribuenti, dispone di una Autorità per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Sull’argomento, l’organo europoide, una volta di più, non ha fatto altro che accogliere le conclusioni delle parti interessate, per le quali, ovviamente, il glifosato non è affatto pericoloso. A Bruxelles, nei palazzi del potere europeo, si alternano circa ventimila lobbisti, riuniti in numerose associazioni. Una di esse è l’ECPA, Associazione per la Protezione delle Piantagioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella consueta inversione neolinguistica promossa degli oligarchi, la protezione delle piantagioni è in realtà la difesa degli interessi delle multinazionali associate del settore: BASF Agro, Syngenta, Bayer, Dupont, oltre alla solita Monsanto.  I lobbisti, naturalmente, stanno studiando con la Commissione il modo di rendere definitive le autorizzazioni alla produzione ed alla commercializzazione intraeuropea di un prodotto la cui pericolosità è conclamata. L’agribusiness prima di tutto, perbacco!</p>
<p style="text-align: justify;">Basterebbe verificare la drammaticità della situazione argentina: il grande Paese sudamericano ha dovuto riconvertire gran parte della produzione agricola, ed è oggi il massimo fornitore al mondo di soia geneticamente modificata, con oltre 22 milioni di ettari coltivati, oltre la metà dei campi coltivati a cereali. Il glifosato è il famoso Roundup Monsanto, resistente al pesticida. Una coppia fissa, da anni, quella delle sementi OGM, casualmente di proprietà delle multinazionali già nominate, e del glifosato, il cui metabolita che molti chiamano <em>killer</em>, l’acido aminometilfosfonico, è presente nel mais, nella soia, nella colza e nel cotone OGM.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fotografo argentino, Pablo Ernesto Piovano, ha documentato in immagini agghiaccianti che hanno fatto il giro del mondo e che chiunque può visionare in rete, l’effetto sugli esseri umani, in particolare sui bambini, dell’esposizione al diserbante. Nelle zone agricole argentine i casi di tumori infantili sono triplicati in pochi anni e le malformazioni neonatali di ben quattro volte. Un caso? La benemerita EFSA lo affermerà certamente, con il supporto di eminenti scienziati “amici”, ma i fatti, che hanno la brutta abitudine di essere tenaci e di tornare a galla, dicono che in Argentina  sono stati irrorati 370 milioni di litri di pesticidi tossici solo nell’anno 2012. Secondo una rivista di fotografi professionali, Burn, quasi un terzo  della popolazione argentina subirebbe effetti negativi dall’uso del glifosato.</p>
<p style="text-align: justify;">La prestigiosa rivista medica The Lancet Oncology  parla di rischi per leucemie infantili, malattie della pelle, malformazioni neurovegetative, linfomi.  Nessun turbamento, per azionisti, scienziati, fiancheggiatori vari del sistema: loro non mangiamo cibi transgenici, e le loro ville sono lontane dalle zone di coltivazione. Quanto agli altri, sono semplici danni collaterali di un affare da molti miliardi di euro l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio di precauzione appare quindi assolutamente opportuno, a livello europeo, in attesa della conferma, o della smentita da parte di organi indipendenti, dei dati dell’ente di ricerca sul cancro e di tanti altri studiosi e militanti. Al contrario, i lobbisti dell’ ECPA, attaccano proprio tale norma, e cercheranno di aggirarla con l’aiuto di ben pagati avvocati e compiacenti funzionari. Tuttavia, proprio questa è la prova della malafede delle multinazionali: se possedessero dati tranquillizzanti per le popolazioni, li esibirebbero con ogni facoltà di prova, e non attaccherebbero la normativa “in punto di diritto”.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito, a detta di tutti gli osservatori, tanto in sede europea che nell’ambito delle organizzazioni affiliate all’ONU, si assiste da anni allo strano fenomeno delle porte girevoli, ovvero al passaggio di funzionari, esperti e professionisti vari dalle grandi aziende multinazionali alle strutture cosiddette di controllo. Oggi qui, domani là, prima controllati, poi controllori.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il volto vero ed oscuro della globalizzazione, che, nel caso di cui parliamo, svela la propria anima assassina, rivoltante ed antiumana.</p>
<p style="text-align: justify;">Accenniamo allora ad un ulteriore, drammatico risvolto del sistema dei pesticidi e delle sementi OGM, quello delle tecnologie, che, brevettate, controllano ormai le fonti della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’azienda <em>biotech</em>, la Delta and Pine Land, ha scoperto e naturalmente coperto da brevetto, una tecnica, definita “sistema di protezione della tecnologia” che rende sterili le piante cui viene applicata.</p>
<p style="text-align: justify;">Possedere bombe atomiche  è meno pericoloso… Sterilizzano una pianta e ci costringono quindi ad usare le loro sementi, rivendendole dopo ogni raccolto. Il brevetto si chiama, onestamente, Terminator, ed è oggi nelle mani della solita Monsanto, che vende i semi “suicidi” in Asia, Africa, Sudamerica.</p>
<p style="text-align: justify;">Da anni, comprano pubblicità su giornali e TV e mobilitano i giornalisti di riferimento per propalare la favola della lotta alla fame nel mondo: le sementi OGM sarebbero l’arma totale dei buoni, intenzionati  a sfamare il Terzo e Quarto Mondo. Peccato che l’Africa non conoscesse la morte per fame sino al 1960, ma dopo, costretta alle monocolture imposte da Banca Mondiale e  Fondo Monetario Internazionale, ha visto la morte e l’inedia di milioni dei suoi figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi dà la morte si chiama assassino. Banca Mondiale, FMI e multinazionali biotecnologiche sono quindi, ad ogni effetto, assassini seriali, genocidi, come il sistema bancario internazionale, e come tali i popoli hanno il dovere, non il diritto di fermarli  e di trascinarli davanti ad un tribunale di Norimberga dell’economia e della finanza  criminale!</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni  esempi: il famigerato defoliante Agente Arancio, ampiamente irrorato dagli Usa in Vietnam durante la guerra, e l’ormone sintetico Posilac, utilizzato per la crescita dei bovini  e dei profitti degli azionisti di Monsanto, prodotto che moltissimi descrivono come tossico, vietato in Europa, ma che vi entrerà dalla finestra con il Trattato di Partenariato Transatlantico.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, mentre scriviamo o leggiamo queste note, il mais OGM minaccia il povero Nepal e l’intera zona dell’Himalaya.  Possiamo ipotizzare che le nuove sementi siano, o possano diventare, armi per la riduzione programmata e massiccia della popolazione. Altro che Saddam e la narrazione (oggi dicono <em>storytelling…</em>) delle introvabili armi di distruzione di massa, che ha consentito l’approvazione della guerra da parte di strati importanti delle opinioni pubbliche  occidentali. Il seme Terminator ne è la prova: che cosa faranno le nazioni, specie le più povere, quando o se non potranno pagare le royalties ai proprietari dei brevetti, e le loro povere coltivazioni saranno diventate sterili?  Se c’è un’evidenza negata solo dalla parte interessata è che i raccolti OGM distruggono l’equilibrio della sostanza nutritive naturali dei terreni , e ne impediscono il transito nelle radici.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ingegnerizzazione imposta all’agricoltura, a partire dall’origine, ovvero dal sistema delle sementi e della trasformazione genetica, ha uno scopo preciso, che non è tanto il profitto, quanto il controllo del mercato dei semi (mercato dei semi è un’espressione  ripugnante!), quindi la disponibilità di cibo per gli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cibo diventa un’arma, più insidiosa e terrorizzante delle stesse bombe. La potenza infinita dei padroni delle sementi, la loro capacità di distorcere l’opinione pubblica a loro favore può essere dimostrata già a partire da un’evidenza finanziaria, la presenza della Fondazione Bill Gates (Microsoft) tra gli azionisti dei giganti del settore, in particolare di Monsanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le tante informazioni che stanno trapelando per merito di osservatori  coraggiosi e della rete Internet c’è quella dei legami tra una delle numerose agenzie governative statunitensi, la USAID, e le multinazionali della chimica applicata all’agricoltura ed alla tecnologia transgenica. L’USAID si occupa ufficialmente di aiuti ai Paesi bisognosi, ma è una emanazione del Dipartimento della Difesa americano, largamente utilizzata in operazioni coperte ed in particolare nel reclutamento di leader politici , ricercatori, alti funzionari  , da “sensibilizzare” , nelle maniere e con le modalità che ciascuno può intuire, ai temi della ricerca transgenica e delle biotecnologie applicate alle sementi.</p>
<p style="text-align: justify;">La sola Monsanto controlla circa il 95% della fornitura mondiale di semi per cibo, ed ha ormai non soppiantato, ma espulso dal mercato ( c’è un mercato con il 95 per cento ???) i produttori di sementi naturali. Fondamentalmente, un seme OGM, ed anche il relativo diserbante, è un valore strategico militare.</p>
<p style="text-align: justify;">In India le multinazionali brevettano semi ed innesti elaborati durante secoli, forse millenni, dalle popolazioni agricole locali, poi ne vietano l’uso senza il pagamento di diritti. E’ rapina con le armi di un sistema giuridico complice, ed è genocidio in guanti bianchi nei confronti di chi, derubato, non può pagare una vera e propria estorsione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il controllo genetico delle sementi alimentari e dei diserbanti chimici , nonché la loro ricostituzione sono elementi di una strategia precisa di dominazione a medio termine, di cui il soggetto privato, si chiami Monsanto, Syngenta, Dupont od altro, non è che il terminale di un progetto che ha nell’alta finanza, proprietaria, attraverso complessi incroci azionari, dei pacchetti di controllo delle maggiori multinazionali, l’attore principale, <em>dominus</em> e beneficiario finale, a fini di potere globale. L’apparato statale americano, in particolare le poderose strutture, non solo di combattimento, dell’esercito e le Agenzie specializzate nell’<em>intelligence </em>ne sono il braccio secolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo ripeterlo: in questo settore, come in altri, i pur immensi profitti non sono l’obiettivo principale. Il controllo del cibo vale ben più dei miliardi di dollari pretesi  da questi usurai della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è sempre uno: un governo mondiale diretto da un’oligarchia di banchieri ed azionisti globali, all’ombra delle armi americane. Non ce ne dimentichiamo mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Un cinese sapiente avvertiva che lo sciocco guarda il dito che indica la luna, solo il saggio osserva la luna.  Smettiamo di detestare i responsabili politici nazionali, malandrini e corrotti certamente, ma semplici camerieri di un potere ben più grande di loro, che spesso neppure conoscono, e, stante il livello di molti tra loro, neppure capiscono.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta, purtroppo, è ad un livello diverso. Informarsi è il primo passo, poi occorre capire: se la verità rende liberi, come insegnava Giovanni, l’eremita di Patmos, solo la verità ci permette di indignarci e mettere nel mirino il vero nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dobbiamo essere avanguardie che animano, possibilmente orientano, articolati fronti di opposizione. Loro sono infinitamente potenti, noi, se cominceremo a far capire, potremo diventare infinitamente numerosi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ROBERTO PECCHIOLI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">

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		<title>Expo 2015: l’esposizione dell’ipocrisia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ereticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2015 16:00:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Premetto di non essere tra coloro che sono pregiudizialmente ostili all’EXPO 2015. Si tratta certamente di una grande vetrina per la nostra produzione agroalimentare (ma ha senso ancora chiamarla “nostra”?) oltre che di una preziosa occasione di sviluppo e di lavoro per taluni. Per taluni ma non per tanti – sia detto per inciso – [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Premetto di non essere tra coloro che sono pregiudizialmente ostili all’EXPO 2015. Si tratta certamente di una grande vetrina per la nostra produzione agroalimentare (ma ha senso ancora chiamarla “nostra”?) oltre che di una preziosa occasione di sviluppo e di lavoro per taluni. Per taluni ma non per tanti – sia detto per inciso – malgrado la bufala dei giovani italiani che avrebbero rinunziato ad un “lavoro” precarissimo e sottopagato, assai meno dei 1.300 euro (al lordo) strombazzati sulla stampa. Poco male; gli immigrati sono qui per questo, per fare “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, disposti anche a dormire per terra e a mangiare cicoria, mentre quegli scansafatiche dei nostri giovani pretendono di potersi pagare vitto e alloggio.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte questo genere di considerazioni, comunque, quel che lascia l’amaro in bocca è soprattutto la consapevolezza che la scintillante vetrina dell’Expo non andrà neanche a scalfire la gigantesca manovra che è in atto per derubare l’intero pianeta del <strong>diritto all’alimentazione</strong>, e per trasformare tale diritto in una fonte di guadagno per pochissimi speculatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo strumento di questa sporca, sporchissima manovra sono le <strong>sementi</strong>. Fino ad oggi, tutti i popoli del mondo hanno piantato le loro sementi, e da queste sementi sono venuti i frutti che hanno consentito loro di nutrirsi, oltre ad assicurare quella <strong>biodiversità</strong> che è una delle grandi ricchezze del nostro mondo; e, in particolare, di alcune sue regioni (Italia in testa). Da alcuni anni a questa parte, invece – più o meno da quando gli USA sono rimasti l’unica superpotenza del globo – ci si muove in direzione esattamente opposta, si va verso la creazione di tipologie uniche di sementi e verso la loro privatizzazione: nelle mani – manco a dirlo – di alcune grandi multinazionali americane. L’obiettivo è evidente, anche se si fa di tutto per dissimularlo: esattamente come si è già fatto per il diritto di creare danaro (prima facoltà degli Stati ed oggi appannaggio delle “banche centrali” private), si intende sottrarre ai popoli la facoltà di creare il proprio cibo, costringendoli a comprare questo diritto da coloro che ne avranno legalmente il monopolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione, siamo soltanto all’inizio: per il momento nell’occhio del ciclone ci sono soltanto le produzioni di medie dimensioni, quelle che costituiscono l’ossatura dei mercati agroalimentari nazionali, soprattutto nei paesi europei. Ma – ci scommetto – in un futuro non so quanto lontano anche il singolo contadino che coltiva il suo orto con sementi “illegali” sarà passibile di pene severissime. Come negli scenari di certi romanzi di fantascienza dal sapore apocalittico.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando leggo la domanda-slogan che fa da sottotiolo all’Expo 2015, dunque, non posso che sorridere, amaramente: <em>«è possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?»</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sorrido amaramente perché non è a questo che tendono i “poteri forti” che governano il mondo d’oggi. Loro intenzione non è nutrire l’umanità, ma tenere sotto scacco l’umanità. Loro intenzione non è assicurare un’alimentazione buona e sana, bensì un’alimentazione omologata, omogeneizzata, inquinata da pesticidi sempre più pericolosi e da OGM (organismi geneticamente modificati) i cui effetti a lunga scadenza non sono nemmeno immaginabili. Ed ancor più amaramente sorrido quando penso al destino dell’industria agroalimentare italiana (o a quel che ne resta); destino che in questo momento è oggetto di trattative nel quadro dei <strong>colloqui segreti</strong> che preludono all’incombente trattato di libero scambio fra USA ed Unione Europea (il famigerato <strong><em>TTIP</em></strong>). E ci sarà ben un motivo perché tali trattative non vengano condotte alla luce del sole, ma siano – lo ribadisco – avvolte nel più assoluto segreto. E tale motivo non può essere che uno ed uno solo: evitare la sollevazione di tutti i settori produttivi e mercantili dei paesi europei – agroalimentare in testa – i cui interessi stanno per essere sacrificati sull’altare dalla carità pelosa dello Zio Sam. Magari con lo spauracchio di un Califfato che ci inquieta e di una “quinta colonna” di 5.000 (secondo i prudentissimi calcoli dei servizi segreti) adepti dell’ISIS dislocati in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto – mentre fervono le trattative segrete – il legislatore americano e quello europeo non sono rimasti con le mani in mano, ed hanno già iniziato solertemente a costruire l’ossatura su cui si articolerà l’intero edificio del nascente monopolio agroalimentare ispirato dalla filosofia OGM. Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato nel marzo 2013 la legge finanziaria HR933, all’interno della quale si annida un codicillo che consente alla <strong><em>Monsanto</em></strong> ed alle altre multinazionali delle sementi di produrre colture geneticamente modificate senza la possibilità d’interferenza da parte del Dipartimento dell’Agricoltura, fino ad ieri incaricato di verificare l’assenza di pericoli per la salute dei consumatori. Dal canto suo, la Commissione Europea – apprendo dal sito specializzato in campo agrario <a href="http://www.ilfattaccio.org/"><strong><em>ilfattaccio.org</em></strong></a> – ha proposto una legge che, se approvata, costringerebbe i produttori agricoli europei ad utilizzare soltanto sementi “analizzate, approvate e accettate” da un organismo creato ad hoc, ponendo automaticamente fuori legge la coltivazione di semi derivati dalle colture tradizionali e localistiche. In altre parole, <strong>una condanna a morte per la biodiversità</strong> e, con essa, per quella specificità che ha fatto dell’agroalimentare italiano una produzione d’eccellenza con valenza mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto – come dicevo – i rappresentanti dell’Unione Europea continuano le trattative segrete per il Trattato di Libero Scambio con gli Stati Uniti. Secondo quanto inizia faticosamente a trapelare, scopo principale (e inconfessabile) del trattato sarebbe lo spalancamento totale dell’Europa all’ingresso di merci americane, con in primissimo piano le merci del settore alimentare e con l’introduzione di meccanismi che farebbero automaticamente decadere ogni tutela per le specificità, per la varietà e per la superiorità della produzione agricola europea. In aggiunta, un micidiale meccanismo di carattere giudiziario inibirebbe – pena fortissime sanzioni pecuniarie – la possibilità per le industrie europee di opporsi in qualunque modo ad una concorrenza soverchiante e probabilmente sleale. Altra notiziola che faticosamente emerge dalle trattative, è quella che vorrebbe la fine di ogni ostacolo alla libera circolazione di prodotti geneticamente modificati; in particolare, i cow-boy pretenderebbero la fine dell’obbligo di indicare in etichetta la presenza di agenti OGM.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché – ritornando all’Expo – quando sento parlare di <em>«assicurare all’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile»</em> sorrido amaramente. Mi sembra un inutile sfoggio di ipocrisia. Tutti sanno benissimo che, dopo la prevista abbuffata di cibi genuini provenienti dall’Italia e dal mondo intero, si riprenderà a lavorare con nuova lena per l’esatto contrario: assicurare alle multinazionali il monopolio di una alimentazione omologata, geneticamente modificata e priva di garanzie per i consumatori.</p>
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