Ricapitoliamo…
Con la Parte diciottesima e la diciannovesima, “guerra santa” all’Europa, siamo arrivati solo all’anno 1099.
I beoti di oggi che dichiarano “qui nessuno è straniero” e che acclamano l’introduzione forzata di elementi alieni nella nostra Società, non conoscono minimamente le loro radici. Figuriamoci se costoro sanno quanto abbia dovuto soffrire l’Italia per le incursioni piratesche e le guerre condotte contro di noi dai musulmani. Scriverne la sola disamina occuperebbe le pagine di una enciclopedia. Ma considerare la sola Italia non farebbe capire l’entità del pericolo che ancor’oggi preme, non solo alle frontiere, ma direttamente dentro casa nostra.
Per questo motivo, nei prossimi paragrafi, verranno considerate le regioni dell’Europa attaccate dai musulmani tra il XII e il XIX secolo, mentre gli attacchi musulmani all’Italia si tratteranno nella Parte ventiduesima.
Per gli attacchi subiti nel XX e nel XXI secolo basterà che cerchiate informazioni, con cautela e un minimo di discernimento, digitando sul mefistofelico web.
Intanto ricapitoliamo: abbiamo già visto che l’islamismo prende piede tra gli Arabi nel VII secolo. (vedere utilmente Eurabia? https://www.ereticamente.net/eurabia-gianluca-padovan/ ). Poi arrivano le tribù turche:
-le tribù turche provenienti dall’Asia si affacciano all’Anatolia (odierna Turchia) tra XI e XII secolo;
-alla metà dell’XI secolo i Turchi Selgiuchidi -convertiti all’Islam (sunniti)- prendono possesso del Medio Oriente, sottraendolo alla dominazione araba;
-l’esercito dell’Impero Romano d’Oriente è sconfitto dai turchi nel 1071 nella Battaglia di Manzicerta.
–1071 (circa): i Turchi Selgiuchidi prendono Gerusalemme, unitamente al territorio, sottraendolo militarmente agli arabi fatimidi d’Egitto.
XII secolo: arrivano i Mongoli.
Da est sono arrivati i ratti che hanno portato le pestilenze, gli Unni e, sempre da est, sono arrivati i Mongoli. Nella prima metà del XIII secolo le orde mongole attaccano i territori russi e ucraini, l’Europa Centrale, la Polonia, l’Ungheria, giungono in Austria e in Dalmazia. Si tratta della periodica, fulminea, distruttrice onda di sessa che poi rifluisce senza nemmeno lasciare traccia nei toponimi. Ovvero, come uragano transita, distrugge, ma dal punto di vista culturale e sociale non lascia alcunché in Europa e il motivo è semplicissimo: non ha alcunché da lasciare. E così è anche ai nostri giorni.
È utile rammentare le parole di due antropologi, Biasutti e Gomez-Tabanera: «Quando, all’inizio del secolo XIII, i Mongoli cominciarono la loro espansione, tutti i popoli turchi collaborarono con essi a sottomettere l’Asia Centrale anteriore e l’Europa orientale, nei quali territori – col tempo e con la ritirata dei Mongoli – finirono col diventare dominatori. Da allora il loro potere restò generalmente immutato, fino ad essere riconfermato dalle conquiste degli Osmanli nel XV. Oggi fra le varie popolazioni dell’Asia Centrale dichiara stirpe turca, possiamo differenziare tra quelli di tradizione nomade i Turcomanni o Turkmeni, i Kirgizi, i Karakalpaki, i Kazaki, i Tagicchi, e altre popolazioni demograficamente meno importanti. Fra i Turchi detti sedentari, che gli Autori sovietici considerano una razza a parte (razza interfluviale centroasiatica), e che noi (…) abbiamo riconosciuto affini ai mongoloidi brachimorfi, considerandoli come sottorazza Araliana, dobbiamo considerare gli Usbechi (Uzbeg) e i Sarti, che altri autori, come Giuffrida Ruggeri, considerano archetipi di una presunta razza pamiriana (“pamiro-fergana” di Jarkho)» (Biasutti Renato, José-Manuel Gomez-Tabanera, L’Asia centrale, in Biasutti Renato -a cura di-, Le razze e i popoli della terra, Vol. II, UTET, Torino 1967, p. 481).
Gli Spagnoli passano al contrattacco.
Abbiamo già visto nella Parte Diciottesima che tra il 711 e il 718 vi è l’invasione e la rapida conquista della Spagna e del Portogallo da parte dei musulmani. Tra quel periodo e tutto il XV secolo vi è la così detta Reconquista, ovvero il lungo percorso degli Spagnoli per la riconquista della loro Terra, liberandola dal giogo dell’Islam. Detto per inciso, la Reconquista meriterebbe un rinnovato ampio ricordo da parte dell’intera Europa.
Le date da ricordare sarebbero molte, ma tra le più significative si possono menzionare:
–1085. Riconquista di Toledo, l’antica capitale dei Visigoti, da parte di Alfonso VI.
–1212. Battaglia di Las Navas de Tolosa. Papa Innocenzo III proclama la Crociata in Terra di Spagna e rispondono all’appello i seguenti ordini monastico-militari: Cavalieri di Calatrava, Ospitalieri, Templari. Inoltre si uniscono i cavalieri dei seguenti ordini: Cavalieri dell’Ordine di Evora, di Santiago (o di San Giacomo della Spada), di Alcantara (Ordine di San Giuliano del Pereiro), di San Giorgio d’Alfama. L’esercito musulmano è schiacciato dalla coalizione spagnola, con il supporto di contingenti italiani e francesi.
–1236. Riconquista di Cordova.
–1248. Riconquista di Siviglia.
L’ultimo “atto” avverrà nel 1492 con la riconquista di Granada.
Ora passiamo al resto d’Europa, tralasciando -come già detto- l’Italia. Le fasi cruciali dell’invasione dell’Europa dell’Est e del Sudest principiano nel Trecento, ad opera dei Turchi, con il progressivo declino di quanto rimane dell’Impero Romano d’Oriente.
Attacco musulmano all’Europa: XIV secolo.
-1352. Il territorio greco è attaccato dai turchi ottomani e viene conquistata la roccaforte di Tzympe (oggi ancora nel territorio occupato dalla Turchia). 
–1354. Gallipoli è conquistata rapidamente in quanto le mura erano state lesionate da scosse telluriche; la popolazione urbana è in buona parte sostituita rapidamente con famiglie musulmane fatte appositamente giungere dai territori turchi.
–1364. I turchi invadono la Tracia Centrale (Bulgaria).
–1371. La Macedonia è attaccata e il suo esercito è sconfitto nella Battaglia di Maritsa, presso l’omonimo fiume (odierna Grecia).
–1382 (circa). Sofia è assediata e presa: le mura sono abbattute, ma i cittadini sono risparmiati, accedendo allo status di dhimmi, ovvero sottomessi.
–1385. I turchi invadono il territorio dell’Albania. L’albanese Carlo Thopia chiede supporto militare ai turchi contro il principe Balsa II, signore del Principato di Zeta (situato tra Montenegro e Albania Settentrionale). Il 18 settembre nella Battaglia dei Campi Sauriani (Battaglia di Savra) Balsa II perde la vita e il suo esercito è sconfitto.
–1386. Attacchi turchi contro la Bosnia e l’Erzegovina.
–1386. Con la caduta di Nicopoli la Bulgaria cessa di essere indipendente e per quasi cinque secoli subisce il dominio musulmano dell’Impero turco.
–1389. Nella Battaglia di Kosovo (o Battaglia della Piana dei Merli) l’esercito musulmano guidato dal sultano Murad I sconfigge l’esercito serbo, con conseguenze disastrose per la popolazione.
–1392. Skopje (attuale capitale della Macedonia del Nord) è occupata dai turchi che la ridenominano Usbuk, divenendo la capitale del Sangiaccato di Skopje; riottiene l’indipendenza solo nel 1912, con le Guerre Balcaniche.
–1393. Cade Nicopoli, allora capitale pro tempore del Regno di Bulgaria.
–1394 (circa). Truppe turche invadono la Valacchia (oggi nella Repubblica di Romania) tenuta dal voivoda Mircea il Vecchio, il quale riesce, seppure con un esercito numericamente assai inferiore, a contenere i musulmani per poi sconfiggerli nella Battaglia di Rovine.
Attacco all’Europa: XV secolo.
–1408. Metlika (antica Metling), oggi nella Slovenia Meridionale, è attaccata dai turchi. Le scorrerie contro la città e il suo territorio proseguono fino al 1578.
–1420. La Moldavia è attaccata dai turchi. Una parte del territorio è oggi in Romania e l’altra costituisce la Repubblica di Moldavia.
–1440. Belgrado è assediata dall’esercito turco, ma resiste e i turchi devono ritirarsi.
–1440. Belgrado è nuovamente assediata dall’esercito turco, guidato da Maometto II. La coalizione cristiana guidata dal condottiero ungherese Janos Hunyadi (nobile della Transilvania) rompe l’assedio, conquista il campo turco, ferisce Maometto II e ottiene una vittoria schiacciante.
–1443-1468. Giorgio Castriota, denominato “Scanderbeg” (da Iskander Bey), è il Principe Albanese che per un ventennio tiene in scacco le forze d’invasione dell’Impero turco sconfiggendole in ogni battaglia.
-1453. Fine dell’Impero Romano d’Oriente, o Impero Bizantino. I turchi assediano e conquistano Costantinopoli. Seguono almeno tre giorni di saccheggio, violenze e ammazzamenti nei confronti tanto dei militari che si sono arresi quanto -soprattutto- dei civili. Migliaia di persone sono rese schiave e deportate per la vendita nei mercati musulmani. La Cattedrale Santa Sofia, è convertita in moschea; l’antico simbolo ivi effigiato della dea Diana, la falce di luna, viene adottata come simbolo dei musulmani turchi: la “mezzaluna”. Come dato di fatto si ricorda che i musulmani arabi, considerandosi i “veri musulmani”, continuano tutt’oggi a esibire nelle bandiere una scritta, ovvero la formula dottrinale denominata Shahadah (o sua variante). Ad esempio, nella bandiera verde dell’Arabia Saudita abbiamo la Shahadah in bianco.
Curiosamente molte bandiere musulmane presentano anche la stella a cinque punte, quella che vediamo nelle così dette “repubbliche socialiste”, che in realtà sono comuniste, come l’ex URSS, la Cina, Corea del Nord (Repubblica Popolare Democratica di Corea), Cuba. Sempre curiosamente abbiamo anche l’USA, la Turchia, Marocco, Liberia, Vietnam, oltre a molte altre ancora (lieto approfondimento!). La stella simmetrica a cinque punte era ed è un segno distintivo di talune logge della Massoneria.
-1456. Cade Atene. L’Acropoli resiste ancora per due anni, ma infine il duca fiorentino Francesco II Acciaioli firma la capitolazione; il Partenone è convertito in moschea e accanto è innalzato un minareto.
–1459. Il Despotato di Serbia cessa di esistere in quanto annesso all’impero ottomano.
-1460. Nel Peloponneso cade il Despotato di Morea, ultimo baluardo della Grecia Indipendente. Chi non riesce a fuggire diviene schiavo, oppure rimane sottomesso e se non si converte all’islamismo diviene un dhimmi ed è costretto a pagare la tassa o tributo denominato jizia. Poche persone riescono ad essere riscattate e quindi liberate e questa è una formula che i musulmani applicano di frequente.
–1461. Salmeniko (Acaia, Grecia Occidentale), ultimo baluardo, cade e solo i difensori della Cittadella riescono a sottrarsi alla cattura; pochi si salvano e la maggior parte dei greci è sterminata o venduta come schiava (circa seimila). I più giovani sono costretti al reclutamento forzato (devsirme, “tassa di sangue”). In linea generale tra il XIV e il XVII secolo il devsirme consisteva nel prelevamento forzato dai territori conquistati dei fanciulli cristiani da inviare in Turchia per la conversione all’Islam, all’educazione musulmana e, generalmente ma non sempre, all’inserimento nel corpo militare dei Giannizzeri. Molti altri venivano indirizzati all’omosessualità diventando “oggetti di piacere” del sultano, di uomini di corte e persone influenti musulmane. Attenzione: il Corano non apprezza l’omosessualità ed ecco un paio di “passi” per tutti. Dalla Sura VII del Corano: «81. Ma come osate concupire il maschio e non la femmina per sopire la vostra passione? Che popolo perverso!» (Peirone Federico -traduzione e commento-, Il Corano, Vol. I, Mondadori, Milano 1980, p. 240). Dalla Sura XXVI del Corano: «165-166. Chissà per quali oscure ragioni voi scegliete, fra le creature, soltanto i maschi sdegnando al tempo stesso quelle che il Signore ha messo accanto a voi, le femmine, affinché voi le sposiate? Siete veramente gente impudica e pervertita» (Ibidem, Vol. II, p. 523).
–1463. Cade il Regno di Bosnia e iniziano i primi attacchi turchi contro la Croazia. L’Erzegovina è quasi completamente assoggettata.
–1471. L’Istria è attaccata e saccheggiata dai turchi; a questa scorreria ne seguiranno altre e per tutto il XV secolo.
–1475. Il principe moldavo Stefan III (Stefano il Grande) sconfigge pesantemente le truppe turche nella Battaglia di Vaslui.
–1478. Croia (Kruje), capitale dell’Albania, capitola sotto l’assedio turco. L’Albania rimane sotto il giogo dell’impero ottomano fino al 1912. Non si può sottacere come la popolazione albanese, non paga del tallone turco, accetti la dittatura comunista-stalinista instaurata nel 1944 da Enver Halil Hoxha, un colto musulmano bektashi. Negli Anni Ottanta Ramiz Alia, musulmano definito “partigiano” e braccio destro di Hoxa, diviene Capo di Stato della Repubblica Popolare Socialista d’Albania; nel 1991 accetta che il paese si orienti verso la “repubblica” e così la dittatura di stampo stalinista e isolazionista (definita la peggiore d’Europa) cessa formalmente con le elezioni del 1991, che lo vedono, fino all’anno successivo, Presidente. Tra 1992 e 1996 viene arrestato, condannato, rilasciato e infine nuovamente condannato per “crimini contro l’umanità” e “genocidio”; scappa nel 1997, ma poi viene “assolto”. Ora, ovviamente, scatta la domanda: vogliamo l’Albania in Europa? Ma, soprattutto: oggi che cos’ha da insegnare l’Albania all’Italia? Direi assolutamente nulla.
–1480. I turchi attaccano Rodi, ma sono vigorosamente e vittoriosamente respinti dai Cavalieri Ospitalieri.
–1482. Cade Castelnuovo (oggi Herceg Novi), l’ultima roccaforte dell’Erzegovina, in mano all’impero ottomano; la regione è riorganizzata nel Sangiaccato d’Erzegovina.
–1484. L’indomita Moldavia accetta formalmente di divenire vassalla dei turchi pur di non essere conquistata dai polacchi, seppure il conflitto tra moldavi e turchi prosegua fino al XIX secolo.
–1492. Assedio di Granada. La città spagnola, ultima roccaforte occupata dai musulmani, è conquistata dall’esercito dei reali spagnoli cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia.
–1493. Con la Battaglia di Krbava tra croati e turchi ha inizio la così detta “Guerra dei cent’anni croata”, conclusa nel 1593 con il definitivo arresto dei musulmani ottomani nella regione.
–1499. A Granada, nella Spagna liberata, vi è la prima rivolta dei moriscos. Ai musulmani rimasti in Spagna dopo la riconquista è chiesto di scegliere tra l’andare liberamente via oppure di convertirsi al cristianesimo, se si vuole rimanere. Chi opta per il battesimo, quindi per la conversione, è denominato moriscos.
Attacco all’Europa: XVI secolo.
–1521. Capitolazione di Belgrado assediata da Solimano il Magnifico. I cittadini sono risparmiati, ma in parte deportati, mentre le principali chiese sono convertite in moschee.
–1522. I turchi conquistano Rodi dopo sei anni d’assedio; Solimano vieta il saccheggio della piazzaforte e la vessazione dei civili.
–1526. Nella Battaglia di Mohac le truppe ungheresi sono sconfitte da quelle d’invasione turche.
–1529. Vienna, capitale dell’Arciducato d’Austria facente parte del Sacro Romano Impero, è assediata dall’esercito turco guidato da Solimano detto “il magnifico” e composto da più di 100.000 uomini. I territori circostanti sono saccheggiati, distrutti e la popolazione in parte sterminata e in parte catturata e resa schiava. Dopo un mese i musulmani, non riuscendo a conquistare la città, levano l’assedio.
–1530. I Turchi inaugurano la stagione dei grandi attacchi contro la Slovacchia, all’epoca facente parte del Regno d’Ungheria. Numerosi insediamenti scompaiono a causa dei saccheggi e delle distruzioni, mentre circa 40.000 slovacchi sono deportati dai turchi e venduti come schiavi nei mercati musulmani.
–1536. Trattato d’alleanza tra regno di Francia e impero ottomano in funzione anti-asburgica. Si attacca anche la Repubblica di Genova in quanto alleata della Spagna di Carlo V.
–1553. La coalizione franco-ottomana invade la Corsica, all’epoca sotto il controllo della Repubblica di Genova e del Banco di San Giorgio. Bonifacio, difesa dalle truppe della Repubblica di Genova, è costretta alla resa. Venendo meno al trattato la guarnigione militare oramai disarmata e la popolazione civile vengono torturati e ammazzati; coloro che si salvano sono resi schiavi e deportati.
–1541. Buda è conquistata dai turchi e i territori ungheresi cadono sotto il loro dominio; la Valacchia conserva un minimo di autonomia, pur restando sotto il giogo musulmano fino al 1877.
–1568-1570. Guerra russo-turca.
–1568-1571. Rivolta dei moriscos in Andalusia (Spagna), nota come Guerra di Las Alpujarras (regione montuosa dell’Andalusia).
–1570. La città fortificata di Nicosia (Cipro) è assediata e conquistata dalle truppe turche; militari e civili sono in gran parte seviziati e trucidati; i pochi che scampano sono resi schiavi.
–1570-1571. A Famagosta, città fortificata di Cipro, Marcantonio Bragadin comanda circa 6000 soldati della Serenissima Repubblica di Venezia contro l’assedio di 70-100.000 turchi guidati da Lala Kara Mustafa Pascià. Dopo quasi un anno di combattimenti e la forza militare ridotta a circa 600 uomini, i Veneziani stipulano l’atto di resa, ma poi i turchi tradiscono l’accordo e trucidano tutti i militari che hanno reso le armi. I civili sono in parte seviziati e massacrati e chi si salva è reso schiavo. Marcantonio Bragadin è fatto scorticare vivo e la sua pelle esposta a Costantinopoli (ma viene recuperata e oggi riposa a Venezia).
–1571. Il 7 ottobre la flotta da guerra musulmana è in buona parte distrutta nella Battaglia di Lepanto (vedere: 7 ottobre. Si decidono le sorti dell’Europa https://www.ereticamente.net/7-ottobre-si-decidono-le-sorti-delleuropa/ ).
–1593. Battaglia di Sisak. La fortezza di Sisak è assediata da ingenti truppe ottomane guidate dal governatore musulmano della Bosnia, ma la coalizione di forze cristiane (austriache, croate e slovene), nonostante l’inferiorità numerica, rompe l’assedio e stermina le armate turche arrestandone l’avanzata verso il cuore dell’Europa.
Attacco all’Europa: XVII secolo.
–1609-1614. Espulsione di circa 300.000 moriscos dal Regno di Spagna.
–1620. La Confederazione polacco-lituana è attaccata dai turchi; l’esercito polacco è sconfitto nella Battaglia di Cecora (Moldavia, attuale Romania).
–1621. Battaglia di Chocim (Chotyn, Ucraina): l’esercito della Confederazione polacco-lituana, pur inferiore numericamente, sconfigge l’esercito musulmano costringendolo alla ritirata.
–1663. La Moravia, regione storica oggi facente parte alla Repubblica Ceca, subisce una disastrosa invasione da parte di turchi e tatari. Massacri e spopolamento sono la conseguenza degli attacchi, delle razzie e dei massacri lungo tutto il territorio; almeno 12.000 moravi sono catturati e deportati come schiavi nei mercati musulmani.
–1672-1676. Guerra polacco-ottomana.
–1673. Seconda Battaglia di Chocim (Chotyn, Ucraina). L’atamano Giovanni III Sobieski, che diverrà re di Polonia, guida la confederazione polacco-lituana e distrugge quasi completamente l’esercito turco.
–1676-1681. Guerra russo-turca.
–1683. La Moravia subisce una seconda disastrosa invasione da parte dei turchi.
–1683. Vienna, formalmente Arciducato, ma capitale del Sacro Romano Impero, è assediata per la seconda volta da un esercito musulmano: circa 200.000 uomini sono comandati dal gran visir Kara Mustafà. La città resiste agli attacchi e l’esercito della Lega Santa rompe l’assedio e sbaraglia i turchi. L’assalto alla Fortezza Europa è fermato.
–1686-1700. Guerra russo-turca.
–1697. Battaglia di Zenta (Serbia). Mustafà II guida l’esercito ottomano, forte di circa 100.000 uomini, nell’intento di dirigersi nuovamente su Vienna. Eugenio di Savoia comanda l’esercito asburgico che conta circa 50.000 uomini, ovvero la metà di quello musulmano. Piomba egualmente sui nemici sbaragliandoli sul fiume Tibisco: perde circa 500 soldati, ma i turchi ne lasciano sul campo circa 25.000.
Attacco all’Europa: XVIII secolo.
–1717-1718. Guerra austro-turca: Austria e Serenissima Repubblica di Venezia alleate contro l’impero ottomano.
–1717. Belgrado è assediata e conquistata da Eugenio di Savoia al comando delle truppe austriache.
–1735-1739. Guerra russo-turca.
–1739. Battaglia di Grocka. L’esercito ottomano sconfigge quello austriaco guidato dal feldmaresciallo Wallis e assedia Belgrado, la quale capitola.
–1768-1774. Guerra russo-turca.
–1787-1792. Guerra russo-turca.
Attacco all’Europa: XIX secolo.
–1806-1812. Guerra russo-turca.
-1827. Il giorno 20 ottobre la flotta da guerra turca è annientata nel corso della Battaglia di Navarino (Vedere: 20 OTTOBRE: si azzera la flotta da guerra turca https://www.ereticamente.net/20-ottobre-si-azzera-la-flotta-da-guerra-turca-gianluca-padovan/ ).
–1828-1829. Guerra russo-turca.
–1853-1856. Guerra di Crimea. L’impero ottomano, la Francia, il Regno di Sardegna e il Regno Unito si coalizzano contro la Russia.
–1877-1878. Guerra russo-turca. A seguito delle rivolte slave nei Balcani contro la dominazione ottomana l’impero russo sconfigge i turchi e Bulgaria, Montenegro, Romania e Serbia ottengono l’indipendenza dal giogo musulmano.
–1877. L’Ungheria ottiene l’indipendenza dall’Impero ottomano, ufficialmente ratificata al Congresso di Berlino del 1878.
Concludendo.
Credo che il panorama tratteggiato sia esemplificativo del drammatico percorso dell’Europa attraverso le invasioni musulmane. Abbiamo dal 711, anno d’invasione di Spagna e Portogallo, al 1877, anno dell’indipendenza dell’Ungheria, più di un millennio di sofferenze e di lotte (1166 anni per l’esattezza). Ma queste non sono comunque finite nemmeno nel XX secolo e tantomeno in questo XXI secolo, momento in cui i musulmani e i detrattori dell’Europa vogliono che questa cada proprio per mano dell’Islam.
È innegabile che le comunità islamiche in Europa, relitti delle invasioni passate, siano e rimangano la piattaforma di partenza per la destabilizzazione dello Stato in cui albergano e per l’innesco d’una nuova guerra di religione. Il tutto -perché negarlo- verrà alimentato dalle nuove truppe d’invasione chiamate “risorse” o “profughi”.
Nel tratteggio del programma dei nostri Nemici, i musulmani dell’Islam (siano essi sciti o sunniti) dovranno obbedientemente demolire l’Europa e la sua straordinaria Cultura, ma solo per essere a loro volta azzerati. Ovvero, i musulmani saranno sì “azzerati”, ma non scompariranno. Verranno semplicemente e rapidamente ricondotti a quel lontano VI secolo, ovvero a fare i cammellieri e i predoni del deserto che avranno contribuito, come inconsapevoli mercenari, a ricreare in ogni terra conquistata. Ciò avverrà, ovviamente, solo se in Europa non si riuscirà a fare “fronte comune”, in primis cacciando i Nemici interni e poi risolvendo una volta per tutte la vertenza coi musulmani.
Post scriptum: voce del verbo impalare.
La sottocultura provocatoria e apolide delle sinistre, ma diciamo tranquillamente “comunista & sue estroflessioni” assieme all’altrettanto apolide “cattocomunismo”, hanno lavorato per più di un secolo alla demolizione della nostra conoscenza storica, delle nostre tradizioni e dell’italianità. Sono stati sfornati migliaia di testi-spazzatura nel tentativo -in parte riuscito- di disorientare.
Ma un pilastro è rimasto inamovibile, seppure oggi un po’ isolato, ma non dimenticato: il Vocabolario della Lingua Italiana dell’Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani. Alla voce impalare ecco che cosa vi si legge: «impalare [derivato da palo]; – 1. Uccidere mediante il supplizio dell’impalamento: pensan che ’l Turco passi il mare, E ch’ei venga a impalare Chi non vorrà la Fede rinnegare (Lasca)» (Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani, Vocabolario della Lingua Italiana, Vol. II, Roma 1987, p. 773).
Anton Francesco Grazzini, fiorentino detto “il Lasca”, nel Cinquecento è stato uno dei fondatori dell’Accademia della Crusca ed era apprezzato e noto per il suo “humor nero”, ricordandoci che i turchi eran soliti ad “impalare” i loro nemici. Ma, come diceva Vlad III di Valacchia: “chi la fa l’aspetti”.

