“Partito preso” o realtà dei fatti?
Qui non si tratta -e mai si è trattato- di essere pro o contro il Palestinese, pro o contro l’Ebreo, pro o contro chi Voi vogliate ogni mattina che vi alzate dal letto e non sapete chi tifare.
Qui si tratta di una millenaria spinta che una religione, sia abbracciata sia insufflata a forza nella gente, continua imperterrita a operare per la sua espansione oltre i più o meno leciti suoi confini delimitati dal territorio in cui è nata.
In buona sostanza: rinfrescatevi la memoria storica e riflettete sul fatto che dal VII secolo, ovvero da 14 secoli (!), l’Islam muove guerra all’Occidente.
Tutto il resto sono chiacchiere da bar unite a speculazione che possono essere non utili, ma interessanti o curiose solamente in un circolo “filosofico-pindarico-apolide” lontano dalla realtà dei fatti concreti.
Hamas.
Di che si tratta?
La parola HAMAS è l’acronimo di Movimento di resistenza islamica: Harakat al-Muqawama al-Islamiya.
L’organizzazione è stata istituita dal nazionalista palestinese Ahmed Yassin (1937 – 2024) nel 1987.
Che cosa dice al proposito l’ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale?
Dal sito web dell’ISPI, www.ispionline.it: «Hamas è un movimento militante islamico e uno dei due principali partiti politici dei Territori palestinesi. L’altro movimento e Al-Fatah, che detiene la presidenza dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Hamas governa più di due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza, ma il gruppo è noto soprattutto per la sua lotta armata contro Israele. Decine di Paesi – tra cui Israele, Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito – hanno designato Hamas come organizzazione terroristica, anche se alcuni applicano questa etichetta solo alla sua ala militare» (https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/che-cose-hamas-147295 )
Per inciso, l’ISPI è stata fondata da due italiani nel 1934 come “istituto di studi”.
Dal sito web del Governo Italiano – Ministero dell’Interno (www.interno.gov.it) ecco un passo dell’articolo “Riscontri e intelligence. Seguite le donazioni” di Hoara Norselli, uscito il 28 dicembre 2025:
«L’arresto di nove persone, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione palestinesi in Italia, accusata di finanziare i terroristi di Hamas, è un successo indiscutibile» (https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/interventi-e-interviste/riscontri-e-intelligence-seguite-donazioni#:~:text=L’arresto%20di%20nove%20persone,Italia%20aiutano%20il%20terrorismo%20palestinese%3F ).
Successivamente, in data 19 giugno 2026, la battaglia giudiziaria per l’uscita dal carcere di Mohammad Hannoun ha un arresto: se la Cassazione voleva Hannoun e tre suoi connazionali fuori dalle sbarre, il Tribunale ha dichiarato costoro pericolosi. E restano in carcere.
Dal sito web de Il Secolo XIX (www.ilsecoloxix.it) ecco un passo dell’articolo “Inchiesta su Hamas a Genova, il Riesame conferma nuovamente il carcere per Hannoun” di Matteo Indice, uscito il 19 giugno 2026:
«19 giugno: Mohammad Hannoun, l’architetto palestinese di 62 anni arrestato a dicembre con l’accusa di guidare da Genova una cellula di Hamas, resta nel carcere di massima sicurezza di Terni: lo ha deciso stamattina il tribunale del Riesame, dopo che la Cassazione aveva messo in dubbio le “esigenze cautelari”, profilando perplessità sul complessivo impianto accusatorio, e dopo che i suoi difensori, Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo, ne avevano chiesto la liberazione. Oltre che per Hannoun, i magistrati hanno confermato la detenzione per Riyad Albustanji, Yaser Elasaly e Raed Dawoud, mentre già a gennaio era stata decretata la scarcerazione di Adel Abu Rawwa, Raed Al Salahat e Khalil Abu Deiah, tutti inquisiti per terrorismo».
Inoltre: «Secondo i giudici del capoluogo ligure quindi Hannoun deve restare detenuto perché esiste il pericolo di fuga, visto che il giorno dell’arresto aveva un biglietto aereo per trasferirsi in Turchia e farsi poi raggiungere dai suoi famigliari» (https://www.ilsecoloxix.it/genova/news/inchiesta-su-hamas-a-genova-il-riesame-conferma-nuovamente-il-carcere-per-hannoun-rsqwfszc/ ).
Avete letto bene? Se ne stava andando in Turchia dove Hamas non è considerata una organizzazione terroristica.
Non vi balena nella mente qualche lecita domanda sull’utilità -o meno- di intrattenere ancora rapporti con la Turchia?
Compagni di gioco.
Chi sono gli altri compagni di cella di Hannoun menzionati dal Quotidiano sopra citato?
Riyad Abdelrahim Jaber Albustanji, di cittadinanza palestinese, è accusato di appartenere alla “sezione estera” di Hamas, per la quale avrebbe raccolto ingenti somme di denaro dichiarando che servivano per “scopi umanitari”.
Anch’egli accusato di appartenere alla “sezione estera” di Hamas e il palestinese Yaser Elasaly: milita nell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP), sezione di Milano.
Ra’ed Hussny Mousa Dawoud, residente in Italia, ma palestinese, è anch’egli indagato per la “raccolta fondi” pro Hamas. Al proposito ecco un articolo tratto da www.regione.vda.it:
«(ANSA) – ROMA, 28 DIC – C’è una serie di file cancellati nei computer. L’Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, con sede a Genova, il cui responsabile è Mohammad Hannoun, il principale indagato, organizzava raccolte di denaro inviando non solo bonifici ad altre presunte charity. Spesso il denaro viaggiava sui camion assieme agli alimenti che sarebbero poi entrati a Gaza: i soldi in contante, che potevano arrivare anche a centinaia di migliaia di euro, giungevano nella Striscia passando per Il Cairo, Amman o Istanbul, sfruttando “alcuni dipendenti dell’associazione, utilizzando ‘cash couriers’ oppure ricorrendo a escamotage come delegazioni filantropiche”. Una di queste iniziative – denominata un ‘Convoglio per Gaza’ – fu organizzata nel 2024, presentata nella sala della Parrocchia di Piazza San Lorenzo in Lucina a Roma e aveva come testimonial Modestino Preziosi, maratoneta italiano. Banconote, quasi sempre dollari, che invece avrebbero foraggiato i terroristi. A provarlo, secondo gli inquirenti, è un’intercettazione in cui Suleiman Hijazi, stretto collaboratore di Hannoun, ammette che “per quanto riguarda i progetti la maggior parte dei soldi vanno (…) alla Muqawama (Hamas) (…), quasi tutto!”. Dalle conversazioni captate non figura solo Hamas. Il 14 febbraio in un’intercettazione si evince che “Dawoud parla del trasferimento di una somma di denaro da Istanbul ad Amman in favore di Hezbollah” mentre in una intercettazione del 2024 un interlocutore di Hanoun che aveva da poco effettuato una consegna “specifica di aver preparato 10 camion e menziona 3 o 4 borse piene di dollari aggiungendo che ormai nessuno vuole più farina, essendocene in abbondanza”. Ma in un’altra intercettazione emergono lamentele: “i 400mila dollari spesi per l’acquisto di alimentari per la carovana benefica saranno rubati in quanto i camion vengono assaliti”. (ANSA)» (https://www.regione.vda.it/notizie/details_i.asp?id=513392 ).
Una Divisione in carcere?
Circa 13.000 persone provenienti da territori islamizzati sono nelle carceri italiane su circa 60.000 detenuti. Il web produce cifre contrastanti, ma più o meno 6.000 si dichiarano apertamente mussulmani. Tenete conto che non è obbligatorio -o meglio non è “politicamente corretto”- che si palesi l’altrui religione di appartenenza.
In un esercito regolare 6.000 uomini costituiscono una brigata. Invece, considerando 13.000 uomini, si può tranquillamente parlare di una divisione militare.
I contatti tra loro sono tenuti da una ventina di imam (in lingua araba indica “colui che sta davanti agli altri”).
Il “Pensiero Sociale Italiano” non è diviso, ma è stato letteralmente frammentato in modo da non poter obiettivamente accogliere ed elaborare i dati di fatto come questo.
La frammentazione (o polverizzazione) del “Pensiero Sociale Italiano” comporta che il vero Cittadino Italiano non capisce che siamo in guerra. Anzi, da quel VI secolo già menzionato la guerra non si è conclusa, ma solo adeguata alle nuove strategie.
Ad esempio, l’esistenza di una così detta “democrazia”, consente ai delinquenti di farla franca.
Di fatto non siamo in “democrazia” e, allo stato attuale delle cose, l’esercito che ci darà la caccia casa per casa, se non provvederemo per tempo, è già a casa nostra.
P.S.: sugli infedeli, menzionati con nome di kafiruna (ovvero Voi che state leggendo), ecco su Ereticamente: https://www.ereticamente.net/togliamoci-il-velo-dellipocrisia-gianluca-padovan/


