Breast ironing.
Per quanto tenda a utilizzare la sola lingua italiana oggi mi trovo costretto a riportare un termine in lingua inglese: “breast ironing”. Più o meno letteralmente si può tradurre in “stiratura del seno”.
Accettare supinamente l’ingresso forzato di stranieri dai paesi extraeuropei ha introdotto anche in Italia quella che considero sia l’ANTI-CIVILTÀ.
In secoli e millenni noi Italiani ci siamo costruiti con fatica, impegno, sofferenza e autodeterminazione una Civiltà che è stata il faro illuminante per l’Europa e il Mondo intero.
Ora una manciata di traditori sta cercando di cancellare il nostro equilibrio sociale, la nostra identità e noi stessi come Italiani, introducendo forzatamente sul suolo patrio chi non deve starci nel modo più assoluto.
Lo “stiramento” o “riduzione” o “appiattimento” del seno è la brutale e lesiva “pratica tradizionale” (o rituale) utilizzata soprattutto in Africa nei confronti delle bambine. Motivo? Così le si rende meno appetibili agli occhi degli uomini. Qual’è lo strumento utilizzato, oltre all’inciviltà conclamata? Bastoni, ciottoli e altri strumenti possibilmente scaldati o arroventati.
Il mio pensiero è che non si possa definire “pratica tradizionale” perché si tratta di una GRAVE VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI.
Costoro, oggi, li abbiamo in Italia. Costoro, oggi, sono considerati “risorse”.
Sbagliato!
Costoro sono totalmente incapaci di comprendere sia noi, che purtroppo li “ospitiamo forzatamente”, sia la nostra cultura e la nostra civiltà. Pertanto qui non ci devono assolutamente rimanere e vanno rispediti tutti, senza esclusioni, “al mittente”.
M.G.F.
Il così detto “MGF” non è un “fenomeno culturale” perché NON è cultura.
Il così detto “MGF” è una “pratica tradizionale”, ma usata da chi non ha cultura e soprattutto non ha rispetto nemmeno per i più elementari diritti umani.
M.G.F. ovvero Mutilazione Genitali Femminili.
Qui parliamo di INFIBULAZIONE.
Qui parliamo di CLITORIDECTOMIA.
Dove sono principalmente praticati questi abomini?
-Africa;
-Medio Oriente;
-Asia.
Oggi accade anche in Europa e in Italia perché gli stranieri, che sono tra noi e nella nostra società, invece d’imparare persistono nel praticare usanze dementi e antiumane. E le “nuove generazioni”, nate sul nostro suolo europeo, sono peggio di chi vi è emigrato a suo tempo. Non imparano. Non si integrano.
Oggi, adesso, i “media” s’inventano le più disparate spiegazioni al fine di minimizzare il fenomeno, di circoscriverlo a poche etnìe.
Ma che cosa ci dice il Vocabolario della Lingua Italiana?
INFIBULAZIONE: «Operazione, praticata nell’antichità e presso alcune popolazioni anche in tempi successivi, consistente nell’applicare un anello al prepuzio dei ragazzi e alla vulva delle ragazze al fine di impedire loro di avere rapporti sessuali prima del matrimonio. Presso alcune popolazioni africane e asiatiche, l’operazione viene invece eseguita, sulle ragazze, praticando un taglio intorno alle grandi labbra che, unite e rimarginate, determinano una cicatrizzazione che restringe l’ostio vulvare. In zootecnia, operazione analoga praticata, mediante l’applicazione di un anello, allo scopo di evitare l’accoppiamento, specie di bestie lasciate in libertà» (Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani, Vocabolario della Lingua Italiana, Vol. II, Roma 1987, p. 859).
CLITORIDECTOMIA: «In etnologia, asportazione della clitoride (detta anche escissione), praticata sulle fanciulle all’epoca della pubertà presso alcuni popoli arabi e varie popolazioni musulmane dell’Africa, oltre che presso numerose tribù dell’Amazzonia occidentale» (Istituto della Enciclopedia Italiana – Treccani, Vocabolario della Lingua Italiana, Vol. I, Roma 1986, p. 797).
Numero verde e semaforo rosso.
Un’utile informativa l’ho letta sul sito Web del Ministero dell’Interno ed è stata pubblicata il 9 novembre 2009:
«800 300 558: un numero verde contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili in Italia. Il servizio, gestito da operatori della Polizia di Stato, nasce dalla collaborazione tra ministero dell’Interno e il dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio. Parte oggi l’attivazione del numero verde 800 300 558 del ministero dell’Interno dedicato alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile (MGF). Il servizio, gestito dalla direzione centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, accoglie segnalazioni e notizie di reato realizzate sul territorio italiano e fornisce informazioni sulle strutture sanitarie e sulle organizzazioni di volontariato, vicine alle comunità di immigrati provenienti dai Paesi dove sono effettuate tali pratiche. Sarà possibile chiamare dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alla 20.00. L’iniziativa si inserisce all’interno di un progetto più ampio di politiche e azioni di contrasto alle MGF. Per questo il coordinamento delle attività messe in campo dai vari ministeri, secondo le competenze di ciascuno, è affidato alla presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento per le Pari Opportunità (legge 9 gennaio 2006, n. 7). Le telefonate saranno ricevute da personale specializzato del servizio centrale operativo della Polizia di Stato che, oltre all’assistenza, avrà il compito di comunicare le eventuali notizie di reato alle squadre mobili territorialmente competenti. Le mutilazioni genitali femminili, le origini culturali. Le difficoltà legate al tema delle MGF sono condizionate dall’origine culturale e tendono a rimanere piuttosto stabili nel tempo. Solitamente sono praticate su soggetti molto giovani, in media ragazze che non hanno ancora compiuto 15 anni. Secondo i dati più aggiornati, forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono tra 100 e 140 milioni le bambine, ragazze e donne nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale femminile. L’Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno è più diffuso (in alcuni paesi la diffusione supera 80%, quasi la totalità della popolazione femminile). Nel mondo occidentale, si evince da uno studio commissionato dal ministro per le Pari Opportunità, il fenomeno è presente, seppure in modo sommerso. Si calcola, ad esempio, che in Italia su 110 mila donne africane residenti, provenienti dai paesi “a tradizione escissoria”, circa 35 mila hanno subito MGF, prima di venire in Italia o durante il soggiorno. È quindi facile supporre che, nei prossimi anni, tra le bambine e le giovani donne africane residenti in Italia vi siano le potenziali vittime di questa pratica. Il numero verde come strumento di sensibilizzazione. L’attivazione del Numero Verde rappresenta uno degli strumenti principali per sensibilizzare e far conoscere questo fenomeno, da molti ancora ignorato, per prevenire, contrastare e reprimere pratiche che violano i diritti fondamentali dell’integrità della persona e della salute di donne e bambine (Dichiarazione e Programma di Pechino – IV Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, 1995)»
Attenzione: la Legge 9 gennaio 2006, n. 7 riguarda le “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile” ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale N.14 del 18 gennaio 2026. In pratica già 20 anni fa.
Se la Legge è “stata fatta”, era segno che il “fattore-MGF” si presentava già preoccupante allora. Figuratevi oggi, dopo due decenni di malgoverno aggravato dal martellamento mediatico, operato anche dallo Stato Vaticano, sulla bontà dell’accoglienza indiscriminata e sul fatto che la Legge Italiana non è fatta rispettare.
Vedere utilmente il PDF allegato, tratto dal sito web: www.1.interno.gov.it .
Traditori.
L’introduzione massiccia di elementi estranei alla nostra cultura e alla nostra civiltà è resa possibile dalla presenza di TRADITORI che vengono lautamente pagati o che ottengono posti di rilievo e di prestigio o che, semplicemente, beneficiano di canali mediatici dove riversare le proprie frustrazioni.
Oggi il denaro non è un “problema”.
Viene prodotto senza controllo.
Vene “prodotto” dalle attività illecite (droga, sesso, etc.).
Viene “prodotto” della vendita del petrolio.
La “stagione del taglio”.
Oggi la mutilazione genitale procede senza freno. Non è vero che costoro imparano. Non è vero -come già detto- che costoro si integrano. Non è vero che costoro rispettano le nostre leggi.
D’altra parte su quest’ultimo punto la colpa è anche dei nostri e nostrani TRADITORI.
Attenzione: i crimini non vengono materialmente consumati solo sul suolo che li ospita: basta un bel viaggio-vacanza nella terra d’origine (magari con la scusa di salutare i parenti) per poter infierire e mutilare la ragazzina e il ragazzino di turno.
Cos’altro aggiungere se non l’invito a leggere anche un altro mio articolo pubblicato più di dieci anni fa su Ereticamente? Eccolo: https://www.ereticamente.net/infibulazione-inchiodamento-%e2%88%92-gianluca-padovan/
Poi sgomberate la mente e guardate almeno questo video, perché gli Inglesi si sono lasciati colmare di stranieri ed ora sono letteralmente “infibulati”: https://www.youtube.com/watch?v=x2lW3hxJ5o0
E poi, se l’argomento vi ha dato da pensare, cercatene altri sul Web e, soprattutto, su YouTube.
Buona visione.
Ma se il sonno della mente vi perdura, serena infibulazione! Perché domani toccherà a voi, alle vostre figlie, alle vostre nipoti. E pure ai maschietti.

