L’Albania musulmana.
Oggi parliamo dell’Albania e del fatto che tra qualche annetto potremo trovarcela nell’Unione Europea come primo stato musulmano.
Ci avete mai riflettuto sopra? No? Nemmeno io, a onor del vero. Ma la spinosa faccenda “Turchia in Europa” mi ha impensierito.
Andiamo per gradi.
2 giugno 2025: su Il Sole 24 ore (www.ilsole24ore.com ) appare un articolo a firma di Beda Romano: «Obiettivo 2030 per l’Albania, primo Paese musulmano candidato alla Ue. TIRANA – Il desiderio dell’Albania di entrare nell’Unione si tocca con mano. La capitale ospita una sede distaccata del Collegio d’Europa, il governo ha appena organizzato un vertice della Comunità politica europea, il Paese si è dato come obiettivo l’adesione nel 2030. È pronta l’Unione ad accogliere il primo Paese candidato a maggioranza musulmana? I dubbi serpeggiano, anche se l’Islam albanese appare incredibilmente secolarizzato, e forse addirittura un modello per il resto del continente. A dir il vero, le premesse non sembrerebbero delle migliori. In ottobre il presidente Recep Tayyip Erdogan ha preso armi e bagagli ed è venuto a Tirana per inaugurare una nuova moschea la cui costruzione è stata finanziata dal governo turco. In tutto 30 milioni di euro, sulle sponde del torrente Lana che attraversa la città. Il luogo di culto, segnato da quattro minareti alti 50 metri, può ospitare fino a ottomila fedeli. Di pietra chiara, l’elegante costruzione troneggia nel centro della capitale» (https://www.ilsole24ore.com/art/obiettivo-2030-l-albania-primo-paese-musulmano-candidato-ue-AHxNxB6 ).
Capito l’antifona?
La Turchia ha finanziato per 30.000.000 di euro la nuova gigantesca moschea di Tirana, capitale dell’Albania.
Quanti sono?
Secondo il “perfido-web” non è così semplice stabilire quanti siano gli Albanesi di fede islamica e pertanto parrebbe ignota l’esatta percentuale di essi rispetto all’intera popolazione odierna. Ad esempio, un sondaggio di qualche anno fa diceva che il 30% circa della popolazione non aveva dichiarato la propria fede.
Veniamo al sodo: globalmente gli Albanesi (come gruppo etnico) sono tra i 7 e i 10 milioni. Di questi poco meno di 3 milioni risiedono in Albania e tra costoro, prescindendo dalle stime “ufficiali”, i musulmani sono la netta maggioranza.
Ovvero, in Albania dovremmo avere all’incirca:
-Musulmani, di cui gli islamici sunniti sono la maggioranza, 55-60 %;
-Bektasci, che per semplicità d’esposizione si potrebbero definire sufisti islamici, 5%;
-Cristiani Ortodossi, 7%;
-Cristiani Cattolici, 10%;
-Atei, non dichiarati, appartenenti ad altri credo religiosi, 18-23%.
Schieramento europeo nel “Grande Gioco”.
Chi altri vuole partecipare al “Grande Gioco”? Ovvero? Chi desidera entrare a breve nella U.E.? Più di una decina di nazioni. Eccone alcune e con le percentuali APPROSSIMATIVE dei professanti principali:
-Bosnia ed Erzegovina (Musulmani 50-55%, Cristiani Ortodossi 30-35%, Cristiani Cattolici 10-15%,).
-Bulgaria (Cristiani Ortodossi 80%, Musulmani 12-15%, Cristiani Cattolici e Protestanti 1-2%).
-Croazia (Cristiani Cattolici 85%, Cristiani Ortodossi 4-5%, Musulmani 1-2%).
-Georgia (Cristiani Ortodossi 80-85%, Musulmani 10%).
-Kosovo (Musulmani 95%).
-Macedonia del Nord (Cristiani Ortodossi 60%, Musulmani 30-40%).
-Moldavia (Cristiani Ortodossi 90-95%, Musulmani 0,2-0,3%).
-Montenegro (Cristiani Ortodossi 70%, Musulmani 20%).
-Romania (Cristiani Ortodossi 85%, Cristiani Cattolici e Protestanti 8-9%, Musulmani 0,3%).
-Serbia (Cristiani Ortodossi 85%, Cristiani Cattolici e Protestanti 7-8%, Musulmani 3%).
-Turchia (Musulmani 90-98%).
-Ucraina (Cristiani Ortodossi 60-70%, Greco-Cattolici 10%, Musulmani 1-2%).
Il grimaldello di Erdogan.
Non mi risulta che in Italia gli Albanesi abbiano creato “questioni” dal punto di vista religioso e generalmente ben pochi di loro sono praticanti.
Il fatto che il presidente-sultano Erdogan abbia finanziato la costruzione della più grande moschea di Albania mi lascia pensare che il caldeggiato ingresso nella U.E. sia per favorire l’accesso in Europa e in primis in Italia a un fiume di musulmani e non solo albanesi.
Oltre a costoro sarebbe un errore fatale concedere l’ingresso nella U.E. a Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e -soprattutto- Turchia.
La cosa più intelligente che potrebbe fare l’Italia è uscire immediatamente dall’Unione Europea, nonché dall’Euro. In caso contrario… prepariamoci alla guerra, perché ovunque nel Mondo, nel momento in cui gli islamici hanno superato una qualcerta soglia numerica, hanno dato letteralmente la caccia agli altri, ovvero ai legittimi abitanti della terra invasa.
Siete perplessi? Andate a vedere l’invasione islamica del sub continente indiano, tanto per menzionare un caso esemplificativo.
Per ulteriori dettagli vedere: Parte undicesima: accoglienza loro o cancellazione nostra? In Ereticamente: https://www.ereticamente.net/remigrazione-parte-undicesima-accoglienza-loro-o-cancellazione-nostra-gianluca-padovan/
Due righe di storia.
Ieri. Nella seconda metà del XIV secolo l’Impero Ottomano inizia l’invasione militare dell’Albania e l’islamizzazione della popolazione. E proprio alla metà del Trecento abbiamo la prima coalizione delle genti balcaniche in funzione anti-musulmana. L’avanzata turca verso il cuore dell’Europa è arrestata da Giorgio Castriota, il quale costituisce la Lega di Alessio e con un esercito drasticamente inferiore riesce a battere costantemente le truppe del sultano Murad II e del successore Maometto II. Ancora oggi è noto come “Scanderbeg l’Eroe dell’Albania”. Scanderbeg deriva da Iskander Bey, ovvero com’era chiamato Giorgio Castriota presso i Turchi.
Narra la leggenda che Maometto II fu costretto a scendere a patti di non belligeranza con Scanderbeg, ma nella stipula dell’accordo chiese come pegno che l’eroe albanese gli cedesse la sua spada, la quale era considerata invincibile. E il Castriota acconsenti. Passarono i mesi, ma gli emissari del sultano ternarono alla corte di Scanderbeg con l’intento di stracciare il trattato perché Maometto II aveva dichiarato che quella non era la spada del suo avversario in quanto non era “invincibile”. E il Castriota rispose: “Quella è la mia spada. Ma dite al sultano che io non gli ho dato il mio braccio… che la brandiva!”.
1944-1985. Il dittatore comunista Enver Hoxa (nato in una famiglia albanese musulmana di fede bektashi) instaura una sorta di regime stalinista abolendo i diritti civili e religiosi, riducendo l’Albania a primo stato dichiaratamente ateo al mondo.
Oggi. 7-8 luglio 2026, Ankara, capitale della Turchia: svolgimento del vertice NATO. Si è proposto che il prossimo “vertice” NATO si tenga in Albania.
Posso immaginare che la frizione USA-Russia possa portare a scegliere la Turchia come alleato contro la Russia, per l’appunto. Difatti i conflitti tra l’Impero turco e quello russo durano da secoli.
Non so che pensare, invece, della posizione dei politici italiani che vi hanno partecipato, tra cui il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Giorgia Meloni.
Posso solo dire che tanti italiani hanno tacciato di “fascismo” proprio Giorgia Meloni, ma non può esserlo per due motivi:
-il Fascismo è stato chiuso il quel noto 25 luglio 1943 a Palazzo Venezia dal Gran Consiglio del Fascismo;
-Giorgia Meloni è socia della Aspen Institute Italia dal 2021.
Nello specifico, la Aspen Institute Italia è parte dell’Aspen Institute for Humanistic Studies, con sede a Washington (U.S.A.), ed è stata fondata nel 1949.
Il Presidente dell’Aspen Institute Italia è Giulio Tremonti (da PSI a FI a FdI), mentre i Presidenti Onorari sono Giuliano Amato (da PSI a PD), Giuseppe De Rita (ufficialmente non iscritto a partito), Gianni Letta (ufficialmente non iscritto a partito) e Carlo Scognamiglio (da PLI a FI a UDR; ottobre 1998 – dicembre 1999 è Ministro della Difesa nel Governo D’Alema)
(https://www.aspeninstitute.it/comunita-aspen/organi-direttivi/ ).
Meridiano 13.
La “voce” dell’Associazione Meridiano 13 APS ha pubblicato l’articolo Capire l’Islam in Albania, scritto da Paula Hysenbelliu Tushi. Ne riporto una parte che merita riflessione:
«Il ruolo della Turchia, al di là del nostalgismo ottomano, ha diverse sfaccettature interessanti. In primis, i Balcani rappresenterebbero una “breccia” verso l’Europa, non a caso la merce esportata verso l’Europa passa attraverso la piccola regione montagnosa dei Balcani, e godere di buone relazioni con i governi balcanici significa addentrarsi in modo “indiretto” in Occidente. Negli ultimi anni la Turchia, oltre ad aver normalizzato i rapporti con la Serbia, ha incrementato l’influenza economica e culturale in Bosnia ed Erzegovina (Ankara prese le parti dei bosgnacchi durante l’assedio di Sarajevo, definendo i serbi “macellai”), Kosovo (è stato fra i primi stati a riconoscerne l’indipendenza) e Albania. Nel corso degli anni Duemila è stato soprattutto il movimento Hizmet di Fetullah Gülen ad aver avuto un’impronta importante, specialmente nel campo dell’educazione, finanziando diverse università private. Con l’ascesa dell’attuale presidente, Recep Tayyp Erdogan, abbiamo assistito a quello che dai politologi viene definito “Erdoganismo”: la figura del presidente turco e i suoi rapporti personali coi diversi leader dei governi nei Balcani rappresentano un nuovo tipo di politica, che vede Erdogan come il dunya lideri, un leader globale, oltre che alla Turchia come “protettrice” dei musulmani nel mondo. D’altro canto, le élite politiche nei Balcani sembrano aver accolto di buon grado la presenza della Turchia nelle sue varie sfaccettature. Dalla TIKA agli Istituti Yunus Emre, ai fondi per le masjid, il tessuto sociale albanese sta piano piano subendo un processo di islamizzazione» (https://www.meridiano13.it/capire-lislam-in-albania-bektashi/ ).
Concludendo…
Ognuno è libero di professare la religione che desidera, o di non professare affatto.
Ognuno è libero di opporsi alla manipolazione dell’individuo mediante la “religione” per il conseguimento di fini illeciti.
Chiaro il concetto?
N.B.:
-La foto della moschea di Tirana, capitale dell’Albania, è tratta da: Il Sole 24 Ore Web.
-La foto in b/n è tratta da: Raccolte della Sezione Fotografica del Comando Supremo del Regio Esercito – L’Albania – 1917. La didascalia recita: «Un minareto occupato dalle truppe italiane».

