Sono nel torto se mi difendo?
Nel precedente articolo (Parte nona: migrazione strumentalizzata) si è visto come la Finlandia abbia dovuto bloccare l’invasione chiamata “migrazione” indotta dalla Russia comunista e in via d’islamizzazione.
I fatti sono chiari ed inequivocabili, ma i Finlandesi sono stati fatti passare per i “cattivi di turno” perché proteggono il loro Territorio, la loro Nazione e la loro Identità Culturale.
Le genti di ogni altra Nazione Europea subiscono, ma i governi tacciono: codardi o conniventi?
La NATO del 7 ed 8 luglio 2026.
Il Vertice dei Capi di Stato e di Governo della NATO si tiene nell’antica Ancyra, città ittita in cui si stanzia una popolazione di Celti nel III secolo a.C., oggi denominata Ankara.
Nel sito web del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Governo Italiano (www.esteri.it) trovo scritto: «NOTA INFORMATIVA. Vertice della NATO (Ankara, 7-8 luglio 2026). Martedì 7 e mercoledì 8 luglio 2026 si terrà presso il Complesso Presidenziale Beştepe (T.C. Cumhurbaşkanlığı Külliyesi) ad Ankara (Turchia) il Vertice della NATO. L’incontro sarà presieduto dal Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. È prevista la partecipazione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. I rappresentanti della stampa interessati a seguire l’evento potranno accreditarsi entro e non oltre il 7 giugno 2026 alle 23:59 CEST, al link https://summit2026.nato.canopyregistration.com/press . Si suggerisce alla stampa italiana che presenta richiesta di accreditamento tramite il portale dell’organizzazione di segnalarlo contestualmente via e-mail all’indirizzo accreditamentostampa@esteri.it (https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/notestampa/2026/05/nota-informativa-vertice-nato-ankara-7-8-luglio-2026/ )».
La stampa “italiana”.
In un giornale italiano (?) ho trovato scritto che la Turchia desidererebbe garanzie per la propria sicurezza e vuole una chiara e decisa collaborazione tanto militare quanto industriale con gli “alleati occidentali”.
Il territorio di Costantinopoli non è più Europa da un pezzo e per quanto riguarda l’odierna Turchia non è certo un paese che possa entrare in Europa. E per quanto concerne la sicurezza i conti deve farseli proprio l’Europa e in primis l’Italia, con un Vaticano imbelle che pretende d’intromettersi su questioni di politica Nazionale e una pleiade di politici italiani (dell’intero arco costituzionale) che non fanno gli interessi dell’Italia.
Suggerisco una lettura: Mario Di Giovanni, Islam e massoneria. L’alleanza contro i popoli d’Europa, Centro Studi Jeanne d’Arc, Milano. Le due immagini a corredo del presente articolo sono la prima e la quarta di copertina di tale libro.
A seguire, ecco un passo per tutti sull’islamizzazione.
La chiave dell’islamizzazione: la Turchia.
«La chiave dell’islamizzazione: la Turchia. I fautori dell’entrata della Turchia in Europa insistono nell’affermare che l’entrata in Europa della Turchia, paese islamico “laico”, toglierebbe forza all’integralismo, mostrando ai mussulmani che l’unica chiave di accesso per entrare nel futuro è l’accettazione degli istituti e delle regole internazionali democratico-liberali. Non sfugge, in primo luogo, la logica mafiosa utilizzata dalla “lobby trasversale”, che consiglia l’innesto di un islam politicamente corretto nella nostra società, come antidoto al terrorismo. La soluzione sarebbe, par di capire, una pax islamica nella quale gli europei, per non saltare in aria nei metrò come i londinesi, dovrebbero rassegnarsi a vivere in una società di tipo libanese, divisa tra Croce e mezzaluna [in grassetto nell’originale. N.d.A.]. Così posta, l’ipotesi dell’entrata della Turchia in Europa dovrebbe essere liquidata come una volgarità, senza soffermarvisi troppo, ma la previsione dell’impegno che la “lobby trasversale” progressista metterà in campo, nei prossimi anni, per favorire l’entrata della Turchia in Europa, obbliga a più attente considerazioni. La ragione fondamentale che vieta qualunque apertura alla repubblica turca, è l’identità. L’Unione Europea è impegnata a cancellare anche il ricordo della civiltà cristiana, la Turchia è oggi, insieme all’Arabia, un santuario del fondamentalismo islamico. La forza contro la debolezza. Non è necessario un particolare acume per comprendere che la Turchia islamica, forte di una identità religiosa e culturale, imporrebbe col tempo i suoi voleri ad un’Europa che si riconosce solo nei prodotti interni lordi dei paesi membri» (Di Giovanni Mario, Islam e massoneria. L’alleanza contro i popoli d’Europa, Centro Studi Jeanne d’Arc, Milano s.d., pp. 103-104).
Le parole dei venduti.
La così detta “sinistra italiana” afferma di voler sostituire i fascisti con gli islamici. Sorvolo su tale dichiarazione anti-italiana, priva di contenuto sensato, e passo ai fatti, ma rimanendo sul “fattore Turchia”:
-1908: il Grande Oriente d’Italia (G.O.I.) sostiene il Comitato di Unione e Progresso (C.U.P.), noto come movimento massonico dei Giovani Turchi (non tutti di religione mussulmana); preso il potere in Turchia i capi del C.U.P. saranno in seguito gli artefici del genocidio del Popolo Armeno, appartenente per la quasi totalità alla Chiesa Apostolica Armena.
-1915 (a partire dal): i Turchi sterminano da un milione e mezzo a tre milioni di Armeni (tanto sulla carta stampata quanto sul web le cifre fluttuano parecchio); oggi non mi risulta che vi siano “campi di sterminio” e cimiteri da visitare perché i Turchi incolonnavano gli Armeni a decine di migliaia e li facevano marciare nel deserto fino a quando non erano tutti morti (ovviamente le “tombe” erano le dune di sabbia che si accumulavano sopra i cadaveri oppure le fosse comuni).
-1940. In Turchia Angelo Giuseppe Roncalli (poi Giovanni XXIII) riceve l’iniziazione nella Loggia Ghedullah di Costantinopoli (Istambul).
-1992-2023. Nella Guerra del Nagorno-Karabakh tra Azerbaigian e Armenia la Turchia appoggia anche militarmente l’Azerbaigian, nazione dove la quasi totalità della popolazione è mussulmana.
-2026, maggio. La così detta “Global Sumud Flotilla”, tanto sponsorizzata dalla sinistra italiana, ha potuto beneficiare dell’appoggio del governo turco il quale ha dato supporto tecnico e logistico e la disponibilità dei propri porti, primo fra tutti quello di Marmaris.
Italia agli Italiani.
Se scrivessi “Turchia ai Turchi” non si avrebbe alcunché da ridire. Forse urterei i sentimenti di Armeni e Curdi, ma di costoro ne sono rimasti pochini dal momento che gli islamici li hanno sterminati.
Ad ogni buon conto c’è qualche cosa che non torna: coloro che comandano si considerano tra di loro “alleati”, ma costoro quasi mai fanno gli interessi del Popolo che li ha eletti (o a cui è stato detto di averli eletti).
Il governo italiano, se dovesse considerarsi “alleato” alla Turchia, non farebbe certo gli interessi del Popolo Italiano: semplicemente dichiarerebbe che è totalmente soggiogato a ben altri interessi che non sono certo quelli Nazionali.
P.S.:
Sulla “insorgenza turca” vedere utilmente su ERETICAMENTE: Eurabia?
https://www.ereticamente.net/eurabia-gianluca-padovan/
Sullo sterminio degli Armeni ad opera dei Turchi vedere su ERETICAMENTE: Genocidio del Popolo Armeno.
https://www.ereticamente.net/genocidio-del-popolo-armeno-gianluca-padovan/
Repetita iuvant.
Grazie per l’attenzione.


