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	Commenti a: “Non era una donna, era un bandito”, una storia partigiana… come tante altre	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Jan 2024 07:28:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Maurizio Angelini		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/non-era-una-donna-era-un-bandito-una-storia-partigiana-come-tante-altre/#comment-17039</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Angelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 01:09:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;estensore della scheda, tale Reale, trascura volutamente alcuni particolari:
1) le leggi del 1938, chiamate dal Reale, alla fascista, leggi per la difesa della razza, sono le leggi razziste che preparano , attraverso la discriminazione e l&#039;esclusione, prima la morte civie degli ebrei, poi la loro morte fisica in quanto ebrei;
2) il fidanzato della Rita Rosenzweig Rosani, Kubi, non ha fatto villeggiatura solo a Ferramonti di Tarsia e a Casoli, partendo da Trieste. Con i suoi genitori e altri settemila Ebrei rastrellati in Italia dai fascisti e dati in mano ai nazisti ha finito le sue lunghe ferie nei forni di Auschwitz;
Un altro particolare il leale Reale lo insinua:
3) il gruppo partigiano guidato dal Colonnello Ricca e di cui fa parte la Rita ( una quindicina di persone) era talmente fatto da scalzacani e da semi turisti che dal fondo valle partono 120 soldati fascisti e una ventina di tedeschi per andare a catturarli; e nel conflitto a fuoco che ne deriva i nazifascisti sono talmente valorosi che sbaragliano i partigiani, nonostante di questi fuorilegge essi siano solo dieci volte piu&#039;numerosi; e gli eroici nazifascisti vincono, nonostante l&#039;evidente inferiorità in armamento e tattica ( il gruppo partigiano era ignaro dell&#039;attacco, immerso nel sonno e si sa che il nemico assonnato è pericolosissimo per gli attaccanti).
Infine il moralista Reale ci ricorda che: 
4) la Rita Rosenzweig Rosani era notoriamente una ragazza poco seria, sicuramente non più vergine, probabilmente circuita dal maturo Colonnello Ricca. Triste esempio di depravazione giudeo- borghese- massonica. Si veda invece la diversità antropologica del monogamo Benito Mussolini, di cui sono recentemente uscite le lettere castissime inviate a  e ricevute da. Claretta Petacci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;estensore della scheda, tale Reale, trascura volutamente alcuni particolari:<br />
1) le leggi del 1938, chiamate dal Reale, alla fascista, leggi per la difesa della razza, sono le leggi razziste che preparano , attraverso la discriminazione e l&#8217;esclusione, prima la morte civie degli ebrei, poi la loro morte fisica in quanto ebrei;<br />
2) il fidanzato della Rita Rosenzweig Rosani, Kubi, non ha fatto villeggiatura solo a Ferramonti di Tarsia e a Casoli, partendo da Trieste. Con i suoi genitori e altri settemila Ebrei rastrellati in Italia dai fascisti e dati in mano ai nazisti ha finito le sue lunghe ferie nei forni di Auschwitz;<br />
Un altro particolare il leale Reale lo insinua:<br />
3) il gruppo partigiano guidato dal Colonnello Ricca e di cui fa parte la Rita ( una quindicina di persone) era talmente fatto da scalzacani e da semi turisti che dal fondo valle partono 120 soldati fascisti e una ventina di tedeschi per andare a catturarli; e nel conflitto a fuoco che ne deriva i nazifascisti sono talmente valorosi che sbaragliano i partigiani, nonostante di questi fuorilegge essi siano solo dieci volte piu&#8217;numerosi; e gli eroici nazifascisti vincono, nonostante l&#8217;evidente inferiorità in armamento e tattica ( il gruppo partigiano era ignaro dell&#8217;attacco, immerso nel sonno e si sa che il nemico assonnato è pericolosissimo per gli attaccanti).<br />
Infine il moralista Reale ci ricorda che:<br />
4) la Rita Rosenzweig Rosani era notoriamente una ragazza poco seria, sicuramente non più vergine, probabilmente circuita dal maturo Colonnello Ricca. Triste esempio di depravazione giudeo- borghese- massonica. Si veda invece la diversità antropologica del monogamo Benito Mussolini, di cui sono recentemente uscite le lettere castissime inviate a  e ricevute da. Claretta Petacci</p>
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		Di: Livio Sirovich		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/non-era-una-donna-era-un-bandito-una-storia-partigiana-come-tante-altre/#comment-1958</link>

		<dc:creator><![CDATA[Livio Sirovich]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 23:01:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Signor Reale, lei ha letto attentamente il libro e vedo che ha voluto dare una interpretazione ostile ai protagonisti e alla resistenza. Questo suo sentimento si è giovato dello sforzo di onestà intellettuale anti-retorica dell&#039;autore, che non ha nascosto le inevitabili ombre e contraddizioni di fatti lontani e spesso convulsi. Niente di male, ci mancherebbe. Vorrei fare una sola precisazione riguardante le circostanze della uccisione di Rita Rosani (non: &quot;Rosa&quot;) e del diciottenne Dino Degani, che tentò di salvarla nonostante fosse stato già ferito una prima volta (medaglia d&#039;argento). Da nessuna fonte consultata risulta che Rita venne colpita alle spalle, assolutamente nessuna. Il libro riporta alcune descrizioni/ricognizioni della salma compiute il 17 e 18 settembre 1944 (non perfettamente coincidenti). Il medico condotto di Grezzana, Dr. Ugo Fraccaroli, che esaminò il corpo di Rita prima della sepoltura ad Alcenago, rilasciò questo certificato: «[...] foro di entrata alla regione sotto-ascellare media destra, con foro di uscita alla regione dell&#039;ipocondrio sinistro [tra le costole e il fianco sinistro] presenza altresì di ferita d&#039;arma da fuoco con foro di entrata alla regione sopra-orbitale destra e foro di uscita alla parte alta della nuca» (allegato agli atti del processo del 1946 della Corte D&#039;Assise straordinaria di Verona). Altri testimoni riportarono che Rita, ferita, venne finita con un colpo di pistola all&#039;occhio. Tutte le fonti primarie (compresi i militi fascisti presenti ai fatti) affermano che entrambi i giovani vennero finiti sul posto con un colpo di pistola in testa (&quot;il colpo di grazia&quot; secondo l&#039;espressione di cui le lascio la paternità). Dino Degani era stato ferito anche una seconda volta, di nuovo in modo leggero.
Per il resto, a ciascuno le sue preferenze e la sua sensibilità. Grazie dell&#039;ospitalità, Livio Sirovich.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Signor Reale, lei ha letto attentamente il libro e vedo che ha voluto dare una interpretazione ostile ai protagonisti e alla resistenza. Questo suo sentimento si è giovato dello sforzo di onestà intellettuale anti-retorica dell&#8217;autore, che non ha nascosto le inevitabili ombre e contraddizioni di fatti lontani e spesso convulsi. Niente di male, ci mancherebbe. Vorrei fare una sola precisazione riguardante le circostanze della uccisione di Rita Rosani (non: &#8220;Rosa&#8221;) e del diciottenne Dino Degani, che tentò di salvarla nonostante fosse stato già ferito una prima volta (medaglia d&#8217;argento). Da nessuna fonte consultata risulta che Rita venne colpita alle spalle, assolutamente nessuna. Il libro riporta alcune descrizioni/ricognizioni della salma compiute il 17 e 18 settembre 1944 (non perfettamente coincidenti). Il medico condotto di Grezzana, Dr. Ugo Fraccaroli, che esaminò il corpo di Rita prima della sepoltura ad Alcenago, rilasciò questo certificato: «[&#8230;] foro di entrata alla regione sotto-ascellare media destra, con foro di uscita alla regione dell&#8217;ipocondrio sinistro [tra le costole e il fianco sinistro] presenza altresì di ferita d&#8217;arma da fuoco con foro di entrata alla regione sopra-orbitale destra e foro di uscita alla parte alta della nuca» (allegato agli atti del processo del 1946 della Corte D&#8217;Assise straordinaria di Verona). Altri testimoni riportarono che Rita, ferita, venne finita con un colpo di pistola all&#8217;occhio. Tutte le fonti primarie (compresi i militi fascisti presenti ai fatti) affermano che entrambi i giovani vennero finiti sul posto con un colpo di pistola in testa (&#8220;il colpo di grazia&#8221; secondo l&#8217;espressione di cui le lascio la paternità). Dino Degani era stato ferito anche una seconda volta, di nuovo in modo leggero.<br />
Per il resto, a ciascuno le sue preferenze e la sua sensibilità. Grazie dell&#8217;ospitalità, Livio Sirovich.</p>
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		<title>
		Di: Livio Sirovich		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/non-era-una-donna-era-un-bandito-una-storia-partigiana-come-tante-altre/#comment-10461</link>

		<dc:creator><![CDATA[Livio Sirovich]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 23:01:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile Signor Reale, lei ha letto attentamente il libro e vedo che ha voluto dare una interpretazione ostile ai protagonisti e alla resistenza. Questo suo sentimento si è giovato dello sforzo di onestà intellettuale anti-retorica dell&#039;autore, che non ha nascosto le inevitabili ombre e contraddizioni di fatti lontani e spesso convulsi. Niente di male, ci mancherebbe. Vorrei fare una sola precisazione riguardante le circostanze della uccisione di Rita Rosani (non: &quot;Rosa&quot;) e del diciottenne Dino Degani, che tentò di salvarla nonostante fosse stato già ferito una prima volta (medaglia d&#039;argento). Da nessuna fonte consultata risulta che Rita venne colpita alle spalle, assolutamente nessuna. Il libro riporta alcune descrizioni/ricognizioni della salma compiute il 17 e 18 settembre 1944 (non perfettamente coincidenti). Il medico condotto di Grezzana, Dr. Ugo Fraccaroli, che esaminò il corpo di Rita prima della sepoltura ad Alcenago, rilasciò questo certificato: «[...] foro di entrata alla regione sotto-ascellare media destra, con foro di uscita alla regione dell&#039;ipocondrio sinistro [tra le costole e il fianco sinistro] presenza altresì di ferita d&#039;arma da fuoco con foro di entrata alla regione sopra-orbitale destra e foro di uscita alla parte alta della nuca» (allegato agli atti del processo del 1946 della Corte D&#039;Assise straordinaria di Verona). Altri testimoni riportarono che Rita, ferita, venne finita con un colpo di pistola all&#039;occhio. Tutte le fonti primarie (compresi i militi fascisti presenti ai fatti) affermano che entrambi i giovani vennero finiti sul posto con un colpo di pistola in testa (&quot;il colpo di grazia&quot; secondo l&#039;espressione di cui le lascio la paternità). Dino Degani era stato ferito anche una seconda volta, di nuovo in modo leggero.
Per il resto, a ciascuno le sue preferenze e la sua sensibilità. Grazie dell&#039;ospitalità, Livio Sirovich.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Signor Reale, lei ha letto attentamente il libro e vedo che ha voluto dare una interpretazione ostile ai protagonisti e alla resistenza. Questo suo sentimento si è giovato dello sforzo di onestà intellettuale anti-retorica dell&#8217;autore, che non ha nascosto le inevitabili ombre e contraddizioni di fatti lontani e spesso convulsi. Niente di male, ci mancherebbe. Vorrei fare una sola precisazione riguardante le circostanze della uccisione di Rita Rosani (non: &#8220;Rosa&#8221;) e del diciottenne Dino Degani, che tentò di salvarla nonostante fosse stato già ferito una prima volta (medaglia d&#8217;argento). Da nessuna fonte consultata risulta che Rita venne colpita alle spalle, assolutamente nessuna. Il libro riporta alcune descrizioni/ricognizioni della salma compiute il 17 e 18 settembre 1944 (non perfettamente coincidenti). Il medico condotto di Grezzana, Dr. Ugo Fraccaroli, che esaminò il corpo di Rita prima della sepoltura ad Alcenago, rilasciò questo certificato: «[&#8230;] foro di entrata alla regione sotto-ascellare media destra, con foro di uscita alla regione dell&#8217;ipocondrio sinistro [tra le costole e il fianco sinistro] presenza altresì di ferita d&#8217;arma da fuoco con foro di entrata alla regione sopra-orbitale destra e foro di uscita alla parte alta della nuca» (allegato agli atti del processo del 1946 della Corte D&#8217;Assise straordinaria di Verona). Altri testimoni riportarono che Rita, ferita, venne finita con un colpo di pistola all&#8217;occhio. Tutte le fonti primarie (compresi i militi fascisti presenti ai fatti) affermano che entrambi i giovani vennero finiti sul posto con un colpo di pistola in testa (&#8220;il colpo di grazia&#8221; secondo l&#8217;espressione di cui le lascio la paternità). Dino Degani era stato ferito anche una seconda volta, di nuovo in modo leggero.<br />
Per il resto, a ciascuno le sue preferenze e la sua sensibilità. Grazie dell&#8217;ospitalità, Livio Sirovich.</p>
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