Le sale del Museo Civico di Crema dal 18.10.25 al 11.1.26 sono aperte alla mostra “VER SACRUM E LA GRAFICA DELLA SECESSIONE VIENNESE”. Volumi, quadri, disegni, incisioni, lacche e supellettili provengono da enti pubblici e collezioni private. Questa documentazione, riportata in un catalogo di 580 pagine fornisce una accurata testimonianza del clima culturale sviluppatosi in Austria agli inizi del secolo scorso che, ancor oggi, sa destare sorprendente curiosità e forte ammirazione. Non a caso il titolo “Ver sacrum” venne assunto da Gustav Klimt nel 1898 quale titolo della rivista d’arte austriaca che divenne organo ufficiale della Secessione viennese. Nell’Italia antica era consuetudine dei popoli latini durante i momenti critici di crisi, carestie, guerre ed epidemie, consacrare periodicamente una generazione di primogeniti. I prescelti, raggiunti i vent’anni, avrebbero dovuto migrare. Tale rito assolveva a tre funzioni: religiosa (propiziare la benevolenza degli dèi), politica (colonizzare territori inesplorati), sociale (sgravare la comunità dalla penuria di cibo ed evitare l’eccessiva densità della popolazione). Allo stesso modo alla fine del XIX sec. pittori e architetti di diversa estrazione (naturalisti, simbolisti, impressionisti, letterati e poeti si staccarono dai modelli seguiti dall’accademismo ufficiale austriaco e come i giovani pionieri del passato italico emigrarono alla scoperta di percorsi innovativi. Nacque in tal modo l’Art Nouveau, un movimento che produrrà insolite forme decorative: la scelta di uno stile lineare e stilizzato, la grafica chiara e armonica, caratteri tipografici ornati, l’eleganza compositiva delle forme e del disegno. Tali indirizzi architettonico-urbanistici (Otto Wagner, Joseph Olbrich) e figurativi (Egon Schiele, Carl Moll) daranno vita ad una estetica accattivante e sensuale che, esaltando la bellezza e la giovinezza accompagnate da un persistente naturalismo floreale, produrrà espressioni di una vera e propria rivoluzione conservatrice, con recupero di schemi provenienti da una lontana tradizione e l’impiego di nuovi materiali e nuove tecniche. I curatori (Giovanni Biancardi, Edoardo Fontana, Silvia Scaravaggi), gli organizzatori e i membri del comitato scientifico vantano il merito di aver saputo cogliere i tanti aspetti di un movimento che, oltre ad aver influenzato la società del momento, ha saputo lasciare l’impronta di un’arte totale espressa attraverso il concerto di pittura, scultura, architettura. Tale via non distingue tra arti maggiori e arti minori, esalta l’artigianato ed è entrata così a far parte dell’immaginario dell’uomo comune.
N.B.
Ingresso libero
Catalogo € 30

