18 Giugno 2026
Attualità

L’idea assurda di una patria europea universalista – Claudio Antonelli

Di fronte alla megalomania patologica di un Trump già uomo di pace ma che oggi è al guinzaglio del guerrafondaio Netanyahu, e di fronte all’autolesionistica fobia antirussa degli europei, mi sento indotto a fare le seguenti riflessioni sull’Unione Europea.

Per realizzarsi, il generoso sogno di un’Europa “patria comune per gli europei” avrebbe dovuto ingenerare un sentimento di appartenenza, di solidarietà, di orgoglio, di amore, di coesione. E anche di esclusione. Il che non è avvenuto. Il mondialismo indifferenziato, all’interno di uno spazio che non cessa di allargarsi e che è chiamato burocraticamente Europa, è un controsenso; perché imprescindibili per l’idea stessa di patria europea sono il distacco e l’esclusione verso quelle civiltà e quelle entità nazionali e sovranazionali che sono geograficamente, storicamente, culturalmente lontane dal passato storico, dal sentire e dai valori europei.

Le élite pensanti europee propongono invece la visione di un’Europa universalistica, ecumenica, senza frontiere; sorta di contenitore di esseri umani indifferenziati e che si sente moralmente e legalmente obbligata ad accogliere dal Terzo Mondo chiunque desideri trasferirsi nel Vecchio Continente. E gli aspiranti all’emigrazione verso l’Europa ammontano potenzialmente a centinaia di milioni.  Un’Europa che voglia essere tutto e il contrario di tutto non può andar bene per i popoli europei. Va bene invece per le élite finanziarie e altre comunità cosmopolite che concepiscono l’Europa e il resto del mondo come un ampio mercato sprovvisto di frontiere.

Politici, burocrati superpagati, plutocrati ed élite finanziarie “senzapatria” si gargarizzano con discorsi di apertura universale all’insegna del “volemose bene” e dell’esaltazione del diverso, mentre etichettano come populisti coloro che, radicati in Europa da secoli, mirano a tutelare l’essenziale della propria diversità. E sono questi politici, burocrati, finanzieri, plutocrati, insieme con i vaticanisti e con i nostalgici di una utopia mondialista all’insegna della bandiera rossa a propagandare la bellezza di un’Europa senza confini e senza valori prioritari; in nome di un universalismo che è in contraddizione con l’idea stessa di un’Europa nuova patria, dai confini precisi, dal passato comune, dai valori condivisi e con un sano egoismo collettivo: l’interesse europeo.

La stessa idea di un territorio europeo, con i suoi tanti popoli che parlano lingue diverse ma che si sentono affratellati dalle glorie del passato e dai valori fondanti della sua civiltà, è stata sostituita da uno spazio: lo spazio di Schengen. Che è in costante espansione e dentro al quale approdano caoticamente masse e masse di individui dagli altri continenti. Con il risultato che più una certa idea dell’Europa prevale con i suoi principi di internazionalismo, con la religione dei diritti umani e con l’adorazione a priori del diverso, e meno europea l’Europa stessa diviene.

Vi è un’assurda distorsione logica che pochi denunciano: la popolazione europea, insediata nel Vecchio Continente da secoli, è accusata di razzismo e di xenofobia se cerca di salvaguardare i propri valori, consuetudini, stili di vita. Si fa invece di tutto per permettere ai nuovi arrivati di conservare le identità di partenza, basate su valori, credi religiosi, e stili di vita – pubblici e non privati – che sono spesso in contrasto con quelli vigenti nel paese europeo da cui questi nuovi arrivati sono stati generosamente accolti.

La beatificazione a priori del diverso, la demonizzazione di tutto quanto è stato compiuto nel passato dall’uomo europeo e l’abiura del suo passato cristiano sono invece gli articoli di fede di questo strano nuovo catechismo, assertore di un paradossale colonialismo giudicato oggi virtuoso: il colonialismo alla rovescia.  Non dovrebbe allora sorprendere che l’Europa non sia altro oggi che un patetico cane da guardia sdentato, rimasto al guinzaglio di un’America perennemente in armi; e la quale oggi, con Trump, è al guinzaglio del messianismo armato d’Israele.

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Claudio Antonelli (Montréal)

1 Comment

  • Michele Simola 20 Aprile 2026

    Contrariamente a quanto accaduto alla Russia di Putin, che non ha mai rinnegato il suo passato prima imperiale sotto gli Zar e successivamente comunista durante il periodo URSS accettando gli eventi come una catarsi che hanno forgiato la Russia contemporanea, l’Europa nata dalle ceneri della seconda guerra mondiale, ha rinnegato il suo passato, quanto meno quello prossimo, succube delle decisioni della potenza a stelle e strisce che ha creato una colonia d’oltre atlantico che nella loro visione avrebbe dovuto essere il mercato in cui smerciare il superfluo e la produzione militare meno all’avanguardia. In tal modo i governanti a stelle e strisce (soprattutto lo stato profondo americano, saldamente in mano alla finanza internazionale apolide) pensavano di potere indirizzare le politiche europee a favore degli interessi “usa”.
    Così da ottant’anni ci troviamo a servire interessi a stelle e strisce a scapito degli interessi Nazionali. Nel vecchio continente l’Italia sconfitta militarmente e priva di materie prime di ogni genere, governata da “personaggetti” privi di orgoglio e di qualsiasi residuo di Identità Nazionale, vaganti fra europa ed usa con il cappello in mano, è stata quella che ha pagato il tributo più alto sia per la mancanza di stabilità politica, sia per la presenza del vaticano sul nostro territorio (vaticano che può benissimo essere considerato uno stato canaglia), sia per la follia anti Italiana, un odio incoercibile che la sinistra da sempre fomenta. Uno stato diviso dall’interno, con la scuola e la “giustizia” saldamente nelle mani della sinistra antinazionale e una destra cristiana e atlantista, filosionista, uno stato così diviso, incapace di perseguire i propri interessi nazionali, invasata da una russofobia insensata è diventato preda “usa” e “ue”.
    L’europa odierna è l’ombra di quella che fù fino agli anni 70 dell’ottocento, non più centrale nelle decisioni mondiali, ma lacchè di una nazione senza tradizioni e priva di qualsiasi cultura, gli usa sono una subcultura che non potrà mai eguagliare quella Italiana, Tedesca, Russa, o comunque di qualsiasi paese europeo. L’asse delle decisioni mondiali si è spostato francamente ad est verso l’eurasia; il potentato anglosassone d’oltreoceano cerca di ghermire in un abbraccio mortale tutta l’europa, non per aggrapparsi a qualcosa che può salvarlo, ma solo per affondare assieme agli ultimi idioti capaci di genuflettersi ai suoi voleri.
    La “ue” è un comitato d’affari, pertanto sicuramente non benefico, gestito da non eletti: gentaglia al soldo delle lobby sioniste, delle lobby farmaceutiche e delle armi, con una missione che ci vede spettatori paganti di un declino che porterà al collasso gli stati membri. Non persegue interessi comunitari persegue con fanatismo la sostituzione etnica e la rovina dei paesi membri: a questa criminale organizzazione noi paghiamo mille per prenderne 100, qualcosa di insensato che tutti gli idioti “europeisti” plaudono.
    L’Europa unita di Saint Loop non è quella che vediamo oggi un’europa al servizio di interessi privati di rappresentanti della finanza internazionale apolide, ma avrebbe dovuto essere l’Europa dei popoli del vecchio continente uniti ed affratellati dalle comuni origini, dalla comune civiltà dal comune sviluppo, un Europa vigile che guarda agli interessi europei e al benessere dei propri cittadini.
    L’europa attuale che difende interessi indifendibili di israele, l’europa che guarda a Kiev e definisce il giullare ucraino combattente per i “nostri valori” è un’europa che è meglio distruggere ora. Io credo che sia bene guardare ad est, alla Russia di Putin per la nostra comune origine europea l’anima e la cultura Russa sono a Noi più vicine che non quella anglosassone a stelle e strisce.

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