9 Maggio 2026
Archeostoria

L’eredità degli antenati, centoottantottesima parte – Fabio Calabrese

Stavolta cominciamo con una constatazione: l’ultimo post della volta scorsa si riferiva al 3 febbraio. Anche facendo la tara del tempo intercorso fra la stesura dell’articolo e la sua pubblicazione, di acqua sotto i ponti ne è passata un bel po’.

Nonostante io abbia ristretto le fonti a cui fare riferimento quasi solo a “MANvantara”, la forbice tra il momento della stesura degli articoli e quello della loro pubblicazione è tornata ad allungarsi. Tuttavia stavolta questo non dipende più da un affannoso ricorrere tutte le notizie in campo archeologico che compaiono sul web, ma dal fatto che a L’eredità degli antenati ho intervallato con maggiore frequenza articoli di altro tipo, e non era il caso di fare diversamente, visto che non era il caso di non dire la mia su di un appuntamento importante come il referendum sulla giustizia, e senza contare le scadenze fisse del 10 febbraio e del 25 aprile.

E c’è anche il fatto che tra gli ultimi mesi del 2025 e i primi di quest’anno, “MANvantara” si è letteralmente riempito di post, magari interessanti, ma che non c’entrano con le tematiche storico-archeologiche che ci interessano qui e che ovviamente non vi menziono, mentre sono proprio quelli afferenti alla nostra tematica a rarefarsi, e questo mi costringe, volente o nolente, a una stesura più diradata di questi articoli.

Poco male, vuol dire che resta maggiore spazio per dire anche altro.

Ripartiamo allora da piuttosto indietro. Un post del 5 febbraio che non è propriamente una recensione, bensì una comunicazione dello stesso autore del libro, ci parla di un argomento che non è precisamente archeologico, ma al quale non è possibile non dedicare qualche parola di commento.

Si tratta di Evola prima di Evola, dal Dadaismo all’Individuo Assoluto: un filosofo contro il novecento, di Pietro Missiaggia. Il libro, corredato da una prefazione di Stefano Vaj e di una postfazione di Francesco Ingravalle, ci propone un’indagine su chi era Julius Evola prima di diventare il noto Maestro della Tradizione e l’autore di Rivolta contro il mondo moderno, ripercorrendone le esperienze artistiche e filosofiche, gli anni delle avanguardie artistiche, della crisi interiore, del confronto con Nietzsche.

Il 6 troviamo l’annuncio che sono aperte le iscrizioni all’anno accademico 2026-2027 di  “Etnofilm”, la prima scuola italiana del documentario etnografico, ora giunta al decimo anno di corso. Se qualcuno è interessato, si faccia avanti.

Il giorno 7 troviamo un link a un filmato su You Tube che ci rimanda a un bel mistero geologico e (forse) archeologico: le sfere di Klerksdorp. Si tratterebbe di alcune sfere metalliche rinvenute in Sudafrica nella cava di argillite di  Klerksdorp, di un materiale talmente duro che l’acciaio non riesce a scalfirlo, di forma regolare e simmetrica, solcate attorno all’equatore da scanalature parallele e regolari, hanno tutta l’apparenza di manufatti, e sono troppo regolari per essere delle concrezioni naturali, ma c’è un particolare che non quadra, gli strati geologici in cui sono state rinvenute risalgono a miliardi di anni fa, non solo a prima della comparsa sulla faccia del nostro pianeta di qualcosa di simile a un essere umano, ma anche a prima di quella dei dinosauri.

Un link a un articolo del “Sole 24 ore” dell’8 febbraio ci presenta se non proprio una classifica, un elenco delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi dieci anni, a cui è venuto ad aggiungersi in tempi recentissimi il ritrovamento della basilica vitruviana di Fano.

Si ricordano innanzi tutto i bronzetti riemersi dal fango della vasca votiva di San Casciano dei Bagni, per i quali, dopo la mostra itinerante “Gli dei ritornano” di cui vi ho parlato la volta scorsa, è prevista la creazione di un apposito museo.

Molte novità sono emerse anche dalla ripresa degli scavi di Pompei

La messa in sicurezza dei fronti di scavo (2018-2024) ha permesso di esplorare aree mai toccate prima. Il Termopolio è stato rinvenuto intatto nel 2020, è una tavola calda dellantichità con un bancone ad angolo decorato da affreschi di animali (un gallo, un cane al guinzaglio) e nature morte. Allinterno dei contenitori (dolia) sono state trovate tracce di cibo: carne di maiale, pesce, lumache e fave. La Casa dei Pittori al Lavoro, scoperta nel 2024, mostra una domus in fase di ristrutturazione al momento delleruzione, con secchi di calce e pigmenti pronti per essere stesi sulle pareti. Grazie a tecnologie digitali come lReflectance Transformation Imaging (RTI), sono stati scoperti decine di nuovi graffiti e disegni sulle pareti di un antico corridoio di Pompei, alcuni con note damore e immagini di gladiatori”.

A Roma, sia i lavori di sistemazione urbana in vista del giubileo del 2025, sia gli scavi per la realizzazione della linea C della metropolitana, hanno fatto emergere una quantità impressionante di reperti.

Scoperto nel giugno 2024 durante i lavori di pedonalizzazione per il Giubileo 2025, questo ritrovamento ha cambiato la mappa della Roma imperiale. È emerso un imponente porticato con pareti in opera reticolata e un ampio spazio aperto a giardino affacciato sul Tevere….Gli scavi per lestensione della Metro C di Roma, in Piazza Venezia, hanno portato alla luce resti di case e botteghe appartenenti alla Roma del III sec. A/C, incluse strutture multi-piano. Ciò sta ampliando la conoscenza dellurbanistica e della vita quotidiana delle classi popolari romane”.

Altrettanto ricca di inattese scoperte, si è rivelata la Sardegna nuragica:

Le campagne di scavo del 2024-2025 presso il sito di Nora hanno rivelato un complesso sacro unico nel Mediterraneo occidentale. un santuario a terrazze che si eleva sul Colle del Tanit. Gli archeologi hanno identificato un tempio che, per stile e proporzioni, richiama i grandi complessi religiosi della Roma repubblicana, suggerendo uno scambio culturale molto più profondo tra la Sardegna e la penisola italica rispetto a quanto precedentemente ipotizzato. Sono stati rinvenuti frammenti di decorazioni fittili e pavimenti in opus signinum di altissima qualità, databili tra il II e il I secolo A/C.”.

Questa nostra Italia che crediamo di conoscere tanto bene, non cessa di rivelarci sorprendenti testimonianze del passato e di rivelarsi terra di altissima civiltà sin dalle epoche più remote.

Tuttavia, come se tutto ciò ancora non bastasse, sempre il giorno 8 troviamo un link a un articolo di “HD blog” che ci parla di un finora sconosciuto complesso sacro ritrovato alle porte di Roma. Sul lato orientale della città, nei pressi della via Tiburtina sono stati riportati alla luce una strada antica, due grandi vasche monumentali, tombe di età repubblicana e un piccolo edificio di culto.

Possiamo dire che ancora oggi non si conosce esattamente quale fosse l’estensione urbana della Città Eterna in età antica, e gli archeologi non cessano di imbattersi in nuove sorprese.

Abbiamo poi il link a un’intervista su You Tube di Paolo Filonzi a Felice Vinci che ci parla di un argomento negli ultimi tempi divenuto scottante nonostante la sua collocazione artica, la Groenlandia. Tutti sappiamo delle mire degli USA di Donald Trump sulla più grande isola del nostro pianeta attualmente soggetta (forse ancora per poco) alla sovranità danese, esse sono certamente spiegate dalle risorse minerarie in essa presenti, e dal fatto che in conseguenza del riscaldamento globale l’oceano artico potrebbe nei prossimi anni diventare navigabile offrendo una comoda via di accesso tra Atlantico e Pacifico al cui controllo strategico gli USA sono ovviamente interessati, ma secondo Felice Vinci, potrebbe esserci sotto anche dell’altro.

Ricordiamo la tesi che il nostro autore ha esposto ne I misteri della civiltà megalitica, secondo la quale parecchie migliaia di anni fa sarebbe esistita un’antica civiltà globale. Allora, in un periodo di optimum climatico, quando l’Artico era libero dai ghiacci, proprio la Groenlandia sarebbe essere un buon candidato a coincidere con l’Atlantide platonica.

E’ quasi superfluo sottolineare, se ciò rispondesse alla realtà dei fatti, le prospettive che in tal modo si aprirebbero.

Io ora mi dovrò scusare con tutti voi, ma il prossimo post che compare su “MANvantara” (e una volta tanto non si tratta di un link a qualcos’altro, ma di un post originale) è per intero opera mia, ma non ve lo cito per mettermi in mostra, bensì perché mi sembra di aver intuito qualcosa di importante, frutto di un’intuizione improvvisa.

All’epoca del trapasso fra antichità e medioevo, quando il contatto fra le popolazioni latine o romanizzate con quelle germaniche è divenuto molto più stretto che nelle epoche precedenti, prima della totale affermazione del cristianesimo, si deve essere verificato un certo sincretismo tra il pantheon classico e quello germanico, e le tracce di ciò le ritroviamo nella linguistica, ad esempio venerdì si dice “freitag” in tedesco, “friday” in inglese, qualcosa che somiglia a ‘“giorno libero”, – “frei” in tedesco, “free” in inglese – ma il venerdì non è mai stato festivo nei Paesi non islamici. In realtà vuol dire giorno di Freya che è l’equivalente di Venere nel pantheon germanico.

Altro esempio, martello, nel latino classico è “malleus”, ma diventa “martellum” in quello medioevale, perché è l’arma “di Marte”, in realtà del germanico Thor che ne è l’equivalente nel pantheon nordico, e non serviva a piantare chiodi ma a spaccare teste. Carlo, padre di Pipino il Breve e nonno di Carlo Magno fu soprannominato “Martello” nel senso di piccolo Marte per la schiacciante vittoria riportata sugli arabi a Poitiers.

Scusate tanto, ma ho l’impressione di essermi imbattuto in una pagina, o forse in un intero capitolo strappato della nostra storia.

Come sapete, dall’ottobre 2024 L’eredità degli antenati ha subito una trasformazione radicale. Mi sono reso conto dell’impossibilità di essere esaustivo riportando tutte le notizie storiche e archeologiche da tutte le fonti disponibili e, tra la ricerca di un’impossibile completezza e il cessare completamente questa serie di articoli, cosa che sarebbe dispiaciuta non solo a me, il che conta poco, ma soprattutto a diversi lettori che la seguono con interesse, ho fatto la scelta di proseguire utilizzando come fonte quasi esclusivamente “MANvantara” il gruppo Facebook creato dal nostro infaticabile e inestimabile amico Michele Ruzzai, e con questo vi devo dire che a prescindere da qualsiasi altra considerazione, mi sono notevolmente semplificato la vita.

Ma negli ultimi tempi è sorto con sempre maggiore evidenza un problema, il gruppo sembra essersi parecchio allontanato da quello che doveva essere il suo focus originale che, vi riporto testualmente le parole di Ruzzai, dovrebbe essere: “Il gruppo intende occuparsi delle Origini e delle Radici dellUomo e delle sue Razze; per sottolineare il focus tematico, MAN è volutamente in maiuscolo, quale radice indoeuropea che rimanda al concetto di Uomo”.

Ma, come vi dicevo, negli ultimi tempi si è verificato un allontanamento da tutto ciò e vi compaiono sempre più spesso post di argomento vario. A parte quelli soliti, assolutamente prevedibili che si riferiscono alla situazione politica attuale, ad esempio ne sono ultimamente comparsi in gran numero di argomento esoterico a firma di qualcuno che si firma in modo altisonante “Metafisica Universale” e dal tipo di post che mette si capisce che deve trattarsi di un guenoniano.

Ora, a mio parere, l’esoterismo non ha nulla a che vedere con le tematiche della nostra eredità ancestrale, non solo, ma per quanto mi riguarda, non ho neppure molta stima di René Guenon. Ve l’ho spiegato ampiamente in Ex Oriente lux, ma sarà poi vero?, trentanovesima parte. Di qualcuno il cui percorso spirituale ed esistenziale ha finito per sboccare nella conversione all’islam, non si può non considerare con sospetto tutto il suo approccio al pensiero tradizionale.

Per questa ragione, per questo allontanamento dai principi di base iniziali di “MANvantara”, ho dovuto rivedere almeno in parte la mia decisione, estendendo la ricerca di fonti ad altri gruppi FB, e qui c’è un altro problema,  in passato abbiamo avuto esperienze spiacevoli con alcuni di questi gruppi. Alcuni, pur avendo un seguito scheletrico, hanno amministratori dall’esagerata stima di sé e sono convinti che l’universo mondo stia ad ascoltarli, ragion per cui, ho preferito fare riferimento solo a gruppi assolutamente “sicuri”, prima di tutto “No OOA, contro la teoria Out of Africa”, gruppo “gemello” di “MANvantara” creato sempre da Ruzzai in tempi piuttosto recenti, poi “Tradizione primordiale e forme tradizionali”. Anche qui, rischi non ce ne sono, infatti, per non chiuderlo, è stato chiesto a me di assumerne l’amministrazione (e grazie per la fiducia).

Anche questa volta diamo un’occhiata a qualcosa che assolutamente non presenta il minimo rischio, infatti “Pagina celtica” è un gruppo FB creato e amministrato da me. Voi però capite subito quale è il problema, non ha alcun senso che vi riproponga qui le stesse cose che trovate già altrove in altri miei articoli su “Ereticamente”, e d’altra parte ci sono quasi esclusivamente miei post.

Tuttavia non è sempre così, e qualche contributo di terzi c’è. Ad esempio  un contributore che si firma Neu-Kelte e scrive in inglese, non credo che sia italiano, l’11 febbraio ha collocato due post che formano un articolo, che si riferiscono alla fortezza preistorica, risalente alla tarda Età del Bronzo, Età del Ferro, gallese di Tre’r Ceiri situata nel Galles del nord, poi occupata e trasformata in un loro insediamento dai Romani, il cui nome gaelico significa Città dei giganti. Una delle tante prove che la civiltà europea è più antica e più complessa di quanto di solito si creda.

Forse con qualche difficoltà in più rispetto a tempi anche recenti, ma la ricerca sulla pista dei nostri antenati, continua.

NOTA: Nell’illustrazione, a sinistra il libro di Pietro Missiaggia Evola prima di Evola, al centro il tempietto recentemente scoperto nei pressi di Roma vicino alla via Tiburtina, a destra il libro di Felice Vinci I misteri della civiltà megalitica le cui tematiche sono state riproposte nell’intervista su You Tube di Paolo Filonzi dell’8 febbraio.

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