8 Marzo 2026
in memoriam

L’anarco-fascismo di Mario Merlino – Umberto Bianchi

È recentemente venuto a mancare Mario Merlino, uno dei personaggi‑simbolo di quell’area ideologica e politica che, con un termine di per sé contraddittorio e non senza tentennamenti, possiamo definire quale “estrema destra”. Un’appartenenza ed una militanza, la sua, vissuta nella temperie degli “anni di piombo” e della cosiddetta “strategia della tensione”, dei quali fu protagonista e vittima.

La sua militanza percorre, come una infuocata meteora, i raggruppamenti della destra radicale come Avanguardia Nazionale e tutta la stagione degli scontri all’università di Roma, sino all’epica “battaglia di Valle Giulia”, che vide attivisti di ambedue le parti, “neri” e “rossi”, coalizzati in un epico scontro con la polizia, intervenuta al fine di sgomberare la facoltà di Architettura occupata.

Successivamente, Merlino passerà alla frequentazione di gruppi anarchici, sino a ritrovarsi, suo malgrado, coinvolto nelle varie vicende giudiziarie legate ai tormentosi “anni di piombo”. Questo, sino a divenire professore di filosofia nei licei romani e ritornare ad una militanza di stampo più “metapolitico” e culturale, nuovamente nell’ambito dell’area destro‑radicale.

Il personaggio di Merlino ha sempre offerto il fianco ad interpretazioni “politically correct” che ne hanno fatto un personaggio ambiguo, sinistro, al centro di chissà quali oscuri complotti, nei quali avrebbe contemporaneamente ricoperto il ruolo di pedina, vittima e manovratore. Ma, a voler effettuare un’analisi meno superficiale e raffazzonata, di quelle che ci offrono i nostri media “embedded”, le cose assumono tutt’altra valenza.

Il termine di “anarco‑fascista” ben si attaglia alla figura di Mario Merlino e, si badi bene, nella sua declinazione ideologica non costituisce affatto un ossimoro. Possiamo affermare che la sua figura ed il suo percorso politico‑ideologico simboleggino alla perfezione lo spirito di un’intera area politica.

Per meglio comprendere quanto poc’anzi affermato, è necessario soffermarci sulla peculiare natura di quel pensiero che possiamo definire quale “non conforme” e che ha permeato di sé l’area politica destro‑radicale. Ben lungi dal limitarsi all’episodio storico del totalitarismo fascista (o nazional‑socialista), quello del pensiero “non conforme” è un percorso connaturato alla vicenda dell’Occidente stesso, con prodromi nella nascita del moderno modello di civiltà occidentale.

Accanto ai teorici dell’Enciclopédie francese, ai Voltaire e ai Rousseau, abbiamo i Goethe, gli Schiller, gli Herder, i Fichte e successivamente gli Schopenhauer, gli Stirner, i Nietzsche, gli Spengler, gli Heidegger e altri ancora, tutti imperniati su una visione dell’individuo che contrasta con quella materialista e consumista del pensiero positivista e razionalista.

Da qui prende spunto anche un’altra grande filiazione del pensiero materialista – quella progressista – che integra motivi utopistici e materialisti e che trova una pietra miliare nel pensiero di Karl Marx. Tutte queste correnti, sebbene diverse e spesso opposte, condividono un tratto fondamentale: il nichilismo.

Nella narrazione capitalista, l’individuo annichila i valori etici a favore del consumo; in quella progressista‑marxista, e in particolare anarchica, annulla strutture politiche, economiche e sociali per raggiungere la giustizia economico‑sociale. Tale impulso nichilistico accomuna radicalismo progressista e irrazionalismo vitalista, rendendo plausibile il concetto di anarco‑fascismo nel caso di Merlino.

Ambedue i totalitarismi del Novecento, fascista e marxista‑bolscevico, furono risposte emergenziali ad un’epoca in accelerazione, segnata da una globalizzazione economica sostenuta dallo sviluppo tecnologico. Col tempo, però, cedettero il passo alla Tecno‑Economia.

Il lascito delle esperienze totalitarie sopravvisse nei movimenti antagonisti d’Occidente, alimentando uno spirito di radicale contrapposizione. L’“estrema destra” può essere interpretata come una variante eterodossa dell’originario bagaglio nichilista. Le suggestioni metafisiche e perennialiste di pensatori come Evola, oltre le apparenze, esprimono un vero e proprio “nichilismo attivo”.

Negli anni ’60 e ’70 questo clima fu evidente: dagli scritti di F. G. Freda che auspicavano un’inedita alleanza tra destra e sinistra radicale per un “Comunismo Aristocratico”, alla condivisione di spazi tra anarchici e alcuni esponenti “neri” (tra cui Merlino), fino all’episodio di Valle Giulia. Tutto ciò testimoniava il tentativo di elaborare una prassi politica al di là delle barriere precostituite.

Che tale tentativo non abbia avuto seguito è un altro discorso. Tuttavia, le vicende di figure come Mario Merlino ripropongono la necessità di superare schemi e narrazioni inattuali, conciliando la spinta all’autoperfezionamento con il contatto con l’Archè, quel fondo arcaico e archetipico che costituisce il propellente per l’elaborazione di un nuovo tipo umano, contrapposto alla mediocrità antropologica globalista.

UMBERTO BIANCHI

2 Comments

  • Primula Nera 15 Febbraio 2026

    Molto dispiaciuto. Era un uomo di immensa cultura ; i suoi articoli( anche se da tanto tempo non pubblicava più) su “Ereticamente” spaziavano in tutti i campi del sapere: Storia,Letteratura, Filosofia,etc .La sua non era solo rievocazione nostalgica, ma denotava anche grande attenzione al mondo contemporaneo; ricordo ancora una sua memorabile citazione ad un ( meraviglioso) testo dei Rammstein. I suoi scritti hanno contribuito molto a farmi conoscere questo sito ormai dodici anni fa.

  • Maurice Cereghini 16 Febbraio 2026

    Era rimasto solo lui un “ alternativo “ una figura straordinaria….
    Che la terra ti sei lieve

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