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	Commenti a: La via del pensiero vivente come controparte operativa del pensiero di Julius Evola	</title>
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		Di: Sendivogius		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sendivogius]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 08:32:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non credo che Julius Evola avesse bisognno di una &quot;controparte operativa&quot; da ricercarsi al di fuori del suo pensiero, in sé completo, ed al di fuori della Tradizione.La Tradizione, o meglio le tradizioni, sono sufficienti a sé stesse e non necessitano di aggiornamenti adattati ad un presunto &quot;uomo moderno&quot;. In quanto alla &quot;presunta patente&quot; di cui bisognerebbe essere in possesso per essere considerati in regola tradizionalmente, il concetto nell&#039;articolo é assai distorto: non si tratta di &quot;patente&quot;, ma di trasmissione di un&#039;influenza, quella si&#039;, operativa, da Maestro a discepolo, conditio sine qua non della possibilità all&#039;iniziazione.
Bisognerebbe inoltre evitare di usare terminologie alchemiche (&quot;via secca&quot;, &quot;via solare&quot;) se l&#039;alchimia non la si pratica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che Julius Evola avesse bisognno di una &#8220;controparte operativa&#8221; da ricercarsi al di fuori del suo pensiero, in sé completo, ed al di fuori della Tradizione.La Tradizione, o meglio le tradizioni, sono sufficienti a sé stesse e non necessitano di aggiornamenti adattati ad un presunto &#8220;uomo moderno&#8221;. In quanto alla &#8220;presunta patente&#8221; di cui bisognerebbe essere in possesso per essere considerati in regola tradizionalmente, il concetto nell&#8217;articolo é assai distorto: non si tratta di &#8220;patente&#8221;, ma di trasmissione di un&#8217;influenza, quella si&#8217;, operativa, da Maestro a discepolo, conditio sine qua non della possibilità all&#8217;iniziazione.<br />
Bisognerebbe inoltre evitare di usare terminologie alchemiche (&#8220;via secca&#8221;, &#8220;via solare&#8221;) se l&#8217;alchimia non la si pratica.</p>
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		Di: Gino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 11:35:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[,pensare vivente,una consapevolezza proveniente dall&#039;osservare come un concetto si relaziona con un altro e così scoprire che tale relazione è data ed è possibile grazie ad un uguale nel diverso,il pensare vede ció che accomuna i diversi,cioè le percezioni e così nasce la conoscenza e con essa il sentimento di comunanza che è immanente al pensare e grazie a lui i diversi vengono collegati;sentire e volere formano col pensare una triade con l&#039;io quale uno;scienza e religione con arte viventi nel Logos giovanneo,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>,pensare vivente,una consapevolezza proveniente dall&#8217;osservare come un concetto si relaziona con un altro e così scoprire che tale relazione è data ed è possibile grazie ad un uguale nel diverso,il pensare vede ció che accomuna i diversi,cioè le percezioni e così nasce la conoscenza e con essa il sentimento di comunanza che è immanente al pensare e grazie a lui i diversi vengono collegati;sentire e volere formano col pensare una triade con l&#8217;io quale uno;scienza e religione con arte viventi nel Logos giovanneo,&#8230;</p>
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		Di: Lupo nella Notte		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lupo nella Notte]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 10:46:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto ringrazio il gentile Luca Valentini per l&#039;attenzione data al commento. Faccio solo una notazione finale: che la considerazione che Evola aveva di Steiner fosse generalmente improntata a una certa ambiguit&#224; di fondo &#232; cosa palese, tanto da essersi meritata una nota in margine anche nell&#039;ultima edizione de &quot;Il cammino del cinabro&quot;, in cui, come esemplificazione di tale ambivalenza, si cita proprio l&#039;inclusione della foto di Steiner in &quot;Sintesi di dottrina della razza&quot;. Il fatto per&#242; che &quot;Il cammino&quot; segua di circa vent&#039;anni tale opera mi induce a ritenere che le parole ivi dedicate a Steiner possano esser considerate come una valutazione pi&#250; completa della reale valenza spirituale dell&#039;antroposofo svizzero potendo giovarsi di ulteriori riflessioni in merito avvenute nella piena maturit&#224;. Per il resto, come ho cercato di dire nel precedente intervento, non si intendeva n&#233; criticare n&#233; avallare alcuna tecnica in particolare, ma solo fornire un personale - per quanto ininfluente - punto di vista sulla presunta organicit&#224; tout-court del &quot;pensiero vivente&quot; all&#039;opera evoliana senza qualche distinguo, rifacentesi per&#242; ad affermazioni dello stesso Evola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto ringrazio il gentile Luca Valentini per l&#8217;attenzione data al commento. Faccio solo una notazione finale: che la considerazione che Evola aveva di Steiner fosse generalmente improntata a una certa ambiguit&agrave; di fondo &egrave; cosa palese, tanto da essersi meritata una nota in margine anche nell&#8217;ultima edizione de &#8220;Il cammino del cinabro&#8221;, in cui, come esemplificazione di tale ambivalenza, si cita proprio l&#8217;inclusione della foto di Steiner in &#8220;Sintesi di dottrina della razza&#8221;. Il fatto per&ograve; che &#8220;Il cammino&#8221; segua di circa vent&#8217;anni tale opera mi induce a ritenere che le parole ivi dedicate a Steiner possano esser considerate come una valutazione pi&uacute; completa della reale valenza spirituale dell&#8217;antroposofo svizzero potendo giovarsi di ulteriori riflessioni in merito avvenute nella piena maturit&agrave;. Per il resto, come ho cercato di dire nel precedente intervento, non si intendeva n&eacute; criticare n&eacute; avallare alcuna tecnica in particolare, ma solo fornire un personale &#8211; per quanto ininfluente &#8211; punto di vista sulla presunta organicit&agrave; tout-court del &#8220;pensiero vivente&#8221; all&#8217;opera evoliana senza qualche distinguo, rifacentesi per&ograve; ad affermazioni dello stesso Evola.</p>
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		Di: Anonymous		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 12:53:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nessuna tecnica &#232; valida di per s&#233;, come &#232; necessario un ricollegamento ad un puro insegnamento iniziatico. Quanto affermato da Lupo di Mare &#233; assolutamente vero, come &#233; vero che il Mazza si sia riferito alla via del pensiero vivente-non all&#039; antroposofia- come ad una preparazione dell&#039; Opus Ermetico. La critica alla morfologia della storia antroposofica alle derive evoluzionistiche rimane sacrosanta, ma ci&#242; che Evola pensasse di Steiner lo si trova in Sintesi di dottrina della razza nell&#039; appendice fotografica dove compare lo stesso Steiner.  Che tali tecniche non siano da considerarsi esaustive ma preparatorie &#233; riscontrabile in Ur , dove i saggi di Colazza rapppresentano la perfetta preparazione alle istruzioni magiche di Parise e Quadrelli. Non sono tecniche indispensanili, in Oriente nella Stoa e in Gurdiejiff c &#039;&#232; qualcosa di simile, ma l&#039;importanza dello scritto di Mazza sta nel rappresemtare la severa necessit&#224; di tale riferimento ascetico.  Luca V.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna tecnica &egrave; valida di per s&eacute;, come &egrave; necessario un ricollegamento ad un puro insegnamento iniziatico. Quanto affermato da Lupo di Mare &eacute; assolutamente vero, come &eacute; vero che il Mazza si sia riferito alla via del pensiero vivente-non all&#8217; antroposofia- come ad una preparazione dell&#8217; Opus Ermetico. La critica alla morfologia della storia antroposofica alle derive evoluzionistiche rimane sacrosanta, ma ci&ograve; che Evola pensasse di Steiner lo si trova in Sintesi di dottrina della razza nell&#8217; appendice fotografica dove compare lo stesso Steiner.  Che tali tecniche non siano da considerarsi esaustive ma preparatorie &eacute; riscontrabile in Ur , dove i saggi di Colazza rapppresentano la perfetta preparazione alle istruzioni magiche di Parise e Quadrelli. Non sono tecniche indispensanili, in Oriente nella Stoa e in Gurdiejiff c &#8216;&egrave; qualcosa di simile, ma l&#8217;importanza dello scritto di Mazza sta nel rappresemtare la severa necessit&agrave; di tale riferimento ascetico.  Luca V.</p>
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		Di: Lupo nella Notte		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9801</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lupo nella Notte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 08:52:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Considerazione personale finale: ammettendo la validit&#224; del &quot;pensiero vivente&quot; quale &quot;rivisitazione&quot; antroposofica di tradizioni ben pi&#250; remote, anche oltre i limiti comunque ricordati da Evola, quale l&#039;utilit&#224; di andarla a cercare proprio nella fantasmagorica selva di costruzioni visionarie del sistema steineriano cui anche Scaligero, pur nella propria specificit&#224;, sostanzialmente aderisce? Non sarebbe meglio andare, semmai, direttamente alla fonte, senza dover esser costretti a sfrondare tutti quei &quot;rami secchi&quot;? I quali, direi, non sono semplici &quot;latenze a margine&quot;, per cos&#237; dire, ma consustanziali ai sistemi cognitivi che li incorporano, su cui gli aderenti a detti sistemi, ben difficilmente possono transigere, come dimostra anche la critica  mossa proprio dal succitato Pio Filippani Ronconi ad Evola nella prefazione a &quot;Lo yoga della potenza&quot;, reo, secondo questi, di non riconoscere come valida la teoria della reincarnazione, perno fondante e irrinunciabile, com&#039;&#232; noto, di tutta la &quot;dottrina&quot; teo-antroposofica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francamente trovo ben poco &quot;spazio di manovra&quot; per poter dire con tanta categoricit&#224; che il pensiero vivente sia un &quot;completamento&quot; del &quot;pensiero&quot; evoliano - ma qual era poi, questo &quot;suo&quot; pensiero, lui che specificava sempre come si limitasse a difendere idee che erano universali e atemporali e non &quot;sue&quot; o di altri..? Leggendo i testi di Evola mi pare di poter dire che il &quot;completamento operativo&quot; fosse stato gi&#224; provveduto da Evola stesso, di volta in volta nelle opere pi&#250; varie e con le relative tecniche, e l&#039;impressione tratta &#232; che si vogliano far forzatamente coesistere concezioni che, naturalmente, non sarebbero affatto portate a farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Considerazione personale finale: ammettendo la validit&agrave; del &#8220;pensiero vivente&#8221; quale &#8220;rivisitazione&#8221; antroposofica di tradizioni ben pi&uacute; remote, anche oltre i limiti comunque ricordati da Evola, quale l&#8217;utilit&agrave; di andarla a cercare proprio nella fantasmagorica selva di costruzioni visionarie del sistema steineriano cui anche Scaligero, pur nella propria specificit&agrave;, sostanzialmente aderisce? Non sarebbe meglio andare, semmai, direttamente alla fonte, senza dover esser costretti a sfrondare tutti quei &#8220;rami secchi&#8221;? I quali, direi, non sono semplici &#8220;latenze a margine&#8221;, per cos&iacute; dire, ma consustanziali ai sistemi cognitivi che li incorporano, su cui gli aderenti a detti sistemi, ben difficilmente possono transigere, come dimostra anche la critica  mossa proprio dal succitato Pio Filippani Ronconi ad Evola nella prefazione a &#8220;Lo yoga della potenza&#8221;, reo, secondo questi, di non riconoscere come valida la teoria della reincarnazione, perno fondante e irrinunciabile, com&#8217;&egrave; noto, di tutta la &#8220;dottrina&#8221; teo-antroposofica.</p>
<p>Francamente trovo ben poco &#8220;spazio di manovra&#8221; per poter dire con tanta categoricit&agrave; che il pensiero vivente sia un &#8220;completamento&#8221; del &#8220;pensiero&#8221; evoliano &#8211; ma qual era poi, questo &#8220;suo&#8221; pensiero, lui che specificava sempre come si limitasse a difendere idee che erano universali e atemporali e non &#8220;sue&#8221; o di altri..? Leggendo i testi di Evola mi pare di poter dire che il &#8220;completamento operativo&#8221; fosse stato gi&agrave; provveduto da Evola stesso, di volta in volta nelle opere pi&uacute; varie e con le relative tecniche, e l&#8217;impressione tratta &egrave; che si vogliano far forzatamente coesistere concezioni che, naturalmente, non sarebbero affatto portate a farlo.</p>
<p>Saluti</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Lupo nella Notte		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9800</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lupo nella Notte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 08:51:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quindi, lascia intendere Evola, Steiner sarebbe soggiaciuto alle stesse forze da lui suscitate tramite questa tecnica, rimanendo vittima di uno sterile nonch&#233; insidioso &quot;visionarismo&quot;, da cui si potrebbe persino dire che rimase posseduto vita natural durante. E, bisogna dire, leggendone le circonvolute ampollosit&#224; ridondanti e rutilanti, non si stenta a crederlo... Poi passa a stigmatizzare in Steiner quella che definisce la sua &quot;fisima&quot; dell&#039;&quot;iniziazione individuale&quot; - e a questo proposito &#232; da notare come nello stralcio riportato nell&#039;articolo, vengano omesse le virgolette che nel testo originale accompagnavano immancabilmente quest&#039;espressione, a voler intenderne l&#039;insensatezza: mentre, omettendole, si &#232; indotti a pensare che Evola ne avallasse la validit&#224;; in realt&#224;, gi&#224; in &quot;Maschera e volto&quot; Evola era arrivato persino a definire &quot;immaginari&quot; i sedicenti &quot;iniziati antroposofici e rosicruciani [...] al servizio dell&#039;umanit&#224;&quot; (pag. 106) - nonch&#233; l&#039;&quot;assurda e frivola presentazione di una tale via come di superiore &#039;iniziazione moderna&#039;, del tutto ignota all&#039;antichit&#224; e all&#039;Oriente&quot;, che aumenterebbero &quot;gli accennati pericoli a cui si trova esposto chi si mette davvero a praticare&quot;, concludendo infine che &quot;il fanatismo degli antroposofi &#232; solo il riflesso di questo cedimento intimo, di questo inavvertito loro invasamento&quot;. Tutto questo, senza considerare che in ogni caso la tecnica del &quot;pensiero vivente&quot; - definizione a parte - non &#232; certo un&#039;invenzione steineriana o di Scaligero, o di qualsiasi altro moderno; lo stesso Evola non aveva gi&#224; ampiamente trattato dell&#039;antica tecnica buddhistica dei &quot;kasina&quot;, che si potrebbe ex post definire nient&#039;altro che un&#039;altra variazione sul tema del &quot;pensiero vivente&quot;? Senza esimersi dal mettere in guardia, anche l&#237;, dai potenziali pericoli e dal &quot;vicolo cieco&quot; che potrebbe costituire se ci si fermasse a quello. Le stesse contemplazioni dei Tattwa della tradizione Hindu ne sono un altro aspetto, quindi non si direbbe che quella di slegare il pensiero dai sensi sia un&#039;esigenza solo moderna, o perlomeno non solo contemporanea. E comunque gi&#224; anche in &quot;Maschera e volto&quot; Evola aveva voluto specificare che se idealmente alla &quot;scienza spirituale&quot; si poteva &quot;tributare un riconoscimento positivo&quot; non si poteva non pensare che &quot;lo Steiner predica bene ma razzola assai male&quot;. - continua -]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi, lascia intendere Evola, Steiner sarebbe soggiaciuto alle stesse forze da lui suscitate tramite questa tecnica, rimanendo vittima di uno sterile nonch&eacute; insidioso &#8220;visionarismo&#8221;, da cui si potrebbe persino dire che rimase posseduto vita natural durante. E, bisogna dire, leggendone le circonvolute ampollosit&agrave; ridondanti e rutilanti, non si stenta a crederlo&#8230; Poi passa a stigmatizzare in Steiner quella che definisce la sua &#8220;fisima&#8221; dell'&#8221;iniziazione individuale&#8221; &#8211; e a questo proposito &egrave; da notare come nello stralcio riportato nell&#8217;articolo, vengano omesse le virgolette che nel testo originale accompagnavano immancabilmente quest&#8217;espressione, a voler intenderne l&#8217;insensatezza: mentre, omettendole, si &egrave; indotti a pensare che Evola ne avallasse la validit&agrave;; in realt&agrave;, gi&agrave; in &#8220;Maschera e volto&#8221; Evola era arrivato persino a definire &#8220;immaginari&#8221; i sedicenti &#8220;iniziati antroposofici e rosicruciani [&#8230;] al servizio dell&#8217;umanit&agrave;&#8221; (pag. 106) &#8211; nonch&eacute; l'&#8221;assurda e frivola presentazione di una tale via come di superiore &#8216;iniziazione moderna&#8217;, del tutto ignota all&#8217;antichit&agrave; e all&#8217;Oriente&#8221;, che aumenterebbero &#8220;gli accennati pericoli a cui si trova esposto chi si mette davvero a praticare&#8221;, concludendo infine che &#8220;il fanatismo degli antroposofi &egrave; solo il riflesso di questo cedimento intimo, di questo inavvertito loro invasamento&#8221;. Tutto questo, senza considerare che in ogni caso la tecnica del &#8220;pensiero vivente&#8221; &#8211; definizione a parte &#8211; non &egrave; certo un&#8217;invenzione steineriana o di Scaligero, o di qualsiasi altro moderno; lo stesso Evola non aveva gi&agrave; ampiamente trattato dell&#8217;antica tecnica buddhistica dei &#8220;kasina&#8221;, che si potrebbe ex post definire nient&#8217;altro che un&#8217;altra variazione sul tema del &#8220;pensiero vivente&#8221;? Senza esimersi dal mettere in guardia, anche l&iacute;, dai potenziali pericoli e dal &#8220;vicolo cieco&#8221; che potrebbe costituire se ci si fermasse a quello. Le stesse contemplazioni dei Tattwa della tradizione Hindu ne sono un altro aspetto, quindi non si direbbe che quella di slegare il pensiero dai sensi sia un&#8217;esigenza solo moderna, o perlomeno non solo contemporanea. E comunque gi&agrave; anche in &#8220;Maschera e volto&#8221; Evola aveva voluto specificare che se idealmente alla &#8220;scienza spirituale&#8221; si poteva &#8220;tributare un riconoscimento positivo&#8221; non si poteva non pensare che &#8220;lo Steiner predica bene ma razzola assai male&#8221;. &#8211; continua &#8211;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Lupo nella Notte		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9799</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lupo nella Notte]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jul 2014 08:51:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/2014/06/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9799</guid>

					<description><![CDATA[La mia impressione &#232; che ci sia qualche forzatura di troppo nel voler vedere in certe conclusioni antroposofiche una naturale &quot;controparte operativa&quot; all&#039;Opera evoliana. Mi pare che si eviti di considerare quelle che furono poi le definitive conclusioni di Evola non solo sull&#039;Antroposofia ma sullo stesso Steiner, di tutt&#039;altro tenore rispetto alle parziali &quot;concessioni&quot; che sembr&#242; fare in &quot;Maschera e volto&quot;, e che ebbe modo di illustrare molti anni dopo, verso la fine della sua vita, ne &quot;Il cammino del cinabro&quot;, quando scrisse: &quot;Forse avrei dovuto essere pi&#249; severo (cos&#236; pens&#242; anche il Gu&#233;non) nei riguardi dell&#039;antroposofia, e avrei dovuto svolgere alcune utili considerazioni supplementari circa il &quot;caso&quot; costituito dalla persona del suo fondatore, Rudolf Steiner. [...] il paradosso &#232; che lo Steiner era partito dalla giusta esigenza di una &quot;scienza spirituale&quot; [...] ci&#242; malgrado, nell&#039;antroposofia quasi tutto si era ridotto ad una orgia di visionarismo e di pseudo-chiaroveggenza, di divagazioni di ogni genere, il tutto inquadrato in un pedantesco sistema&quot;. Evola continua poi mettendo in guardia proprio dall&#039;utilizzo del &quot;pensiero libero dai sensi&quot;, secondo lui, alla portata solo di pochissimi: &quot;Questo caso poteva anche esemplificare il pericolo di certe tecniche mentali; quando ci si sforza di realizzare il cosiddetto &quot;pensiero libero dai sensi&quot; e anche di sciogliere l&#039;immaginazione dalle abituali condizionalit&#224;, si crea inevitabilmente un &quot;vuoto&quot;. E se per crisma, per naturale dignit&#224; o per un collegamento effettivo con una adeguata &#039;catena&#039; non si dispone di una vera difesa, quel vuoto viene occupato da &#039;complessi autonomi&#039;, da influenze psichiche producenti appunto l&#039;accennata fantasmagoria visionaria, con l&#039;aggravante dell&#039;associarsi ad essa [...] della parvenza di una assoluta certezza e verit&#224;&quot;. - continua -]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia impressione &egrave; che ci sia qualche forzatura di troppo nel voler vedere in certe conclusioni antroposofiche una naturale &#8220;controparte operativa&#8221; all&#8217;Opera evoliana. Mi pare che si eviti di considerare quelle che furono poi le definitive conclusioni di Evola non solo sull&#8217;Antroposofia ma sullo stesso Steiner, di tutt&#8217;altro tenore rispetto alle parziali &#8220;concessioni&#8221; che sembr&ograve; fare in &#8220;Maschera e volto&#8221;, e che ebbe modo di illustrare molti anni dopo, verso la fine della sua vita, ne &#8220;Il cammino del cinabro&#8221;, quando scrisse: &#8220;Forse avrei dovuto essere pi&ugrave; severo (cos&igrave; pens&ograve; anche il Gu&eacute;non) nei riguardi dell&#8217;antroposofia, e avrei dovuto svolgere alcune utili considerazioni supplementari circa il &#8220;caso&#8221; costituito dalla persona del suo fondatore, Rudolf Steiner. [&#8230;] il paradosso &egrave; che lo Steiner era partito dalla giusta esigenza di una &#8220;scienza spirituale&#8221; [&#8230;] ci&ograve; malgrado, nell&#8217;antroposofia quasi tutto si era ridotto ad una orgia di visionarismo e di pseudo-chiaroveggenza, di divagazioni di ogni genere, il tutto inquadrato in un pedantesco sistema&#8221;. Evola continua poi mettendo in guardia proprio dall&#8217;utilizzo del &#8220;pensiero libero dai sensi&#8221;, secondo lui, alla portata solo di pochissimi: &#8220;Questo caso poteva anche esemplificare il pericolo di certe tecniche mentali; quando ci si sforza di realizzare il cosiddetto &#8220;pensiero libero dai sensi&#8221; e anche di sciogliere l&#8217;immaginazione dalle abituali condizionalit&agrave;, si crea inevitabilmente un &#8220;vuoto&#8221;. E se per crisma, per naturale dignit&agrave; o per un collegamento effettivo con una adeguata &#8216;catena&#8217; non si dispone di una vera difesa, quel vuoto viene occupato da &#8216;complessi autonomi&#8217;, da influenze psichiche producenti appunto l&#8217;accennata fantasmagoria visionaria, con l&#8217;aggravante dell&#8217;associarsi ad essa [&#8230;] della parvenza di una assoluta certezza e verit&agrave;&#8221;. &#8211; continua &#8211;</p>
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		<title>
		Di: sinwan85PHAR		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9798</link>

		<dc:creator><![CDATA[sinwan85PHAR]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2014 20:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[GRAZIE MILLE  ..... !!!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GRAZIE MILLE  &#8230;.. !!!!!</p>
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		<title>
		Di: Anonymous		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9797</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonymous]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 18:33:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Personalmente vivo la mia esperienza sacrale in maniera differente rispetto alla via del Pensiero Vivente, ma ci&#242; non mi impedisce di riconoscere una validit&#224; ascetica in tali istruzioni ed in tali grandi personalit&#224;. Bene ha fatto il sig. Mazza ha evidenziare la complementariet&#224; con la visione del mondo espressa da Evola. Ilario]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente vivo la mia esperienza sacrale in maniera differente rispetto alla via del Pensiero Vivente, ma ci&ograve; non mi impedisce di riconoscere una validit&agrave; ascetica in tali istruzioni ed in tali grandi personalit&agrave;. Bene ha fatto il sig. Mazza ha evidenziare la complementariet&agrave; con la visione del mondo espressa da Evola. Ilario</p>
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		<title>
		Di: Angelo Ciccarella		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-via-del-pensiero-vivente-come-controparte-operativa-del-pensiero-di-julius-evola/#comment-9796</link>

		<dc:creator><![CDATA[Angelo Ciccarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 13:01:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottima sintesi, signor Mazza. Ha centrato la questione. Se dovessimo giudicare dai frutti, lo stesso Evola avrebbe problemi di legittimit&#224; e regolarit&#224; tradizionale. Tuttavia, gli iniziatori sopravvivono ai seguaci ed &#232; ci&#242; che li rende grandi. &lt;br /&gt;Il cammino indicato da Scaligero &#232; operativo al massimo grado, sebbene non manchi di dottrina. Per esperienza reputo efficaci quegli autori che prima di scrivere, fanno. I teorici o quelli che si basano sull&#039;intelletto e sul filosofeggiare anche quando parlano di trasmutazioni, li ritengo sterili e, per certi versi, falsi.&lt;br /&gt;Il pensiero libero dai sensi &#232; la pietra angolare del lavoro scaligeriano. Provare per credere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima sintesi, signor Mazza. Ha centrato la questione. Se dovessimo giudicare dai frutti, lo stesso Evola avrebbe problemi di legittimit&agrave; e regolarit&agrave; tradizionale. Tuttavia, gli iniziatori sopravvivono ai seguaci ed &egrave; ci&ograve; che li rende grandi. <br />Il cammino indicato da Scaligero &egrave; operativo al massimo grado, sebbene non manchi di dottrina. Per esperienza reputo efficaci quegli autori che prima di scrivere, fanno. I teorici o quelli che si basano sull&#8217;intelletto e sul filosofeggiare anche quando parlano di trasmutazioni, li ritengo sterili e, per certi versi, falsi.<br />Il pensiero libero dai sensi &egrave; la pietra angolare del lavoro scaligeriano. Provare per credere.</p>
]]></content:encoded>
		
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