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	Commenti a: La grande sostituzione – Roberto Pecchioli	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
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		Di: MAry		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[MAry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 18:56:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esistono cose non dette, che non vanno dette, ad alti livelli. Per esempio che il Ministero dell&#039;Istruzione incentiva le università che ammettono e promuovono stranieri, alcuni dei quali in condizioni linguistiche indecenti. Molti di costoro vengono spediti in Italia da ogni parte del mondo da zelanti direttori di dipartimento
a caccia di nuovi iscritti; alcuni stranieri si iscrivono solo per prolungare permessi di soggiorno mentre fanno dell&#039;altro (vi lascio immaginare). I docenti sono caldamente invitati a promuovere tutti. Naturalmente alcuni non si prestano, ma altri sì: per conformismo, per quieto vivere.
Talvolta è successo che ci fossero proteste (anche da parte di studenti italiani), ma tutto viene messo a tacere nel nome del mantra &#039;internazionalizzazione&#039;.
In compenso, i nostri migliori studenti emigrano perché l&#039;Italia non offre loro più nulla, ha smesso di investire nella ricerca grazie a venticinque anni di precipizio politico continuo.
Quindi importiamo quelli, esportiamo questi. Tirate voi le somme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono cose non dette, che non vanno dette, ad alti livelli. Per esempio che il Ministero dell&#8217;Istruzione incentiva le università che ammettono e promuovono stranieri, alcuni dei quali in condizioni linguistiche indecenti. Molti di costoro vengono spediti in Italia da ogni parte del mondo da zelanti direttori di dipartimento<br />
a caccia di nuovi iscritti; alcuni stranieri si iscrivono solo per prolungare permessi di soggiorno mentre fanno dell&#8217;altro (vi lascio immaginare). I docenti sono caldamente invitati a promuovere tutti. Naturalmente alcuni non si prestano, ma altri sì: per conformismo, per quieto vivere.<br />
Talvolta è successo che ci fossero proteste (anche da parte di studenti italiani), ma tutto viene messo a tacere nel nome del mantra &#8216;internazionalizzazione&#8217;.<br />
In compenso, i nostri migliori studenti emigrano perché l&#8217;Italia non offre loro più nulla, ha smesso di investire nella ricerca grazie a venticinque anni di precipizio politico continuo.<br />
Quindi importiamo quelli, esportiamo questi. Tirate voi le somme.</p>
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		Di: MAry		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-2511</link>

		<dc:creator><![CDATA[MAry]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2016 18:56:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Esistono cose non dette, che non vanno dette, ad alti livelli. Per esempio che il Ministero dell&#039;Istruzione incentiva le università che ammettono e promuovono stranieri, alcuni dei quali in condizioni linguistiche indecenti. Molti di costoro vengono spediti in Italia da ogni parte del mondo da zelanti direttori di dipartimento
a caccia di nuovi iscritti; alcuni stranieri si iscrivono solo per prolungare permessi di soggiorno mentre fanno dell&#039;altro (vi lascio immaginare). I docenti sono caldamente invitati a promuovere tutti. Naturalmente alcuni non si prestano, ma altri sì: per conformismo, per quieto vivere.
Talvolta è successo che ci fossero proteste (anche da parte di studenti italiani), ma tutto viene messo a tacere nel nome del mantra &#039;internazionalizzazione&#039;.
In compenso, i nostri migliori studenti emigrano perché l&#039;Italia non offre loro più nulla, ha smesso di investire nella ricerca grazie a venticinque anni di precipizio politico continuo.
Quindi importiamo quelli, esportiamo questi. Tirate voi le somme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono cose non dette, che non vanno dette, ad alti livelli. Per esempio che il Ministero dell&#8217;Istruzione incentiva le università che ammettono e promuovono stranieri, alcuni dei quali in condizioni linguistiche indecenti. Molti di costoro vengono spediti in Italia da ogni parte del mondo da zelanti direttori di dipartimento<br />
a caccia di nuovi iscritti; alcuni stranieri si iscrivono solo per prolungare permessi di soggiorno mentre fanno dell&#8217;altro (vi lascio immaginare). I docenti sono caldamente invitati a promuovere tutti. Naturalmente alcuni non si prestano, ma altri sì: per conformismo, per quieto vivere.<br />
Talvolta è successo che ci fossero proteste (anche da parte di studenti italiani), ma tutto viene messo a tacere nel nome del mantra &#8216;internazionalizzazione&#8217;.<br />
In compenso, i nostri migliori studenti emigrano perché l&#8217;Italia non offre loro più nulla, ha smesso di investire nella ricerca grazie a venticinque anni di precipizio politico continuo.<br />
Quindi importiamo quelli, esportiamo questi. Tirate voi le somme.</p>
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		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-2510</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 04:55:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ETA PRAVDA!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ETA PRAVDA!</p>
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		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-11013</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 04:55:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ETA PRAVDA!]]></description>
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		Di: Helmut Leftbuster		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-2509</link>

		<dc:creator><![CDATA[Helmut Leftbuster]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 22:00:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La situazione è di estrema gravità, non c&#039;è dubbio: ma quando la componente artistica e poetica del demos inizia a capire e a reagire, significa che non tutto è perduto...

https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stupri-colonia-povia-peggio-razzismo-solo-lantirazzismo-1211111.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione è di estrema gravità, non c&#8217;è dubbio: ma quando la componente artistica e poetica del demos inizia a capire e a reagire, significa che non tutto è perduto&#8230;</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0" rel="nofollow ugc">https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0</a></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stupri-colonia-povia-peggio-razzismo-solo-lantirazzismo-1211111.html" rel="nofollow ugc">http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stupri-colonia-povia-peggio-razzismo-solo-lantirazzismo-1211111.html</a></p>
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		<title>
		Di: Helmut Leftbuster		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-11012</link>

		<dc:creator><![CDATA[Helmut Leftbuster]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 22:00:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La situazione è di estrema gravità, non c&#039;è dubbio: ma quando la componente artistica e poetica del demos inizia a capire e a reagire, significa che non tutto è perduto...

https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stupri-colonia-povia-peggio-razzismo-solo-lantirazzismo-1211111.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione è di estrema gravità, non c&#8217;è dubbio: ma quando la componente artistica e poetica del demos inizia a capire e a reagire, significa che non tutto è perduto&#8230;</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0" rel="nofollow ugc">https://www.youtube.com/watch?v=vJmdosJn7q0</a></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stupri-colonia-povia-peggio-razzismo-solo-lantirazzismo-1211111.html" rel="nofollow ugc">http://www.ilgiornale.it/news/cronache/stupri-colonia-povia-peggio-razzismo-solo-lantirazzismo-1211111.html</a></p>
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		<item>
		<title>
		Di: sally		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-2508</link>

		<dc:creator><![CDATA[sally]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 19:49:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=9380#comment-2508</guid>

					<description><![CDATA[condivido quasi tutto e mi complimento per il bell&#039;articolo.
un unico appunto di natura storica a proposito dell&#039;importazione di halloween. contrariamente a quanto si pensa halloween (ing. &#039;all-hallows-eve, la vigilia di tutti i santi) non è la solita americanata, bensì un&#039;antichissima festività celtica di nome samhain dai molteplici signficati spirituali: celebrava il passaggio dalla metà luminosa a quella oscura dell&#039;anno (l&#039;inverno), ricordava gli antenati e i defunti in genere e, in particolare, rappresentava un momento sacro, simbolico, una porta tra il nostro piano umano e le altre dimensioni, quelle sovrannaturali degli dei e delle entità. una porta che, naturalmente, solo i meritevoli avrebbrero potuto varcare.
su tali concetti tradizionali si innestò, come al solito, il cristianesimo, distorcendo e confondendo le valenze autentiche della festa - ma anche mantenendo ciò che non era possibile sradicare - e così ebbe origine &#039;ognissanti&#039;.
per secoli, nelle terre celtiche (e non solo) si mantenne uno strano ibrido di tracce pagane e cristianesimo. com&#039;è noto, nel XIX secolo una carestia spinse un gran numero di irlandesi ad emigrare in america. lì la festa si diffuse anche al di fuori della comunità irlandese, trasformandosi poi in un party dove di spirituale nulla è rimasto. infine, dall&#039;america la festa è ritornata verso le terre d&#039;origine, l&#039;europa.
al di là della patina materialistica, sta a ciascuno approfittare anche di questo momento dell&#039;anno per riscoprire le autentiche radici - pagane - dell&#039;europa.
insomma, come si dice non tutto il male vien per nuocere e, personalmente, in questo ritorno, sia pur nella veste sbagliata, io vedo una possibilità, non un problema. il fatto che molti passino la sera del 31 ottobre in discoteca, fa parte della stupidità umana, non di halloween-samhain.
che poi i preti debbano lamentarsi di halloween, bè, francamente mi fa un po&#039; ridere...che i rappresentati di un&#039;istituzione di ladri, corrotti e pervertiti che rincoglioniscono (consentitemelo) il mondo da 2000 anni si permettano di dirmi che cosa io debba o non debba fare il 31 di ottobre o in qualsiasi altro giorno dell&#039;anno è patetico. nemo potest personam diu ferre.

cordiali saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>condivido quasi tutto e mi complimento per il bell&#8217;articolo.<br />
un unico appunto di natura storica a proposito dell&#8217;importazione di halloween. contrariamente a quanto si pensa halloween (ing. &#8216;all-hallows-eve, la vigilia di tutti i santi) non è la solita americanata, bensì un&#8217;antichissima festività celtica di nome samhain dai molteplici signficati spirituali: celebrava il passaggio dalla metà luminosa a quella oscura dell&#8217;anno (l&#8217;inverno), ricordava gli antenati e i defunti in genere e, in particolare, rappresentava un momento sacro, simbolico, una porta tra il nostro piano umano e le altre dimensioni, quelle sovrannaturali degli dei e delle entità. una porta che, naturalmente, solo i meritevoli avrebbrero potuto varcare.<br />
su tali concetti tradizionali si innestò, come al solito, il cristianesimo, distorcendo e confondendo le valenze autentiche della festa &#8211; ma anche mantenendo ciò che non era possibile sradicare &#8211; e così ebbe origine &#8216;ognissanti&#8217;.<br />
per secoli, nelle terre celtiche (e non solo) si mantenne uno strano ibrido di tracce pagane e cristianesimo. com&#8217;è noto, nel XIX secolo una carestia spinse un gran numero di irlandesi ad emigrare in america. lì la festa si diffuse anche al di fuori della comunità irlandese, trasformandosi poi in un party dove di spirituale nulla è rimasto. infine, dall&#8217;america la festa è ritornata verso le terre d&#8217;origine, l&#8217;europa.<br />
al di là della patina materialistica, sta a ciascuno approfittare anche di questo momento dell&#8217;anno per riscoprire le autentiche radici &#8211; pagane &#8211; dell&#8217;europa.<br />
insomma, come si dice non tutto il male vien per nuocere e, personalmente, in questo ritorno, sia pur nella veste sbagliata, io vedo una possibilità, non un problema. il fatto che molti passino la sera del 31 ottobre in discoteca, fa parte della stupidità umana, non di halloween-samhain.<br />
che poi i preti debbano lamentarsi di halloween, bè, francamente mi fa un po&#8217; ridere&#8230;che i rappresentati di un&#8217;istituzione di ladri, corrotti e pervertiti che rincoglioniscono (consentitemelo) il mondo da 2000 anni si permettano di dirmi che cosa io debba o non debba fare il 31 di ottobre o in qualsiasi altro giorno dell&#8217;anno è patetico. nemo potest personam diu ferre.</p>
<p>cordiali saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sally		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-11011</link>

		<dc:creator><![CDATA[sally]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2015 19:49:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[condivido quasi tutto e mi complimento per il bell&#039;articolo.
un unico appunto di natura storica a proposito dell&#039;importazione di halloween. contrariamente a quanto si pensa halloween (ing. &#039;all-hallows-eve, la vigilia di tutti i santi) non è la solita americanata, bensì un&#039;antichissima festività celtica di nome samhain dai molteplici signficati spirituali: celebrava il passaggio dalla metà luminosa a quella oscura dell&#039;anno (l&#039;inverno), ricordava gli antenati e i defunti in genere e, in particolare, rappresentava un momento sacro, simbolico, una porta tra il nostro piano umano e le altre dimensioni, quelle sovrannaturali degli dei e delle entità. una porta che, naturalmente, solo i meritevoli avrebbrero potuto varcare.
su tali concetti tradizionali si innestò, come al solito, il cristianesimo, distorcendo e confondendo le valenze autentiche della festa - ma anche mantenendo ciò che non era possibile sradicare - e così ebbe origine &#039;ognissanti&#039;.
per secoli, nelle terre celtiche (e non solo) si mantenne uno strano ibrido di tracce pagane e cristianesimo. com&#039;è noto, nel XIX secolo una carestia spinse un gran numero di irlandesi ad emigrare in america. lì la festa si diffuse anche al di fuori della comunità irlandese, trasformandosi poi in un party dove di spirituale nulla è rimasto. infine, dall&#039;america la festa è ritornata verso le terre d&#039;origine, l&#039;europa.
al di là della patina materialistica, sta a ciascuno approfittare anche di questo momento dell&#039;anno per riscoprire le autentiche radici - pagane - dell&#039;europa.
insomma, come si dice non tutto il male vien per nuocere e, personalmente, in questo ritorno, sia pur nella veste sbagliata, io vedo una possibilità, non un problema. il fatto che molti passino la sera del 31 ottobre in discoteca, fa parte della stupidità umana, non di halloween-samhain.
che poi i preti debbano lamentarsi di halloween, bè, francamente mi fa un po&#039; ridere...che i rappresentati di un&#039;istituzione di ladri, corrotti e pervertiti che rincoglioniscono (consentitemelo) il mondo da 2000 anni si permettano di dirmi che cosa io debba o non debba fare il 31 di ottobre o in qualsiasi altro giorno dell&#039;anno è patetico. nemo potest personam diu ferre.

cordiali saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>condivido quasi tutto e mi complimento per il bell&#8217;articolo.<br />
un unico appunto di natura storica a proposito dell&#8217;importazione di halloween. contrariamente a quanto si pensa halloween (ing. &#8216;all-hallows-eve, la vigilia di tutti i santi) non è la solita americanata, bensì un&#8217;antichissima festività celtica di nome samhain dai molteplici signficati spirituali: celebrava il passaggio dalla metà luminosa a quella oscura dell&#8217;anno (l&#8217;inverno), ricordava gli antenati e i defunti in genere e, in particolare, rappresentava un momento sacro, simbolico, una porta tra il nostro piano umano e le altre dimensioni, quelle sovrannaturali degli dei e delle entità. una porta che, naturalmente, solo i meritevoli avrebbrero potuto varcare.<br />
su tali concetti tradizionali si innestò, come al solito, il cristianesimo, distorcendo e confondendo le valenze autentiche della festa &#8211; ma anche mantenendo ciò che non era possibile sradicare &#8211; e così ebbe origine &#8216;ognissanti&#8217;.<br />
per secoli, nelle terre celtiche (e non solo) si mantenne uno strano ibrido di tracce pagane e cristianesimo. com&#8217;è noto, nel XIX secolo una carestia spinse un gran numero di irlandesi ad emigrare in america. lì la festa si diffuse anche al di fuori della comunità irlandese, trasformandosi poi in un party dove di spirituale nulla è rimasto. infine, dall&#8217;america la festa è ritornata verso le terre d&#8217;origine, l&#8217;europa.<br />
al di là della patina materialistica, sta a ciascuno approfittare anche di questo momento dell&#8217;anno per riscoprire le autentiche radici &#8211; pagane &#8211; dell&#8217;europa.<br />
insomma, come si dice non tutto il male vien per nuocere e, personalmente, in questo ritorno, sia pur nella veste sbagliata, io vedo una possibilità, non un problema. il fatto che molti passino la sera del 31 ottobre in discoteca, fa parte della stupidità umana, non di halloween-samhain.<br />
che poi i preti debbano lamentarsi di halloween, bè, francamente mi fa un po&#8217; ridere&#8230;che i rappresentati di un&#8217;istituzione di ladri, corrotti e pervertiti che rincoglioniscono (consentitemelo) il mondo da 2000 anni si permettano di dirmi che cosa io debba o non debba fare il 31 di ottobre o in qualsiasi altro giorno dell&#8217;anno è patetico. nemo potest personam diu ferre.</p>
<p>cordiali saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: M.Migoni		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-11010</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.Migoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 02:48:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ereticamente.net/?p=9380#comment-11010</guid>

					<description><![CDATA[(Mi si perdonerà se prendo spunto, stimoli, ispirazione da questi articoli. Quanto segue:)

Una limpida, terza Roma a Est, non bastò al già Sacro (corrotto e infiltrato) Romano Impero d&#039;Occidente, a salvare o riconquistare l&#039;allora Costantinopoli (anziché attaccare Gerusalemme) e a impedire il passaggio secolare di flussi migratori (nonostante, ogni qualvolta, il richiamo storicizzante all&#039;ultimo tentativo &quot;teutonico&quot;). Non basterà la Russia attuale, è evidente, a porre fine o a sbrogliare, questo intrigo. Semmai, in quelle zone, potrà forse cercare un&#039;ammorbidimento attraverso l&#039;attuale Israele.

Tutto ciò per dire, che anche le nazioni, in fondo, possono essere considerate come dei ghetti. Dai regni si passò alle nazioni, con la successiva intenzione di distruggerle (o annichilirle) per poi farne un unico nuovo regno. Che è quel che attualmente riscontriamo. Alla Russia, per dismettersi come regno, le inculcarono il Comunismo.

Vi saranno stati uomini politici, rivoluzionari, pensatori dalle opinioni e intenzioni differenti, ma il concetto di fondo, storico, evolutivo, quasi naturale, credo resti questo. Un italiano, un francese, un inglese dalle caratteristiche spiccatamente individuali, non crescerà un suo ospitante in maniera molto diversa da sé (diversamente, ad esempio, dal tedesco, fino a che punto comunque non è dato saperlo). Per cui i concetti di distanza è come se si annullassero. Una lotta cittadina o nazionale impostata su differenze etnico-religiose può essere altresì una lotta etnico-religiosa fra nazioni. O semplicemente una lotta di interesse o di civiltà. Qualcuno direbbe che la prima risulterebbe anche meno peggio. Ma senza dubbio meno onorevole. Solo oltre il buon senso e il buon gusto non vi è più limite. E addirittura oggigiorno, si considererebbe più una sfida, un atto di coraggio - il risultato del cosiddetto &quot;nichilismo&quot; - il fatto che si possa vivere indifferentemente lontano o vicino dal proprio luogo di nascita o appartenenza. Certo il conquistatore, per quanto attento, non badava troppo al suo eventuale sradicamento.

E in quest&#039;unico nuovo regno globalizzato, vi è anche una zona ricca, appartata, che è quella che gestisce, comanda. L &#039;equivalente - può esserne di volta in volta - di una nazione simbolo. Semmai, all&#039;interno di questo contenitore globale, è la società dei consumi, più che altro, che ha posto, ha generato, delle discutibili condizioni, ovvero: che la donna, anzitutto, sedotta da tale società, dal suo ruolo storico-naturale, non può, non riesce più a starsene a guardare; a meno che la si accontenti in tutto, e con anche dei figli al suo fianco, troverà sempre il suo ideale paradiso.

Ma (di tale società) in base agli eventi e procedimenti presentati poc&#039;anzi, è nel suo progressivo arricchimento e/o spopolamento di alcune principali zone del pianeta (l&#039;Europa soprattutto) che verte il problema della gestione degli umani spostamenti e delle risorse da gestire. Ovvero, attualmente, chi abituato a un tipo di vita dai consumi più o meno elevati (per quanto normali) non basterà più alla produzione regnante e lascerà il posto a nuove leve meno consumistiche (o esigenti) e più produttive, soprattutto dal punto di vista numerico della specie. Forse per abbattere la Cina, bisognerà fare i cinesi. Una guerra mondiale, o diretta, non basta più. Non conviene più. Troppi interessi e troppe responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Mi si perdonerà se prendo spunto, stimoli, ispirazione da questi articoli. Quanto segue:)</p>
<p>Una limpida, terza Roma a Est, non bastò al già Sacro (corrotto e infiltrato) Romano Impero d&#8217;Occidente, a salvare o riconquistare l&#8217;allora Costantinopoli (anziché attaccare Gerusalemme) e a impedire il passaggio secolare di flussi migratori (nonostante, ogni qualvolta, il richiamo storicizzante all&#8217;ultimo tentativo &#8220;teutonico&#8221;). Non basterà la Russia attuale, è evidente, a porre fine o a sbrogliare, questo intrigo. Semmai, in quelle zone, potrà forse cercare un&#8217;ammorbidimento attraverso l&#8217;attuale Israele.</p>
<p>Tutto ciò per dire, che anche le nazioni, in fondo, possono essere considerate come dei ghetti. Dai regni si passò alle nazioni, con la successiva intenzione di distruggerle (o annichilirle) per poi farne un unico nuovo regno. Che è quel che attualmente riscontriamo. Alla Russia, per dismettersi come regno, le inculcarono il Comunismo.</p>
<p>Vi saranno stati uomini politici, rivoluzionari, pensatori dalle opinioni e intenzioni differenti, ma il concetto di fondo, storico, evolutivo, quasi naturale, credo resti questo. Un italiano, un francese, un inglese dalle caratteristiche spiccatamente individuali, non crescerà un suo ospitante in maniera molto diversa da sé (diversamente, ad esempio, dal tedesco, fino a che punto comunque non è dato saperlo). Per cui i concetti di distanza è come se si annullassero. Una lotta cittadina o nazionale impostata su differenze etnico-religiose può essere altresì una lotta etnico-religiosa fra nazioni. O semplicemente una lotta di interesse o di civiltà. Qualcuno direbbe che la prima risulterebbe anche meno peggio. Ma senza dubbio meno onorevole. Solo oltre il buon senso e il buon gusto non vi è più limite. E addirittura oggigiorno, si considererebbe più una sfida, un atto di coraggio &#8211; il risultato del cosiddetto &#8220;nichilismo&#8221; &#8211; il fatto che si possa vivere indifferentemente lontano o vicino dal proprio luogo di nascita o appartenenza. Certo il conquistatore, per quanto attento, non badava troppo al suo eventuale sradicamento.</p>
<p>E in quest&#8217;unico nuovo regno globalizzato, vi è anche una zona ricca, appartata, che è quella che gestisce, comanda. L &#8216;equivalente &#8211; può esserne di volta in volta &#8211; di una nazione simbolo. Semmai, all&#8217;interno di questo contenitore globale, è la società dei consumi, più che altro, che ha posto, ha generato, delle discutibili condizioni, ovvero: che la donna, anzitutto, sedotta da tale società, dal suo ruolo storico-naturale, non può, non riesce più a starsene a guardare; a meno che la si accontenti in tutto, e con anche dei figli al suo fianco, troverà sempre il suo ideale paradiso.</p>
<p>Ma (di tale società) in base agli eventi e procedimenti presentati poc&#8217;anzi, è nel suo progressivo arricchimento e/o spopolamento di alcune principali zone del pianeta (l&#8217;Europa soprattutto) che verte il problema della gestione degli umani spostamenti e delle risorse da gestire. Ovvero, attualmente, chi abituato a un tipo di vita dai consumi più o meno elevati (per quanto normali) non basterà più alla produzione regnante e lascerà il posto a nuove leve meno consumistiche (o esigenti) e più produttive, soprattutto dal punto di vista numerico della specie. Forse per abbattere la Cina, bisognerà fare i cinesi. Una guerra mondiale, o diretta, non basta più. Non conviene più. Troppi interessi e troppe responsabilità.</p>
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		Di: M.Migoni		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/la-grande-sostituzione-roberto-pecchioli/#comment-2507</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.Migoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 02:48:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Mi si perdonerà se prendo spunto, stimoli, ispirazione da questi articoli. Quanto segue:)

Una limpida, terza Roma a Est, non bastò al già Sacro (corrotto e infiltrato) Romano Impero d&#039;Occidente, a salvare o riconquistare l&#039;allora Costantinopoli (anziché attaccare Gerusalemme) e a impedire il passaggio secolare di flussi migratori (nonostante, ogni qualvolta, il richiamo storicizzante all&#039;ultimo tentativo &quot;teutonico&quot;). Non basterà la Russia attuale, è evidente, a porre fine o a sbrogliare, questo intrigo. Semmai, in quelle zone, potrà forse cercare un&#039;ammorbidimento attraverso l&#039;attuale Israele.

Tutto ciò per dire, che anche le nazioni, in fondo, possono essere considerate come dei ghetti. Dai regni si passò alle nazioni, con la successiva intenzione di distruggerle (o annichilirle) per poi farne un unico nuovo regno. Che è quel che attualmente riscontriamo. Alla Russia, per dismettersi come regno, le inculcarono il Comunismo.

Vi saranno stati uomini politici, rivoluzionari, pensatori dalle opinioni e intenzioni differenti, ma il concetto di fondo, storico, evolutivo, quasi naturale, credo resti questo. Un italiano, un francese, un inglese dalle caratteristiche spiccatamente individuali, non crescerà un suo ospitante in maniera molto diversa da sé (diversamente, ad esempio, dal tedesco, fino a che punto comunque non è dato saperlo). Per cui i concetti di distanza è come se si annullassero. Una lotta cittadina o nazionale impostata su differenze etnico-religiose può essere altresì una lotta etnico-religiosa fra nazioni. O semplicemente una lotta di interesse o di civiltà. Qualcuno direbbe che la prima risulterebbe anche meno peggio. Ma senza dubbio meno onorevole. Solo oltre il buon senso e il buon gusto non vi è più limite. E addirittura oggigiorno, si considererebbe più una sfida, un atto di coraggio - il risultato del cosiddetto &quot;nichilismo&quot; - il fatto che si possa vivere indifferentemente lontano o vicino dal proprio luogo di nascita o appartenenza. Certo il conquistatore, per quanto attento, non badava troppo al suo eventuale sradicamento.

E in quest&#039;unico nuovo regno globalizzato, vi è anche una zona ricca, appartata, che è quella che gestisce, comanda. L &#039;equivalente - può esserne di volta in volta - di una nazione simbolo. Semmai, all&#039;interno di questo contenitore globale, è la società dei consumi, più che altro, che ha posto, ha generato, delle discutibili condizioni, ovvero: che la donna, anzitutto, sedotta da tale società, dal suo ruolo storico-naturale, non può, non riesce più a starsene a guardare; a meno che la si accontenti in tutto, e con anche dei figli al suo fianco, troverà sempre il suo ideale paradiso.

Ma (di tale società) in base agli eventi e procedimenti presentati poc&#039;anzi, è nel suo progressivo arricchimento e/o spopolamento di alcune principali zone del pianeta (l&#039;Europa soprattutto) che verte il problema della gestione degli umani spostamenti e delle risorse da gestire. Ovvero, attualmente, chi abituato a un tipo di vita dai consumi più o meno elevati (per quanto normali) non basterà più alla produzione regnante e lascerà il posto a nuove leve meno consumistiche (o esigenti) e più produttive, soprattutto dal punto di vista numerico della specie. Forse per abbattere la Cina, bisognerà fare i cinesi. Una guerra mondiale, o diretta, non basta più. Non conviene più. Troppi interessi e troppe responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Mi si perdonerà se prendo spunto, stimoli, ispirazione da questi articoli. Quanto segue:)</p>
<p>Una limpida, terza Roma a Est, non bastò al già Sacro (corrotto e infiltrato) Romano Impero d&#8217;Occidente, a salvare o riconquistare l&#8217;allora Costantinopoli (anziché attaccare Gerusalemme) e a impedire il passaggio secolare di flussi migratori (nonostante, ogni qualvolta, il richiamo storicizzante all&#8217;ultimo tentativo &#8220;teutonico&#8221;). Non basterà la Russia attuale, è evidente, a porre fine o a sbrogliare, questo intrigo. Semmai, in quelle zone, potrà forse cercare un&#8217;ammorbidimento attraverso l&#8217;attuale Israele.</p>
<p>Tutto ciò per dire, che anche le nazioni, in fondo, possono essere considerate come dei ghetti. Dai regni si passò alle nazioni, con la successiva intenzione di distruggerle (o annichilirle) per poi farne un unico nuovo regno. Che è quel che attualmente riscontriamo. Alla Russia, per dismettersi come regno, le inculcarono il Comunismo.</p>
<p>Vi saranno stati uomini politici, rivoluzionari, pensatori dalle opinioni e intenzioni differenti, ma il concetto di fondo, storico, evolutivo, quasi naturale, credo resti questo. Un italiano, un francese, un inglese dalle caratteristiche spiccatamente individuali, non crescerà un suo ospitante in maniera molto diversa da sé (diversamente, ad esempio, dal tedesco, fino a che punto comunque non è dato saperlo). Per cui i concetti di distanza è come se si annullassero. Una lotta cittadina o nazionale impostata su differenze etnico-religiose può essere altresì una lotta etnico-religiosa fra nazioni. O semplicemente una lotta di interesse o di civiltà. Qualcuno direbbe che la prima risulterebbe anche meno peggio. Ma senza dubbio meno onorevole. Solo oltre il buon senso e il buon gusto non vi è più limite. E addirittura oggigiorno, si considererebbe più una sfida, un atto di coraggio &#8211; il risultato del cosiddetto &#8220;nichilismo&#8221; &#8211; il fatto che si possa vivere indifferentemente lontano o vicino dal proprio luogo di nascita o appartenenza. Certo il conquistatore, per quanto attento, non badava troppo al suo eventuale sradicamento.</p>
<p>E in quest&#8217;unico nuovo regno globalizzato, vi è anche una zona ricca, appartata, che è quella che gestisce, comanda. L &#8216;equivalente &#8211; può esserne di volta in volta &#8211; di una nazione simbolo. Semmai, all&#8217;interno di questo contenitore globale, è la società dei consumi, più che altro, che ha posto, ha generato, delle discutibili condizioni, ovvero: che la donna, anzitutto, sedotta da tale società, dal suo ruolo storico-naturale, non può, non riesce più a starsene a guardare; a meno che la si accontenti in tutto, e con anche dei figli al suo fianco, troverà sempre il suo ideale paradiso.</p>
<p>Ma (di tale società) in base agli eventi e procedimenti presentati poc&#8217;anzi, è nel suo progressivo arricchimento e/o spopolamento di alcune principali zone del pianeta (l&#8217;Europa soprattutto) che verte il problema della gestione degli umani spostamenti e delle risorse da gestire. Ovvero, attualmente, chi abituato a un tipo di vita dai consumi più o meno elevati (per quanto normali) non basterà più alla produzione regnante e lascerà il posto a nuove leve meno consumistiche (o esigenti) e più produttive, soprattutto dal punto di vista numerico della specie. Forse per abbattere la Cina, bisognerà fare i cinesi. Una guerra mondiale, o diretta, non basta più. Non conviene più. Troppi interessi e troppe responsabilità.</p>
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