Oggi siamo comunemente posti ed insistentemente in Italia noi tutti e chiunque di noi si muova in una città o addirittura in un paesello sperduto e recondito dello stivale a contatto di individui che non parlano la nostra lingua ci confrontiamo insomma con individui che parlano lingue diverse che non non comprendiamo.
E’ questa una vera e propria Babele!
L’enciclica papale muove dall’esempio della torre di Babele per vaticinare l’Apocalisse ma in senso contrario. La diversità sarebbe un bene e non l’uniformità. Meglio quest’ignoranza reciproca che non un’ Intelligenza Universale che raccolga in un Unicum la diversità delle Fedi.
L’Enciclica Papale nel prologo con cui inizia che è una reprimenda dell’Intelligenza Artificiale è in tutto e per tutto apocalittica in senso proprio perché accanto ai consueti quattro cavalieri dell’Apocalisse ne introduce un quinto che non sapremmo come simboleggiare se non con un abaco a forma di filo spinato od una graticola grata con cui imprigionare il volto di un condannato!
Quest’idea di evocare la Torre di Babele proprio in questo senso era già venuta ed era stata espressa da una singolare figura di semiologo tale Louis B. Salomon in un suo racconto emblematico.
Mi sono ricordato che mi ero imbattuto tanti anni fa in costui leggendo e studiando talune sezioni del Volume SEMANTICA pubblicato nel lontano 1955 dai Fratelli Bocca Editori nell’articolo del nostro Francesco Baroni: “La semantica generale”. Ero allora assai più giovane di adesso ed appassionato delle tesi del Neopositivismo Logico cui sono rimasto ancora oggi aderente. In questo articolo ci cita un racconto stravolto, che non sono riuscito peraltro a recuperare né allora né adesso in cui il disordine babelico che porterà alla rovina del comune progetto di elevare una torre fino ai cieli in cui abita il Dio non subentra per il fatto che tutti parlano lingue diverse ma proprio quando finiranno per parlare la stessa lingua!
In effetti se ci si pensa, ma come dicevo non ho potuto leggere l’originale racconto, è qualora si giunga a parlare una stessa lingua che si genera l’illusione di comprendersi senza pervenire a quel che costituisce la vera comprensione che è un tradurre le parole gli stessi suoni in opere ed azioni oltre l’illusione comunitaria di comprendersi per il fatto che si parla una stessa lingua senza dover verificare all’atto pratico quel che si dice. Facciamo l’esempio che ci tocca:
Chi non è ora a parole dalla parte dell’accoglienza, dell’empatia, della PACE? Chi non pensa usando le stese parole di sapere che cos’è la PACE e la Concordia e tutto il bene che si possa auspicare salvo poi coi fatti a non entrare in competizione. Il quinto cavaliere dell’Apocalisse c’illude con una comune tecnologia di renderci buoni ed eguali e non sospetti e incompresi nei nostri gusci personali in cui ogni identità si perde nell’attaccamento non alla vita in generale ma alla nostra vita personale e scarsamente a quella altrui a meno che non ci si veda intruppati in guerra ad offendere e a difenderci da quel nemico che pensavamo prima di conoscere. In guerra da una parte e dall’altra si è costretti ad andar tutti d’accordo come fu in terreno di morte.
L’ IA sarebbe paradossalmente la più pericolosa delle invenzioni perché capace di illuderci con una comprensione universale che trasformerebbe le differenze singolari, tribali e sociali in uno stesso linguaggio etereo ma vuoto e inconsistente di contenuti uniformemente steso sulle nostre teste da una rete satellitare e/o lungo vie di rame internazionali, mondiali dove ogni credo diverso verrà centrifugato in una stessa poltiglia ideologica che è quanto accade ora a chiunque si appenda come un pesce all’amo al WEB.
Ciò non è del tutto esatto e pensarlo è un usare il torto nei confronti del Papa perché quel che si dice, quel che il Papa afferma è esattamente il contrario di quel che può sembrare ed è del tutto giusto e coerente. E’ perfettamente vero che l’uniformità di pensiero potrebbe essere nella forma dell’Intelligenza Artificiale la catastrofe definitiva, l’accelerazione della fine dell’Umanità.
Dimostrarlo è complicato e procederemo per gradi.
Quel che il Papa afferma nell’enciclica consiste nel vaticinare la rovina dell”Umanità non già come nel caso della torre di Babele per la confusione delle lingue ma per l’adozione universale dell’Intelligenza Artificiale. Così Leone XIV restituendo così all’allegoria biblica il senso proprio che è quello di sfidare il cielo e non tanto quello di erigere un monumento sovrumano. La metafora della confusione delle lingue è secondaria per cui si dovrebbe dire che lo stesso Louis B. Salomon questo linguista americano del passato ha soltanto raddrizzato il senso per una ambiguità interpretativa che spesso si riscontra nel testo sacro che come dicessimo persuadendoci nella lettura se Dio è buono o cattivo! Anche in Salomon interviene il castigo divino per la superbia degli umani ma confonde le loro menti col toglierli la varietà delle lingue. Capita anche a noi che si possa andar più d’accordo con chi non si conosce che non con coloro con cui si sta insieme!
Facciamo un passo indietro per comprendere.
Innanzitutto non siamo noi che parliamo una lingua la nostra ma è una lingua che ci preesisteva a parlare per nostro mezzo imponendosi con l’educazione e l’apprendimento così come non siamo stati noi a donarci la vita ma i nostri genitori. Nessuno di noi ha creato e inventato l’Italiano così come nessun cinese ha inventato finora degli ideogrammi oltre quelli che sono gli stessi da migliaia di anni!
Questa precisazione e le successive sono dettate dalla stessa lingua in cui scrivo e vanno apprese con la massima precisione. Passiamo all’esempio!
Nell’italiano in cui scrivo va distinta la parola SALUTE dai suoi differenti sinonimi. La parola salute viene dal latino dove però non significava la salute fisica così come noi l’intendiamo oggi ma la SALVEZZA!
La salute fisica si chiamava VALETUDO che è la proprietà di un soggetto se valido esser capace di compiere quanto il valore esige. Colui che stesse bene che non soffrisse di una qualche ferita né malanno costui era SANO. Insano è il malato bisognoso di cura. Al riguardo non si può non citare la svista dell’amministrazione di sinistra della regione Emilia Romagna che emise una sanity card che non significa in inglese una tessera per la protezione della salute fisica ma una tessera per la salute mentale. Ciò perché in inglese la salute fisica corporea non è SANITY = SALUTE ma HEALTH parola più ostica per chi non conosce l’inglese com’è la maggior parte degli italiani tranne la Meloni
Ecco allora che il soggetto sarà di volta in volta salvato, sano o valido. Se così non fosse sarebbe invalido, insano di mente, non più salvo, salvato ma definitivamente FISICAMENTE perduto!
Non sono questi giochi di parole ma imposizioni vere e proprie di conoscenza e comportamento che non si possono proprio trasgredire.
La lingua è in sé talmente importante da essere prima che umana divina!
In tal senso il più intransigente dei monoteismi l’Islam ritiene che il Corano sia la parola di Dio senza nessuna mediazione al punto che il Corano va appreso in arabo perché così fu dettato e trasmesso da un angelo a Maometto.
E’ importante, determinante e primaria la parola dapprima parlata e cantata e appresa a memoria e poi scritta.
Coloro che ci parlano una lingua sconosciuta pongono a noi che non comprendiamo la loro lingua lo stesso identico problema che noi poniamo loro! La traduzione tradizione si rende allora necessaria per comunicare.
Ma perché allora non parlare tutti una stessa lingua?
Ed ecco che stiamo entrando per gradi nel paradosso che questo Papa ha suscitato come prima di lui fece Francesco Primo con la sua “Guerra a pezzetti”. Siccome siamo in stato di guerra così oggi imperversa la confusione delle lingue e stanno galoppando verso di noi per travolgerci i 4 Cavalieri dell’Apocalisse cui se ne sta aggiungendo un quinto l’Intelligenza Artificiale IA!
Siamo alla vigilia di una catastrofe se non saremo capaci di porvi rimedio.
Il senso dell’enciclica papale è l’Apocalisse cioè la fine del mondo, di questo mondo, del nostro mondo se non sapremo porvi rimedio.
Il tema principale per ritornare da capo è la salvezza e non già il valore e la validità quel che comunemente un italiano medio non spedalizzato intende come buona salute.
Il tema principale per chiunque italiano e non italiano cristiano non è secondo il Papa lo star più o meno bene fisicamente ma il potersi salvare dalla presente minacciosa rovina e per significare l’enfasi e il pericolo l’allegoria biblica di cui si serve il Papa è quella della Torre di Babele nella forma dell’Intelligenza Artificiale IA.
Eppure …
Il Papa si serve di una metafora allegoria che si trova in un racconto parabola che non mi è stato possibile citare così come me ne sono ricordato a distanza di molti anni.
La metafora allegoria del Papa sul pericolo incombente babelico della IA è lo stesso concetto la stessa allegoria, la stessa trovata che capovolge il mito del racconto biblico in Louis B. Salomon.
La rovina di Babele non sarebbe stata secondo Louis B. Salomon dovuta al fatto che coloro che intrapresero l’opera di costruzione della torre parlassero lingue diverse ma proprio al fatto che finirono per parlare ad un certo momento una stessa lingua!
Quale questa lingua comune? Questa lingua comune è quella della Crescita Economica il grido KRA del Corvo Mal-augurante fuori dell’Arca di Salvezza. Effettivamente che cosa fa il progresso, l’attuale tecnologia se non far sì che tutti parlino la stessa lingua e tutti accedano per mezzo della tecnologia ad un stesso identico universo di senso e significato. Si pensi alla possibilità di acquistare un congegno in grado tramite l’onnipotente presenza della rete di tradurre qualsiasi lingua nella nostra! Non è forse questa la soluzione di una lingua comune e identica per chiunque. Oramai siamo ancora diversi uno dall’altro o non abbiamo tutti lo stesso smartphone? Ci sono malattie che non diventino universali? Ci sono virus che rimangano quieti e buoni laddove si sono generati senza invadere la crosta terrestre? Tutto sta rendendosi eguale e non c’è più luogo che si differenzi da un altro. Tutto sta diventando lo stesso. Tutto si assomiglia. Se un tale possiede la bomba atomica perché non dovrebbe possederla anche quell’altro? Ciò non è che il trionfo dell’eguaglianza sulla diversità, ciò è il dominio della massa sull’individuo, del gruppo sul singolo ed è a questo che mira il presente progresso al punto che una delle sue mete raggiunte sarà la nessuna differenza nella più totale differenza indifferente.
Questo Papa vede giusto e rimette per così dire in piedi testa in giù la parabola di Babele che permane la sfida al creatore sommo nella vertigine di un’altezza che avrebbe voluto attingere al cielo e non una faccenda di lingue diverse che se le lingue permarranno diverse gli uomini cercheranno di tradursi e comprendersi e mostrare con gesti, opere ed azioni che cosa intendono fare invece che blaterare a vuoto le stesse identiche parole senza doverle tradurre in altre lingue per altre persone e ricostruire ciascuno per proprio conto la sua dimora distrutta come accade nella seconda parabola biblica ricordata dal Papa!
Riassumiamo ora la faccenda secondo l’intendimento del Papa.
Il pericolo non è la differenza ma l’eguaglianza.
La rovina dell’umanità sarà questa e si produrrà con la rovina del singolo ridotto a specie umana con la perdita della sua differenza ma soprattutto dell’individualità.
Se ciò sarà il prodotto di IA si dovrà aggiungere ai 4 cavalieri dell’Apocalisse un quinto il cavaliere dell’Eguaglianza dell’Intelligenza IA, della supremazia dell’algoritmo logico matematico che altro non è se non un pallottoliere elettronico. Nessuno degli odierni profeti può vantare un’intelligenza pari a quella di Blaise Pascal colui che definì a suo l’uomo come una canna pensante. Se infatti diventassimo tutti eguagli, tutti parlanti una stessa lingua, tutti sudditi di una stesso Credo cioè Tutti con una sola e unica religione teocratica od atea come la Scienza che si ritiene superiore alle altre che senso avrebbe essere non dico così in tanti ma nemmeno due di diversi come uno scienziato maschio ed una scienziata femmina celibi, un califfo ed una califfa che non fanno l’amore e così via fino a un io ed un tu ed un egli od una lei?
L’Intelligenza artificiale nella banalità di un progetto che sia monocorde consumista universalistico risulta essere totalmente idiota e deleteria.
La fine dell’umanità potrebbe anche non essere tragica ma semplicemente ridicola e poco seria!
Ovviamente anche per noi che scriviamo il problema della serietà s’impone. Essere diversi uno dall’altro pacifici e tolleranti in 8 miliardi non è come esserlo in 2 un lui e una lei che è il numero minimo perché la specie continui a riprodursi e a vivere sempre che copulino!
Ogni calcolo politico che non prenda in considerazione la maternità come offerta sacramentale o lesbismo sacro e individuale progetta la più orribile delle conclusioni per questo processo evolutivo generatosi da sé o per il volere di un Dio in cui credere oltre gli umori di una stagione atmosferica
Renato Padoan E.S.P.
Eretico Statale in Pensione



