8 Ottobre 2025
Attualità

Funzionariamente disfunzionale – Gianluca Padovan

 

A Milano il nuovo “casus belli”?

A Milano è stata varata la nuova ondata di “mani pulite” lavate con lo sbiancante ottico?

A Milano si profila il bubbone del “mattone d’oro”, meglio inquadrabile come del “cemento armato”… o forse solo “dis-armato”?

Che cosa sta accadendo nell’unica vera metropoli d’Italia?

Non lo so, ma posso però avanzare una osservazione.

Oggi bersagliare “il politico” è diventato lo sport nazionale secondo solo al gioco del Calcio (scritto con la Ci maiuscola!). D’altro canto, perché sottacerlo, lo hanno insegnato i politici stessi al Popolo. Costoro, ovvero i politici, assai di rado “fanno politica”. In genere contestano quello che ha detto o fatto il così detto “avversario di partito”, si lagnano, magari s’insultano, ma poi si ritrovano sempre a mangiare alla tavola perfettamente imbandita. Oppure devono farsi “portavoce” del reuccio di questa “tal cosa” o del “magnate di quella talaltra industria”. Qualcheduno, sussurrano le malelingue, si adopererebbe per gli interessi anche militari d’altre nazioni.

Costoro non hanno alcun tipo di spessore.

Ovviamente vi sono le sane eccezioni.

Altrettanto ovviamente tutti ci dimentichiamo, un po’ perché l’ulcera fa presto a manifestarsi, un po’ per mera ignoranza, che il Regno d’Italia è stato sconfitto nella Seconda Guerra Mondiale. Questo ha fatto sì che il Trattato di Parigi del 1947, valido solo in lingua francese, abbia reso la così detta Repubblica d’Italia e il suo Popolo dei semplici sudditi d’altri.

Per quale motivo sgranate gli occhi, increduli? Ve lo siete mai letto?

Anni addietro un “vecchio” del Partito Comunista Italiano disse più o meno testualmente che “il Parlamento è come un treno che viaggia su prestabiliti binari e i parlamentari sono dei viaggiatori la cui unica cosa che possono decidere è il colore delle carrozze”. Non ricordo il suo nome, ma credo che i suoi “compagni”, dopo tale dichiarazione, lo abbiano mandato a lavare i cessi pubblici per il resto dei suoi giorni.

 

La lingua batte dove il dente duole.

E vengo -infine- al dunque.

Quando qualcosa non funziona si dà la colpa al “politico” di turno. Troppo facile. È come giocare al pallone contro una squadra priva del portiere.

In realtà occorre invece guardare bene quello che fanno i “funzionari”: sono assunti, stabili, conoscono ogni dettaglio delle pratiche passanti tra le loro mani, mese dopo mese, anno dopo anno. Ed è assai più difficile controllare loro che i politici.

Costoro, ovvero i “funzionari”, non li trovi sul giornale, ad aprire bocca su YouTube, in televisione e via discorrendo.

E sono assai difficili da attaccare. Perché, se sono lì il motivo è lapalissianamente ovvio: hanno certamente una solida appartenenza politica. Hanno un colore, ma da fuori non lo vedi. E sono ripagati lautamente. Sono le fondamenta costruite dal partito con pazienza e costanza nel tempo.

Se vogliamo che qualche cosa cambi abbassiamo il tiro e togliamo dalla conduzione della metropoli anche e soprattutto i “funzionari” disfunzionali. Ovvero la base tarlata.

Il resto, accidenti -anche in questo caso-, sono solo dettagli.

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