26 Ottobre 2025
Islam

Eurabia? – Gianluca Padovan

Certamente!

“Certamente, andate avanti voi, che io rido”. A denti stretti, ovviamente.

Sono Veneto, per esattezza Veronese, con qualche frangia di parentado affacciata alla Laguna di Venezia. E vengo subito al punto.

Tutti i mussulmani riconoscono in Maometto, vissuto a cavallo tra VI e VII secolo, il loro profeta. E conoscono il Corano, libro sacro dell’islam.

Dal VII secolo i Veneziani e i loro alleati difendono Adriatico e Mediterraneo dalla pressione mussulmana. E lo hanno fatto con sangue e sacrificio fino alla fine del XVIII secolo, ovvero fino allo sgambetto del massone pentito Napoleone Bonaparte. Pertanto, dichiaratamente, non mi si può abbindolare con la favola della così detta “eurabia”. E, comunque, men ché meno con quella della mefistofelica “eurasia”.

 

Turchi

L’errore più clamoroso che possa compiere l’intera Europa è accogliere in seno ad essa la Turchia fino a che vi saranno i turchi mussulmani. Un passo per tutti, di qualche annetto fa: «La Turchia conta oggi più di 70 milioni di abitanti, e le proiezioni demografiche disegnano un grafico della natalità in forte ascesa. Già oggi, la Turchia porterebbe a Bruxelles il secondo gruppo parlamentare numericamente più forte, dopo la Germania Federale. L’entrata in Europa della Turchia contribuirebbe fatalmente a leggi comunitarie per contrastare l’islamofobia (termine allarmistico coniato dai progressisti per colpire tutti coloro che hanno capito ciò che sta accadendo), a un rinnovato slancio nella costruzione di moschee, all’inserimento della cultura islamica nei programmi scolastici e educativi della UE “per favorire la reciproca comprensione”, alla moltiplicazione di partiti islamici nelle nazioni europee, sincronici nell’appoggiare le iniziative politiche dei parlamentari turchi. Il politologo turco Nazni Arifi, non ha dubbi al riguardo: “Entrata la Turchia in Europa, entro un decennio l’Europa sarà islamizzata (“Avvenire”, 26 maggio 1999, p. 2. Intervista a Dragor Kalaijc). “Gli europei sono malati. Daremo loro le medicine. Tutta l’Europa diventerà islamica. Conquisteremo Roma” [in grassetto nel testo. N.d.A.]. Dichiarazione rilasciata nel 1989 dall’ex primo ministro turco Erbakan (“Lepanto”, rivista della Fondazione Lepanto, n. 178, giugno 2009, p. 4 -articolo di Mauro Faverzani-)» (Ibidem, p. 106).

 

Tradizione?

Attenzione, a proposito delle altrui tradizioni: innanzitutto occorre capire chi siano i Turchi, giunti in tempi relativamente recenti nella penisola anatolica e dopo averne massacrato le popolazioni locali. Non si scordi il genocidio del popolo Armeno, culminato ai primi del XX secolo con almeno un milione di persone fatte marciare nel deserto fino a farle morire di stenti.

Parlando dell’Europa così scrive Renato Biasutti: «Meglio conservati sono i nuclei Turco-tatari, sul margine orientale, i quali, se hanno dovuto cedere le parti migliori del loro territorio alla moderna colonizzazione russa avanzante lungo le valli fluviali, sono però essi stessi un elemento etnico intruso di recente in Europa: essi sono infatti penetrati nell’Europa orientale soltanto nel Medioevo, come estensione delle migrazioni barbariche asio-europee attraverso la zona centrale delle steppe» (Renato Biasutti, Le nazioni europee e la loro composizione etnica, in Renato Biasutti, Le razze e i popoli della Terra. Volume secondo Europa – Asia, Quarta edizione riveduta e aggiornata, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1967, p. 4).

Ad esempio, per quanto concerne l’Asia centrale, a est del basso corso del fiume Volga e del Mar Caspio abbiamo genti d’etnìa turca: Kazaki, Turcomanni, Uzbeki, Kirgizi, Uighuri, etc. (Renato Biasutti, José-Manuel Gomez-Tabanera, I popoli dell’Asia Minore, del Caucaso e dell’Iran, in Renato Biasutti, Le razze e i popoli della Terra. Volume secondo Europa – Asia, Quarta edizione riveduta e aggiornata, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1967, p. 462).

 

Coercizione

Ora fatevi due conti sul futuro dei vostri figli e nipoti. I Giannizzeri (dal turco yeniçeri, “nuovo soldato”) sono il principale corpo scelto dell’impero ottomano, istituito nel XIV secolo e composto prevalentemente da giovani di famiglie cristiane arruolati con coercizione e ostaggi della nobiltà europea soggiogata dai mussulmani. Il 29 maggio 1453 cade con Costantinopoli l’ultimo lembo dell’Impero Romano d’Oriente, conquistato dai turchi ottomani islamizzati, guidati dal sultano Maometto II. Costui potrebbe essere a buon conto soprannominato “il pederasta”, perché era nota la sua inclinazione verso i giovincelli. Un paio di episodi per tutti ricordano che pretese il figlio quattordicenne (definito di “eccezionale bellezza”) di Luca Notaras, avente la carica di Megadux in Costantinopoli, ma il padre oppose fermo rifiuto. Lui e i due figli vennero giustiziati. Al giovane figlio di Giorgio Frantzes (segretario dell’imperatore Costantino) le cose non andarono meglio: «il ragazzo venne ucciso dal sultano per essersi rifiutato di piegarsi alle sue brame» (Steven Runciman, Gli ultimi giorni di Costantinopoli, Edizioni Piemme, Casale Monferrato 1997, p. 195).

Inoltre: «Si disse che Maometto avesse mandato quattrocento bambini greci in dono ad ognuno dei tre principali potentati mussulmani dell’epoca: il sultano d’Egitto, il re di Tunisi e il re di Granata» (ibidem, p. 193).

 

Santa Sofia di Costantinopoli

Santa Sofia, cattedrale ufficiale dell’impero Bizantino, è tramutata in moschea e tale rimane fino al 1931 per essere “convertita” in museo nel 1935. La dea greca Artemide aveva per simbolo la “falce di luna” (o impropriamente “mezzaluna”), ed era la divinità protettrice di Bisanzio–Costantinopoli. Il suo simbolo compariva sulle monete, su numerosi edifici della capitale dell’Impero e anche sulla cattedrale Santa Sofia. Con la conquista il sultano e i mussulmani adottarono il simbolo a loro estraneo, ma reputato “magico” e “di buon auspicio”, ovvero la “falce di luna”. Oggi la cattedrale di Santa Sofia è riconvertita in moschea per il fermo intento del “presidente” della repubblica di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, massone affiliato alla loggia Hathor Pentalpha.

Attenzione: i “veri mussulmani” hanno la bandiera verde o nera (da guerra) con un versetto del corano, non con la mezzaluna.

 

Il “papa buono” della bergamasca

Sul “papa buono”, sul quale gli Italiani innanzitutto dovrebbero cominciare a farsi i classici “due conti”, leggiamo: «Vale la pena aprire una parentesi sul fratello Angelo Giuseppe Roncalli? Eccome. Dopo anni di chiacchiere sulla sua appartenenza al mondo dei grembiulini, ecco che Massoni ne fornisce i dettagli. Il “papa buono” ha ricevuto la sua prima iniziazione massonica a Istambul, nel 1940, presso la Ur-Lodge “Ghedullah”, allora come oggi appassionatamente impegnata nello studio della kabbalah e della tradizione dei Rosacroce. Negli archivi della “Ghedullah” – e Magaldi giura di averli compulsati – esiste ancora “ampia documentazione” della sua affiliazione come apprendista, così come dei suoi passaggi di grado a compagno d’arte e poi, nel 1943, a Maestro libero muratore. Non solo. Roncalli, arrivato a Parigi nel 1944 come nunzio apostolico, nel 1949 ha ricevuto la seconda iniziazione presso l’agguerritissima Ur-Lodge progressista “Montesquieu”, che gli ha riconosciuto un quarto grado di Maestro legislatore. Non ancora pago, grazie alla mediazione dei fratelli della “Ghedullah” che erano in contatto con la “Ioannes”, altra Ur-Lodge sovranazionale, nel 1950 si è fatto iniziare ufficialmente come fratello rosacroce» (Gioele Magaldi -con la collaborazione di Laura Maragnani-, Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, op. cit., pp. 29-30).

 

Concludendo…

Tanto per cominciare… cercate di essere un po’ meno disinformati: leggetevi (finalmente!) la Bibbia con Vecchio e Nuovo Testamento e poi il Corano. Fatto questo già da soli sarete in grado di fare i corretti paragoni e senza bisogno delle esegesi. Tanto per darvi un’imbeccata, Ereticamente ha già pubblicato il mio articolo “Togliamoci il velo dell’ipocrisia”.

Dimenticavo: se dovete intraprendere degli affari di lavoro con una società, oppure per amicizia affiliarvi ad un gruppo ludico-sportivo, che fate innanzitutto? Guardate bene chi siano costoro, ovviamente.

Per quale arcano motivo taluni personaggi di “cultura” e di “politica” che frequentano i centri islamici italiani non si sono mai peritati di leggere nemmeno una paginetta del Corano?

 

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