10 Maggio 2026
venticinqueaprile

ESSERE RAZIONALI e fratti come i numeri razionali – Renato Padoan

 

 

25 aprile, La Russa: “Rifarei omaggio a partigiani e
caduti Repubblica Salò” “Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana. Ci andavo in forma privata perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazione che, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa. E lo rifarei”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine dell’apertura delSalone del Mobile rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto se festeggerà il 25 aprile. LEGGI La Russa al Salone del Mobile: “II 25 aprile rifarei omaggio a partigiani e caduti Repubblica Salò”

 

Sono perfettamente d’accordo con quanto ha detto e fatto La Russa. Coloro che sono morti di seconda guerra mondiale non sono morti da partigiani perché non esisteva allora come adesso  la Partigiania e nemmeno la Russia se è per questo! Io come altri presumo mi sento Italiano e non partigiano né fascista perché prima di essere italiano sono stato veneziano e lo sarei ancora se la storia guidata allora da un Imperatore che falli miseramente il suo sogno paneuropeo non avesse sacrificato quello che fu uno Stato eccellente come gli altri dell’Italia di allora la Repubblica di Venezia. L’Italia fu più grande quando non fu malamente unita per servire le mire egemoni di altri Stati più possenti come la Francia e l’Inghilterra. Ora siamo daccapo. Esistono gli Stati e con essi le culture che sono ancora diverse e si oppongono. L’Iran è una cultura diversa dalla nostra che personalmente non mi piace ma non mi piace nemmeno la nostra volta al consumismo e alla banalità. Il Petrolio non è soltanto benzina è il delirio di una chimica che sta stravolgendo tutto. Su questo tema occorre riflettere per evitare la catastrofe!

 

 AVVERTENZA

 

E’ per una forma di rispetto nei confronti del lettore che premetto alla mia elucubrazione quest’avvertenza. Chiunque pensi che il Fascismo, il Nazismo fino al regime di Pol Pot siano da condannare e che rappresentino l’assolutezza del male e così ora per aggiornamento che la Russia di Putin, gli USA di Trump, l’Israele di Netanyahu vadano combattuti e perseguiti non devono perder tempo a leggermi perché l’intento di questa dissertazione è che persino nei peggiori vi sia qualcosa di buono e di teoricamente invincibile. Come può accadere ciò? La risposta è semplice! Basta essere razionali o in mancanza di meglio super umani cioè divini. Siccome siamo per lo più uomini sarebbe meglio lasciar perdere e dedicarsi ad altre letture. Spiegherò pertanto che cosa significa essere razionale e per chi ne è capace in un secondo incontro essere divino sia professionalmente come un Papa o in modo soprannaturale come un Cristo.

 

IL VASO DI RUBIN[1]

In questa versione del vaso di Rubin, che spero soltanto non sia un abuso grafico, è possibile vedere, per chi lo sa evidentemente,  due profili affrontati del duce Benito Mussolini! Quest’espressione di mento volitivo romagnolo fu dapprima modello virile e poi caricatura.

Coloro che possono ritenersi razionali possono vedere ora Mussolini ed ora una Coppa di vittoria, mentre se si dovesse finire per vedere null’altro che il Duce o La Coppa sarebbe il caso di farsi visitare da un qualche psichiatra residuale. Continuare a esorcizzare il fascismo come se esistesse, sia esistito da solo è una patente manifestazione di irrazionalità cioè del non saper far uso dei numeri razionali. Il Fascismo non sarebbe potuto esistere se non ci fosse stato il non Fascismo e viceversa secondo gradazioni diverse i Partigiani non avrebbero conseguito il loro merito specifico se non ci fossero stati i Fascisti.

L’ambiguità se si pretende l’univocità non può che essere disvalore, mentre se si considera l’aspetto di economia l’ambiguità è valore. Che un soggetto sia ambiguo, che una moneta per aria non dia l’esito scommesso di testa o croce … ciò è inquietante e disdicevole, ma nessuno scommetterebbe mai su di una moneta con due teste o due croci se non un baro! La scommessa sta proprio in questo. Non vi è nessuna eccitazione nella necessità ma solo nella sorpresa. Il bene e il male, valore e disvalore si rendono necessari alla speranza. Si insiste poco sul fatto che la speranza è per suo statuto a priori del tutto incerta. Se l’esito fosse prevedibile la speranza cesserebbe la sua ragione d’essere e con essa forse la disperazione stessa. E’ l’incertezza, l’ambiguità che generano la speranza di un futuro migliore. Il futuro accoglie l’ambiguità congenita di un destino.

Il vantaggio economico dell’ambiguità risiede tutto nella constatazione che uno stesso supporto o sostrato supporta una duplice informazione. Questo è quanto insistono quelle pubblicità che dicono “Paghi uno e prendi due”. Il valore è proprio questo che una stessa cosa sono due cose insieme. Lo svantaggio è però che l’ambiguità non può che mostrarne una alla volta. Ma il fatto che non possa che mostrane una alla volta è altresì il vantaggio dell’unicità. Come nelle figure ambigue una stessa figura si mostra ora come coppa e ora come due profili, la scala sale verso l’altro o scende verso il basso, il volto della Megera è il profilo delicato di una Damina, … e così via come nel profluvio degli esempi che la percezione dei modelli esibiti ci offre.

Propongo ora di chiamare coloro che pensano che Mussolini sia stato con il Fascismo il male assoluto e così ora Trump il partito dei NOBUNAGA. Dapprima l’aneddoto e poi il perché.

Il nome Nobunaga è un vero e proprio encomio complimento che letteralmente si traduce con la dote massima del Confucianesimo per un uomo superiore e che è esattamente l’espressione uomo di parola poiché risulta dalla combinazione di uomo + parola parlata NOBU più NAGA che è l’ideogramma che significa lungo come una chioma di capelli cioè grande ed eccelso. La somma NOBUNAGA può tradursi come la sommità morale e intellettuale di un uomo eccezionale, che è però nel nostro caso il vertice dell’astuzia strategica.

Un grande guerriero che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il Nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi. Durante la marcia si fermò a un tempio scintoista e disse ai suoi uomini: “Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino”. Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà. “Nessuno può cambiare il destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia. ”No davvero” disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

(tratto da 101 STORIE ZEN – Adelphi)

 

Chi sono i NOBUNAGA di adesso?

Mai come ora appare come evidentissima la stupidità degli umani SA, mai come ora che sono assurti al maximum dell’Intelligenza dotandosi dopo la loro propria anche di una supplementare IA Intelligenza Artificiale come se la precedente SN cioè stupidità naturale non fosse sufficiente. L’umanità sta ora diventando totalmente stupida come avrò modo di dimostrare.

La stupidità che affligge l’umanità non è come quella che fu definita dal nostro grande Cipolla. E’ più congenita e devastante quasi al modo di un cancro.  Il punto di vista di Cipolla nel suo saggio sulla stupidità è che si distinguano 4 comportamenti fondamentali che sono:

1) colui che fa il bene per sé e per gli altri

2) colui che fa il male per sé e il bene per gli altri

3) colui che fa il bene per sé e il male per gli altri

4) colui che fa il male a sé e agli altri.

Questa mia è una semplificazione notevole che non rende atto all’intelligenza del testo che è però è a parer mio critica in un punto e cioè che stupido sarebbe l’atteggiamento di colui che fa del male agli altri e non fa del bene a sé stesso. Fare del male agli altri e non fare del bene a sé stessi sarebbe da stupidi. Il mio punto di vista invece è che vi è dell’intelligenza anche nella perfidia suicida per cui non se ne viene fuori. O si è sempre intelligenti o si è più o meno stupidi. La stupidità non sta nel rapporto relativo di male bene inferto, procurato o subito ma in una economia della mente che tende all’assoluto cioè a credere che possa esservi il tutto bene ed il tutto male e in tal caso stupidi sarebbero coloro che pensano che possa aversi il tutto bene od il tutto male, egualmente stupidi e stupiti seguaci dell’assoluto.

Freud con il quale pienamente concordo alla fine della sua vita introdusse il concetto di mortido opposto alla libido e come la libido è pulsione di vita la mortido è pulsione di morte. Fintantoché queste pulsioni riescono bilanciate è probabile che la vita si mantenga comunque ma se l’una o l’altra prevalesse dovremmo attenderci un qualcosa che fu definito dai teologi APOCATASTASI.

Nel frattempo nonostante le cattive e le buone intenzioni l’aspetto della crosta terrestre non è mai parso canceroso come oggi. Al riguardo si vedano gli indimenticabili prodotti filmici di Godfrey Reggio come CHAPPAQUA.[2] Non serve la guerra per mandare a catafascio il mondo lo può fare benissimo anche questa pace industriale ed industriosa per questa umanità esclusiva di viventi superfetata. Una decina di miliardi di umani che aspirino alla civiltà degli USA o a quella promessa della nostra Costituzione sono più che sufficienti nello spazio di poche generazioni per liquidare la biosfera.

Finirà senz’altro male! Coloro che hanno figli e nipoti dovrebbero preoccuparsi. Gli uomini sono totalmente dominati dall’idea del Fuoco e la Chimica ha totalmente stravolto l’interscambio natura cultura. Si dovrebbe avere l’onestà di ammettere che taluni assetti sociali si reggono sulla base della droga la quale eccita i soldati in guerra e deteriora e controlla l’aggressività giovanile negli stati pacifici. Se il popolo della droga invece che essere intemperante fosse disciplinato e laborioso assisteremmo all’enfasi e al trionfo di un regime non molto diverso da quello che fu il nazismo.

Il male come un cancro[3] capace di varcare i confini è il venir meno del rapporto tra quei termini che si confrontano cioè il passaggio dalla ragione regione alla totalità sia del male come del bene. Alla perdita della ragione nel senso del limite e della differenza che sono i postulati della ragione si sostituisce l’assoluto che è soltanto di pertinenza ultraterrena che come vedremo nella seconda parte cioè in quella teologica che seguirà questa riflessione. Nell’esperienza degli umani non si dà il tutto male come il tutto bene e insistervi è demenziale.

Ci si chieda allora che cos’è la ragione per non precipitare ulteriormente La ragione funziona come l’ago nel pagliaio. Difficile è rinvenire la ragione ago nel pagliaio, ma è soprattutto difficile rinvenire la ragione se non si sa cosa sia.

Per sapere che cosa sia la ragione ci si deve valere di una metafora più che usata che è quel che significano i numeri così detti razionali. I numeri razionali cioè le frazioni rappresentano adeguatamente la ragione. Ma che cosa sono i numeri razionali?

I numeri razionali come ½, ¾, ¼ a differenza dei numeri naturali come 1,2,3 ecc. non sono né posizioni né grandezze. Se non si dice di che cosa ½ è la metà non si sa quanto grande sia. Mezzo elefante è più grande di una mezza pulce ma è più piccolo di una mezza nave.

La ragione è fatta così nel senso che ci parla di rapporti e non di cose. Se si dice che un tale è più intelligente di un altro senza stabilire che cosa sia l’intelligenza non se ne viene a capo.

La ragione è tale fintantoché considera, prende in considerazione dei rapporti senza stabilire però quale sia il sostrato, la cosa cui ci si riferisce. Chi non è razionale cioè uno stupido è uno che in questa versione del test di Rubin vede soltanto il faccione affrontato di Mussolini oppure una coppa ed un calice ma non tutti e due alternativamente.

L’intelligenza per essere razionale è ambigua e chi non coglie il male nel bene od il bene nel male è uno stupido perfetto.

Nel fascismo vi fu del buono come nella democrazia c’è del marcio. Non riconoscerlo è perfetta stupidità nel senso che si possiede un cervello interrotto che non oscilla di fronte al test di Rubin e che non riesce che a vedere Mussolini o la Coppa democratica ma non l’una e l’altra.

Lo stupido crede che si possa avere sia la moglie ubriaca che la botte piena o per usare una variante francese di questo detto avere il burro spalmato e insieme i soldi che è costato quel burro.

La pace e la guerra sono inscindibili come lo sono la politica e la guerra. Se si volesse la pura pace eterna occorrerebbe estinguere la politica stessa che è lotta e confronto  e condurre una guerra senza pause fino all’estinzione propria o del nemico. La pura pace perfetta è come un Robinson che avesse rinunciato al seguito del suo naufragio.

Robinson Crusoe per un finale alternativo

RN – Prova tu che senz’altro saprai farlo a scrivere in breve un epilogo diverso per la storia di Robinson Crusoe il quale abituatosi a stare da solo decide di non farsi più trovare nell’isola in cui era capitato.
DS – Quando la nave si avvicinò all’orizzonte, Robinson non accese il fuoco di segnalazione. Si nascose tra le grotte dell’entroterra, guardando la goletta ancorarsi e ripartire senza di lui. «Qui ho imparato a essere uomo senza padroni né preghiere» mormorò. E restò sull’isola, sovrano della propria solitudine, finché la barba gli divenne bianca e il mare non seppe più il suo nome.

 

note

[1] L’illusione ottica chiamata Vaso di Rubin prende il nome dal suo ideatore, lo psicologo danese Edgar Rubin. Rubin la introdusse intorno al 1915 mentre studiava come il cervello umano distingue tra figura (l’oggetto principale) e sfondo. In questa immagine famosa, puoi vedere alternativamente: un vaso al centro (se percepisci la parte chiara come figura), oppure due profili umani che si guardano (se percepisci la parte scura come figura). Il nome quindi non deriva da ciò che si vede (che può cambiare!), ma semplicemente dal cognome dello studioso che l’ha creata e utilizzata nei suoi esperimenti sulla percezione visiva. In breve: si chiama così perché è il “vaso” descritto da Rubin, non perché il vaso sia l’unica interpretazione possibile.

[2] Chi voglia affliggersi per il futuro dovrebbe ammirare questi documentari che per ovvi motivi non sono di comune fruizione!

[3] Cancro è parola che in paretimologia si potrebbe derivare dalla radice KAR che è la stessa di creare, crescita ecc. e dalla radice KEN di kineo verbo greco che significa moto eccitazione.

1 Comment

  • paola stella 25 Aprile 2026

    Di straordinario interesse ~ Dissertazione articolata e approfondita ~ NB Lo sfondo nero e’ riposante per chi ama leggere… ~ Blog pregevole ~ Argomenti trattati con competenza, intelligenza, e rispetto …

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