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	Commenti a: Essenzialità e proporzione nella visione del mondo indoeuropea	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
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		Di: flores		</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 17:03:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio Arminio, so bene che Nietzsche si laure&#242; in filologia classica e che ebbe grandi maestri sotto quel profilo culturale. Tuttavia i libri che le ho citato, oltre agli stessi testi nicciani, dimostrano che il nostro filosofo (che io amo) non aveva compreso bene n&#233; il vero senso della dialettica originaria e neppure che per i Greci antichi l&#039;uomo era uno &quot; zoon politikon&quot; come ci ha giustamente tramandato Aristotele. Comunque grazie per la sua risposta. Cordialmente la saluto. Flores]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Arminio, so bene che Nietzsche si laure&ograve; in filologia classica e che ebbe grandi maestri sotto quel profilo culturale. Tuttavia i libri che le ho citato, oltre agli stessi testi nicciani, dimostrano che il nostro filosofo (che io amo) non aveva compreso bene n&eacute; il vero senso della dialettica originaria e neppure che per i Greci antichi l&#8217;uomo era uno &#8221; zoon politikon&#8221; come ci ha giustamente tramandato Aristotele. Comunque grazie per la sua risposta. Cordialmente la saluto. Flores</p>
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		Di: flores		</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 17:03:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio Arminio, so bene che Nietzsche si laure&#242; in filologia classica e che ebbe grandi maestri sotto quel profilo culturale. Tuttavia i libri che le ho citato, oltre agli stessi testi nicciani, dimostrano che il nostro filosofo (che io amo) non aveva compreso bene n&#233; il vero senso della dialettica originaria e neppure che per i Greci antichi l&#039;uomo era uno &quot; zoon politikon&quot; come ci ha giustamente tramandato Aristotele. Comunque grazie per la sua risposta. Cordialmente la saluto. Flores]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Arminio, so bene che Nietzsche si laure&ograve; in filologia classica e che ebbe grandi maestri sotto quel profilo culturale. Tuttavia i libri che le ho citato, oltre agli stessi testi nicciani, dimostrano che il nostro filosofo (che io amo) non aveva compreso bene n&eacute; il vero senso della dialettica originaria e neppure che per i Greci antichi l&#8217;uomo era uno &#8221; zoon politikon&#8221; come ci ha giustamente tramandato Aristotele. Comunque grazie per la sua risposta. Cordialmente la saluto. Flores</p>
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		Di: Giuseppe Arminio De Falco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arminio De Falco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 17:49:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Flores, il mio intento non era affatto mirato ad includere Nietzsche nell&#039;alveo dei pensatori riferibili a questa visione del mondo (sarebbe stato un abbaglio enorme) , bens&#236; ho preso a prestito un tema della sua filosofia giovanile per spiegare un p&#242; meglio certe cose. Secondo la mia modesta opinione la visione del mondo indoeuropea si erge su due pilastri fondamentali: quello appunto del &quot;metron&quot; e quello della &quot;hybris&quot; come lei stesso ha ricordato. Nietzsche &#232; senz&#039;altro ascrivibile appieno al secondo di questi. Quanto al fatto che Nietzsche non conoscesse molto bene il mondo greco antico mi sembra un p&#242; azzardato, la sua formazione di filologia classica fu piuttosto ampia. Quanto alla questione riguardante le categorie dell&#039;apollineo e del dionisiaco, beh, mi pare di ricordare che Nietzsche stesso li intendesse comunque come interconnessi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Flores, il mio intento non era affatto mirato ad includere Nietzsche nell&#8217;alveo dei pensatori riferibili a questa visione del mondo (sarebbe stato un abbaglio enorme) , bens&igrave; ho preso a prestito un tema della sua filosofia giovanile per spiegare un p&ograve; meglio certe cose. Secondo la mia modesta opinione la visione del mondo indoeuropea si erge su due pilastri fondamentali: quello appunto del &#8220;metron&#8221; e quello della &#8220;hybris&#8221; come lei stesso ha ricordato. Nietzsche &egrave; senz&#8217;altro ascrivibile appieno al secondo di questi. Quanto al fatto che Nietzsche non conoscesse molto bene il mondo greco antico mi sembra un p&ograve; azzardato, la sua formazione di filologia classica fu piuttosto ampia. Quanto alla questione riguardante le categorie dell&#8217;apollineo e del dionisiaco, beh, mi pare di ricordare che Nietzsche stesso li intendesse comunque come interconnessi.</p>
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		Di: Giuseppe Arminio De Falco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arminio De Falco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 17:49:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Flores, il mio intento non era affatto mirato ad includere Nietzsche nell&#8217;alveo dei pensatori riferibili a questa visione del mondo (sarebbe stato un abbaglio enorme) , bens&igrave; ho preso a prestito un tema della sua filosofia giovanile per spiegare un p&ograve; meglio certe cose. Secondo la mia modesta opinione la visione del mondo indoeuropea si erge su due pilastri fondamentali: quello appunto del &#8220;metron&#8221; e quello della &#8220;hybris&#8221; come lei stesso ha ricordato. Nietzsche &egrave; senz&#8217;altro ascrivibile appieno al secondo di questi. Quanto al fatto che Nietzsche non conoscesse molto bene il mondo greco antico mi sembra un p&ograve; azzardato, la sua formazione di filologia classica fu piuttosto ampia. Quanto alla questione riguardante le categorie dell&#8217;apollineo e del dionisiaco, beh, mi pare di ricordare che Nietzsche stesso li intendesse comunque come interconnessi.</p>
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		Di: flores		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[flores]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 14:40:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti per il lavoro espresso in modo chiaro ed assai interessante. Tuttavia mi si consenta di rilevare un appunto molto discordante riguardo Nietzsche. Nella &quot;Nascita della tragedia&quot; (opera influenzata in modo decisivo da J. Burckhart) la concezione dei contrari da parte del filosofo non &#232; affatto da intendersi come la dottrina di contrari contrastanti, concordanti e complementari, bens&#236; i contrari sono intesi in modo dualistico e non monistico. Consiglio a tal riguardo le letture di  &quot;Cavalcare la tigre&quot; di J. Evola, di &quot;La filosofia di Nietzsche&quot; di E. Fink, e di &quot;Dopo Nietzsche&quot; di G. Colli.  Inoltre Nietzsche nonostante la tesi di laurea su Teognide  e una  opera giovanile sulla filosofia dell&#039;et&#224; tragica dei Greci non conosceva molto bene il mondo greco antico, poich&#233; egli &#232; in realt&#224; il filosofo della &quot;hybris&quot; ( della dismisura e sfrenatezza) e non del &quot;peras&quot;  o del &quot;metron&quot; e tantomeno comprendeva il senso comunitario della &quot;polis&quot;. Ci&#242; non toglie che egli sia stato un genio profetico, ma ci sono certamente aspetti dilettanteschi nella sua filosofia. Il sign. Arminio non me ne voglia, ma cos&#236; &#232;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per il lavoro espresso in modo chiaro ed assai interessante. Tuttavia mi si consenta di rilevare un appunto molto discordante riguardo Nietzsche. Nella &#8220;Nascita della tragedia&#8221; (opera influenzata in modo decisivo da J. Burckhart) la concezione dei contrari da parte del filosofo non &egrave; affatto da intendersi come la dottrina di contrari contrastanti, concordanti e complementari, bens&igrave; i contrari sono intesi in modo dualistico e non monistico. Consiglio a tal riguardo le letture di  &#8220;Cavalcare la tigre&#8221; di J. Evola, di &#8220;La filosofia di Nietzsche&#8221; di E. Fink, e di &#8220;Dopo Nietzsche&#8221; di G. Colli.  Inoltre Nietzsche nonostante la tesi di laurea su Teognide  e una  opera giovanile sulla filosofia dell&#8217;et&agrave; tragica dei Greci non conosceva molto bene il mondo greco antico, poich&eacute; egli &egrave; in realt&agrave; il filosofo della &#8220;hybris&#8221; ( della dismisura e sfrenatezza) e non del &#8220;peras&#8221;  o del &#8220;metron&#8221; e tantomeno comprendeva il senso comunitario della &#8220;polis&#8221;. Ci&ograve; non toglie che egli sia stato un genio profetico, ma ci sono certamente aspetti dilettanteschi nella sua filosofia. Il sign. Arminio non me ne voglia, ma cos&igrave; &egrave;.</p>
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		Di: flores		</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 14:40:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti per il lavoro espresso in modo chiaro ed assai interessante. Tuttavia mi si consenta di rilevare un appunto molto discordante riguardo Nietzsche. Nella &quot;Nascita della tragedia&quot; (opera influenzata in modo decisivo da J. Burckhart) la concezione dei contrari da parte del filosofo non &#232; affatto da intendersi come la dottrina di contrari contrastanti, concordanti e complementari, bens&#236; i contrari sono intesi in modo dualistico e non monistico. Consiglio a tal riguardo le letture di  &quot;Cavalcare la tigre&quot; di J. Evola, di &quot;La filosofia di Nietzsche&quot; di E. Fink, e di &quot;Dopo Nietzsche&quot; di G. Colli.  Inoltre Nietzsche nonostante la tesi di laurea su Teognide  e una  opera giovanile sulla filosofia dell&#039;et&#224; tragica dei Greci non conosceva molto bene il mondo greco antico, poich&#233; egli &#232; in realt&#224; il filosofo della &quot;hybris&quot; ( della dismisura e sfrenatezza) e non del &quot;peras&quot;  o del &quot;metron&quot; e tantomeno comprendeva il senso comunitario della &quot;polis&quot;. Ci&#242; non toglie che egli sia stato un genio profetico, ma ci sono certamente aspetti dilettanteschi nella sua filosofia. Il sign. Arminio non me ne voglia, ma cos&#236; &#232;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per il lavoro espresso in modo chiaro ed assai interessante. Tuttavia mi si consenta di rilevare un appunto molto discordante riguardo Nietzsche. Nella &#8220;Nascita della tragedia&#8221; (opera influenzata in modo decisivo da J. Burckhart) la concezione dei contrari da parte del filosofo non &egrave; affatto da intendersi come la dottrina di contrari contrastanti, concordanti e complementari, bens&igrave; i contrari sono intesi in modo dualistico e non monistico. Consiglio a tal riguardo le letture di  &#8220;Cavalcare la tigre&#8221; di J. Evola, di &#8220;La filosofia di Nietzsche&#8221; di E. Fink, e di &#8220;Dopo Nietzsche&#8221; di G. Colli.  Inoltre Nietzsche nonostante la tesi di laurea su Teognide  e una  opera giovanile sulla filosofia dell&#8217;et&agrave; tragica dei Greci non conosceva molto bene il mondo greco antico, poich&eacute; egli &egrave; in realt&agrave; il filosofo della &#8220;hybris&#8221; ( della dismisura e sfrenatezza) e non del &#8220;peras&#8221;  o del &#8220;metron&#8221; e tantomeno comprendeva il senso comunitario della &#8220;polis&#8221;. Ci&ograve; non toglie che egli sia stato un genio profetico, ma ci sono certamente aspetti dilettanteschi nella sua filosofia. Il sign. Arminio non me ne voglia, ma cos&igrave; &egrave;.</p>
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		Di: Anonymous		</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2014 14:24:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Complimenti vivissimi per questo &quot;essenziale&quot; e perfetto documento sapienziale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti vivissimi per questo &#8220;essenziale&#8221; e perfetto documento sapienziale.</p>
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		Di: Anonymous		</title>
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