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	Commenti a: Dresden, a Survivor’s Story – Pietro Ferrari	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
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		Di: Nebel		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nebel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 18:29:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non riesco a leggere simili resoconti. Colleziono articoli, rapporti, libri sull&#039;argomento, in italiano e in tedesco. Dopo le prime pagine, le prime righe, le prime immagini, mi si chiude la gola e mi lacrimano gli occhi. Che di tutto questo si parli dopo settant&#039;anni e in un relativamente ristretto ambito, non sortisce ormai più alcun effetto. Nessuno pagherà più per i crimini di guerra, le stragi di civili, la dimostrazione lampante di brutale ferocia commessi e manifestati dai &quot;liberatori&quot;. E anche questa testimonianza non parla di pietà o consapevolezza. Ma solo di orrore provato in ambito personale davanti al risultato di tanto &quot;impegno&quot;. Che dire? Forse tra altrettanti decenni sarà possibile attribuire una visione oggettiva a quello che accadde. A giusta salvaguardia degli innocenti coinvolti. Tutti, da ogni parte. E a giusto biasimo dei colpevoli. Tutti, da ogni parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non riesco a leggere simili resoconti. Colleziono articoli, rapporti, libri sull&#8217;argomento, in italiano e in tedesco. Dopo le prime pagine, le prime righe, le prime immagini, mi si chiude la gola e mi lacrimano gli occhi. Che di tutto questo si parli dopo settant&#8217;anni e in un relativamente ristretto ambito, non sortisce ormai più alcun effetto. Nessuno pagherà più per i crimini di guerra, le stragi di civili, la dimostrazione lampante di brutale ferocia commessi e manifestati dai &#8220;liberatori&#8221;. E anche questa testimonianza non parla di pietà o consapevolezza. Ma solo di orrore provato in ambito personale davanti al risultato di tanto &#8220;impegno&#8221;. Che dire? Forse tra altrettanti decenni sarà possibile attribuire una visione oggettiva a quello che accadde. A giusta salvaguardia degli innocenti coinvolti. Tutti, da ogni parte. E a giusto biasimo dei colpevoli. Tutti, da ogni parte.</p>
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		Di: Nebel		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nebel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 18:29:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non riesco a leggere simili resoconti. Colleziono articoli, rapporti, libri sull&#8217;argomento, in italiano e in tedesco. Dopo le prime pagine, le prime righe, le prime immagini, mi si chiude la gola e mi lacrimano gli occhi. Che di tutto questo si parli dopo settant&#8217;anni e in un relativamente ristretto ambito, non sortisce ormai più alcun effetto. Nessuno pagherà più per i crimini di guerra, le stragi di civili, la dimostrazione lampante di brutale ferocia commessi e manifestati dai &#8220;liberatori&#8221;. E anche questa testimonianza non parla di pietà o consapevolezza. Ma solo di orrore provato in ambito personale davanti al risultato di tanto &#8220;impegno&#8221;. Che dire? Forse tra altrettanti decenni sarà possibile attribuire una visione oggettiva a quello che accadde. A giusta salvaguardia degli innocenti coinvolti. Tutti, da ogni parte. E a giusto biasimo dei colpevoli. Tutti, da ogni parte.</p>
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