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	Commenti a: Democrazia, democrazia, è cosa vostra, non è mia? &#8211; Seconda Parte &#8211; Roberto Pecchioli	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
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		<title>
		Di: M.Migoni		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/democrazia-democrazia-e-cosa-vostra-non-e-mia-seconda-parte-roberto-pecchioli/#comment-10929</link>

		<dc:creator><![CDATA[M.Migoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 01:21:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Però finalmente qualcosa e qualcuno (in questo articolo) che faccia realmente i conti con il termine &quot;Democrazia&quot; e di tutto ciò che le sta attorno, al di là di chi lo pronunci come uno slogan ripetitivo e superficiale (privo di contenuto) e di chi allo stesso modo lo osteggi completamente. Tutto ciò penso possa esserne l&#039;equilibrio e/o l&#039;analisi più sensata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Però finalmente qualcosa e qualcuno (in questo articolo) che faccia realmente i conti con il termine &#8220;Democrazia&#8221; e di tutto ciò che le sta attorno, al di là di chi lo pronunci come uno slogan ripetitivo e superficiale (privo di contenuto) e di chi allo stesso modo lo osteggi completamente. Tutto ciò penso possa esserne l&#8217;equilibrio e/o l&#8217;analisi più sensata.</p>
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		<title>
		Di: Daniele Bettini		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/democrazia-democrazia-e-cosa-vostra-non-e-mia-seconda-parte-roberto-pecchioli/#comment-10928</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bettini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 14:14:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://studirazziali.xoom.it/virgiliowizard/r-cesari?SESSe9d6414e726678b55f6b444d61a528c8=79a54806e6b25c3ad147c8cb7fa78369

Ora, se le masse sono generalmente democratiche mentre l’intelligenza
non lo è, anche questo vorrà pur dire qualcosa! In realtà il male della democrazia è nella stessa democrazia, ma non perché la
democrazia in sé sia il male, ma semplicemente perché, come tutto ciò che non è al posto giusto, concorre al caos generale. La
democrazia non è un sistema politico, ma solo un sistema sociale (vedere il “Programma” a pag.330), e i limiti storici della sua
durata politica, sempre estremamente brevi e turbolenti, lo dimostrano ampiamente. Quella ateniese, ad esempio, non durò che un
secolo circa, ed ebbe il suo momento più alto nei trent’anni dell’età di Pericle, che fu un dittatore. Ma è dello Stato, cioè della
politica che noi oggi abbiamo assoluto bisogno, e non dello Stato odierno, burocratico, del borghese, che va assolutamente distrutto
dall’interno, dopo averne potenziato a dismisura il potere. Ma successivamente, finito il momento di eccezionalità qui considerato,
le corporazioni (gli Ordini), che debbono includere tutta la comunità sociale, compresa l’intera componente femminile, che varrà per
sé, con compiti propri secondo la sua natura, e un proprio parlamento, spazzati via i partiti avranno, oltre alla signorìa monetaria (la
moneta è del popolo), i loro rappresentanti democraticamente eletti (la Camera), come avveniva a Roma nei secoli repubblicani,
visto che qui ognuno, pur votando per “corpi”, possiede la perfetta conoscenza dell’argomento. Del resto quando questi “corpi”,
come avviene oggi, non sono ufficialmente riconosciuti, non scompaiono affatto, ma degenerano in quelle “Lobbis” più o meno
occulte le quali, prive di ogni riferimento superiore e inseguendo unicamente “i propri interessi”, concorrono al degrado generale
nell’endemica corruzione dei partiti e dei loro rappresentanti parlamentari. Eliminare quindi la “democrazia dei partiti” significa
sostituirla con la “democrazia dei produttori” dove “ciascuno valuta bene le cose che conosce e ne è buon giudice” (Aristotele).
Invece l’Ordine politico (Senato) è il luogo dove il popolo, “non conoscendo”, non può più nulla, quindi dovrà essere Aristocratico,
secondo la natura stessa della qualità, e alimentarsi continuamente con il metodo della cooptazione. Esso trarrà da sé, di generazione
in generazione, tra il 70 e l’80% del totale, ma il restante 30/20% dovrà essere scelto (dai Censori) tra i più meritevoli “belli e buoni”
delle classi sociali (artigiani e contadini), in modo che, per quanto possibile, tutta la qualità politica e razziale possa sempre

R. C E S A R I
*
C O N T R I B U T I
P E R U N A V I S I O N E A P O L L I N E A
D E L M O N D O
*]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studirazziali.xoom.it/virgiliowizard/r-cesari?SESSe9d6414e726678b55f6b444d61a528c8=79a54806e6b25c3ad147c8cb7fa78369" rel="nofollow ugc">http://studirazziali.xoom.it/virgiliowizard/r-cesari?SESSe9d6414e726678b55f6b444d61a528c8=79a54806e6b25c3ad147c8cb7fa78369</a></p>
<p>Ora, se le masse sono generalmente democratiche mentre l’intelligenza<br />
non lo è, anche questo vorrà pur dire qualcosa! In realtà il male della democrazia è nella stessa democrazia, ma non perché la<br />
democrazia in sé sia il male, ma semplicemente perché, come tutto ciò che non è al posto giusto, concorre al caos generale. La<br />
democrazia non è un sistema politico, ma solo un sistema sociale (vedere il “Programma” a pag.330), e i limiti storici della sua<br />
durata politica, sempre estremamente brevi e turbolenti, lo dimostrano ampiamente. Quella ateniese, ad esempio, non durò che un<br />
secolo circa, ed ebbe il suo momento più alto nei trent’anni dell’età di Pericle, che fu un dittatore. Ma è dello Stato, cioè della<br />
politica che noi oggi abbiamo assoluto bisogno, e non dello Stato odierno, burocratico, del borghese, che va assolutamente distrutto<br />
dall’interno, dopo averne potenziato a dismisura il potere. Ma successivamente, finito il momento di eccezionalità qui considerato,<br />
le corporazioni (gli Ordini), che debbono includere tutta la comunità sociale, compresa l’intera componente femminile, che varrà per<br />
sé, con compiti propri secondo la sua natura, e un proprio parlamento, spazzati via i partiti avranno, oltre alla signorìa monetaria (la<br />
moneta è del popolo), i loro rappresentanti democraticamente eletti (la Camera), come avveniva a Roma nei secoli repubblicani,<br />
visto che qui ognuno, pur votando per “corpi”, possiede la perfetta conoscenza dell’argomento. Del resto quando questi “corpi”,<br />
come avviene oggi, non sono ufficialmente riconosciuti, non scompaiono affatto, ma degenerano in quelle “Lobbis” più o meno<br />
occulte le quali, prive di ogni riferimento superiore e inseguendo unicamente “i propri interessi”, concorrono al degrado generale<br />
nell’endemica corruzione dei partiti e dei loro rappresentanti parlamentari. Eliminare quindi la “democrazia dei partiti” significa<br />
sostituirla con la “democrazia dei produttori” dove “ciascuno valuta bene le cose che conosce e ne è buon giudice” (Aristotele).<br />
Invece l’Ordine politico (Senato) è il luogo dove il popolo, “non conoscendo”, non può più nulla, quindi dovrà essere Aristocratico,<br />
secondo la natura stessa della qualità, e alimentarsi continuamente con il metodo della cooptazione. Esso trarrà da sé, di generazione<br />
in generazione, tra il 70 e l’80% del totale, ma il restante 30/20% dovrà essere scelto (dai Censori) tra i più meritevoli “belli e buoni”<br />
delle classi sociali (artigiani e contadini), in modo che, per quanto possibile, tutta la qualità politica e razziale possa sempre</p>
<p>R. C E S A R I<br />
*<br />
C O N T R I B U T I<br />
P E R U N A V I S I O N E A P O L L I N E A<br />
D E L M O N D O<br />
*</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Daniele Bettini		</title>
		<link>https://www.ereticamente.net/democrazia-democrazia-e-cosa-vostra-non-e-mia-seconda-parte-roberto-pecchioli/#comment-10927</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Bettini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 14:12:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[4) Lo Stato organico non ammette partiti e sindacati (e al momento opportuno nemmeno lo stesso “Movimento
Politico”), ma i molti “ceti sociali” e un solo “Ordine politico”. Primo atto del ripensamento sarà la cancellazione
dalla “tirannia della maggioranza” e la conseguente liberazione dello “spirito politico”, con la separazione netta
tra la “vastità sociale” e la “profondità politica”, come “spazio esterno” e “spazio dell’Anima”, dove la prima sarà
presente nella forma di una “Camera dei Corpi Sociali” (ma ad integrazione ve ne sarà un altra che poi vedremo.
Cap. secondo 10); mentre la seconda si presenterà come “Senato dell’Ordine”. La prima fornirà la linfa vitale
all’intero organismo, perché, dice il Filosofo, “Primum vivere deinde philosophari”; alla seconda spetterà la
“coscienza del fine”. Questa divisione, oltre che ad organizzare complessivamente lo Stato in due modalità, ha lo
scopo di evocare in ogni cittadino componente la comunità nazionale la percezione netta dell’esistenza, anche
dentro di lui, di un “inferiore” e di un “superiore”.
5) Il “Movimento Politico” non è avverso alla “democrazia” in quanto tale, ma solo alla democrazia come sistema
politico, riconoscendone il valore insostituibile nell’organizzazione sociale. Per noi “democrazia” non significa
“partecipazione dei singoli cittadini al destino politico”, ma la partecipazione delle rispettive competenze!
Partendo dalla sapienza Tradizionale, il “Movimento politico” riconosce che nulla è pericoloso sbagliato o inutile
quando è al posto giusto, ragion per cui lo scopo dello Stato consisterà nel perseguire quotidianamente la
complessiva armonia sull’intero territorio, inteso come paesaggio dell’Anima, e nell’intera comunità nazionale
nella sua bipartizione sociale e politica, vista come immediata rappresentazione di quell’Anima.
6) Il “Movimento Politico” non è un “partito” ma una comunità militante di “iniziati politici”: eroica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>4) Lo Stato organico non ammette partiti e sindacati (e al momento opportuno nemmeno lo stesso “Movimento<br />
Politico”), ma i molti “ceti sociali” e un solo “Ordine politico”. Primo atto del ripensamento sarà la cancellazione<br />
dalla “tirannia della maggioranza” e la conseguente liberazione dello “spirito politico”, con la separazione netta<br />
tra la “vastità sociale” e la “profondità politica”, come “spazio esterno” e “spazio dell’Anima”, dove la prima sarà<br />
presente nella forma di una “Camera dei Corpi Sociali” (ma ad integrazione ve ne sarà un altra che poi vedremo.<br />
Cap. secondo 10); mentre la seconda si presenterà come “Senato dell’Ordine”. La prima fornirà la linfa vitale<br />
all’intero organismo, perché, dice il Filosofo, “Primum vivere deinde philosophari”; alla seconda spetterà la<br />
“coscienza del fine”. Questa divisione, oltre che ad organizzare complessivamente lo Stato in due modalità, ha lo<br />
scopo di evocare in ogni cittadino componente la comunità nazionale la percezione netta dell’esistenza, anche<br />
dentro di lui, di un “inferiore” e di un “superiore”.<br />
5) Il “Movimento Politico” non è avverso alla “democrazia” in quanto tale, ma solo alla democrazia come sistema<br />
politico, riconoscendone il valore insostituibile nell’organizzazione sociale. Per noi “democrazia” non significa<br />
“partecipazione dei singoli cittadini al destino politico”, ma la partecipazione delle rispettive competenze!<br />
Partendo dalla sapienza Tradizionale, il “Movimento politico” riconosce che nulla è pericoloso sbagliato o inutile<br />
quando è al posto giusto, ragion per cui lo scopo dello Stato consisterà nel perseguire quotidianamente la<br />
complessiva armonia sull’intero territorio, inteso come paesaggio dell’Anima, e nell’intera comunità nazionale<br />
nella sua bipartizione sociale e politica, vista come immediata rappresentazione di quell’Anima.<br />
6) Il “Movimento Politico” non è un “partito” ma una comunità militante di “iniziati politici”: eroica</p>
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