CONSIDERAZIONI SUL PROBLEMA DEMOGRAFICO OVVERO “MENO SIAMO MEGLIO STIAMO”.
La politica è l’arte di ben governare per il benessere dei cittadini, quindi la politica dovrebbe adottare tutte quelle misure necessarie al raggiungimento di questo nobile scopo.
Nella storia questo è avvenuto poche volte, per varie ragioni che qui non sto a ricordare, ma è soprattutto a partire dalla rivoluzione industriale del XVIII secolo che la politica ha iniziato a subordinarsi all’economia; cioè da questo momento le scelte politiche delle classi dominanti non hanno più tenuto conto dell’interesse generale di un popolo o di una nazione, ma hanno sempre più assecondato gli interessi dell’economia e di coloro che la controllavano.
Oggi la politica a livello mondiale è totalmente succube e agli ordini dell’economia globale, monopolistica e finanziaria.
Alla luce di questa situazione si capisce perché un tema ricorrente, posto dal mainstream in modo allarmante, talvolta apocalittico, è quello della crisi demografica che caratterizza soprattutto i paesi dell’Occidente.
Sempre più spesso ci viene raccontato che le culle vuote di nazioni come l’Italia, faranno saltare il nostro sistema del welfare e dell’economia, per questo l’immigrazione deve essere vista come una opportunità per “rimpiazzare” gli italiani che mancano all’appello.
L’arrivo dei migranti, i nuovi italiani, supplirà alla mancanza di nascite, con i ricongiungimenti poi, considerando che le donne africane, asiatiche e sudamericane, hanno in genere una media di figli molto alta, la percentuale sfavorevole nascite/morti tornerà ad essere a favore delle nascite.
Questa vera e propria “rivoluzione” etnica e antropologica che sta caratterizzando le nostre società europee da diversi decenni, passa del tutto in secondo piano, nessuno se ne preoccupa; chi lo fa viene subito tacitato con l’accusa di razzismo ed altro. L’importante è che il sistema consumistico, alla base del capitalismo moderno, continui ad avere un continuo e costante aumento di consumatori per garantire l’intero sistema: più domanda, più offerta, più consumo, più produzione e soprattutto più profitti, per chi? Ma per i soliti noti padroni del vapore…
Padroni che controllano la politica ed i suoi rappresentanti che non sono, come vorrebbero farci credere, i nostri rappresentanti, anche se molti di noi li votano, ma sono i rappresentanti degli interessi di questa economia turbocapitalista cinica e senza scrupoli.
Quindi il problema demografico esiste solo se le nascite diminuiscono, in un pianeta che ha ormai raggiunto gli 8 miliardi e 300 milioni di persone!
Pochi, quasi nessuno, si azzardano a criticare queste scellerate politiche di incremento demografico, che avvengono in paesi in cui tra l’altro mancano a volte i più elementari strumenti per una dignitosa sopravvivenza.
In questo caso il mainstream mondialista tocca l’apice dell’ipocrisia: decine di organizzazioni umanitarie si mobilitano per la salvaguardia dei bambini di paesi dove ancora nel 2026 imperversano malattie, epidemie, carestie e quant’altro di catastrofico possa esserci. L’ultima trovata è il lascito testamentario che utilizza lacrimevoli spot pubblicitari per intenerire i già semi-rincoglioniti vecchietti europei.
Business sulla pelle dei disgraziati che rende bene a ONG ed a molte altre organizzazioni umanitarie internazionali, nonché a quelle ecclesiastiche.
Nessuno, ripeto, che faccia notare un aspetto che traspare in maniera evidente: la sovrappopolazione è il vero problema del nostro pianeta!
La terra, lo sappiamo benissimo, non ha risorse illimitate, in particolare in questi ultimi anni è diventato primario il problema del reperimento dell’acqua potabile. Con i cambiamenti climatici sempre più importanti, stiamo assistendo allo scioglimento dei ghiacciai, fonte primaria delle sorgenti montane; inoltre la diminuzione delle precipitazioni pone un altro serio problema all’approvvigionamento idrico.
L’aumento costante della popolazione mondiale pesa e peserà sempre più su tutti questi fenomeni.
Ma il problema per la politica, controllata dall’economia, non sussiste, anzi la questione ci viene esattamente ribaltata!
Pensiamo un attimo se in Italia, ma questo vale anche per quasi tutte le altre nazioni europee, si assecondasse la naturale tendenza delle coppie a fare meno figli e si impedisse l’immigrazione e l’inserimento di persone extraeuropee: la popolazione italiana ed europea in generale diminuirebbe nel giro di alcuni decenni, tornando su basi sostenibili e compatibili con lo spazio e le risorse del continente.
In questa situazione ipotizzata di migliore equilibrio tra la popolazione e il territorio, si risparmierebbero moltissimi soldi pubblici: meno asili, meno scuole, meno insegnanti, ma anche meno ospedali e servizi pubblici in genere; questi risparmi potrebbero essere impiegati altrove per migliorare la qualità della vita.
Ci sarebbero meno consumi, ma anche meno inquinamento, tutto verrebbe ridimensionato a dei parametri che probabilmente ci consentirebbero di vivere tutti molto meglio. Inoltre occorrerebbe avere una maggiore attenzione perl’eugenetica, scienza che oggi soffre di un ostracismo di natura ideologica, ma che consentirebbe di tutelare le nascite e la crescita dei fanciulli; pensate oggi circa il 40% degli studenti ha bisogno dell’insegnante di sostegno!
Certo qualcuno non ci guadagnerebbe da questa situazione, pensate un poco chi sarebbero costoro? Ma i soliti padroni del vapore, guarda caso!
Inoltre l’attuazione di misure volte al contenimento della popolazione dovrebbe spalmarsi su un arco di tempo di media durata sino al raggiungimento di un equilibrio numerico desiderato e che si dovrebbe mantenere nel futuro, ciò causerebbe nei primi anni situazioni critiche che andrebbero gestite con misure appropriate anche di emergenza.
Sulla tendenza ormai consolidata a fare meno figli nelle nazioni occidentali ci potremmo sbizzarrirci sulle varie cause, ma sicuramente c’è la naturale intuizione, propria del mondo animale, a cui l’uomo, che gli piaccia o meno, appartiene, a non fare qualcosa che potrà danneggiare la sopravvivenza della specie.
Perché questo stesso comportamento non avvenga anche in Africa, Asia e Sud America è da mettere in relazione con il tipo di organizzazione sociale che in questi paesi ancora sussiste, per la scarsa informazione, cultura e totale mancanza di politiche di contenimento.
I governi dei paesi poveri e situati in aree terrestri ad alto rischio ambientale dovrebbero attuare una politica di contenimento delle nascite, invece… Tra l’altro se venisse attuata una politica di questo genere, la causa principale dell’emigrazione da questi paesi cesserebbe naturalmente, si migliorerebbero le condizioni generali di queste popolazioni e diminuirebbero i conflitti sociali. Ma torniamo al punto di partenza delle classi dirigenti succubi di quelle economiche…
Anche in questo caso pensiamo un attimo come potrebbero vivere meglio le popolazioni di molti paesi africani, asiatici e sudamericani con una popolazione drasticamente inferiore rispetto all’attuale…
Pertanto la vera battaglia culturale e politica da affrontare oggi e nell’immediato futuro è quella del sovrappopolamento mondiale. Ogni persona savia ed onesta deve convenirne.
Se riusciremo nei prossimi decenni a fermare questa espansione, a riportare la popolazione mondiale su cifre più gestibili e compatibili con l’ambiente e le risorse terrestri, forse riusciremo a salvarci…
Immigrazioni, inquinamento, carestie, disuguaglianze sociali, forse anche le guerre potrebbero diventare solo un brutto ricordo.
La Spezia, 21.08.2026 Riccardo Borrini


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