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	Commenti a: Al Dio degli inglesi non credere mai! – Giovanni Sessa	</title>
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	<description>Cultura, Azione, Identità</description>
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		Di: Claudio Antonelli (Montréal)		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudio Antonelli (Montréal)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 13:07:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La tragedia dei Nativi canadesi
Il Papa ha chiesto perdono agli aborigeni canadesi. Peccato che nessuno abbia ricordato il ministro John (Giambattista) Ciaccia, attivo in politica 1973 al 1998. Uno dei pochi che fece molto per loro. E lo fece essendo spesso in contrasto con il proprio Governo. Vi invito ad informarvi su di lui tramite la Rete.
John Ciaccia, giunto a Montréal da bambino (1937), sapeva fin troppo bene a cosa conduca l&#039;etnocentrismo dei più forti, avendolo dovuto subire da immigrato italiano. 
Ciaccia non ignorava qual era la fonte che alimentava il suo desiderio di aiutare i &quot;diversi&quot;: &quot;Crescendo da italiano canadese mi ero visto negare la mia cultura. Conoscevo tutto dei contrasti e tormenti nei campi da gioco. Stavo forse esprimendo i miei bisogni che proiettavo sui Nativi? Poiché rappresentavo il Governo, io ero il Governo. Mai avrei permesso che ingiustizie simili avvenissero ai Nativi.”
Occorrerebbe che anche noi, come fu per John Ciaccia, capissimo l’amore degli aborigeni per gli spazi, il movimento e i ritmi della natura – amore ridotto in brandelli dall’aggressione della società consumistica – così simile all’amore che noi rivolgiamo al nostro paese e al suo passato, ai suoi monumenti di marmo, ai suoi altari, alle sue pagine di storia; e così anche noi udiremmo il silenzioso urlo di disperazione delle popolazioni native precipitate dalla sovranità orgogliosa alla passività e anche al parassitismo e all’alcolismo.
Gli indigeni americani: un popolo ridotto a un&#039;ombra di ciò che fu, e del quale il potere si dimostra incapace di capire le esigenze, la psicologia, e il rapporto particolare ch’essi hanno avuto per millenni con la terra.
 Introduco una nota personale: &quot;Noi non possediamo la terra. La terra ci possiede.&quot; è un loro detto che mi ha profondamente marcato, rivelandomi la verità profonda che tormenta l’animo degli esuli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tragedia dei Nativi canadesi<br />
Il Papa ha chiesto perdono agli aborigeni canadesi. Peccato che nessuno abbia ricordato il ministro John (Giambattista) Ciaccia, attivo in politica 1973 al 1998. Uno dei pochi che fece molto per loro. E lo fece essendo spesso in contrasto con il proprio Governo. Vi invito ad informarvi su di lui tramite la Rete.<br />
John Ciaccia, giunto a Montréal da bambino (1937), sapeva fin troppo bene a cosa conduca l&#8217;etnocentrismo dei più forti, avendolo dovuto subire da immigrato italiano.<br />
Ciaccia non ignorava qual era la fonte che alimentava il suo desiderio di aiutare i &#8220;diversi&#8221;: &#8220;Crescendo da italiano canadese mi ero visto negare la mia cultura. Conoscevo tutto dei contrasti e tormenti nei campi da gioco. Stavo forse esprimendo i miei bisogni che proiettavo sui Nativi? Poiché rappresentavo il Governo, io ero il Governo. Mai avrei permesso che ingiustizie simili avvenissero ai Nativi.”<br />
Occorrerebbe che anche noi, come fu per John Ciaccia, capissimo l’amore degli aborigeni per gli spazi, il movimento e i ritmi della natura – amore ridotto in brandelli dall’aggressione della società consumistica – così simile all’amore che noi rivolgiamo al nostro paese e al suo passato, ai suoi monumenti di marmo, ai suoi altari, alle sue pagine di storia; e così anche noi udiremmo il silenzioso urlo di disperazione delle popolazioni native precipitate dalla sovranità orgogliosa alla passività e anche al parassitismo e all’alcolismo.<br />
Gli indigeni americani: un popolo ridotto a un&#8217;ombra di ciò che fu, e del quale il potere si dimostra incapace di capire le esigenze, la psicologia, e il rapporto particolare ch’essi hanno avuto per millenni con la terra.<br />
 Introduco una nota personale: &#8220;Noi non possediamo la terra. La terra ci possiede.&#8221; è un loro detto che mi ha profondamente marcato, rivelandomi la verità profonda che tormenta l’animo degli esuli.</p>
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