La forza del vero – Pittori moderni della realtà – Walter Venchiarutti

La forza del vero – Pittori moderni della realtà – Walter Venchiarutti

Presso il Mart di Rovereto resterà aperta fino al 18.9, ma è giunta notizia che probabilmente verrà prorogata, una interessante mostra dedicata a quel gruppo di pittori (Gregorio Sciltian, Pietro Annigoni, Antonio e Xavier Bueno) che negli anni 1947-49 si unirono in difesa dei grandi valori della tradizione pittorica. La rassegna nasce da un’idea di Vittorio Sgarbi ed è stata curata da Beatrice Avanzi, Daniele Ferrari, Stefano Sbarbaro.

Tale breve ma significativa esperienza coraggiosamente dimostra come, in quel periodo, i dettami dell’astrattismo informale non avevano completamente estirpato dal modernismo le radici del vero realismo espressivo.

La rassegna roveretana consente anche la visione delle opere di Giovanni Acci, Carlo Guarienti e Alfredo Serri che si aggiunsero successivamente all’esperienza ideale dei primi epigoni.

Possiamo ammirare nei ritratti di Annigoni la timorosa, innocente solitudine dell’essere che si accompagna a disincantata consapevolezza; una sonnolente, mesta pigrizia pervade gli spossati viaggiatori durante il percorso (Antonio e Xavier Bueno); è frenetico l’accavallarsi di masse disperse e diseredate (Annigoni) o gli affollamenti che caratterizzano i centri di una umanità consumistica (Sciltian). Se le nature morte diffondono il senso dell’eterna immutabilità delle cose, il Rinascimento e Caravaggio traspaiono, filtrati dall’ombra di Giorgio de Chirico che sembra sorvegliare con attenta ironia il processo della contemporaneità.

Subendo gli strali della critica del tempo questi artisti controcorrente organizzarono una serie di mostre che vennero apprezzate nelle maggiori città italiane: Firenze, Roma, Milano e Modena. La loro formazione composita e le diverse convinzioni politiche hanno dimostrato come la vera arte, da qualsiasi indirizzo provenga, prescinda da parametri esclusivamente ideologici per seguire sempre le capacità del genio creativo.

Superficialmente reputata anacronistica e combattuta e ritenuta antiquata, l’esperienza di questa scuola diventa invece uno straordinario mezzo per valicare le apparenze dell’essere e approdare verso la realizzazione di una intima conoscenza metafisica. Contribuiscono al processo i mezzi della bellezza formale, l’utilizzo del nudo verismo e i riflessi dei concreti valori plastici.

Chi sa osservare con meditata attenzione le opere di questi pittori può cogliere i tanti misteri che costellano la vita umana e avvicinarsi dalla superficie agli spazi del tempo e delle origini. È un mondo espressivo, silente. Infatti non abbisogna di particolari fuochi d’artificio per dimostrare che la normalità quotidiana è in grado di cogliere il passaggio dall’apparenza all’essenza.

I personaggi riprodotti e le abitudinarie situazioni proposte più sono iperrealiste e semplici, più riflettono l’intimo mistero che circonda l’esistenza. In loro non ammiriamo tanto l’abilità formale quanto il tramite simbolico ed evocativo. Sono immagini che attraverso la superficie aprono alla comprensione perché richiamano alla memoria gli spiriti della sostanza. Sollecitati dalle espressioni fisiognomiche dei soggetti e dagli spazi consuetudinari le tele esposte costituiscono altrettanti specchi della realtà di cui riflettono e traspongono tutte le luci e le ombre.

La galleria dei pittori moderni della realtà, attenti al ricordo delle passate stagioni artistiche, offre uno sguardo disincantato sulle problematiche attuali e può fornire uno spiraglio per che le voglia superare.

Walter Venchiarutti

 

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Categorie: Arte e Modernità, Cultura

Pubblicato da Walter Venchiarutti il 9 Settembre 2022

Walter Venchiarutti

Walter Venchiarutti Inizia nel 1978 attività di ricerca nel settore dell’antropologia locale partecipando alla fondazione del Gruppo Antropologico Cremasco. È stato Presidente della Commissione Museo di Crema dal 1991 al 1994 e consulente per l’allestimento della Casa Cremasca. Dal 2007 è Vicedirettore della rivista Insula Fulcheria e curatore della collana Quaderni di Antropologia Sociale. Collabora con articoli a riviste, blog locali e prende parte all’attività di gruppi culturali. In specifiche pubblicazioni ha trattato storia e tradizioni legate alle vicende del Cremasco e del Cremonese.

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