Il Filo d’Oro – Michele Perrotta

Il Filo d’Oro – Michele Perrotta

CONSIDERAZIONI SULLA CONOSCENZA DELL’UNIVERSALE NELLA TRADIZIONE PRIMORDIALE

…Tra le tante pretese arroganti della civiltà moderna occidentale vi è quella di essersi proclamata ‘scientifica’ e di credersi superiore rispetto ad altre culture del globo terrestre; in realtà l’Occidente è oggigiorno formato da gente che ha una concezione cinica e limitata della realtà, intellettualmente ottusa e con una visione spirituale del tutto orba rispetto ai grandi pensatori del passato.
Purtroppo le poche persone che cercano di evadere da tutto questo regolarmente si rifugiano in correnti spiritualiste effimere o non regolari dal punto di vista iniziatico, cioè prive di un’effettiva ritualità originale connessa alla ‘dottrina metafisica primordiale’.

In questa nostra breve ma concisa ricerca, oltre a presentare la reale ed effettiva funzionalità dell’Esoterismo concatenato alla dottrina metafisica di cui abbiamo appena fatto cenno, proponiamo l’idea di una Tradizione primordiale, di origine ‘non terrena’, di cui le varie religioni o forme tradizionali presenti nel nostro pianeta non sarebbero che adattamenti determinati da distinti fattori storici e geografici ma con gli stessi precetti di valenza di ordine universale e di unità trascendentale. Per unità trascendentale delle religioni intendiamo che in ogni forma o dottrina vi sarebbero delle costanti che vanno al di là delle singole configurazioni e quindi le trascendono; una volta superata questa concezione, in cui tutto è unito da dei ‘princìpi globali’ liberi dai dogmi di fede, sarebbe più rintracciabile e più adeguatamente assimilabile l’intelligibilità dell’Assoluto. E’ come far ritorno dal ‘mondo della parola’ al ‘mondo degli archetipi’, o, più esattamente, dalla dimensione terrena e materiale, sentimentale e religiosa, a quella metafisica in cui tutto è congiunto.

copertina Il Filo d’oro

Dunque le singole tradizioni altro non sono che incarnazioni della Philosophia perennis [1].
Il compito dell’impavido ricercatore di verità è quello di ricercare i frammenti di questa Tradizione primordiale, occultati e seminati un po’ ovunque nelle singole tradizioni, in modo da ricomporre nel proprio intimo questo prezioso mosaico smarrito. E’ stata la perdita della vera sapienza o l’oblio della più pura ed elevata intellettualità a far degenerare e poi disperdere questa sublime ‘conoscenza di ordine superiore’ alimentando in questo modo confusione e separazione tra le tradizioni sapienziali postume – nonostante vi sia ancora un Filo d’oro che le tiene strettamente legate alla più alta definizione di Verità.

L’indagine che introduciamo in questo libro è vicina all’idea che ha presentato lo scrittore, intellettuale ed esoterista francese René Guénon (1886-1951) nei suoi principali lavori. Al centro dei suoi studi più stimati, che abbiamo particolarmente apprezzato, ritroviamo il concetto di Tradizione, l’idea di una ‘filosofia perenne’, cardine stesso del cosiddetto Perennialismo [2], e una critica radicale nei confronti della modernità.

Il suo pensiero, concepito a partire da una ridefinizione in senso tradizionale della nozione di Metafisica, tradotta come la ‘conoscenza dei princìpi di ordine universale, da cui tutte le cose necessariamente dipendono, in modo diretto o indiretto’, non si presenta, nelle intenzioni del Guénon, come un sistema filosofico, bensì come un’accurata esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette ‘forme tradizionali’ (dottrine spirituali), funzionali allo sviluppo della ‘possibilità universale’ di realizzazione spirituale dell’uomo.

La Metafisica di cui trattiamo nei nostri lavori non va confusa con le metafisiche dei filosofi contemporanei occidentali, le quali non sono altro che delle speculazioni intellettuali più o meno felici e inconcludenti sotto il piano della realizzazione interiore; la ‘nostra’ Metafisica tratta di autentiche ‘leggi universali’ che agiscono su più piani di realtà – non sono mere teorie filosofiche e né, parimenti, disamine teologiche più o meno equivoche. Spesso la Metafisica, che noi consideriamo il baluardo dell’effettiva ‘conoscenza dell’universale’, o, se si preferisce, dei princìpi di ordine universale, che del resto sono gli unici a cui convenga propriamente il nome di ‘princìpi’, è talmente potente che travalica la comprensione immediata. Ciononostante essa, di per sé, armonizza tutte le forze presenti dentro e fuori di noi bilanciandole e/o rettificandole.La Metafisica che analizzeremo in queste pagine esclude per sua stessa natura qualsiasi concezione di carattere ipotetico o fondato sul materialismo, ed ecco perché il suo sguardo, nella sua sostanziale immutabilità, è la sconfessione stessa delle idee di evoluzione e di progresso tanto ambite dalla società civilizzata contemporanea.

Come la Santa Sapienza, la Sophia celeste degli gnostici, o la Madonna intelligenza di certe confraternite iniziatiche medievali [3], la Metafisica nasce ‘senza parto’ e può essere colta solo per mezzo dell’intuito; non si tratta di una donna simbolica, di un’idea o di una qualsivoglia concezione terrena, bensì di una funzione o legge ultraterrena basata sui ‘princìpi di ordine superiore’. Quindi è una conoscenza che va ben oltre l’unità trascendente delle religioni.

LA METAFISICA QUALE LEGGE TRASCENDENTALE DI ORDINE UNIVERSALE

Sull’essenza, la bellezza e la potenza celestiale di questa superna ‘forza spirituale’ o ‘legge di ordine universale’ che noi indichiamo con il nome di Metafisica, ci teniamo a sottolineare quanto segue:
Il termine ‘Metafisica’ è composto da due parole greche μετὰ τὰ φυσικά (metá tá physiká) che indicano un andare oltre ciò che è tangibile su questo piano di realtà.
La Metafisica porta a visionare ciò che va ben oltre tutto quello che è per noi fisico e/o tangibile, cioè ci invita ad andare al di là del ‘Mondo materiale’; è la disciplina filosofica, e se vogliamo anche esoterica, che si occupa in sostanza di farci guardare, attraverso l’introspezione, oltre il conosciuto e che al tempo stesso proietta l’uomo verso l’Infinito in totale libertà, ovverosia liberandolo da ogni tipo di condizionamento terreno, dal suo passato, dalle sue convinzioni, dalle sue paure, etc., etc. In sostanza la Metafisica è in grado di spogliare tutti i nostri condizionamenti per renderci più in sintonia con le leggi celesti affinché tutti quanti noi possiamo capire nel migliore dei modi la ‘Mente di Dio’ e le leggi di ordine universale senza l’intercessione di nessun dogma religioso. La Metafisica è il perfetto sposalizio che unisce l’Io a Dio. Non è una semplice conoscenza razionale di indole umana, scientifica o filosofica che sia, la Metafisica è un fenomeno soprannaturale che da sempre tutto informa costantemente. È sostanzialmente la ‘conoscenza dell’universale’, sovra-razionale, e/o dei ‘princìpi cosmici’.

La Metafisica è riconosciuta invero come quella disciplina che investiga con occhio soprannaturale la natura ultima della realtà assoluta, l’essenza stessa di tutte le cose, e che tocca appieno il senso dell’essere e con esso il senso della ‘Verità Ultima’, quindi il Divino: ‘Principio’ e ‘Causa’ di tutto ciò che esiste.

In sostanza ha la funzione di esporre la completa conoscenza dei ‘princìpi celesti’ da cui tutto dipende in modo diretto o indiretto. Essa è funzionale a farci realizzare l’Essere Non Manifestato, cioè Dio, svincolato da ogni limite, in quanto Essere oltre l’essere. Allo stesso tempo la Metafisica ci introduce nella conoscenza razionale dell’Ente del Tutto presente in ogni Numero (nelle incalcolabili forme geometriche) e in ogni Logica (nel linguaggio simbolico e negli svariati linguaggi della parola).
In definitiva, la Metafisica si esprime al di sopra di tutto in termini di sintesi, di unità e armonia dei simboli tradizionali destandoli nell’essere come se realmente fosse la principale ‘scienza archetipica’ o ‘legge trascendentale di ordine universale’ che rivela i frammenti di quegli insegnamenti sconosciuti andati perduti nel Tempo.

Ed è questa ‘legge celeste’, vera e propria ‘Parola di Dio’, che mantiene in vita la Tradizione primordiale che ne è imbevuta e che viene continuamente alimentata e trasmessa da certe correnti esoteriche.
Nelle condizioni in cui si trova attualmente il mondo occidentale è quasi impossibile riscontrare una vera e propria dottrina metafisica, dato che è stata inequivocabilmente perduta. In Oriente, invece, la Metafisica è sempre oggetto, in una forma o nell’altra (Taoismo, Induismo, Buddismo, etc., etc.,), di una conoscenza effettiva. Perciò è all’Oriente che ci si deve rivolgere in tal senso se si vuole riscoprire l’effettiva dottrina delle leggi di ordine superiore, se non altro come la necessità di comprendere un’esposizione più completa.

Anche se per loro stessa natura le sue funzioni hanno una valenza universale, sono le forme esteriori di cui la Metafisica è rivestita per necessità di esposizione ad indicarne con esattezza quale carattere e configurazione esse abbiano all’interno della dottrina o tradizione in cui vengono presentate. Sotto la diversità delle varie religioni i ‘princìpi universali’ della Metafisica si ritrovano dunque dappertutto e rifioriscono sempre nel momento in cui riusciamo a spogliarla dai suoi ingombranti ‘abiti’ che la ricoprono.
La verità è inequivocabilmente una ed essa è la stessa per tutti, al di là del cammino o della tradizione che abbiamo favorito.

La Metafisica, oltre a ciò, per come la realizziamo noi, nonostante sia principalmente una ‘conoscenza sovrumana’ è anche una ‘conoscenza naturale’, cioè che riguarda il suo oggetto e le sue leggi. Ad esempio: in natura per far sbocciare una pianta c’è bisogno sia del seme che della terra, quindi dell’elemento maschile (il seme) e dell’elemento femminile (la terra); questo vale anche per far nascere un essere vivente, dal più minuscolo insetto sino all’essere umano e anche oltre.
Questo non vuol dire che gli omosessuali sono destinati all’Inferno perché amano persone dello stesso sesso loro, significa invece che, secondo una legge cosmica ben precisa, inequivocabilmente di valenza universale, non può nascere niente da avvenimenti o processi innaturali; pertanto le leggi degli uomini, anche quelle che possono sembrare le più nobili da un punto di vista sociale e morale (laddove qualcuno potrebbe convincersi di ciò), non potranno mai sostituire le leggi della natura che altro non sono che il riflesso di quelle metafisiche.

L’esempio del seme e della terra è tutt’altro che approssimativo e semplicistico; attraverso questa dimostrazione elementare si possono intendere ed assimilare più adeguatamente certe ‘dinamiche di ordine superiore’ che sono indiscutibilmente attinenti alla Metafisica.
Queste leggi non sono quindi solamente precetti religiosi funzionali ad una certa moralità o stile di vita, bensì sono ‘princìpi universali’ di cui dobbiamo tener conto sempre. Ed ecco spiegato il motivo per cui noi non possiamo perdonare certe visioni politiche pseudo progressiste che abbiamo puntualmente attaccato con veemenza nel precedente paragrafo volte alla promozione dei matrimoni omosessuali o delle cosiddette famiglie innaturali, cioè di bambini che come genitori potrebbero avere due mamme o due papà perché una legge umana può consentirlo oggigiorno in alcuni stati[4].
Questa ‘fluidità’ imposta da un certo sistema, cavalcata dalle mode e dal mondo dello spettacolo, non può altro che incrementare deviazioni dal punto di vista spirituale.
La Metafisica, pertanto, a differenza delle idee o leggi terrestri, è la nostra bussola; attraverso i suoi immutati ‘princìpi di ordine celeste’ è possibile trovare sempre la regolarità delle posizioni su come dovrebbero stare le cose anche nel nostro piano di realtà.
La conoscenza di ordine superiore della Metafisica, e questo punto ci teniamo ad evidenziarlo sempre, va ben al di là dell’aspetto sentimentale e trascende ogni speculazione religiosa e filosofica.
La Metafisica è, in conclusione, una ‘conoscenza sovrarazionale di ordine universale’ in tutto e per tutto; non è una conoscenza razionale o un pensiero esclusivamente umano, bensì una legge soprannaturale capace di informare ed influenzare tutte le leggi presenti in natura. Non come la scienza odierna la quale utilizza indirettamente una conoscenza razionale, cioè una conoscenza di riflesso limitata e fine a se stessa.

L’attività radiante e costante della funzione che la Metafisica svolge su più livelli è spesso colta dall’essere umano grazie alla sua ‘Intuizione intellettuale’. I pensieri degli uomini, in effetti, non sono altro che ‘ombre’ dei pensieri degli ‘dèi[5], cioè proiezioni di ‘idee’ (archetipi) provenienti da piani più eccelsi o luminosi. Particolarmente ci accorgiamo di essere coscienti della realtà metafisica, e di conseguenza della nostra dimensione spirituale, per istinto.

Questa conoscenza di ordine superiore non è da confondersi tuttavia con la Gnosi [6].
Inoltre non la dobbiamo confondere col Principio e Causa, nel senso vero della parola; non riteniamo quindi la Metafisica un effetto di qualsivoglia ‘principio cosmico’, perché essa non è la produzione di qualcosa che non esiste ancora su questo piano di realtà, ma la presa di coscienza di ciò che perennemente si trova al di là dello Spazio e del Tempo e in perfetta sincronicità nell’eterno presente.
La Metafisica è in sostanza un aspetto del Divino atemporale e aspaziale che tutto vivifica ed informa in ogni momento e in ogni dove. Di conseguenza, al di là della religione a cui ognuno di noi è principalmente legato, tutte le strade possono, attraverso il loro corrispettivo insegnamento esoterico che di fatto trascende i limiti imposti dal suo corrispettivo essoterico, condurci nella medesima destinazione; con il tempo e il luogo possono infatti cambiare solo i modi di esposizione, cioè le forme più o meno esteriori che la Metafisica può assumere.

Un esempio pratico lo possiamo riscontrare nel processo della ‘trasmigrazione delle anime’ il quale presso il mondo indù è chiamato Sasāra, nel mondo greco antico (presso il Pitagorismo ed il Neoplatonismo) Metempsicosi, e nella Kabbalah ebraica Gilgul; nomi distinti e tradizioni diverse, ma in realtà stessi ‘princìpi divini’ o ‘leggi universali’.

In definitiva la Verità ultima proveniente dai ‘mondi superiori’ è eterna; di conseguenza nel corso della storia ci sono sempre state personalità che hanno potuto riscontrarla realmente e conoscerla totalmente a prescindere dalla loro fede religiosa.

Quel che può cambiare non sono altro che le forme esteriori con le quali questa è stata realizzata e poi descritta. Motivo per cui, al di là delle condizioni specifiche di una cultura piuttosto che di un’altra, e del contesto storico in cui è stata più volte carpita, da essa discende la ‘molteplicità delle innumerevoli forme trascendentali della Verità’, e queste sono rintracciabili proprio grazie ai ‘princìpi universali ’ della Metafisica.

In ultima analisi, in accordo con quanto esprime il Perennialismo, essa incarna in toto l’unità trascendente delle tradizioni spirituali originali. Di questo ne siamo più che convinti.
Come siamo convinti del fatto che, per restare costantemente centrati nello Spirito tradizionale, e quindi in totale connessione con i ‘princìpi di ordine universale’, bisogna essere già in comunione nel proprio intimo con tali ‘princìpi’, o quantomeno averli intuiti qualitativamente e poi realizzati, quel tanto che basta da aver ricevuto quel genere di orientamento interiore dal quale non si potrà mai più deragliare.

NOTE:

[1] Altro nome con cui si indica la Tradizione primordiale.

[2] Il perennialismo è una corrente di pensiero, chiamata anche ‘tradizionalismo integrale’, che propone una visione del mondo fondata su una concezione di fine della storia dovuta alla decadenza ineluttabile del mondo moderno tale per cui non resta che rivolgersi al passato cercando di rintracciarvi quella Tradizione primordiale nella quale si è sedimentata una sapienza di provenienza non umana, donata in epoche antichissime agli uomini, da questi distrutta e dimenticata ma della quale rimane un’impronta negli esoterismi e nelle tradizioni delle culture storiche giunte sino a noi.
Il termine perennialismo riferito alla filosofia ricorre nell’espressione ‘philosophia perennis’ usata per la prima volta nel XVI secolo dal teologo agostiniano Agostino Steuco (1497-1548) nel suo libro intitolato De perenni philosophia libri X (1540) dove, rifacendosi ai principi filosofici di Marsilio Ficino (1433-1499) e di Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), sosteneva l’esistenza di un principio di verità che attraversa tutte le filosofie e le religioni che sono alla ricerca della conoscenza di Dio.

[3] Su tutte i Fedeli d’Amore, un ordine collaterale ai Cavalieri Templari. Questa confraternita, composta prevalentemente da Stilnovisti, ha avuto contatti diretti con i Templari e con alcuni gruppi Sufi con lo scopo di scambiarsi insegnamenti esoterici inerenti al raggiungimento dell’estasi mistica.

[4] Anche il commercio di vite umane è uno dei tanti ‘valori’ del mondo moderno che noi ripudiamo categoricamente. Stiamo parlando di alcune madri che vengono pagate dal sistema per essere fecondate (attraverso il famigerato ‘utero in affitto’) per poi dare alla luce bambini che possono essere acquistati da altre persone come degli oggetti qualsiasi. Uno scempio che è invece visto come un diritto sacrosanto in alcuni Paesi cosiddetti civilizzati. Anche questo fa parte del processo sinistro volto al sovvertimento dei valori tradizionali.

[5] Teoria umbratile platonica.

[6] Deriva dal greco antico γνῶσις (gnòsis), vocabolo comune il cui significato originario era ‘conoscenza’. Nelle scienza delle religioni, la parola gnosi assume un significato particolare, in quanto indica una forma speciale di conoscenza celeste, che non procede da contenuti di fede acquisiti per intermediazione né a partire da principi o postulati, ma si realizza come accesso diretto al divino, mediante una sorta di illuminazione interiore.

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Categorie: Tradizione Primordiale

Pubblicato da Ereticamente il 11 Giugno 2022

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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