Tutti pazzi per la Madre! – Pietro Carra

Tutti pazzi per la Madre! – Pietro Carra

 

Giuliano imperatore e la sinistra parabola della Sinistra

 

La sinistra è completamente impazzita: tutto qui. È necessario supportare una simile affermazione? Forse. Ma mentre si cerca di richiamare alla mente esempi, elementi, eventi, si viene travolti e si tace. La sinistra è impazzita completamente, e basta: d’altronde chi legge qui lo sa da sé. Come è avvenuto, e che significa questo fatto? quale la sua portata?

Il mondo cristiano giaceva sotto le diaboliche superstizioni pagane della Chiesa di Roma, e il libero giudizio, tramite la lettura individuale del testo sacro, l’ha affrancato; la società civile gemeva sotto i capricci tirannici di un monarca avido e vizioso, e lo spirito illuminista mostrandogli l’esempio delle antiche repubbliche l’ha redento; il proletariato portava le catene ribaditegli da un borghese capitalista, e la critica sociale armata di dottrine economicistiche gli ha insegnato i suoi diritti; la gioventù era psichicamente storpiata nella più verde età da un padre padrone, e il sottile scienziato dissezionatore della psiche, rimestando nelle profondità dell’inconscio, l’ha purgato dai miasmi della repressione e dell’alienazione. È un cammino discendente, dal cielo alla terra, inarrestabile, che ha portato a diroccare via via le oppressive strutture portanti del mondo umano, dal sommo sacerdote, al re, al padrone, al padre; e ora vediamo con il cancel culture avvenire questo persino con le effigi. Parrebbe rimanere, ultimo degli oppressori, il Maschio tout court come ostacolo finale alla nuova età dell’oro. Dalla Riforma all’LGBTismo, un’unica gittata, seppur a tappe di “rivoluzioni”.

Pensiamo perciò come cambia la natura delle cause che regolano, nelle dottrine umane, la vita del mondo. Partiti da volontà divine, influssi celesti, passando per tendenze politico-conomiche, arrivando a istinto di sopravvivenza e libido, con Freud, congiunto a materialismo puro: qui siamo in fondo.

Non chiameremo noi Logos questo Libero Giudizio che è a un passo dall’aver completato il suo cammino verso una vera ed effettiva equiparazione orizzontale degli umani, e addirittura come molti auspicano, degli esseri viventi nella loro totalità? Il problema è che giunti a questo punto ci si guarda intorno, e ci si trova davanti a una vera e propria follia generalizzata, altro che età dell’oro: follia totale appaltata precisamente alla forza propulsiva che chiamiamo “sinistra”. Il Logos per un singolare inganno prospettico pensava di salire un monte e invece scendeva in un antro. Perché?

Non so se convince il lettore questa descrizione sommaria del cammino della civiltà occidentale considerata dai suoi inizi alla fase attuale terminale, arco temporale che copre circa mille anni: io non ho fatto che applicare precisamente, trasponendola sub specie temporis, la vicenda di Attis e Cibele che l’Imperatore Giuliano narra sub specie aeternitatis in quello che è un vero e proprio capolavoro di metafisica della Rivoluzione, l’Inno alla Madre degli Dei. Attis, per Giuliano, è il Logos, “l’essenza dell’Intelletto generatore e demiurgico, la quale genera tutte le cose fino al limite estremo della materia”. Egli, “manifestatosi nella sua bellezza, venne amato dalla Madre degli dèi. Questa, dopo avergli concesso tutto, gli pose pure sul capo il pileo stellato”, copricapo che gli ricorda la sua origine celeste. “Ma lui, avanzando, andò fino al limite estremo: e il mito disse che poi discese nella caverna e si unì alla ninfa, alludendo all’umidità della materia…”. Ma viene perciò scoperto e punito, la strapotente Madre-amante fa sì che egli si auto-eviri. “E la mutilazione cos’è? Un freno alla spinta senza limite. Infatti la generazione fu trattenuta, dalla Provvidenza demiurgica, entro forme definite; e ciò non avvenne senza la cosiddetta demenza di Attis, che, avendo superato la giusta misura e avendola trasgredita, a causa di ciò s’indebolì e non ebbe più potere su di sé”.

Quanto tempo intercorre tra il carme 63 di Catullo, in cui il poeta stigmatizza il culto delirante di Cibele, e la definitiva consacrazione di tale culto a religione di stato, ad opera di Claudio? Non molto. I romani del tempo di Cincinnato o Furio Camillo certo non avrebbero saputo che farsene di roba simile, come Cromwell di un gay pride. Una civiltà deve essere ‘cotta a puntino’ per sentirne il richiamo di sirena. Già in Lucrezio, se ci pensate troviamo ‘libido’ e ‘materia’ sotto forma di ‘Venere’ e ‘atomi’; la sinistra dell’epoca, in veste epicurea, cominciava a sentire il lontano rimbombare dei timpani e lo squillare dei flauti della Madre; e infatti non desta alcuno stupore che il poeta ufficiale dell’ateismo, dedichi poi i più commossi e trepidanti esametri a Venere e a Mater Matuta.

 

Ma Giuliano è fondamentale perché vive in un epoca in cui Attis è già stato perdonato, dopo aver riconsegnato la ‘sacra messe’ dei suoi attributi alla Terra; il Logos generatore ormai ha deposto le armi, ritorna umile volgendo lo sguardo nostalgico ai giri celesti. L’Occidente attuale, trovandosi ora alla nascita del suo (agghiacciante) iper-Impero, non è ancora in questa fase; è nel pieno del furor prometeico, anche se appunto sono ormai palesi (non a tutti) i segni della vicenda di Attis. I contrassegni del culto di Cibele, fioriti d’un colpo dalla ‘liberazione’ degli anni ’60, sono ancora gli stessi: “musica selvaggia, danze sfrenate, tatuaggi, assunzione di piante allucinogene” (Mircea Eliade, parlando però dei misteri ellenistici), processioni di omosessuali, culto della Natura. Ma sopra ogni cosa la demenza, demenza che oggi imperversa tetra, oscura, proterva, nelle forze di quell’antica Sinistra che un tempo agitava bandiere di libertà e oggi appare inquietante grigio esercito di automi al servizio di forze ordinatrici sconosciute, forze che preparano il loro mondo dell’immanenza orizzontale. Il grande paradosso è che forse queste altro non sono che necessarie forze di distruzione fatalmente volte a realizzare ancora il destino di Attis, tutt’affatto diverso da quello che era nei loro voti. Infatti, “…subito dopo la mutilazione, dunque, la tromba suona l’appello per Attis e per tutti noi che un tempo volammo giù dal cielo e cademmo sulla terra. Dopo questo segnale, quando il re Attis mediante la mutilazione arresta la spinta illimitata, gli dèi ci comandano di troncare la spinta illimitata che è in noi stessi e di imitare coloro i quali ci guidano, risalendo a ciò che è definito e uniforme, e se possibile, all’Uno stesso.”

 

 

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Categorie: Cultura

Pubblicato da Ereticamente il 13 Maggio 2022

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Livio Cadè Staff

    Bellissimo quell’incipit sulla sinistra…
    Se ho ben capito, riforma luterana, rivoluzione francese, marxismo, psicanalisi, LGBTismo, formerebbero una spirale discendente di ‘rivoluzioni involutive’.
    Alla nostra civiltà andrebbe quindi imposta una castrazione, un limite, perché si fermi. Cibele dovrebbe farla impazzire (anzi, l’ha già fatto). E ora? Con la nuova involuzione digitale e l’uomo tecnobiometrico toccheremo il fondo o continueremo a scavare?

    • pietro carra

      Secondo me se l’Impero Occidentale dovesse nascere, cioè sta nascendo, ma potrebbe morire appena nato, dovrebbe sviluppare una ritualità di celebrazione del Logos… forse secondo il suo stile, un rito musicale a base di Bach… mi sembra abbastanza profetico il Gioco del perle di vetro di Hesse

      • Livio Cadè Staff

        Pietro, che strana coincedenza leggere questo riferimento a Bach! Proprio oggi, suonando alcuni brani bachiani (Concerti, Toccate…), mi stupivo di come si alluda sempre al carattere luterano di Bach, o alle sue tendenze speculative, e si sorvoli sulla forte carica dionisiaca che spesso lo pervade, una specie di ebbrezza orgiastica…

  2. P.

    Cibele l’ha già fatta impazzire. Suggerisco un’occhiata a una aberrazione del marchio C. K. (occasione festa della mamma?). Penso sia una quasi ex lei (segni mastectomia) uteromunit* e barbut* molto incinta/o, ingravidat* da un quasi ex lui in fattezze femminili (?), labbra a canotto e presumibilmente vergadotat*. Asteroide…o nucleare. Va bene tutto.

    • P.

      Errata corrige.

      Forse la partner labbra a canotto è donna…leggo di difficoltà interpretative. Ci vorrebbe un fi*ologo..Cmq gira su social ispanofoni. Ora ne parlano anche qui (Twitter. Non sono iscritta a nulla, ma posso leggere/vedere).

    • Livio Cadè Staff

      Certo che l’italiano con tutti questi maschili e femminili è proprio una lingua infame… andrebbe riformata…

  3. P.

    P.S.

    Nel delirio maschile/femminile/misto etc…Ho dimenticato si ringraziare Pietro Carra per il pezzo…

  4. pietro carra

    Grazie a voi, solo due piccole note video. 1) questi 30 secondi 30 secondo me sono un piccolo capolavoro. Raitre, la cultura, Agorà, fanno gli ateniesi, guardate che roba. La musica, il montaggio, è tutto loro! e non scherzavano, è serio, anche se nessuno lo potrà credere in futuro.
    https://youtu.be/BcVosvYqqWs

    Questo è invece uno stupendo e commovente documento di come il rito di Cibele di morte e rinascita del Logos è rimasto sedimentato (con variazioni) nel sud Italia. Qui vediamo ‘arbor intrat’ dell’abete, ‘la bitta’ per i calabresi, ‘abietem’, dove il “cadavere” dell’abete è portato in funerale, rinnestato con un abete giovane e rizzato in piazza. Il giovane eroe che riesce a salirlo sparge i ramoscelli (raggi solari) della coscienza ai vecchi https://youtu.be/n3iwkzkpphMe ai bambini.

    • P.

      1) Nucleare per gli “ateniesi”. Immediato. Da non crederci…estinzione auspicabile.

      2) Eccezionale documento. Anche se, ma è un mio enorme limite, i riti connessi a morte e rinascita mi angosciano. Probabilmente non vedo di buon occhio la rinascita…sarebbe un discorso lungo e complesso.

      • P.

        Stavo leggendo poco fa articoli sul rito calabrese e mi sono soffermata anche sul Maggio di Accettura (Molise). Rigenerazione natura, rigenerazione collettiva etc…ci sono vari approfondimenti e interpretazioni…e sempre la mia personalissima e anomala angoscia (detesto, infatti la primavera e ciò che rappresenta). Ma grazie mille per gli ottimi spunti che spingono ad approfondire…e a fare autoanalisi 😉

        • P.

          * , infatti, (saltata una virgola…).

          • pietro carra

            quello della rinascita primaverile era un’idea del Frazer, secondo lo stile inglese che parte da una presunta realtà oggettiva naturale che gli uomini poi imitano, invece secondo me è quella giusta la versione del Neumann, allievo di Jung. Lui però si ferma all’angolazione psicologistica, invece secondo me questi riti vanno inquadrati storicamente, chi parlava di questo era Spengler nel Tramonto dell’Occidente, lui li inquadrava genericamente in “seconda religiosità” che segue il materialismo, fenomeno di senescenza che tutte le civiltà hanno avuto.

          • P.

            Nulla, però, impedisce che la seconda religiosità si ispiri al Re Sacro (per quanto teoria criticata e/o “superata”-tra l’altro il funerale dell’abete me l’ha istintivamente ricordato-) o alla Grande Madre (ho letto che il suddetto rito si può collegare anche a questo). Sono cmq riti antichissimi, sincretici (vd processioni dei Santi), ma in ogni modo trovano senso sia in Frazer che in Neumann. È sulla senescenza che sono perplessa. Non saprei collocarne il presunto inizio. Temo, invece, sia già stata superata e che, nella putrescenza attuale post senescenza, sia “germogliata” una aberrante alternativa alla seconda religiosità. Con i suoi riti, con i suoi dogmi etc…un sincretismo mostruoso. Che ha inglobato, metabolizzato e rigurgitato il peggio del peggio.

          • P.

            Livio C.
            Carica ed ebbrezza dionisiaca vitalistica o distruttiva? O entrambe?

  5. Livio Cadè Staff

    P.
    Non so se si possono separare. Ma in Bach c’è una virilità così forte e matura. In grado di sublimare ogni pulsione distruttiva…

    • pietro carra

      appunto… qualche tempo fa mi era venuta una strana idea: l’Ave Maria di Bach – Gounod una specie di lingam musicale dove attenzione il basso continuo rappresenta la Mater-materia di base e la melodia il fiore della coscienza che da lì rampolla e sovrasta… quindi girato al contrario, ma aderente alla struttura dei veri lingam… ma in generale Bach è il perfetto momento di sviluppo della coscienza

      • Livio Cadè Staff

        Mah… la Mater-materia di Bach se ne stava benissimo da sola… la melodia di Gounod messa sopra, più che un fiore della coscienza la definirei una rapa, un cavolo… è veramente brutta… per me non vale un lingam, appunto…

        • P.

          Per tentare di seguirvi nel discorso, sono andata a cercare ‘sto “lingam” (la mia ignoranza oltre certi confini è nota a L. C.). Ho capito meno di prima. Considerato che è pure associato alla musica…parafrasi (stile Bignami per favore)?

  6. Livio Cadè Staff

    A P.
    Bach ha composto due monumentali raccolte di Preludi e Fughe in tutte le tonalità (Il clavicembalo ben temperato). Il primo preludio scioglie una serie di semplici arpeggi tra le due mani, sorta di materia liquida, germinale, priva di melodia se non in forma latente, potenziale.
    Gounod ha pensato bene di porci sopra una linea melodica (volgarotta, banalotta) e di farne un pezzo di pop religioso, adatto a funerali, matrimoni e festività varie. È nata così la famigerata Ave Maria.

    Allego i due brani per chi volesse fare un confronto:

    https://www.youtube.com/watch?v=iWoI8vmE8bI&ab_channel=WarnerClassics

    https://www.youtube.com/watch?v=wBp6J0v3Reg&ab_channel=LucianoPavarotti-Topic

  7. P.

    Anche perché Mater-materia è il femminile (o no?), mentre ‘sto lingam rimanda al maschile (o no?).

    • P.

      P.S. Per la parte musicale: conoscevo solo il secondo brano (perlopiù matrimoni…), il primo no. Illuminante per capire il concetto. Grazie nuovamente.

    • P.

      O è da intendersi come Assoluto divino?

      • pietro carra

        il lingam è una rappresentaazione del maschile unito al femminile, come simbolo della creazione e quindi della nascita della Coscienza, quelli ufficiali sono indiani, ma il simbolo viene fuori (secondo me) in tutte le civiltà in “fase terminale”… poi rimane lì anche a livello più o meno popolare… anche Eliogabalo fece portare dalla Siria un monolite che era un lingam … ora è il turno dell’Occidente

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