Non armate quei nazisti – Enrico Marino

Non armate quei nazisti – Enrico Marino

Dall’11 marzo, a Mariupol, si combatte strada per strada e da allora non è stato più possibile raccogliere i cadaveri né dei civili né dei soldati.

Con cento bombe d’aviazione al giorno e l’utilizzo di droni, missili, artiglieria, razzi e carri armati, i russi stringono d’assedio la città sul Mar Nero che rappresenta uno snodo cruciale per collegare il Donbass alla Crimea e un corridoio in direzione di Odessa verso Ovest.

La città abbondantemente distrutta e priva di energia, viveri e acqua, tuttavia, resiste accanitamente ed è diventata l’avamposto dell’Ucraina, il simbolo della resistenza di tutta la nazione all’invasione russa.

A Mariupol sotto assedio, resiste e combatte il battaglione Azov, il reparto nazionalista più volte citato dai media, più volte fotografato e indicato in occidente come una unità militare che si richiama al nazionalsocialismo.

E infatti, tutto il mainstream della comunicazione e della politica non fa altro che obiettare agli ucraini la presenza tra le loro file di questa formazione fortemente politicizzata e orientata, il che renderebbe meno difendibile per i democratici la battaglia popolare condotta contro l’esercito di Putin.

Anzi, dopo che l’Europa e l’Italia hanno deciso l’invio di armi a sostegno della resistenza ucraina, molte voci si sono levate dalle file degli intellettuali e dei politici di sinistra fino a quelle dei giornalisti conduttori a cachet, tipo Formigli e Damilano, preoccupati e contrariati che tali aiuti potessero finire nelle mani del battaglione Azov.

Senza alcun pudore, gli stessi che a suo tempo non si fecero scrupoli a chiedere armi agli alleati capitalisti per sostenere la loro guerriglia partigiana, oggi vorrebbero ostacolare ogni invio di rifornimenti che, ai loro occhi, non apparisse politicamente corretto.

Il che sta a significare che la loro condanna dell’invasione russa e il loro sostegno alla causa ucraina sono a corrente alternata e non sono incondizionati. Per questi bravi democratici, solo alcuni ucraini avrebbero diritto a difendersi e a vivere, mentre altri potrebbero tranquillamente essere lasciati al loro destino.

Tutta la compatta solidarietà espressa all’Ucraina, in nome dei valori della libertà, della democrazia e dei diritti dei popoli, si riduce a una dichiarazione di facciata, a pura propaganda e a manifestazione di ipocrita tatticismo nelle parole di questi turpi becchini, allorchè esprimono contrarietà a ogni sostegno militare nei confronti dei nazionalisti ucraini.

A confronto con questi sciacalli, ancora più evidente appare la dignità e la fermezza con cui, in un video apparso sul canale You Tube, Denis Projipenko, comandante del battaglione Azov a Mariupol, ha rilasciato una intervista nella quale ha illustrato la situazione sul campo ed espresso la ferma volontà di resistere fino all’ultimo.

In un momento di estremo pericolo di vita, dentro l’inferno dei bombardamenti e delle rovine, attanagliati dal freddo, dalla fame e dalla sete, spesso feriti e senza possibilità di cure e di soccorsi, gli uomini di Azov resistono e contrattaccano, senza cedere di fronte a un nemico estremamente superiore in forze e armamenti e senza che, al momento, ci sia per loro una prospettiva di vittoria ma solo quella di essere sopraffatti.

E’ una lotta impari e drammatica che riporta alla mente altre battaglie combattute senza speranza, ma solo per tenere fede a un ideale e al proprio onore.

Comunque la si pensi sui torti e le ragioni di questa guerra, certe scelte di fedeltà, di essere milizia e personificazione del sacrificio per la Patria, per noi rappresentano un esempio e un valore che vanno riconosciuti e onorati.

Per noi che siamo antropologicamente differenti dalla melassa pacifista e dal viscido bellicismo dei democratici borghesi e radicali di sinistra.

Per noi che alla guerra del politically correct opponiamo la radicalità delle nostre idee e il nostro rispetto per i “nazisti ucraini” che lottano e muoiono per difendere la loro terra.

Enrico Marino

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Categorie: Crisi Ucraina

Pubblicato da Ereticamente il 28 Marzo 2022

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. MASSIMO SFANGO

    Anche se le armi gliele manda l’occidente turbocapitalista e i piú sostanziosi finanziamenti arrivano loro da oligarchi di origine ebraica…?! Anche se sanno benissimo di essere marionette nelle mani di abili provocatori che non ci metteranno niente a liquidarli una volta raggiunto il loro sporco scopo?! Ammazza che coerenza. Che dignità. Che senso dell’onore.
    Mi stupisce come una testata da sempre seria, scevra da sentimentalismi di pancia e incline all’approfondimento come Ereticamente possa cadere cosí vittima dei peggiori luoghi comuni tanto cari alla estrema destra gabber e con la nasca perennemente infarinata

    • Ereticamente Staff

      ‘con la nasca perennemente infarinata’, approviamo!
      Non capiamo quale siano i luoghi comuni su cui inciampiamo
      Saluti

      • MASSIMO SFANGO

        Beh…la seconda parte dell’articolo fa la scimmia ad uno dei piú retorici cinegionali LUCE.
        Suvvia, non scherziamo. Paragonare Azov alla SS Galizia, Projipenko a Bandera e i russi di oggi alle orde bolsceviche di allora, non solo è illogico, ma da perfetti ignoranti.
        Ripeto: ho sempre ritenuto la vostra testata una punta di diamante nel desolato panorama dell’area per capacità di approfondimento e l’accuratezza delle analisi dei contributori. Non da ultimo, per saper evidenziare non solo gli aspetti politici degli eventi, ma anche metapolitici e addirittura sottili.
        Nulla di tutto questo in questo squallido articoletto.

        • Ereticamente Staff

          Sfango, il valore del regg. Azov, scartato tutto lo scenario irreal/politik di Zelenskji & co., è indiscutibile… Non entrano nel cuore di tanti perchè a sproposito si è detto di tutto e di più e molti, te compreso, sono caduti nella trappola infamante del Mainstream. Per il resto la ns posizione è stata chiara fin dal principio, basta leggerci con attenzione per capirlo… Non amiamo il gioco delle 3 carte…

          • MASSIMO SFANGO

            Quindi…io (come tanti altri) sarei un ingenuo caduto nel trappole del mainstream?!
            …Se la vuole cavare cosí?!
            Sappia che se fossi tale non vi seguirei nemmeno.
            Ho letto quanto da voi finora pubblicato sul tema e non mi è parso di aver colto un netto schierarsi su posizioni filo ucraine.
            Se tuttavia questo articolo assolve giustappunto a sbandierare la vostra simpatia senza infingimenti, beh…che dire?! Ne prendo atto. Con una punta -me lo permetta- di delusione, ma ne prendo atto.
            Sia ben chiaro: non per l’atto di schierarsi per una parte in sè (che è sempre lodevole)…quanto per la pochezza delle ragioni di sottofondo e per la estrema emozionalità che sottendono un simile gesto.
            Saluti

          • Ereticamente Staff

            ‘Per il resto la ns posizione è stata chiara fin dal principio’…
            La posizione non lo schieramento…
            sono due aspetti differenti, non siamo schierati con nessuna delle 2 parti
            A noi interessa sono l’indipendenza politica, economica, militare, culturale della nostra Europa fuori dalla logica di qualsiasi blocco imperialista da ovest e da est
            Saluti

            Saluti

          • MASSIMO SFANGO

            Se non è un gioco delle tre carte questo, mi dica lei cosa lo potrebbe essere.
            Del resto l’articolicchio parla chiaro.
            Saluti di nuovo

          • Enrico Marino

            Come autore, vorrei precisare, circa le osservazioni mosse all’articolo, che non va confuso il piano geopolitico del conflitto con quello del puro confronto militare, combattuto a terra, carne e sangue, tra militari, gli uni difronte agli altri.
            C’è un progetto mondialista, c’è una strategia globale e interessi economici e finanziari che, negli anni, hanno viaggiato sulle esportazioni di democrazia e sulle ipocrisie democratiche. Su tale realtà la posizione di Ereticamente e mia personale sono inequivocabili e, all’apparenza, non divergono da quella espressa dal lettore.
            C’è poi una guerra combattuta sul campo, tra uomini ucraini e russi che si affrontano in nome di motivazioni che li trascendono completamente e sono per loro totalmente ininfluenti.
            Se i soldati russi rispondono solo a una disciplina militare, per gli ucraini intervengono motivazioni patriottiche e ideali completamente differenti.
            Per anni in Italia abbiamo avuto situazioni di guerra civile strisciante e terrorismo, con decine di giovani militanti assassinati dallo Stato e dai comunisti. In quegli anni, molti hanno vagheggiato reazioni e colpi di Stato, come avvenuto in altre realtà, senza troppo sottilizzare se alle spalle ci fossero sostegni e strategie atlantiste. Primum vivere deinde philosophari.
            Dinanzi alla violenza comunista, prevaricante e scatenata, per molti camerati l’avversione agli Usa venne posta in secondo piano rispetto alla necessità di difendersi. Non mi sento di condannarli.
            Allo stesso modo, a maggior ragione, non ritengo che nella posizione di un combattente ucraino sia lecito fare distinzione sulla provenienza di soccorsi e armamenti. I distinguo e i sofismi se li possono permettere gli osservatori.
            Alla fine si potranno scegliere i posizionamenti politici, ma col nemico davanti il militare deve pensare solo a sconfiggerlo e, possibilmente, a salvarsi. E se la lotta e impari e, apparentemente, disperata chi combatte fino all’ultimo per la propria terra ha diritto all’onore, chiunque sia.
            Se non si capisce questo, si è appreso poco dello spirito e dell’idea dello stesso fascismo.
            Perciò, rendere omaggio a chi lotta in buona fede nel battaglione Azov, non significa affatto stare con Zelensky e soci né schierarsi con la Nato e gli interessi ebraici, ma solo riconoscere il valore di chi è disposto a donare la vita per la propria Patria.

  2. MASSIMO SFANGO

    La ringrazio per la precisazione che mi sento di condividere in parte.
    Non capisco perché peró lei tira in ballo il fascismo e il suo spirito con una guerra che con tali categorie non ha proprio nulla a che vedere.
    Lei ha fondato il suo discorso principalmente sull’onore che va reso a chi si batte con abnegazione per la propria Terra. Va bene. Ma allora non comprendo il perché egualmente tale onore non tributarlo alla popolazione combattente del Donbas. Forse perché non si definiscono nazisti?
    E mi permetta: ho avuto un nonno volontario fiumano e un padre nella Xa. E le assicuro che se avessero saputo che i loro sostenitori e finanziatori erano anni luce lontani dalla loro visione del mondo, dubito che avrebbero continuato a combattere.
    Questa non è sofistica. Ma dignità e coerenza.
    E chi non ha capito questo, non solo non ha capito nulla del fascismo…ma in generale dell’essere Uomini.
    Smettiamola di usare concetti nobili e totalmente decontestualizzati per cui milioni di individui si sono immolati per etichettare come al supermercato uomini o azioni verso cui si simpatizza per pura empatia.
    Bandera e I suoi prodi -le ripeto- si rivolterebbero nella tomba se sapessero da chi prendono i soldi e il fine ultimo per cui stanno combattendo i loro pseudo nipoti

  3. Enrico Marino

    Caro Sfango, l’onore per i russofoni del Donbas è dato per scontato. L’onore della popolazione del Donbas non era in discussione, nell’articolo si parlava di Mariupol e della sua difesa a oltranza da parte di Azov. E sa perchè? Perchè dal fronte democratico si continua a distinguere, ipocritamente e schifosamente, tra ucraini buoni e cattivi, tra meritevoli di aiuti e reprobi della cui morte non interessa, continuando a ribattere sul concetto di nazismo come male assoluto. Se lei ha prestato attenzione, il cuore del pezzo è esattamente quello. E’ l’intollerabile pregiudiziale democratica che è al centro della critica. Mentre il richiamo al fascismo è esattamente un riferimento alla superiorità spirituale di coloro che, anche nel nemico, riconoscevano se c’era il valore e il coraggio e, anche per questo, non si sono mai macchiati dei crimini infami commessi dai comunisti e dai liberatori. Quanto alla dignità e alla coerenza dei combattenti dell’Onore, non spendo neppure considerazioni che sarebbero inutili. Tenga conto, però, che all’epoca gli schieramenti erano definiti e le posizioni nette e inconciliabili. Con la fine della guerra e dopo Yalta, le situazioni si sono gravemente confuse e la guerra fredda ha spesso visto interessi trasversali e vecchie contrapposizioni confluire su un unico fronte. Non a caso ho parlato degli Anni di piombo, come esempio di un rimescolamento che spesso è andato oltre la nostra appartenenza e il nostro schieramento ideale.
    E infine, ripeto, chi oggi combatte in Azov non lo fa per interessi filo atlantisti. Almeno non tutti e non apertamente. Quello che oggi è in primo piano è la difesa della patria e una storica (e motivata per loro) avversione alla Russia. A torto o a ragione in questo momento chi lotta a Mariupol in quelle condizioni ha tutto il mio rispetto (come lo hanno i militari russi che obbediscono agli ordini). Se un domani quegli stessi combattenti si riveleranno strumenti consapevoli della Nato e di interessi antieuropei, avranno tutta la mia avversione. E questo è tutto. Anche perchè discorsi così complessi non si possono affrontare in una sede come questa. Cordiali saluti.

  4. MASSIMO SFANGO

    Si rende conto, Marino, che si è un filo contraddetto con quest’ultima precisazione (che ho comunque molto apprezzato e che le conferisce indubbia onestà intellettuale)? A parte tutto, continuo tuttavia a vedere una anomalia di fondo in quello che lei scrive…tentando di rileggere eventi presenti e del nostro recente passato tirando in ballo valori e categorie culturali che mal si calzano.
    Ma forse come dice lei è inutile parlarne in questa sede. Il discorso è molto più complesso e serio, e lambisce problemi e considerazioni che vanno ben al di là del bene e del male (non in ultimo, di come di sia ridotta la nostra povera, presuntivamente comune, area di appartenenza).
    Ad ogni modo, non me ne voglia per la mia pedanteria.
    Solo un’ultima precisazione: lei accennava una distinzione sui media mainstream tra ucraini buoni e ucraini cattivi. Ebbene…Non mi risulta. Proprio ieri sul Corriere era pubblicata una vera e propria leccata di culo a Projipenko a firma di tale Andrea Nicastro.
    Pochi giorni fa, altro articolo su Open on line (che sa benissimo anche lei a chi è riconducibile) in cui un altro papavero di Azov, intervistato, spiega perché definirli nazisti fosse riduttivo. E cosí via.
    Sarà… Ma a me tutto questo un po’ puzza. Il mio povero papà buonanima mi diceva sempre di diffidare dall’opinione della massa o dei titoloni dei giornali. “Quando la massa va a destra, non aver paura di andare a sinistra (e viceversa)”.
    E i consigli del papà vanno sempre seguiti.
    Saluti cari

  5. Enrico

    Forse grazie a questi esaltati, ma anche grazie agli altri eroici padri di famiglia e ragazzi ucraini qualcuno capirà che quando si tratta di vita o morte di scelte definitive, occorre il coraggio e non saranno le chiacchere da social, da talk show e le bandierine arcobaleno a salvarci

  6. Enrico

    Mi sono espresso male
    , quindi avrei dovuto scrivere più chiaramente: qualora dovessero porsi condizioni simili a quelle in cui si trova l’Ucraina…

  7. salvatore civiltà

    Massimo, anche Seyan considera i suoi commenti veritieri e fondati…. Il che è tutto dire!
    https://www.isoladiavalon.eu/dalle-fogne-di-kiev/
    S.C.

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