Divagazioni sul virus e dintorni – Gianfranco de Turris

Divagazioni sul virus e dintorni – Gianfranco de Turris

LA SINDROME DI DON FERRANTE

Qualcuno si ricorda di Don Ferrante, per me indimenticabile personaggio dei Promessi sposi?

Era quel nobile che, mentre la peste imperversava a Milano, non esisteva una cura, i medici andavano in giro con le maschere che conferivano loro una aspetto di uccello del malaugurio(nel becco essenze profumate con cui speravano di tener lontano il morbo), i lazzaretti erano pieni di gente che moriva, i monatti andavano in giro a raccogliere cadaveri, ne negava l’esistenza dato che essa, così era convinto, non rientrava nelle categorie aristoteliche. E sul letto di morte non cambiò idea.

I cosiddetti no vax di oggi mi sembrano i suoi eredi diretti anche se dubito che qualcuno di loro avrà letto il romanzo di Alessandro Manzoni: negano l’esistenza del Covid-19, in ospedale rifiutano ossigeno e cure, sul letto di morte sbeffeggiano medici ed infermieri che vorrebbero convincerli e se ne vanno all’altro mondo convinti di avere ragione, uomini e donne, giovani e vecchi, ignoranti e colti.

Qui non si discute sull’origine del virus, se sia artificiale o naturale, se sia casualmente sfuggito dal laboratorio cinese di Wuhan (dove ha lavorato, attenzione, anche l’immunologo americano Anthony Fauci) o sia stato rilasciato volutamente; se le misure per contenerlo siano giuste o sbagliate, prese in tempo o no (su questo in Italia stanno indagando i pm di Bergamo); se il pass verde sia nel lungo periodo un mezzo per controllarci e inquadrarci o meno; se l’ambaradan costruito intorno al contagio faccia parte di un complotto internazionale dei Big Pharma, e cose del genere. No. Qui parliamo del fatto in sé e delle reazioni che sta suscitando in tutto il mondo, e sotto i nostri occhi in Itala. Che è un qualcosa che dovrebbe essere oggetto di una approfondita analisi sociologica e psicologica condotta da specialisti.

Il mondo ha già sopportato pandemie gravissime, basti ricordare nel 1918 la Spagnola e nel 2003 la Sars (chesta per coronavirus da sindrome respiratoria acuta grave, qualcosa che non ci giunge nuovo, tanto è vero che la definizione scientifica dell’attuale coronavirus è Sars-Covid-2..), ma non mi sembra che abbiano provocato tra la gente reazioni “negazioniste” di scetticismo o incredulità o anche rabbia tanto ampie e soprattutto radicali e violente,.

Non si può dubitare che la pandemia esista ed abbia provocato in Italia circa centocinquantamila morti, anche se non si specifica MAI quanti lo siano a causa del solo coronavirus e quanti invece per cause collaterali, altre gravi patologie preesistenti aggravate dal Covid, e l’Istituto Superiore di Sanità, che si oppone ad un bollettino settimanale e insiste su quello giornaliero, dovrebbe pensarci su bene, per una informazione corretta e precisa e non generica e allarmistica. La pandemia in concreto esiste, ce lo ricordano con insistenza martellante i media anche se può essere enfatizzata e strumentalizzata. Eppure ci sono state moltissime manifestazioni di centinaia e centinaia di negazionisti di tutte i sessi e le età e le idee politiche, comizi presieduti da nomi noti dello spettacolo e della cultura, aggressioni verbali e scritte (anche sui muri), addirittura fisiche, nei confronti di giornalisti e virologi, si è assistito anche ad un assalto di medici no vax con tanto di camice durante una assemblea del loro ordine, si sono visti infermieri effettuare finte iniezioni e poi gettare il vaccino…

Tutto ciò viene spesso spiegato come paura/rifiuto nei confronti di un vaccino ancora sperimentale e che in fondo tale non è (pur se approvato dagli enti sanitari europeo e italiano), ma che paradossalmente sta a indicare un maggiore e non ragionevole timore nei confronti della cura che non della malattia, nonostante l’immenso divario tra i morti provocati da una e dall’altra per non previste complicazioni individuali.

A me invece appare come una sorta di sindrome irrazionale, un rifiuto psicologico, quasi non si accetta il fatto che in pieno XXI scolo ci possa essere un Signor Virus che sfugga alle cure, che sfugga a classificazioni, che non si abbia ancora un vero vaccino che lo controlli proteggendoci almeno in parte per un tempo più o meno lungo, che metta in scacco la comunità scientifica internazionale e la gente comune con le sue mutazioni, che in fondo moon si capisce ancora cosa esattamente sia. C’è una parte delle persone, compresi addetti ai lavori, che non ci crede, lo rifiuta e arriva al punto di reagire con una violenza inaspettata, impensata, contro chi viceversa ci crede, quasi fossero mortali nemici ideologici da abbattere (medici contro medici, infermieri contro infermieri).

E’ come se questo atteggiamento “anti”, se vogliamo negazionista, fosse appunto diventata una vera e propria ideologia alla quale si aderisce aprioristicamente nonostante le prove in contrario (malati, ricoveri, terapie intensive, morti). Altrimenti perché scagliarsi anche fisicamente contro chi invece ci crede? Sono affari loro, io penso diversamente, e chissenefrega. Invece no: tu che ci credi sei un nemico mio e del popolo, sei un servo del potere, contribuisci alla nostra irreggimentazione e alla limitazione dei nostri spostamenti, al nostro controllo con la scusa della pandemia, e quindi ti combatto. E sono contro il governo (lo Stato) che mi impone questi obblighi.

Infatti ai no vax si devono affiancare i no pass, che è una questione collaterale ma diversa. Dietro un simile atteggiamento vi è chi pensa che tutto quanto sta accadendo, soprattutto la questione del lasciapassare verde, divenuto in pratica obbligatorio (al momento in cui scriviamo) per certe professioni e certi spostamenti, per andare a lavorare e accedere a determinati luoghi (non solo ristoranti e bar, ma anche banche, poste ecc.) sia, come già accennato, un modo per il controllo capillare dei cittadini. Santa ingenuità! Ma noi siamo da un pezzo, anche per causa nostra, già tutti controllati.

Basta avere uno smartphone o anche un semplice cellulare (e li hanno tutti gli italiani) per essere seguiti nei nostri spostamenti grazie alle “celle”, non lo si sapeva già? Basta avere un profilo facebook (dove peraltro noi stessi diciamo tutto di noi stessi, anche se siamo ricoverati in ospedale o se andiamo al WC, come ha fatto una attrice) per essere controllati. Basta frequentare la Rete per essere controllati. Non lo si sapeva? Tutti ormai lasciamo dietro di noi tracce elettroniche facili da seguire. Per non parlare della smisurata diffusine delle telecamere di (appunto) sorveglianza, di cui nessuno si accorge o alle quali ormai nessuno fa più caso o se ne preoccupa (qualcuno si guarda intorno o in alto per capire se ci sono prima di fare qualcosa in strada?), che registrano tutto, e infatti spesso sono risolutive per atti criminali compiuti quando non sono presenti testimoni fisici…

Quindi il famigerato green pass che volete che sia: non aggiunge nulla di nuovo anche se indigna molti immemori, anzi è una regressione: dal digitale alla carta. E come già ho scritto in passato esistono due articoli della ”Costituzione più bella del mondo” (copyright Benigni) che prevedono proprio restrizioni e limitazioni della libertà individuale per motivi sanitari in caso di epidemie e pandemie. E allora?

Tutto questo, non vuol dire altro che non si accetta psicologicamente l’idea di una malattia nei cui confronti sembra non si possa fare nulla(almeno per ora). Quindi da un lato meglio non credere che essa esista affatto, e, dall’altro, crearsi un “nemico” con cui prendersela.

La Sindrome di Don Ferrante, appunto. che ritorna quattrocento anni dopo.

Gianfranco de Turris

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Categorie: Emergenza sanitaria

Pubblicato da Ereticamente il 6 Marzo 2022

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Feli

    Per amor del vero non è un vaccino, ma una terapia genica sperimentale. Ho una laurea in lettere (vecchio ordinamento) e si, ho letto più di una volta i Promessi Sposi!!!! Non sono una persona violenta, vorrei solamente la libertà di scelta. Buona domenica

  2. paolo

    Uno strano articolo che più qualunquista di così non si potrebbe da parte di uno scrittore saggista del tutto rispettabile ed encomiabile per l’immane mole di lavoro felicemente portata a termine nel corso di oltre mezzo secolo.
    Andrebbe confutato punto per punto perché quanto scrive il De Turris è tutto sbagliato dall’inizio alla fine e sta ad indicare che egli si attiene alla versione ‘mainstream’ della narrazione non schiodandosi di un solo millimetro da quanto ci raccontano i media.
    No, non è così caro amico. Il virus non è mai stato isolato da nessuno dei più prestigiosi Istituti di Virologia del mondo primo fra tutti il CDC di Atlanta. Addirittura è stata messa una taglia -sì, una taglia milionaria!- per chi riuscirà ad isolare questo presunto virus. Finora nessuno studioso si è presentato all’incasso. Situazione dunque strana se non misteriosa. Leggi sull’argomento, c’è tanta roba buona in giro che potrebbe aprirti la mente

  3. Dario

    Senza andare di fioretto quante banalità condensate in un lungo e noioso articolo. Anche De Turris sperduto nelle nebbie dell’intelletto.

  4. Primula Nera

    Più ancora che l’efficacia del (presunto) vaccino, credo che il vero problema siano le leggi repressive introdotte da uno Stato italiano facente parte di un Occidente che si autoproclama “terra della libertà e della democrazia”.
    Vi è per tanti l’impossibilità di poter andare al lavoro, in un negozio di libri o dischi, prendere l’autobus, andare alla posta o in banca, etc. E tutto solo per non aver accettato un infame ricatto da uno Stato, che poi non si prende neanche la responsabilità di togliere il consenso informato a coloro che si lasciano inoculare il magico siero. Anche ammesso che il vaccino sia efficace e non avesse (ma purtroppo non è così…)effetti collaterali seri sulle persone, il vero evento è che i progressisti globalisti abbiano gettato definitivamente la maschera, mostrando il loro volto autoritario(a dire il vero, segnali ve n’erano tanti anche prima). D’ora innanzi diritti finora ritenuti inalienabili, potranno essere elargiti a capriccio, ma solo se ci si comporterà bene agli occhi delle loro maestà. Ancora una volta, le destre (le chiamo così per comodità)finte antiglobaliste hanno perso un’occasione d’oro per distinguersi dalla melma progressista che sta diventando sempre più egemone qui e nel resto dell’Occidente. La Lega collabora attivamente allo scempio entro il governo Draghi, Fdi fa blanda opposizione per pura convenienza elettorale. E vabbè, pazienza…

  5. Paolo

    Onestamente, questo articoletto m’ha alquanto sorpreso (negativamente), sopratutto perchè sono sempre stato un lettore attento dei libri e articoli del De Turris. Al primo momento pensavo trattarsi di un testo dalle tinte ironiche. Ma ho dovuto (purtroppo) ricredermi. Incredibilmente politicamente corretto, e superficiale nell’analisi. Ho ancora problemi a credere che lo abbia scritto il De Turris.

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