COVID-19 – ANATOMIA DI UNA FALSA “EMERGENZA SANITARIA”

COVID-19 – ANATOMIA DI UNA FALSA “EMERGENZA SANITARIA”
Aderendo alla Vostra iniziativa “Collabora con noi”, invio in allegato un documento in formato .pdf che tenta di dare una sintesi quanto più possibile schematica ed esauriente delle macroscopiche contraddizioni sulla natura dei virus – la quale è logicamente alla base della pretesa “pandemia” da Covid-19 – in cui incorrono le diverse fonti ufficiali, tutte rigorosamente citate e virgolettate con relativi riferimenti, per consentire a chi volesse farlo di constatare con i propri occhi.
In esso si cerca inoltre di portare all’attenzione del lettore studi specifici di scienziati fuori dal coro, che vengono volutamente ignorati quando non ostracizzati per il fatto di non risultare graditi agli incommensurabili interessi del comparto chimico-farmaceutico globalizzato.
Successivamente si esamina anche la questione di quelli che impropriamente vengono definiti “vaccini”, fornendo dati e cifre ugualmente verificabili.
L’argomento, per la sua specificità scientifica,  potrebbe rientrare fra quelli cui riservare l’attenzione che merita un argomento quanto mai attuale e dibattuto, nonché surrettiziamente utilizzato dalle autorità per comprimere le libertà individuali. La seconda ragione che mi spinge a proporlo alla attenzione dei Vostri lettori, è la sua profonda, totale e irriducibile “ereticità” rispetto alla dogmatica vulgata scientistica che domina incontrastata nelle menti della massa facendo strame dell’umano Intelletto.
Andrea Di Massimo

Nota della Redazione

Siamo lieti di aver ricevuto l’opportunità di pubblicare questo documento che ci ha inviato un paio di settimane fa il nostro lettore Andrea.
Il documento per la sua specificità e dovizia di informazioni ci ha impegnato non poco per renderlo fruibile a tutti perchè non bastava leggerlo ma verificarne fonti e attendibilità. La Ns Redazione, con piglio eretico, affronta argomenti di svariata natura, dalla Filosofia alla Storia dalle Arti alla Scienza, e cerca di fornire ai suoi lettori lavori degni di potersi definire scientifici e politicamente seri per una diffusione Social percorribile e costruttiva.
Crediamo di aver reso un servizio fuori dal Mainstream in linea con l’Etica del Web che prevede spazi di informazione per tutti a favore di ragionamenti, analisi  e visioni che non si schematizzano appunto in una informazione di parte.
Dal punto di vista tecnico, trasformare questo documento in pagina web, a nostro avviso, non rendeva giustizia alla qualità del contenuto per cui abbiamo ritenuto di lasciarlo in pdf e consentire di scaricarlo e leggerlo con più attenzione in off-line
∼∼∼∼∼∼∼∼∼∼

In questo documento si tenta di dare una sintesi quanto più possibile schematica ed esauriente delle macroscopiche contraddizioni sulla natura dei virus – la quale è logicamente alla base della pretesa “pandemia” da Covid-19 – in cui incorrono le diverse fonti ufficiali, tutte rigorosamente citate e virgolettate con relativi riferimenti, per consentire a chi volesse farlo di constatare con i propri occhi. Lo scopo è andare alla radice della questione senza perdersi in falsi problemi quali ad esempio se le cosiddette “mascherine” siano efficaci nel bloccare i virus o per quanto tempo essi “sopravvivano” nell’ambiente esterno, o ancora sulla necessità delle cure domiciliari per la Covid-19 piuttosto della famigerata e ormai quasi proverbiale accoppiata “tachipirina e vigile attesa”, ecc. Simili vane questioni hanno l’unico risultato di stornare le persone dal problema più radicale, l’unico che abbia davvero rilevanza: la natura stessa dei virus. Da essa discende tutto quello che inerisce alla fittizia “emergenza sanitaria” da Covid-19. Ciò che si vuol dimostrare è come in realtà la medicina ufficiale NON SA che cosa siano i virus, e come di conseguenza il decreto legge liberticida e incostituzionale n°19/2020 sul “coronavirus” e tutti i seguenti dpcm – semplici atti amministrativi che agiscono illegittimamente in deroga a più leggi vigenti, nonché persino allo stesso dettato costituzionale[1], le quali costituiscono nella gerarchia giuridica italiana le fonti primarie del diritto – abusivamente utilizzati persino per “legittimare” atti di rango superiore come i decreti-legge dell’attuale governo Draghi, siano stati concepiti ed emanati sulla base di una teoria astratta e imposta con la forza. Chi lo ritenga opportuno diffonda pure in ogni canale accessibile.

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Nell’era del globalismo tecnosanitario militarizzato la conoscenza è la nostra unica arma: chi non usa la propria testa verrà usato da quella di qualcun altro.

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Categorie: Emergenza sanitaria

Pubblicato da Ereticamente il 1 Marzo 2022

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Feli

    Immensamente grazie!!!!! È bello incontrare la luce e la trasparenza in un periodo così oscuro e caratterizzato dall’inganno. Continuate così, buon lavoro!

  2. Rita Remagnino

    Un lavoro davvero prezioso. Complimenti!

    Grazie all’Autore e alla Redazione per questo regalo.

    .

  3. Andrea Di Massimo

    Grazie a entrambi (o entrambe) per il generoso riscontro.

    Stimo molto il suo lavoro,dottoressa Remagnino, e mi sono trovato sempre in sintonia con quanto da Lei espresso nei suoi scritti “eretici”.

    A rileggerLa.

  4. Andrea Di Massimo

    Nello stesso solco di quanto approfondito nel documento in questione, segnalo che, di recente, oltreoceano è stato realizzato anche un film, il cui titolo, “Terrain”, si riferisce alla cosiddetta “teoria del terreno” – che in tale contesto sta per “organismo”, dalla definizione del quasi del tutto dimenticato medico Claude Béchamp – in contrapposizione alla fraudolenta e menzognera “teoria dei germi” del chimico Louis Pasteur, sulla cui base è stato edificato l’orrido e criminale castello dello spauracchio “contagionistico”.

    “Follow the money”, è proprio il caso di dire, poiché – per quanto tutto non si esaurisca nel semplice lucro – se la teoria egemone fosse diventata la prima, le case farmaceutiche non sarebbero forse neppure nate, e di certo non avrebbero assunto lo strapotere che hanno oggigiorno, grazie invece al “servigio” reso loro dal “grande scienziato” Pasteur.

    Di séguito il link al sito del film:

    https://terrainthefilm.com/

    Qui invece una breve intervista in proposito alla dott.ssa Bailey – la quale, oltre ad essere citata nel documento, compare anche nel film – con sottotitoli in italiano:

    https://www.protocollodelpopolo.it/2021/07/06/dott-ssa-sam-bailey-teoria-dei-germi-vs-teoria-del-terreno/

  5. Livio Cadè Staff

    Purtroppo leggo solo ora questo prezioso documento (mea culpa! ringrazio l’amico Pietro Carra che ieri me l’ha segnalato). Lavoro davvero indispensabile per capire che l’univo vero virus (ossia veleno) che oggi fa stragi nel mondo è quello della menzogna.
    Grazie all’autore e alla Redazione.

  6. Andrea Di Massimo

    Grazie a Lei per l’apprezzamento, Sig. Cadè, che mi ripaga ancor piú dello sforzo fatto. Questa era una delle cose che “mi bollivano in pentola” quando ne accennai sotto pseudonimo in uno dei tanti commenti ai suoi articoli, ma non so se lo ricorda. Proprio in molti di quei commenti, inoltre, avevo anticipato fatti, considerazioni e dati che sono confluiti poi nel documento in questione.

    Sento comunque il bisogno di ringraziare pubblicamente anch’io la Redazione di Ereticamente per avermi dato la possibilità di pubblicare questo lavoro. In altre sedi cui pure successivamente l’ho proposto non ho trovato la stessa disponibilità e lo stesso coraggio intellettuale, unitamente al rigore con il quale è stato esaminato il lavoro prima della pubblicazione, tutt’altro; solo parole, vaghe promesse di impegno poi disattese dai fatti, o semplicemente il silenzio. Sapevo che non avrebbe avuto vita facile ma averlo proposto a piú siti ed editori mi ha fatto toccare con mano quanto tanti sedicenti “controinformatori” alla fine non siano che “diversamente conformisti”, quando non di peggio.

    Ma sappiamo quanto quella verso la Verità sia una strada erta nonché, paradossalmente, irta di menzogne.

    Un saluto

    Lupo nella Notte

  7. Paola

    Grazie davvero…lavoro straordinario. Grazie Lupo/Andrea…

    Cercherò di farlo scaricare da pc, perché leggerlo in pdf da “smartcoso” è improbo. E un contributo tale merita lettura attenta e concentrata.

    Grazie ancora.

    • Paola

      … volevo dire “stampare”.

      • Andrea Di Massimo

        Grazie, Paola. Per carità!, gli “smart-cosi” dovrebbero essere bruciati in pubblica piazza, persino quelli senza “lasciapassare bilioso”…

        Personalmente avrei voluto esserci nell’epoca dei telefoni a gettone… 🙂

        • Paola

          …io c’ero, altroché se c’ero. E rimpiango le telefonate giovanili in pieno inverno, all’ aperto. Attaccati alle cornette passate di mano in mano, di bocca in bocca, trasmettendo terribili vaaaaairusssss…eppure, eravamo così sani.

          • Andrea Di Massimo

            Non ne dubito, e alcuni, come Lei, lo sono anche rimasti. 🙂 Io invece, fin da bambino, ho sempre avuto per le mani aggeggi elettronici… fortunatamente devo avere buoni anticorpi…. saran mica quelli monoclonali..? O forse mi confondo con quelli amuchinali..? Bah, la Scienzah un giorno farà luce sulla questione…

            Un caro saluto

          • Paola

            P.S. Qui a casa, tra dicembre e febbraio, un brutto vaaairusss ce lo siamo fatti. Sì, “quello”. Ma il “quello” non “quello”…un “quello” peculiare, forse il vero “quello”…causato da contatti “umani” (?), in ambito lavorativo, con 6/7pluri****…simultaneamente…sono poco chiara, ma non si può dire…

            • Paola

              …per “simultaneamente” intendo che i 6/7 erano stati pluri***** tutti lo stesso giorno…e dopo 10/11 gg…un bel regalo a noi (puri e intonsi…E incolumi sino ad allora…)

              Un caro saluto anche a Lei. 😉

              • Paola

                …veleno, puro veleno, come ha detto L. C. sulla menzogna, che condivido. Ma veleno è anche ciò che ci hanno regalato i pluri****. Non ho le conoscenze scientifiche(h)…ma il veleno a noi è arrivato dai loro involucri ripieni…senza alcuna ombra di dubbio.

  8. Andrea Di Massimo

    @Paola:

    Ho capito. Rimango dubbioso, però. Bisognerebbe vedere se davvero gl’inoculati possono trasmettere la loro “maledizione” anche agl’Intonsi (non sarebbe male definirla cosí la nuova Classe di Coloro che si sono sottratti all'”Obbligo Incoraggiante” – la, per certi versi anche geniale quanto ossimorica definizione, appartiene al Varano di Komodo in person…, pardon, “in rettile” – cosa che, se venisse dimostrata, sarebbe solo una conferma che difese immunitarie intatte reagiscono prontamente a veleni come quelli veicolati dalle inoculazioni sierali (nonché seriali, la “i” in tal caso è intercambiabile…), o se non vi sia stata piuttosto una causa concomitante che ha accomunato Lei e gli altri Intonsi.

    • Paola

      Non posso dilungarmi qua. Anch’io ero perplessa. Ma, mi creda, ne sono convinta. Anche per il decorso etc…veramente anomalo e pesante. Avevo letto alcuni articoli in proposito, che raccomandavano l’isolamento degli involucri riempiti di fresco per almeno un po’ di tempo.

      • Paola

        Eravamo in 2 in casa. Uno se lo è preso lavorando con gli involucri pieni e io a ruota, debilitata da assistenza ad avvelenato 1.

        • Paola

          Da notare che l’avvelenato 1 si era fatto tutte le manifestazioni, si era preso idranti in faccia, aveva avuto contatti con intonsi come lui alle proteste etc…si era autosospeso dal lavoro per 45gg contro il primo gp e ha viaggiato…sanissimo. Tornato, per necessità, al lavoro…richiamo seriale agli involucri e…..taaac! A giugno gli scade sgp da guarigione e per lui (non sanitario, ma incluso dal rettile vedi art 4bis 44/21) o dose o casa e miseria. Se fa la dose, col precedente “regalo”, per me avvelenato 1 ci lascia le quaglie.

          P.S. Io all’epoca ho rifiutato il mega cotton fioc con strepiti e minacce e mi hanno dato il massimo della pena. Quarantena contumacia di 21gg, dicendomi che non avrei avuto il spg da guarigione. Risposta: “chissenefrega”.

          • Andrea Di Massimo

            Sí, anch’io ne ho sentito ma finora non avevo avuto modo di constarne la veridicità, che è in fondo plausibile, se penso che, anni fa, traducendo un articolo che raccoglieva interviste a numerosi oncologi d’Oltreoceano, si diceva, tra gli altri orrori, che i pazienti oncologici “curati” con chemioterapici non dovrebbero condividere con altri oggetti personali né avere contatti troppo stretti, proprio per la tossicità dei farmaci che gli vengono somministrati passibile di trasmissione per contatto. A quanto pare il vero contagio l’ha inventato proprio la Scie(men)zah.

          • Andrea Di Massimo

            Errata corrige: “constaTArne”

  9. Livio Cadè Staff

    Sulla natura e le vie del ‘contagio’ sono perplesso anch’io.
    Ovviamente mi riferisco al manifestarsi di una patologia simile in persone venute in contatto tra loro, non allo pseudo-contagio, ossia al ‘positivo asintomatico’, che è solo una scemenza inventata per tenere in piedi il teatro del Covid.
    Forse noi ci concentriamo troppo su un agente unico di trasmissione, mentre potrebbe esserci una combinazione di vari fattori.
    Mi pare non siamo andati molto più in là dell’antica spiegazione («ab occulta coeli influentia»). Anzi, forse era più razionale quella…

    • Andrea Di Massimo

      Veramente non intendevo dire che per una manifestazione patologica vi sia un’unica causa – anzi, lo stesso concetto di “causa” è spesso equivoco e non ben identificabile – e men che meno parlerei di “trasmissione”, ragion per cui, non essendovi il contagio, fatico tantopiú a parlare di “pseudocontagio”; se il contagio è nullo dire che qualcosa sia “pseudonullo” è chiaramente non non-senso.

      Mi trovo molto in sintonia con ciò che ha scritto Elena: l’insorgere di una patologia ha origine endogena, ascrivibile all’organismo che la manifesta, e anche multifattoriale, con i fattori “sottili” che sono in prima linea nel delinearne l’insorgenza e lo sviluppo, ma non i soli. Dovrebb’esser chiaro però, che, a parità di condizioni, un organismo che possa contare su un buon “terreno” sia in grado di resistere molto meglio a qualsiasi tipo di pressione psico-emotiva rispetto a uno che si trovi in condizioni di debilitazione e/o di intossicazione interna.

      Oggi vi è assai poco equilibrio nell’affrontare la questione: da una parte abbiamo l’ottusa scienza ufficiale, che non ammette altra visione che la propria miope prospettiva razional-materialistica; dall’altra, di contro, abbiamo diverse discipline “alternative” moderne che offrono visioni totalmente sbilanciate dalla parte opposta, come la Nuova Medicina Germanica fondata dal dottor Ryke Geerd Hamer, i cui epigoni sono spesso andati molto piú in là di lui nell’estremizzarne gli aspetti piú “astratti”, la quale non vede, per contro, che le cause “sottili”, ignorando del tutto i comportamenti concreti del soggetto e ascrivendo qualsiasi manifestazione patologica a “conflitti irrisolti”, senz’alcuna considerazione dei fattori come alimentazione, respirazione, stile di vita, ecc. Non a caso, mi sembra che sia una visione che attecchisce molto in persone con assai scarso radicamento e molto portate all’elucubrazione mentale astratta.

      A volte le affermazioni piú semplici e all’apparenza “banali” sono anche le piú veritiere: la massima latina “mens sana in corpore sano” in fondo dice già tutto, ossia che non è solo la mente a influenzare lo stato di salute fisico, ma anche il corpo a influenzare quello della mente, poiché queste due componenti sono legate fra loro da un rapporto che è biunivoco e non a senso unico.

  10. Elena

    L’articolo è interessantissimo, costruito in modo inappuntabile sulle fonti, comprensibile nella sua formulazione (e utile con quei passi salienti sottolineati e in neretto)…
    Trovo sempre molto stmolante il punto di vista dell’antica medicina ayurvedica indiana sui cosiddetti ‘agenti patogeni’. I Krimi (microorganismi che si insinuano e si diffondono nel corpo). sarebbero già nel paziente, anzi sono il paziente stesso.
    Nel testo Caraka Saṃhitā del IV sec. a.C si dice che dallo stato di equilibrio o squilibrio del paziente dipende se i Krimi si manifestano come patologia oppure no. Dalla forza mentale e fisica del paziente dipendono le varie modalità di malattia e la loro manifestazione.
    In Āyurveda viene data particolare enfasi allo stato mentale come fattore determinante della condizione fisica e, in questo caso, anche dell’immunità e della resistenza alle malattie.
    Un punto di vista molto articolato e raffinato rispetto alle idee preconcette della medicina ‘chemiotossica’ (come dice il dott. Scoglio).

    • Andrea Di Massimo

      La ringrazio per il riscontro; mi ero in effetti chiesto se non avessi esagerato con le sottolineature e i grassetti, che potrebbero anche infastidire la lettura. D’altra parte mi sembrava il caso di evidenziare in qualche modo i passaggi piú salienti. Il punto di vista dell’Āyurveda è ricalcato nelle sue linee generali in gran parte dalla Scuola Igienistica Naturale che forse conoscerà, che è stato e tuttora è il principale riferimento di chi scrive a livello di pratica personale.

      Un sauto

  11. Livio Cadè Staff

    L’OMS avvisa che siamo a rischio di nuove grandi epidemie… Bisogna diffondere la cultura dei vaccini, che salvano milioni di vite (???…sicuramente fruttano miliardi di dollari)… celebrare la settimana dell’immunizzazione… il trionfo della medicina chemiotossica…

  12. Livio Cadè Staff

    Signor Di Massimo, ho usato il termine ‘pseudo-contagio’ per indicare un paradosso (cioè che vi sia ‘trasmissione di malattia’ tra persone non malate) cui neanche chi crede alla teoria del ‘contagio’ potrebbe dar credito, ammesso che sia ancora sano di mente. Questo è di fatto il fondamento di questo Grand Opera. Così, ancora oggi, si continua a fare il conto dei ‘malati di Covid’ mettendovi dentro persone sane, e si fa il conto dei ‘morti di Covid’ infilandoci tutti i ‘positivi’ o i sospetti positivi, anche se sono morti di tutt’altro.
    Ma, aldilà della tragica farsa Covid, il problema che mi pongo è un altro. Ossia, come accade che una malattia si diffonda in un tempo e spazio delimitati, all’interno di una città o di una popolazione? Se non c’è una trasmissione, un ‘contagio’, ovvero un passaggio di fattori patogeni tra le persone, come si spiega il fenomeno atavico delle epidemie di colera, tifo, peste ecc.? Si ricorderà dei Tartari, che buttavano i cadaveri degli appestati nella città assediata per diffondervi la malattia.
    La cosa diventa ancora più strana se, invece di un organismo batterico, si postula come causa il ‘fantasma virale’. In tal caso, la celebre storia dei nativi americani falcidiati offrendo loro coperte infettate dal ‘virus del vaiolo’ si ridurrebbe a letteratura fantastica.
    Personalmente (e nella mia innegabile ignoranza) penso confluiscano nell’insorgere di una malattia vari elementi – il cibo, l’acqua, l’aria, la terra, la genetica, il quadro astrale, il ‘karma’, le emozioni, traumi fisici o psichici ecc. (ultimamente penso vi contribuiscano molto anche i medici, i farmaci, i vaccini, l’inquinamento, l’elettrosmog ecc.).
    Nel caso di epidemie, vi sono sicuramente persone più ‘forti’ che non si ammalano, ma questo non mi pare basti a spiegare il fenomeno. Ammettiamo che vi sia in chi contrae l’infezione uno squilibrio, una vulnerabilità. Ma se escludiamo l’idea del contagio, di un passaggio per contatto, attraverso qualche tipo di comunicazione biologica, che ipotesi si può fare per spiegare l’improvviso diffondersi di sintomi uguali in una comunità? In tempi recenti questo si potrebbe spiegare con le vaccinazioni di massa, che introducono gli stessi agenti tossici in grandi masse di persone, con le radiazioni elettromagnetiche, col cibo contaminato ecc. Ma le epidemie sono storia antica.
    Io non ho risposte.
    Chiedo a Lei perché son sicuro mi possa aiutare a capire meglio.

    • Livio Cadè Staff

      P.S.: anche per me il concetto di ‘causa’ è equivoco. Io di solito preferisco parlare di ‘condizioni’.

    • Andrea Di Massimo

      Come ho già scritto piú sopra, sono convinto anch’io che l’insorgere delle patologie sia multifattoriale, e che coinvolga piú piani e non solamente quello fisico. Il termine “trasmissione” mi è sembrato improprio perché facile ad essere interpretato solo nella sua accezione oggi piú comune, ovvero quella “contagionistica”.

      Gettar cadaveri in putrefazione nelle fonti di acqua potabile provoca senz’altro danni, poiché la riempie di un’enorme quantità di tossine che vengono poi assorbite da quanti la bevano, indipendentemente che quelle persone avessero o meno i sintomi di una qualche malattia. Bere acqua avvelenata certo non giova a nessuno.

      Quanto ai Pellerossa, l’esempio del vaiolo è proverbiale ma nonostante questo, non ho le sue certezze riguardo alle storie che sono state tramandate al riguardo. Non mi stupirei se vi fosse molto di costruito a posteriori circa la “strategia” di “infettarli” con le coperte che si ritenevano contaminate.

      La sostanza è che tutte le cosiddette “malattie” sono generate internamente dal complesso bio-psico-animico dell’individuo e ben poco possono “penetrazioni” esterne se non in organismi già pesantemente debilitati. Piú che probabile che il brusco cambiamento di condizioni di vita causato alle popolazioni indigene dall’invasione dei bianchi – per le tribú delle Pianure, per esempio, si trattò di passare da una vita libera e nomade alla costrizione per essi innaturale di un’esistenza sedentaria – che costituí soprattutto un enorme trauma spirituale, la caduta del loro mondo, e della relativa visione delle cose che ad esso si accompagnava, abbia, sia per fattori fisici che psichici, indebolito la loro costituzione, causando la morte di molti di essi.

      Quanto sopra non esclude affatto “un qualche tipo di comunicazione biologica”, come l’ha definita Lei: gli esseri viventi tutti sono esseri elettro-magnetici, i cui campi emanativi individuali interagiscono fra loro analogamente a quanto avviene tra le persone, e questa comunicazione che sfugge alla percezione piú “grossolana” può essere definita come una sorta di “allineamento” energetico-biochimico che soltanto in persone che si trovino in condizioni simili, può portare a una dinamica di “pseudocontagio”, per usare di nuovo le sue parole, con quella piú “scarica” che parassita energeticamente quella che lo è meno, la quale se lo è solo di poco, finisce col debilitarsi piú o meno allo stesso livello. Questo può anche spiegare perché vi sia, tra quanti vengono esposti alle stesse condizioni o alle stesse persone che la scienza medica ufficiale definisce “infette”, chi si ammala e chi no. Cosa che non si può spiegare, invece, se si riduce esclusivamente la questione al solo piano fisico, dove un microrganismo patogeno dovrebbe svolgere la sua “missione” indistintamente contro chiunque.

      • Livio Cadè Staff

        La ringrazio. Le ipotesi che Lei fa sono quelle cui anch’io avevo pensato, anche se solo a livello di congettura personale.
        Sulla storia dei Pellerossa e del vaiolo, La devo correggere. A riguardo infatti io non ho alcuna certezza. L’ho solo presa emblematicamente come elemento di dubbio.

  13. Andrea Di Massimo

    Volevo solo aggiungere e precisare che il documento non è stato redatto per fornire una spiegazione univoca ed esauriente alla simultaneità con la quale in molti casi piú persone si ammalano – al netto della presente farsa pandemenziale… – ma per contribuire, sia pur in minima parte, a “smantellare la teoria virale”, come da omonimo titolo dello studio i cui estremi vengono forniti nel documento stesso, realizzato dal biologo dott. Stefan Lanka, ex virologo “pentito” – e ora per questo totalmente ostracizzato e screditato dall'”intelligencija” scientistica globalista – nel quale egli dimostra come le spiegazioni fornite al riguardo dalla scienza medica allopatica siano del tutto incongrue e irrealistiche, a cominciare dall’asserita facoltà riproduttiva dei virus del tutto impossibile per del materiale genetico inerte.

    Infatti le possibili spiegazioni “alterntive” di cui sopra non sono state incluse nel documento, eccezion fatta per il cosiddetto “effetto nocebo” noto anche alla medicina ufficiale, che di certo una parte l’ha avuta – e, temo, ancora l’avrà – nella farsa covidista, la quale probabilmente sta solo vivendo una “sosta ai box” già preventivata.

    Diciamo che nel documento è raccolto molto materiale inerente a ciò che si può definire “pars destruens”. A quella “construens” dovrà pensarci qualcuno ben piú ferrato in materia del sottoscritto.

    • Livio Cadè Staff

      Direi che la pars destruens che si evince dal Suo documento è chiarissima ed esauriente. Che restino dei dubbi sulle dinamiche di certe patologie è umano, cioè riflette l’inesauribile profondità della natura. Non credo potremo mai arrivare a ‘sapere tutto’.
      Mostrare la falsità, l’assurdità, l’incoerenza, gli imbrogli, la corruzione di questa ammorbante sedicente ‘verità scientifica’ (e dei suoi tirapiedi) è già un grande risultato. Grazie

      • Andrea Di Massimo

        Anch’io La ringrazio, Signor Cadè, per avermi dato l’opportunità di precisare, attraverso questo scambio dialettico e a beneficio di tutti quanti ne siano interessati, risvolti e implicazioni relativi a quanto trattato nel documento, rimasti precedentemente inespressi.

        Condivido l’impossibilità per la semplice “ragione” umana di addivenire a una spiegazione onnicomprensiva della genesi di ogni malattia. A rileggerLa.

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