Il Nuovo Ordine Morale – Livio Cadè

Il Nuovo Ordine Morale – Livio Cadè

All’inizio di ogni anno si è presi nel turbine degli astri, si cerca di udirne i misteriosi oracoli. Quel che non mi piace è dover condividere il mio destino con un dodicesimo della popolazione terrestre, senza distinzione di sesso, età, cultura etc. Contraddice il mio bisogno di intimità sapere che centinaia di milioni di persone avranno le mie stesse opportunità o difficoltà nel lavoro e in amore; che incapperanno in problemi di salute identici ai miei, un banale infarto, un tragico raffreddore.

Non vorrei però dare un’immagine distorta dell’astrologia, che considero una cosa seria, anzi, sacra. Certo più seria e affidabile della medicina moderna. Mi stupisco che, nell’opinione di tanti, alcuni medici passino per scienziati e alcuni astrologi per imbonitori o ciarlatani. Da parte mia, non avrei nulla in contrario a ribaltare questo pregiudizio. E credo che nessun astrologo, per quanto in basso possa cadere nel concedersi all’avanspettacolo o nel lucrare sulla credulità della gente, riuscirebbe mai a eguagliare l’abiezione di certi cosiddetti scienziati.

Per altro, mi paiono decisamente più degni di fiducia gli oroscopi, anche quelli di bassa lega, che non le divinazioni e i vaticini dei virologi. Comunque, essendo io digiuno di transiti ed effemeridi, mi asterrò dal far pronostici. Solo, dopo due anni di follia, vorrei augurarmi che il mondo rinsavisse. Ma un simile auspicio, lo riconosco, nasce sotto il segno del Nulla, e non v’è alcuna probabilità che si avveri. Far ritrovare alla gente la ragione perduta è impresa assai più ardua del viaggio lunare di Astolfo in cerca del senno di Orlando.

Purtroppo viviamo in un’era di superstizioni scientifiche. Questo ha drammaticamente compromesso il livello medio della nostra razionalità. “Dobbiamo aver fede nei dati scientifici”, si dice. E difatti la gente crede oggi ai contagi e ai vaccini come un tempo credeva alle pene dell’inferno e ai suffragi per le anime del purgatorio. Ma se quella fede poteva dare frutti di pietà, la nostra credenza nei ‘dati scientifici’ serve solo ad alienare l’uomo da sé stesso.

A ben vedere, la società moderna attribuisce valore apodittico a due cose: il discorso scientifico e l’informazione mass-mediatica. Questa ingenua fiducia è il perno su cui ruota oggi un grande piano di destrutturazione degli ordini sociali e antropologici. Lo scopo è subordinare il governo del mondo a un nuovo ordine morale, fondato non sulla ricerca del bene comune ma su un male generale che ridondi a vantaggio di un’infima aristocratica percentuale.

In effetti, che l’etica debba inclinare alla bontà è un pregiudizio legato all’idea di un Creatore dell’universo la cui natura coincide col Bene assoluto. Se però rifiutiamo questo postulato e lo sostituiamo con l’ipotesi che il mondo sia opera di un Demiurgo maligno, direi che la logica stessa ci forza a costruire la morale su un fondamento di malvagità.

Questo rende plausibile un’etica negativa, che veda nel desiderio e nella forza gli unici valori reali, e da ciò ricavi una prassi coerente. La superstizione scientifica, da parte sua, può sostenere la nuova struttura morale mostrando come “in natura” non esista un’etica della bontà e dell’altruismo.

Un tentativo astratto di formulare un’anti-etica si trova già sul finire del ‘700 nella “Apologia del diavolo” di Ehrard. Si tratta tuttavia non di una professione di fede satanica ma di un esercizio dialettico, tentativo di codificare una consapevole etica del male. Ehrard, giovane seguace di Kant, individua sette regole fondamentali cui il moralista diabolico deve attenersi.

  1. Menti sempre, apparendo sincero. In questo modo serviti delle persone secondo i tuoi fini.
  2. Appropriati dei beni altrui senza riconoscere ad altri alcun diritto di proprietà, ma proclama nello stesso tempo che la proprietà è sacra e inviolabile.
  3. Sfrutta le debolezze morali e psicologiche degli altri per realizzare i tuoi scopi.
  4. Induci gli altri a compiere atti immorali mentre affermi l’importanza della moralità.
  5. Non amare.
  6. Fai di tutto per rendere infelice chi vuol mantenersi libero e indipendente dalla tua volontà.
  7. Non pentirti mai. Porta a compimento le tue intenzioni con coerenza e determinazione, senza preoccuparti delle conseguenze per gli altri. Questo procedere risoluto ti conferirà apparenza di uomo forte e giusto e renderà gli altri tuoi schiavi senza che se ne rendano conto.

Erano ipotesi fittizie, espressioni di un Male in sé razionale, antitesi del principio aureo – non fare agli altri etc. – e della stessa idea kantiana di non usare le persone come mezzi. Tali regole contraddicono anche l’imperativo categorico di agire secondo una massima che valga come legge universale, in quanto presuppongono una personalità dominante che le applichi a danno degli altri. Rappresentano la forma maligna di una volontà individuale e auto-legislatrice che non riconosce altra legge oltre sé stessa.

Potremmo dirla, sic et simpliciter, l’etica di farabutti, ladri e tiranni, di politici dal cuore peloso («due sole massime hanno i Politici: simula e dissimula», diceva già  Mazzarino), di soggetti morbosamente egocentrici, estranei alle comuni relazioni di empatia con gli altri, irretiti nel loro delirio di onnipotenza.

L’Apologia fu tradotta in italiano da Benedetto Croce, che tuttavia ne restò deluso. Lamentò in essa l’assenza di quel Satana “forza vitale che è amore, poesia, lavoro, scienza, spontaneità, progresso, insomma il bene concepito nella sua interezza, pienezza, concretezza e storicità”. Il Satana di Michelet, “prodigioso edificio delle istituzioni moderne”, il Satana di Carducci e d’altri, emblematica commistione di  libertà, razionalità e tecnologia trionfanti sulle forze reazionarie dell’oscurantismo religioso. Feticcio, in fondo, di un demonismo romantico e ingenuo, cui certo difettava la lungimiranza.

Lo stesso Ehrard non fu preveggente, non immaginò che il suo diabolico eptalogo avrebbe trasceso l’ambito speculativo e trovato “piena, concreta, storica” attuazione nella realtà. Si stupirebbe perciò nel vederlo oggi applicato da ‘dittatori democratici’, giornalisti ruffiani, scienziati tartufeschi, usato come breviario di un perverso sistema economico e finanziario. Sbalordirebbe nel vedere le sue sette regole divorare la civiltà occidentale come un cancro, seminandovi metastasi di odio e di paura.

È noto che a guidare la politica o il commercio non fu mai l’etica francescana o buddista. Ma v’era un equilibrio che, pur tra difficoltà e ipocrisie, contemperava la rapacità dei più forti con la conservazione di alcuni diritti comuni, mediante il rispetto di un sistema di leggi, di Costituzioni, di principi morali. Solo nelle più cupe tirannie l’egoismo dei potenti dimentica ogni ritegno e non pone limiti ai suoi abusi.

L’attuale Tirannia dell’Emergenza (quella che da noi si potrebbe al momento chiamare ‘draghismo’) è di fatto la compiuta realizzazione del nuovo ordine morale teorizzato da Ehrard, elevato a sistema di governo globale. È dunque una tirannia subdola, ambigua e ipocrita, nascosta sotto un viscidume di menzogne (punto 1), che rende gli uomini schiavi inconsapevoli (punto 7). La superstizione scientifica ha in questo un ruolo determinante, superiore a quello esercitato in passato dalla superstizione religiosa. Infatti, a differenza della religione, la scienza è svincolata per sua natura da giudizi di valore. Può quindi avallare un sistema amorale – o antimorale – in quanto ‘naturale’.

Di fatto, la superstizione scientifica è servita da un lato a creare nella gente il terrore di nuovi inferni e a vendere nuove, ingannevoli indulgenze, dall’altro per autorizzare nuove inquisizioni e persecuzioni contro chi non crede. Si adempiono così i precetti di mentire sempre (punto 1) e di  strumentalizzare la fragilità interiore della gente (punto 3). Gli schiavi dovranno collaborare ai moventi e agli atti del Potere, considerandolo un gesto di responsabilità, senza sospettare il sovvertimento dell’ordine morale (punto 4). Dovranno credere che sia giusto odiare (punto 5) e punire (punto 6) chi invece si rifiuta d’esser schiavo, e che la violenza della tirannia sia scientificamente giustificata, anzi necessaria e mirabile (punto 7). Gradualmente accetteranno di rinunciare, per rispetto della nuova moralità, anche alla loro riservatezza e ai residui possessi personali (punto 2).

Avremo quindi il paradosso di una società che si crede libera ma si sente bloccata da catene invisibili; che attende la felicità futura, miraggio di un progresso messianico, eppure è oppressa da una cupa tristezza; che esalta il piacere ma si sente frustrata; che deve conciliare il suo ottimismo ‘evolutivo’ con la disillusione di un’esistere che appaga sempre meno i suoi reali bisogni.

Per questo, io credo, è stato di sollievo a tanta gente poter proiettare all’esterno il suo malessere. La pena che la dilaniava dentro, arrotolata su sé stessa, ha potuto finalmente srotolarsi. Il terrore del contagio l’ha alleggerita del suo intimo fardello perché le ha permesso di scaricarne parte del peso fuori di sé. Ha fornito al suo Male un nome e un volto (virus, non vaccinati etc.).

L’ha salvata  così dal conflitto con sé stessa, ovvero dal più ingrato dei problemi: l’essere responsabili  della propria sofferenza. Infatti, se il tuo nemico sei tu, come puoi vincere senza essere sconfitto? Di conseguenza, quasi nessuno accetta l’idea d’esser colpevole dei propri malanni. Perciò molti han provato una segreta voluttà nell’avere un Nemico esterno da combattere, nell’arruolarsi in un sedicente esercito della salvezza in lotta contro il Male. In realtà, diventando correi di un sistema che nutre i ladri e gli assassini e affama milioni di cittadini onesti. Reggendo il moccolo a chi stupra la Legge e la Giustizia. Servi ignari (punto 7) del nuovo ordine morale.

Come potrebbe rinsavire chi è caduto in questa suggestione diabolica? Dopo aver subito per due anni un quotidiano lavaggio del cervello (punti 3 e 4), dovrebbe sottoporsi a un condizionamento di segno contrario altrettanto potente e prolungato. E forse neppure questo basterebbe, perché certi mali son rapidi a venire e pigri nell’andarsene. Inoltre, è una prospettiva puramente teorica, dato che gli adoratori di Mammona continueranno a mentire (punto 1) e a nascondere le trame dei loro disegni.

Il lato debole del sistema è semmai una certa crepa logica, che potremmo chiamare “il paradosso dell’emergenza infinita”. Il Potere ha infatti creato uno stato d’emergenza sanitario ad hoc, che gli permette di conculcare i diritti dei cittadini in spregio di leggi e principi costituzionali; ma per giustificare le continue proroghe dell’emergenza deve mantenere alto il numero dei contagi; e l’irriducibilità dei contagi indica che le misure adottate, per quanto coercitive e repressive, son prive d’efficacia.

Bisogna dunque conciliare due realtà logicamente inconciliabili: 1) le costrizioni sanitarie e sociali sono benefiche e 2) tuttavia non producono alcun effetto benefico. Lo stratagemma usato per uscire dal paradosso è scaricare la colpa sui non vaccinati.  La logica che vi è sottesa è curiosa: più aumenta il numero dei vaccinati (ovvero cala il numero dei non vaccinati), più aumenta il numero dei contagi e dei ricoveri. Ergo, se ne deduce che per ridurre il numero dei contagi e dei ricoveri bisogna aumentare le vaccinazioni.

Questo ragionamento, degno del Cappellaio matto o di Humpty Dumpty, sembra logico ai più. Dunque, se a misura che cala il numero dei non vaccinati aumentano i contagi, quando resterà un solo non vaccinato dovremmo avere il picco massimo dell’epidemia. Ma, con altre inferenze assurde, si potrebbero indicare come responsabili dei contagi gli animali domestici, il clima o la sfortuna. Poco importa. Nessuno si lamenterà dell’incongruenza finché i media imbottiranno il cervello della gente di narcotici e stupefacenti. Quel che al Potere preme non è la logica ma, con qualche pretesto, rendere lo stato d’emergenza interminabile quanto un’analisi freudiana.

In pratica dovremo dunque assistere al grande dramma della pandemenza fino all’agnizione finale, a una crisi o catarsi risolutiva. Mi pare improbabile che la recita venga sospesa in anticipo, vuoi per decisione di chi l’ha ideata e messa in scena o perché disertata dagli spettatori. Questo per tre motivi:

  1. è impossibile che un sistema satanico mostri segni di resipiscenza (vedi incipit punto 7)
  2. nessuno tira il collo a una gallina finché fa le uova d’oro (vedi punto 2)
  3. il pubblico è incatenato alla sedia, anche se non lo sa (vedi chiusa punto 7).

Senza consultare l’astrolabio prevedo quindi che dopo aver imparato l’alfabeto greco, potremo passare a quello ebraico o al sanscrito, che ha 54 lettere. Immagino verremo sommersi dalle sempre mutevoli onde dei contagi, da cui ci difenderà, si fa per dire, la salutarem undam del battesimo vaccinale. Qualcuno resisterà, cercando di galleggiare sui relitti del buon senso, tra i flutti del delirio collettivo. Ma, a meno di interventi esterni e miracolosi o di sconvolgimenti inattesi, proseguiremo la mesta catabasi verso l’oltretomba della civiltà, dove già vagano numerose le ombre della nostra cultura, della nostra arte, dove geme il fantasma del Diritto.

Se non vi fossimo personalmente coinvolti potremmo guardare allo sfascio della nostra società con distaccato interesse storico-scientifico. I posteri ne parleranno infatti come di un gigantesco esperimento – non più condotto in ambiti ristretti e su pochi soggetti ma sull’intera popolazione mondiale – per stabilire fino a che punto sia possibile corrompere, manipolare, controllare, allucinare la coscienza delle masse.

Potremmo osservare la bolla psicotica che va dilatandosi, come si guarda un bambino soffiare in un palloncino che si gonfia sempre più, e chiederci: quando scoppierà? Fino a quando la gente berrà l’olio di ricino dei media come fosse rosolio e crederà a chi presenta il falso come vero e viceversa? («Quae falsa sunt vera ostendere, quae vera sunt falsa demonstrare» direbbe san Gregorio).

L’esperimento finirà forse quando i non vaccinati verranno stanati e linciati dalla folla inferocita. Quando le persone, vedendo il termometro segnare 37.3, chiameranno a raccolta i loro cari per rendere l’estremo saluto. Quando i genitori uccideranno i figlioletti cui gocciola il naso per proteggere i nonni novantenni. Forse allora ci fermeremo. Ma su questo non azzarderei previsioni.

In sostanza, anche se in questi giorni sentiremo ripetere l’antico ritornello – “anno nuovo, vita nuova” – temo che il 2022 ricalcherà vecchie orme e forse vi sprofonderà. Tuttavia, è d’obbligo in questi giorni lasciare un pertugio alla speranza. Quindi, ricorderò quello che disse un vecchio saggio: “per non ferirsi i piedi con le spine, non è necessario rivestire di cuoio la Terra. Basta indossare un buon paio di scarpe”.

Dopo aver guardato le stelle, il mio consiglio – valido per ogni segno tranne per chi ha l’ascendente in Vaccino – è dunque questo: non cercate di cambiare il mondo, nessuno v’è mai riuscito. Solo,  fate attenzione alle sue spine. E non disperate. Per quanto sia lunga la notte, nessuno può fermare l’alba. Ai folli, che non mi ascolteranno, consiglio invece di recarsi sulla Luna, dove giacciono le cose smarrite dagli uomini, in cerca dell’intelletto perduto. Infine, ai soci della cricca satanica consiglierei di andare all’inferno, ma mi sembra pleonastico,  ça va sans dire.

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Categorie: Cultura & Società

Pubblicato da Livio Cadè il 2 Gennaio 2022

Commenti

  1. Franco

    Straordinaria sintesi come sempre.
    Solo sull’ultima parte non posso essere d’accordo.
    Perché è impossibilitate, addirittura folle, pretendere di cambiare il mondo?
    Il mondo è cambiato grazie alle volontà di pochi e all’apatia dei più.
    Poteva cambiare in modo diverso ma questo siamo noi ad averlo permesso.
    Dubito che la pazienza e la certezza del crollo del castello di menzogne possa bastare.
    Non sapremo mai quello che ci sarà dopo se non ci mettiamo in testa cosa vogliamo e soprattutto come ottenerlo.

    Un caro saluto e sinceri auguri di buon anno

    • Livio Cadè Staff

      Evidentemente, caro Franco, Lei è più ottimista di me.
      Nel Vangelo di Giovanni troviamo scritto: «Non prego per il mondo, ma per quelli che mi hai affidato».
      Pregare per questo mondo sarebbe infatti fatica sprecata.
      Ovviamente il nocciolo del problema è il significato della parola ‘mondo’.
      Se Lei pensa si possa migliorare una data società, la sua politica, la sua cultura, gli uomini che la compongono, allora potrei anche esser d’accordo.
      Del resto, ora stiamo vedendo quanto sia possibile peggiorarla. Quindi immagino sia possibile anche il contrario.
      Ma per ‘mondano’ io intendo proprio una negatività congenita dell’esistenza (qualcuno direbbe il suo ‘diabolico’).
      La notiamo lungo tutta la storia dell’uomo e nessuno l’ha mai cambiata.
      Anche a Lei tanti auguri di un anno propizio.

  2. franco

    Il più saggio dei re (forse era Salomone)
    ordinò ai sapienti della Terra
    di raccogliere tutti i libri esistenti
    Poi chiese loro di riassumerli in un unico volume
    e questo in un’unica pagina
    e infine in un’unica parola.

    Il risultato di questo lavoro andò distrutto nell’incendio della Biblioteca di Alessandria e da allora i tradizionalisti mediterranei sono alla ricerca della Parola Perduta…
    Essa era il primo comandamento che il Creatore assegnò alla cellula vivente: “Sopravvivi!”
    Per l’essere umano la la sopravvivenza si concretizzò nel lavorare, nell’amare e nel combattere per il divenire.

    Mi sono permesso questa citazione solo per dire che il mondo è così, non lo cambieremo, certo.
    Ma non per questo la lotta è inutile e mai come ora è necessario tornare a sporcarsi le mani

  3. Michele Simola

    Dopo due anni di pandemenza casualmente scoppiata ad inizio 2020, e malamente gestita da due dei governi peggiori della storia di questa repubblichetta, commissariata dal 1945 dagli yankee, che rappresentano la finanza internazionale apolide giudaica, la gran parte della popolazione, grazie ai provvedimenti intrapresi, si ritrova con il cervello devastato e con sinapsi disconnesse, oramai la loro materia grigia presenta neuroni che servono solo a svolgere funzioni elementari.
    L’applicazione dei principi di Ehrard è sempre stata utilizzata dai politici, mentire per essi è come respirare aria pura, tuttavia oggigiorno la menzogna predomina in ogni campo dalla politica alla scienza (che non esiste più in quanto tale, ma in quanto utile alle multinazionali quotate in borsa), dalla medicina all’economia, alla scuola etc.
    Scienza e medicina non servono più a migliorare l’esistenza umana, ma servono ai governi per confinare, ingabbiare, costringere i popoli ai diktat della finanza internazionale. La scienza non segue più il metodo galileiano ma impone un pensiero dogmatico di tipo religioso, una convinzione fideistica sulle scelte medico-scientifiche che lascia perplessi coloro i quali credono nella scienza quella vera.
    Il governo in carica nel 2020 era l’espressione di uno scadimento della politica ingenerato dalla disaffezione del popolo Italiano ai politici voltagabbana che hanno Imperato negli ultimi vent’anni.
    Il governo in carica oggi è l’espressione dei poteri forti della finanza: il premier non eletto si è circondato dei peggiori elementi in circolazione, indispensabili per poter procedere ad imporre la sua visione al cdm, rendendo il parlamento solo un inutile corollario di questa politica che ha intrapreso la strada della dittatura tecno-sanitaria. Gli esperti, e qui ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere, i medici che ormai sono in pianta stabile nei programmi televisivi, in due anni hanno affermato tante di quelle corbellerie da avere perso ogni credibilità. Sono assurti al ruolo di primedonne e gli italoidioti assorbono dai programmi TV ogni stupidità per quanto incredibile, come verità assoluta e incontrovertibile. Ogni voce contraria che si leva dal coro deve subito essere repressa additando il dissenziente come incosciente contrario ai vaccini, gli idioti esultano quando coloro che hanno il coraggio di dire ciò che pensano, subiscono un linciaggio mediatico che oggi è la norma per screditare chi dissente.
    Le analisi svolte dai pennivendoli,mi pare che il termine sia quello corretto, e dagli opinionisti non hanno alcun valore, essendo questi al servizio di potentati economici che assicurano loro privilegi e lauti compensi, i loro lavori sono fuorvianti trattandosi di propaganda neoliberista, mondialista.
    I politici si ostinano a difendere quelle misure che sprofonderanno il Paese nel baratro e porteranno la nazione ad essere messa all’asta al miglior offerente.
    Stiamo assistendo, senza che figure istituzionali di riferimento in uno stato di diritto, capo dello stato e magistratura, facciano alcunché, allo smantellamento dei diritti costituzionali da parte del potere mondialista dominante. La costituzione, peraltro a mio modo di vedere, dettata dalla frammassoneria americana, che già aveva ripudiato la forza per la risoluzione delle controversie fra gli stati, e quindi ci aveva ridotto a “calabrache”, quella costituzione tanto osannata dalla sinistra, è diventata oggi carta straccia e i suoi principi calpestati e annullati.
    La “pandemenza” ed il suo stato di emergenza rinnovantesi di continuo, in barba a qualsiasi legge, ha creato odio e livore in tutti coloro che da due anni a questa parte subiscono il lavaggio del cervello e la lobotomia praticata dai media. Questo livore e odio si manifesta sui social: qualche giorno addietro, il 29/12 precisamente mia nuora mi faceva vedere un’immagine di Twitter inviatale da un’amica in cui una povera demente sfogava un odio incoercibile nel confronti dei nuovi untori del XXI secolo, questa tizia apostrofava i non vaccinati come idioti, cialtroni e augurava loro di morire dopo aver sofferto ed essere stati intubati. Lo stato ed i suoi ministri di culto, perché ormai di questo si tratta, sono riusciti nell’intento di scatenare l’odio e i folli sentimenti di una popolazione abbrutita dal distanziamento, dall’isolamento e dal terrore. In pratica una moltitudine di persone, e ne conosco tante, ha rinunciato a vivere per la paura di morire, nella realtà sono già morti.
    I non vaccinati sono diventati il capro espiatorio dell’inefficacia e mancato funzionamento del siero anti-covid: controvertendo le regole della medicina il siero non funziona perché ci sono i non vaccinati! Dovremmo riscrivere i testi di medicina introducendo tale perla scientifica.
    L’emergenza durerà fino a quando la narrazione ufficiale servirà a far vendere pseudo vaccini, mascherine, disinfettanti, tamponi e altre amenità simili, la popolazione drogata dalle stupidità affermate, ormai crede che anche l’asino può volare.
    Quando avranno distrutto ogni attività lavorativa, in un paese che non ha mai offerto grandi possibilità, quando saranno riusciti nell’intento di smantellare la proprietà privata, che è uno dei dogmi del neocapitalismo, privandoti di tutto che verrà incamerato da loro, allora queste iene feroci molleranno le carcasse di quella che era la sesta potenza industriale nei primi anni ottanta del secolo scorso.
    Il papa di Roma è uno di quei tristi figuri che si è lanciato nel panorama mediatico per raccomandare il vaccino, non è una figura che unisce, al pari dei politici porta solo odio e divisione in un Paese perennemente diviso.
    Al contrario del cristianesimo religione distruttiva e malvagia nella sua essenza intima, il paganesimo viveva dell’armonia fra uomo e natura e della corrispondenza fra realtà e volere divino.

  4. Diego

    »Le masse saranno sempre al di sotto della
    media. La maggiore età si abbasserà, la barriera
    del sesso cadrà, e la democrazia arriverà
    all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle
    cose più grandi ai più incapaci. Sarà la
    punizione del suo principio astratto
    dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di
    istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di
    essere uomo e il delinquente di correggersi. Il
    diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà
    in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché
    non riconosce la disuguaglianza di valore, di
    merito, di esperienza, cioè la fatica individuale:
    culminerà nel trionfo della feccia e
    dell’appiattimento. L’adorazione delle
    apparenze si paga.”

  5. Michele Franceschini

    Da sempre l”inizio anno ha rappresentato l’occasione di esprimere dei propositi di fiducia. Non è per fede in una religione o in un ideologia politica ma per la semplice conclusione di un ciclo ed inizio di un nuovo ciclo ed a questa fase ognuno nella storia dell’umanità ha dato il significato più idoneo in base alle proprie convinzioni. Naturalmente la speculazione può variare fra chi è disonesto o idealista, filosofo o materialista ma il termine del ciclo determina per ognuno un desiderio di riflettere sul significato della fase conclusa e sulle prospettive della nuova fase. La pandemia può in qualche modo influenzare chi teme un nuovo aumento dei contagi e una crescente precarietà della nostra vita ma l’atteggiamento è comunque influenzato dalla nostra fiducia nell”essere umano di vivere come vittima della storia o come protagonista di nuove prospettive.
    La nostra personale capacità di interpretare la vita è in questo inizio d’anno, l’atteggiamento che può aiutare ad infondere una nuova prospettiva alla nostra esistenza.

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