Un esito incredibile di un gioco di magia col pentacolo di Abramelin il Mago – Gaetano Barbella

Un esito incredibile di un gioco di magia col pentacolo di Abramelin il Mago – Gaetano Barbella

Nel mondo magico di Harry Potter, creato dalla scrittrice britannica J. K. Rowling, la magia è descritta come una forza naturale che può essere usata per ignorare le normali leggi della natura e per compiere azioni fuori dall’ordinario. Molte creature magiche esistono nella serie e alcuni animali comuni hanno abilità magiche che non possiedono normalmente (come i gufi, che sono usati per trasportare la posta). Gli oggetti possono essere migliorati o modificati con l’uso della magia, così come possono essere preparate pozioni magiche.1 Ma con Harry Potter non siamo nella vera magia che è ben altro. Comunque può capitare, sempre per gioco – mettiamo all’Harry Potter -, che nel cercare di trarre eventuali vaticini da un Pentacolo magico, di un grande mago del passato avvolto quasi nel mistero, di ottenere dei responsi davvero sorprendenti, a dir poco. Infatti a gioco inoltrato, con meraviglia si finisce col restare esterefatti per delle rivelazioni che disorientano, creando anche del panico per la portata del vaticinio che vi è derivato, al punto di dire «ma è tutto vero?».

La Sapienza nascosta dell’Abramelin

«Il testo da cui è tratto il Pentacolo magico, di cui si è appena accennato, compreso nei cosiddetti Grimoire, è La Magia Sacra di Abramelin il Mago, noto agli occultisti semplicemente come l’Abramelin. Secondo Pier Luca Pierini R. nel suo volume La Magia Segreta (Edizioni Rebis, Viareggio 2005), questo Grimoire utilizza un sistema cerimoniale conosciuto e praticato nell’ambito della Rosa Croce Aurea tedesca, e in seguito acquisito a livello operativo anche dall’Ordine della Golden Dawn e da altri ordini iniziatici occidentali.

La struttura operativa del manoscritto è imperniata sull’evocazione del Sacro Angelo Guardiano, che può essere assimilato anche all’Io più profondo, la controparte invisibile o Adam Kadmon, Mayorca 3 l’Uomo Celeste Cabalistico. [si raccomanda di ricordare il suddetto Sacro Angelo Guardiano assimilabile anche all’IO più profondo, perché a gioco inoltrato si vedrà emergere a sorpresa un certo IO – ndr] Tale pratica, presuppone una preparazione di altissimo livello, con buona pace dell’intera schiera di orecchianti dell’occulto e dei presunti maestri da operetta, che vantano poteri strabilianti per coprire le loro frustrazioni. Il testo è stato redatto da Abraham l’Ebreo, il quale ricevette la conoscenza della Magia Sacra, dal sapiente Abra-Melin (Abramelin, Abramelim, o Abraha-Melin) il Mago Egizio, e a sua volta Abraham la lasciò al figlio minore Lamech. Come affermato da Abraham l’Ebreo, il particolare sistema magico che compone il Grimoire affonda le sue radici nella Cabala, e quindi impiega il valore numerico racchiuso nelle lettere dell’alfabeto ebraico allo scopo di porre in rilievo le analogie che intercorrono tra le parole. Possiamo dire a riguardo, che l’aspetto connesso con la Cabala pratica si applica agli insegnamenti di ordine mistico per poter estrapolare da questi effetti magici. Nell’Abramelin e nell’esposizione cabalistica che lo riveste, vengono presentati con cognizione di causa (non come accade con certi testi di matrice scadente) e mediante un’accurata classificazione, i vari ordini celesti correlati con i nomi angelici e divini, e le schiere di Angeli, di Spiriti e di Demoni. Vengono forniti inoltre i nomi particolari (segreti) degli Arcangeli, degli Angeli, delle Intelligenze e dei Demoni. In questo modo è possibile addivenire a una perfetta conoscenza del Mondo Invisibile, anche attraverso le differenti corrispondenze, le diverse affinità e le avversioni presenti nella dimensione astrale. Come puntualizzato da Abraham, i pentacoli e i simboli sono delle basi valide ed equilibrate per captare le forze magiche, a patto che questi siano assimilati e compresi dal mago che deve richiamare su essi dette forze altrimenti, nella migliore delle ipotesi, costituiranno solo dei diagrammi piatti, e privi dell’autentico valore operativo. Solamente l’iniziato che ne ha compreso il senso riposto e il valore intrinseco potrà usufruirne ed essere protetto dai glifi magico-cabalistici, con l’ausilio della sua volontà, adeguatamente focalizzata e sostenuta. Esistono degli interessanti parallelismi tra questo Grimoire e la celebre raccolta Le Mille e una Notte, testo magico-simbolico che nel terzo libro raccoglie un gran numero di istruzioni e di indicazioni finalizzate a produrre effetti similari a quelli del testo da noi presentato. Un chiarimento si rende necessario. Spesso nel corso della trattazione si incontrano nomi e cifre legati ai Demoni. In proposito è bene sapere che la parola demone deriva dal Greco dai mon, e allude molto semplicemente ad ogni sorta di spirito, tanto buono quanto malvagio».2

Il Mistero svelato del quadrato magico di Abramelin il Mago

Niente di tutto ciò che è stato appena detto, cioè di operazioni magiche nel gioco che ora andrò a predisporre per il quadrato magico di Abramelin il Mago. Niente Angeli e Demoni, anche se verso la fine si accennerà a degli Angeli. È solo un procedere, come per gioco, intorno al suddetto quadrato magico che non è compreso dei noti quadrati magici studiati anche in matematica. Questi sono costituiti da una matrice quadrata di numeri interi positivi da 1 a n2, tale che la somma degli n numeri in ciascuna riga, colonna e diagonale principale sia sempre lo stesso numero, chiamato costante di magia. I più noti sono quelli di Cornelio Agrippa (1486-1535), alchimista, astrologo, esoterista e filosofo tedesco nel suo libro “La Filosofia Occulta o la Magia”.

L’esposizione dei quadrati magici in genere, di solito sono un appassionante gioco misteriosamente attrattivi, e possono rientrare in un ipotetico piano logico segreto esprimibile in codice numerico. E se così è, per il quadrato magico di Abramelin, si pone la domanda che vi consegue, cioè a che cosa possono servire le eventuali relative decifrazioni in base ai codici numerici? Potrà sembrare incredibile, ma dagli esperimenti fatti sul quadrato magico di Abramelin che esibirò fra poco, sembra che vi derivino dei messaggi del genere “profetico”. Altro termine non trovo per dire la stessa cosa. Di qui il passo è breve per legare questo criterio di valutazione, alla crittologia che è la disciplina scientifica che si occupa delle scritture nascoste, nel suo duplice significato: da un lato comprende infatti l’ideazione di metodi sempre più sicuri per occultare il reale significato di determinati segni (crittografia), (lo scopo del mago Abramelin) dall’altro riguarda la decifrazione di testi occultati senza conoscerne a priori il metodo usato (crittoanalisi). Il termine deriva dal greco kryptòs (nascosto) e logos (discorso), ovvero discorso nascosto. Crittografia e crittoanalisi sono le due facce della stessa medaglia, una medaglia che nel corso della storia ha dato più importanza all’una o all’altra, alternativamente.3

Riprendendo la spiegazione data sul risultato delle decifrazioni crittologiche sul quadrato magico di Abramelin, che ho definito “profetiche” in mancanza di altre definizioni analoghe, essendo impossibile avere prove a riscontro se non a posteriori, ma inaccertabili, non saprei come ritenerle di valore scientifico, tuttavia per l’ingegno che vi si applica per ottenerle, se non altro ha notevole valore didattico. Mettiamola così ora, poi si vedrà. Per non parlare del punto di osservazione esoterico e allora l’interesse diventa sostanziale, poiché si ha modo di confrontarle con le concezioni esoteriche per trovarne eventualmente i nessi che le comprovano.

Comunque, per stare al tema promesso dal titolo di questo scritto, cioè di un gioco di magia, mi viene in mente tutta la didattica scolastica nel proporre giochi e passatempi per studenti ma anche per chi è preso dalle stesse cose fuori dall’ambito scolastico: perciò ecco un’occasione per proporre questo nuovo gioco per gli appassionati – mettiamo – delle avventure magiche di Harry Potter della serie di romanzi fantasy ambientata principalmente nell’immaginario Mondo magico. Oppure delle rocambolesche avventure di Indiana Jones l’archeologo protagonista di una serie di quattro film d’avventura. A chi non attrae il Mistero? E ben venga allora almeno per la via dei giochi oltre a quello dei sogni. Tanto più, come vedremo, la ricerca sul quadrato magico di Abramelin il Mago sfocia in un lago della fantasia, un game per smartphone e tablet che trasporta l’utente in una storia fantasiosa di un Conclave del Vento – Con Siamat, Signore del Vento del Sud, imprigionato dai Tol’vir di Neferset, ecc. ecc.

Non molti anni fa Giorgio Gaber cantava che «l’uomo non ha più il gusto del mistero», individuando nello smarrimento del senso del mistero e del sacro una cifra precipua del nostro tempo. Ma dal lato utile, il Mistero può rientrare per ravvivare una pianta in noi, ora rinsecchita, ma che un tempo forniva bei frutti all’uomo che li gustava motivandolo nella sfera dell’interiorità, oggi invece simile a deserto. E col Mistero svelato dal quadrato magico di Abramelin il Mago, vedremo che non tradirà questa aspettativa, e lascerà di stucco, a cominciare dal ragazzo in me, per il risultato che vi deriva.

Il quadrato magico di Abramelin il Mago

Il Pentacolo magico su cui è riportato di seguito il quadrato, detto di Saturno, (fig. 2) fa parte insieme a tanti altri simili, nel libro “The Greater Key of Solomon” di MacGregor Mather (1854-1918) che ha origine, dal libro “La Magia Sacra di Abramelin il Mago”, un manoscritto del XIV secolo. Questa opera letteraria è tutta incentrata su una particolare trattazione del suddetto Pentacolo di Saturno che i praticanti di magia mettono in guardia dal non ardire di scoprirne l’arcano se non si è degni di poterlo fare. Essi avvertono, come già detto in precedenza) che in mancanza di una vera predisposizione e di un’adeguata preparazione, tali pratiche possono divenire estremamente pericolosi e ritorcersi contro coloro che ne abusano impunemente.

Fig. 2: Quadrato magico ROHASCH in ebraico.

Ma forse è il tempo a far sfocare questa presunta pericolosità perché oggi, con una mentalità diversa, diventa effettivamente quasi un gioco da ragazzi decrittare – mettiamo – il Pentacolo magico di Abramelin il Mago, passato successivamente nelle mani più di quattro secoli dopo del Mago MacGregor Mather, ma sempre del passato.

Perciò da moderni ricercatori, nella finzione di un gioco farò vedere che, potendo far conto sull’informatica oggi al suo top, si può simulare la parte del mago. Sappiamo, per cominciare, che del Pentacolo di Saturno, mostrato all’inizio e ora dalla fig. 2, la parte saliente è un quadrato cosiddetto magico, formato da 25 caselle con caratteri ebraici.

Tutto il segreto arcano dunque, è racchiuso nelle 25 caselle di questo quadrato, e si presume che secondo le diverse disposizioni dei caratteri, si potrà far luce sui responsi che mi proporrò di ricercare. Non ci aspetta altro, a questo punto che far conto sul Google Translate, “intimamente” anche nelle mani del dio Saturno per la conoscenza racchiusa nel pentacolo omonimo, quello che più conta per il mondo dell’informatica al servizio anche di questo dio. Stiamo al gioco come quell’Harry Potter, creato dalla scrittrice britannica J. K. Rowlin.

La peculiarità di questo quadrato magico è che le parole poste nelle 5 caselle laterali del quadrato, è sempre la stessa sui quattro lati e per questa proprietà è definito palindromo. Perciò la prima operazione che andrò a fare è la traduzione di questa parola con caratteri ebraici, che è רוחאש, servendomi del Google Translate:

רוחאש = Rohash

Rohash e le coincidenze significative di Carl Gustav Jung

Che significato può avere Rohash, appena ottenuto dalla decifrazione di רוחאש, è difficile dirlo poiché facendo una ricerca su Internet le prime pagine parlano solo di un gioco, un game per smartphone e tablet che trasporta l’utente in una storia fantasiosa di un Conclave del Vento – Con Siamat, Signore del Vento del Sud, imprigionato dai Tol’vir di Neferset, i luogotenenti di Al’Akir scalpitano per entrare nel Conclave del Vento. Gli altri membri del Conclave sono: Anshal, Signore del Vento dell’Ovest, le cui brezze possono curare gli alleati o avvelenare i nemici.

Fig. 3: Game del Conclave. Rohash Signore del Vento dell’Est.

E siamo ora al personaggio che più ci interessa per la ricerca in corso sulla parola Rohash (fig. 3) che è il nome del Signore del Vento dell’Est, le cui tempeste possono ridurre le montagne in polvere. Poi c’è Nezir, Signore del Vento del Nord, le cui raffiche gelide hanno spezzato più vite degli altri venti assieme.

Al’Akir il Signore del Vento – Dotato di grande intelligenza e scaltrezza – fu in passato lo stratega più importante dell’orrido esercito degli Dei Antichi. In seguito al Cataclisma, si è alleato con Alamorte e ha ritorto i suoi poteri divini contro gli antichi nemici degli Elementali dell’Aria: i Tol’vir.4

Resta ora di trovare dei nessi in base ai risultati della ricerca, per veder legato Rohash il signore del Vento dell’Est, a un vero personaggio di una certa realtà – mettiamo – esoterica o religiosa.

Ci viene in soccorso il noto psicanalista Carl Gustav Jung con il suo principio della “sincronicità” con le “coincidenze significative”, ritenendo appunto Rohash il signore del vento dell’est un personaggio, la faccia di una medaglia, il cui di sotto è quello che forse cerchiamo, il giusto Rohash. E poi ci rassicura la traduzione di רו ח א ש = Spirito che è lo stato finale di un processo alchemico della Grande Opera, e Rohash del gioco del Conclave può riferirsi allo stato grossolano della materia alchemica in lavorazione. Ed ecco le due facce della suddetta medaglia. E veniamo alla “sincronicità” junghiana.

«Sincronicità è quando pensi ad una persona che non senti da tanto e qualcuno ti porta i suoi saluti. Quando stai progettando di fare un viaggio in Cina e in tv danno “L’ultimo imperatore”. Quando decidi di smettere di fumare e mentre sei fermo al semaforo, dal finestrino aperto della macchina ti vola in grembo il volantino “Addio alle sigarette in 10 giorni, corso intensivo, risultato garantito”.

La sincronicità è quando dici: “Che coincidenza…”.

Sincronicità è quando ti succede qualcosa che sembra “per caso” ma che si combina così perfettamente con gli eventi della tua vita da farti battere il cuore forte e pensare: “Sembra destino”!

E anche quando arrivi in un posto che sei certo di non aver mai visto prima e riconosci l’insegna di un negozio. “È un déjà-vù”. Pensi allora, e di nuovo ti batte forte il cuore.

Sincronicità è tutto questo: è “coincidenza”, è “déjà-vécu” (un’esperienza precedentemente vissuta – ndr), è “destino” e “casualità” tutto insieme. È quello che ti fa sentire allineato con l’universo, come parte di un grande disegno.

A parlarne per la prima volta in modo organico ed approfondito è stato Carl Gustav Jung nella sua opera del 1952 – una delle ultime del grande psicoanalista svizzero – dal titolo “Sincronicità come principio di connessioni acausali”, per la cui redazione finale si avvalse della collaborazione con il fisico, premio Nobel (e suo grande amico), Wolfgang Pauli. L’intuizione che la vita di ciascuno di noi sia costellata di eventi che hanno un profondo collegamento con il nostro inconscio, gli venne a seguito di un episodio “illuminante”.5

A questo punto subentra la speciale funzione dell’informatica con il Google Translate e questo fa la differenza. E per prima cosa si tratta di fare dei tentativi distaccando i caratteri della parola Rohash cioè רוחאש e poi trovare la traduzione che si dimostra coerente. Questo modo di procedere può rientrare in nella crittoanalisi che analizza anche in questo modo il senso della ricerca. Infatti una di queste possibilità è interessante:

רו ח א ש = Spirito

Vedremo fra poco quanto sia importante quest’altra decifrazione per legare Rohash il Signore del Vento dell’Est, del gioco del video game del Conclave, col giusto indirizzo profetico del quadrato di Abramelin riservato al futuro, come se fosse la “bottiglia del naufrago”. E tutto attraverso il Google Translate.

Occorre immaginare che questo traduttore fa la parte di una sorta di robot, come quello immaginato da Isaac Asimov, autore di numerosi romanzi e racconti di fantascienza e di volumi di divulgazione scientifica. Google Translate è un’intelligenza artificiale che si serve delle più grandi biblioteche universali che siano esistite per progredire nella loro funzione specifica, per esempio quella offerta da Startpage.com; tanto da servirsi nel nostro caso in esame di termini che più di altri assomigliano a ciò che essi possono legare alla parola da decifrare. L’abbiamo visto non la parola Rohash. Quasi a intravedervi una capacità crittologica nel manipolare le parole da tradurre cosa che si trasforma in crittografia.

Fig. 4: Linea di flusso-algoritmo da destra: Sin-Alef-Heth-Waw-Res-Waw-Pe-He-Waw-Alef. La grande porta dei 144mila dell’Apocalisse.

In quanto alla crittologia, la presunta capacità intravista nel Google Translate, importa conoscere il lato informatico che ci permetterà di affrontare il lavoro di ricerca sul tema del quadrato magico Rohash. È una cosa che si assimila alla password nota a tutti, perché è la chiave di accesso ai nostri dati personali secretati sul nostro computer, quasi che fosse come il quadrato magico Rohash, tema di questo scritto.

Ma veniamo al mistero profetico celato nel quadrato di Abramemelin il Mago.

Il quadrato magico Rohash (fig. 4) ha 25 caselle con numerazione, e può dar luogo ad una linea di flusso-algoritmo Sin-Alef-Heth-Waw-Res-Waw-Pe-He-Waw-Alef. Mi è venuto di immaginare una casa con una grande entrata; piccola non poteva risultare.

Sostituendo ad ogni numero la lettera ebraica che vi corrisponde nella fig. 3, si ha la seguente parola con la relativa traduzione tramite il Google Traduttore:

שﬡתורופהוא = Questo è un turno

Non dice nulla di interessante ma siamo in un certo gioco e tutte la parole hanno un valore, al limite, in questo caso, per indicare qualcosa – mettiamo -, l’indicazione di passare a un secondo turno. C’è la possibilità di distanziare, come già fatto in precedenza, uno alla volta i caratteri, iniziando da destra per trovare le traduzioni corrispondenti di senso coerente:

ש ﬡתורופהוא = Q Torufho

ש ﬡ תורופהוא = Q ﬡ Turof è

ש ﬡ ת ורופהוא =

⁇ ש⁇ ור⁇ ת⁇ רופהו⁇

ש ﬡ ת ו רופהוא = io

ש ﬡ ת ו ר ופהוא = ש ﬡ ת ת ו ר וווהא

ש ﬡ ת ו ר ו פהוא = ש ﬡ ת ת ו ר ו פאואו

ש ﬡ ת ו ר ו פ הוא = che lui è

ש ﬡ ת ו ר ו פ ה וא = ש ﬡ ת תור ו פ ה וא

ש ﬡ ת ו ר ו פ ה ו א = ש ﬡ ת ו ר ו פ ה ו א

Due sono le risposte coerenti e le ho segnato in grassetto.

Dunque si tratta della casa dell’io con la prima risposta, forse un po’ timidamente essendo con lettere minuscole. O forse è un “io” visto da lontano. Mi viene comunque in mente un passo della Bibbia, al nome di Dio quando dice a Mosé «Io sono colui che sono» (in ebraico: אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה‎?, ʾehyeh ʾašer ʾehyeh). Avrete capito che parlo per bocca di quel ragazzo, ma è un modo per camuffare essendo io e lui la stessa persona.

«Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono” (traduzione letterale) o “Io sono colui che è” (traduzione di concetto). Poi disse: “Dirai così ai figli d’Israele: Io-Sono (oppure Colui che è) mi ha mandato da voi”» (Esodo 3,14)

Notare anche Esodo 3,14: il numero matematico pi greco che “esoda”? Forse vorrebbe alludere che il vaticinio riguarda un certo futuro in cui il progresso tecnologico ha fatto capo ad una matematica molto progredita. Ricordo sempre che stiamo facendo un gioco e sono tutti ragionamenti che possono avere molta logica. Cioè non importa “stare con i piedi a terra”, come si suol raccomandare allo studente scolastico.

A mio giudizio, l’aver sfiorato i fatti biblici su Mosè che sale sul Monte Oreb ove riceve la tavole della Legge facendo l’esperienza del «roveto ardente» e sente la voce di Dio pronunciare «Io sono colui che sono», non significa che questo sia il senso dell’ipotetica profezia del quadrato di Abramelin, avendo supposto che si tratta di una “bottiglia del naufrago”. Infatti è una bottiglia che ho raccolto io e profetizza un’analoga “salita” immaginaria su un certo monte Oreb di questi tempi. E se a questo si aggiunge anche il rilevato messaggio criptico di «Esodo 3,14» che può valere, come già argomentato, quale segno del numero matematico di pi greco, allora il riferimento a questa epoca della scienza matematica tecnologica, e non a quella del tempo di Mosè, la profezia di Abramelin il Mago, oggi può avere questo significato. Un nuovo Dio che si dispone a rivelarsi e chi se non il Cavaliere del cavallo bianco dell’Apocalisse? Si va avanti a ruota libera??

Ma la silouette del flusso crittografico seguito per la decifrazione del quadrato di Abramelin è a forma di una casa con un grande entrata; e, se il riferimento della parola שﬡתורופהוא , ma in modo incerto (quindi ancora da venire) porta a indicare da dove proviene, cioè dal «Re dei re e Signore dei signori» (Ap 19,11) dell’Apocalisse di Giovanni, allora la grande porta è quella riservata ai «centoquarantaquattromila, segnati da ogni tribù dei figli d’Israele». (Ap 7,4)

Ma andiamo avanti col gioco, poiché non è finito qui, potendo optare per una seconda interpretazione del quadrato magico di Abramelin della fig. 3, ricorrendo ad una linea di flusso-algoritmo inversa a quella adottata. Chissà che il risultato precedente può avere delle delucidazioni tali, non solo da confermarlo ma anche da perfezionarlo.

La strada inversa, da sinistra verso destra è Res-Waw-Heth-Alef-Sin-Alef-Waw-He-Pe-Waw che al Google translate dà questa traduzione:

ש ﬡ ת ו רופהוא ש ﬡ ת ו ר ו פ הוא = Che è un dottore, che è un dottore

Questo risultato è interessante quasi a suggerire che si tratta di un’operazione volta alla “guarigione” come quella, sia dell’Apocalisse di Giovanni da parte degli angeli contro i malanni della “bestia”, sia quella della Grande Opera dell’Alchimia, con il Leone verde, per fare di un uomo un essere superiore e immortale. Dunque come operato in precedenza esaminiamo il responso seguendo la strada inversa, da sinistra verso destra e la frase in ebraico risultante è Res-Waw-Heth-Alef-Sin-Alef-Waw-He-Pe-Waw che al Google translate dà questa traduzione:

רוחאשאופו = Ruachashopo

Non sembra avere senso, ma solo in apparenza. Perché? Perché inizia con Ruach… che è la prima parola di Ruach haQodesh (in ebraico: רוח הקודש‎?), un’espressione della religione ebraica che si traduce per lo più letteralmente con “Spirito Santo“, ma è anche traducibile come “ispirazione divina“.

Infatti, distaccando i caratteri uno per volta, ma anche in modo irregolare, compaiono migliori traduzioni dal notevole significato prossimo con la parola Ruach:

רו ח א ש א ו פ ו = Spirito di spirito

רוח א ש א ו פ ו = io

רוחאשאופ ו = Spiritualità e

Queste versioni sembrano confermare le precedenti del caso inverso del flusso-algoritmo, ma proviamo ancora accoppiando la prima con la seconda traduzione (fa parte del gioco della crittografia):

רו ח א ש א ו פ ו רוח א ש א ו פ ו = Spirito di spirito e spirito di spirito

Proseguendo ancora col raddoppio della frase si ha:

רו ח א ש א ו פ ו רוח א ש א ו פ ו רו ח א ש א ו פ ו רוח א ש א ו פ ו = Spirito di spirito e spirito di spirito e spirito di spirito di spirito di spirito.

E ancora:

רו ח א ש א ו פ ו רוח א ש א ו פ ו רו ח א ש א ו פ ו רוח א ש א ו פ ו רו ח א ש א ו פ ו רוח א ש א ו פ ו = Spirito di Spirito e Spirito di Dio e Spirito di Dio di Spirito di Dio di Dio di Spirito di Dio.

E ancora oltre si conferma la stessa traduzione.

Ma la ricerca non finisce qui perché si ha modo di perfezionare la natura specifica dello Spirito di Dio volto a svolgere un ruolo decivivo, e che risulta rapportarsi a due fatti.

– Il primo fatto è legato a quel game per smartphone e tablet della storia fantasiosa di un Conclave del Vento, che ha aperto la porta al ragazzo in me, preso per il gioco della magia. Infatti è emerso che Rohash, il nome caratteriale del quadrato magico di Abramelin si identifica con un altro Rohash il Signore del Vento dell’Est, le cui tempeste possono ridurre le montagne in polvere.

– Il secondo fatto, che quasi non si prevedeva, è legato al responso finale suddetto dello Spirito di Dio.

Stiamo a vedere.

Esaminando più a fondo, in modo crittografico, il quadrato magico di Abramelin, sono illuminanti questi due casi che sono evidenziati sul quadrato con le linee di flusso-algoritmi.

Nella figura 5, la linea di flusso-algoritmo segue un tracciato relativo a questi caratteri ebraici Res-Waw-Heth-Alef che corrispondono alla seguente parola ebraica con la relativa traduzione:

רוחא = spirito

Nella successiva figura 6 la linea di flusso-algoritmo segue un altro tracciato relativo a questi caratteri ebraici:

רוח הרוח = spirito del vento

Figura 5: Quadrato magico di Abramelin. Linea di flusso-algoritmo  Res-Waw-Heth-Alef in quattro versioni palindrome.

Ed ora è veramente imbarazzante dover ammettere che il gioco magico del quadrato del mago Abramelin si fa serio perché, non solo si è riscontrato il legame col game di Rohash il Signore del Vento dell’Est, ma si ha il perfezionamento dello Spirito di Dio che opera come Spirito del Vento. A questo si aggiunge un seguito da parte dell’arte, con un’opera xerigrafica di Albrecht Dürer, una delle tante della serie ispirate all’Apocalisse di Giovanni, “Gli angeli della devastazione”, seguente:

Figura 7: Albrecht Dürer. Gli angeli della devastazione.

Nella figura 7 uno degli angeli, quale Spirito di Dio, è lo stesso del quadrato magico Il Signore del Vento dell’Est. Si vedono in alto ai due lati i quattro venti tenuti a freno solo da un angelo, quello a sinistra in alto. Che cosa ha voluto far capire l’autore della xerigrafia in visione, cioè Albrecht Dürer? Ma questo esula dal tema in corso e per saperlo rimando al mio saggio pubblicato in rete “L’algebra nell’Apocalisse di Giovanni” di cui al link https://www.altrogiornale.org/lalgebra-nellapocalisse-di-giovanni/. Curioso rinvio ad una certa algebra in relazione a quel rimando dell’annotazione: Esodo 3,14: il numero matematico pi greco che “esoda”? Un fatto crittografico matematico.

Il Vento degli alchimisti

«Il Vento degli alchimisti è il vento biblico Rouah [1] che simbolizza la forza elementare, il sinonimo dello Spirito di Dio che porta il fuoco primordiale, il potere come inteso dalle popolazioni Druidiche, capace di variare magicamente i rapporti degli elementi acqua, aria, fuoco e terra nella composizione di tutti gli esseri viventi. Nell’«explicatio locorum signatorum» il petto dell’Uomo microcosmico diventa quindi il luogo ospitante l’anima vitale dove le stelle, con la loro luce, fungono da collegamento tra le forze spirituali o luce infinita e quelle materiali o tenebre profonde cioè tra le «idee del mondo sovraceleste e il mondo subceleste degli elementi». Il conflitto tra queste due entità è mantenuto in equilibrio dal Sole, grazie al quale la vita è insufflata nel corpo.

Nell’imaginatio alchemica, il Vento è associato al flusso animatore del primo Uomo, all’Anima del Mondo originata dai quattro venti principali provenienti dai punti cardinali Nord, Sud, Est e Ovest.»6

[1] In arabo come in ebraico la parola significa ‘soffio’, ‘spirito’. Ma Rouah si accosta anche alla parola Rohash del quadrato magico di Abramelin appena finito di esaminare.

Oh povero me! a questo punto, nel rendermi conto di ciò che per gioco ho svelato, un vero e incredibile tesoro, una profezia dell’avverarsi dell’Apocalisse di Giovanni. Di un Dio che si rivela a me, ma per gioco, quasi a prendersi beffa di me. Al contrario di Mosè che ansimava salendo il Monte Oreb e dovette prostrasi davanti ad un Roveto ardente e sentire la voce di Dio che si rivolgeva a lui. E sono stato anche avvisato che il pentacolo incluso nel manoscritto “La Magia Sacra di Abramelin il Mago”, è imperniato sull’evocazione del Sacro Angelo Guardiano, che può essere assimilato anche all’Io più profondo, la controparte invisibile o Adam Kadmon, l’Uomo Celeste Cabalistico. Lo stesso Io emerso dalla decifrazione del quadrato magico di Abramelin il Mago che è stato anche confermato rivelandosi Spirito di Dio e Signore del Vento!

Certe verità, come questa contenuta nel quadrato magico di Abramelin il Mago, solo rivelandosi per gioco, per giunta a me, un tale senza referenze accademiche, tantomeno carismi riconosciuti, possono restare velate come lo sono state finora, poiché nessuno vi crederà.

< Mentre Gesù, uscito dal tempio, se ne andava, gli si avvicinarono i suoi discepoli per fargli osservare le costruzioni del tempio. Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata».

Sedutosi poi sul monte degli Ulivi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e, in disparte, gli dissero: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo».

Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo è solo l’inizio dei dolori. Allora vi consegneranno ai supplizi e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, ed essi si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, l’amore di molti si raffredderà. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato. Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine. >(Mt 24,1:13)

Brescia, 18 ottobre 2021

note

1https://it.wikipedia.org/wiki/Magia_in_Harry_Potter

2 https://www.ereticamente.net/2015/12/abramelin-il-mago-magia-sacra-e-grimoires-segreti-stefano-mayorca.html

3https://www.ereticamente.net/2015/12/abramelin-il-mago-magia-sacra-e-grimoires-segreti-stefano-mayorca.html

4    https://it.wowhead.com/throne-of-the-four-winds

5   https://www.ohga.it/sincronicita-jung-e-lo-studio-sulle-coincidenze/

6   http://www.duepassinelmistero.com/vento.htm

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Categorie: Esoterismo

Pubblicato da Ereticamente il 2 Novembre 2021

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Marco Luzzi

    Noto che il quadrato magico corrisponde, per le lettere, al noto quadrato:
    SATOR
    AREPO
    TENET
    OPERA
    ROTAS
    Tanto che credo che la waw della penultima riga, quarta posizione debba essere una resh, forse errore dovuto a somiglianza se non scritta bene.

  2. È RESH, senza dubbio, prova ne è che il quadrato magico è palindromo, tanto che la terza riga orizzontale in questione si identifica con la seconda riga verticale e anche con la terza riga verticale, la prima iniziando dall’alto e l’altra iniziando dal basso.
    Ed ecco che si ha una prova per sfatare il fatto che in mancanza di una vera predisposizione e di un’adeguata preparazione in materia di magia, le pratiche possono divenire estremamente pericolose e ritorcersi contro coloro che ne abusano impunemente.
    Tuttavia nello scritto sviluppato da me, la mia banale distrazione, sulla RESH evidenziata da lei signor Marco, cui ringrazio per averlo notato, al post dell’erronea WAW, è stata provvidenziale.
    Infatti ho voluto verificare la mia ricerca, facendo le cose corrette nei vari passaggi crittografici, e una delle mie traduzioni dall’ebraico da che risultava:
    ש ﬡ ת ו רופהוא = io
    Con la correzione in una diversa disposizione di lettere risulta:
    ש א ח ו ר ו פהרא = Sha Aharu e Faraone
    Come – per esempio – a sovvertire i fatti della storia al tempo di Mosé cui si opponeva il faraone Ramses II, un degno Io e l’altro una sorta di Ego.
    Tutto questo per dire che, se da un lato la razionalità non giustifica il mio errore di distrazione che non è ammesso, mettiamo oggi in medicina per la ricerca del vaccino contro il Covid-19, dall’altro può accadere che un ricercatore, di solito integerrimo e molto preciso, involontariamente trascura la rigida procedura e perviene ad un ritrovato che poi si dimostra risolutivo, laddove un mondo intero di clinici, rivolti allo stesso scopo, non lo potrebbe mai. E tutto è bene ciò che finisce bene, come nel caso di una banale RESH per la ricerca che poi e solo un gioco.
    «La lettera è come un corridoio attraverso il quale l’uomo può raggiungere il cielo. Se lo gestisce bene, ottiene il grado di elevazione spirituale, portando così benedizioni sulla terra. Se invece è così legato alle cose terrene da non poter fare il grande passo, egli diventerà povero di benedizioni. (Magen David)
    Sebbene la RESH allude al RASHA’ (malvagio) [per alludere alla traduzione di FARAONE – ndr], essa contiene in sè la speranza per la sua redenzione. La lettera RESH si può comparare ad un tubo piegato sul proprio asse, come una porta appoggiata al cardine. Questo insegna che la persona malvagia si può girare verso la KUF – che rappresenta la santità – trovandosi così faccia a faccia con Dio.» [http://www.nostreradici.it/lettere/resh.htm]
    Saluti,
    Gaetano Barbella

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