Green Pizza – Livio Cadè

Green Pizza – Livio Cadè

Quando in una società prevalgono forze mortifere che calpestano anche i più fondamentali principi di libertà e giustizia, darsi volontariamente la morte è l’atto di estrema protesta. Nel 1963 un bonzo vietnamita si sedette in mezzo a una via di Saigon; un altro monaco lo cosparse di benzina e gli diede fuoco. Con quel gesto terribile si sperava di indurre un cambiamento nella politica di un governo filo-cattolico che aveva vietato la libertà di culto alla popolazione buddista.

Sconvolge ancora vedere quell’uomo avvolto dalle fiamme mentre siede imperturbabile nella posizione del loto. Il suo cuore fu ritrovato intatto tra le ceneri e ancor oggi è conservato in una teca e venerato. Reliquia preziosa per chi vede nel cuore la sede dell’anima e dell’amore. Ma gli scienziati, che non vi vedono altro che una pompa, non capiranno. In fondo, da questa distinzione dipende il senso che diamo alla vita. Per me, la compassione contenuta nel cuore di quel monaco era tanto potente da far barriera alle fiamme.

In realtà, il buddismo, come il cristianesimo, vieta il suicidio. Togliersi la vita è considerato un grave peccato, atto che provoca una maculazione karmica negativa e una cattiva rinascita. Tuttavia, la dottrina buddista non implica una condanna assoluta e preconcetta del suicidio, perché le manca quell’idea della vita come “dono di Dio” che sembra rendere il suicidio un’offesa al Donatore.

Non è mia intenzione mettere a confronto visioni cristiane e buddiste. Osservo solo come nel buddismo il carattere etico del suicidio sia determinato dalla condizione mentale di chi si uccide. Privarsi della vita è un atto il cui senso e la cui natura morale dipendono dalle sue motivazioni. Werther si uccide per una delusione amorosa, madame Bovary per sottrarsi ai debiti, gli Zeloti a Masada si uccisero in massa per sfuggire ai supplizi dei Romani, Catone si diede la morte per protestare contro la tirannia di Cesare, per coerenza con le sue idee di libertà.

Anche se non è possibile porre questi suicidi su un unico piano, mi pare che in tutti loro si manifesti come impulso fondamentale la riaffermazione di una libertà di fronte all’oppressione di fattori fisici, emotivi, economici, politici. In quest’ultima categoria potremmo comprendere anche il ‘minacciato suicidio’ di Gandhi, che nella sua lotta per l’indipendenza dell’India ricorse più volte allo sciopero della fame.

Il jainismo, religione cui il Mahatma apparteneva, ammette infatti il suicidio mediante il digiuno. L’astensione totale dal cibo svolge tradizionalmente un compito di purificazione psicofisica dell’individuo. In Gandhi il digiuno trascende questa dimensione soggettiva e appare tentativo di purificare un intero sistema nazionale. Questa prassi ha trovato in seguito molti emulatori, diventando emblema della resistenza passiva a un male politico o sociale.

Ma il monaco vietnamita introduce nel sacrificio di sé un più alto valore spirituale; il suo gesto è pervaso infatti da un senso di pietà per i suoi persecutori. Egli non rivolge alcuna critica ai governanti, esprime solo la speranza che si ravvedano, per il loro stesso bene. Non prova ostilità verso di loro, secondo il principio per cui i veri nemici sono dentro di noi.

Nel ’69, imitando l’esempio di quel monaco, alcuni studenti cecoslovacchi si diedero fuoco in pubblico. Il primo, l’unico di cui ricordiamo il nome, fu Jan Palach, un ragazzo di vent’anni. Erano gesti scioccanti contro un regime di cui denunciavano la violenza, la sistematica censura, l’informazione falsificante. Bruciarono con loro quegli aneliti di libertà che la cosiddetta “primavera di Praga” aveva risvegliato e che i militari sovietici avevano brutalmente represso.

Dopo di loro, in vari Paesi del mondo, altri si immolarono tra le fiamme per richiamare l’attenzione su ingiustizie e soprusi. Spinti non dalla disperazione ma dalla speranza di favorire una presa di coscienza nell’opinione pubblica o addirittura una trasformazione politica e sociale. Quasi una forma di anti-terrorismo in cui il suicida non scarica sul nemico il proprio odio, ma sembra attirare su di sé la violenza dell’altro, e consumarla nel suo gesto sacrificale perché divenga visibile a tutti.

Adottare tali strumenti per denunciare l’attuale tirannia, la sua brutalità e falsità, appare tuttavia anacronistico. L’informazione ufficiale è oggi molto più corrotta e manipolata che nella Cecoslovacchia comunista del ’69 o nel Vietnam del ’63. Un gesto di protesta così eclatante verrebbe nascosto o contraffatto. Inoltre, la coscienza collettiva vive in un tale stato di dipendenza dai notiziari di regime e in una così arrendevole osmosi col Sistema che ogni contestazione, anche pacifica, diventa per lei atto terroristico, “odiosa violenza”.

È dunque illusorio sperare, con una breve fiammata o con un lungo sciopero della fame, di inceppare la macchina del totalitarismo che avanza, di far breccia nella coscienza dei media o del Potere. Come fece la first lady vietnamita nel ’63, qualche cinico giornalista o politico potrebbe definire il rogo dell’eroe un “barbecue show”, o pretendere per chi digiuna un TSO. Ogni gesto idealistico, quanto più alto e luminoso fosse, tanto più in fretta verrebbe banalizzato, condannato e dimenticato.

Questo dipende da un drammatico abbassamento della statura morale e intellettuale della società. Siamo infatti circondati da nani la cui bassezza appare ormai misura normale dell’uomo. Questo ha permesso l’imporsi di una nano-dittatura capeggiata da troll, nani particolarmente aggressivi e malvagi, abili nel dissimulare la loro vera natura.

Sono aborti dello spirito, creature grottesche che votano la loro esistenza al tesaurizzare, al capitalizzare, all’accumulo di beni materiali. Per converso, odiano e disprezzano tutto ciò che è spirituale. Esseri avidi, dominati da pulsioni sadico-anali, inclini alla crudeltà e al controllo degli altri. Gli atti più abbietti sono per loro virtù, se creano profitto. Purtroppo il mondo politico e mediatico è sotto il loro controllo.

E non possiamo certo aspettarci che dei troll, la cui anima dimora in antri e cunicoli tenebrosi – a qualcuno potrebbero ricordare le anse di un intestino e masse fecali – amino la purezza e la luce o che riconoscano la nobiltà di un sacrificio. È viceversa naturale che godano nell’infliggere torture sociali, nel diffondere informazioni false e angoscianti, nell’elaborare manovre politiche tese a produrre sofferenza.

Per questo a un troll può sembrare ‘geniale’ affamare e tormentare quelli che non gli obbediscono. Non è certo necessario esser geni per capire che un cane preso a calci guaisce e, lasciato senza cibo, muore. Così, anche un idiota capirebbe che il Green Pass è l’equivalente politico di quel banalissimo ricatto domestico con cui i genitori minacciano di punizioni e privazioni i figli recalcitranti, forma di persuasione violenta che non ha nulla di geniale.

Ma dobbiamo tener presente che la prospettiva di un troll è condizionata da una patologica malvagità. ‘Geniale’ è per lui tutto ciò che stimola la sua libido perversa. Come quel giudice nano cantato da De André, che trovava piacere nel mandare la gente al patibolo. Per questo la logica tortuosa e maligna di un troll può risultare incomprensibile a una persona sana.

Si prenda ad esempio questo paradosso: secondo i troll, chi si ‘vaccina’ ne trae unicamente vantaggi, mentre gli altri non solo si espongono al rischio di ammalarsi e morire ma possono subire anche molte amare conseguenze economiche e sociali. Quindi, a sentire la propaganda troll, il miracoloso elisir non solo garantisce una protezione sanitaria esente da rischi ma consente anche la conservazione di libertà e diritti che altrimenti vengono negati. Inoltre – costo per la collettività a parte – è offerto gratuitamente dallo Stato.

Dunque, seguendo la logica troll, si potrebbe sostenere che chi non si ‘vaccina’ è un folle o un masochista. Invece, sorprendentemente, si dice che è un ‘opportunista’. Cioè, secondo il senso comune, uno che cerchi di trar vantaggio dalle circostanze. Ma quali sarebbero i vantaggi alla base del diniego e della resistenza di milioni di persone che rifiutano ostinatamente il salvifico ‘vaccino’ e tutti i privilegi che comporta? Ufficialmente non ve ne sono.

E chi non si ‘vaccina’ non ritiene certo di trar profitto dalla ‘vaccinazione’ degli altri, dato che la considera inutile e pericolosa. Definirlo ‘opportunista’ ha quindi senso solo se ammettiamo che il vantaggio consista nel non ‘vaccinarsi’. Verità forse sfuggita per un lapsus, in un rigurgito di cattiva coscienza. E ciò spiega perché i troll studino vessazioni sempre più pesanti, ricatti sempre più odiosi per scoraggiare l’opportunismo di chi cerca di sottrarsi ai “danni da vaccino”, ovvero chi tenta di frustrare i loro piani e la loro crudeltà.

Del resto, ogni epoca ha conosciuto forme di tirannia, dittature violente e persecuzioni sociali. Ma nella loro malvagità i tiranni hanno a volte qualcosa di grandioso. Noi invece siamo dominati da nani. È come esser divorati non da una tigre ma da un branco di ragni. Presi in una ragnatela di menzogne, imprigionati in bozzoli, avvelenati da una moltitudine di aghi ipodermici, come minuscole zanne. Evidentemente  è la tirannia che ci meritiamo, fatta su misura per noi.

Sento infatti che un italiano su due è favorevole al green pass. Chi vede il bicchiere mezzo pieno si consolerà. Chi lo vede mezzo vuoto, si lamenterà del fatto che mezza Italia soffra di nanismo morale o cognitivo. Una mia rudimentale indagine statistica porta a risultati ancor più sconfortanti. Quando  qualcuno mi parla della sua scelta di ‘vaccinarsi’, immancabilmente – nel 100% circa dei casi – ricorre infatti una comune motivazione: poter uscire la sera a mangiar la pizza con gli amici o la famiglia.

Altre ragioni vengono in genere taciute, forse perché meno rilevanti, o ritenute ovvie. Di fatto, mentre chi non si ‘vaccina’ lo fa perché “incosciente e irresponsabile” – questa è la formula canonica – i ‘vaccinati’ sembrano aver deciso sulla base di un’irrefrenabile impulso a recarsi in pizzeria. Pronti a farsi dieci dosi pur di procurarsi l’agognato lasciapassare per la Margherita o la Quattro Stagioni.

Perciò, chi meditasse di darsi alle fiamme, di fare scioperi della fame o di emulare tragici gesti alla Yukio Mishima o alla Dominique Venner, sperando di mostrare a questa società la sua abiezione, di svegliarla dal suo sonno mediatico, lasci perdere. Il valore simbolico del suo sacrificio sarebbe pari alla sua inutilità pratica. Al massimo, dopo aver deprecato la violenza di quei no-vax che prendono a testate i manganelli della polizia, la gente farebbe qualche battuta sulla follia di chi preferisce il suicidio a una buona pizza.

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Categorie: Cultura & Società

Pubblicato da Livio Cadè il 24 Ottobre 2021

Commenti

  1. Franco o

    Nessuno me ne voglia, ma se voglio che i miei figli studino devo lavorare e se voglio lavorare ogni due giorni mi devo mettere in fila alle 7 del mattino prima che la farmacia apra per farmi torturare a mie spese.
    Non lo trovo umiliante è il mio modo di resistere.
    Al buio compaiono altri alla spicciolata e si mettono a fare la fila con me. Alla fine siamo tanti. Parliamo, discutiamo.
    C’è qualcosa tra noi, ora capisco che non sono solo.
    Sento qualcosa nello spirito.
    Se volete chiamatela RESISTENZA!
    Noi ci siamo.

    • Livio Cadè Staff

      Fare il tampone è cedere a un ricatto criminale per evitare un male assai peggiore (il finto vaccino). È quindi una resistenza parziale.
      L’alternativa sarebbe una resistenza totale, rifiutando anche il tampone.
      Strada che ovviamente non è percorribile da chi dipende dal proprio lavoro per mantenere sé stesso e la propria famiglia.
      E comunque, i troll non hanno ancora dato fondo a tutta la loro malvagità.
      Temo che dovremo perciò prepararci a forme di resistenza più dura.

    • Lupo nella Notte

      Questo Sistema satanico terminale non offre una vera alternativa all’integrità senza compromessi. Non si può pensare che il tampone sia innocuo e che venga generosamente offerto ai “renitenti” alla santa inoculazione; è solo un altro modo per impadronirsi dei corpi del bestiame umano, e non solo di quelli:

      https://laforzadellaverita.wordpress.com/2021/05/10/i-tamponi-pcr-covid-sono-uno-strumento-di-genocidio/

  2. Paola

    L.C.
    C’è dell’altro. Il senso di appartenenza a una sorta di gruppo privilegiato. Che esibisce il QR con orgoglio. Ma, al contempo, non si astiene dal fare proselitismo a tutti i costi. Ciò è letale, oltre che contraddittorio per chi ostenta il marchio del liquame con senso elitario di appartenenza. Sarebbe da studiare la cosa. Tutto il mio rispetto e la mia vicinanza, invece, al sig. Franco.

    • Livio Cadè Staff

      Sì, ormai si è creata la casta dei ‘vaccinati’.
      Più vaccini si fanno più ne sono orgogliosi, come fossero medaglie al valore. Tra un po’, come nelle logge massoniche, ci sarà il ‘vaccinato’ di primo, secondo, terzo grado, cioè l’apprendista, il compagno, il maestro ecc. Non credo però andranno oltre il quarto o quinto grado, causa moria dei soci.

  3. Paola

    * QR code. Dimenticato un pezzo. Stanca.

  4. Paola

    L.C.
    Vero! Però ritorno su un punto…perché i “qrdaliquamepossessori”, sentendosi élite, vogliono convincere gli altri? Più marchiati, meno élite…perderebbero lo status di privilegiati. Non capisco.

    • Paola

      …o non voglio capire. Troppo insostenibile. Cos’è? Tu marchiato, sei un membro dell’élite…più anime mi porti, più in alto sali…È questo?

    • Livio Cadè Staff

      Perché, come si è detto più volte, il covidismo è una religione ecumenica. Quindi ha i suoi ‘missionari’, come i Testimoni di Geova. “Lei crede nel vaccino? … Lei non crede che il vaccino salverà il mondo?”.
      Io rispondo: “guardi, sono ateo, non ho interesse per questi argomenti”.
      Comunque, io credo, v’è anche nei ‘vaccinati’ una riserva mentale, cioè il timore più o meno cosciente che il ‘vaccino’ sia pericoloso.
      Quindi, cercando di convincere gli altri, cercano di rassicurare sé stessi…

  5. Paola

    …in alto sali, di grado. In basso scendi, nel loro habitat naturale…caldo quanto basta. La porta simbolo della mostra a Roma li sta accogliendo.

    • Livio Cadè Staff

      I luoghi di riunione degli adepti della chiesa satanica si chiamavano ‘grotte’.
      Anche i troll vivono in grotte. Sono i rifiuti delle viscere della terra.
      Nella loro scala gerarchica, più alto è il tuo grado più profonda è la tua bassezza. Tutto alla rovescia, insomma…

  6. Paola

    L.C.
    Vero anche questo. Più liquame per tutti, più sopportabile il liquame dentro di sé. Incognita temuta. Ma non lo ammetteranno mai.

  7. Paola

    Lupo nella Notte.

    Avevo letto qualcosa in proposito. E concordo con Lei, come spesso ho fatto…Ma come la mettiamo con persone come il sig. Franco? Nella mia famiglia, sospesi dal lavoro o contratti a tempo determinato non rinnovati. Autonomia…poca. Si resiste…

  8. Paola

    P.S.Uno sospeso dal lavoro per rifiuto di fare anche il tampone. Altra, contratto non rinnovato perché comunque ‘preferivano personale marchiato con liquame…per evitare disservizi causa programmazione laboriosa prenotazione tampone.

  9. Paola

    Lupo nella Notte.

    Io sono una radicale, né liquame, ,né tampone…Ma mi rendo anche conto che rischiamo, minoranza già esigua, di dividerci ulteriormente tra noi. Il sig. Franco dice cose vere. Con sincerità e calore. Le code fuori dalle farmacie stanno diventando luogo di aggregazione, confronto, anche solidarietà. Amici, parenti, la maggior parte di noi li ha persi…Non possiamo dividerci ulteriormente.

    • Lupo nella Notte

      Non voleva essere un commento divisivo ma chiarificatore. Credo che molti di quelli che scelgono la finta alternativa del tampone ne sottovalutino ampiamente le insidie, e soprattutto ne ignorino i veri scopi. Se li conoscessero, probabilmente la penserebbero come noi. Detto questo, mi rendo perfettamente conto della situazione del signor Franco, e dei tanti nella sua stessa condizione.

  10. Paola

    …a parte che, come dice L.C., non sono da escludere forme più repressive. Vedi dichiarazioni su eventuale GP senza l’opzione tampone. Ormai mi aspetto di tutto.

  11. Paola

    L.C.
    Ripensavo ai troll…quel video ripugnante del troll che parla di stecco nel cervello, fregandosi le manine, me lo sogno di notte (incubo). Ma, pur non essendo attratta, né conoscendo molto dell’antroposofia, mi ha molto colpito il tema degli uomini locusta.Troll e locuste. A posto siamo.

    • Lupo nella Notte

      Pensi che per pura sincronicità tra me e me è proprio cosí che mi sono sempre riferito al Ministro della Malattia, Roberto Disperazione: “la locusta”, l’ho sempre chiamato. Me ne dà istintivamente l’idea. Ne devo aver colto l’essenza piú autentica, se cosí si può dire…

      • Paola

        Lupo nella Notte.

        Lo so che Lei non è divisivo. E apprezzo sempre i Suoi interventi. Aprono al confronto, aiutano a sentirci vivi…

        P.S. Continuo ad amare le Sue creazioni…da Agnello del Mattino a Ministro della Malattia e Roberto Disperazione
        Ah, sulle locuste…io ho sempre avuto una ripugnanza patologica per locuste, cavallette etc…una volta, in classe, saltai oltre la cattedra e atterrai tra gli studenti dopo averne individuata una nell’aula…ripugnanza predittiva…

      • Paola

        Lupo nella Notte.

        Lo so che Lei non è divisivo. E apprezzo sempre i Suoi interventi. Aprono al confronto, aiutano a sentirci vivi…

        P.S. Continuo ad amare le Sue creazioni…da Agnello del Mattino a Ministro della Malattia e Roberto Disperazione 😉
        Ah, sulle locuste…io ho sempre avuto una ripugnanza patologica per locuste, cavallette etc…una volta, in classe, saltai oltre la cattedra e atterrai tra gli studenti dopo averne individuata una nell’aula…ripugnanza predittiva…

        • Lupo nella Notte

          La ringrazio molto per le sue gentili parole.

          Un’alternativa per il Ministro della Malattia potrebbe essere “Bob Hope”, che sarebbe invece una traduzione letterale, eppure nel contempo, antifrastica… un po’ come per i virus, insomma, che ci sono… ma nello stesso tempo, non esistono! Vede come ci porta lontano la scie(me)nza medica odierna? Dalla virologia – detta anche la “scie(me)nza del Nulla” – alla pura metafisica, chi l’avrebbe mai detto..?

          Un caro saluto

  12. Paola

    Ah, nell’eventualità…il mio suicidio sarebbe in parte su modello degli Zeloti. Evitare supplizi di troll e locuste. E, soprattutto, speranza di salvezza dell’anima. Non so a quale categoria ricondurre questa scelta. C’è il problema della visione cristiana. Il Dono. Quindi non salverei l’anima…ma mi sottrarrei ai supplizi. Come se ne esce?

    • Livio Cadè Staff

      Strano, non avevo notato questo commento. Domanda delle cento pistole.
      Forse se ne esce cambiando visione. Comunque, Dante colloca Catone nel Purgatorio («libertà va cercando ch’è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta»)…
      Atenagora (almeno, mi pare di ricordare fosse lui) diceva che il suicidio è un grido di dolore di cui Dio-Padre non può non avere pietà.
      La teologia cristiana, Agostino, Tommaso ecc., è tuttavia inflessibile nel condannare a priori il suicida.
      È ammessa la legittimità morale dell’omicidio in certe circostanze (guerra, pena di morte, legittima difesa o difesa di altre vite) ma in nessun caso quella del suicidio.
      Il buddismo, essendo Via di Mezzo, propone una visione del suicidio, del suo significato etico e delle sue conseguenze spirituali, relativa all’interiorità del soggetto che lo compie, alle sue intenzioni.
      Comunque, nel dubbio, si astenga.

  13. Paola

    * mi scuso. Visto ora. Ho scritto “fregandosi le manine” anziché “SFREGANDOSI le manine”. E ho pure messo virgole a caso nei vari commenti. Non sto dormendo molto. Stanotte non ho dormito proprio.

  14. Paola

    * 2 commenti praticamente uguali per Lupo. Uno con emoticon…il primo non “partiva”…poi partiti entrambi…

  15. Paola

    Lupo nella Notte.
    errata corrige Agnello *nel Mattino!

  16. Paola

    L. C.

    Penso ci sia una sorta di scappatoia morale. Che lega una delle opzioni sulla legittimità dell’omicidio alla consapevolezza che ciò comporterebbe il proprio immediato abbattimento. Quindi si viene uccisi mentre si uccide/si tenta di uccidere. Ci si suicida per mano d’altri. Non so, però, se l’intenzionalità del fine e la consapevolezza dell’atto inficino la salvezza dell’anima. Forse no, se si considera l’opzione alla base della legittimità dell’omicidio.
    Pura speculazione…mi astengo.
    Tranquilli tutti.

    • Livio Cadè Staff

      È un caso complesso, e la casuistica non è mai stata il mio forte. Io ho comunque criteri abbastanza lassi, diciamo elastici, di giudizio morale.
      Quindi, se dipendesse da me, io non La manderei all’inferno insieme a Pier delle Vigne. Forse in Purgatorio, con Catone.
      Ovviamente è pura speculazione…

  17. Michele Franceschini

    Sabato scorso, Rai 3 ha informato che a fine 2020 sono state promulgate in Cina normative molto restrittive sulle ricerche effettuate dai laboratori e in particolare da quelli che svolgono
    attività di sperimentazione sui virus. Queste leggi sono già operative nella maggior parte dei paesi occidentali ma la Cina aveva una legislazione meno restrittiva che permetteva ad esempio
    di fare sperimentazioni di nuovi virus su animali per poi venderli al mercato di Wuhan come animali selvatici destinati all’alimentazione degli esseri umani.
    Considerando l’abitudine dei cinesi di cibarsi di animali selvatici, si è diffusa da tempo la notizia che questi animali possano aver infettato l’uomo con virus sconosciuti.
    La trasmissione di Rai 3 ha fornito ampie notizie sulle responsabilità dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riguardo ai piani pandemici non adeguati al diffondersi dell’epidemia
    di Covid e le responsabilità del Governo italiano per l’indecisione nel dichiarare zone rosse i punti di maggior diffusione del COVID.
    Riguardo all’inizio della pandemia di Coronavirus in Italia, si è appurato dall’analisi degli scarichi di Milano e Torino che il virus circolava già a dicembre 2019 e non è stato verificato
    in tempo per mancanza di reagenti nei laboratori italiani.
    Le notizie drammatiche di questi giorni, sono le migliaia di morti per Coronavirus in Inghilterra, la nuove zone rosse in Russia, Romania e la crescita di contagi in Croazia e Slovenia.
    Dopo aver passato un’odissea ad inizio 2020, il nostro paese sta vivendo una momentanea calma ed il contagio da Covid sembrerebbe ridotto ai minimi termini.
    Questi risultati, si sono ottenuti a seguito di una cura drastica basata su regole ferree sviluppatesi proprio a seguito dell’esperienza pandemica del 2020:
    distanziamento, utilizzo di strumenti di prevenzione e controllo come la mascherina e il tampone e nell’ultimo anno la vaccinazione del 75% degli abitanti.
    Malgrado queste premesse, sono in corso proteste da parte di chi è contrario ai controlli e alla vaccinazione grazie anche al sostegno di medici che si sono da subito schierati contro
    la vaccinazione. In particolare, Mariano Amici, ex medico condotto che non vuole vaccinarsi, è da sempre contrario alla vaccinazione contro il Covid che ritiene un veleno inutile in quanto
    il virus è soggetto a mutazioni e quindi inadatto ad una cura definitiva come quella a base di vaccini. Secondo lui, i pazienti vanno curati con i farmaci già conosciuti che permettono caso
    per caso di scegliere la cura più adatta.

    Fra i principi ispiratori dalla nostra costituzione, troviamo i diritti fondamentali ed inviolabili dell’uomo sanciti per la prima volta dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
    e descritti nella nostra Costituzione agli articoli 13-54.
    L’articolo 32, tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato
    trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

    In questa situazione, ci troviamo di fronte a due interpretazioni differenti dello stesso articolo della Costituzione:

    1) in base all’esperienza passata e a tutti i fallimenti in materia di prevenzione della pandemia, il Governo ritiene urgente assicurare la salute della popolazione ed impedire che
    il virus circoli e causi l’emergenza sanitaria già in corso in altri paesi europei. Un ulteriore esigenza è quella di applicare i più aggiornati protocolli di sicurezza contro le
    pandemie per scongiurare una nuova epidemia ed evitare gli errori plateali già verificatisi in passato (mancate zone rosse, circolazione del virus senza controllo, presidi medici inadeguati) ;

    2) una parte minima della popolazione protesta perché ormai il virus è sotto controllo e non riconoscono la condizione di pandemia in cui ci troviamo cercando altre interpretazioni
    dell’attuale situazione di emergenza (dati statistici falsi, conoscenza superficiale del virus e obblighi vaccinali non adeguati al contesto, tentativo di sottoporre la popolazione
    a condizioni di dittatura sanitaria). In sostanza, considerano l’attuale decisione del Governo di limitare la circolazione di chi non si è vaccinato una plateale violazione dello stesso
    articolo 32 ove si dichiara che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario.

    Cosa ne pensate di tutto questo ?

    • Paola

      Che siamo finiti. Sembra che il corteo a Trieste non abbia neppure il permesso di raggiungere la piazza centrale. Io non ci sono andata. Non spero più. Finita.

    • Livio Cadè Staff

      La vera emergenza sanitaria riguarda secondo me un’epidemia di tipo fobico-psicotico, cioè psichiatrico. Quello che penso, per quel che conta, l’ho detto molte volte e non sto a ripeterlo.
      Vorrei solo aggiungere che la “parte minima della popolazione” che protesta è solo la punta di un iceberg di 8 milioni e mezzo di italiani e forse più (sopra i 12 anni) che non crede al ‘vaccino’, ai dati ufficiali e alla legittimità del green pass.

  18. Livio Cadè Staff

    Non ci avevo pensato, ma stamattina qualcuno mi ha fatto giustamente notare che la nano-dittatura userà per imporsi la nano-tecnologia, le nano-particelle…

  19. Michele

    Il problema è che essendo diritti costituzionali non è possibile zittirli e qualcuno approfitta di questo vuoto costituzionale e interviene in piazza fomentando i no VAX a partire dai partiti di estrema destra, medici senza scrupoli, attori in pensione, venditori di prodotti di erboristeria e medicina alternativa e ognuno tira l”acqua al suo mulino.
    È veramente un emergenza e non solo sanitaria.

    • Livio Cadè Staff

      Mi scuso per non esser stato chiaro. Il problema psichiatrico, a mio avviso, ce l’hanno i Sivax. L’emergenza sanitaria esiste a causa loro, per colpa di questa massa di persone che vedono nel ‘vaccino’ il magico elisir di Dulcamara o un lasciapassare per la libertà. O sono meschini ‘opportunisti’ (loro sì) oppure sono degli ingenui che dopo due anni ancora non hanno capito di venir presi per i fondelli. I primi hanno un grosso problema morale ma non hanno una coscienza morale sufficiente per rendersene conto. I secondi hanno invece un grosso problema mentale. Spero che così sia più chiaro.

    • Lupo nella Notte

      Mi faccia capire: i diritti costituzionali sarebbero figli di un vuoto costituzionale..? Quindi presumo che se si andasse a colmare questo “vuoto” i diritti costituzionali scomparirebbero. Anch”io penso che ci sia veramente un’emergenza in molte cose, ma di certo NON sanitaria, se non nell’accezione già chiarita dal sig. Cadè.

  20. Paola

    Ahahahahahahah…al poveretto, all the best.

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