Quei talebani americani – Umberto Bianchi

Quei talebani americani – Umberto Bianchi

Piangono. Urlano. Si disperano. “Quelle povere ragazze afghane, ora come faranno?” “Si dovranno rimettere il burka; mio Dio!” E poi tutti quei poveri diavoli di afghani, or lasciati soli tra le grinfie dei cattivacci di turno…sì proprio di quei Talebani che, in queste ultime ore, tra una conferenza e l’altra cercano di accreditarsi più moderati di quel che sono, nonostante la corale riprovazione e condanna dei media. Il tutto, propalato all’insegna di una nauseabonda cornice di ipocrisia e mala fede, che non conosce limite alcuno.

Tanto per cominciare, dovrebbe risultar strano che vent’anni di pesante occupazione occidentale, all’insegna del solito leit motiv dell’esportazione della democrazia urbi et orbi,dietro alla quale, vi erano dei precisi motivi di ordine geopolitico, siano stati frettolosamente accantonati e smobilitati, per far ritornare le cose al preesistente status quo. Si vocifera di accordi sottobanco tra le forze talebane e gli occidentali, ma nulla più che non siano voci, sul dettaglio delle quali, poco o nulla veramente si conosce.

Che l’Afghanistan sia obiettivamente un paese da sempre difficile da controllare, per qualunque potenza o coalizione di potenze straniere, è cosa fuor di dubbio, acclarata da tutta una serie di episodi storici che neanche val la pena ricordare. Una difficoltà rappresentata sicuramente dalla natura montuosa aspra ed impervia del paese ma, in special modo, dalla incontrollabile frammentazione etnica che questo presenta. Pertanto, l’amministrazione Usa, si è trovata la scusa servita sul tavolo, per operare un deciso cambio di marcia strategico. Qualcuno, parla di subentro strategico della Cina al posto degli Usa ma, a ben vedere, non è proprio così.

Al pari di altri movimenti facenti parte della galassia integralista, i Talebani godono della sponsorizzazione e dell’appoggio di varie potenze straniere, tra le quali gli immancabili Pakistan ed i “soliti ignoti” rappresentati da quei Paesi del Golfo, (Oman, Qatar, Arabia Saudita, etc.) che, a turno, si prodigano nello sponsorizzare, finanziare ed appoggiare, più o meno apertamente, questi gruppi. Il bello è che, tutto questo avviene con il silenzioso beneplacito Usa, di cui tutti costoro sono fedeli alleati, a loro volta da costoro sponsorizzati e finanziati con ingenti e generose commesse di armamenti et similia.

Il caso del Pakistan, direttamente confinante con l’Afghanistan, è esemplificativo. Per decenni, questo paese, ha sponsorizzato formazioni integraliste sunnite nei più svariati contesti, pur ricoprendo il ruolo di alleato di ferro degli Usa. Ora, al pari di quanto si avrebbe voluto in Siria, l’amministrazione globalista Usa, ha bisogno di un emirato-satellite, riottoso e turbolento, ma non troppo. Ed in questa direzione, rientrano perfettamente le dichiarazioni d’intento delle dirigenze talebane, volte ad accreditarsi alla comunità internazionale, in questa veste di compromesso. In un contesto globale sempre più polarizzato sulla questione Covid, tra chi è a favore dell’instaurazione di una dittatura sanitaria globale e tra chi, invece, è a questa decisamente contrario, quello dei Talebani e di nuove forme di instabilità indotta, rappresenta un ottimo diversivo.

Ancora una volta, pertanto, alla bella faccia di chi parla di fine del Globalismo targato Usa, tutta in favore di una sua sostituzione con una presenza da protagonista della Cina, la risposta è sotto i nostri occhi. La mossa Usa, è atta a creare un nuovo fronte di instabilità, sparigliando così, nuovamente, le carte sul tavolo di chi pensava di sostituirsi loro, nel grande giuoco del Domino Globale. E la lagna che i nostri media “embedded” vanno facendo sul lato “umanitario” della questione afghana, ancora una volta, ci dimostra la miopia politica, accompagnata da mala fede e totale asservimento che caratterizzano la nostra classe politica tutta.

 

UMBERTO BIANCHI

 

Fonte copertina: Al Jazeera

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Categorie: Attualità

Pubblicato da Umberto Bianchi il 19 Agosto 2021

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960), è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Già Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica, per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

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